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MoneyFarm, opinioni 2017 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017…
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Entrato in MoneyFarm a maggio 2015, e vissuto un 2016 sulle montagne russe, continuo a seguire il mio investimento sperando di poter tornare a vedere il segno più…
In questo terzo post dedicato al portafoglio in ETF gestito da Moneyfarm non cambio l’impostazione data ai precedenti articoli con un monitoraggio mensile o, nel caso di eventi “straordinari”, più assiduo dell’andamento del rendimento; mi auguro continui anche il costante, e proficuo, confronto con tutti coloro che sono del settore, con coloro che si avvicinano a questa tipologia d’investimento e con chi è già cliente come me.

Che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già oppure mi hai seguito in passato salta queste poche righe, se invece non hai le idee chiare puoi leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove descrivo in maniera molto sintetica i servizi offerti.

Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a MoneyFarm?
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2017
17,34% Cash e Bond Governativi a Breve
4,98% Bond Governativi Paesi Sviluppati
17,01% Bond Societari Investment Grade
13,13% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
9,68% Inflazione
28,67% Azionario Paesi Sviluppati
4,37% Azionario Paesi Emergenti
2,12% Materie Prime e Real Estate

Com’è stato il 2016?
Il 2016 si è chiuso, per me, ancora in negativo con punte di perdita vicino al 9% a febbraio 2016 mitigato da un forte recupero che mi ha portato a chiudere l’anno appena trascorso con un – 0,46%, riprendendo più del 4,5% dalla chiusura del 31 dicembre 2015, quando il portafoglio segnava un -5%.

2017-01-03 + 0,05%
Nessun aggiornamento di rilievo salvo rivedere dopo un anno e mezzo il segno più!

2017-01-25 – 0,17%
E’ arrivato il primo ribilanciamento del 2017, un anno che sarà caratterizzato da numerosi ed importanti eventi come l’inizio della presidenza Trump, le elezioni francesi e tedesche e l’inizio della Brexit. Per dare un po’ di brio, aumentandone la volatilità, al portafoglio Moneyfarm, sulla base della decisione della BCE di diminuire le politiche di acquisto di debito societario, consiglia di vendere parte dell’esposizione nei “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso”, che hanno già beneficiato quanto possibile dal contesto economico/monetario, per acquistare i bond governativi dei mercati emergenti grazie a proprie valutazioni e a dei tassi di rendimento superiore a quelli disponibili oggi sui mercati sviluppati. Vengono, pertanto, introdotti i “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale” e aumentati l'”Azionario Paesi Emergenti (MSCI EM IMI)”.
Procediamo!

Vendiamo
– Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN LU0292107645
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

Acquistiamo
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

2017-02-02 – 2,03%
Inizio del mese con un nuovo sistema di calcolo del portafoglio di Moneyfarm per offrire una più fedele rappresentazione dell’andamento dell’investimento e della performance stessa.
Oggi mi ritrovo, secondo questo calcolo, con una perdita del 2,03% mentre secondo i calcoli ai quali ero abituato la perdita sarebbe stata più contenuta, un – 0,65%.
La nuova misura si basa sul sistema money weighted che tiene in considerazione tutti i flussi di cassa in entrata e in uscita (per esempio afflussi, deflussi di capitale e dividendi degli Etf). Alla luce di questo nuovo calcolo, l’indicatore di rendimento che compare nell’area riservata potrebbe essere variato rispetto ai giorni scorsi.
La decisione di cambiare metodo è stata presa con lo scopo di migliorare la capacità di valutazione dell’andamento dell’investimento dei loro clienti; trattandosi infatti del sistema più utilizzato dagli operatori a livello internazionale sarà possibile confrontare in modo più efficace Moneyfarm con altri servizi.
Nelle FAQ aggiornate del sito su Moneyfarm.com si spiega in dettaglio la formula di calcolo, ovvero…
La misura di performance è basata su un calcolo money-weighted in linea con gli standard internazionali. Mira a rappresentare l’effettiva performance tenendo conto di tutti i flussi di cassa del portafoglio (aggiuntivi, prelievi e dividendi degli Etf). Tale tasso è identico concettualmente a un tasso interno di rendimento (TIR). È il tasso di sconto in cui il valore attuale netto (VAN) è uguale a 0. Questo vuol dire che afflussi e deflussi devono essere attualizzati al presente, utilizzando un tasso di rendimento che renderà i movimenti in entrata uguali a quelli in uscita. Per esempio, immaginate un investimento azionario del valore di 50 € che rende 2 € all’anno in dividendi, e viene venduto dopo due anni per 65 €. Il nostro tasso money-weighted (r) sarà un tasso che soddisfa la seguente equazione: Valore Attuale versamenti = Valore Attuale prelievi = 2 € / (1 + r) + 2 € / (1 + r)*2 + 65 € / (1 + r)*2 = 50 € Quindi, stando all’esempio, il tasso di rendimento (r) sarà pari al 17,78%..

Nei commenti, giustamente, mi è stato fatto notare come non abbia più aggiornato la composizione del mio portafoglio con tutti i dati.

Ecco com’è attualmente composto il mio paniere ETF

Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 376.754.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 764.390.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 786.413.800,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 1.620,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.532.885.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/09/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/09/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 548.366.300,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 310.980.700,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.158.652.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN FR0011475078
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 955.611.100,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 223.978.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2016
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 15.772.900.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.368.960.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 638.351.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2017-03-03 1,34%
Inizio del mese con un forte segno +, il livello più alto mai raggiunto da quando sono entrato in Moneyfarm…

2017-04-02 1,33%
Calma piatta, rendimento che si è mantenuto all’identico livello del mese precedente senza subire nel corso del mese appena trascorso scossoni di alcun tipo…

2017-05-02 1,54%
Si mantiene costantemente, è il terzo mese di fila, un rendimento positivo in attesa del ribilancimaneto annunciato via email da Moneyfarm

2017-05-10 1,23%
Arriva il nuovo ribilanciamento di Moneyfarm nel quale viene liquidata la posizione in “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso” per acquistare “Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale” e aumentare l’esposizione azionaria sui mercati sviluppati. Per Moneyfarm i rischi legati ai pericoli elettorali sembra essere alle spalle, i risultato trimestrali delle aziende quotate in USA ed Europa mostra un’ottima crescita per ricavi e utili, ben oltre le aspettative degli analisti con buone prospettive sull’azionario.
Considerato il livellarsi della volatilità, Moneyfarm pensa che sia tornato il tempo per mettere un po’ di pepe al mio portafoglio, ovvero aggiungendo del rischio seppur in relazione al mio profilo.
Per i mercati sviluppati, sposteranno la posizione sull’azionario “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” in “Azionario Giappone (Topix)”, rimuovendo quindi la copertura sul tasso di cambio per ridurre la volatilità su questa esposizione. Aumenteranno inoltre l’esposizione azionaria USA e soprattutto Europa.
Ci devo pensare…

2017-05-18 0,70%
Non ho avuto la possibilità di aderire alla proposta in quanto all’estero e con il telefono smarrito.
Le vicende odierne su Trump e l’impeachment all’orizzonte muovono in negativo i mercati, decido comunque di dare fiducia a Moneyfarm ed autorizzo il ribilanciamento.

2017-06-01 0,71%
Da mesi, oramai, sembra che il rendimento si sia congelato sulla forbice 0.70% – 1,70%, calma piatta!

2017-07-03 -0,43%
Niente di nuovo…

2017-08-01 -0,85%
Vedere sopra…

2017-09-01 -0,71%

2017-09-01 -0,52%
Moneyfarm mi scrive che, analizzando un trimestre caratterizzato dal ritracciamento di alcune asset class, ha in programma un nuovo ribilanciamento nelle prossime settimane; si pensa di dare spazio all’Eurozona, considerati i dati macroeconomici sopra le aspettative, e le scelte del loro Comitato Investimenti sono orientate a cogliere le opportunità presenti in questa fase.
Mi viene fornita anche un’analisi approfondita sul mese di agosto, dopo un giugno e un luglio passati in sordina, nel quale alcune delle tensioni accumulatesi sui mercati finanziari hanno dato sfogo a momenti di volatilità intensa, che hanno movimentato questo insolito agosto.
Si riferisce che il Volatility Index (VIX), uno dei migliori termometri dell’avversione al rischio di chi opera sui mercati, abbia toccato i 18 punti a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Nord Corea, l’indice massimo dall’elezioni statunitensi il novembre scorso.
Per Moneyfarm i rischisono perciò di natura più politica che finanziaria/economica con eventi che hanno messo in secondo piano le buone notizie macroeconomiche e utili societari in ottima forma, sintomo di un’economia ancora in buono stato di salute.

Attendo sviluppi…

2017-09-25 -0,49%
Su richiesta di Stefano inserisco le tabelle aggiornate alla data odierna con riportato l’asset allocation, la performance fino ad oggi e la composizione del portafoglio, l’immagine può essere cliccata per espanderla e visionarla in maniera corretta.

2017-09-26 -0,22%
Dopo averlo annunciato nelle settimane precedenti, Moneyfarm mi ha inviato il prospetto del nuovo ribilanciamento.

Per Moneyfarm, con questo ribilanciamento il peso delle asset class nei portafogli (azionario, obbligazionario e materie prime) rimane sostanzialmente invariato. Se da una parte l’incertezza politica e le valutazioni azionarie e obbligazionarie alte rispetto ai valori storici inducono alla prudenza, i dati economici piuttosto solidi e gli utili societari in crescita inducono a non optare, per il momento, per un cambiamento del livello di rischio dei portafogli.
Moneyfarm ritiene che i prossimi anni saranno caratterizzati da tassi d’interesse generalmente in crescita, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni governative. Gli ultimi discorsi dei banchieri centrali e un‘inflazione più solida, aiutata anche da prezzi delle materie prime più stabili, sembrano puntare a una graduale riduzione dei programmi di Quantitative Easing, e i prossimi meeting della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea sembrano andare in quella direzione. In contesti come quello delineato sopra, la ricerca di rendimento tramite azioni ad alti dividendi tende a ridursi, diminuendo quindi l’interesse degli investitori per questo tipo di prodotti.
Per queste ragioni, il Comitato Investimenti, ha deciso di vendere parte della posizione nel “Azionario Globale (S&P Global Dividend)” a favore di un’esposizione azionaria generica sui mercati sviluppati ed emergenti.

Confermo il ribilanciamento…

2017-10-11 +0,76%
Arriva puntuale il report trimestrale di Moneyfarm in relazione al Portafoglio modello P4-C2 che ha avuto nel terzo trimestre del 2017 una performance positiva.
I bond indicizzati all’inflazione dell’Eurozona e la componente azionaria hanno contribuito a sostenere il risultato, mentre la parte in dollari ha continuato a soffrire per effetto delle oscillazioni del tasso di cambio con l’Euro.
Moneyfarm analizza la probabile conclusione del ciclo economico che ha caratterizzato gli anni post crisi e la necessità di saper trovare la giusta direzione prima che i tassi comincino a risalire; il fiume di liquidità immesso dalle Banche Centrali dovrebbe essere arrivato al termine, con l’economia e l’occupazione in ripresa, in Europa e in America, questo autunno sarà ricordato come il momento del giro di boa.
I tassi sono il timone dell’economia e dei mercati finanziari: quando si alzano c’è prima di tutto un effetto sulle obbligazioni, perché quelle di nuova emissione rendono di più e quelle di vecchia emissione perdono di valore, e in seconda battuta sull’azionario, in quanto l’economia deve dimostrare di sapersi muovere sulle sue gambe.

La chiave, per l’investitore, è accorgersi in tempo del cambio di vento e riposizionare gradualmente le vele, prima che monti la tempesta.
Durante lo scorso trimestre la situazione era ancora incerta, con l’inflazione fiacca (Europa e Usa) e l’economia traballante (Regno Unito) che invitavano i banchieri centrali alla cautela.

Dopo luglio è cambiato un po’ tutto:
Il petrolio è risalito, grazie a scorte ed esportazioni dei paesi dell’OPEC in calo.
I metalli industriali (rame, zinco, alluminio e altri) hanno continuato a macinare rialzi, tutti segnali di salute da parte dell’economia globale. L’effetto non ha tardato a farsi sentire sull’inflazione, che ad agosto e settembre è cresciuta in quasi tutti i paesi sviluppati e non.
L’Euro ha continuato a guadagnare il 3.3% nei confronti del dollaro, ma nelle ultime settimane, complici anche i nuovi scenari politici, sembra aver perso un po’ di fiato.
I mercati emergenti continuano a sovraperformare i mercati sviluppati, sia azionari (+4.4% vs 1.5%, in Euro) che obbligazionari (-0.4% vs -1.8%, in Euro). Un altro sviluppo interessante è la performance delle obbligazioni indicizzate all’inflazione, che hanno retto meglio i movimenti sui tassi d’interesse e beneficiato della ripresa dei prezzi. È rimasto deluso invece chi sperava di rivedere una volatilità in crescita, dopo le vampate di agosto, siamo tornati alla bonaccia di giugno e luglio.Da tenere d’occhio le materie prime, che per la prima volta sono tornate in positivo da inizio anno.
Gli indici Metalli Industriali e Energy sono cresciuti rispettivamente del 7.9% e del 6.8%, in Euro, e questo tranquillizza sull’andamento dell’attività economica globale. Per chi fosse alla ricerca di un porto sicuro, interessante la performance dell’oro, che dopo un inizio molto positivo, è tornato a perdere terreno in concomitanza con tassi d’interesse in crescita.

Per concludere, due temi su cui vale la pena soffermarsi per la fine dell’anno
.
1) L’inflazione, che sta tornando ai livelli del 2011, e che a nostro avviso continuerà a stabilizzarsi su livelli sempre più solidi, con ovvi impatti sui corsi degli indici finanziari.
2) Il mondo obbligazionario dei mercati sviluppati negli anni futuri vedrà i propri rendimenti salire e, di conseguenza, i prezzi delle obbligazioni già emesse scenderanno. Questo conferma la necessità, per chi volesse difendere il proprio capitale, di investire in un’allocazione con al proprio interno varie fonti di rendimento come obbligazioni ad alto rendimento, obbligazioni dei paesi emergenti e materie prime.

