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13.593 visite • Inserito nella categoria: Banche e finanzaCommenti (61)

MoneyFarm, opinioni 2017 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

Entrato in MoneyFarm a maggio 2015, e vissuto un 2016 sulle montagne russe, continuo a seguire il mio investimento sperando di poter tornare a vedere il segno più…
In questo terzo post dedicato al portafoglio in ETF gestito da Moneyfarm non cambio l’impostazione data ai precedenti articoli con un monitoraggio mensile o, nel caso di eventi “straordinari”, più assiduo dell’andamento del rendimento; mi auguro continui anche il costante, e proficuo, confronto con tutti coloro che sono del settore, con coloro che si avvicinano a questa tipologia d’investimento e con chi è già cliente come me.

Che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già oppure mi hai seguito in passato salta queste poche righe, se invece non hai le idee chiare puoi leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove descrivo in maniera molto sintetica i servizi offerti.

Se vuoi diventare cliente e ridurre la percentuale di commissione a MoneyFarm sull’importo da te depositato, puoi utilizzare in fase di registrazione il Codice Amico come da articolo dedicato.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2017
17,34% Cash e Bond Governativi a Breve
4,98% Bond Governativi Paesi Sviluppati
17,01% Bond Societari Investment Grade
13,13% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
9,68% Inflazione
28,67% Azionario Paesi Sviluppati
4,37% Azionario Paesi Emergenti
2,12% Materie Prime e Real Estate

Com’è stato il 2016?
Il 2016 si è chiuso, per me, ancora in negativo con punte di perdita vicino al 9% a febbraio 2016 mitigato da un forte recupero che mi ha portato a chiudere l’anno appena trascorso con un – 0,46%, riprendendo più del 4,5% dalla chiusura del 31 dicembre 2015, quando il portafoglio segnava un -5%.

2017-01-03 + 0,05%
Nessun aggiornamento di rilievo salvo rivedere dopo un anno e mezzo il segno più!

2017-01-25 – 0,17%
E’ arrivato il primo ribilanciamento del 2017, un anno che sarà caratterizzato da numerosi ed importanti eventi come l’inizio della presidenza Trump, le elezioni francesi e tedesche e l’inizio della Brexit. Per dare un po’ di brio, aumentandone la volatilità, al portafoglio Moneyfarm, sulla base della decisione della BCE di diminuire le politiche di acquisto di debito societario, consiglia di vendere parte dell’esposizione nei “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso”, che hanno già beneficiato quanto possibile dal contesto economico/monetario, per acquistare i bond governativi dei mercati emergenti grazie a proprie valutazioni e a dei tassi di rendimento superiore a quelli disponibili oggi sui mercati sviluppati. Vengono, pertanto, introdotti i “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale” e aumentati l'”Azionario Paesi Emergenti (MSCI EM IMI)”.
Procediamo!

Vendiamo
– Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN LU0292107645
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

Acquistiamo
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

2017-02-02 – 2,03%
Inizio del mese con un nuovo sistema di calcolo del portafoglio di Moneyfarm per offrire una più fedele rappresentazione dell’andamento dell’investimento e della performance stessa.
Oggi mi ritrovo, secondo questo calcolo, con una perdita del 2,03% mentre secondo i calcoli ai quali ero abituato la perdita sarebbe stata più contenuta, un – 0,65%.
La nuova misura si basa sul sistema money weighted che tiene in considerazione tutti i flussi di cassa in entrata e in uscita (per esempio afflussi, deflussi di capitale e dividendi degli Etf). Alla luce di questo nuovo calcolo, l’indicatore di rendimento che compare nell’area riservata potrebbe essere variato rispetto ai giorni scorsi.
La decisione di cambiare metodo è stata presa con lo scopo di migliorare la capacità di valutazione dell’andamento dell’investimento dei loro clienti; trattandosi infatti del sistema più utilizzato dagli operatori a livello internazionale sarà possibile confrontare in modo più efficace Moneyfarm con altri servizi.
Nelle FAQ aggiornate del sito su Moneyfarm.com si spiega in dettaglio la formula di calcolo, ovvero…
La misura di performance è basata su un calcolo money-weighted in linea con gli standard internazionali. Mira a rappresentare l’effettiva performance tenendo conto di tutti i flussi di cassa del portafoglio (aggiuntivi, prelievi e dividendi degli Etf). Tale tasso è identico concettualmente a un tasso interno di rendimento (TIR). È il tasso di sconto in cui il valore attuale netto (VAN) è uguale a 0. Questo vuol dire che afflussi e deflussi devono essere attualizzati al presente, utilizzando un tasso di rendimento che renderà i movimenti in entrata uguali a quelli in uscita. Per esempio, immaginate un investimento azionario del valore di 50 € che rende 2 € all’anno in dividendi, e viene venduto dopo due anni per 65 €. Il nostro tasso money-weighted (r) sarà un tasso che soddisfa la seguente equazione: Valore Attuale versamenti = Valore Attuale prelievi = 2 € / (1 + r) + 2 € / (1 + r)*2 + 65 € / (1 + r)*2 = 50 € Quindi, stando all’esempio, il tasso di rendimento (r) sarà pari al 17,78%..

Nei commenti, giustamente, mi è stato fatto notare come non abbia più aggiornato la composizione del mio portafoglio con tutti i dati.

Ecco com’è attualmente composto il mio paniere ETF

Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 376.754.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 764.390.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 786.413.800,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 1.620,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.532.885.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/09/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/09/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 548.366.300,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 310.980.700,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.158.652.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN FR0011475078
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 955.611.100,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 223.978.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2016
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 15.772.900.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.368.960.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 638.351.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2017-03-03 1,34%
Inizio del mese con un forte segno +, il livello più alto mai raggiunto da quando sono entrato in Moneyfarm…

2017-04-02 1,33%
Calma piatta, rendimento che si è mantenuto all’identico livello del mese precedente senza subire nel corso del mese appena trascorso scossoni di alcun tipo…

2017-05-02 1,54%
Si mantiene costantemente, è il terzo mese di fila, un rendimento positivo in attesa del ribilancimaneto annunciato via email da Moneyfarm

2017-05-10 1,23%
Arriva il nuovo ribilanciamento di Moneyfarm nel quale viene liquidata la posizione in “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso” per acquistare “Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale” e aumentare l’esposizione azionaria sui mercati sviluppati. Per Moneyfarm i rischi legati ai pericoli elettorali sembra essere alle spalle, i risultato trimestrali delle aziende quotate in USA ed Europa mostra un’ottima crescita per ricavi e utili, ben oltre le aspettative degli analisti con buone prospettive sull’azionario.
Considerato il livellarsi della volatilità, Moneyfarm pensa che sia tornato il tempo per mettere un po’ di pepe al mio portafoglio, ovvero aggiungendo del rischio seppur in relazione al mio profilo.
Per i mercati sviluppati, sposteranno la posizione sull’azionario “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” in “Azionario Giappone (Topix)”, rimuovendo quindi la copertura sul tasso di cambio per ridurre la volatilità su questa esposizione. Aumenteranno inoltre l’esposizione azionaria USA e soprattutto Europa.
Ci devo pensare…

2017-05-18 0,70%
Non ho avuto la possibilità di aderire alla proposta in quanto all’estero e con il telefono smarrito.
Le vicende odierne su Trump e l’impeachment all’orizzonte muovono in negativo i mercati, decido comunque di dare fiducia a Moneyfarm ed autorizzo il ribilanciamento.

2017-06-01 0,71%
Da mesi, oramai, sembra che il rendimento si sia congelato sulla forbice 0.70% – 1,70%, calma piatta!

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61 commenti a questo articolo

  1. Valerio ha detto:

    ottimo Lorenzo…. finalmente il segno + dopo un anno e mezzo! continuiamo a seguire gli aggiornamenti

  2. Luca Zaffaroni ha detto:

    Cari amici investitori,

    Volevo condividere con voi la sintesi dei primi 12 giorni di questo 2017 caratterizzati da un grande tema: IL RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE

    I tassi obbligazionari nel corso degli 30/35 anni sono andati in costante discesa fino a toccare lo ZERO, sfondarlo (andando in territorio negativo) salvo trovarci ora nello “storico” momento in cui questi ripartiranno, insieme al ritorno dell’inflazione.

    Vi ricordo quindi che così come saliranno i tassi per chi investe, risaliranno i tassi dei mutui. Tassi di interesse (attivi/passivi),tassi di crescita dei Paesi ed inflazione sono variabili direttamente collegate.

    Quindi occhio anche a chi di voi ha un mutuo: ultimi momenti per valutare una rinegoziazione a tassi fissi: l’irs a 20 anni da luglio ad oggi è già raddoppiato!! E la curva dei tassi si sta irripidendo: scadenze brevi sempre sottozero (verosimilmente sino a fine 2017, termine del QE) ma tassi di lungo periodo in salita, a causa di aspettative di reflazione: in Germania l’inflazione ha segnato un +1,70% su base annua

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypRjZTc3IwZXBZT00

    Ritornando sugli investimenti: con i tassi che salgono i prezzi delle obbligazioni scendono… e sembrerebbe che siamo all’inizio di una lunga risalita. L’oscillazione potrebbe abbattersi come una scure sui prezzi delle obbligazioni, europee governative soprattutto.

    Tassi in salita significano anche ossigeno puro per i bilanci del settore finanziario.

    Se non già fatto, aspettatevi un ribilanciamento a vendere Governativi Europei ML e magari qualche bond sull’inflazione.

    Ah, multipli americani considerati troppo alti… I settori coinvolti dalla Trumpeconomics però potrebbero beneficiare della politica fiscale favorevole ed accrescere i propri utili, che sosterrebbero ulteriori apprezzamenti delle quotazioni. Leggevo in questi giorni di investimenti sulle infrastrutture….chissà

    Queste sono solo valutazioni fatte in questi primi giorni di 2017.

    VALUTAZIONI 😀

    non previsioni

    Quando avrò ultimato la costruzione della mia sfera di cristallo mi vedrete sullo Yacht con Gianluca Vacchi a ballare il meneito o quei balli lì 😀 😀

    Buon week end a tutti

  3. Corrado ha detto:

    Volevo complimentarmi con Lorenzo e Luca per l’articolo del primo e le valutazioni del secondo. Mi piace questo blog perché non si esalta Moneyfarm ma si fa un rendiconto nudo e crudo della realtà, qui non mi si dice di investire ma si vede il percorso di uno che in questo servizio ci ha messo dei soldi (ma quanti…?). Io sono uno di quelli alla finestra, m’informo e cerco di capire se può fare al caso mio.
    Ora come ora non lo so, sono ancora un po’ indeciso anche se le grandi batoste sembrano essere alle spalle (forse manca ancora Trump e la vera Brexit), non so quindi che cosa fare.
    Grazie ancora a questo blog per fornire un’idea del servizio in maniera indipendente.

