MoneyFarm, opinioni 2018 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018…

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Entro nel quarto anno solare quale cliente di Moneyfarm dopo l’inizio nel maggio 2015 e le esperienze del 2016 e 2017 continuando, sempre, a monitorare l’andamento dell’investimento con la speranza, spero concreta, di vedere accrescere quella percentuale dopo il presente nel pannello di controllo dopo il segno più…
Il quarto post mantiene inalterato il concetto dato ai precedenti, un monitoraggio mensile dei guadagni (o perdite), aggiornamenti su eventi che determinino importanti scostamenti dai rendimenti standard, ribilanciamenti proposti da Moneyfarm e la possibilità di scambiare opinioni con gli latri utenti attraverso il sistema dei commenti in fondo alla pagina.

Che cos’è MoneyFarm?
Se sei arrivato qui cercando su Google frasi del tipo “opinioni su Moneyfarm” oppure “Moneyfarm commenti” anche alla ricerca d’informazioni sui servizi offerti da Moneyfarm puoi leggere l’introduzione sintetica al mio articolo del 2015 anche se, per maggiore chiarezza e affidabilità, dovresti trovare tutte le informazioni aggiornate direttamente su MoneyFarm.com.

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Se sei interessato, anche senza impegno, a comprendere com’è strutturato il pannello di gestione di Moneyfarm e capirne il suo funzionamento anche per creare un semplice conto di prova, leggi il mio post per registrarti ed iscriverti in maniera semplificata su Moneyfarm.

Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm per iniziare ad investire, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura come consigliato qui sopra, e soprattutto desideri da subito risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2018
16,89%Cash e Bond Governativi a Breve
4,86% Bond Governativi Paesi Sviluppati
9,37% Inflazione
18,93% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
34,45% Azionario Paesi Sviluppati
10,39% Azionario Paesi Emergenti
2,29% Materie Prime e Real Estate
2,82% Liquidità

Com’è stato il 2017?
Il 2017 si è chiuso, per me, con un saldo positivo del 1,68% con un andamento, rispetto alle altalene del 2016, sicuramente più tranquillo; il rendimento più basso è stato toccato il 12 agosto 2017 con un – 1,71%, il risultato migliore in data 7 novembre 2017 con un massimo del 2,65%.

Com’è composto il portafoglio ed il suo andamento nel 2017?

Strumento: Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 338.773.865,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

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Strumento: Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 264.901.337,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.794.377.686,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/08/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/08/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.597.012.207,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/09/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/09/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

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Strumento: Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 732.362.244,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/12/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 364.921.326,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

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Strumento: Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.786.269.409,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Azionario Giappone (Topix)
Codice ISIN FR0010245514
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 774.198.425,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 342.342.010,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 19.287.564.453,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

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Strumento: Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 5.447.232.910,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 369.072.205,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2018-01-17 +2,86%
Moneyfarm mi ricorda che è tempo di report, in questo caso quello del mio portafoglio P4-C2 del 4° trimestre 2017.
Il portafoglio modello nel quarto trimestre ha avuto una performance positiva, la componente azionaria, i bond indicizzati all’inflazione e le materie prime hanno performato molto bene, più che compensando le perdite legate all’esposizione in dollari.
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Che cos’è un portafoglio modello? Il portafoglio modello si riferisce all’asset allocation preparato per le 6 linee di gestione offerte da Moneyfarm. Avendo sempre aderito ai ribilanciamenti proposti, l’analisi che segue risponde in toto a quella del mio portafoglio.
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ANALISI DEL PORTAFOGLIO P4-C2
Nel 4° trimestre del 2017 l’asset allocation è rimasta invariata con una parte predominante del portafoglio, il 31% del totale, rimane concentrata in titoli di Stato e quindi conservativa. Sono presenti bond governativi a breve dell’Eurozona, bond governativi globali (con copertura del tasso di cambio) e bond dell’area Euro indicizzati all’inflazione.
Il 19% è composto dai bond societari a più alta prospettiva di rendimento, divisi per valuta di emissione, e i bond governativi dei mercati emergenti.
Una componente azionaria, che garantisce una diversificazione globale, ed una parte del portafoglio dedicata alle materie prime, con annessa una copertura dai movimenti del tasso Euro-Dollaro, concorrono a completare l’asset allocation.
Le valute di riferimento sono composte per il 52% dall’euro seguita per il 22% dal dollaro.
L’investimento in azioni ammonta a circa il 45%.

2018-02-01 +2,24%
L’ultimo giorno del mese mi toglie uno 0,80% rispetto a quello precedente e perciò aumentando il guadagno di uno 0,56% rispetto all’inizio di gennaio 2018.

2018-02-08 +0,66%
Moneyfarm mi spedisce via email il suo aggiornamento di mercato mensile, in un video su Youtube nel quale Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm, parla dei mercati, la visione futura e l’incognita elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Il ritorno della volatilità sui mercati finanziari a gennaio
Secondo Moneyfarm, abbiamo assistito ad un inizio di anno relativamente mosso, più mosso di quanto eravamo abituati a vedere durante il 2017; soprattutto i mercati azionari hanno iniziato l’anno con l’acceleratore e hanno fatto performance molto positive.
Questo ha un po’ spinto i maggiori operatori a ricalcolare le aspettative per il 2018, basti pensare ai mercati emergenti che avevano fatto in tre settimane il 10%, un elemento atteso per tutto l’anno solare 2018.
Inevitabilmente, alla fine di gennaio, dopo un rally di questo tipo sono arrivati i primi ritracciamenti; abbiamo visto molti operatori vendere per prendere i primi profitti e generando, quindi, perdite sull’azionario.
Due le tematiche che ci hanno più colpito del sell off sull’azionario:
– La correlazione positiva tra Bond ed Equity che hanno visto entrambe le Asset Class scendere
– Un’utilità in crescita con i primi giorni di febbraio il VIX sopra i 18 punti, più di quanto non avesse mai fatto del 2017.
Queste rimarranno per Moneyfarm due tematiche importanti per il 2018.

La visione sull’azionario è cambiata dopo la volatilità di gennaio?
Mentre i listini azionari si muovevano con andamento molto volatile, le principali società di tutto il mondo hanno iniziato a riportare i propri risultati del 2007 e il trend sembra confermato sia in termini di utili che di fatturato.
Le società sembrano riportare risultati superiori alle attese, sia in termini di crescita che di valore assoluto, e questo tranquillizza Moneyfarm sul quadro fondamentale sottostante all’azionario.
Come già illustrato nel documento strategico, le valutazioni sono molto alte quindi gli utili sono uno dei driver fondamentali che possono spiegare la performance dell’azionario .
Certamente abbiamo assistito ad alcuni saliscendi nel primo mese dell’anno però, secondo Moneyfarm, questi movimenti rientrano nella definizione di un mercato azionario normale.
In termini di volatilità il 2017 ha rappresentato più l’eccezione che la regola e quindi dovremo abituarci a movimenti po’ più marcati; pochi giorni non bastano a cambiare un quadro fondamentale che rimane solido sia dal punto di vista economico che societario e forse anche politico.

Si avvicinano le elezioni italiane, i risparmiatori devono essere preoccupati?
Ormai manca un mese alle elezioni italiane, al momento si osserva che sull’Asset Class più a rischio in questo tipo di eventi, ossia il comparto obbligazionario, gli effetti tardano a farsi sentire e lo spread tra BTP e BUND tedeschi è ai minimi dal 2016 segnalando quindi una relativa disattenzione, o non curanza dei mercati, rispetto a questo tipo di eventi.
Gli scenari più probabili, secondo Rossignoli, sono comunque due:
– Un governo di larghe intese
– Un governo provvisorio per traghettare il paese verso nuove elezioni entro fine dell’anno.
In entrambi i casi non vi sono elementi di particolare preoccupazione, già l’Europa e l’Italia stessa hanno visto governi in fase di transizione con piena agibilità politica per garantire la continuità dell’azione governativa e dell’amministrazione dello Stato.

2018-02-27 +1,61%
A distanza di quasi 6 mesi, Moneyfarm prepara un ribilanciamento su tutti i suoi portafogli.
I ribilanciamenti sono operazioni periodiche che mirano ad adeguare e aggiornare la composizione dell’investimento alla situazione corrente dei mercati finanziari.
L’inizio anno è stato caratterizzato dalla ripartenza dell’inflazione (specialmente negli Stati Uniti) e da una maggiore volatilità sui mercati finanziari.
Il 4 marzo sarà anche il giorno delle elezioni politiche in Italia e, tradizionalmente, eventi di questo genere contribuiscono a tenere alta la volatilità; i portafogli di Moneyfarm sono diversificati sia in termini di asset class che di aree geografiche e valute e quindi costruiti in maniera tale da mitigare questi effetti; l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla.
Per queste ragioni Moneyfarm ritiene che la strategia impostata sia quella corretta e i ribilanciamenti non saranno tanto volti a stravolgere l’attuale composizione di portafoglio quanto a effettuare modifiche in linea con la loro visione strategica per l’anno corrente che vede, da un lato, valutazioni alte sia sull’obbligazionario che sull’azionario e, dall’altro, dati macroeconomici a livello globale che restano incoraggianti e fondamentali aziendali positivi.
La valutazione di Moneyfarm è che, al momento, la sfida piú importante arrivi dai tassi d’interesse; pertanto col prossimo ribilanciamento andrà a ridursi l’esposizione a questo fattore di rischio e, nel contempo, ad aumentare la qualitá dell’obbligazionario societario così da migliorare la capacitá dei portafogli di fronteggiare un’inflazione piú forte.

2018-03-01 +0,86%

2018-03-06 +0,14%
Come promesso a fine febbraio, Moneyfarm propone un nuovo ribilanciamento vedendo, per la prima volta dopo diversi anni, in concomitanza un percorso ben tracciato di rialzi dei tassi d’interesse e un’inflazione solidamente in crescita. Questo, a loro avviso, genera alcuni cambiamenti del contesto economico e alcune nuove sfide di cui vogliono tenere conto nel ribilanciare i portafogli. Prima di tutto viene venduta la parte investita in obbligazioni governative globali, per aumentare l’esposizione sui bond indicizzati all’inflazione. Per quanto riguarda l’obbligazionario societario, si preferisce aumentare la qualità creditizia vendendo parte dell’attuale posizione in Obbligazioni High Yield per muoversi su Bond societari Investment Grade. All’interno di questa asset class, dato il contesto di tassi in crescita, viene preferito concentrarsi su un’esposizione a tasso variabile, che quindi è immune dal rialzo dei tassi d’interesse. Per lasciare la rischiosità del portafoglio invariata, viene incrementata leggermente la parte in azioni, che vedono comunque valutazioni più basse in seguito ai recenti ribassi e ai fondamentali in forte crescita. All’interno dell’azionario, alla luce dell’attuale contesto, Moneyfarm non vede più particolare valore aggiunto nelle Azioni Globali ad Alto Dividendo, che pertanto vengono sostituite con un’esposizione azionaria generica.

Approvo il ribilanciamento!