Come si è compprtato il mio portafoglio nel terzo trimestre 2017?
In questo trimestre la composizione del portafoglio è rimasta sostanzialmente immutata.
La volatilità storicamente bassa che ha caratterizzato i mercati ha fatto sì che la maggior parte delle asset class si muovessero con una variabilità ben al di sotto di quanto previsto.
Per quanto riguarda la parte investita in azioni,
Moneyfarm, non ritiene che siano più i tempi per incrementare il rischio, ma la convinzione che i tassi d’interesse nel medio termine saliranno ha spinto a riconsiderare l’allocazione in azioni globali ad alto dividendo a favore di un’esposizione azionaria generica.
La caratteristica di un dividendo alto, quando le obbligazioni governative iniziano ad avere una cedola più invitante, è considerata storicamente meno interessante dagli investitori.
L’Euro rimane la valuta di riferimento (52% circa).
La parte in dollari è pari a circa il 22%, divisa principalmente tra obbligazioni High Yield e azioni.
Come nei mesi precedenti, la parte investita nell’obbligazionario globale e in materie prime risulta coperta dai movimenti del tasso di cambio, garantendo una maggior diversificazione geografica senza compromettere eccessivamente l’esposizione valutaria.
Infine una percentuale rilevante del portafoglio è concentrata sui mercati emergenti, tramite obbligazioni governative (circa 8%) e azioni (circa 11%).
I paesi più coperti sono Brasile, Cina, Messico, Indonesia, Corea del Sud e India.
La componente azionaria ammonta a circa il 43% del portafoglio, concentrata per la maggior parte sul mercato Europeo (12%), Usa (12%) e Paesi Emergenti (8%). Le materie prime pesano per il 2.2%.

2017-11-01 +1,82%
Anche se la situazione politica in Europa sembra vivere un nuovo fattore di instabilità dovuto all’avanzata dei movimenti euroscettici o eurocritici e quelli indipendentisti, i mercati sembrano in realtà ignorare queste tensioni.
Negli Usa l’economia è cresciuta oltre le attese e il dollaro si è ripreso, da noi i tassi sono ancora molto bassi e le valutazioni alte, il quadro economico è complessivamente positivo e in miglioramento.

2017-12-02 +1,58%
Rendimento sempre in positivo ma poco mosso

2017-12-31 +1,68%
L’anno si conclude in positivo, senza variazioni sensibili da percentuali ormai stabilizzate da mesi.
L’analisi, con grafici, di quello che è successo nel 2017 è disponibile all’inizio del nuovo articolo per seguire l’andamento del mio portafoglio con Moneyfarm nel 2018!

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129 commenti a questo articolo

  1. Valerio ha detto:

    ottimo Lorenzo…. finalmente il segno + dopo un anno e mezzo! continuiamo a seguire gli aggiornamenti

  2. Luca Zaffaroni ha detto:

    Cari amici investitori,

    Volevo condividere con voi la sintesi dei primi 12 giorni di questo 2017 caratterizzati da un grande tema: IL RIALZO DEI TASSI DI INTERESSE

    I tassi obbligazionari nel corso degli 30/35 anni sono andati in costante discesa fino a toccare lo ZERO, sfondarlo (andando in territorio negativo) salvo trovarci ora nello “storico” momento in cui questi ripartiranno, insieme al ritorno dell’inflazione.

    Vi ricordo quindi che così come saliranno i tassi per chi investe, risaliranno i tassi dei mutui. Tassi di interesse (attivi/passivi),tassi di crescita dei Paesi ed inflazione sono variabili direttamente collegate.

    Quindi occhio anche a chi di voi ha un mutuo: ultimi momenti per valutare una rinegoziazione a tassi fissi: l’irs a 20 anni da luglio ad oggi è già raddoppiato!! E la curva dei tassi si sta irripidendo: scadenze brevi sempre sottozero (verosimilmente sino a fine 2017, termine del QE) ma tassi di lungo periodo in salita, a causa di aspettative di reflazione: in Germania l’inflazione ha segnato un +1,70% su base annua

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypRjZTc3IwZXBZT00

    Ritornando sugli investimenti: con i tassi che salgono i prezzi delle obbligazioni scendono… e sembrerebbe che siamo all’inizio di una lunga risalita. L’oscillazione potrebbe abbattersi come una scure sui prezzi delle obbligazioni, europee governative soprattutto.

    Tassi in salita significano anche ossigeno puro per i bilanci del settore finanziario.

    Se non già fatto, aspettatevi un ribilanciamento a vendere Governativi Europei ML e magari qualche bond sull’inflazione.

    Ah, multipli americani considerati troppo alti… I settori coinvolti dalla Trumpeconomics però potrebbero beneficiare della politica fiscale favorevole ed accrescere i propri utili, che sosterrebbero ulteriori apprezzamenti delle quotazioni. Leggevo in questi giorni di investimenti sulle infrastrutture….chissà

    Queste sono solo valutazioni fatte in questi primi giorni di 2017.

    VALUTAZIONI 😀

    non previsioni

    Quando avrò ultimato la costruzione della mia sfera di cristallo mi vedrete sullo Yacht con Gianluca Vacchi a ballare il meneito o quei balli lì 😀 😀

    Buon week end a tutti

  3. Corrado ha detto:

    Volevo complimentarmi con Lorenzo e Luca per l’articolo del primo e le valutazioni del secondo. Mi piace questo blog perché non si esalta Moneyfarm ma si fa un rendiconto nudo e crudo della realtà, qui non mi si dice di investire ma si vede il percorso di uno che in questo servizio ci ha messo dei soldi (ma quanti…?). Io sono uno di quelli alla finestra, m’informo e cerco di capire se può fare al caso mio.
    Ora come ora non lo so, sono ancora un po’ indeciso anche se le grandi batoste sembrano essere alle spalle (forse manca ancora Trump e la vera Brexit), non so quindi che cosa fare.
    Grazie ancora a questo blog per fornire un’idea del servizio in maniera indipendente.

  4. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Corrado,

    ti ringrazio per l’apprezzamento del post 🙂

    Mi permetto di farti vedere il concetto di investimento da un punto di vista che forse non immaginavi 🙂

    Per approcciare correttamente il campo degli investimenti dovresti prima eseguire una pianificazione dei tuoi obiettivi finanziari, cerco di spiegarmi.

    Una volta stabiliti gli obiettivi di breve periodo (es liquidità di cc minima per vita, bollette, mutuo, imprevisti di piccola entità), medio periodo (avvio attività) e lungo periodo (pensione) ecco,solo a quel punto puoi iniziare il tuo viaggio perchè hai stabilito le mete del tuo viaggio.

    In realtà non esiste un momento o un asset giusto per investire, o meglio: esiste ma lo si può sapere solo DOPO 😀 E nessuno oggi ha a disposizione informazioni che ci possano dire se il mercato salirà o scenderà.

    Investire è un processo nel quale è imprescindibile:

    1)pianificare gli obiettivi di vita per scadenze temporali (obiettivi ad esempio a 2/5/10/15 anni)

    2) avere una strategia BEN DEFINITA per poter gestire al meglio ogni eventualità dovesse verificarsi. Ad esempio una strategia per quantomeno INIZIARE è quella di un portafoglio poco esposto e mantenere strategicamente della liquidità per mediare tatticamente i comparti rischiosi ad ogni discesa dei mercati. Con questa strategia, se il mercato crolla, tu sei già pronto a mediare i prezzi. Se non lo fa tu hai già iniziato il tuo percorso 😉

    Se non parti invece non raggiungerai mai alcun obiettivo: se non inizi il processo di pianificazione e relativo investimento non solo non farai lavorare correttamente il denaro per le corrette asset class ed i rispettivi orizzonti temporali, ma non avrai allocato risorse finanziarie per i tuoi obiettivi.

    Questo significa che aumenterai le possibilità secondo le quali quando ti si presenterà la necessità X sarai in difficoltà: il denaro per l’università dei figli o il fondo complementare per l’integrazione della tua pensione. Il denaro senza obiettivi… è solo carta 🙂

  5. Nicola ha detto:

    Buongiorno,
    sono un investitore MoneyFarm dal luglio del 2013 che ha sempre operato direttamente dalla propria banca, e ad oggi il mio portafoglio inquadrato come P4C2 ha una performance del 18%.
    Dallo scorso anno Moneyfarm non gestisce più questo servizio e costringe i clienti nella mia stessa situazione ad abbandonare la propria banca e trasferire il proprio investimento transitando per Banca Sella prima e ad una fantomatica Banca del Regno Unito ora.
    Secondo voi è normale questo e sopratutto quali garanzie abbiamo noi investitori ?
    Cosa ne pensate poi del nuovo servizio di Gestione Patrimoniale che stano proponendo da qualche giorno?
    Vi ringrazio, Nicola

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Nicola,
      per quanto mi riguarda, e lo ribadisco, ho scelto Moneyfarm anche per l’interazione con Banca Sella e la possibilità di essere e sentirmi pienamente “padrone” del mio investimento; da una chiaccherata con un addetto di Moneyfarm avevo avuto l’assicurazione che non vi sarebbero stati cambiamenti per i vecchi clienti e che sarebbero rimasti con Sella.
      Ti hanno contattato in proposito informandoti della necessità, per loro, di trasferire l’investimento?
      Per la Gestione Patrimoniale non ho ancora approfondito…
      Lorenzo

      • Nicola ha detto:

        Come dicevo sono entrato nel 2013 ed allora non era necessario entrare in banca Sella.
        Il mio conto è rimasto sempre sulla mia vecchia banca, sulla quale ho sempre operato e nella quale sono i miei risparmi.
        Ultimamente sono stato contattato e mi hanno detto che quel tipo di servizio non viene più fornito e che mi suggerivano di disinvestire ed aderire se volevo al nuovo che prevede l’accensione di un deposito presso banca Saxo.
        Faccio notare che se pur avvertito lo scorso anno, nel momento del rinnovo del contratto per l’anno in corso, nessuno ha posto dei problemi, ora invece con ogni probabilità procederanno a comunicarmi il recesso da parte loro ed il rimborso di quanto pagato per i mesi in cui non utilezzerò del servizio.
        Devo comunque dire che del servizio che mi è stato fin qui fornito sono soddisfatto .
        Chiedevo delle informazioni sul nuovo servizio di Gestione Patrimoniale in quanto sarei interessato ma ho alcume perplessità tipo:
        – Banca UK cosa succederà ai depositi dopo la Brexit ?

      • Paolo ha detto:

        Buonasera,
        sono un cliente MF dal maggio 2014, moderatamente soddifatto (quantomeno non in perdita!) che ha sempre operato attraverso la propria banca, quindi padrone, quantomeno, del proprio conto.
        La soluzione che prospetta ora MF prevede anche nella soluzione “amministrata” di depositare i soldi su un loro conto all’interno del quale se ho ben capito è ricompreso il conto del cliente. Che garanzie ci sono circa la disponibilità e inattacabilità del proprio investimento una volta che è confluito in un conto intestato a MF? A maggior ragione in una eventuale gesione patrimoniale? Sono alquanto sprovveduto in materia e mi piacerebbe avere il parere di persone competenti. Grazie e complimenti per il vostro lavoro.
        Paolo

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Non sono una persona competente ma i tuoi dubbi sono anche i miei. Mi ripeto, fino a quando mi viene data la possibilità di continuare ad usufruire dei servizi di Moneyfarm tramite il conto a mio nome su Banca Sella è tutto ok, se mi costringessero a passare ad un conto non intestato alla mia persona cadrebbero i presupposti di sicurezza che mi ero dato e, di conseguenza, chiuderei il rapporto con la società.

  6. ALDO ha detto:

    Ciao a tutti.
    Io ho aperto il conto MF in novembre, su Banca Sella. Ho telefonato per chiedere cosa cambia per gli attuali clienti con la nuova gestione patrimoniale, e la risposta è stata che fino a quest’estate non cambierà nulla, poi sarà POSSIBILE (non OBBLIGATORIO) convertire l’attuale servizio di consulenza nella gestione patrimoniale.
    La quale presenta sostanzialmente due differenze:

    1. la prima, e più importante è di natura fiscale. Mentre con l’attuale deposito “amministrato” si pagano le tasse ogni qualvolta si monetizza una plusvalenza, ossia si vende uno strumento in utile, e le minusvalenze non possono essere compensate, e quindi si perdono, con la gestione patrimoniale tutte le plusvalenze e le minusvalenze si compensano, e alla fine di ogni anno di gestione si paga l’imposta sull’eventuale plusvalenza complessiva maturata nell’anno, mentre se il risultato complessivo dell’anno è stato negativo si riporta a credito per i 5 anni successivi.
    In sintesi: minusvalenze e plusvalenze si compensano, l’imposta si paga alla fine di ogni anno sugli utili maturati (anche se non monetizzati) e non quando si vende.

    2. con la gestione patrimoniale i ribilanciamenti vengono disposti ed eseguiti direttamente da MF, invece che proposti da loro ed eseguiti da noi (dopo averli eventualmente ritoccati) come accade oggi.

    Ci devo pensare…

    In occasione del ribilanciamento sono passato da P5C2 a P6C2. Non cambia tantissimo: un 6% che passa da bond a equity.
    Staremo a vedere.

    Per ora il mio portafoglio performa un discreto +4% circa.

  7. Lorenzo ha detto:

    Una domanda a margine: qualcuno utilizza l’app di Moneyfarm per Apple? È possibile vedere lo stato del proprio portafoglio e aggiungere degli investimenti?

    È da marzo dell’anno scorso, quando mi sono iscritto al servizio, che spero esca quella per Android. Ho appena chiesto a Moneyfarm. Sentiamo cosa rispondo.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Aggiornaci se hai novità in merito all’attivazione dell’app Android…

      • Lorenzo ha detto:

        Ad oggi nulla, non hanno ancora risposto.