  4. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Corrado,

    ti ringrazio per l’apprezzamento del post 🙂

    Mi permetto di farti vedere il concetto di investimento da un punto di vista che forse non immaginavi 🙂

    Per approcciare correttamente il campo degli investimenti dovresti prima eseguire una pianificazione dei tuoi obiettivi finanziari, cerco di spiegarmi.

    Una volta stabiliti gli obiettivi di breve periodo (es liquidità di cc minima per vita, bollette, mutuo, imprevisti di piccola entità), medio periodo (avvio attività) e lungo periodo (pensione) ecco,solo a quel punto puoi iniziare il tuo viaggio perchè hai stabilito le mete del tuo viaggio.

    In realtà non esiste un momento o un asset giusto per investire, o meglio: esiste ma lo si può sapere solo DOPO 😀 E nessuno oggi ha a disposizione informazioni che ci possano dire se il mercato salirà o scenderà.

    Investire è un processo nel quale è imprescindibile:

    1)pianificare gli obiettivi di vita per scadenze temporali (obiettivi ad esempio a 2/5/10/15 anni)

    2) avere una strategia BEN DEFINITA per poter gestire al meglio ogni eventualità dovesse verificarsi. Ad esempio una strategia per quantomeno INIZIARE è quella di un portafoglio poco esposto e mantenere strategicamente della liquidità per mediare tatticamente i comparti rischiosi ad ogni discesa dei mercati. Con questa strategia, se il mercato crolla, tu sei già pronto a mediare i prezzi. Se non lo fa tu hai già iniziato il tuo percorso 😉

    Se non parti invece non raggiungerai mai alcun obiettivo: se non inizi il processo di pianificazione e relativo investimento non solo non farai lavorare correttamente il denaro per le corrette asset class ed i rispettivi orizzonti temporali, ma non avrai allocato risorse finanziarie per i tuoi obiettivi.

    Questo significa che aumenterai le possibilità secondo le quali quando ti si presenterà la necessità X sarai in difficoltà: il denaro per l’università dei figli o il fondo complementare per l’integrazione della tua pensione. Il denaro senza obiettivi… è solo carta 🙂

  5. Nicola ha detto:

    Buongiorno,
    sono un investitore MoneyFarm dal luglio del 2013 che ha sempre operato direttamente dalla propria banca, e ad oggi il mio portafoglio inquadrato come P4C2 ha una performance del 18%.
    Dallo scorso anno Moneyfarm non gestisce più questo servizio e costringe i clienti nella mia stessa situazione ad abbandonare la propria banca e trasferire il proprio investimento transitando per Banca Sella prima e ad una fantomatica Banca del Regno Unito ora.
    Secondo voi è normale questo e sopratutto quali garanzie abbiamo noi investitori ?
    Cosa ne pensate poi del nuovo servizio di Gestione Patrimoniale che stano proponendo da qualche giorno?
    Vi ringrazio, Nicola

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Nicola,
      per quanto mi riguarda, e lo ribadisco, ho scelto Moneyfarm anche per l’interazione con Banca Sella e la possibilità di essere e sentirmi pienamente “padrone” del mio investimento; da una chiaccherata con un addetto di Moneyfarm avevo avuto l’assicurazione che non vi sarebbero stati cambiamenti per i vecchi clienti e che sarebbero rimasti con Sella.
      Ti hanno contattato in proposito informandoti della necessità, per loro, di trasferire l’investimento?
      Per la Gestione Patrimoniale non ho ancora approfondito…
      Lorenzo

      • Nicola ha detto:

        Come dicevo sono entrato nel 2013 ed allora non era necessario entrare in banca Sella.
        Il mio conto è rimasto sempre sulla mia vecchia banca, sulla quale ho sempre operato e nella quale sono i miei risparmi.
        Ultimamente sono stato contattato e mi hanno detto che quel tipo di servizio non viene più fornito e che mi suggerivano di disinvestire ed aderire se volevo al nuovo che prevede l’accensione di un deposito presso banca Saxo.
        Faccio notare che se pur avvertito lo scorso anno, nel momento del rinnovo del contratto per l’anno in corso, nessuno ha posto dei problemi, ora invece con ogni probabilità procederanno a comunicarmi il recesso da parte loro ed il rimborso di quanto pagato per i mesi in cui non utilezzerò del servizio.
        Devo comunque dire che del servizio che mi è stato fin qui fornito sono soddisfatto .
        Chiedevo delle informazioni sul nuovo servizio di Gestione Patrimoniale in quanto sarei interessato ma ho alcume perplessità tipo:
        – Banca UK cosa succederà ai depositi dopo la Brexit ?

      • Paolo ha detto:

        Buonasera,
        sono un cliente MF dal maggio 2014, moderatamente soddifatto (quantomeno non in perdita!) che ha sempre operato attraverso la propria banca, quindi padrone, quantomeno, del proprio conto.
        La soluzione che prospetta ora MF prevede anche nella soluzione “amministrata” di depositare i soldi su un loro conto all’interno del quale se ho ben capito è ricompreso il conto del cliente. Che garanzie ci sono circa la disponibilità e inattacabilità del proprio investimento una volta che è confluito in un conto intestato a MF? A maggior ragione in una eventuale gesione patrimoniale? Sono alquanto sprovveduto in materia e mi piacerebbe avere il parere di persone competenti. Grazie e complimenti per il vostro lavoro.
        Paolo

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Non sono una persona competente ma i tuoi dubbi sono anche i miei. Mi ripeto, fino a quando mi viene data la possibilità di continuare ad usufruire dei servizi di Moneyfarm tramite il conto a mio nome su Banca Sella è tutto ok, se mi costringessero a passare ad un conto non intestato alla mia persona cadrebbero i presupposti di sicurezza che mi ero dato e, di conseguenza, chiuderei il rapporto con la società.

  6. ALDO ha detto:

    Ciao a tutti.
    Io ho aperto il conto MF in novembre, su Banca Sella. Ho telefonato per chiedere cosa cambia per gli attuali clienti con la nuova gestione patrimoniale, e la risposta è stata che fino a quest’estate non cambierà nulla, poi sarà POSSIBILE (non OBBLIGATORIO) convertire l’attuale servizio di consulenza nella gestione patrimoniale.
    La quale presenta sostanzialmente due differenze:

    1. la prima, e più importante è di natura fiscale. Mentre con l’attuale deposito “amministrato” si pagano le tasse ogni qualvolta si monetizza una plusvalenza, ossia si vende uno strumento in utile, e le minusvalenze non possono essere compensate, e quindi si perdono, con la gestione patrimoniale tutte le plusvalenze e le minusvalenze si compensano, e alla fine di ogni anno di gestione si paga l’imposta sull’eventuale plusvalenza complessiva maturata nell’anno, mentre se il risultato complessivo dell’anno è stato negativo si riporta a credito per i 5 anni successivi.
    In sintesi: minusvalenze e plusvalenze si compensano, l’imposta si paga alla fine di ogni anno sugli utili maturati (anche se non monetizzati) e non quando si vende.

    2. con la gestione patrimoniale i ribilanciamenti vengono disposti ed eseguiti direttamente da MF, invece che proposti da loro ed eseguiti da noi (dopo averli eventualmente ritoccati) come accade oggi.

    Ci devo pensare…

    In occasione del ribilanciamento sono passato da P5C2 a P6C2. Non cambia tantissimo: un 6% che passa da bond a equity.
    Staremo a vedere.

    Per ora il mio portafoglio performa un discreto +4% circa.

  7. Lorenzo ha detto:

    Una domanda a margine: qualcuno utilizza l’app di Moneyfarm per Apple? È possibile vedere lo stato del proprio portafoglio e aggiungere degli investimenti?

    È da marzo dell’anno scorso, quando mi sono iscritto al servizio, che spero esca quella per Android. Ho appena chiesto a Moneyfarm. Sentiamo cosa rispondo.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Aggiornaci se hai novità in merito all’attivazione dell’app Android…

      • Lorenzo ha detto:

        Ad oggi nulla, non hanno ancora risposto.

      • Lorenzo ha detto:

        Oggi è arrivata nella mia casella di posta un e-mail dal titolo “Nuova app per iPhone: il tuo investimento sempre a portata di mano”. Ma come, ancora iPhone. Però i latini avevano ragione a dire che il dolce è in fondo: “Hai uno smartphone Android? Questa versione è disponibile solo per iPhone, ma rilasceremo nelle prossime settimane anche la nuova applicazione per il tuo telefono.” Evviva!

  8. MARCO B ha detto:

    Ciao, sono diventato cliente moneyfarm alla fine di gennaio, scegliendo la formula della gestione patrimoniale.
    Non sono molto preoccupato dal deposito dei fondi nella banca UK, conto sulla capacità di vigilanza delle autorità britanniche (e comunque sono partito con una cifra modesta).
    Ho scaricato l’app su iPhone, non è che ci si possa fare granchè, comunque visualizza il portafoglio (io ne ho solo 1) dove si può scendere nel dettaglio dei fondi acquistati.
    C’è poi una sezione magazine, con articoli finanziari, ma poco frequenti, e la sezione invita un amico che permette di comunicare velocemente da smartphone il codice per lo sconto sulle commissioni.
    Comunque fa una bella impressione, anche perchè al centro del cerchio del mio portafoglio c’è un bel +1,52% che in 15 giorni non è davvero male (ma non credo che continuerà così per sempre).

  9. Fausto ha detto:

    Ho affidato una quota dei miei risparmi a Moneyfarm, ma mi lascia alquanto perplesso il fatto che gli strumenti finanziari siano depositati presso una Banca inglese, fuori dal mio diretto controllo, ed ho letto che in precdenza non funzionava così.
    Voglio fare l’avvocato del diavolo, ma che garanzia ho che l’acquisto e il deposito siano effettivamente avvenuti? Moneyfarm può praticamente disporre del mio portafoglio, è vero che dice che comunica i vari movimenti, ma se poi non lo fa? Sul sito MF viene evidenziato un bel portafoglio col dettaglio dei titoli, sono convinto che è reale, ma chi mi assicura che poi non diventi virtuale, una scatola vuota?
    Non voglio manifestare sfiducia nei confronti di MF, ma ci sono stati casi in passato di consulenti finanziari che hanno utilizzato i depositi (somme notevoli) degli aderenti per loro operazioni speculative che poi sono finite male, per loro ma anche per i risparmiatori.
    Vengono a macare i presupposti di sicurezza e di piena e totale disponibilità dell’ investimento, sono certo che anche MF sa che vengono fatte queste considerazioni, allora perchè ha modificato il suo modo di operare?
    Non so se continuerò.