2018-04-01 +0,03%
Tornati in assoluta parità dopo un marzo altalenante, scottato dalle azioni e dichiarazioni di Trump sui Dazi che ha interessato un po’ tutti i comparti e allo scandalo Cambridge Analytica per Facebook.
Il 10 aprile 2018 entrerò nel quarto anno di Moneyfarm, non mi sarei aspettato guadagni mirabolanti ma ritrovarmi ad essere in pari non era sicuramente nelle mie previsioni ed in quelle del simulatore di rendita…

2018-05-01 +1,61%
Buona crescita, soprattutto nell’ultimo periodo di aprile, confermato dal grafico mensile

L’andamento del portafoglio:

2018-05-28 +3,14%
Il 27 febbraio riportavo, nelle anticipazioni del ribilanciamento di Moneyfarm, la loro visione sulle elezioni italiane del 4 marzo ovvero come l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla nei loro portafogli.
Sono lieto che il rendimento della mia posizione non sia stato condizionato dal crollo dei titoli di stato italiani ma il tutto non modifica la drammaticità di questo periodo…
Moneyfarm così scrive:
La recente incertezza istituzionale ha portato l’attenzione sul tema della tenuta dei conti pubblici italiani.
Senza soffermarci troppo sul susseguirsi delle notizie, che di ora in ora prefigurano nuove evoluzioni, e al di là del mero esito politico, il nostro compito è quello di svolgere un’analisi dei possibili scenari rilevanti per le asset class che compongono le linee di investimento che proponiamo agli investitori.
Oggi riteniamo che il livello di diversificazione dei nostri portafogli per asset class, aree geografiche, valutaria e la scarsissima esposizione al sistema Italia non rendano necessario alcun intervento sull’asset allocation. La performance dei nostri portafogli è stata intaccata solo marginalmente dalla crisi di fiducia che si è abbattuta su listini e titoli di stato italiani. L’indebolimento dell’Euro ha altresì giovato alla nostra esposizione in valuta estera.
Restiamo comunque convinti che la diversificazione sia la strategia migliore per limitare il rischio di crisi locali. Continueremo ovviamente, come abbiamo fatto negli scorsi mesi, a monitorare l’evoluzione degli scenari politici in tutti i Paesi dell’Unione Europea, in una fase delicata nella quale è possibile che il dibattito sul futuro dell’Unione torni di attualità a livello continentale, anche in vista delle elezioni europee del 2019.

2018-05-28 +2,78%
Vale quanto riportato qui sopra…

2018-07-01 +1,69%

2018-07-10 +1,36%
Nuovo, imprevisto, bilanciamento di Moneyfarm la quale, prendendo atto di un contesto macroeconomico in continuo mutamento, con le tensioni commerciali e geopolitiche in crescita e banche centrali che, salvo eccezioni, hanno cominciato ad alzare i tassi, hadeciso di vendere una parte dell’esposizione azionaria in paesi emergenti. Quanto ottenuto viene in parte investito in azionario (europeo e statunitense) e in parte in materie prime globali. L’esposizione azionaria nel complesso viene ridotta, anche se in maniera molto marginale e la percentuale di asset denominati in Euro aumenta.

2018-08-01 +2,81%

2018-09-01 +2,62%

2018-10-01 +2,56%

2018-11-01 – 0,78%

2018-11-05
Arriva un nuovo ribilanciamento!

Moneyfarm mi fa sapere che l’aumento della volatilità dell’ultimo mese rientra in una dinamica ciclica di medio periodo nella quale giocano diversi fattori: l’aumento dell’incertezza nell’arena politica internazionale ed europea; la crescita globale, che è stata forte e sostenuta durante tutto l’anno (anche sopra le aspettative in alcune aree geografiche chiave) ma che sembra ora perdere propulsione soprattutto in Europa e nei mercati emergenti; l’onda lunga della riforma fiscale di Trump, che ha rinvigorito i mercati Usa fornendo alle aziende liquidità ma che sembra destinata a sfumare nel medio periodo. Sebbene non crede che gli allarmismi siano giustificati, non ritengono probabile che le criticità si risolvano nel medio termine. Sulla base di questa considerazione, Moneyfarm ha deciso di limitare il rischio dei portafogli con l’obiettivo di mantenerne la volatilità entro il livello storico nei prossimi mesi, quando vedremo il quadro ricomporsi in un nuovo equilibrio. E’ stata, perciò, ridotta l’esposizione azionaria del portafoglio e nel contesto di questa diminuzione generale della componente azionaria, la quota investita in azionario Usa aumenta sia in senso assoluto che in senso relativo rispetto all’azionario dell’Eurozona. La riduzione dell’equity è compensata dai Bond Governativi Paesi Sviluppati dell’Eurozona con duration breve e Bond Societari a Tasso Variabile denominati in Euro.

Come sempre approvo!

2018-11-24
Nella posta elettronica trovo una mail di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm, che desidera fare il punto su quello che sta succedendo in Italia in seguito al giudizio negativo sulla Manovra italiana della Commissione Europea espresso il 23 ottobre e all’annuncio del 21 novembre, da parte della stessa commissione, sull’intenzione di aprire una procedura di infrazione per un deficit strutturale in aumento, previsioni ottimiste sulla crescita economica e manovre espansive senza una copertura fiscale certa.
Se il Consiglio della UE seguirà le indicazioni della Commissione e a quel punto il Governo avrà dai tre ai sei mesi di tempo per correre ai ripari, pena l’imposizione di sanzioni economiche.

In merito agli scossoni sullo spread, borsa e Btp, Richard Flax intravede segnali di disaffezione degli investitori verso i titoli di stato italiani come ha dimostrato la recente emissione di bond indicizzati all’inflazione (Btp Italia).

Il problema del debito pubblico italiano, circa 250 miliardi in scadenza nel 2019, è che uno spread alto porta naturalmente a costi di finanziamento più alti.

2018-12-01 + 0,73%

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  1. Buongiorno , vi invito a fare una riflessione , estratto dal blog investireconbuonsenso che vi invito a seguire
    La fonte è il celebre John Bogle, il fondatore di Vanguard, un vero mito per chi lavora nel mondo finanziario.

    Regola 1) Invest you must – Proprio così, dovete investire, ma senza privarvi di un adeguato tenore di vita. Aumentate progressivamente nel tempo l’investimento, ma fatelo.

    Regola 2) Time is your friend – Il tempo è amico di chi comincia ad investire fin da giovane. La finanza è prima di tutto pazienza ed anche i momenti difficili sono solo rumore nel lungo periodo.

    Regola 3) Impulse is your enemy- L’impeto, l’impulsività, la frenesia nell’investimento sono deleteri, sono veleno, sono nemici che portano a decisioni tossiche per il benessere dei vostri soldi.

    Regola 4) Basic arithmetic works- la matematica di base è quello che vi serve per capire dove potrete andare nel vostro viaggio. La capitalizzazione composta è semplice ed efficace e lavorerà im modo esponenziale nella parte terminale della fase di accumulo

    Regola 5) Stick to simplicity- Semplicità prima di tutto. Lasciate da parte prodotti opachi, strategie miracolose, complicate strutture di investimento. Semplicità e buon senso ed avrete fatto un bel pezzo di strada.

    Regola 6) Never forget reversion to the mean- Il principio del ritorno verso la media è ciò che, abbinato al tempo e alla capitalizzazione composta, riporta la barca in equilibrio aggiungendo un potente motore in grado di spingere gli investimenti. Quando tutto sembra crollare ricordate sempre che siete lontani da una media ed il tempo vi riporterà prima o poi in carreggiata. Le mani forti lo sanno e cercano di farvi vendere a tutti i costi. Se il vostro obiettivo è temporalmente lontano perchè permettere a qualcuno di arricchirsi sfruttando le vostre paure?

    Regola 7) Stay the course – Mantenere la rotta, non farsi distrarre dal rumore esterno, fissare bene in mente l’obiettivo finale. Avete in mano un transatlantico perchè rischiare manovre pericolose?

    1. D’accordissimo con Flok. Nei miei “archivi” custodisco questa pubblicazione del presidente di Progetica (una famosa società di consulenza finanziaria) https://www.linkedin.com/pulse/consulenza-finanziaria-se-ne-conosce-il-prezzo-ma-non-gaetano-megale/

      Per chi non riuscisse ad accedere a linkedin https://drive.google.com/open?id=1ZFFyCAXuOFk1oasQT_hTaJTIhUqNLPTe

      Entrare, uscire dal mercato. Siamo alti, siamo bassi. Ma nei prossimi mesi sale o scende? ecc ecc

      Tutte domande sbagliate 🙂 per le quali NESSUNO (neanche i migliori Gestori del mondo) conoscono la risposta.

      Notate piuttosto quanto viene stimato essere il valore del COACHING COMPORTAMENTALE. Ovvero la consulenza ai COMPORTAMENTI dell’investitore, dato che questo mondo è altamente controintuitivo e dato che il denaro rende l’uomo particolarmente emotivo ed irrazionale 🙂

  2. Ciao Giuseppe,

    generalmente la consulenza non è un costo fisso, bensì è un costo applicato in %. Quindi che si tratti di 10.000, 100.000 o 1.000.000 poco cambia.

    Capisco la tua “remora” sul costo della consulenza. Ti posso garantire che, se il servizio di consulenza è prestato in maniera CORRETTA, non si mangia un bel niente, anzi 🙂

    Piuttosto, ti inviterei ad approfondire gli strumenti in essere c/o la tua banca, vedere quanto costano ogni anno, vedere se e quanto ti è stato fatto pagare all’ingresso, insomma, vedere il PREZZO che paghi.

    Poi ti inviterei ad approfondire nell’ambito del mercato quale posizione occupano quei fondi nelle classifiche delle relative categorie, per vederne la QUALITA’.

    Poi ti inviterei a valutare la qualità del servizio di consulenza, ovvero se ti hanno costruito un piano finanziario in base ad una serie di domande e se ti hanno fissato degli obiettivi di investimento/vita. Se ti hanno poi delineato l’orizzonte temporale, i rendimenti attesi ad oggi e se ti hanno presentato la strategia che seguirete per raggiungerli nel tempo, anche se il “mercato dovesse scendere”. Negli incontri ti è stato spiegato come funzionano i mercati finanziari e quali sono le più comuni trappole mentali/luoghi comuni che minano alla base il percorso di investimento di un individuo? o ti hanno perlato delle meraviglie del PRODOTTO? 😀 (venduto in conflitto di interesse e magari posizionato 250esimo su 500 prodotti della stessa categoria.. sempre che abbia uno storico!! 😀 )

    Ecco, sappi che nel costo di eventuali fondi che hai comprato in banca…è compresa il costo della consulenza finanziaria.

    Quasi sempre si scopre poi che il fondo venduto in conflitto di interessi dalla banca costa di più, performa di meno e, dulcis in fundo, non esiste alcun tipo di consulenza finanziaria prestata dal dipendente, che presta invece una mera attività di VENDITA a beneficio della banca 🙂 e che magari ti ha semplicemente venduto il prodotto che gli stato chiesto di piazzare quel mese.

    La maggior parte dei potenziali clienti che mi consegna il proprio dossier titoli al fine di un’analisi preliminare, scopre che la composizione dello stesso non è altro che la stratificazione nel tempo delle campagne commerciali della banca 🙂 Senza alcun filo logico, analisi dei bisogni, piano finanziario, strategia di investimento condivisa ecc ecc Pura vendita/collocamento… e dopo 6 mesi chi te l’ha venduto è in un’altra filiale 😀 Questa è vendita maldestramente spacciata per consulenza.

    A proposito di consulenza, se il mercato va a pari e tu decidi di uscire “perchè penso che adesso scenda”, nel tempo questa scelta sbagliata quanto ti costa?

    Se ti definisci una persona “prudente” e scegli quindi un investimento prudente… quanto ti costa il mancato rendimento, dal momento che hai scelto l’esposizione sbagliata per quell’orizzonte temporale?

    Ecc ecc ecc 🙂

    Io mi affido ad un collega perchè ho paura di non essere razionale, stante che i soldi e la salute scatenano l’emotività di una persona, senza che questa se ne accorga. Il consulente finanziario è anche e soprattutto un CONSULENTE DEI COMPORTAMENTI. E l’uomo è EMOTIVO, soprattutto quando parli dei suoi soldi e della sua salute.

    Sono i comportamenti corretti che nel tempo, insieme ai mercati, ti fanno guadagnare. Il grande problema è che per affrontare le questioni finanziarie gli uomini utilizzano le stesse logiche per affrontare la vita di tutti i giorni. Ma questo mondo è CONTROINTUITIVO, quindi i comportamenti che verrebbero “naturali” sono in realtà l’opposto rispetto a quelli che bisognerebbe tenere per ottenere risultati 😀

    Non lo dico io, il Dott. Richard Thaler 6 mesi fa ha vinto IL NOBEL dimostrando che l’uomo non è per niente un essere razionale ma è un animale EMOTIVO.