      • Lorenzo ha detto:

        Oggi è arrivata nella mia casella di posta un e-mail dal titolo “Nuova app per iPhone: il tuo investimento sempre a portata di mano”. Ma come, ancora iPhone. Però i latini avevano ragione a dire che il dolce è in fondo: “Hai uno smartphone Android? Questa versione è disponibile solo per iPhone, ma rilasceremo nelle prossime settimane anche la nuova applicazione per il tuo telefono.” Evviva!

    • Lorenzo ha detto:

      Non so se qualcuno ha fatto caso che, in calce all’e-mail in inglese inviata per errore la settimana scorsa da Moneyfarm, campeggiava un bel “Download on Play Store”. Ma come, allora l’app per Android è finalmente pronta? Bramosamente faccio click e mi si apre la pagina del Play Store (https://play.google.com/store/apps/details?id=com.moneyfarm.moneyfarm) che riporta un laconico “This app is incompatible with all of your devices.” In sostanza, l’app non è ancora disponibile per l’Italia.

      Smanettone come sono, non mi arrendo e cerco il modo per poterla scaricare. Lo trovo (non dopo aver attivato per errore un servizio SMS a pagamento!) ed ora ho finalmente la mia app di Moneyfarm (in inglese)!

  8. MARCO B ha detto:

    Ciao, sono diventato cliente moneyfarm alla fine di gennaio, scegliendo la formula della gestione patrimoniale.
    Non sono molto preoccupato dal deposito dei fondi nella banca UK, conto sulla capacità di vigilanza delle autorità britanniche (e comunque sono partito con una cifra modesta).
    Ho scaricato l’app su iPhone, non è che ci si possa fare granchè, comunque visualizza il portafoglio (io ne ho solo 1) dove si può scendere nel dettaglio dei fondi acquistati.
    C’è poi una sezione magazine, con articoli finanziari, ma poco frequenti, e la sezione invita un amico che permette di comunicare velocemente da smartphone il codice per lo sconto sulle commissioni.
    Comunque fa una bella impressione, anche perchè al centro del cerchio del mio portafoglio c’è un bel +1,52% che in 15 giorni non è davvero male (ma non credo che continuerà così per sempre).

  9. Fausto ha detto:

    Ho affidato una quota dei miei risparmi a Moneyfarm, ma mi lascia alquanto perplesso il fatto che gli strumenti finanziari siano depositati presso una Banca inglese, fuori dal mio diretto controllo, ed ho letto che in precdenza non funzionava così.
    Voglio fare l’avvocato del diavolo, ma che garanzia ho che l’acquisto e il deposito siano effettivamente avvenuti? Moneyfarm può praticamente disporre del mio portafoglio, è vero che dice che comunica i vari movimenti, ma se poi non lo fa? Sul sito MF viene evidenziato un bel portafoglio col dettaglio dei titoli, sono convinto che è reale, ma chi mi assicura che poi non diventi virtuale, una scatola vuota?
    Non voglio manifestare sfiducia nei confronti di MF, ma ci sono stati casi in passato di consulenti finanziari che hanno utilizzato i depositi (somme notevoli) degli aderenti per loro operazioni speculative che poi sono finite male, per loro ma anche per i risparmiatori.
    Vengono a macare i presupposti di sicurezza e di piena e totale disponibilità dell’ investimento, sono certo che anche MF sa che vengono fatte queste considerazioni, allora perchè ha modificato il suo modo di operare?
    Non so se continuerò.

  10. Guglielmo ha detto:

    Ciao, io sono stato cliente MF quasi un anno, da gennaio a novembre 2015, poi l’ho chiuso perchè una parte importante del portafoglio era su titoli di stato a breve-medio (21% bond governativi fino a 3 anni e un altro 13% bond governativi 3-5 anni). In pratica, su un terzo del portafoglio ci perdevo strutturalmente (prendete i rendimenti ipotizzabili per queste asset class, toglieteci il 12,5% di tassazione sui già scarni proventi ipotizzabili, lo 0,7% di MF, lo 0,2% di bolli, e il conto è presto fatto). Però, a parte questo disallineamento tra i loro interessi (applicarmi lo 0,7% anche alle linee a bassissimo rendimento) ed il mio interesse (spostare un terzo del capitale su un qualunque conto deposito, dove almeno ci guadagnavo, e lasciare a loro da gestire i restanti 2/3 solo sulle asset class più remunerative), l’avevo trovato un buon servizio, consulenti disponibili e professionali, offerta trasparente, piattaforma ben fatta, solo secondo me era un po’ troppo caro. Tant’è che all’inizio prevedevano la formula della consulenza pura con un costo fisso (250€/anno per portafogli fino a 150mila) e hanno iniziato ad offrire solo la soluzione con conto Banca Sella e pagamento dello 0,7% (quindi, per fare un esempio, per un portafoglio da 100mila si passava da 250€/anno a 700€/anno per avere lo stesso servizio). Siccome a parte l’aspetto economico lo ritenevo un buon servizio, mi ero ripromesso dopo un annetto di riguardarci, per vedere come evolveva la cosa. Sul pricing ho visto che non si sono sostanzialmente mossi… Mi chiedevo come composizione portafoglio come siamo messi, se i bond governativi a breve/medio dei paesi sviluppati continuino a pesare ancora tanto o meno… sopra nel portafoglio di Lorenzo ho visto percentuali decisamente più basse di quelle che avevo io un anno fa, ma non so se il tipo di portafoglio sia lo stesso o no (il mio era P4-C2, magari il tuo è più aggressivo di quanto non fosse il mio). Un’ultima precisazione, rispetto a quanto ho letto più sopra sulla gestione patrimoniale che permette di compensare le minus: tenete presente che è vero che con Banca Sella le minus non vengono compensate, ma è altrettanto vero che se ad un certo punto chiudete il conto, potete farvi rilasciare da Banca Sella una certificazione delle minus e usarla poi altrove entro i successivi 4 anni (io l’ho fatto, da Banca Sella quando ho chiuso mi hanno rilasciato un documento con importo minus, anno di riferimento e scadenza, nel mio caso erano minus del 2015 con scadenza 31/12/2019, minus che ho fatto caricare a sistema dalla mia banca e poi ho usato successivamente per compensare delle plus). Qualcuno che abbia il portafoglio P4-C2 riesce a darmi per piacere la composizione attuale delle varie asset class o, ancora meglio, dei vari etf? E anche dirmi, sempre per il P4 C2, quale rendimento lordo abbia avuto nel 2016? Grazie 1000 a Lorenzo per l’ottimo blog e agli altri per gli interventi sempre molto interessanti!

  11. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    ho letto circa le “riserve” riguardanti la custodia degli etf presso una banca londinese.

    Volevo esprimere un parere a tal riguardo, oltre che condividere con voi alcune considerazioni sugli investimenti dopo l’anno “two-faces” che ci siamo lasciati alle spalle.

    Non sono effettivamente in grado di darvi una risposta precisa a riguardo ma non credo che Moneyfarm abbia interesse o modo di utilizzare le somme dei propri clienti con fini diversi dall’investimento e consulenza finanziaria. Dopotutto è una SIM (società intermediazione mobiliare) vigilata dalla CONSOB e da questi autorizzata ad operare sul mercato. Di SIM ne esistono molte e di truffe credo di non aver quasi mai sentito parlare. Infine, mi viene in mente che Moneyfarm ha di recente visto entrare parzialmente Allianz nel capitale sociale: non credo proprio che dopo aver fatto socio un simile colosso si mettano a fare “magheggi”.

    Vi dirò una banalità ma tenete presente che un percorso di investimento affinchè produca rendimento ha bisogno di ANNI. Dovete fidarvi della società che vi presta consulenza, altrimenti state concettualmente sbagliando in partenza.

    Investire per “18 mesi…STOP. Riaprire 6 mesi dopo….e poi pochi mesi di nuovo STOP” è l’antitesi dell’investimento e rischia di generare frustrazione nell’investitore ed “evanescenza” nella gestione. Meglio sgombrare subito il campo da “dubbi operativi” e concentrare le proprie energie su cosa devo fare del mio denaro, quali sono gli obiettivi personali e temporali da raggiungere (ovvero quando dovrò usare quel denaro).

    NB: stiamo parlando di INVESTIRE, non di TENTARE A CASO sperando di entrare nel momento giusto: sapere PRIMA quando è il momento giusto per investire… è impossibile 😀 Il rendimento è una questione statistica e dipende dalla permanenza del mio denaro all’interno di un determinato segmento di rischio (azioni, obbligazioni ecc). Questa permanenza generalmente si calcola in anni. Per le “scommesse” ci sono i casinò online 😉

    Per investire efficacemente serve quindi una soluzione che come minimo vi garantisca, come dire, “tranquillità operativa”: già c’è il mercato che è un casino, se poi già alla base la situazione non mi lascia tranquillo per com’è impostata, forse “sto costruendo sulla sabbia” un edificio che richiederà anni per essere ultimato e raggiungere il massimo del suo valore. Presupposti sbagliati in partenza.

    Da professionista posso dirvi che se vi trovate nella situazione di “diffidare” da queste modalità “impersonali”, esistono oggi anche metodi un po’ più lineari ed allo stesso modo semplici per gestire i propri investimenti.

    In Italia esistono diverse realtà di banche “ad architettura aperta” (quindi senza condizionamenti commerciali) che vi mettono a disposizione un classico conto corrente aperto in Italia a voi intestato con home banking per disporre pagamenti, bonifici e con il quale firmare online le proposte di investimento di un consulente specializzato e che vi seguirà negli anni. Certo, bisogna pesare la società ed il consulente ma vedo con piacere che recentemente molte persone stanno imparando a distinguere i professionisti seri da quelli improvvisati, spesso basta un solo incontro per smascherare chi si concentra a vendere massicciamente prodotti che portano il nome della banca per cui operano 😉 (ignorando strumenti ben più efficienti disponibili sul mercato).

    Essendo io un consulente finanziario, posso dirvi che per chi esercita la mia professione è impossibile accedere al denaro dei propri clienti, anche se si volesse farlo. Il denaro è su cc intestati agli stessi e l’unica persona che può disporre spostamenti di denaro/pagamenti è esclusivamente il cliente tramite home banking/assegni/disposizioni scritte.

    Volevo infine mostrarvi qualche grafico per “ribadire” due concetti che possono aiutarvi a meglio comprendere i meccanismi del mondo degli investimenti.

    Comprendere ed essere preparati è fondamentale per poter affrontare serenamente le INSIDIE CONTRO-INTUITIVE del mondo finanziario. Vi ricordo che per ottenere rendimento è necessario rimanere investiti anche per anni, dovete quindi mettervi nelle condizioni di “saper resistere” alla tentazione di andarvene prima, soprattutto durante periodi negativi.

    1) il rendimento è funzione diretta di rischio e tempo. Strumenti nel breve più volatili, nel medio lungo periodo sono spesso quelli che esprimono più rendimento… e viceversa strumenti che “stabilizzano il portafoglio” nel lungo periodo “non spingono”.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypMHgzRlpoNHUwVTQ

    Come potete vedere nel grafico, la gestione prudente è risultata meno volatile di quella a rischio moderato o del fondo azionario. Tuttavia, a distanza di mesi sono proprio gli asset più rischiosi a portare rendimento.

    Un rafforzamento di questo concetto è ben visibile nel seguente grafico a 3 anni:

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypYy1vZFhldVZhd0E

    2) il secondo concetto che volevo trasmettere era quello legato al signor Tentenna 😀

    “aspetto il referendum inglese, poi le elezioni USA e poi il referendum italiano, poi investo!”

    In realtà come vi dicevo non esiste un momento migliore per investire (sapendolo prima) e temporeggiare “presumendo di sapere” può anche portare a delle mancate opportunità.

    Nel prossimo grafico vediamo un investimento da metà maggio 2015 in avanti e come i due eventi tanto temuti nel 2016 in realtà si siano rivelati tutt’altro che delle minacce (a condizione di usare gli strumenti giusti 😉 ).

    Anzi, se avessimo utilizzato una strategia di mediazione dei prezzi, sarebbe stato possibile anche “piazzare delle zampate” durante i cali più vistosi. Questa strategia và condivisa PRIMA di investire, poichè quando il calo si materializza la cloche del comando passa dalla testa allo stomaco (nei casi peggiori finisce anche più in basso :D) impedendo l’attuazione di comportamenti RAZIONALI virtuosi in favore di comportamenti EMOTIVI dannosi. Questo è tra l’altro uno dei metodi più efficaci che consente di investire in qualsiasi momento, a patto di aver definito la strategia PRIMA di investire.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypYUFsV2kwSFVrYlU

    Buon investimento a tutti!

  12. Alessandro ha detto:

    Salve a tutti, sono un utente mf da circa un mese. Ho scelto la gestione patrimoniale e investito in tre diversi portafogli (p4, p3 e p2) con capitale via via crescente. Al momento in p4 sono + 2,5% circa (25 giorni circa), in p3 + 0,5% (tempo investimento 15 giorni), in p2 + 0,25% (tempo di investimento 10 giorni circa). Mi ritengo attualmente soddisfatto. Seguo il vostro blog con interesse! Complimenti

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Mi rendo conto di suonare spesso come una maestrina noiosa ma volevo commentare brevemente il post di Alessandro a beneficio di tutti gli “indecisi” che passano qui dal blog di Lorenzo per capire “se fare il passo o meno.”

      Il punto infatti non è capire se investire con Moneyfarm o meno, il punto è capire se siete pronti/preparati a investire o meno.

      Moneyfarm non può controllare il mercato, bensì è uno dei tanti mezzi con il quale è possibile accedere ai mercati finanziari.

      Prima di investire devo essere sicuro di avere ben chiari i concetti sottostanti alla logica di “investimento nei mercati finanziari”, altrimenti tutti gli incontri che farete con il vostro consulente finanziario DOPO avere investito vi suoneranno come giustificazioni/scuse che vi creeranno sempre più dubbi e frustrazioni. E tornerete qui sul blog a sfogarvi/chiedere se a voi hanno detto le stesse cose senza ben capire cosa sta succedendo ai vostri soldi che hanno sempre il segno meno davanti 😉

      Alessandro ha investito circa un mese fa (ipotizziamo fine gennaio 2017)

      Nel link trovate un grafico che rappresenta l’andamento negli ultimi due anni del DJ Eurostoxx 50, ovvero la sintesi delle principali Borse europee. La riga rossa che ho disegnato è tracciata in corrispondenza del 31-01-2017, ovvero circa un mese fa quando Alessandro ha approssimativamente investito.