  10. Guglielmo ha detto:

    Ciao, io sono stato cliente MF quasi un anno, da gennaio a novembre 2015, poi l’ho chiuso perchè una parte importante del portafoglio era su titoli di stato a breve-medio (21% bond governativi fino a 3 anni e un altro 13% bond governativi 3-5 anni). In pratica, su un terzo del portafoglio ci perdevo strutturalmente (prendete i rendimenti ipotizzabili per queste asset class, toglieteci il 12,5% di tassazione sui già scarni proventi ipotizzabili, lo 0,7% di MF, lo 0,2% di bolli, e il conto è presto fatto). Però, a parte questo disallineamento tra i loro interessi (applicarmi lo 0,7% anche alle linee a bassissimo rendimento) ed il mio interesse (spostare un terzo del capitale su un qualunque conto deposito, dove almeno ci guadagnavo, e lasciare a loro da gestire i restanti 2/3 solo sulle asset class più remunerative), l’avevo trovato un buon servizio, consulenti disponibili e professionali, offerta trasparente, piattaforma ben fatta, solo secondo me era un po’ troppo caro. Tant’è che all’inizio prevedevano la formula della consulenza pura con un costo fisso (250€/anno per portafogli fino a 150mila) e hanno iniziato ad offrire solo la soluzione con conto Banca Sella e pagamento dello 0,7% (quindi, per fare un esempio, per un portafoglio da 100mila si passava da 250€/anno a 700€/anno per avere lo stesso servizio). Siccome a parte l’aspetto economico lo ritenevo un buon servizio, mi ero ripromesso dopo un annetto di riguardarci, per vedere come evolveva la cosa. Sul pricing ho visto che non si sono sostanzialmente mossi… Mi chiedevo come composizione portafoglio come siamo messi, se i bond governativi a breve/medio dei paesi sviluppati continuino a pesare ancora tanto o meno… sopra nel portafoglio di Lorenzo ho visto percentuali decisamente più basse di quelle che avevo io un anno fa, ma non so se il tipo di portafoglio sia lo stesso o no (il mio era P4-C2, magari il tuo è più aggressivo di quanto non fosse il mio). Un’ultima precisazione, rispetto a quanto ho letto più sopra sulla gestione patrimoniale che permette di compensare le minus: tenete presente che è vero che con Banca Sella le minus non vengono compensate, ma è altrettanto vero che se ad un certo punto chiudete il conto, potete farvi rilasciare da Banca Sella una certificazione delle minus e usarla poi altrove entro i successivi 4 anni (io l’ho fatto, da Banca Sella quando ho chiuso mi hanno rilasciato un documento con importo minus, anno di riferimento e scadenza, nel mio caso erano minus del 2015 con scadenza 31/12/2019, minus che ho fatto caricare a sistema dalla mia banca e poi ho usato successivamente per compensare delle plus). Qualcuno che abbia il portafoglio P4-C2 riesce a darmi per piacere la composizione attuale delle varie asset class o, ancora meglio, dei vari etf? E anche dirmi, sempre per il P4 C2, quale rendimento lordo abbia avuto nel 2016? Grazie 1000 a Lorenzo per l’ottimo blog e agli altri per gli interventi sempre molto interessanti!

  11. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    ho letto circa le “riserve” riguardanti la custodia degli etf presso una banca londinese.

    Volevo esprimere un parere a tal riguardo, oltre che condividere con voi alcune considerazioni sugli investimenti dopo l’anno “two-faces” che ci siamo lasciati alle spalle.

    Non sono effettivamente in grado di darvi una risposta precisa a riguardo ma non credo che Moneyfarm abbia interesse o modo di utilizzare le somme dei propri clienti con fini diversi dall’investimento e consulenza finanziaria. Dopotutto è una SIM (società intermediazione mobiliare) vigilata dalla CONSOB e da questi autorizzata ad operare sul mercato. Di SIM ne esistono molte e di truffe credo di non aver quasi mai sentito parlare. Infine, mi viene in mente che Moneyfarm ha di recente visto entrare parzialmente Allianz nel capitale sociale: non credo proprio che dopo aver fatto socio un simile colosso si mettano a fare “magheggi”.

    Vi dirò una banalità ma tenete presente che un percorso di investimento affinchè produca rendimento ha bisogno di ANNI. Dovete fidarvi della società che vi presta consulenza, altrimenti state concettualmente sbagliando in partenza.

    Investire per “18 mesi…STOP. Riaprire 6 mesi dopo….e poi pochi mesi di nuovo STOP” è l’antitesi dell’investimento e rischia di generare frustrazione nell’investitore ed “evanescenza” nella gestione. Meglio sgombrare subito il campo da “dubbi operativi” e concentrare le proprie energie su cosa devo fare del mio denaro, quali sono gli obiettivi personali e temporali da raggiungere (ovvero quando dovrò usare quel denaro).

    NB: stiamo parlando di INVESTIRE, non di TENTARE A CASO sperando di entrare nel momento giusto: sapere PRIMA quando è il momento giusto per investire… è impossibile 😀 Il rendimento è una questione statistica e dipende dalla permanenza del mio denaro all’interno di un determinato segmento di rischio (azioni, obbligazioni ecc). Questa permanenza generalmente si calcola in anni. Per le “scommesse” ci sono i casinò online 😉

    Per investire efficacemente serve quindi una soluzione che come minimo vi garantisca, come dire, “tranquillità operativa”: già c’è il mercato che è un casino, se poi già alla base la situazione non mi lascia tranquillo per com’è impostata, forse “sto costruendo sulla sabbia” un edificio che richiederà anni per essere ultimato e raggiungere il massimo del suo valore. Presupposti sbagliati in partenza.

    Da professionista posso dirvi che se vi trovate nella situazione di “diffidare” da queste modalità “impersonali”, esistono oggi anche metodi un po’ più lineari ed allo stesso modo semplici per gestire i propri investimenti.

    In Italia esistono diverse realtà di banche “ad architettura aperta” (quindi senza condizionamenti commerciali) che vi mettono a disposizione un classico conto corrente aperto in Italia a voi intestato con home banking per disporre pagamenti, bonifici e con il quale firmare online le proposte di investimento di un consulente specializzato e che vi seguirà negli anni. Certo, bisogna pesare la società ed il consulente ma vedo con piacere che recentemente molte persone stanno imparando a distinguere i professionisti seri da quelli improvvisati, spesso basta un solo incontro per smascherare chi si concentra a vendere massicciamente prodotti che portano il nome della banca per cui operano 😉 (ignorando strumenti ben più efficienti disponibili sul mercato).

    Essendo io un consulente finanziario, posso dirvi che per chi esercita la mia professione è impossibile accedere al denaro dei propri clienti, anche se si volesse farlo. Il denaro è su cc intestati agli stessi e l’unica persona che può disporre spostamenti di denaro/pagamenti è esclusivamente il cliente tramite home banking/assegni/disposizioni scritte.

    Volevo infine mostrarvi qualche grafico per “ribadire” due concetti che possono aiutarvi a meglio comprendere i meccanismi del mondo degli investimenti.

    Comprendere ed essere preparati è fondamentale per poter affrontare serenamente le INSIDIE CONTRO-INTUITIVE del mondo finanziario. Vi ricordo che per ottenere rendimento è necessario rimanere investiti anche per anni, dovete quindi mettervi nelle condizioni di “saper resistere” alla tentazione di andarvene prima, soprattutto durante periodi negativi.

    1) il rendimento è funzione diretta di rischio e tempo. Strumenti nel breve più volatili, nel medio lungo periodo sono spesso quelli che esprimono più rendimento… e viceversa strumenti che “stabilizzano il portafoglio” nel lungo periodo “non spingono”.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypMHgzRlpoNHUwVTQ

    Come potete vedere nel grafico, la gestione prudente è risultata meno volatile di quella a rischio moderato o del fondo azionario. Tuttavia, a distanza di mesi sono proprio gli asset più rischiosi a portare rendimento.

    Un rafforzamento di questo concetto è ben visibile nel seguente grafico a 3 anni:

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypYy1vZFhldVZhd0E

    2) il secondo concetto che volevo trasmettere era quello legato al signor Tentenna 😀

    “aspetto il referendum inglese, poi le elezioni USA e poi il referendum italiano, poi investo!”

    In realtà come vi dicevo non esiste un momento migliore per investire (sapendolo prima) e temporeggiare “presumendo di sapere” può anche portare a delle mancate opportunità.

    Nel prossimo grafico vediamo un investimento da metà maggio 2015 in avanti e come i due eventi tanto temuti nel 2016 in realtà si siano rivelati tutt’altro che delle minacce (a condizione di usare gli strumenti giusti 😉 ).

    Anzi, se avessimo utilizzato una strategia di mediazione dei prezzi, sarebbe stato possibile anche “piazzare delle zampate” durante i cali più vistosi. Questa strategia và condivisa PRIMA di investire, poichè quando il calo si materializza la cloche del comando passa dalla testa allo stomaco (nei casi peggiori finisce anche più in basso :D) impedendo l’attuazione di comportamenti RAZIONALI virtuosi in favore di comportamenti EMOTIVI dannosi. Questo è tra l’altro uno dei metodi più efficaci che consente di investire in qualsiasi momento, a patto di aver definito la strategia PRIMA di investire.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypYUFsV2kwSFVrYlU

    Buon investimento a tutti!

  12. Alessandro ha detto:

    Salve a tutti, sono un utente mf da circa un mese. Ho scelto la gestione patrimoniale e investito in tre diversi portafogli (p4, p3 e p2) con capitale via via crescente. Al momento in p4 sono + 2,5% circa (25 giorni circa), in p3 + 0,5% (tempo investimento 15 giorni), in p2 + 0,25% (tempo di investimento 10 giorni circa). Mi ritengo attualmente soddisfatto. Seguo il vostro blog con interesse! Complimenti

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Mi rendo conto di suonare spesso come una maestrina noiosa ma volevo commentare brevemente il post di Alessandro a beneficio di tutti gli “indecisi” che passano qui dal blog di Lorenzo per capire “se fare il passo o meno.”