    Tutte le domande che mi fate qui nascono da vostre esigenze EMOTIVE (le principali sono avidità e paura, due facce della stessa medaglia) ma le risposte sono razionali 🙂

    Ognuno di noi, ognuno di voi per non fare danni e non sprecare risorse nell’arco della propria vita deve affidarsi ad un consulente finanziario, come ciascuno di noi ha il medico della mutua.

    Che preparerà un piano, che sceglierà senza conflitto di interesse I MIGLIORI GESTORI DI PORTAFOGLIO AL MONDO (scegliendone DIVERSI) ed accertandosi che i comportamenti del cliente si mantengano aderenti al piano/strategia stabilito all’inizio, manovre di emergenza incluse. In maniera tale che di fronte a tutto ciò che accadrà durante il viaggio, l’investitore sarà già pronto. E non si getterà spaventato dall’aereo, sfracellandosi.. dopo aver “risparmiato” lo 0,50% all’anno 😀 Risparmiato cosa? 🙂

    Investire non è una scelta, è un esigenza della vostra vita. Quando vi chiedete “ma è il momento per entrare/uscire?” ricordatevi che vi state ponendo le domande sbagliate 🙂 Il discorso è un altro e, come avete letto fino alla nausea 🙂 è molto, molto più ampio.

  3. Ciao Giuseppe,

    ti ringrazio per avermi “evocato” 😀 😀 😀 😀 Verso la fine ti ho postato un grafico da aprile 2008 ad oggi (10 anni), poi se vuoi continuiamo la discussione più “specifica” sui mercati in nuovo post 🙂

    Sfrutto la tua (comprensibile) considerazione per portare chi sta leggendo all’interno di un piccolo viaggio. Un viaggio noioso e pesante (dicasi PIPPONE… forse MEGA PIPPONE 😀 ) ma che spero possa essere utile a chiunque vuole avvicinarsi correttamente alla parola “INVESTIMENTO”. Un viaggio che dovrebbe iniziare a partire dalla 5 elementare per legge in tutte le scuole d’Italia (Burundi, Cameroon, Bhutan, Botswana superano l’Italia per ciò che riguarda consapevolezza ed educazione finanziaria dei propri cittadini!!!) In Italia continuiamo a fissare il dito e non la luna…e continuiamo ad incazzarci perchè non riusciamo a vedere la luna… continuando a guardare il dito 😀 e pensiamo che ci stiano fregando 😀 😀

    Vi consiglio mente fresca, caffè e sedia comoda. Partiamo.

    Parlando di “Investimenti” nel contesto di “cittadini privati e le loro famiglie”, la parola INVESTIMENTO non fa rima con: guadagno, cedola, garantito, rendimento, tassi, % ecc

    Investimento fa rima con PIANIFICAZIONE FINANZIARIA e con CONSULENZA FINANZIARIA. Pianificare le proprie risorse è una necessità, investire è un mezzo per realizzare il proprio piano finanziario.

    Disporre di una rendita per evitare di lavorare in età troppo avanzata è una necessità. Evitare che la ricchezza accumulata (sottoforma di case, conti, titoli) venga falciata nel tempo da 1)scelte sbagliate 2)inflazione, 3)tasse, 4)LUOGHI COMUNI/leggende metropolitane (oro, case, cuggini, affari)… è essa stessa una necessità.

    A maggior ragione in Italia, dove per 50 anni lo Stato ha più che soddisfatto tutte queste nostre necessità, facendosene carico (GARANTENDO le banche, GARANTENDO le pensioni, GARANTENDO la sanità, GARANTENDO i rendimenti ecc ecc) tramite un continuo ricorso al debito. Ora purtroppo la festa è finita: se l’Italia fosse un’azienda sarebbe fallita (al netto di un aumento di capitale dei soci, ovvero una grande patrimoniale). E la situazione è condita da una gravissima crisi demografica (non solo economica) che inghiotte ed inghiottirà sempre di più conti pubblici e prezzi delle case.

    Immobili che il tempo renderà ineluttabilmente obsoleti, immobili che oggi si comportano normalmente (non come ai tempi della bolla immobiliare), quindi perdono valore come fanno i modelli via via obsoleti di auto, pc, smartphone, televisori ecc (capitolo a parte per i TERRENI esclusivi: Portofino, via Montenapoleone, Cortina o comunque il centro di un capoluogo di provincia/regione vivo, attivo o una località turistica).

    Tutto questo per dire cosa: che banche garantite, sanità, pensioni, 4% all’anno garantito, prezzi delle case sempre in salite erano un sogno alimentato dal debito e da una determinata fase storica post bellica. E prima poi i sogni purtroppo finiscono. E in Italia nessuno è stato preparato per questo.

    Ai tempi bastava comprare casa e btp: guadagnavi, prendevi una bella pensione e pure un bel tfr. Senza dover approfondire/capire/pianificare NULLA, faceva tutto lo Stato.. tu dovevi solo fare il tuo lavoro.

    Oggi non solo dobbiamo imparare a fare i conti per mettere via PER TEMPO i soldi per la pensione, per le future cure ecc ecc Dobbiamo pure pagare i conti di quell’indigestione di debito. Quindi paghiamo le pensioni agli ex-lavoratori e paghiamo le tasse per tenere in piedi i conti pubblici. Non solo sono OBBLIGATO a pianificare ed investire, ma lo devo fare con ancora più attenzione perchè le risorse (visto che devo pagare anche per altri) rischiano di non bastare.

    I mercati finanziari servono per far sì che i soldi investiti nell’orizzonte temporale corretto siano di più, stante che l’andamento di un investimento non è lineare. In quei 5/10/15/30/50 anni dovrei allo stesso tempo cercare di evitare di “spazzare patrimonio” in affari avventati o evitando di farlo marcire con rendimenti troppo bassi in nome di zero volatilità. O evitando di comprare una casa sbagliata,nel momento sbagliato, nel posto sbagliato con la modalità sbagliata… perchè la mamma che è cresciuta nel “periodo magico”ci ha insegnato che “la casa è un investimento e l’affitto sono soldi buttati”

    Sì, 20 anni fa forse 😀 20 anni fa erano appena arrivati i cellulari ed internet praticamente non esisteva.

    Oggi prima di compiere determinate scelte bisogna fare (bene) i conti. Pochissimi in Italia lo sanno fare. Quando mi siedo a farli con i miei clienti… i clienti scoprono di aver sbagliato 1)scelte 2)di aver compiuto scelte in base alla cosa che più gli sarebbe piaciuta fare!! Quindi chi ha fatto i conti ma ha sbagliato, spesso l’ha fatto autoingannandosi!

    Ho quasi finito non preoccupatevi 😀

    PENSIONI
    Oggi in Italia un maschio 65enne per ricevere circa 1.600 euro al mese di pensione deve disporre di un montante di 350.000 euro https://drive.google.com/open?id=1TUp_gtf9CSWFN25Wab981ryRxtBapKNS Oggi tutto ciò che manca lo aggiunge lo Stato (in virtù dei diritti acquisiti). Ma sappiamo già che in futuro non sarà così. La mia situazione https://drive.google.com/open?id=1RDOeGbONvd8mE7v58Xbh2ad8y0VZGHdo

    Voi avete guardato la vostra situazione sul sito dell’inps? che piano avete di conseguenza impostato? i vostri figli tutto ok?

    Ah ok, non credete nei vaccini… rispetto la vostra opinione 😉 ( 😀 )

    Però i 10k euro investiti 3 anni fa con Vattelapesca stanno facendo +2% -3% +0,2% capite cosa intendo per guardare il dito e non la luna?

    Se inizio a versare a 20 anni (esigenza pensione stralontana), anche solo il TFR ad esempio, e scelgo la linea adeguata all’orizzonte… forse ho già risolto il problema.
    All’estero, Mondo Occidentale, il TFR non esiste. Il TFR è versato obbligatoriamente in fondi di investimento… perchè? 😀

    Se inizio a versare a 30 anni (esigenza pensione molto lontana) ce la posso fare
    Se inizio a 40 (esigenza pensione lontana) biogna fare bene i conti, forse ce la posso fare
    Se inizio a 50 che l’esigenza inizia ad avvertirsi…ecco..qui forse ormai è tardi

    Se mi vaccino dopo aver contratto la malattia…. è tardi 😀

    Ma la necessità di evitare la malattia la avverto molto bene… DOPO che mi sono ammalato 😀

    Ho amici che mi scrivono: “ciao Luca volevo chiederti.. ho una somma da VINCOLARE ( 😀 ). Ma oggi IN COSA CONVIENE INVESTIRE? Ho sentito che i fondi pensione HANNO IL BENEFICIO FISCALE.. convengono?

    Rispondo infine a Giuseppe con un grafico da 10 anni fa ad oggi: cioè l’ingresso nel mercato ai massimi

    https://drive.google.com/open?id=1y2MnEfr1KA8nWTygzsugrzUwbEgQf0vx

    “Eh vabè grazie.. in 10 anni!” Com’è il rendimento annuale? 10 anni è tanto o poco? Quanto vive un uomo? A cosa gli servono quei soldi? Come sono i tassi in europa oggi? (qui rispondo: NEGATIVI). Quindi se investire non è una scelta ma una necessità… devo capire come investire oggi per raggiungere i miei obiettivi. Se, in Unione Europea oggi aprile 2018, ho un obiettivo di 2 anni… il conto corrente/deposito potrebbe anche essere la soluzione giusta (NB informatevi bene/consultate un consulente finanziario per scegliere quale conto e di quale banca) https://drive.google.com/open?id=1u9bcl0Rnu0-UpTT_Q7m4R9w6-jCxGJOB

    E ancora: Quanto sto perdendo su quegli immobili fermi? quanto valgono? quante tasse ci sto pagando? Ho un fondo pensione? a quanti anni andrò in pensione? lo so che con un fondo pensione ed una adeguata pianificazione posso smettere 4/5 anni prima? (RITA) Ecc ecc ecc 😀

    Infine un chiarimento fondamentale: ad oggi (oggi, in futuro chi lo sa) i servizi Moneyfarm sono dei (capaci ed indipendenti) GESTORI DI PORTAFOGLIO. Come ce ne sono già a decine sul mercato. Ciò che fa la grande differenza nella vita (non solo finanziaria) di una persona è la somma dei suoi comportamenti finanziari tenuti e ripetuti negli anni/decenni. Un consulente finanziario istruisce il cliente e lo guida a tenere comportamenti finanziari corretti. (Pensate: all’estero ci sono Paesi con consulenti finanziari “della mutua” )

    A patto che eroghi consulenza finanziaria a beneficio del cliente e non VENDITA DI PRODOTTI a beneficio della Banca. Sembra un dettaglio ma sono due universi lontanissimi ma molto spesso confusi tra loro.

    1. Luca,
      ottima spiegazione. Io sono d’accordo con te su tutto a partire dalla pessima educazione finanziaria degli italiani. In questo io contesto sostanzialmente due cose:
      1. Uno stato che mette in mano dei mercati il futuro della popolazione non è uno stato serio. Lo sappiamo che in molti stati (primi gli USA) il versamento è diretto nei fondi pensione però abbiamo visto anche situazioni (vedi 2008 la Enron forse?) in cui il fondo pensione è fallito e si è mangiato le pensioni di tutti i suoi dipendenti. Che sicurezza c’è nella vita in questo modo? Senza andare a cercare casi così estremi ma possibili e in molti casi anche probabili cosa succede se io verso il mio TFR (cosa che faccio da 10 anni) ad un fondo pensione e gli ultimi due anni prima del pensionamento questo perde il 20% all’anno? (cioè succede un 2008..) . Lasciando perdere le solite magagne italiche che ora i fondi pensione sono detassati ma scommetto quello che vuoi che non lo saranno più quando la maggior parte degli iscritti che versano ora saranno in pensione. Alla faccia dei diritti acquisiti…

      2. Cambiando discorso ma rimanendo sulla cultura della gestione del proprio patrimonio: io ho investito una discreta somma nei portafogli MF. Ebbene in pochi giorni a febbraio ho perso il 6 % del capitale. La mia considerazione è: per bene che vadano i portafogli MF al netto di costi degli strumenti, costi di MF, imposta di bollo, imponibile e non so se dimentico qualcosa mi posso aspettare un 3/4 % netto annuo? Così dice l’andamento visibile sul sito. Io mi chiedo se a queste condizioni ne valga la pena, cioè per un 4% all’anno posso rischiare di perdere il 6 %in due giorni? Non so se mi sono spiegato però in parole povere il gioco vale la candela??