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypd2JMUXRkQkVyMHc

      E’ chiaro a tutti che se avessi investito in corrispondenza della riga rossa (ovvero fine gennaio 2017), mi sarei trovato all’inizio di una “fase di salita del mercato” ed oggi mi troverei già in guadagno. E’ chiaro che mi dichiarerei soddisfatto del mio consulente: dopo 20 giorni “già guadagno!!”

      Provate a chiedere a tutte le persone che hanno investito tra inizio febbraio 2015 e fine dicembre 2015 (ovvero la parte di sinistra del grafico). Probabilmente vi parlerebbero male di Moneyfarm (in realtà stanno “insultando” i mercati finanziari, non Moneyfarm) perchè non stanno guadagnando o addirittura stanno perdendo. Ma guadagnare o perdere (soprattutto nel breve periodo) non dipende dal consulente ma dipende appunto dai mercati finanziari.

      Mi rivolgo quindi a tutte le persone che non sanno se “fare il passo o meno”: se chiedete un’opinione a chi ha investito qualche mese fa vi dirà peste e corna.

      Se chiedete a chi ha appena investito, vi dirà che si trova bene.

      La chiave per affrontare questo universo invece è un’altra: bisogna comprendere come funziona il mercato e come questo restituisce nel tempo i rendimenti agli investitori. Approfondite quindi l’argomento e/o fatevi aiutare in questo percorso da un consulente finanziario PRIMA di investire.

      Se invece conoscete già come funzionano i mercati finanziari, allora cancellate quello che avete appena letto 😉

  13. Filippo ha detto:

    Grazie Lorenzo di questo blog su Moneyfarm che trovo molto interessante perché gestito in maniera “umana” senza tanti tecnicismi. Anche io sono interessato a trovare un modo per investire e mi piacerebbe provare con una piccola cifra per poi farla crescere.
    In tutta sincerità, consiglieresti il loro servizio al tuo miglior amico?
    Ciao da Filippo

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Filippo,
      grazie per il tuo messaggio e per la domanda alla quale è veramente difficile dare una risposta.
      In realtà, al mio migliore amico, consiglierei di valutare la propria propensione al rischio ed in ogni caso di effettuare un’entrata “soft” per capire come funziona il servizio per poi incrementarla col tempo, esattamente come hai descritto le tue intenzioni in merito…

  14. luca ha detto:

    Buona sera,
    Ero intenzionato ha provare ad investire qualche piccolo risparmio in moneyfarm,
    ho effettuato la registrazione con l’inserimento di tutti i dati richiesti compresi documenti di riconoscimento, ma sono passate oltre 3 settimane e l’account risulta ancora in attivazione.
    Queste persone non si sono fatte sentire e devo dire che questo non mi rassicura per niente, se devo affidare dei soldi e queste sono le tempistiche, be’ spero di trovare di meglio, visto anche i risultati inizio a pensare che posso investire da altre parti.

  15. Francesco ha detto:

    Ciao a tutti e grazie del post e di tutti i commenti. Io mi sono appena iscritto a moneyfarm ma non ho alcuna intenzione di iniziare a investire né poco né tanto prima di riuscire a “capirci” qualcosa.

    Per cui, forse andando fuori traccia, avete della bibliografia o dei corsi da consigliarmi per iniziare ad avere un’infarinatura di borsa, mercati, azioni etc?

    Grazie

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Francesco,

      ti indico i due libri che più negli anni mi hanno aperto la mente nei confronti della finanza:

      -Perchè gestiamo male i nostri risparmi – Paolo Legrenzi
      -L’uomo più ricco di Babilonia – George Clason

      (Basterebbe che alle scuole medie i ragazzi leggessero questi due libri e gran parte dell’analfabetismo finanziario italiano sarebbe spazzato via impedendo l’accumulo di denaro “sotto il materasso” o nel mattone “perchè le case si rivalutano”.

      Oltre che evitare il ripetersi purtroppo sistematico dei casi Cirio, Parmalat, MPS, Vicenza, Etruria, Veneto Banca, Cariferrara, Banca Marche ecc ecc)

      Oltre a questi due libri ed alla lettura costante del Plus-Il Sole 24 ore in edicola tutti i sabati e della lettura quotidiana de Finanza e mercati-Il sole 24ore in edicola tutti i giorni tranne la domenica, il mio consiglio è rivolgerti ad una Banca rete (ti cito le più importanti e serie: Fineco, Fideuram, Allianz Bank, Generali) in modo tale che nel corso degli anni un consulente finanziario ti affianchi, ti formi e ti segua nella costruzione e gestione del patrimonio tuo e della tua famiglia.

  16. Massimo ha detto:

    Buongiorno,
    anche io ho appena iniziato un percorso (iscrizione) in moneyfarm. Sono un neofita e pertanto il blog mi ha chiarito molti punti grigi e aperto seri dubbi circa la gestione dei miei denari in un conto estero.
    Un’osservazione di dettaglio: ho letto che nella gestione del portafoglio MF ha suggerito gli acquisti di 2 ETF (nel settore che era anche di mio interesse) e pertanto sono andato a guardarmeli, IE00B66F4759 e IE00BCRY6003; rimango un po’ perplesso nel vedere la performance di questi 2 ETF rispetto al benchmark (definitivamente negativa), il loro costo (0,50 e 0,45) mi sembra esoso rispetto ad un settore, quello dei corporate bond, che oggi offre dei rendimenti netti a 5/7 anni veramente esigui, a meno di acquistare carta straccia.
    In fine, complimenti per questo interessante blog.

    • ALDO ha detto:

      Ciao Massimo.
      Beh, insomma, rendimenti esigui non mi pare…: il IE00B66F4759 ha reso il 7.5% nell’ultimo anno e il 30% sui 5 anni, e il IE00BCRY6003 addirittura il 15% nell’ultimo anno e sui 3 anni (da quando è uscito) poco meno del 40%.
      Dalle mie parti dicono “inscì veghen” 🙂

  17. Alessandro ha detto:

    Buongiorno,
    Stavo valutando anche io la possibilità di affidarmi a MoneyFarm, ma al di là delle considerazioni sull’affidabilità, ho provato a fare una simulazione con un portafoglio ipotetico di 5000 euro e un profilo di rischio basso (il secondo dei 6) e obbiettivo a 5 anni con circa un 10% di azionario. Il sistema mi dà un rendimento ipotizzabile a un anno del 1.59%, ovvero circa 79.50 euro; ma se devo considerare il costo del servizio per lo 0.7%, ovvero 35 euro, più i bolli (circa 35 euro), nella loro ipotesi, se va bene, sono in pari. E il prossimo anno, essendo comunque il loro costo una percentuale, sono di nuovo da capo. A questo punto mi sembra più conveniente acquistare un BTP a 5 anni, eviterei così la parte di rischio legata all’azionario. Dove sbaglio?

    • Giorgio ha detto:

      Ciao Alessandro ti faccio un breve esempio , ammettiamo che esista una società tipo Moneyfarm composta da una sola persona , ipotizziamo che questa persona voglia portarsi a casa un modesto stipendio di 2,5K al mese (niente di che) ,quindi un 30K all ‘anno che al lordo visto che siamo in Italia viene circa un 60k all ‘anno. Ora questa Società persona deve anche sostenere dei costi per attirare clienti (un sito Web ? ) e una piattaforma di trading per operare e altri costi fissi , diciamo che servono altri 10K per un totale di 70K all ‘anno . Quindi solo di costi fissi abbiamo un 70K che devono essere comunque pagati dai clienti della piattaforma. Ipotizziamo un 100 clienti quindi ognuno di questi deve pagare mediamente con il proprio investimento almeno 700 euro al gestore , quindi a fronte di un investimento medio di 10k per cliente investimento diventa subito di 9,3k quindi sei già a un bel – 0,7% al pronti e via. Questo è solo un banalissimo e super semplificato esempio (se dobbiamo inserire tutte le variabili diventa un po’ più complicato, mancano anche tutta un altra serie di costi variabili e fissi ) ma tutto questo serve per dire che semplicemente che chiunque operi sui mercati finanziari è un “industria” e quindi prima di tutto devo coprire i costi e realizzare un guadagno (piccolo o grande che sia) , i clienti servono principalmente a questo ricordatelo ,non stiamo parlando di onlus ma di società che devono generare profitti ,il mercato finanziario e soltanto il loro campo di operativo .

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Alessandro,

      Ci sono diversi errori concettuali che rilevo dal tuo scritto:

      1) SCEGLIERE IL BTP: 5.000 euro è un importo esiguo la cui totale o parziale perdita non compremetterebbe la tua stabilità economica. Tuttavia comprando un BTP andresti a concentrare il rischio del tuo investimento su un solo emittente: lo Stato italiano, uno dei soggetti più indebitati al mondo. Se lo Stato Italiano dovesse attivare le CACS https://www.linkedin.com/pulse/cacs-le-5-cose-che-forse-non-sai-sulle-clausole-di-azione-paolo sarebbe un guaio.

      2) SCEGLIERE IL BTP BIS: perchè proprio il BTP? 😀 esistono nel mondo un sacco di obbligazioni (sia di Stati che di società) che esprimono un rapporto rendimento/rischio molto più interessante rispetto al BTP italiano. Tu quindi presteresti i tuoi soldi ad una persona anziana, già strapiena di debiti che continuano ad aumentare mese dopo mese in cambio di pochi spicci e dulcis in fundo, nel contratto lasceresti facoltà scritta a questa persona di sospendere i pagamenti degli interessi, rimandare a proprio piacimento la data di rimborso del capitale? 😀 😀

      3) ORIZZONTE A 5 ANNI – BASSO RISCHIO. Non voglio entrare nel merito della tua scelta in questa “sede pubblica” ma in termini di rendimento optare per un profilo di rischio basso ed un orizzonte a (ben) 5 anni mi sembra un controsenso. Come dire: hai comprato una nave che ti consente di spingerti fino a 10km dalla costa per pescare ma non vai oltre i 500 metri dal porto. Qualcosa non quadra nella strategia 😀

      E’ un periodo dove i pesci sulla costa sono molto rari come mai era successo (tassi di breve bassissimi/addirittura negativi).

      Compro una nave appositamente per andare a pescare al largo dove ci sono i pesci e ed assumo un conoscitore della pesca (ho un orizzonte di 5 anni e mi affido ad un consulente finanziario)

      Mi mantengo a 500m dal porto 😀

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        mancava un pezzo: Mi mantengo a 500m dal porto.

        A questo punto chiedo al lupo di mare che conduce le operazioni una stima circa quanti pesci riusciremo a pescare. Lui ovviamente mi risponde che stante le condizioni sopra descritte… ne pescheremo quasi zero 😀

        • ALDO ha detto:

          Caro Luca, dopo Bersani tu sei sicuramente il più efficace inventore di metafore in circolazione 🙂
          Detto questo, qui abbiamo un armatore che nei suoi volantini propone la nave d’alto mare per crociere a 500 metri dal porto, ci sta che qualche turista prenda in considerazione queste proposte…

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Ahahah Ciao Aldo 😀

            Mi sono trovato quasi inconsapevolmente ad utilizzare le metafore perchè negli anni ho visto che sono molto efficaci nel far passare concetti astratti/finanziari 🙂

            Per quanto riguarda le crociere a 500 mt dal porto, non posso biasimare Moneyfarm: loro offrono un servizio STANDARDIZZATO in base al quale classificano 20.000 clienti in 5/6 “profili investitore”, creano 5/6 portafogli modello corrispondenti ed abbinano il cliente conservativo al portafoglio conservativo, quello dinamico al portafoglio dinamico ecc ecc…. punto. (Tutto in linea con MIFID.)

            E’ altrettanto chiaro che essendo un servizio necessariamente standardizzato, non possono fare un lavoro di fino “one-to-one” spiegando “concetti complessi”.

            La maggior parte della persone che incontro mi dice che non vuole rischiare.

            Ebbene, il termine RISCHIO è ciò che frega più del 90% degli italiani 🙂

            Io spiego loro che in finanza il RISCHIO è una variabile inevitabile, misurabile, gestibile e funzionale al raggiungimento del guadagno.

            Mentre “fuori dalla finanza” la parola RISCHIO assume tutto un altro significato, ovvero di pericolo reale, concreto.

            Una volta chiarito il concetto con esempi e metafore ( 😀 ), il cliente finalmente inizia a capire le regole del gioco ed il primo a dire:

            1)che stare a 500mt dal porto è inutile

            2)che allontanarsi dalla costa non è pericoloso come pensava lui

            Per educare il cliente mi sono andate 2 ore al primo incontro e forse altre 2 al secondo incontro (ed altre mi andranno in futuro). Ma adesso lui è pronto e possiamo andare a 4/5km dalla costa a pescare seriamente.

            Moneyfarm non riesce (per ovvi motivi) a fare questo lavoro minuzioso e quindi 0,70% a tutti, che abbiano effettivamente compreso il concetto di RISCHIO (in termini finanziari però!!!) o meno. Per questo lo consiglio quasi esclusivamente agli investitori esperti/navigati 😉

            Chiudo spendendo due parole sull’esperienza di Alessandro:

            “Ho provato a fare una simulazione con un portafoglio ipotetico di 5000 euro e un profilo di rischio basso (il secondo dei 6) e obbiettivo a 5 anni con circa un 10% di azionario. Il sistema mi dà un rendimento ipotizzabile a un anno del 1.59%”

            Queste simulazioni sono “straipotetiche”: se arriva un altro 2008 voglio proprio vedere cosa succede agli etf e voglio proprio vedere la faccia di Alessandro mentre dice: “ma come!?!? la simulazione parlava di 1,59 periodico all’anno!! e qua siamo a -5%!!!!”