      Il punto infatti non è capire se investire con Moneyfarm o meno, il punto è capire se siete pronti/preparati a investire o meno.

      Moneyfarm non può controllare il mercato, bensì è uno dei tanti mezzi con il quale è possibile accedere ai mercati finanziari.

      Prima di investire devo essere sicuro di avere ben chiari i concetti sottostanti alla logica di “investimento nei mercati finanziari”, altrimenti tutti gli incontri che farete con il vostro consulente finanziario DOPO avere investito vi suoneranno come giustificazioni/scuse che vi creeranno sempre più dubbi e frustrazioni. E tornerete qui sul blog a sfogarvi/chiedere se a voi hanno detto le stesse cose senza ben capire cosa sta succedendo ai vostri soldi che hanno sempre il segno meno davanti 😉

      Alessandro ha investito circa un mese fa (ipotizziamo fine gennaio 2017)

      Nel link trovate un grafico che rappresenta l’andamento negli ultimi due anni del DJ Eurostoxx 50, ovvero la sintesi delle principali Borse europee. La riga rossa che ho disegnato è tracciata in corrispondenza del 31-01-2017, ovvero circa un mese fa quando Alessandro ha approssimativamente investito.

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypd2JMUXRkQkVyMHc

      E’ chiaro a tutti che se avessi investito in corrispondenza della riga rossa (ovvero fine gennaio 2017), mi sarei trovato all’inizio di una “fase di salita del mercato” ed oggi mi troverei già in guadagno. E’ chiaro che mi dichiarerei soddisfatto del mio consulente: dopo 20 giorni “già guadagno!!”

      Provate a chiedere a tutte le persone che hanno investito tra inizio febbraio 2015 e fine dicembre 2015 (ovvero la parte di sinistra del grafico). Probabilmente vi parlerebbero male di Moneyfarm (in realtà stanno “insultando” i mercati finanziari, non Moneyfarm) perchè non stanno guadagnando o addirittura stanno perdendo. Ma guadagnare o perdere (soprattutto nel breve periodo) non dipende dal consulente ma dipende appunto dai mercati finanziari.

      Mi rivolgo quindi a tutte le persone che non sanno se “fare il passo o meno”: se chiedete un’opinione a chi ha investito qualche mese fa vi dirà peste e corna.

      Se chiedete a chi ha appena investito, vi dirà che si trova bene.

      La chiave per affrontare questo universo invece è un’altra: bisogna comprendere come funziona il mercato e come questo restituisce nel tempo i rendimenti agli investitori. Approfondite quindi l’argomento e/o fatevi aiutare in questo percorso da un consulente finanziario PRIMA di investire.

      Se invece conoscete già come funzionano i mercati finanziari, allora cancellate quello che avete appena letto 😉

  13. Filippo ha detto:

    Grazie Lorenzo di questo blog su Moneyfarm che trovo molto interessante perché gestito in maniera “umana” senza tanti tecnicismi. Anche io sono interessato a trovare un modo per investire e mi piacerebbe provare con una piccola cifra per poi farla crescere.
    In tutta sincerità, consiglieresti il loro servizio al tuo miglior amico?
    Ciao da Filippo

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Filippo,
      grazie per il tuo messaggio e per la domanda alla quale è veramente difficile dare una risposta.
      In realtà, al mio migliore amico, consiglierei di valutare la propria propensione al rischio ed in ogni caso di effettuare un’entrata “soft” per capire come funziona il servizio per poi incrementarla col tempo, esattamente come hai descritto le tue intenzioni in merito…

  14. luca ha detto:

    Buona sera,
    Ero intenzionato ha provare ad investire qualche piccolo risparmio in moneyfarm,
    ho effettuato la registrazione con l’inserimento di tutti i dati richiesti compresi documenti di riconoscimento, ma sono passate oltre 3 settimane e l’account risulta ancora in attivazione.
    Queste persone non si sono fatte sentire e devo dire che questo non mi rassicura per niente, se devo affidare dei soldi e queste sono le tempistiche, be’ spero di trovare di meglio, visto anche i risultati inizio a pensare che posso investire da altre parti.

  15. Francesco ha detto:

    Ciao a tutti e grazie del post e di tutti i commenti. Io mi sono appena iscritto a moneyfarm ma non ho alcuna intenzione di iniziare a investire né poco né tanto prima di riuscire a “capirci” qualcosa.

    Per cui, forse andando fuori traccia, avete della bibliografia o dei corsi da consigliarmi per iniziare ad avere un’infarinatura di borsa, mercati, azioni etc?

    Grazie

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Francesco,

      ti indico i due libri che più negli anni mi hanno aperto la mente nei confronti della finanza:

      -Perchè gestiamo male i nostri risparmi – Paolo Legrenzi
      -L’uomo più ricco di Babilonia – George Clason

      (Basterebbe che alle scuole medie i ragazzi leggessero questi due libri e gran parte dell’analfabetismo finanziario italiano sarebbe spazzato via impedendo l’accumulo di denaro “sotto il materasso” o nel mattone “perchè le case si rivalutano”.

      Oltre che evitare il ripetersi purtroppo sistematico dei casi Cirio, Parmalat, MPS, Vicenza, Etruria, Veneto Banca, Cariferrara, Banca Marche ecc ecc)

      Oltre a questi due libri ed alla lettura costante del Plus-Il Sole 24 ore in edicola tutti i sabati e della lettura quotidiana de Finanza e mercati-Il sole 24ore in edicola tutti i giorni tranne la domenica, il mio consiglio è rivolgerti ad una Banca rete (ti cito le più importanti e serie: Fineco, Fideuram, Allianz Bank, Generali) in modo tale che nel corso degli anni un consulente finanziario ti affianchi, ti formi e ti segua nella costruzione e gestione del patrimonio tuo e della tua famiglia.

  16. Massimo ha detto:

    Buongiorno,
    anche io ho appena iniziato un percorso (iscrizione) in moneyfarm. Sono un neofita e pertanto il blog mi ha chiarito molti punti grigi e aperto seri dubbi circa la gestione dei miei denari in un conto estero.
    Un’osservazione di dettaglio: ho letto che nella gestione del portafoglio MF ha suggerito gli acquisti di 2 ETF (nel settore che era anche di mio interesse) e pertanto sono andato a guardarmeli, IE00B66F4759 e IE00BCRY6003; rimango un po’ perplesso nel vedere la performance di questi 2 ETF rispetto al benchmark (definitivamente negativa), il loro costo (0,50 e 0,45) mi sembra esoso rispetto ad un settore, quello dei corporate bond, che oggi offre dei rendimenti netti a 5/7 anni veramente esigui, a meno di acquistare carta straccia.
    In fine, complimenti per questo interessante blog.

    • ALDO ha detto:

      Ciao Massimo.
      Beh, insomma, rendimenti esigui non mi pare…: il IE00B66F4759 ha reso il 7.5% nell’ultimo anno e il 30% sui 5 anni, e il IE00BCRY6003 addirittura il 15% nell’ultimo anno e sui 3 anni (da quando è uscito) poco meno del 40%.
      Dalle mie parti dicono “inscì veghen” 🙂

  17. Alessandro ha detto:

    Buongiorno,
    Stavo valutando anche io la possibilità di affidarmi a MoneyFarm, ma al di là delle considerazioni sull’affidabilità, ho provato a fare una simulazione con un portafoglio ipotetico di 5000 euro e un profilo di rischio basso (il secondo dei 6) e obbiettivo a 5 anni con circa un 10% di azionario. Il sistema mi dà un rendimento ipotizzabile a un anno del 1.59%, ovvero circa 79.50 euro; ma se devo considerare il costo del servizio per lo 0.7%, ovvero 35 euro, più i bolli (circa 35 euro), nella loro ipotesi, se va bene, sono in pari. E il prossimo anno, essendo comunque il loro costo una percentuale, sono di nuovo da capo. A questo punto mi sembra più conveniente acquistare un BTP a 5 anni, eviterei così la parte di rischio legata all’azionario. Dove sbaglio?

    • Giorgio ha detto:

      Ciao Alessandro ti faccio un breve esempio , ammettiamo che esista una società tipo Moneyfarm composta da una sola persona , ipotizziamo che questa persona voglia portarsi a casa un modesto stipendio di 2,5K al mese (niente di che) ,quindi un 30K all ‘anno che al lordo visto che siamo in Italia viene circa un 60k all ‘anno. Ora questa Società persona deve anche sostenere dei costi per attirare clienti (un sito Web ? ) e una piattaforma di trading per operare e altri costi fissi , diciamo che servono altri 10K per un totale di 70K all ‘anno . Quindi solo di costi fissi abbiamo un 70K che devono essere comunque pagati dai clienti della piattaforma. Ipotizziamo un 100 clienti quindi ognuno di questi deve pagare mediamente con il proprio investimento almeno 700 euro al gestore , quindi a fronte di un investimento medio di 10k per cliente investimento diventa subito di 9,3k quindi sei già a un bel – 0,7% al pronti e via. Questo è solo un banalissimo e super semplificato esempio (se dobbiamo inserire tutte le variabili diventa un po’ più complicato, mancano anche tutta un altra serie di costi variabili e fissi ) ma tutto questo serve per dire che semplicemente che chiunque operi sui mercati finanziari è un “industria” e quindi prima di tutto devo coprire i costi e realizzare un guadagno (piccolo o grande che sia) , i clienti servono principalmente a questo ricordatelo ,non stiamo parlando di onlus ma di società che devono generare profitti ,il mercato finanziario e soltanto il loro campo di operativo .

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Alessandro,

      Ci sono diversi errori concettuali che rilevo dal tuo scritto:

      1) SCEGLIERE IL BTP: 5.000 euro è un importo esiguo la cui totale o parziale perdita non compremetterebbe la tua stabilità economica. Tuttavia comprando un BTP andresti a concentrare il rischio del tuo investimento su un solo emittente: lo Stato italiano, uno dei soggetti più indebitati al mondo. Se lo Stato Italiano dovesse attivare le CACS https://www.linkedin.com/pulse/cacs-le-5-cose-che-forse-non-sai-sulle-clausole-di-azione-paolo sarebbe un guaio.