      1. Ciao Giuseppe,

        cerco di rispondere ai tuoi due punti:

        1) Il nostro sistema pensionistico è un SISTEMA A RIPARTIZIONE, tenuto in piedi da un PATTO GENERAZIONALE nel quale le generazioni di lavoratori del futuro pagano le pensioni alle generazioni di lavoratori del passato garantendo loro l’80% del vecchio stipendio. E’ un sistema paragonabile ad un gigantesco SCHEMA PONZI, prima o poi i nodi arrivano al pettine… e noi ci siamo arrivati.

        Chi versa oggi i propri contributi non sta mettendo i soldi in un cassetto con scritto il suo nome, nè quei soldi sono investiti mese per mese in un PAC. I contributi versati ogni mese dai lavoratori all’INPS finiscono direttamente sul conto corrente dei pensionati.

        Questo folle e sciagurato SISTEMA RETRIBUTIVO è stato introdotto dalla Legge Brodolini nel 1968. Prima del 1968 il sistema era “già” (!!) CONTRIBUTIVO: come succede oggi, si prendeva solo quanto si aveva versato.

        Nel 1968 c’erano in proporzione molti più lavoratori che pensionati… invece tra pochi anni in Italia avremo più pensionati che lavoratori.

        Quindi, come succede all’estero, io Stato ti erogo il 40% del tuo ultimo stipendio, mentre il restante 40% viene erogato in base a quanto hai messo via nei tuoi 45 anni di lavoro.

        Il TFR in 45 anni si rivaluta dell’1% +l’inflazione ogni l’anno. Se l’azienda fallisce tra l’altro paghiamo sempre noi con il fondo INPS.

        I mercati finanziari in 45 anni (azioni globali) viaggiano ad una media del 4% l’anno.

        I fondi pensione non sono altro che fondi comuni che investono in tutte le obbligazioni/azioni del mondo. Il fondo pensione della Enron era fintamente investito “in giro per il mondo”, ma era investito in azioni.. Enron. La società come aveva truccato conti e bilanci, aveva truccato anche i conti del fondo pensione.

        Questo episodio Enron nulla c’entra con i fondi pensione gestiti da aziende specializzate disponibili oggi in tutto il mondo ed in Italia.

        Sui fondi pensione oltre ai rendimenti del mercato (come per i fondi comuni/etf) c’è l’effetto del beneficio fiscale.

        La logica che un lavoratore deve avere per gestire il proprio fondo pensione è questa https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVWNWQlVlUVVwOTg Ovvero investire in base all’orizzonte temporale del proprio obiettivo (che noia 🙂 ) Quindi se mi mancano 40 anni alla pensione, se ne mancano 30 ecc. Man mano che mi avvicino alla pensione diminuisco l’aggressività del mio portafoglio, consolidando i rendimenti dei 20/30/40 anni precedenti ed esponendomi sempre meno (nel bene e nel male) ai mercati finanziari.

        PUNTO 2) Guadagnare il 3/4% a fronte di uno storno del 6%? Giuseppe guarda che se il percorso fosse così “indolore” ci sarebbe da leccarsi le orecchie 🙂 firmerei SUBITO per avere un ritorno del 3/4% ed un drawdown massimo del 6%. Il punto è che il drawdown può essere anche del 50%, come è successo nel 2008. Poi però il capitale è raddoppiato. In 10 anni. Parlando di azioni globali.

        Ci sono dei modi per poter avere una relativa certezza di ottenere quei ritorni in “qualsiasi caso”. Serve però tempo ed un metodo di investimento personalizzato che impedisca all’investitore di mettere in atto comportamenti “umanamente naturali” ma finanziariamente sbagliati. Anche a questo servono i consulenti finanziari 🙂

        Moneyfarm non è un consulente finanziario, è un gestore di portafoglio. Che gestisce il denaro di 40.000 persone con 6 fondi dal più tranquillo al più aggressivo. I ribilanciamenti non sono personalizzati, come un qualsiasi fondo.

        Se arriva un 2008 qualsiasi fondo bilanciato del mondo avrà una, più o meno marcata flessione. Tutto dipende da quello che farai nel durante, dalle reazioni umane di fronte alla paura di perdere, di fronte alla tv che di colpo si mette a parlare di borsa ecc ecc 🙂

        Ti dico solo una cosa: io non investo da solo. Io mi faccio seguire da un mio collega consulente finanziario 😉

        1. ok, grazie dello “spiegone”. Solo che proprio alla fine mi hai instillato un dubbione: con la mia modesta somma investita io mi affido alla mia banca e a MF. Tu dici che ti fai seguire dal tuo collega. Cosa dovrebbe fare uno come me? La consulenza costa e rischia, con un orizzonte temporale lungo, di mangiarsi la maggior parte dei rendimenti. Il fai da te però è pericoloso no?

          1. Ciao Giuseppe, mi era sfuggita questa tua replica, mi dispiace 🙁 Provo a risponderti oggi.

            La gestione di portafoglio la fa Moneyfarm, la fa un fondo bilanciato/flessibile, la fa una gestione patrimoniale.

            E questo in un mercato finanziario che è globalizzato e che si muove ormai “all’unisono”. La verità è che sono i mercati finanziari a restituire, NEL TEMPO, i rendimenti agli investitori (più che l’abilità dei gestori.)

            La differenza non la fanno tanto i vari gestori citati sopra, ma la vera differenza in questo “nuovo mondo” la fanno I COMPORTAMENTI DELL’INVESTITORE.

            A maggior ragione in un settore dove Paesi come Zambia, Togo e Madagascar sono più avanti di noi italiani in termini di educazione finanziaria. E quindi i ragionamenti/comportamenti partono quasi sempre da logiche sbagliate. Gli italiani hanno DISPERATO bisogno di consulenza finanziaria, invece (comprensibilmente) si perdono a guardare se il prodotto X ha reso 1/2/3% in 1/2/3 anni. Siamo un po’ come quello che continuava a fissare il dito invece che la luna 😀

            Un investitore deve riuscire a ragionare in “veri termini finanziari”:

            -1 anno brevissimo termine
            -1/3 anni breve
            -3/7 anni medio
            -7/12 anni lungo
            -oltre i 12 lunghissimo termine

            Fare bilanci dopo 2/3/4 anni non ha senso, soprattutto in un contesto anomalo come l’attuale (tassi interesse NEGATIVI).

            Significa che dal 2015 in avanti, per avere ritorni “decenti”, serve ALMENO il 50/60% del portafoglio in azioni globali.

            Con il problema che se arriva un 2008, quel portafoglio finisce “sott’acqua” per diversi anni. E che si fa poi?

            Guarda gli ultimi 18 anni, che facciamo se arriva un 2007-2008?

            https://drive.google.com/open?id=1876mmyHtYwJnpId4DbINMUoVgIukwzVZ

            Bisogna imparare a ragionare per obiettivi temporali corretti. Lo dico da addetto ai lavori e da concorrente: secondo me Moneyfarm è un servizio di gestione portafoglio valido.

            Il punto è che il Premio Nobel all’economia del 2017 ha dimostrato che sono i comportamenti dell’investitore a fare la differenza 😀 non il gestore di portafoglio.

            E noi italiani siamo ultimi tra i Paesi sviluppati nella classifica dei comportamenti finanziari corretti.

            Detto tutto ciò, vale la pena in Italia di assumere un tutor finanziario che, tra le altre cose, mi gestisce i comportamenti finanziari al costo dell’1% annuo 😉

            Dipende: è dimostrato che meno una persona è finanziariamente preparata e meno riesce a rendersi conto di aver bisogno di un consulente finanziario. E’ un paradosso che si morde la coda da solo, ma tant’è: in Italia l’85% del denaro è in banche/posta 😉

  4. Buongiorno a tutti.
    Era un pò di tempo che non scrivevo, qualcuno può aver pensato che il motivo era perchè le cose si fossero aggiustate. Seeee…
    Ho perso circa 1200 € negli ultimi 3 giorni…ma la cosa incredibile è che ne ho persi circa 300 ieri, quando c’è stato quel rimbalzo clamoroso, specie alla Borsa di New York.
    Ecco, stamani ho aperto il portafoglio convinto di aver recuperato perlomeno un aparter sosanziosa delle perdite dei due gironi precedenti, e questa è stata l’ennesiam amara sorpresa. Ho perso incredibilmente persino nell’azionario USA.
    No, c’è qualcosa che non mi torna, non è possibile, mi girano troppo…
    Ho provato a contattare quelli moneyfarm via chat, ma per ora non mi rispondono.
    Se qualcuno è capace di rispondermi sul perchè non c’è stato un recupero nemmeno nella giornata di ieri, e specie se ha replicato la mia stess situazione, gli sarei grato. Grazie.

    1. è una congiura contro di te…..

      gli etf del portafoglio di moneyfarm sono quotati sulla borsa di milano e il prezzo viene aggiornato il giorno successivo quindi si ha il controllo totale su quello che succede.

      da inizio anno il msci world fa -4% che ti aspetti possa fare il tuo portafoglio ?

      se poi uno si aspetti che moneyfarm sia cosi brava da fare meglio del mercato avete sbagliato prodotto per quello che costa già è tanto.

      1. Ho mai espresso compiuta l’idea che ci fosse qualcosa di preordinato al fine di fregare gli utenti di Moneyfarm e che io mi senta vittima in quel senso?!
        No, non mi pare.
        Ho solo detto che è “molto strano” che in giornate di prese molto positive, come quella nel caso del 26 marzo, ti aspetti un recupero sostanzioso e poi invece constati che hai addirittura perso.
        Questo non è “normale” nel senso del rapporto moneyfarm-mercati, ma non si vuol dire che c’è qualcosa sotto di irregolare.
        Semplicemente che è incomprensibile com equesto possa accadere, e che evidentemente gli etf inseriti nel portafoglio non riescano a performare nemmeno in concomitanza con gli exploit borsistici.
        Ti è chiaro ora il senso?

    2. Ciao Antoine,

      non fraintendermi, capisco la tua insoddisfazione esposta in precedenti post, ma mi trovo d’accordo con Raffaele. Non c’è nessun complotto/fregatura. E’ il momento di mercato.

      https://drive.google.com/open?id=1QGnkarGJdNIBcXku-kbSlZrSfFgSyg9U

      Vedrai che con il tempo (sicuramente più tempo rispetto a quello che avevi messo in preventivo) “rivedrai tutti i tuoi soldi” e guadagnerai anche. Hai fatto bene a non controllare l’andamento per un po’ di tempo, ma se posso permettermi il consiglio finale: non cercare di verificare l’andamento del tuo investimento in corrispondenza delle singole giornate dei mercati.

      Rischi solo di innervosirti ulteriormente e peggiori la situazione psicologica, abbassando la tua “resistenza psicologica” e giocando contro te stesso 🙁

      Se si verificasse una situazione come quella del 2008 come reagiresti? Nessuna l’aveva prevista, come nessuno ha mai previsto l’esatto arrivo di una più o meno forte discesa di mercato https://drive.google.com/open?id=1TUEzOM_66aSC0Aj5AfcDgh8XxKqGr929

      1. No, non sono d’accordo Luca, ma ne abbiamo già parlato.
        Se ti ricordi il mio orizzonte temporale predeterminato di 3 anni scade a giugno 2018. E per come ragiono io in questo senso, non sono pochi per vedere la qualità di un investimento.
        E d’altronde non si capisce cosa è che invece potrebbe far cambiare la direzione allungando l’orizzonte medesimo.
        Se, appunto, si riprensetasse un 2008, metti caso proprio da giugno di quest’anno, che senso avrebbe dire bisogna avere pazienza e allungare i tempi prima o poi ci saranno risultati positivi?!
        Ti ricordo ancora la formula che mi è stata espressa da moneyfarm fin dal primo giorno: investimento giusto x orizzonte temporale x diversificazione (asset)=profitto certo.
        Siamo alla fine del primo orizzonte, e sono in passivo del 2%, ma purtroppo al momento in cui scrivo, cioè maredì 3 aprile, il portafoglio non è aggiornato perchè è fermo a giovedì 29 marzo per le festività italiane.
        Quindi domani arriverà inesorabile un’altra botta visti questi 3 giorni trascorsi nel frattempo altamente negativi, specie a Wall Street. E non può essere che così.