            Prima di INVESTIRE bisogna capire di cosa si sta parlando: quelle simulazioni mi ricordano quelle che fanno i conti deposito. La mente finanziaria degli italiani è settata sui conti deposito e se voglio parlare con 20.000 persone al mese non ho tempo di spiegargli le cose. Faccio prima a parlare loro con il linguaggio… dei conti deposito 😉 Non prendete quelle simulazioni alla lettera!!

  18. Marco C ha detto:

    Ciao,
    complimenti a Lorenzo per la costanza a tenere aggiornato il blog.
    Alla fine ho sottoscritto Moneyfarm. Scelto con il supporto del consulente il portafoglio P4 con gestione patrimoniale, tassazione più semplice e operazioni gestite da Moneyfarm direttamente. Orizzonte temporale 3 anni.
    Al momento i tempi per l’apertura e la consulenza mi sono sembrati buoni.
    Vediamo come prosegue.

  19. Luca Zaffaroni ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    in questi giorni ho preparato ho lavorato su del materiale per cercare di spiegare ai miei clienti e potenziali tali le regole base di finanza ed economia.

    Ritengo infatti che senza la conoscenza di questo insieme di logiche economico/finanziarie (la cosiddetta EDUCAZIONE FINANZIARIA, disperatamente assente in Italia) sia impossibile gestire correttamente il proprio risparmio, figurarsi avvicinarsi al mondo degli investimenti. Questo perchè è soltanto attraverso la preventiva formazione dell’investitore che l’investimento esprime rendimenti 😉

    Ho pensato di metterlo a disposizione degli utenti del blog di Lorenzo, in maniera tale da permettervi di capire meglio “i meccanismi che muovono i grafici”.

    Mi rendo conto che il materiale senza la mia “spiegazione dal vivo/skype” può essere pesante da leggere. Ho cercato di condensare le informazioni e renderle facilmente fruibili ma l’argomento affrontato come si deve… è tosto: cliccate sul link soltanto se siete freschi / in forze 😀

    Alcunie nozioni come REDDITO o INFLAZIONE potranno sembrare ovvie/banalie ma nell’ottica della spiegazione complessiva mi servivano per far risaltare meglio alcuni concetti poco conosciuti come il rendimento reale.

    Vi metto a disposizione “il primo tempo” di questa presentazione che si concentra su delle “logiche base” e sul RISPARMIO. Nei prossimi giorni pubblicherò “il secondo tempo” che si concentrerà sulla parte più interessante, ovvero gli INVESTIMENTI/fondi/etf. Mi auguro che possiate trovare interessante ma soprattutto utile la lettura

    https://magic.piktochart.com/output/21763382-new-piktochart

  20. Luca Zaffaroni ha detto:

    So che molti di voi non stanno nella pelle in attesa di leggere la seconda parte di presentazione 😀 😀 😀

    Ho pensato di rendervi l’attesa più piacevole ( 😀 ) con due “considerazioni grafiche”

    La prima: perchè affidare le scelte di investimento ad un solo gestore? E’ vero, gli etf ecc ecc indipendente easy online

    Rimane il fatto che alla fine sti benedetti etf vanno mixati/comprati/venduti nel momento giusto, altrimenti indipendente, economico, facile… non serve a un bel niente 😀 (e le esperienze di molti utenti me lo confermano)

    Perchè quindi affidarsi ad un solo gestore quando è possibile DIVERSIFICARE FACILMENTE IL RISCHIO GESTORE (come utilizzare 4/5 moneyfarm diversi, con 4/5 teste diverse) e affidare il denaro a 3/4/5 società diverse, ognuna “specializzata” ad esempio a gestire il rischio, piuttosto che sceglierne una maggiore che espone a maggiore volatilità in cambio di un maggiore rendimento (flessibili di due diverse società americane)

    Come al solito tutti i grafici che vedrete espongono già i rendimenti al netto dei costi di gestione/consulenza.

    Ecco l’andamento di queste strategie da metà maggio 2015 ad oggi
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypSXJwR0E0YmJnZlE

    Seconda considerazione grafica: indici obbligazionari.

    Il settore obbligazionario è probabilmente chiamato ad affrontare una situazione complicata, ovvero l’inversione dell’andamento dei tassi. Sono infatti 35 anni che i tassi di interesse a livello mondiale scendono, sostenendo di conseguenza i prezzi delle obbligazioni. Oggi siamo probabilmente all’inizio della fase opposta, l’inizio di una lunga fase di rialzo che premerà negativamente sui prezzi delle obbligazioni.

    Un assaggio di questa situazione si è visto alla fine del 2016, con gli indici obbligazionari mondiali che hanno sofferto interessanti storni.

    Un (valido) gestore attivo può riuscire a mitigare/annullare questi effetti. Non è detto che ci riesca SEMPRE e non è detto che tutti i gestori obbligazionari riescano. Bisogna cercare di scegliere quelli giusti 😉 ( A cosa servirei io altrimenti? 🙂 )
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypMl90QWlmeUJDWHM

    Esistono poi delle strategie ben definite che consentono a chi le persegue di ottenere ritorni particolarmente interessanti rispetto all’indice di riferimento.
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypbkYyY3k0TUlSWXc

    Come sempre non esistono ricette miracolose ed in questo mondo “pasti gratis” o “rendimenti garantiti” non esistono. Si può cercare di utilizzare una strategia che sappia ben orchestrare l’insieme degli strumenti a disposizione, come ad esempio quelli appena visti nei grafici. (A cosa servirei io altrimenti? BIS)

  21. SALVATORE ha detto:

    Ciao Luca ,
    siccome tu suggerisci di effettuare una diversificazione anche dei gestori , quindi mettere a disposizione il nostro denato a più gestori indipendenti , ti faccio una domanda in italia questo servizio offerto da Moneyfarm chi altro lo offre ?
    Se hai dei suggerimenti di altri gestori perchè non ci fai un elenco ?
    Forse mi sbaglio in quanto il mio ambioto di competenza è limitato , ma io non ho trovato nessun gestore equivalente ed accessibile anche ai piccoli risparmiatori .
    Sono interessato ai tuoi suggerimenti .
    Grazie

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Salvatore,

      in Italia questo servizio esiste ma mi rendo conto che come numeri è marginale rispetto alla totalità del mercato.

      Come abbiamo visto nei grafici, ci sono molti asset manager validi (soprattutto internazionali 😉 ) sul mercato della gestione attiva che distribuiscono i propri prodotti in Italia. Pensa, soltanto della categoria “flessibili globali moderati” si contano quasi 400 risultati!

      Le banche retail (per intenderci: quelle “classiche” con le filiali in strada) e le poste sono invece completamente chiuse al mercato e collocano esclusivamente prodotti dell’asset management di casa, in pieno conflitto di interesse, con personale mediamente molto impreparato o comunque dedito alla VENDITA/COLLOCAMENTO di prodotti finanziari imposti dalla direzione con obiettivi commerciali da raggiungere. Da evitare assolutamente.

      Le “banche di consulenza”, sono delle realtà sicuramente più valide sia per il contenuto della proposta che per la qualità della consulenza. Purtroppo non tutte queste società sono trasparenti, molte condizionano commercialmente l’operato dei propri consulenti.

      Vorrei evitare “nomi in pubblico” per deontologia professionale… posso dirti che io ho scelto la mia mandante con molta cura, forse troppa: ci ho messo due anni per scegliere 😀 😀 E non per caso ho scelto una realtà non italiana: il gruppo che controlla la mandante è tra i più solidi e profittevoli al mondo = azionista non affamato di utili = nessun bisogno di fare le marchette e quindi possibilità di lavorare al 100% con un “sistema di architettura aperta”. (A differenza di molti gruppi bancari italiani in crisi e che per esigenze/urgenze di bilancio chiedono di generare più utili possibili.)

      Scelta la società, serve un consulente preparato che sappia il fatto suo. Di consulenti preparati che ti possono guidare negli investimenti ce ne sono molti, ma mi rendo conto che bisogna “sbattersi” per trovarli

      Per capire se banca/consulente sono seri/preparati:

      1) chiedi sempre di motivarti/argomentarti la proposta di investimento: perchè proprio questo fondo? (è proprio quello giusto per me o è quello che ti hanno chiesto di vendere?).

      2) Chiedi sempre di spiegarti la strategia di investimento che ha in mente (ti seguirà per i prossimi anni, deve avere una strategia ben delineata: se il mercato si muove in un modo faremo così, se invece si muove in un altro faremo diversamente)

      3)Attenzione agli strumenti che contengono lo stesso nome della banca che li vende: spesso si nasconde un conflitto di interesse.

      Moneyfarm è sicuramente una scelta che garantisce indipendenza e serietà. Un consulente finanziario appassionato e di una società seria possono offrirti la stessa indipendenza ma con diversi valori aggiunti come scrivevo nei commenti precedenti. Hai ragione, bisogna riuscire a trovarlo 😉

  22. SALVATORE ha detto:

    Salve ,
    ho letto presso questo link :
    http://financialounge.repubblica.it/azienda/financialounge/news/etf-che-passione/
    un articolo sugli etf un po preoccupante volevo un vostro parere in merito .
    Grazie

  23. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Salvatore,

    l’ETF è di fatto uno strumento derivato. Tale termine (derivato) è spesso visto dall’uomo comune con accezione estremamente negativa, in realtà come al solito la realtà è un po’ più “profonda”.

    L’ETF è un derivato, quindi il suo valore DERIVA dal valore di qualcosa d’altro. Non c’è nulla di particolarmente pericoloso in questo.

    Il valore di un ETF sull’oro deriva dalla quotazione del metallo giallo

    Il valore di un ETF sulle obbligazioni governative europee deriva dai prezzi delle obbligazioni emesse da Italia, Francia, Spagna, Germania ecc ecc

    E così via.

    Ci sono degli ETF ai quali l’articolo fa riferimento (e che Moneyfarm non utilizza per sua politica) che consentono di raddoppiare/triplicare ecc l’andamento di un indice, i cosiddetti ETF A LEVA.

    Quindi se compro un ETF a leva 5 sulla Borsa di Milano e quel giorno il FTSE MIB realizza un +1%, il mio ETF guadagnerà indicativamente il 5%. Ovviamente l’effetto moltiplicatore si applica anche nel caso di segno MENO.

    Alcuni ETF invece consentono di andare contro un mercato: in gergo si dice che “shortano” il mercato. Quindi se compro un ETF short sulla Borsa di Milano e questa chiude la giornata a -2%, il mio ETF short guadagnerà circa il +2%. Ovviamente se l’indice chiude con un +2%, il mio ETF short purtroppo perderà circa il 2%

    L’articolo ha ragione sul fatto che utilizzare questi strumenti in maniera impropria potrebbe causare grosse perdite nel giro di pochi giorni.

    Ma gli ETF a leva e gli ETF short sono generalmente utilizzati prevalentemente da chi fa attività di TRADING, non da chi INVESTE.

    Infatti come ti scrivevo poco fa, Moneyfarm segnala in varie note che non utilizza nè ETF short nè ETF a leva, dal momento che il suo lavoro è GESTIRE I PATRIMONI / INVESTIRE, e non fare trading. Quindi per quanto riguarda questo tipo di sorprese, con Moneyfarm si può stare tranquilli.

    Il problema congenito e più profondo dell’ETF è semmai il fatto che questi replicano passivamente l’andamento di un paniere di titoli/obbligazioni/valute/materie prime. Quindi nel momento in cui i prezzi di un dato mercato dovessero scendere rapidamente in seguito a particolari shock del sistema finanziario (penso al 2008 ed al 2011 per esempio) non ci sarebbe altro da fare che assistere al calo delle valutazioni/prezzi, replicati dagli ETF.

    L’unica “speranza” è che chi segue per conto mio i miei ETF (nella fattispecie Moneyfarm) riesca rapidamente a spostare il denaro contenuto nei suoi portafogli su degli ETF che replicano l’andamento di mercati immuni alla crisi in atto (penso a beni rifugio come l’oro od i bund tedeschi).

    Quindi ti posso dire di stare tranquillo a riguardo, non c’è da preoccuparsi dell’articolo, che personalmente trovo un po’ “sui generis”.

    Bisogna però secondo me essere coscienti che viaggiare sull’auto degli ETF significa in genere viaggiare con pochi “ammortizzatori”: le eventuali “buche” le senti tutte 😉

    C’è poi infine un problema più molto più ampio e profondo relativo all’utilizzo di ETF.

    Prendo un esempio a caso: un ETF sulle aziende europee.

    L’ETF per sua natura non cerca di selezionare le aziende migliori, ma investe denaro in TUTTE le aziende. A lungo andare l’intero mercato di riferimento verrebbe distorto perchè il denaro non verrebbe investito “meritocraticamente” ma “cadrebbe a pioggia” anche in aziende non competitive che quel denaro lo bruciano.

    A lungo andare questa situazione penalizzerà i possessori di ETF (strumenti che ricordiamolo, si sono appena affacciati al mercato. Questo effetto magari salta fuori tra 4/5 anni) poichè ad un certo punto cominciano a “saltar fuori aziende zombie”, tenute in vita artificialmente da denaro che un mercato razionale non avrebbe diversamente destinato.

    Altra conseguenza dell’investimento “non meritocratico” è che le aziende con idee innovative che possono crescere solo con l’afflusso di “capitali freschi” verrebbero penalizzate e molte rischierebbero di non sopravvivere alla “fase di lancio”. Se fossero esistiti gli ETF 30 anni fa magari Apple oggi non esisterebbe 😉

    (Quest’ultima considerazione non tange più di tanto l’investitore)

  24. Willy ha detto:

    Ho appena scoperto questo interessante blog cercando in Google “MoneyFarm opinioni”. Rispondendo a Salvatore riguardo alla diversificazione dei gestori, personalmente dopo essere stato profondamente deluso da Fineco, mi sono affidato al “Investment Club”, gestito con grande professionalità da Giacomo Saver autore anche del libro “Entro io e il mercato scende” disponibile in Amazon anche come e-book a 9 € che ritengo un testo fondamentale di alfabetizzazione finanziaria. Il club è a numero chiuso, ma ha appena riaperto accettando nuovi soci. Si paga una quota fissa di 850 €/anno (con regolare fattura con IVA, deducibile per chi ha una partita IVA) e conviene solo a chi può investire almeno 100K. In pratica a chi investe 200K la consulenza costa molto meno che con MoneyFarm. Vedo dalle informazioni di Lorenzo che il portafoglio basato su ETF è simile a quello di MoneyFarm. Non serve una banca depositaria, ognuno tiene il suo dossier titoli nella banca che preferisce e compra o vende gli ETF in base agli Alert di acquisto o vendita che riceve.