      2) SCEGLIERE IL BTP BIS: perchè proprio il BTP? 😀 esistono nel mondo un sacco di obbligazioni (sia di Stati che di società) che esprimono un rapporto rendimento/rischio molto più interessante rispetto al BTP italiano. Tu quindi presteresti i tuoi soldi ad una persona anziana, già strapiena di debiti che continuano ad aumentare mese dopo mese in cambio di pochi spicci e dulcis in fundo, nel contratto lasceresti facoltà scritta a questa persona di sospendere i pagamenti degli interessi, rimandare a proprio piacimento la data di rimborso del capitale? 😀 😀

      3) ORIZZONTE A 5 ANNI – BASSO RISCHIO. Non voglio entrare nel merito della tua scelta in questa “sede pubblica” ma in termini di rendimento optare per un profilo di rischio basso ed un orizzonte a (ben) 5 anni mi sembra un controsenso. Come dire: hai comprato una nave che ti consente di spingerti fino a 10km dalla costa per pescare ma non vai oltre i 500 metri dal porto. Qualcosa non quadra nella strategia 😀

      E’ un periodo dove i pesci sulla costa sono molto rari come mai era successo (tassi di breve bassissimi/addirittura negativi).

      Compro una nave appositamente per andare a pescare al largo dove ci sono i pesci e ed assumo un conoscitore della pesca (ho un orizzonte di 5 anni e mi affido ad un consulente finanziario)

      Mi mantengo a 500m dal porto 😀

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        mancava un pezzo: Mi mantengo a 500m dal porto.

        A questo punto chiedo al lupo di mare che conduce le operazioni una stima circa quanti pesci riusciremo a pescare. Lui ovviamente mi risponde che stante le condizioni sopra descritte… ne pescheremo quasi zero 😀

        • ALDO ha detto:

          Caro Luca, dopo Bersani tu sei sicuramente il più efficace inventore di metafore in circolazione 🙂
          Detto questo, qui abbiamo un armatore che nei suoi volantini propone la nave d’alto mare per crociere a 500 metri dal porto, ci sta che qualche turista prenda in considerazione queste proposte…

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Ahahah Ciao Aldo 😀

            Mi sono trovato quasi inconsapevolmente ad utilizzare le metafore perchè negli anni ho visto che sono molto efficaci nel far passare concetti astratti/finanziari 🙂

            Per quanto riguarda le crociere a 500 mt dal porto, non posso biasimare Moneyfarm: loro offrono un servizio STANDARDIZZATO in base al quale classificano 20.000 clienti in 5/6 “profili investitore”, creano 5/6 portafogli modello corrispondenti ed abbinano il cliente conservativo al portafoglio conservativo, quello dinamico al portafoglio dinamico ecc ecc…. punto. (Tutto in linea con MIFID.)

            E’ altrettanto chiaro che essendo un servizio necessariamente standardizzato, non possono fare un lavoro di fino “one-to-one” spiegando “concetti complessi”.

            La maggior parte della persone che incontro mi dice che non vuole rischiare.

            Ebbene, il termine RISCHIO è ciò che frega più del 90% degli italiani 🙂

            Io spiego loro che in finanza il RISCHIO è una variabile inevitabile, misurabile, gestibile e funzionale al raggiungimento del guadagno.

            Mentre “fuori dalla finanza” la parola RISCHIO assume tutto un altro significato, ovvero di pericolo reale, concreto.

            Una volta chiarito il concetto con esempi e metafore ( 😀 ), il cliente finalmente inizia a capire le regole del gioco ed il primo a dire:

            1)che stare a 500mt dal porto è inutile

            2)che allontanarsi dalla costa non è pericoloso come pensava lui

            Per educare il cliente mi sono andate 2 ore al primo incontro e forse altre 2 al secondo incontro (ed altre mi andranno in futuro). Ma adesso lui è pronto e possiamo andare a 4/5km dalla costa a pescare seriamente.

            Moneyfarm non riesce (per ovvi motivi) a fare questo lavoro minuzioso e quindi 0,70% a tutti, che abbiano effettivamente compreso il concetto di RISCHIO (in termini finanziari però!!!) o meno. Per questo lo consiglio quasi esclusivamente agli investitori esperti/navigati 😉

            Chiudo spendendo due parole sull’esperienza di Alessandro:

            “Ho provato a fare una simulazione con un portafoglio ipotetico di 5000 euro e un profilo di rischio basso (il secondo dei 6) e obbiettivo a 5 anni con circa un 10% di azionario. Il sistema mi dà un rendimento ipotizzabile a un anno del 1.59%”

            Queste simulazioni sono “straipotetiche”: se arriva un altro 2008 voglio proprio vedere cosa succede agli etf e voglio proprio vedere la faccia di Alessandro mentre dice: “ma come!?!? la simulazione parlava di 1,59 periodico all’anno!! e qua siamo a -5%!!!!”

            Prima di INVESTIRE bisogna capire di cosa si sta parlando: quelle simulazioni mi ricordano quelle che fanno i conti deposito. La mente finanziaria degli italiani è settata sui conti deposito e se voglio parlare con 20.000 persone al mese non ho tempo di spiegargli le cose. Faccio prima a parlare loro con il linguaggio… dei conti deposito 😉 Non prendete quelle simulazioni alla lettera!!

  18. Marco C ha detto:

    Ciao,
    complimenti a Lorenzo per la costanza a tenere aggiornato il blog.
    Alla fine ho sottoscritto Moneyfarm. Scelto con il supporto del consulente il portafoglio P4 con gestione patrimoniale, tassazione più semplice e operazioni gestite da Moneyfarm direttamente. Orizzonte temporale 3 anni.
    Al momento i tempi per l’apertura e la consulenza mi sono sembrati buoni.
    Vediamo come prosegue.

  19. Luca Zaffaroni ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    in questi giorni ho preparato ho lavorato su del materiale per cercare di spiegare ai miei clienti e potenziali tali le regole base di finanza ed economia.

    Ritengo infatti che senza la conoscenza di questo insieme di logiche economico/finanziarie (la cosiddetta EDUCAZIONE FINANZIARIA, disperatamente assente in Italia) sia impossibile gestire correttamente il proprio risparmio, figurarsi avvicinarsi al mondo degli investimenti. Questo perchè è soltanto attraverso la preventiva formazione dell’investitore che l’investimento esprime rendimenti 😉

    Ho pensato di metterlo a disposizione degli utenti del blog di Lorenzo, in maniera tale da permettervi di capire meglio “i meccanismi che muovono i grafici”.

    Mi rendo conto che il materiale senza la mia “spiegazione dal vivo/skype” può essere pesante da leggere. Ho cercato di condensare le informazioni e renderle facilmente fruibili ma l’argomento affrontato come si deve… è tosto: cliccate sul link soltanto se siete freschi / in forze 😀

    Alcunie nozioni come REDDITO o INFLAZIONE potranno sembrare ovvie/banalie ma nell’ottica della spiegazione complessiva mi servivano per far risaltare meglio alcuni concetti poco conosciuti come il rendimento reale.

    Vi metto a disposizione “il primo tempo” di questa presentazione che si concentra su delle “logiche base” e sul RISPARMIO. Nei prossimi giorni pubblicherò “il secondo tempo” che si concentrerà sulla parte più interessante, ovvero gli INVESTIMENTI/fondi/etf. Mi auguro che possiate trovare interessante ma soprattutto utile la lettura

    https://magic.piktochart.com/output/21763382-new-piktochart

  20. Luca Zaffaroni ha detto:

    So che molti di voi non stanno nella pelle in attesa di leggere la seconda parte di presentazione 😀 😀 😀

    Ho pensato di rendervi l’attesa più piacevole ( 😀 ) con due “considerazioni grafiche”

    La prima: perchè affidare le scelte di investimento ad un solo gestore? E’ vero, gli etf ecc ecc indipendente easy online

    Rimane il fatto che alla fine sti benedetti etf vanno mixati/comprati/venduti nel momento giusto, altrimenti indipendente, economico, facile… non serve a un bel niente 😀 (e le esperienze di molti utenti me lo confermano)

    Perchè quindi affidarsi ad un solo gestore quando è possibile DIVERSIFICARE FACILMENTE IL RISCHIO GESTORE (come utilizzare 4/5 moneyfarm diversi, con 4/5 teste diverse) e affidare il denaro a 3/4/5 società diverse, ognuna “specializzata” ad esempio a gestire il rischio, piuttosto che sceglierne una maggiore che espone a maggiore volatilità in cambio di un maggiore rendimento (flessibili di due diverse società americane)

    Come al solito tutti i grafici che vedrete espongono già i rendimenti al netto dei costi di gestione/consulenza.

    Ecco l’andamento di queste strategie da metà maggio 2015 ad oggi
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypSXJwR0E0YmJnZlE

    Seconda considerazione grafica: indici obbligazionari.

    Il settore obbligazionario è probabilmente chiamato ad affrontare una situazione complicata, ovvero l’inversione dell’andamento dei tassi. Sono infatti 35 anni che i tassi di interesse a livello mondiale scendono, sostenendo di conseguenza i prezzi delle obbligazioni. Oggi siamo probabilmente all’inizio della fase opposta, l’inizio di una lunga fase di rialzo che premerà negativamente sui prezzi delle obbligazioni.

    Un assaggio di questa situazione si è visto alla fine del 2016, con gli indici obbligazionari mondiali che hanno sofferto interessanti storni.

    Un (valido) gestore attivo può riuscire a mitigare/annullare questi effetti. Non è detto che ci riesca SEMPRE e non è detto che tutti i gestori obbligazionari riescano. Bisogna cercare di scegliere quelli giusti 😉 ( A cosa servirei io altrimenti? 🙂 )
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypMl90QWlmeUJDWHM

    Esistono poi delle strategie ben definite che consentono a chi le persegue di ottenere ritorni particolarmente interessanti rispetto all’indice di riferimento.
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypbkYyY3k0TUlSWXc

    Come sempre non esistono ricette miracolose ed in questo mondo “pasti gratis” o “rendimenti garantiti” non esistono. Si può cercare di utilizzare una strategia che sappia ben orchestrare l’insieme degli strumenti a disposizione, come ad esempio quelli appena visti nei grafici. (A cosa servirei io altrimenti? BIS)

  21. SALVATORE ha detto:

    Ciao Luca ,
    siccome tu suggerisci di effettuare una diversificazione anche dei gestori , quindi mettere a disposizione il nostro denato a più gestori indipendenti , ti faccio una domanda in italia questo servizio offerto da Moneyfarm chi altro lo offre ?
    Se hai dei suggerimenti di altri gestori perchè non ci fai un elenco ?
    Forse mi sbaglio in quanto il mio ambioto di competenza è limitato , ma io non ho trovato nessun gestore equivalente ed accessibile anche ai piccoli risparmiatori .
    Sono interessato ai tuoi suggerimenti .
    Grazie

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Salvatore,

      in Italia questo servizio esiste ma mi rendo conto che come numeri è marginale rispetto alla totalità del mercato.