      2. Luca Zaffaroni: se succedesse un 2008 ora credo che, ovunque tu sia ora, sentiresti le bestemmie volare! Che poi voglio vedere l’orizzonte temporale per recuperare il capitale! Mi sa che quelli che hanno investito a quei tempi a gennaio di quest’anno dovevano ancora arrivare allo 0% dopo 10 anni, poi è arrivato febbraio e sbammm!!! Io sono entrato in questo mondo solo a settembre 2017 e credo che me ne uscirò presto perché ogni volta che guardo la situazione mi risuonano in testa solo e soltanto due parole “PARCO BUOI” !!

  5. Ciao, sono completamente nuovo al mondo degli investimenti e stavo valutando l’ingresso a MF. Non ho capito se chi è entrato nel periodo “sbagliato” lo ha fatto con un PAC. A quanto ho capito il Piano di Accumulo consentirebbe di entrare nel mercato in periodi differenti minimizzando proprio i rischi legati al “timing” di ingresso di cui avete ampiamente parlato. I diretti interessati possono rispondermi o qualcuno può darmi delle delucidazioni in merito?

    1. ognuno ha le proprie esigenze il proprio orizzonte temporale una propria capacità di risparmio e soprattutto una propria emotività

      se pensi che utilizzare il pac per te sia meglio utilizza questa strategia perché sei tu che la notte devi dormire tranquillo.

      con il pac minimizzi il rischio timing ma puoi abbassare anche il rendimento finale questo per dire che non c’è nessuna formula magica e soprattutto nessuno di noi si sveglia la mattina e si scopre più furbo degli altri.

      noi investitori che non abbiamo una preparazione accademica e professionale sufficiente per capire/scommettere sul mercato dobbiamo basarci prima di tutto sugli aspetti psicologici alla base di un investimento.

      fra 10 anni il tuo pac potrebbe aver reso anche il 20% in meno rispetto ad un pic ma visto che nessun può dirlo oggi segui la tua logica.

  6. Buongiorno Luca,oltre ad aver investito una piccola somma in Moneyfarm con un orizzonte temporale di 6 anni ad inizio anno ho investito tramite la banca credem in euromobiliare.
    Nello specifico mi hanno proposto e ho accettato di investire in:
    Euromobiliare progetto 2023(obbligazionario)
    Pir Italia flessibili
    Pac euro eq.D
    Vorrei sapere una tua opinione in merito.

    1. Ciao Francesco, ti ringrazio per aver richiesto un mio parere.

      Sono molto perplesso circa la combinazione di prodotti che ti è stata venduta (o meglio dire piazzata).

      Ti hanno venduto un prodotto che distribuisce una cedola e che quindi sacrifica rendimento (causa mancato reinvestimento dei proventi e tassazione annuale degli utili distribuiti) per venire incontro all’esigenza del cliente di integrare i suoi redditi, giudicati quindi insufficienti per condurre lo stile di vita desiderato.

      Poi visto che i tuoi redditi bastano, ed anzi avanzano, per condurre lo stile di vita desiderato ti è stato venduto anche un piano di accumulo (magari con commissioni di ingresso, sarebbe una beffa) per accantonare un po’ di risparmi.

      Qualquadra non cosa 😉

      Per quanto riguarda il primo prodotto: ha un grave punto negativo “di struttura” (come si comporta sui mercati?? chi lo conosce?? …è privo di storico!!) ed ha un grave punto negativo “di servizio”: ti è stato venduto perchè la banca ha chiesto ai propri dipendenti di vendere tot milioni di quel prodotto tra novembre e febbraio.

      E’ il classico “prodotto da budget” tanto amato in questi anni dalle banche italiane in crisi di ricavi: la banca chiede alle sue filiali di vendere tot milioni di questo fondo nel periodo compreso tra metà novembre 2017 e metà febbraio 2018 per incassare la commissione dell’1,2%. La presenza della cedola e della scadenza certa (caratteristiche tanto amate da noi italiani) sono caramelle propedeutiche alla VENDITA di massa.

      Processo di vendita: devo generare tot ricavi, creo un prodotto (monomarca) e chiedo alla mia forza commerciale di venderne un tot ai clienti (il famoso “mal di budget del bancario”) affinchè la banca raggiunga quel volume di ricavi entro fine trimestre.

      Processo di consulenza: identifico i bisogni del cliente, studio e suggerisco una strategia per raggiungerli per poi consigliare/comprare sul mercato le soluzioni (multibrand) più adatte alla situazione.

      Il fondo scelto per avviare il PAC può anche andare bene come tipologia: è un azionario. Peccato che sul mercato degli azionari euro large cap, si posizioni 106esimo su 245, facendo peggio del benchmark ma soprattutto peggio della media dei suoi concorrenti. Come mai fra tutti i 245 proprio quello? 😉

      Il PIR è una scommessa azionaria geografica sull’Italia. Una piccola/piccolissima porzione del proprio patrimonio… perchè no?

      PS: Se per un mio cliente volessi scegliere un fondo obbligazionario globale flessibile a distribuzione dei proventi, sceglierei delle soluzioni con ottimi e duraturi risultati alle spalle che costano come o addirittura meno di questo “sconosciuto appena nato”.

  7. Ciao Marco,

    sono d’accordo con te circa “la litania dei tassi che saliranno”: va avanti dal 2013 e nel frattempo chi non ha investito non ha raccolto i frutti.

    Il trend però è cambiato e non si può non tenere conto della situazione https://drive.google.com/open?id=1u9bcl0Rnu0-UpTT_Q7m4R9w6-jCxGJOB
    Ribilanciamento MF di Lorenzo https://drive.google.com/open?id=1NekYMB1OOMcHR8EftHAE2_aWKsyzK47t L’articolo era per aiutare chi investe a contestualizzare il momento storico nel quale si investe e prendere confidenza con il rischio tasso.

    Questo per evitare scene del tipo “eh sì, ho un profilo di rischio basso ma non chiedo tanto: mi accontento del 3%” ed evitare quindi delusioni/aspettative tradite (educazione dei comportamenti del’investitore) di chi dopo 2 anni è a -0,50% e si sente preso per il ***o.

    Sono mesi che scriviamo: investire non è cercare di azzeccare “cosa sale domani” ma significa 1) dotarsi di un metodo 2)investire per obiettivi ed orizzonti temporali 😉
    Quindi ridurre l’intervento a “il resto è tirare la monetina in base a quali articoli di giornale si sono letti” mi sembra un po’… riduttivo 😉

    “I fondi fanno generalmente peggio degli etf è una variabile certa” è una considerazione che espressa così è molto superficiale e non se ne può più di leggere frasi così pressapochiste.

    https://drive.google.com/open?id=1-xNnPgPE7YeN9F5zpP8dOFzz3GFoilUd è passiva, è nel portafoglio di Lorenzo e bisogna ancora sottrarre lo 0,70% di commissioni di consulenza di MF. Era il 16% del suo portafoglio. E’ passiva. Quindi è da comprare? pagandoci anche la consulenza? suvvia

    Ti porto uno dei tanti esempi attivi, pubblicizzato oggi su internet https://drive.google.com/open?id=1vpRuU7Er7sxn3A5_VrykACsJOLxXAYuY comparato con il miglior etf della categoria https://drive.google.com/open?id=1vJfeN4pzASRxU8TaXOJW2VCqzLuC4Y7B

    Ma non basta scegliere un prodotto attivo o passivo per “fare bene”, sappiamo che il miglior etf/fondo comprato nel momento sbagliato è peggio del peggior fondo/etf comprato nel momento giusto la questione è molto più delicata e complessa: https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

    Il grande PLUS della consulenza è quello di educare i comportamenti (behaviour) dell’investitore affinchè possa assumersi i giusti rischi, per il corretto orizzonte temporale. Il mercato ed i comportamenti corretti dell’investitore restituiscono i rendimenti.

    Chiaro, come in qualsiasi settore, i costi non devono zavorrare oltremodo i benefici del servizio, ma questo accade anche con il meccanico, il gommista, il medico, il carrozziere, l’elettrauto, il ristoratore, l’imbianchino, il concessionario auto ecc non devono spararmi prezzi assurdi a fronte di una qualità scadente. Ed allo stesso modo se fosse solo una questione di costi dovremmo tutti mangiare da mcdonald, indossare orologi di plastica, comprare gomme Chuexquha, usare smartphone Trapple e guidare auto Trabant.

    Si tratta, come sempre, di un rapporto QUALITA’ / PREZZO. E’ vero, soprattutto in Italia, che le banche e le poste infestano da anni il mercato portando avanti un’opera di mera VENDITA e COLLOCAMENTO, opera alla quale i dipendenti si prestano volenti, nolenti ed a volte ANCHE INCONSAPEVOLI. Fortunatamente non tutte le realtà sono così 😉

    https://drive.google.com/open?id=16079cEjgqkCQZfg1Be9xFn50KCi2_xYw Se nel 2018 qualcuno compra ancora il fondo attivo della sua banca/posta perchè è la banca/posta del papà, del nonno, o della provincia, perchè “mi fido” SENZA AVER APPROFONDITO LA MATERIA… chiaro, dopo non ci si deve lamentare se ti inchiappettano.

    Ma il problema non è se la strategia è attiva o passiva 🙂 Il problema è che mi sono fatto cambiare le gomme dal mio amico gommista senza informarmi, perchè mi è simpatico, mi fido… e non ho voglia di approfondire 😉

    PS: quando si dice che il 40/50/60% dei fondi non batte il mercato, tenete presente che i prodotti fuffa delle banche e delle poste FANNO MEDIA con i prodotti validi.

  8. Il Mantra dei tassi che prima o poi tornano su va avanti da almeno 4 o 5 anni…nel frattempo chi si è messo sul breve termine ha perso un sacco di opportunità. Prima o poi a forza di dire “attenti al lupo” il lupo arriverà ma quando? Si investe in base a ciò che si legge od in base ad una attenta analisi dei propri bisogni e delle proprie aspettative?
    Se i tassi salissero veramente, in un mondo pieno di debiti, penso che il big-bang a confronto sarebbe un piccolo petardo.
    Intanto che il tempo passa i bond edi ETF lunghi si sono messi da parte delle buone cedole mentre i fondi a breve termine hanno macinato commissioni rendendo le briciole per i clienti.
    Morale: i tassi non sappiamo dove andranno, prima o poi saliranno…forse. Basta diversificare bene ed organizzare i propri investimenti in base a quando serviranno senza la pia illusione di indovinare quando i tassi saliranno, o le azioni crolleranno. L’unica cosa certa sono i costi, quelli si pagano sempre anche se i mercati vanno male. Pure il fatto che i fondi fanno generalmente peggio degli ETF è una variabile certa e da tenere in considerazione quando si investe, tutto il resto è tirare la monetina in base a quali articoli di giornale si sono letti.

  9. Il problema non è se in un dato periodo si guadagna o si perde…il problema è come si è comportata la media degli altri gestori in quel periodo.
    In un periodo negativo i fenomeni non ci sono però se Money Farm in 3 anni fa +0, ….. mentre una media di fondi bilanciati mi fa +4 allora non ci siamo proprio.
    Spero di essermi spiegato.

  10. Oggi i due portafogli sono tornati in positivo: 0,4% e 0,6%. Che ne dite, riportiamo tutto a casa prima che tornino sotto? …

    1. Eh, se io fossi in te sicuramente si, non vedrei l’ora di poterlo fare con il mio e uscire da questa nulla…
      Ma non vuole essere altro che una risposta di parte.