  25. Andrea ha detto:

    Oggi a livello di diversificazione mi è stato consigliato questo prodotto https://www.generali.it/media/show/247810 , dove il capitale verrebbe diviso in 70% fondo GESAV (rivalutato al 3,5%) e 30% multiglobal (segue le oscillazioni del mercato).
    Praticamente la gestione GESAV in 10 anni rivaluta il capitale investito calmierando eventuali oscillazioni negative della componente più volatile (30% capitale). Secondo voi è uno strumento valido alternativo a ETF o conti deposito classici?

  26. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Andrea,

    Quelli che hai citato sono 3 strumenti finanziari molto diversi tra di loro sia per logiche di funzionamento/necessità che soddisfano/orizzonti temporali.

    Partiamo dall’orizzonte temporale, che è il più facile/oggettivo da valutare.

    Valore futuro è uno strumento assicurativo “rigido” e che è strutturato per funzionare quasi esclusivamente sul lungo periodo (almeno 10 anni).

    Il fondo comune o ETF (a seconda del contenuto) è uno strumento molto più flessibile poichè ha un orizzonte consigliato che può andare diciamo dai 2 anni ai 10/15 anni, a seconda del tipo di etf/fondo che compri.

    Il conto deposito ha un orizzonte che generalmente và dai 3 ai 24 mesi, è lo strumento che dovresti utilizzare per parcheggiare i tuoi soldi in attesa di capire come investirli.

    Posso dirti che le Gestioni separate oggigiorno sono abbastanza inefficienti, poichè all’interno vi sono prevalentemente titoli di stato che al giorno d’oggi hanno rendimenti molto bassi a fronte di rischi default non trascurabili.

    Per poter “cavar fuori” qualcosa dai titoli di stato bisogna necessariamente assumere una posizione molto lunga (ad esempio 10 anni) esponendosi però così per 10 anni al rischio che qualche Paese non onori il proprio impegno. In una Gestione Separata, questo rischio lo sopporta Generali al posto tuo, ma non lo fa gratis 🙂

    Usando una metafora ( 😀 ) è come se volessi comprare un motore poco potente per risparmiare denaro. A quel punto lo modifichi cercando di “tirarlo per il collo” ma così rischi di bruciarlo. Allora a quel punto spendi soldi per assicurarti, in maniera tale da proteggerti da una simile eventualità.

    Hai risparmiato per davvero o hai solo fatto un pasticcio concettuale in partenza?

    Tornando al prodotto, il restante 30% è invece investito nei mercati finanziari, alla stessa stregua di un fondo comune o ETF, solo che sosterrai qualche costo di gestione in più per la cosiddetta “componente assicurativa” intrinseca nel prodotto.

    In conclusione: gli assicuratori hanno campato decenni sulle polizze a Gestione Separata, spesso senza neanche sapere come funzionavano (visto personalmente e più volte).
    Ma d’altronde la Gestione separata era un’auto che andava col pilota automatico, questo grazie ai BTP particolarmente generosi che per 30 anni hanno garantito il tanto agognato RENDIMENTO GARANTITO AL 2% al cliente, mentre tutto il resto del grasso guadagno se lo cuccavano le assicurazioni.

    Ora che la festa BTP è finita, le Gestioni separate non hanno più senso di esistere: in epoca di tassi BTP negativi come fai a garantire un minimo al cliente e a trattenerti delle commissioni?

    Nascono quindi questi prodotti ibridi poichè, stante quello spiegato poco sopra, succederà che:

    1) il 70% investito nella gestione separata è molto facile che in 10 anni (tolte le commissioni) renda ZERO.
    2) il 30% investito sul mercato finanziario invece, in 10 anni qualcosa riuscirà a produrre. Magari in 10 anni si porta a casa il nostro amato 2% (all’anno e calcolato sul totale dell’investimento 😉 )

    La domanda che sorge spontanea è: ma quindi quel 70% nella gestione separata a cosa serve?????

    Ricordatevi che mediamente gli italiani non vogliono CAPIRE, vogliono solo SENTIRE una parola:

    GARANTITO, punto.

    Altrimenti non comprano 😉

    Fai pure le tue considerazioni 😀

  27. Fausto49 ha detto:

    Voglio fare una considerazione sulla sicurezza degli investimenti in Moneyfarm. Ad esempio la mia banca rilascia un Rendiconto Titoli dove sono elencati tutti i titoli in Deposito. La banca depositaria inglese o Moneyfarm non rilasciano un documento simile? Oppure vedo soltanto quel Dettagli Portafoglio che compare sul sito Moneyfarm?
    Scusate la mia diffidenza, è una garanzia sufficiente? Ma quel Dettagli Portafoglio potrebbe essere anche solo virtuale, se ne sono sentite diverse in questo senso, se Moneyfarm spegne la luce? A cosa mi appiglio per reclamare il mio investimento?

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Fausto,

      provo a risponderti usando il buonsenso, perchè questi aspetti tecnico/legali non sono la mia specialità.

      Moneyfarm ti compra degli ETF quotati sul mercato e te li custodisce/amministra in regime di separazione dal patrimonio della società.

      Moneyfarm è una SIM (società intermediazione mobiliare) autorizzata ad operare dalla CONSOB ed è partecipata con 10 milioni di euro da uno dei principali gruppi finanziari del pianeta. Sulla garanzia di onestà/sicurezza in tal senso non credo possa esserci alcun tipo di dubbio.

      Penso sia impossibile “che spenga la luce” e credo che questa domanda possa valere per qualsiasi istituto/banca in ogni parte del mondo: domani mattina arrivo alla mia filiale e non c’è più l’insegna BANCA X ma PANETTERIA.

      Ma prova a pensare a Etruria, Vicenza, MPS, Veneto Banca e compagnia criminale: dopo tutto quello di criminale che è successo ed i milioni di soldi persi le filiali sono ancora lì, FISICAMENTE.!!

      La filiale è lì ma i tuoi soldi non esistono più/hai in mano i rendiconti cartacei che indicano che possiedi 100 azioni/obbligazioni… ma quei titoli valgono ZERO.

      Dobbiamo imparare a slegarci dal concetto di “la filiale è lì FISICA/io ho in mano un rendiconto cartaceo FISICO.”

      “FISICO/CARTACEO” NON SIGNIFICA “SICURO / AFFIDABILE / SERIO”

      Quindi io mi concentrerei sul SENSO della cosa che sto facendo, non se sia FISICO/CARTACEO o meno 😀

      Ad esempio, senti questa: metà degli ETF venduti in Italia sono sintetici e sono quindi esposti per il 10% al rischio controparte della banca che li emette 😉 (che tu abbia il rendiconto su schermo, foglio o tavoletta sumera 😀 ) https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypTE9SbjRrejU0cEU

      E ancora, gli ETF sono strumenti recenti e che non hanno mai affrontato seriamente un 2008 o altri shock di liquidità o di mercato pesanti 🙂 I singoli investitori o i fondi hanno “in pancia” obbligazioni ed azioni di aziende… gli etf replicano sinteticamente dei prezzi… cosa succederà al prossimo shock di mercato? Io a febbraio 2016 ho visto la differenza tra i portafogli fatti con fondi validi e portafogli fatti con etf: i secondi è meglio se si dotano di uno stomaco forte 😉

  28. Antoine ha detto:

    Ciao ragazzi, torno a scrivere dopo un pò. Ma non pensiate che mi sono assentato perchè improvvisamente tutto è cominciato ad andare bene. Magari…
    Vi dico solo che negli ultimi due giorni ho riperso circa l’1%, e sono di nuovo sotto nel Portafoglio, dopo che il 9 giugno saranno due anni dalla mia entrata in Moneyfarm.
    Praticamente ormai l’obbiettivo visto l’orizzonte temporale, che per me è 3 anni, è quello “perlomeno” di andare pari. A questo punto non credo ci sia altra logica aspettativa.
    Sono davvero delusissimo da Moneyfarm, dalla loro promesse e da quello che mi aspettavo di conseguenza. L’ho detto diverse volte in precedenza, lo ribadisco con più forza oggi.
    E nonostante sti ribilanciamwenti, fatti col contagocce, ogni volta non si risolve niente.
    Gli hodetto più volte di provare a fare uno switch, innalzando ciè il profilo di rischio quindi con più componente azionaria, ma loro dcono che è meglio di no.
    Praticamente per loro va bene che la stuazine sia questa, cioè quella di un cliente che perlomeno non ci rimette. Ma ad oggi come detto sono addirittura sotto.
    Probabilmente se possibile chiuderò anche prima dei 3 anni a questo punto.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Antoine,

      purtroppo sei “saltato in pieno” sui 3 principali difetti di Moneyfarm:

      1) COMUNICAZIONE GROSSOLANA.
      -Pubblicità necessariamente “di massa”, dove viene pubblicizzato il rendimento attraverso banner mitragliati in giro per internet.
      -A seguire, il cono in base al quali imposti tolleranza al rischio ed orizzonte temporale e vedi il potenziale rendimento. Se, magari!!!! Troppo semplicistico e MOLTO fuorviante per il cliente.

      2)PORTAFOGLI STANDARD
      6 profili clienti – 6 macro portafogli: abbiniamo il cliente rischio 1 al portafoglio rischio 1 e così via. Una gestione così standardizzata e di conseguenza rigida, lavora poi con “switch di massa” sui 6 macro portafogli: mica fanno degli switch singoli sul tuo singolo portafoglio 😉 sei dentro nella massa.

      Questa logica gestionale si rivela un grosso limite nella gestione del “timing di ingresso nel mercato”, vera ENORME variabile che impatta pesantemente sui ritorni di un investimento, tantopiù se di breve durata.

      3)CONCENTRAZIONE DEL RISCHIO GESTORE.
      Il risultato finale del tuo investimento non dipende strettamente:

      -dall’indipendenza del gestore
      -dai costi di gestione

      Il risultato finale del tuo investimento dipende strettamente dalle SCELTE DEL GESTORE. Dipende da quali settori compra ed in quale momento lo fa. Comprare azioni euro 6 mesi prima o 6 mesi dopo significa fare 0% o +20%.

      E se il gestore indipendente (da cosa poi? :D) ed economico (economico? 😉 ) poi alla fine……. SBAGLIA?

      Tu hai avuto la piena dimostrazione dei punti sopra elencati.

      Siccome:

      1) nessun gestore è infallibile
      2) prevedere l’andamento dei mercati è impossibile

      Un bravo consulente finanziario cerca di DIVERSIFICARE IL RISCHIO GESTORE affidando il denaro dei propri clienti a DIVERSI GESTORI con track record positivo PLURIENNALE, monitorando se possibile l’operato dei gestori.

      Ecco da circa il 9 giugno 2015 ad oggi il risultato dei principali gestori flessibili a cui affido il denaro dei miei clienti.

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVVFSeGZzZEdLR3c

      Sul mercato dei Flessibili Eur Globali (ovvero quello che più o meno fa Moneyfarm) ce ne sono 550 (!!!) e pensa che ce ne sono alcuni che hanno fatto meglio di questi ma preferisco “i miei” dal momento che sono più costanti negli anni, considerando che hanno uno storico anche PLURIDECENNALE.

      “Indipendente nella scelta di questi strumenti” non deve essere il gestore, ma il consulente finanziario a cui ti affidi: se entri in una “classica banca italiana” e chiedi uno di questi prodotti, ti guardano come un alieno.

      E’ come se entrando all’Esselunga tu chiedessi al commesso in quale corsia trovi i biscotti del Mulino Bianco: “Mulinocosa? guardi, se mi parla di biscotti noi abbiamo i Biscotti a marchioesselunga e basta… sono ottimi, mi creda!!!” Tristezza, desolazione, incompetenza e conflitto di interesse: evita le “banche classiche” come la peste.

      Sui 550 strumenti disponibili nel segmento “Flessibili eur globali”, guarda cosa fa il team “con le palle” che gestisce uno dei 4 flessibili del grafico (il più difensivo dei 4)

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVXA0anFnQ3hnZTg

      E guarda che risultati porta al cliente in un momento di paura come è stato Brexit https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypdzdPbDZrWk9lb0E

      Il discorso è poi molto più complesso: investire non significa comprare un prodotto.
      Investire è un processo che va affrontato con consapevolezza e con un piano studiato, spiegato e condiviso PRIMA DI INVESTIRE. Se si spiega DOPO, tutto suona come una giustificazione e si entra in una spirale di sfiducia e sconforto.

      Se non siete preparati, non affidatevi ad un banner e ad un “cono dei rendimenti” da 1 a 6 😀

      Cercate un consulente finanziario serio, il mercato ne è pieno. Per capire chi è bravo e indipendente e chi no, è sufficiente:

      1) chiedergli sempre il perchè delle sue scelte.
      2) verificare che nelle proposte che vi porta non ci sia troppo spesso il nome della sua mandante

  29. marco ha detto:

    Ciao
    ho trovato molto utile questa pagina, e mi sono fatto un’idea di moneyfarm e ci voglio provare a investire con loro una piccola somma.
    Vediamo come andranno le cose.
    Grazie .

  30. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    volevo segnalare lo speciale “Finanza comportamentale” di Morningstar, credo possa essere interessante per tutti.