      Come abbiamo visto nei grafici, ci sono molti asset manager validi (soprattutto internazionali 😉 ) sul mercato della gestione attiva che distribuiscono i propri prodotti in Italia. Pensa, soltanto della categoria “flessibili globali moderati” si contano quasi 400 risultati!

      Le banche retail (per intenderci: quelle “classiche” con le filiali in strada) e le poste sono invece completamente chiuse al mercato e collocano esclusivamente prodotti dell’asset management di casa, in pieno conflitto di interesse, con personale mediamente molto impreparato o comunque dedito alla VENDITA/COLLOCAMENTO di prodotti finanziari imposti dalla direzione con obiettivi commerciali da raggiungere. Da evitare assolutamente.

      Le “banche di consulenza”, sono delle realtà sicuramente più valide sia per il contenuto della proposta che per la qualità della consulenza. Purtroppo non tutte queste società sono trasparenti, molte condizionano commercialmente l’operato dei propri consulenti.

      Vorrei evitare “nomi in pubblico” per deontologia professionale… posso dirti che io ho scelto la mia mandante con molta cura, forse troppa: ci ho messo due anni per scegliere 😀 😀 E non per caso ho scelto una realtà non italiana: il gruppo che controlla la mandante è tra i più solidi e profittevoli al mondo = azionista non affamato di utili = nessun bisogno di fare le marchette e quindi possibilità di lavorare al 100% con un “sistema di architettura aperta”. (A differenza di molti gruppi bancari italiani in crisi e che per esigenze/urgenze di bilancio chiedono di generare più utili possibili.)

      Scelta la società, serve un consulente preparato che sappia il fatto suo. Di consulenti preparati che ti possono guidare negli investimenti ce ne sono molti, ma mi rendo conto che bisogna “sbattersi” per trovarli

      Per capire se banca/consulente sono seri/preparati:

      1) chiedi sempre di motivarti/argomentarti la proposta di investimento: perchè proprio questo fondo? (è proprio quello giusto per me o è quello che ti hanno chiesto di vendere?).

      2) Chiedi sempre di spiegarti la strategia di investimento che ha in mente (ti seguirà per i prossimi anni, deve avere una strategia ben delineata: se il mercato si muove in un modo faremo così, se invece si muove in un altro faremo diversamente)

      3)Attenzione agli strumenti che contengono lo stesso nome della banca che li vende: spesso si nasconde un conflitto di interesse.

      Moneyfarm è sicuramente una scelta che garantisce indipendenza e serietà. Un consulente finanziario appassionato e di una società seria possono offrirti la stessa indipendenza ma con diversi valori aggiunti come scrivevo nei commenti precedenti. Hai ragione, bisogna riuscire a trovarlo 😉

  22. SALVATORE ha detto:

    Salve ,
    ho letto presso questo link :
    http://financialounge.repubblica.it/azienda/financialounge/news/etf-che-passione/
    un articolo sugli etf un po preoccupante volevo un vostro parere in merito .
    Grazie

  23. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Salvatore,

    l’ETF è di fatto uno strumento derivato. Tale termine (derivato) è spesso visto dall’uomo comune con accezione estremamente negativa, in realtà come al solito la realtà è un po’ più “profonda”.

    L’ETF è un derivato, quindi il suo valore DERIVA dal valore di qualcosa d’altro. Non c’è nulla di particolarmente pericoloso in questo.

    Il valore di un ETF sull’oro deriva dalla quotazione del metallo giallo

    Il valore di un ETF sulle obbligazioni governative europee deriva dai prezzi delle obbligazioni emesse da Italia, Francia, Spagna, Germania ecc ecc

    E così via.

    Ci sono degli ETF ai quali l’articolo fa riferimento (e che Moneyfarm non utilizza per sua politica) che consentono di raddoppiare/triplicare ecc l’andamento di un indice, i cosiddetti ETF A LEVA.

    Quindi se compro un ETF a leva 5 sulla Borsa di Milano e quel giorno il FTSE MIB realizza un +1%, il mio ETF guadagnerà indicativamente il 5%. Ovviamente l’effetto moltiplicatore si applica anche nel caso di segno MENO.

    Alcuni ETF invece consentono di andare contro un mercato: in gergo si dice che “shortano” il mercato. Quindi se compro un ETF short sulla Borsa di Milano e questa chiude la giornata a -2%, il mio ETF short guadagnerà circa il +2%. Ovviamente se l’indice chiude con un +2%, il mio ETF short purtroppo perderà circa il 2%

    L’articolo ha ragione sul fatto che utilizzare questi strumenti in maniera impropria potrebbe causare grosse perdite nel giro di pochi giorni.

    Ma gli ETF a leva e gli ETF short sono generalmente utilizzati prevalentemente da chi fa attività di TRADING, non da chi INVESTE.

    Infatti come ti scrivevo poco fa, Moneyfarm segnala in varie note che non utilizza nè ETF short nè ETF a leva, dal momento che il suo lavoro è GESTIRE I PATRIMONI / INVESTIRE, e non fare trading. Quindi per quanto riguarda questo tipo di sorprese, con Moneyfarm si può stare tranquilli.

    Il problema congenito e più profondo dell’ETF è semmai il fatto che questi replicano passivamente l’andamento di un paniere di titoli/obbligazioni/valute/materie prime. Quindi nel momento in cui i prezzi di un dato mercato dovessero scendere rapidamente in seguito a particolari shock del sistema finanziario (penso al 2008 ed al 2011 per esempio) non ci sarebbe altro da fare che assistere al calo delle valutazioni/prezzi, replicati dagli ETF.

    L’unica “speranza” è che chi segue per conto mio i miei ETF (nella fattispecie Moneyfarm) riesca rapidamente a spostare il denaro contenuto nei suoi portafogli su degli ETF che replicano l’andamento di mercati immuni alla crisi in atto (penso a beni rifugio come l’oro od i bund tedeschi).

    Quindi ti posso dire di stare tranquillo a riguardo, non c’è da preoccuparsi dell’articolo, che personalmente trovo un po’ “sui generis”.

    Bisogna però secondo me essere coscienti che viaggiare sull’auto degli ETF significa in genere viaggiare con pochi “ammortizzatori”: le eventuali “buche” le senti tutte 😉

    C’è poi infine un problema più molto più ampio e profondo relativo all’utilizzo di ETF.

    Prendo un esempio a caso: un ETF sulle aziende europee.

    L’ETF per sua natura non cerca di selezionare le aziende migliori, ma investe denaro in TUTTE le aziende. A lungo andare l’intero mercato di riferimento verrebbe distorto perchè il denaro non verrebbe investito “meritocraticamente” ma “cadrebbe a pioggia” anche in aziende non competitive che quel denaro lo bruciano.

    A lungo andare questa situazione penalizzerà i possessori di ETF (strumenti che ricordiamolo, si sono appena affacciati al mercato. Questo effetto magari salta fuori tra 4/5 anni) poichè ad un certo punto cominciano a “saltar fuori aziende zombie”, tenute in vita artificialmente da denaro che un mercato razionale non avrebbe diversamente destinato.

    Altra conseguenza dell’investimento “non meritocratico” è che le aziende con idee innovative che possono crescere solo con l’afflusso di “capitali freschi” verrebbero penalizzate e molte rischierebbero di non sopravvivere alla “fase di lancio”. Se fossero esistiti gli ETF 30 anni fa magari Apple oggi non esisterebbe 😉

    (Quest’ultima considerazione non tange più di tanto l’investitore)

  24. Willy ha detto:

    Ho appena scoperto questo interessante blog cercando in Google “MoneyFarm opinioni”. Rispondendo a Salvatore riguardo alla diversificazione dei gestori, personalmente dopo essere stato profondamente deluso da Fineco, mi sono affidato al “Investment Club”, gestito con grande professionalità da Giacomo Saver autore anche del libro “Entro io e il mercato scende” disponibile in Amazon anche come e-book a 9 € che ritengo un testo fondamentale di alfabetizzazione finanziaria. Il club è a numero chiuso, ma ha appena riaperto accettando nuovi soci. Si paga una quota fissa di 850 €/anno (con regolare fattura con IVA, deducibile per chi ha una partita IVA) e conviene solo a chi può investire almeno 100K. In pratica a chi investe 200K la consulenza costa molto meno che con MoneyFarm. Vedo dalle informazioni di Lorenzo che il portafoglio basato su ETF è simile a quello di MoneyFarm. Non serve una banca depositaria, ognuno tiene il suo dossier titoli nella banca che preferisce e compra o vende gli ETF in base agli Alert di acquisto o vendita che riceve.

  25. Andrea ha detto:

    Oggi a livello di diversificazione mi è stato consigliato questo prodotto https://www.generali.it/media/show/247810 , dove il capitale verrebbe diviso in 70% fondo GESAV (rivalutato al 3,5%) e 30% multiglobal (segue le oscillazioni del mercato).
    Praticamente la gestione GESAV in 10 anni rivaluta il capitale investito calmierando eventuali oscillazioni negative della componente più volatile (30% capitale). Secondo voi è uno strumento valido alternativo a ETF o conti deposito classici?

  26. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Andrea,

    Quelli che hai citato sono 3 strumenti finanziari molto diversi tra di loro sia per logiche di funzionamento/necessità che soddisfano/orizzonti temporali.

    Partiamo dall’orizzonte temporale, che è il più facile/oggettivo da valutare.

    Valore futuro è uno strumento assicurativo “rigido” e che è strutturato per funzionare quasi esclusivamente sul lungo periodo (almeno 10 anni).

    Il fondo comune o ETF (a seconda del contenuto) è uno strumento molto più flessibile poichè ha un orizzonte consigliato che può andare diciamo dai 2 anni ai 10/15 anni, a seconda del tipo di etf/fondo che compri.

    Il conto deposito ha un orizzonte che generalmente và dai 3 ai 24 mesi, è lo strumento che dovresti utilizzare per parcheggiare i tuoi soldi in attesa di capire come investirli.