  11. Ciao Werther,

    ti ringrazio per i complimenti 🙂 Li faccio io a te: stai adottando l’approcio ideale ai tuoi investimenti!! 😀

    Approfitto della tua “corretta impostazione mentale” per ricordare a chiunque abbia investito o sia in procinto di farlo come funziona un INVESTIMENTO (con un esempio/immagine molto semplificata).

    Perchè investire in finanza? Utilizziamo i nostri 100.000 euro per aprire un bel ristorante e lasciamo che un professionista della ristorazione lo gestisca per noi. Ipotizziamo quindi che il ristorante produca 10.000 euro di utili l’anno. Ipotizziamo che durante il secondo anno di attività giri voce che il sindaco vuole chiudere al traffico il centro città (luogo dove si trova il mio locale)… cosa succederà al PREZZO del mio ristorante se volessi venderlo in quei giorni? un disastro… ma ciò non significa necessariamente che il mio ristorante non genererà utili.

    https://drive.google.com/open?id=1n7xIOE51RGtAdg0dSrUbYCvjThs25Q9z

    Chiaro, se nel tempo il ristorante “va male”, prepariamoci a dire addio a tutta o ad una buona parte del nostro capitale.

    Allo stesso modo, se investiamo 100.000 euro nell’azione NESTLE’ (esempio a caso) e gli affari dell’azienda non vanno per il vero giusto, prepariamoci nel corso degli anni anni ad una fetta del nostro capitale.

    Comprare un ETF o un FONDO consente di diversificare, investendo rispettivamente in 1000 e 100 aziende, percependo i loro utili/cedole ed evitando di perdere irrimediabilmente il denaro investito nel caso una singola azienda incontrasse problemi gravi.

    Si investe per gli UTILI e le CEDOLE, non perchè le “curve salgono” 😀 Le “curve che salgono” sono la rappresentazione grafica dei prezzi delle aziende + gli utili accumulati e reinvestiti. Sono le aziende/stati/persone che lavorano, spendono denaro e restituiscono prestiti/pagano interessi.

    Per questo servirebbero almeno 5 anni per Investire, soprattutto in periodi di tassi negativi. Lo “slider” di Moneyfarm a tal proposito credo sia letteralmente VELENO per chi investe e non è preparato, stante che crea delle aspettative pesantemente errate… non necessariamente per i risultati ottenibili (nel lungo termine) ma per l’andamento della curva!! https://drive.google.com/open?id=1_1qLZLJhDpATg1dzGXcmcCsut3YmQkXW

    Chiarire bene logiche, potenziale andamento ed aspettative del cliente è la base delle mansioni di un CONSULENTE FINANZIARIO. Come fai a gestire l’emotività di una passeggero se prima di partire per un lungo viaggio in mare gli hai detto: “Tranquillo, sarà tutto liscio e calmo”

    Alla prima onda si spaventa, alla seconda è panico, alla terza vuole abbandonare la nave.

    1. Sto seguendo la discussione per pura curiosità, mi pare di aver capito che chi si lamenta dei cattivi risultati sia entrato, (pur se in una gestione diversificata) investendo tutto in un’unica soluzione…..beh questo non si fa.

        1. Chi è entrato investendo pesantemente in marzo 2015 è condannato ad impiegare anni per pareggiare l’investimento, se invece entri gradulmente…….

    2. Luca Zaffaroni: capisco benissimo il tuo concetto ma anche se sono completamente ignorante in materia capisco che se investo 100.000 euro in un ristorante e dopo 10 anni lo rivendo a 110000 euro (a cui togliere le tasse) ho fatto un pessimo investimento perché ho rischiato di perdere un sacco di soldi a fronte di averne guadagnati pochissimi. Detto questo vuol dire che se io investo i miei soldi in MF o in qualsiasi altro gestore io mi aspetto un rendimento adeguato, chiaramente non in un anno ma nemmeno in 30, cioè quel 5% e passa (lordo) medio all’anno dichiarato sul sito per il portafoglio 5 in 7/10 anni io lo pretendo se no per cosa li ho rischiati i miei soldi? Per far guadagnare il gestore? Tanto lui la sua percentuale la prende comunque vada l’andamento…

      1. Ciao Giuseppe,

        sono d’accordo con te: il rischio che un investitore si assume deve essere remunerato. Analizziamo la situazione 2018.

        In questo momento i tassi dei bond europei sono negativi a causa del Quantitative Easing attuato dalla BCE. Quindi rendimento bassissimo se non addirittura negativo.

        Paradossalmente, il rischio che qui ci si assume è alto: qualcuno dice che la prossima crisi finanziaria partirà proprio dal debito europeo. Pensateci: Governi che in passato si sono stra-indebitati, oggi sono in conclamata crisi economica e demografica (Italia purtroppo in primis). E non saranno quindi in grado di far fronte ai propri impegni. Un rischio simile oggi è remunerato zero o addirittura negativamente.

        Le obbligazioni corporate hanno anch’essi rendimenti piuttosto bassi, sempre a causa del quantitative easing in vigore in Europa.

        Negli USA i tassi sono molto più alti, ma noi europei dobbiamo fare i conti con il rischio cambio, capace nell’anno “sbagliato” di soffiarci contro anche un (temporaneo) -20%.

        Questo è in estremissima sintesi il quadro obbligazionario.

        Se si vuole ottenere rendimento dai propri investimenti in questo quadro, è chiaro che bisogna guardare altrove.

        L’esempio del “fondo ristornate” è una metafora di come funziona la logica di un investimento in un fondo azionario. Il ristorante è UNA attività economica, che nel caso in cui dovesse “girare male”, fallisce e perdi molti soldi.

        Il fondo/etf investe DIVERSIFICANDO in 100/500/1000 attività economiche, di più paesi, di svariati settori. Nell’orizzonte temporale corretto otterrai i tuoi rendimenti, grazie agli utili delle aziende. Eventuali aziende che dovessero “finire male” saranno una piccolissima parte, più che compensata nel tempo dagli utili delle altre.

        NB. Attenzione: il 5% dichiarato dal sito con quel modello è da prendere con enormi pinze. Si tratta di un modello statistico applicato/applicabile a qualsiasi portafoglio/fondo/etf. Io personalmente non lo mostro mai perchè lo ritengo gravemente fuorviante. NESSUNO sa quanto si potrà guadagnare con CERTEZZA.

        Da quello che molte persone mi dicono/scrivono, mi sembra di capire invece che molti hanno deciso di investire proprio dopo aver visto quel modellino, dopo aver SAZIATO la propria “sete mentale di certezza” … che certezza non è assolutamente!!

  12. Ciao a tutti ,complimenti perchè queste discussioni sono molto utili a chi come me non è un super esperto….soprattutto complimenti a Luca Zaffaroni che si vede essere del mestiere e molto preparato.
    Detto questo,anche io sono cliente Moneyfarm con due portafogli (2 e 5) più Pac da più o meno 2 anni e anche io ho vissuto periodi di verde e di rosso,però prima di investire con loro mi sono ben schiarito le idee…cioè,mi sono prefissato un arco temporale di minimo 10 anni e non mi importa come performano i portafogli in questo arco di tempo io vado dritto per la mia strada mantenendo salda la mia programmazione e solo allora si vedrà.
    Poi correggetemi se sbaglio,ma io non la vedo così negativa vedere il segno meno per un po’,per chi fa piani di accumulo forse è meglio….

    1. Mah, se per te 10 anni sono l’ideale vai dritto per la tua strada.
      Per me è un assurdo, ma la mia opinione non essendo in te conta poco.

      1. Ciao Antoine,10 anni non sono l’ideale per me,ma per il tipo di investimento che hai fatto tu con Moneyfarm….(medio lungo periodo…secondo me meglio lungo)

  13. salve a tutti e complimenti per il blog e i commenti competenti.
    Volevo sapere se nei 6 differenti tipi di portafoglio con diverso grado di rischio è possibile sapere qual è la probabilità di una possibile perdita?

    1. Ce l’hai in tutti i 6 livelli il rischio di perdere.
      Il problema, per mia esperienza o ormai mia idea conclamata, che più basso è il livello e meno possibilità hai di performare, intendo anche minimamente.
      Ovviamente più in alto vai e i brividi salgono, ma questo è scontato.

      1. Grazie della risposta ma intendevo se è possibile sapere qual è questa differenza tra i vari livelli di rischio. E’ possibile sapere se per esempio con un livello di rischio 1 la probabilità è del 5%, mentre con un livello di rischio 6 è del 50% (dico per dire)?

    2. Ciao Marcos,

      la probabilità di perdere è generalmente misurata con quello che si chiama VAR (Value at Risk), espresso con un numero %.

      Il VAR esprime in percentuale la perdita massima che un portafoglio di investimento può realizzare nell’arco di un giorno nel 95% dei casi.

      (Esistono diverse varianti di formule VAR, alcune che esprimono il valore nel 99% dei casi o che calcolano l’oscillazione su base settimanale.)

      Ti faccio un esempio di applicazione del concetto di VAR ad un portafoglio di investimento.

      Un portafoglio ha VAR 2%. Significa che, in un singolo giorno di contrattazioni quel portafoglio perderà al massimo il 2% del suo valore (e questo nel 95% o 99% dei casi, quindi si parla di certezza quasi assoluta).

      Generalmente portafogli con VAR più elevato sono quelli che nel tempo portano maggiori rendimenti, a costo di una volatilità maggiore.

        1. ahahaha Antoine 😀 😀 infatti se scrivi VAR su Google mica ti esce il Value at risk 😀 https://it.wikipedia.org/wiki/Valore_a_rischio

          Tutt’altro, ti escono 30 link che spiegano nel dettaglio cos’è il Video Assistant Referee 😀

          Infatti la battuta che gira tra noi addetti: “E’ la volta buona che infine anche gli italiani si interesseranno al VAR” 😀 😀 😀

      1. Grazie della risposta.
        Quindi quel valore dovrà essere comunicato direttamente da Moneyfarm?
        Per un investimento a lungo termine (>10 anni) consiglieresti VAR più elevato perchè la volatilità inciderà meno tenendo conto dell’intero periodo? O c’è il rischio, in un ipotetico crollo borse tipo 2008, di perdere gran parte dell’investimento?

        1. Ciao Marcos,

          Sì, il VAR del portafoglio è comunicato da Moneyfarm.

          Sì, per un investimento di lungo termine generalmente si consiglia un VAR elevato.

          Fino a 3 anni breve termine
          Fino a 6/7 anni medio termine
          Fino ai 10/12 anni lungo temine
          Oltre i 12 anni lunghissimo termine

          Se investi il tuo denaro per lungo termine a VAR basso perdi delle opportunità. Chiaro che il VAR del portafoglio deve essere ben discusso con il proprio consulente finanziario, non solo in base ai propri obiettivi/orizzonti temporali, ma anche in base alla personale propensione al rischio (leggi anche tolleranza emotivita alla volatilità). Emotività sulla quale lavora un bravo CONSULENTE FINANZIARIO, che eroga educazione finanziaria al proprio cliente.

          Ti linko un esempio di 3 investimenti sui mercati finanziari: un azionario globale, un flessibile moderato ed un flessibile prudente. Mercati dove lavora un GESTORE, che gestisce il denaro all’interno di modelli di gestione del rischio.

          https://drive.google.com/open?id=1j0pss_RlQ3SR3z54UK_yOiLhq232yDYi

          Nessuno può sapere quando arriva un 2008. Quando arriva, i portafogli a VAR più elevato subiranno le maggiori variazioni negative. Se non vendi in quel momento NON PERDI SOLDI. Se ti sei detto “10 anni”… rispetta i 10 anni. Ogni 10 anni ce ne sono 1/2 cattivi, 5 medi e 3/4 buoni o molto buoni (al netto di Guerre Mondiali, enormi sconvolgimenti).

          Investire diversificando è una disciplina statistica più che finanziaria. I rendimenti sono proporzionali al tempo per il quale si rimane investiti, ai rischi che si assumono ed ai comportamenti che si sono tenuti.

          https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

          Se si assume poco rischio, per poco tempo (a maggior ragione in periodi di tassi negativi) c’è il forte rischio di non ripagarsi i costi di gestione del servizio.