    Ho riassunto i 6 link in una diapositiva https://docs.google.com/presentation/d/1n81uTvMhMm7DTq4p-GrNslo_ZInrjeybK2X32i2bWSw/pub?start=true&loop=false&delayms=3000&slide=id.p

  31. Stefano ha detto:

    Buongiorno a tutti. Complimenti per l’ottimo blog di Lorenzo, molto utile, e per i preziosi consigli di Luca Zaffaroni…vedo con piacere che ha linkato delle pagine di Morningstar, sito che cerco di seguire anche io, per quanto sia solo un neofita, oltre ad informarmi tramite il Plus 24 del Sole 24 Ore del sabato.
    Da qualche tempo mi sto interessando anche io all’idea di aprire un portafoglio in ETF, strumenti che sono stati ripetutamente elogiati sia da Plus 24 che da Morningstar per i loro bassi costi e per le performance spesso assimilabili a quelle dei fondi appartenenti alla stessa categoria; detto questo, non sarei però ancora in grado di costruire un portafoglio sufficientemente bilanciato, in quanto conosco ancora troppo poco le varie categorie di ETF, nonchè gli indici che questi inseguono (e di indici sembra essercene davvero tanti, e spesso poco omogenei tra di loro).
    Attualmente la mia famiglia ha affidato la propria gestione patrimoniale ad un consulente di nota banca del settore, ed il portafoglio è costituito da azioni, obbligazioni, fondi e qualche ETF (“concesso” dopo insistenti richieste di mio padre); purtroppo, la mia conoscenza finanziaria attuale non è sufficiente per capire se il portafoglio sia ben bilanciato, e soprattutto valutare il costo dei prodotti finanziari in esso presenti (fondi come al solito confezionati dalla Sicav legata alla banca stessa).
    Riguardo al paragone tra fondi ed ETF, ottimamente argomentato da Luca Zaffaroni, mi piacerebbe capire meglio come possa essere significativamente fatto…proprio qualche tempo fa, in seguito alla lettura di un articolo di Morningstar su un paio di ETF del settore Acqua, mi è sovvenuto di un fondo dello stesso settore presente nel portafoglio di famiglia, e tramite Morningstar stesso ho eseguito un confronto tra le performance di fondo ed ETF, su diversi intervalli di tempo; apparentemente gli ETF sembrano performare meglio su quasi tutti i lassi di tempo, e considerandone i costi nettamente più bassi, sembrerebbero senza dubbio da preferire al fondo…ma forse non sto, per ignoranza, considerando altri fattori, che potrebbero ribilanciare questo genere di confronto.
    Per praticità, ho caricato su Drive i grafici dei confronti in oggetto, sui lassi tempo di 1 anno, 3 anni, 5 anni e 10 anni, ai seguenti link:
    https://drive.google.com/file/d/1g8P4xzGrAy6yFqAwL0QSg_33NGH9rPg-yTfZOjpfhEsOeKjx9yjGiTSzpc-gonMzSovXcc2SmKT4jYBx/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1gNWhJ5yhmTvcuUUdmwsg38CKic4SLVy1Q0hBc1iKPUcC0HsyZExHrDmcLqx-OKjmWBuYbkWUdC97J8_l/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1gRd9Q7kRWq9Q4htRJbuWi-th-ngJdAfuV9HhMyEPOimVtwGU3UNmOEGej3QzCw5E6IdQ4Aj4vBWxUtCk/view?usp=sharing
    https://drive.google.com/file/d/1cD22VgtPSLbF_Qk2lgV0K0eAM7JHoeh8CJNOGFDVQEXx3VyhEEfhYP97co-2v2T1GOuTikE8Div_jFLX/view?usp=sharing
    Il fondo è “Pictet Water”, acquistato dal nostro consulente a metà del 2015… gli altri due sono ETF della stessa categoria, che da quanto ho capito mirano a inseguire lo stesso indice di riferimento del fondo (per cui il paragone dovrebbe essere abbastanza coerente).
    Ultima notazione: da circa un anno mio padre ha aperto anche un dossier “Yellow Advice” presso ChaBanca…dovrebbe trattarsi di un sistema di “robot advisor” paragonabile a quello di MoneyFarm, con la differenza che investe solo su Fondi e non su ETF; se qualcuno lo conosce, mi piacerebbe sapere un vostro giudizio anche in ordine a quello.
    Grazie a tutti.
    Saluti.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Stefano,

      ti ringrazio per i complimenti, fa sempre molto piacere sapere che i miei commenti sono apprezzati 😀

      Provo a rispondere al tuo quesito in base alla mia esperienza professionale ed in base a vari approfondimenti sul tema “fondi attivi vs etf”.

      L’ETF è uno strumento che replica passivamente l’andamento del mercato di un determinato bene (obbligazioni europee, petrolio, aziende che operano nel campo Water, oro, obbligazioni high yield ecc ecc). Dato che nel risparmio gestito il TIMING di ingresso nel mercato impatta pesantemente sulle performance dell’investimento (quantomeno nel breve-medio periodo) se quel mercato “si schianta”, i tuoi soldi lo seguono passivamente “senza se e senza ma”.

      Anche un buon fondo attivo “a benchmark” (cioè un fondo che dichiara di seguire un determinato benchmark cercando di batterlo) risente dell’andamento negativo del suo mercato. Generalmente il gestore di un fondo attivo riesce però a mitigare la volatilità del mercato rispetto all’andamento “senza ammortizzatori” dell’ETF.

      E’ necessario precisare che ci sono segmenti del mercato finanziario dove la gestione attiva è molto efficace, come quello obbligazionario https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypczlFQ0toUUV3emM
      ed anche l’azionario europeo o i settori definiti “emergenti”

      E ci sono settori dove la gestione attiva è meno efficace, come l’azionario americano o determinati settori azionari come il Water o il Tech.

      Il punto è che generalmente una persona non si arrischia ad investire tutto il suo patrimonio in azioni Tech o Water, anzi. Generalmente in quelle parti di portafogli sono investite percentuali marginali, data l’elevata volatilità tipica di quei settori. Mentre nei comparti obbligazionari/bilanciati si investe la maggior parte dei patrimoni.

      Ti faccio un rapido spaccato della gestione attiva e dei due ruoli fondamentali:

      1)IL GESTORE DEL FONDO. Sceglie quelli che reputa i migliori titoli di un mercato e li gestisce cercando di attenuare gli effetti negativi del mercato /sfruttando le occasioni d’acquisto

      2) IL CONSULENTE. Crea la combinazione di fondi più adeguata a ciò che serve al cliente. Imposta una strategia di intervento e fissa scadenze ed obiettivi, partendo dal presupposto che il mondo della finanza è controintuitivo: alla domanda “Quanto vuole guadagnare?”, il cliente risponderebbe “Tanto” 😀 Come ormai sappiamo la strada è molto contorta ed irta di tranelli.

      Quando compri un ETF non paghi nè il gestore nè il consulente finanziario.

      Quando compri un ETF tramite MONEYFARM non paghi il gestore ma un consulente finanziario che cerca di fare ANCHE il gestore. (Il portafoglio di Lorenzo a febbraio 2016 sfiorava il -10%, a distanza di due anni fà +1%. Se avessi prestazioni simili non so quanti clienti avrei ancora 😉 )

      Tu da solo con 10.000 ETF disponibili che fai? cosa compri? quando? quanto? considerando che il timing di ingresso/uscita nel mercato impatta pesantemente (quantomeno nel breve medio-periodo). E se arriva una sciacquata e vai a -30% cosa fai?

      Anche io vorrei evitare di pagare l’elettricista o l’idraulico… o il geometra o l’avvocato.

      Chiudo con qualche battuta/considerazione:

      1) Se metti un bambino al posto di guida di un’auto, egli sarebbe in grado di girare il volante, premere i pedali e tirare il freno a mano. Possiamo dire che sia in grado di guidare?

      Se metti un bambino di fronte ad un computer, egli sarebbe in grado di premere i pulsanti della tastiera, muovere il mouse e cliccare su dei bottoni. Possiamo dire che sia in grado di investire?

      2) Compri ingredienti freschi e di prima qualità strappando dei prezzi incredibili ai fornitori. Entri nella tua cucina hi-tech di ultima generazione con tutti gli strumenti più avanzati e che hai pagato poco grazie ad una promozione….. non sai cucinare 😀 😀 😀

      E mo’ che faccio? 😀 https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypbWpfSWYtM0U5UkE

      In conclusione: gestire ed investire il proprio denaro non significa comprare un prodotto ma affrontare un PROCESSO. Così come per guarire da una malattia non si prende la medicina ma si segue un PROCESSO che parte dalla diagnosi, passa da una terapia ben studiata che comporta la prescrizione ed assunzione di farmaci.

      Chiaro, devo controllare che il medico non sia in conflitto di interessi e che nello studio medico ROSSI non si prescrivano esclusivamente farmaci della ditta ROSSI. Altrimenti potrebbe venirmi il dubbio che sotto il paravento della CONSULENZA MEDICA, la persona di fronte a me non stia semplicemente VENDENDO i farmaci della sua mandante 😉 Alla faccia dei miei bisogni e dei miei obiettivi.

  32. Alex ha detto:

    Ciao Lorenzo,

    Prima di tutto bellissimo blog e questo report su MoneyFarm è veramente illuminante. Non capisco, tuttavia, il tipo di investimento che stai facendo perchè il tuo profilo di rischio è veramente TROPPO BASSO per permettere ogni tipo di guadagno! Non puoi avere piu del 50% dei tuoi asset in Bond se vuoi guadagnare qualcosa. La maggior parte dei bond danno interessi veramente ridicoli e non sono esenti da rischio purtroppo… Per contro, se avessi investito piu massicciamente nelle azioni e su indici quali l’S&P 500 avresti guadagnato anche il 6% (con i mercati emergenti anche un 9%). Il periodo 2015-2017 è stato una bomba per la borsa mondiale (in generale dal 2009 escluso il 2013) . Se in tutti questi anni sei riuscito a malapena a portare l’investimento ad un piu 0,… allora non ne vale proprio la pena. Se la paura è di perdere soldi meglio metterli in un conto deposito Fineco allo 0.30% annuo!

    • Stefano ha detto:

      Buongiorno.
      Dato che gli ETF hanno la caratteristica di essere prodotti finanziari che replicano degli Indici, sarebbe interessante aprire una analisi di questi indici all’interno delle macro-categorie, che ormai tutti conosciamo, e che sono comuni a quelle dei fondi attivi, in cui normalmente sono classificati i vari ETF.
      Sarebbe interessante capire un pò meglio come vengono confezionati questi Indici da S&P, STOXX, IBOXX, MSCI, FTSE, e come regolarsi per scegliere, all’interno delle varie categorie, ETF che non siano troppo specifici o settoriali. Dato che solo sulla borsa italiana è attualmente possibile acquistare qualcosa come 1050 ETF (e aumentano continuamente), reputerei interessante chiarire un pò questo aspetto.
      Ad ogni modo, consultando le video-analisi di Morningstar sugli ETF a loro avviso più performanti, puntualmente ripetono come un mantra che molti ETF (tra cui quelli da loro consigliati), battono sistematicamente, soprattutto a causa dei bassi costi, le performance della maggior parte dei fondi appartenenti alla stessa categoria. Non so se loro abbiano qualche genere di conflitto di interessi, ma realmente non mancano mai di battere su questo concetto.

      Saluti.

  33. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    a fronte della “sberla” sui mercati obbligazionari (anche governativi) e non di venerdì 30 giugno (l’ultima gambettina di discesa in corrispondenza di luglio 2017), volevo mostrarvi la differenza tra gli etf segnalati nel portafoglio del nostro Lorenzo e due valide strategie obbligazionari flessibili globali utilizzate a livello mondiale (gestiscono, provenienti da clienti di tutto il mondo, diverse decine di miliardi di dollari).

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypWmtKdXpQeEx3SVk

    Badate bene: costano BEN ( dai non scherziamo 😀 😀 ) l’ 1,50% circa di commissioni annue (remunerazione del GESTORE e remunerazione del CONSULENTE incluse).

    Detto ciò, se l’unico driver di scelta fosse il prezzo:

    -guideremmo delle Trabant
    -avremmo tutt’ora dei Nokia 3310
    -non andremmo in vacanza al mare perchè costa troppo, quindi tutti nella piscina del rispettivo comune di residenza (perchè la benzina costa)
    -l’intervento fatto dal dentista dopo 2 mesi sarebbe da rifare… ogni due mesi 😀
    -ecc.
    -ecc.

    😀

    E’ vero, l’offerta è molto ampia e sul mercato esistono diversi “fondi sola”, che costano ben più di un etf senza offrire un reale valore aggiunto. Ma lo stesso discorso è applicabile al mercato delle auto, degli smartphone, degli alberghi…

    Esistono strumenti e criteri professionali con i quali si può con relativa facilità “scremare” l’offerta ed utilizzare il meglio del mercato 😉

    Ricordo sempre che all’interno di un processo di investimento ci sono 3 figure ben distinte e con ruoli ben definiti:

    -IL GESTORE -IL CONSULENTE -IL CLIENTE

    Se pesate solo la variabile COSTO, potete tranquillamente chiedere allo chef di occuparsi anche di servire il piatto in sala una volta terminata la preparazione. Sicuramente risparmierete lo stipendio dei camerieri 😉

    Ci sono tuttavia alcuni segmenti di investimento che rispondono bene alle logiche dei fondi passivi. Qualcuno dice però che le politiche accomodanti di questi ultimi 8 anni siano come una “marea globale” che ha fatto salire qualsiasi barca… e tutti stanno aspettando il momento nel quale questa marea di “liquidità artificiale” verrà ritirata dalle Banche Centrali https://www.bloomberg.com/view/articles/2017-07-05/keep-eye-on-sovereign-debt-for-next-minsky-moment

    Quando questa marea ormai decennale si ritirerà, bisogna capire quali saranno le aziende/stati selezionati che riescono a stare “in piedi da soli” e quali invece sono “salite indiscriminatamente”.

    Investire non è un prodotto, è un processo. Disporre di buoni ingredienti al prezzo più basso è inutile se non si sa cucinare o se lo chef deve anche servire e pulire 😉 Il prezzo non è la sola discriminante!