    Posso dirti che le Gestioni separate oggigiorno sono abbastanza inefficienti, poichè all’interno vi sono prevalentemente titoli di stato che al giorno d’oggi hanno rendimenti molto bassi a fronte di rischi default non trascurabili.

    Per poter “cavar fuori” qualcosa dai titoli di stato bisogna necessariamente assumere una posizione molto lunga (ad esempio 10 anni) esponendosi però così per 10 anni al rischio che qualche Paese non onori il proprio impegno. In una Gestione Separata, questo rischio lo sopporta Generali al posto tuo, ma non lo fa gratis 🙂

    Usando una metafora ( 😀 ) è come se volessi comprare un motore poco potente per risparmiare denaro. A quel punto lo modifichi cercando di “tirarlo per il collo” ma così rischi di bruciarlo. Allora a quel punto spendi soldi per assicurarti, in maniera tale da proteggerti da una simile eventualità.

    Hai risparmiato per davvero o hai solo fatto un pasticcio concettuale in partenza?

    Tornando al prodotto, il restante 30% è invece investito nei mercati finanziari, alla stessa stregua di un fondo comune o ETF, solo che sosterrai qualche costo di gestione in più per la cosiddetta “componente assicurativa” intrinseca nel prodotto.

    In conclusione: gli assicuratori hanno campato decenni sulle polizze a Gestione Separata, spesso senza neanche sapere come funzionavano (visto personalmente e più volte).
    Ma d’altronde la Gestione separata era un’auto che andava col pilota automatico, questo grazie ai BTP particolarmente generosi che per 30 anni hanno garantito il tanto agognato RENDIMENTO GARANTITO AL 2% al cliente, mentre tutto il resto del grasso guadagno se lo cuccavano le assicurazioni.

    Ora che la festa BTP è finita, le Gestioni separate non hanno più senso di esistere: in epoca di tassi BTP negativi come fai a garantire un minimo al cliente e a trattenerti delle commissioni?

    Nascono quindi questi prodotti ibridi poichè, stante quello spiegato poco sopra, succederà che:

    1) il 70% investito nella gestione separata è molto facile che in 10 anni (tolte le commissioni) renda ZERO.
    2) il 30% investito sul mercato finanziario invece, in 10 anni qualcosa riuscirà a produrre. Magari in 10 anni si porta a casa il nostro amato 2% (all’anno e calcolato sul totale dell’investimento 😉 )

    La domanda che sorge spontanea è: ma quindi quel 70% nella gestione separata a cosa serve?????

    Ricordatevi che mediamente gli italiani non vogliono CAPIRE, vogliono solo SENTIRE una parola:

    GARANTITO, punto.

    Altrimenti non comprano 😉

    Fai pure le tue considerazioni 😀

  27. Fausto49 ha detto:

    Voglio fare una considerazione sulla sicurezza degli investimenti in Moneyfarm. Ad esempio la mia banca rilascia un Rendiconto Titoli dove sono elencati tutti i titoli in Deposito. La banca depositaria inglese o Moneyfarm non rilasciano un documento simile? Oppure vedo soltanto quel Dettagli Portafoglio che compare sul sito Moneyfarm?
    Scusate la mia diffidenza, è una garanzia sufficiente? Ma quel Dettagli Portafoglio potrebbe essere anche solo virtuale, se ne sono sentite diverse in questo senso, se Moneyfarm spegne la luce? A cosa mi appiglio per reclamare il mio investimento?

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Fausto,

      provo a risponderti usando il buonsenso, perchè questi aspetti tecnico/legali non sono la mia specialità.

      Moneyfarm ti compra degli ETF quotati sul mercato e te li custodisce/amministra in regime di separazione dal patrimonio della società.

      Moneyfarm è una SIM (società intermediazione mobiliare) autorizzata ad operare dalla CONSOB ed è partecipata con 10 milioni di euro da uno dei principali gruppi finanziari del pianeta. Sulla garanzia di onestà/sicurezza in tal senso non credo possa esserci alcun tipo di dubbio.

      Penso sia impossibile “che spenga la luce” e credo che questa domanda possa valere per qualsiasi istituto/banca in ogni parte del mondo: domani mattina arrivo alla mia filiale e non c’è più l’insegna BANCA X ma PANETTERIA.

      Ma prova a pensare a Etruria, Vicenza, MPS, Veneto Banca e compagnia criminale: dopo tutto quello di criminale che è successo ed i milioni di soldi persi le filiali sono ancora lì, FISICAMENTE.!!

      La filiale è lì ma i tuoi soldi non esistono più/hai in mano i rendiconti cartacei che indicano che possiedi 100 azioni/obbligazioni… ma quei titoli valgono ZERO.

      Dobbiamo imparare a slegarci dal concetto di “la filiale è lì FISICA/io ho in mano un rendiconto cartaceo FISICO.”

      “FISICO/CARTACEO” NON SIGNIFICA “SICURO / AFFIDABILE / SERIO”

      Quindi io mi concentrerei sul SENSO della cosa che sto facendo, non se sia FISICO/CARTACEO o meno 😀

      Ad esempio, senti questa: metà degli ETF venduti in Italia sono sintetici e sono quindi esposti per il 10% al rischio controparte della banca che li emette 😉 (che tu abbia il rendiconto su schermo, foglio o tavoletta sumera 😀 ) https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypTE9SbjRrejU0cEU

      E ancora, gli ETF sono strumenti recenti e che non hanno mai affrontato seriamente un 2008 o altri shock di liquidità o di mercato pesanti 🙂 I singoli investitori o i fondi hanno “in pancia” obbligazioni ed azioni di aziende… gli etf replicano sinteticamente dei prezzi… cosa succederà al prossimo shock di mercato? Io a febbraio 2016 ho visto la differenza tra i portafogli fatti con fondi validi e portafogli fatti con etf: i secondi è meglio se si dotano di uno stomaco forte 😉

  28. Antoine ha detto:

    Ciao ragazzi, torno a scrivere dopo un pò. Ma non pensiate che mi sono assentato perchè improvvisamente tutto è cominciato ad andare bene. Magari…
    Vi dico solo che negli ultimi due giorni ho riperso circa l’1%, e sono di nuovo sotto nel Portafoglio, dopo che il 9 giugno saranno due anni dalla mia entrata in Moneyfarm.
    Praticamente ormai l’obbiettivo visto l’orizzonte temporale, che per me è 3 anni, è quello “perlomeno” di andare pari. A questo punto non credo ci sia altra logica aspettativa.
    Sono davvero delusissimo da Moneyfarm, dalla loro promesse e da quello che mi aspettavo di conseguenza. L’ho detto diverse volte in precedenza, lo ribadisco con più forza oggi.
    E nonostante sti ribilanciamwenti, fatti col contagocce, ogni volta non si risolve niente.
    Gli hodetto più volte di provare a fare uno switch, innalzando ciè il profilo di rischio quindi con più componente azionaria, ma loro dcono che è meglio di no.
    Praticamente per loro va bene che la stuazine sia questa, cioè quella di un cliente che perlomeno non ci rimette. Ma ad oggi come detto sono addirittura sotto.
    Probabilmente se possibile chiuderò anche prima dei 3 anni a questo punto.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Antoine,

      purtroppo sei “saltato in pieno” sui 3 principali difetti di Moneyfarm:

      1) COMUNICAZIONE GROSSOLANA.
      -Pubblicità necessariamente “di massa”, dove viene pubblicizzato il rendimento attraverso banner mitragliati in giro per internet.
      -A seguire, il cono in base al quali imposti tolleranza al rischio ed orizzonte temporale e vedi il potenziale rendimento. Se, magari!!!! Troppo semplicistico e MOLTO fuorviante per il cliente.

      2)PORTAFOGLI STANDARD
      6 profili clienti – 6 macro portafogli: abbiniamo il cliente rischio 1 al portafoglio rischio 1 e così via. Una gestione così standardizzata e di conseguenza rigida, lavora poi con “switch di massa” sui 6 macro portafogli: mica fanno degli switch singoli sul tuo singolo portafoglio 😉 sei dentro nella massa.

      Questa logica gestionale si rivela un grosso limite nella gestione del “timing di ingresso nel mercato”, vera ENORME variabile che impatta pesantemente sui ritorni di un investimento, tantopiù se di breve durata.

      3)CONCENTRAZIONE DEL RISCHIO GESTORE.
      Il risultato finale del tuo investimento non dipende strettamente:

      -dall’indipendenza del gestore
      -dai costi di gestione

      Il risultato finale del tuo investimento dipende strettamente dalle SCELTE DEL GESTORE. Dipende da quali settori compra ed in quale momento lo fa. Comprare azioni euro 6 mesi prima o 6 mesi dopo significa fare 0% o +20%.

      E se il gestore indipendente (da cosa poi? :D) ed economico (economico? 😉 ) poi alla fine……. SBAGLIA?

      Tu hai avuto la piena dimostrazione dei punti sopra elencati.

      Siccome:

      1) nessun gestore è infallibile
      2) prevedere l’andamento dei mercati è impossibile

      Un bravo consulente finanziario cerca di DIVERSIFICARE IL RISCHIO GESTORE affidando il denaro dei propri clienti a DIVERSI GESTORI con track record positivo PLURIENNALE, monitorando se possibile l’operato dei gestori.

      Ecco da circa il 9 giugno 2015 ad oggi il risultato dei principali gestori flessibili a cui affido il denaro dei miei clienti.

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVVFSeGZzZEdLR3c

      Sul mercato dei Flessibili Eur Globali (ovvero quello che più o meno fa Moneyfarm) ce ne sono 550 (!!!) e pensa che ce ne sono alcuni che hanno fatto meglio di questi ma preferisco “i miei” dal momento che sono più costanti negli anni, considerando che hanno uno storico anche PLURIDECENNALE.

      “Indipendente nella scelta di questi strumenti” non deve essere il gestore, ma il consulente finanziario a cui ti affidi: se entri in una “classica banca italiana” e chiedi uno di questi prodotti, ti guardano come un alieno.

      E’ come se entrando all’Esselunga tu chiedessi al commesso in quale corsia trovi i biscotti del Mulino Bianco: “Mulinocosa? guardi, se mi parla di biscotti noi abbiamo i Biscotti a marchioesselunga e basta… sono ottimi, mi creda!!!” Tristezza, desolazione, incompetenza e conflitto di interesse: evita le “banche classiche” come la peste.