          1. Grazie per le risposte sempre puntuali ed esaustive.Approfitto della tua disponibilità.. Se ho capito bene il problema è l’emotività? Agendo da “robot”, la scelta migliore sarebbe rischio alto e investimento a lungo/lunghissimo termine, in questo modo si superano anche le crisi tipo 2008 e i rendimenti sono comunque positivi?
            Se però i miei ipotetici 10 anni di investimento fossero finiti nel 2009 non avrei perso metà del mio patrimonio investito(come da tua slide)? Quindi la soluzione sarebbe fattibile solo se uno avesse la possibilità di allungare la durata dell’investimento fino a recuperare la perdita e non disinvestire? Servirebbe avere a disposizione un altro portafoglio a rischio basso per poter usufruire di eventuali disinvestimenti non pianificati?

        2. Ciao Marcos. Come già accennavi tu, investire non è una scienza esatta.

          “Apro un’attività investendo il mio capitale e fra 4 anni e mezzo esatti la cedo in utile”… Nessuno può saperlo con esattezza

          Diciamo che diversificando correttamente per asset ed orizzonte temporale si può rivalutare correttamente il proprio capitale, nel tempo.

          Si chiama METODO DI INVESTIMENTO (al servizio di una pianificazione finanziaria) e “viene prima” dei portafogli/degli etf/dei ribilanciamenti/dell’indipendenza/dell’attivo vs passivo/delle
          pubblicità in televisione e delle app accattivanti… insomma, viene prima tutto ciò su cui i risparmiatori normalmente si concentrano ma che in realtà serve poco o nulla 🙂

          La sostanza come stai intuendo tu è da tutt’altra parte 😀

          “Di quanto disponi?” “100k euro.”

          “Che investitore sei?” “PRUDENTE”

          “…ok, 100k investiti in profilo prudente.”

          Niente di più “sbagliato”

          1. Ne approfitto della tua disponibilità per un ultima cosa.. Da che importo vale la pena farsi seguire da un consulente indipendente rispetto a un servizio tipo moneyfarm? E che costi ci sono per un servizio come il tuo?

        3. Ciao Marcos,

          credo che nella vita almeno UN incontro con un professionista del settore debba essere fatto, poichè i danni della mancata pianificazione finanziaria sulla vita degli individui (nel 2018) sono molto impattanti.

          Diverso era il discorso nel passato: Mamma Stato garantiva pensioni pari allo stipendio (ed indirettamente pure un bel TFR al momento del pensionamento), sanità per tutti, interessi al 4% e capitale garantito per tutti… a chi serviva un consulente finanziario in un mondo così? 🙂

          Purtroppo a furia di GARANTIRE, Mamma Stato si è indebitata ben oltre le proprie capacità di rimborso ed è fallita. Viviamo il risultato di questa situazione da circa 10 anni e lo vivremo purtroppo per almeno altri 10/15.

          Ed ecco che ora gli italiani (spiazzatissimi, in quanto nessuno ha mai fornito loro educazione finanziaria di base) si trovano a dover soddisfare i bisogni finanziari in passato soddisfatti da Mamma Stato: calcolare il gap previdenziale ed investire risorse in base al tempo/obiettivo per ricevere in futuro una pensione dignitosa, investire evitando i crac finanziari per evitare di perdere tutto in una notte (Bail in, Etruria, veneto Banca ecc), automatizzare il risparmio per poter disporre un giorno di risorse che ti evitino 12 mesi di attesa per un esame medico importante, iniziare un PAC fin dalla nascita di tuo figlio in vista della sua università a Londra tra 20 anni.

          Insomma, tutta questa premessa per dirti che la frase “Mah, sotto i 10.000 euro non vale la pena affidarti ad un consulente finanziario” credo sia concettualmente sbagliata.

          In realtà anche chi non può contare su grandi patrimoni dovrebbe (a maggior ragione) affidarsi ad un consulente finanziario che possa aiutarlo a studiare e realizzare negli anni/decenni un piano finanziario.

          In realtà il problema se lo dovrebbe porre il consulente: “Ma vale la pena di avere clienti sotto i 10.000 euro? me la ripago la benzina ed il tempo di ogni appuntamento?” 🙂

          Vivo la risposta di persona tutti i giorni: internet/Skype sono un mezzo potentissimo che consente al consulente di incontrare molti clienti ogni giorno… senza muoversi dal proprio ufficio, e rendendo sostenibile il servizio anche a piccoli/piccolissimi clienti. Certo, un cliente “piccolo” richiederà 2/3 incontri di un certo tipo l’anno, mentre un cliente “grosso” ne richiederà almeno una dozzina e di altro tipo.

          Ma alla fine quanto costa un consulente finanziario? Dipende dalla forma della consulenza e da come viene impostato il contratto di consulenza.

          Generalmente il costo di un consulente finanziario è una %annua applicata sulle somme in gestione. Quindi essendo un costo % e non fisso, non richiede necessariamente grosse somme.

          In questo link trovi l’esempio di un “tipico” portafoglio moderato (circa 50% obbligazionario e 50% azionario) con l’andamento, le performance ed i costi prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 15/05/2015 ed il 16/02/2018.

          https://create.piktochart.com/output/28174560-esempio

  14. Ciao Antoine, qui non ti preoccupare: sei abbastanza in linea con il mercato.

    https://drive.google.com/open?id=11krBWUSuNKeLXxBBPm1MzvnRZ1nBRLiF

    Il Dow Jones ha perso oltre il 10% in meno di 10 giorni, poi ieri sera ha chiuso bene ed ha limitato i danni.

    https://drive.google.com/open?id=1oqb84ht9k3eHqSsnN87AbOGFGUFJy08Z

    Wall Street è il cuore del mondo finanziario, le Borse del mondo si muovono in funzione dei movimenti dell’SP500.

    Non solo le borse sono ormai correlate (altro effetto della globalizzazione) ma anche le asset class ormai sono molto correlate tra loro. Molti dicono che i bond stessi siano in bolla (dopo 30 anni di tassi in discesa). Senza contare che l’asset class “free risk” per eccellenza per noi investitori europei (i bond governativi europei) hanno rendimenti negativi, sono ad un passo dalla fine del QE e c’è qualcuno che inizia a dire che la prossima crisi finanziaria partirà proprio dai governativi UE (l’Italia potrebbe essere una delle micce 🙁 )

    Insomma, non si potrà scappare dalla volatilità. A maggior ragione bisognerà pianificare e rispettare gli orizzonti temporali.

    1. Ma una volta, intendo fino allo scorso anno, ancora prima di controllare il portafoglio, bastava dare un’occhiata a Wall Street o Tokyo e capivi l’andazzo della giornata. Il mercato italiano praticamente incideva quais niente.
      Quindi le borse e gli asset saranno correlati come ovvio, ma qui non c’è più un filo conduttore se con New York ampiamente positiva vedi che poi questo ha portato non alla limitazione dei danni, ma addirittura a una perdita sostanziosa.
      Per la cronaca solo ieri ho perso circa 700 €.
      E in molti cominciano a parlare della famosa soglia fisiologica del -20% nelle Borse di tutto il mondo, come saprai, ma in particolare a New York. Ora siamo ampiamente già a -10.
      Speriamo bene, finora non se n’è visto.

      1. Tieni duro Antoine, salvo casi eccezionali nei prossimi 10 anni il mondo “non si imbarcherà mai” senza via di ritorno. Continuerà a crescere, come sempre. E’ il percorso che è “tortuoso/volatile”. Chiaro, il tuo orizzonte temporale dei 3 anni và purtroppo rivisto.

        1. Ah beh, purtroppo dovrò rivederlo per forza, e questo non mi piace.
          Ovviamente pensavo che le cose sarebbero andate diversamente, e a giugno quasi sicuramente sarò ancora sotto se non peggio.
          Ma il problema è con quale spirito dovrò continuare a insistere per altri due anni minimo: nei primi 3 ci sono state le crisi, poi superate, ma per il portafoglio di benefici manco l’ombra nemmeno con il sole.
          Mi chiedo perché mai nei due anni successivi la rotta si debba invertire, quando tutti gli analisti danno ora un’inversione di tendenza certa al ribasso per il 2018 perlomeno, e questo si sta già vedendo ampiamente.
          Proprio non capisco secondo quale principio dovrei fare exploit continuando a insistere alla base di quello che è stato finora.
          Dimmelo tu…

  15. Altra botta sul portafoglio.
    Sembrava che alla fine con il rialzo di Wall Street le cose si fossero un pochino riassettate, e invece apro il portafoglio e trovo la brutta sorpresa. Ora siamo a -2,65, e ho visto hanno anche fatto ricorso alla liquidità.
    Una volta l’andamento era prevedibile anche solo guardando le borse Tokyo e New York, ora non si capisce più niente cosa incide.

  16. Vi posto in fondo al commento il link ad un interessante articolo del Sole 24 ore di oggi, anticipo un estratto:

    -“Molti gestori ora sanno che i tempi belli – dove sale tutto senza grossa fatica – sono finiti. Per tornare a fare la differenza bisognerà essere bravi nello scegliere titoli e settori vincenti e scartare quelli più deboli, destinati ad accusare il colpo durante le fasi di correzione.
    -La percezione del rischio sta cambiando anche tra i piccoli risparmiatori, già da tempo spiazzati nello scegliere l’investimento giusto in un contesto di tassi bassi e azioni molto care.
    -“Se gli ultimi anni della crisi hanno introdotto nel dizionario delle famiglie la parola spread ora rischia di entrare nel dibattito economico popolare un altro termine: volatilità. Nei prossimi giorni il grafico chiave da monitorare sarà quindi quello del Vix. Se non si ammorbidirà c’è il rischio che gli algoritmi tornino a vendere. A quel punto la soglia del -20% potrebbe pericolosamente avvicinarsi.”

    Scegliere titoli giusti e rinnovare/inventare (grazie a 25 anni di esperienza nel campo alle spalle e miliardi di dollari in gestione da tutto il mondo) una strategia che funzioni anche con l’imprevisto arrivo dei tassi negativi. Gestione attiva certo, e la paghi.

    Come gestisci la “liquidità investita”con etf in periodi di tassi negativi? con Obbligazionari europei 1-3 anni (e paghi la consulenza anche su quella parte di portafoglio liquida 😉 )

    https://drive.google.com/open?id=1DOEzdyoYJzyHV-rbiAu2cfn0nbeEdoGm

    Altri gestori (c) attivi (cattivi perchè costano 😀 ) di vari flessibili (classificati come prudenti e moderati) gestiti in sedi sparse per il mondo… lavorano da lustri nel settore e spendono milioni di dollari in ricerca ed analisti. In competizione tra di loro per convincere i consulenti di tutto il mondo affinchè affidino loro parte dei patrimoni dei loro clienti…

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypSDUxNUo3VndPN0E

    Rischio gestore (il rischio che un gestore non prenda decisioni giuste) facilmente diversificato. Come ad esempio il flessibile verde acido (potrebbe essere MF? no, perchè forse il ptf prudente di MF ha perso il DOPPIO a febbraio 2016 😉 ). Anche io potrei investire una grossa parte del denaro dei miei clienti su un solo flessibile SPERANDO che sia quello giusto.. se il gestore ci azzecca (quello da +14%) il cliente è felice, se sbaglia perdo il cliente… Posso investire SPERANDO? No… quindi DIVERSIFICO

    Questi sono prodotti a gestione attiva con indicati i costi totali (gestore+consulente) pagati dal cliente… E manca da vedere il valore aggiunto portato dalla selezione degli strumenti, la ricerca, l’aggiornamento quotidiano, la pianificazione, lo studio e l’affinamento continuo della strategia, la sua applicazione, il monitoraggio continuo dei portafogli, l’assistenza e la formazione prima e durante l’investimento al cliente per evitare che scenda spaventato dalla macchina al 2 km… insomma, ore ed ore ed ore di CONSULENZA 😉 (mentre altri professionisti selezionati in giro per il mondo svolgono un’altra mansione, ovvero GESTISCONO il denaro).

    “Basta” scegliere il consulente giusto 😉 è vero, non è facile scegliere. Se ne sentono di ogni e non si capisce come fare per capire quale modello di consulenza celi in realtà una mera attività di collocamento di prodotti e quale invece porti vero valore aggiunto.

    Chiedete/leggete cosa dicono i suoi clienti di lui. Ma questo non basta: insospettitevi se non vi pone domande, se usa solo prodotti con il nome della banca, se non vi spiega chiaramente la strategia che ha in mente. Se parla solo di prodotti/offerte/conti deposito in promozione scappate!

    Consulenza https://drive.google.com/open?id=1NsQz5srzjB3s4f5XqRKgafuSF5r3bUEu

    Consulenza condizionata https://drive.google.com/open?id=1TdYIp58ibomrbt-dGzevFP2rc2GJ-L_O

    Banca classica https://drive.google.com/open?id=1mSVkGIIsW1ULE2-tgdFJ0mG6P7WCt2sJ

    Buon we di studio 🙂

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-09/settemila-miliardi-persi-10-giorni-come-cambia-percezione-rischio-borsa-145206.shtml?uuid=AEYZAVxD

  17. Buongiorno, sto valutando un’eventuale investimento tramite MoneyFarm.
    Mi chiedevo, ma una volta attivato l’investimento nell’area privata online di MoneyFarm non dovrebbero comparire tutti i codice dei ETF acquistati, con il numero di quote per ciascun ETF ?
    Se e’ cosi’ basta poi verificare il controvalore di ciascun ETF su qualsiasi sito online, per sapere esattamente il controvalore dei nostri soldi.
    Non e’ cosi’ ? Mi sto perdendo qualcosa ?
    Grazie

    1. Dovrebbe essere così, ci sono anche i link predisposti su ogni asset. Ma io non sono tanto paziente da andare a controllare uno x uno gli ETF.
      E poi oltre a non averne voglia di farlo, forse nemeno tanto capace di fare un rendiconto abbastanza complesso come quello.
      Poi ovviamente ci si fida, nonostante tutto.

  18. Buongiorno a tutti,
    sono un utente Moneyfarm da settembre 2017. Lo so , è un orizzonte temporale molto breve ma anche a me come un altro utente qui sopra sembra che quando il mercato viaggia a vele spiegate come negli ultimi mesi i portafogli crescano pochissimo e poi quando le borse vanno giu i portafogli crollino. E’ normale tutto questo?
    A me in particolare non tornano i calcoli che stanno dietro a questi andamenti, è possibile che possano essere “aggiustati”? In fin dei conti chi controlla che il gestore non si tenga per se un po’ dei guadagni dei portafogli e scarichi un pò di perdite in più?
    Sono troppo diffidente?

    1. E’ una cosa che mi sono chiesto fin dall’inizio, purtroppo…
      Più di una volta è accaduto che quando andavo a controllare la pagina online del mio portafoglio segnasse una cifra, poi dopo minuti ne segnasse un’altra, naturalmente più bassa. E’ successo anche l’altro giorno, dopo il lunedì nero. Avevo aperto con un cifra che segnava perdita ma contenuta, 400 €, dopo minuti ho aggiornato e ne segnava un’altra, quasi 900 € di perdite…
      Una volta gliel’ho fatto presente, e mi hanno detto che era stato un errore del server.
      Il problema poi non sta tanto in un’eventuale manomissione dei dati, quanto avere la possibilità di poter controllare per conto nostro la veridicità dei dati.
      Se qualcuno sa come poter fare per controllare l’andamento regolare degli ETF del proprio portafoglio, autonomamente, lo dica.

      1. Ma su Banca Sella viene fatto il resoconto totale dei miei asset come sulla pagina di Moneyfarm, o devo andare a spulciarne uno per uno?

        1. Poi una volta mi ricordo ne discussi con uno di Moneyfarm l’anno scorso, poichè i conti appunto non sembravano tornare se si faceva il conto + e – dei vari asset con le percentuali. Mancavano 500 €.
          Loro hanno detto che bisogna considerare e conteggiare anche tutte le spese di compravendita del ribilanciamento, che nel portafoglio non sono incluse.

  19. Vorrei riportare un messaggio di risposta ad un utente di un forum di finanza da parte di Moneyfarm (Daprà o chi per esso):
    “Buongiorno… la nostra visione di lungo periodo non cambia in base a un movimento di breve periodo quindi non prevediamo correzioni specificamente legate a quanto successo nei giorni scorsi. Prevediamo un ribilanciamento nei prossimi giorni ma si tratta di una operazione precedentemente programmata e che mira a riallineare i portafogli alla strategia che abbiamo pianificato per il 2018 (consultabile qui http://blog.moneyfarm.com/it/portafogli-strategici-2018/)

  20. Volevo lasciare un messaggio a beneficio di tutti, magari aiuta a chiarire aspettative di risultato e servizio circa Gestione e Consulenza finanziaria.

    Ribilanciare i portafogli, caricare rischio, scaricare rischio, sovrapesare azioni ue, sottopesare oro, comprare volatilità, aumentare posizione in Bund ecc ecc

    Questa NON è consulenza finanziaria.

    Questo è il lavoro di un GESTORE di un fondo flessibile, che fissa dei parametri di volatilità/rendimento entro i quali il fondo può muoversi ed effettuare tutte le modifiche del caso al fondo. A seconda del momento di mercato nel quale entri avrai dei ritorni diversi ma, nel lungo, poco importa quando sei entrato.

    Esistono sul mercato 400 fondi flessibili, ognuno con le sue idee/logiche/convinzioni/algoritmi. Moneyfarm è il 401 esimo. Solo che a differenza degli altri 400 con cui non puoi parlare, con Moneyfarm il cliente ha anche modo di parlare, perchè cerca di farti ANCHE da consulente finanziario.

    Il problema è che Moneyfarm cerca di spiegarti e gestirti l’emotività (ruolo del consulente finanziario) ma NON può fare nulla per gestire il vostro timing di ingresso nel mercato (perchè GESTISCE in maniera standardizzata 6 fondi).

    E’ un ENORME equivoco alla base.

    Consulenza finanziaria significa invece significa analizzare la persona e la sua situazione nel complesso, individuare i suoi bisogni finanziari e quindi stabilire quanto si può lasciare sul cc, quanto investire a 5 anni, quanto a 10 e quanto per la pensione. Perchè più un investimento oscilla e più porta rendimento, ma servono anni e la NOSTRA MENTE E’ NATURALMENTE SETTATA SU QUESTA SERA, non su “tra dieci anni”

    Quanto accantonare ogni mese. Fare il mutuo o no, cambiare casa o no. Usare i soldi o no. Percepire cedole sul conto o reinvestirle. Sei assicurato? non è che tieni i soldi sul cc a zero “perchè non si sa mai” e quando arriva l’evento X quei soldi non bastano e sei spacciato? E poi scopri che bastavano 200 euro per coprirti dal rischio… e se nel frattempo avessi investito quel denaro NEL TEMPO il suo valore sarebbe aumentato ben oltre i 200 euro l’anno.

    Si scelgono poi gli strumenti per raggiungere i vari obiettivi e capire la strategia che si intende perseguire per raggiungerli, difendendo il cliente da se stesso (salute e soldi fanno agitare le persone. pensate alla funzione del pediatra: genitori in panico, il pediatra visita e dice “tutto ok sta bene, disdicete pure l’appuntamento con l’esorcista) nel viaggio dentro un mondo incomprensibile ai più e controintuitivo, dove se giri il volante a destra (sembra facile) in realtà la macchina svolta bruscamente a sinistra.

    A quel punto parte la frustrazione, ci si incazza e si scende dall’auto (in corsa facendosi male a volte) 3 km dopo essere partiti per un viaggio di 10/20/30/40km a seconda dell’età alla quale ci si mette in viaggio. “Ecco queste macchine sono una truffa”

    La consulenza ai vostri soldi la fa il gestore
    La consulenza a voi la fa il consulente finanziario

    I rendimenti li restituiscono 1) i mercati 2) i comportamenti corretti

    3) non pagate costi inutili, ma prima bisogna capire quali sono quelli utili 😀

  21. Non che l’altra alternativa (Euclidea) stia facendo meglio, sono in negativo ambedue (ho 2 portafogli classificati p5 partiti a inizio gennaio 2018, uno in MF da +1,6% a -3,37%, uno in Euclidea più diversificato e con meno azionario da +0,39% a -2,19%). MF ha iilustrato alla fine di Gennaio le sue considerazioni sul 2018, Euclidea ha mandato ieri un’email ai clienti commentando quello che sta succedendo sui mercati. Cosa accadrà ? “Lo scopriremo solo vivendo”. Molti scrivono che cosa hanno (livello del portafoglio, gestione patrimoniale o no, pac o no, etc.), mi piacerebbe lo facessero tutti almeno ci si fa un’idea più precisa perchè altrimenti è come dire “settimana scorsa ho comprato azioni e adesso sono a -20%” chi ? cosa ? come ? Io il PAC l’ho fatto, probabilmente ci metterò dentro ancora qualcosa se ho liquidità e non trovo altre alternative…

    1. E’ successo che un trade “facile” degli ultimi mesi (ovvero shortare il VIX in continua discesa da mesi) è andato in crisi.

      Dopo settimane di innaturale e continua corsa, i mercati hanno fisiologicamente stornato. La volatilità (misurata da un indice che si chiama VIX) dopo mesi di continua discesa è quindi schizzata di colpo verso l’alto, rovinando il gioco a chi scommetteva da mesi sulla continua discesa del VIX.

      Queste grandi posizioni shortiste, spiazzate dalla repentina impennata del VIX hanno cominciato a comprare pesantemente Futures sul VIX, per coprire le proprie posizioni short.

      Questo ha portato il VIX a salire ulteriormente: molti sistemi di trading nel mondo sono parametrati sul movimento del VIX. Quando questo “diventa troppo alto” i sistemi iniziano a vendere in automatico.

      Una situazione a dir poco paradossale, la conseguenza che produce la causa. Ma tant’è.

      Mauro non puoi piantare due semi di zucca di due produttori diversi ad aprile e lamentarti che dopo un mese non esce niente da nessuno dei due semi ed anzi, piove e basta 😀

      Nessuno sa cosa succederà. Tutti scrivono e dicono la loro. Ma nessuno sa cosa succederà domani. Nessuno.

      Ma a chi investe questo NON interessa. Certo è che il mondo nei prossimi 10/20 anni continuerà a crescere come ha sempre fatto dalle “caverne” ad oggi. Ogni azienda nel mondo lotterà per generare utili ed ogni persona nel mondo lavorerà per spendere e ripagare debiti. Sono i dividendi e le cedole i motivi per cui si investe, non le curve che vanno su e giù 😀 Se diversifichi correttamente non perdi soldi e se imposti (e rispetti) i corretti orizzonti temporali guadagni pure 😉

      Tassi, VIX, BCE, Trump…. buoni solo per i giornali 🙂

      Ci si arrovella, affanna, inquieta, impazzisce… ma la zucca sempre ha bisogno di 6 mesi per crescere 😀 Così come i ritorni… tutti si concentrano sull’unica cosa che non posso controllare.

      Dimenticandosi di controllare le cose contano davvero: il rischio, il tempo, I COMPORTAMENTI.

      https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

      1. Ma io mica mi lamento :D, porto la considerazione che siamo tutti nella stessa barca e che se l’orizzonte temporale è di almeno 5 anni, come anche nel mio caso, è inutile dire dopo un mese o meno “ah ho fatto un caz..ta ad fare MF” (e io ho anche Euclidea per confronto e per ulteriore diversificazione, poco cambia).

        1. Dopo un mese o meno sarebbe assurdo, è ovvio.
          Il problema è cominciare ad avere dubbi dopo 1 anno e mezzo o 2, o quasi 3 anni come nel mio caso, vedendo che le cose non solo vanno male, ma non c’è verso di vederle raddrizzare nemmeno quando i mercati sembrano andare bene o addirittura benone.
          Dico “sembrano” perchè qui il concetto di positività con Moneyfarm è tutto da riconsiderare, secondo loro.

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