      Sui 550 strumenti disponibili nel segmento “Flessibili eur globali”, guarda cosa fa il team “con le palle” che gestisce uno dei 4 flessibili del grafico (il più difensivo dei 4)

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVXA0anFnQ3hnZTg

      E guarda che risultati porta al cliente in un momento di paura come è stato Brexit https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypdzdPbDZrWk9lb0E

      Il discorso è poi molto più complesso: investire non significa comprare un prodotto.
      Investire è un processo che va affrontato con consapevolezza e con un piano studiato, spiegato e condiviso PRIMA DI INVESTIRE. Se si spiega DOPO, tutto suona come una giustificazione e si entra in una spirale di sfiducia e sconforto.

      Se non siete preparati, non affidatevi ad un banner e ad un “cono dei rendimenti” da 1 a 6 😀

      Cercate un consulente finanziario serio, il mercato ne è pieno. Per capire chi è bravo e indipendente e chi no, è sufficiente:

      1) chiedergli sempre il perchè delle sue scelte.
      2) verificare che nelle proposte che vi porta non ci sia troppo spesso il nome della sua mandante

  29. marco ha detto:

    Ciao
    ho trovato molto utile questa pagina, e mi sono fatto un’idea di moneyfarm e ci voglio provare a investire con loro una piccola somma.
    Vediamo come andranno le cose.
    Grazie .

  30. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    volevo segnalare lo speciale “Finanza comportamentale” di Morningstar, credo possa essere interessante per tutti.

    Ho riassunto i 6 link in una diapositiva https://docs.google.com/presentation/d/1n81uTvMhMm7DTq4p-GrNslo_ZInrjeybK2X32i2bWSw/pub?start=true&loop=false&delayms=3000&slide=id.p

  31. Stefano ha detto:

    Buongiorno a tutti. Complimenti per l’ottimo blog di Lorenzo, molto utile, e per i preziosi consigli di Luca Zaffaroni…vedo con piacere che ha linkato delle pagine di Morningstar, sito che cerco di seguire anche io, per quanto sia solo un neofita, oltre ad informarmi tramite il Plus 24 del Sole 24 Ore del sabato.
    Da qualche tempo mi sto interessando anche io all’idea di aprire un portafoglio in ETF, strumenti che sono stati ripetutamente elogiati sia da Plus 24 che da Morningstar per i loro bassi costi e per le performance spesso assimilabili a quelle dei fondi appartenenti alla stessa categoria; detto questo, non sarei però ancora in grado di costruire un portafoglio sufficientemente bilanciato, in quanto conosco ancora troppo poco le varie categorie di ETF, nonchè gli indici che questi inseguono (e di indici sembra essercene davvero tanti, e spesso poco omogenei tra di loro).
    Attualmente la mia famiglia ha affidato la propria gestione patrimoniale ad un consulente di nota banca del settore, ed il portafoglio è costituito da azioni, obbligazioni, fondi e qualche ETF (“concesso” dopo insistenti richieste di mio padre); purtroppo, la mia conoscenza finanziaria attuale non è sufficiente per capire se il portafoglio sia ben bilanciato, e soprattutto valutare il costo dei prodotti finanziari in esso presenti (fondi come al solito confezionati dalla Sicav legata alla banca stessa).
    Riguardo al paragone tra fondi ed ETF, ottimamente argomentato da Luca Zaffaroni, mi piacerebbe capire meglio come possa essere significativamente fatto…proprio qualche tempo fa, in seguito alla lettura di un articolo di Morningstar su un paio di ETF del settore Acqua, mi è sovvenuto di un fondo dello stesso settore presente nel portafoglio di famiglia, e tramite Morningstar stesso ho eseguito un confronto tra le performance di fondo ed ETF, su diversi intervalli di tempo; apparentemente gli ETF sembrano performare meglio su quasi tutti i lassi di tempo, e considerandone i costi nettamente più bassi, sembrerebbero senza dubbio da preferire al fondo…ma forse non sto, per ignoranza, considerando altri fattori, che potrebbero ribilanciare questo genere di confronto.
    Per praticità, ho caricato su Drive i grafici dei confronti in oggetto, sui lassi tempo di 1 anno, 3 anni, 5 anni e 10 anni, ai seguenti link:
    https://drive.google.com/file/d/1g8P4xzGrAy6yFqAwL0QSg_33NGH9rPg-yTfZOjpfhEsOeKjx9yjGiTSzpc-gonMzSovXcc2SmKT4jYBx/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1gNWhJ5yhmTvcuUUdmwsg38CKic4SLVy1Q0hBc1iKPUcC0HsyZExHrDmcLqx-OKjmWBuYbkWUdC97J8_l/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1gRd9Q7kRWq9Q4htRJbuWi-th-ngJdAfuV9HhMyEPOimVtwGU3UNmOEGej3QzCw5E6IdQ4Aj4vBWxUtCk/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1cD22VgtPSLbF_Qk2lgV0K0eAM7JHoeh8CJNOGFDVQEXx3VyhEEfhYP97co-2v2T1GOuTikE8Div_jFLX/view?usp=sharing
    Il fondo è “Pictet Water”, acquistato dal nostro consulente a metà del 2015… gli altri due sono ETF della stessa categoria, che da quanto ho capito mirano a inseguire lo stesso indice di riferimento del fondo (per cui il paragone dovrebbe essere abbastanza coerente).
    Ultima notazione: da circa un anno mio padre ha aperto anche un dossier “Yellow Advice” presso ChaBanca…dovrebbe trattarsi di un sistema di “robot advisor” paragonabile a quello di MoneyFarm, con la differenza che investe solo su Fondi e non su ETF; se qualcuno lo conosce, mi piacerebbe sapere un vostro giudizio anche in ordine a quello.
    Grazie a tutti.
    Saluti.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Stefano,

      ti ringrazio per i complimenti, fa sempre molto piacere sapere che i miei commenti sono apprezzati 😀

      Provo a rispondere al tuo quesito in base alla mia esperienza professionale ed in base a vari approfondimenti sul tema “fondi attivi vs etf”.

      L’ETF è uno strumento che replica passivamente l’andamento del mercato di un determinato bene (obbligazioni europee, petrolio, aziende che operano nel campo Water, oro, obbligazioni high yield ecc ecc). Dato che nel risparmio gestito il TIMING di ingresso nel mercato impatta pesantemente sulle performance dell’investimento (quantomeno nel breve-medio periodo) se quel mercato “si schianta”, i tuoi soldi lo seguono passivamente “senza se e senza ma”.

      Anche un buon fondo attivo “a benchmark” (cioè un fondo che dichiara di seguire un determinato benchmark cercando di batterlo) risente dell’andamento negativo del suo mercato. Generalmente il gestore di un fondo attivo riesce però a mitigare la volatilità del mercato rispetto all’andamento “senza ammortizzatori” dell’ETF.

      E’ necessario precisare che ci sono segmenti del mercato finanziario dove la gestione attiva è molto efficace, come quello obbligazionario https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypczlFQ0toUUV3emM
      ed anche l’azionario europeo o i settori definiti “emergenti”

      E ci sono settori dove la gestione attiva è meno efficace, come l’azionario americano o determinati settori azionari come il Water o il Tech.

      Il punto è che generalmente una persona non si arrischia ad investire tutto il suo patrimonio in azioni Tech o Water, anzi. Generalmente in quelle parti di portafogli sono investite percentuali marginali, data l’elevata volatilità tipica di quei settori. Mentre nei comparti obbligazionari/bilanciati si investe la maggior parte dei patrimoni.

      Ti faccio un rapido spaccato della gestione attiva e dei due ruoli fondamentali:

      1)IL GESTORE DEL FONDO. Sceglie quelli che reputa i migliori titoli di un mercato e li gestisce cercando di attenuare gli effetti negativi del mercato /sfruttando le occasioni d’acquisto

      2) IL CONSULENTE. Crea la combinazione di fondi più adeguata a ciò che serve al cliente. Imposta una strategia di intervento e fissa scadenze ed obiettivi, partendo dal presupposto che il mondo della finanza è controintuitivo: alla domanda “Quanto vuole guadagnare?”, il cliente risponderebbe “Tanto” 😀 Come ormai sappiamo la strada è molto contorta ed irta di tranelli.

      Quando compri un ETF non paghi nè il gestore nè il consulente finanziario.

      Quando compri un ETF tramite MONEYFARM non paghi il gestore ma un consulente finanziario che cerca di fare ANCHE il gestore. (Il portafoglio di Lorenzo a febbraio 2016 sfiorava il -10%, a distanza di due anni fà +1%. Se avessi prestazioni simili non so quanti clienti avrei ancora 😉 )

      Tu da solo con 10.000 ETF disponibili che fai? cosa compri? quando? quanto? considerando che il timing di ingresso/uscita nel mercato impatta pesantemente (quantomeno nel breve medio-periodo). E se arriva una sciacquata e vai a -30% cosa fai?

      Anche io vorrei evitare di pagare l’elettricista o l’idraulico… o il geometra o l’avvocato.

      Chiudo con qualche battuta/considerazione:

      1) Se metti un bambino al posto di guida di un’auto, egli sarebbe in grado di girare il volante, premere i pedali e tirare il freno a mano. Possiamo dire che sia in grado di guidare?

      Se metti un bambino di fronte ad un computer, egli sarebbe in grado di premere i pulsanti della tastiera, muovere il mouse e cliccare su dei bottoni. Possiamo dire che sia in grado di investire?

      2) Compri ingredienti freschi e di prima qualità strappando dei prezzi incredibili ai fornitori. Entri nella tua cucina hi-tech di ultima generazione con tutti gli strumenti più avanzati e che hai pagato poco grazie ad una promozione….. non sai cucinare 😀 😀 😀

      E mo’ che faccio? 😀 https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypbWpfSWYtM0U5UkE

      In conclusione: gestire ed investire il proprio denaro non significa comprare un prodotto ma affrontare un PROCESSO. Così come per guarire da una malattia non si prende la medicina ma si segue un PROCESSO che parte dalla diagnosi, passa da una terapia ben studiata che comporta la prescrizione ed assunzione di farmaci.

      Chiaro, devo controllare che il medico non sia in conflitto di interessi e che nello studio medico ROSSI non si prescrivano esclusivamente farmaci della ditta ROSSI. Altrimenti potrebbe venirmi il dubbio che sotto il paravento della CONSULENZA MEDICA, la persona di fronte a me non stia semplicemente VENDENDO i farmaci della sua mandante 😉 Alla faccia dei miei bisogni e dei miei obiettivi.

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