  34. Stefano ha detto:

    Buongiorno.
    Per restare in argomento, riporto la sintesi di un interessante articolo di Plus 24 proprio di questo sabato, che analizzava il paragone tra Fondi ed ETF di una macro-categoria.

    Titolo: “Tra i Bilanciati Moderati Eur Globali gli Etf asfaltano i gestori attivi”.
    I fondi sotto esame:
    – Categoria: Bilanciati Moderati Eur Globali.
    – Tipologia di investimento: Retail.
    – Investimento minimo: <= 10.000 Euro.
    – Storia del fondo: almeno 3 anni.
    – Totale fondi analizzati: 150.
    Strategia comparativa in ETF:
    – 50% SPDR Euro Aggregate Bond.
    – 50% iShares Core MSCI World.
    Esito:
    – Performance maggiori dell'ETF: 1 (0,7%).
    – Performance minori dell'ETF: 149 (99,3%).

    Analisi effettuata dalla società di consulenza NoRisk su dati MorningStar.

    Mi stupisco di come venga continuamente ribadito (quasi come un mantra), sia da Plus 24 che dal sito MorningStar, il concetto che per i fondi attivi sia estremamente difficile “battere il mercato”, e quindi una strategia simile alla loro fatta solo con replicanti passivi.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Stefano,

      Meglio gestioni attive o gestioni passive?

      l’argomento è molto controverso e dibattuto: ogni giorno nel mondo vengono scritti centinaia di articoli a tal riguardo, al fine di stabilire se siano meglio le prime o le seconde. La verità come al solito è che non esiste una “risposta assoluta”. Ci sono settori (come l’obbligazionario) che premiano i bravi gestori attivi. Altri settori (azioni USA) che in questa fase storica di droga monetaria mondiale vedono salire tutti i titoli del listino, annullando la capacità di analisi dei gestori attivi.

      Il problema è “quando i nodi verranno al pettine” che succederà? Lo scopriremo in futuro 😀 Lì vedremo quali aziende/azioni sopravviveranno e quali invece si scoprirà che stavano in piedi con “soldi gratis”. E’ lì che vedremo nuovamente “l’effetto selezione” di un gestore azioni USA, oggi quasi completamente annullato da un mercato distorto dai vari QE-tassi bassi.

      Vado a ruota libera sull’argomento Attivo vs Passivo, spero di non dilungarmi troppo 😀 😀

      Inizio il ragionamento con una provocazione: Moneyfarm utilizza SOLO strumenti a GESTIONE PASSIVA… com’è possibile che il nostro Lorenzo (scusami Lorenzo se ti tiro sempre in ballo ma il tuo caso è di una chiarezza e limpidezza cristallina 😀 ) dopo più di due anni di investimento in una selezione di strumenti passivi continuamente ribilanciati SIA IN PERDITA??

      Ma peggio ancora: com’è possibile che esistono bilanciati globali ATTIVI che mixando azioni/obbligazioni/ecc. secondo una loro strategia, da metà maggio 2015 ad oggi hanno performato molto meglio rispetto alle scelte di Moneyfarm (strumenti PASSIVI) centrando dei quasi +4% e +8%? (già al netto dei costi 😉 )

      Ecco una rappresentazione da fonte MORNINGSTAR dei 3 globali eur più conosciuti e comprati dai consulenti seri 😉 Due società americane ed una inglese.

      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypZFoxM2xMRGFrM2s

      E pensate che questi strumenti hanno un costo più alto di ETF+consulenza di Moneyfarm

      Il punto del problema non è quindi avere buoni strumenti/poco costosi.

      Il punto è che anche il miglior ETF comprato nel momento o con la strategia sbagliata può creare grossi danni.

      Bisogna quindi dotarsi di un METODO, perchè investire è un PROCESSO. E’ questo che fa la differenza, non PASSIVO o ATTIVO.

      Hai sviluppato negli anni un processo che funziona?
      Riesci a monitorare con efficacia scegliendo e scremando negli anni i migliori ETF ribilanciandoli da solo in base ai mutamenti dei mercati?

      Benissimo, compra e vendi da solo ETF pagando lo 0,30% annuo da solo per i prossimi 10 anni. 😀 Io il tagliando lo faccio dal meccanico…

      Per quanto riguarda la bassa media dei fondi attivi:

      I 3 bilanciati che ho postato sopra sono 3 dei migliori sul mercato. Poi ci sono una MAREA di bilanciati fuffa “della casa” che vengono venduti a mani basse dalle filiali “della casa” e che su ordine “della casa” fanno pagare (uso direttamente una metafora) 30.000 euro una Punto base.

      Non solo: in base ad un mero processo di VENDITA ti chiamano in filiale per appiopparti costosi prodotti di qualità mediobassa, facendoti pure pagare delle commissioni di ingresso per una consulenza che in realtà..non c’è mai stata!! E questo costo abbassa ulteriormente la media

      E’ chiaro che con tutti questi prodotti costosi e poco performanti sul mercato, la media generale si abbassa. Se questi prodotti “morissero” o “cambiassero” la media migliorerebbe. Purtroppo la situazione attuale è la seguente

      Ecco le migliori Case di investimento in base a Stelle Morningstar nel 2015 https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypUkg2b0Rxc1JXUUU

      Ecco le Case di investimento più distribuite in Italia
      https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypcWNUcC01T1BqdmM

      Intesa, Unicredit e Poste sono le banche con il maggior numero di sportelli sul territorio italiano. Dai risultati che vedete secondo voi hanno venduto le “case top” del primo grafico o hanno venduto “prodotti della casa” ?

      In realtà di prodotti attivi validi da inserire in un processo di investimento valido ce ne sono, eccome. Bisogna però affidarsi a qualcuno che sia libero di sceglierli e che sappia come usarli.

      • Lorenzo Tomada ha detto:

        Il punto è che anche il miglior ETF comprato nel momento o con la strategia sbagliata può creare grossi danni.
        Non credo ci sia molto altro da aggiungere se non un grazie a Luca per il suo tempo e per quanto condivide con tutti noi su questo blog.

  35. Luca Zaffaroni ha detto:

    Volevo fare una precisazione sull’articolo del Sole su “indagine Norisk”.

    Norisk è una società di consulenza finanziaria che opera esclusivamente con strumenti passivi. E’ una delle concorrenti dirette di Moneyfarm. Nell’indagine ha preso in analisi 150 fondi attivi nella categoria Moderati EUR globali.

    In realtà la classe Moderati EUR Globali conta 575 strumenti. Bisognerebbe capire in base a quali parametri sono stati scelti quei 150 strumenti.

    Un articolo così NETTO/tranchant basato su un campione PARZIALE prelevato tra l’altro su una SINGOLA asset class (Bilanciati moderati eur globali)… e dulcis in fundo promosso da una società che vive di consulenza su strumenti passivi. Secondo me mancano MOLTI elementi per poter giungere ad una conclusione, tantopiù se l’articolo ha addirittura un taglio che “pretende” di dare una verità assoluta! In realtà stai ascoltando solo una campana, il ragionamento sottostante è molto più articolato e vasto.

    Come scrivo spesso: a noi piace avere delle risposte certe, assolute. In questo campo purtroppo non esistono sempre verità assolute. Piuttosto, è necessario educarsi per comprendere i meccanismi e per dotarsi degli strumenti per saper valutare. (e non farsi prendere per il naso).

    Io ad esempio cerco di spiegare che gli strumenti passivi oggi sono efficaci in determinati comparti, cerco di spiegare IL PERCHE’ e a quali rischi ci si espone nel loro utilizzo. Così come spiego che nell’industria attiva c’è molto fuffa commerciale ma anche molte strategie molto valide ed efficaci 😀

    Diffidate sempre da chi è “netto” in questo campo. Letto quell’articolo, leggetene altri 30. Solo allora riuscirete a farvi un’idea di come funzionano le cose 😉

  36. Stefano ha detto:

    Buongiorno. Condivido la sintesi di Lorenzo: inutile continuare il paragone Fondi-ETF all’infinito, perchè la questione non è solo e tanto il tipo di prodotto, ma anche il timing del suo acquisto, e la strategia di investimento complessiva.
    Come sempre chiara ed esaustiva l’analisi di Luca, che giustamente invita a pesare bene tutte le informazioni che si possano acquisire anche da riviste specializzate del settore, e ad ascoltare tutte le campane; chiaramente i suoi interventi hanno però anche un “taglio” ben definito: ossia suggeriscono che la soluzione probabilmente più sensata, per gli insoddisfatti tanto di Moneyfarm (o simili), quanto dei consulenti bancari, è la ricerca di un consulente indipendente, non legato a nessuna banca, e possibilmente remunerato per lo più con una percentuale sui guadagni effettivamente procurati al cliente finale.
    Ora, è chiaro che se si vuole valorizzare al meglio questo blog, sarebbe però più utile per noi tutti cercare di fare una discussione un pò più “tecnica”, e capire quali siano le categorie di ETF adatte a piccoli risparmiatori come noi, i settori di nicchia da evitare, e magari i significati e le differenze tra i benchmarck che gli ETF inseguono, comparandoli con fondi simili ma anche con quelli considdetti “flessibili” che dai benchmarck sembrano invece distaccarsi con gestioni molto più “libere”.
    Ed, ovviamente, maturare qualche idea sul “timing” di investimento.
    Chiaro che tutto questo richiede tempo e sbattimento, ma altrimenti non ci sono alternative al “fare il tagliando dal meccanico”, come dice Luca, affidandosi speranzosi a Moneyfarm, o al consulente di qualche banca, o ad un consulente indipendente (ma quale?)…per poi farsi il segno della croce e sperare che costui sappia quello che fa, e soprattutto non abbia conflitti di interesse.
    Ma di sicuro cercare di ampliare le nostre conoscenze tecniche e mettere qualche “punto fermo” sarebbe già ottima cosa.

    • Valerio ha detto:

      ciao Stefano,

      relativamente al tuo punto “ricerca di un consulente indipendente, non legato a nessuna banca, e possibilmente remunerato per lo più con una percentuale sui guadagni effettivamente procurati al cliente finale”, dai un’occhiata a Luca Lixi (www.lucalixi.it).

      Non ho alcun vantaggio personale nel consigliartelo. Semplicemente, magari potrebbe esserti utile.

      Un saluto,
      Valerio

  37. Enzo ha detto:

    Buongiorno Lorenzo, complimenti per il blog molto interessante. Volevo chiederti se il tuo portafoglio è il P4, almeno così mi sembra nella versione più ampia fino a 14 ETF.
    Dopo il ribilanciamento di maggio non è più successo nulla. Qant’è l’esposizione sul dollaro del portafoglio? Io nel silenzio estivo di Moneyfarm sposterei gli obbligazionari EM in USD nella versione Hedge IE00B9M6RS56. L’esposizione complessiva sul dollaro mi sembra troppo elevata. Dimenticavo il mio portafoglio è il P5….

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao il mio è un P4-C2 ed ho sempre aderito a tutti i ribilanciamenti. Per l’esposizione sul dollaro ho in USD solo i Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi che coprono un po’ meno del 10% del portafogli (-3,87%).

      • Enzo ha detto:

        Potresti allora cortesemente riportare l’attuale composizione del portafoglio?

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
          Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
          Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
          Bond Societari High Yield Euro
          Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
          Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
          Azionario Europa (MSCI Europe)
          Azionario Giappone (Topix)
          Azionario Globale (S&P Global Dividend)
          Azionario USA (S&P 500)
          Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
          Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio

  38. Michele ha detto:

    Ciao Lorenzo e tutti,

    ho ricevuto stamattina un’email da Moneyfarm che comunica le modifiche contrattuali:

    La fatturazione diventerà da trimestrale a mensile
    L’Iva non sarà più inclusa nel nostro prezzo
    Il costo del nostro servizio subirà delle modifiche: Abbiamo modificato anche le fasce di prezzo del nostro servizio. A seconda della dimensione del tuo investimento, ciò potrebbe comportare dei cambiamenti nell’importo che pagherai mensilmente. Per i clienti già attivi, come te, questa novità non avrà nessun impatto immediato e sarà effettiva solo tra un anno, a partire dal 1° ottobre 2018.

  39. Stefano ha detto:

    Ciao Lorenzo. Se è possibile, potresti indicare anche le proporzioni percentuali delle componenti del tuo portafoglio attuale? Sono cambiate (immagino di sì) rispetto a quelle che hai indicato a inizio pagina relativamente al primo gennaio 2017?
    Grazie in anticipo.
    Stefano

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Stefano,
      ad oggi sono sotto dello 0,42% con questo Asset Class
      17,27 % Cash e Bond Governativi a Breve
      4,97 % Bond Governativi Paesi Sviluppati
      19,72 % Bond Societari HY & Bond Gov. EM
      9,62 % Inflazione
      33,97 % Azionario Paesi Sviluppati
      8,69 % Azionario Paesi Emergenti
      2,21 % Materie Prime e Real Estate
      3,53 % Liquidità

  40. Stefano ha detto:

    Grazie Lorenzo. Ti chiedo un’altra piccola cortesia: se quando pubblichi le tabelle grafiche prese da Moneyfarm di “Asset allocation” e “Composizione”, tu potessi inserirle in formati che siano cliccabili ed espandibili, come ho visto in un post del 2016, ossia così;

    http://www.lorenzotomada.it/wp-content/uploads/2016/01/MoneyFarm2016-01-04-Asset-Allocation.jpg

    http://www.lorenzotomada.it/wp-content/uploads/2016/01/MoneyFarm2016-01-04-Composizione.jpg

    In questo modo la consultazione dei dati e la possibilità di seguire cronologicamente il portafoglio diventa davvero agevole.
    Grazie ancora.

  41. Stefano ha detto:

    Grazie mille.

  42. paolo ha detto:

    Ciao Lorenzo,
    visto che dopo 3 anni circa hai ottenuto solo un misero +0,76% mi chiedo, ma conviene investire con Moneyfarm? L’inflazione è maggiore quindi si è comunque in perdita.

    Altra domanda, ho parlato con una referente di Moneyfarm e gli ho chiesto la differenza tra i 2 servizi, uno in cui dobbiamo essere noi a pensare a fare i ribilanciamenti e il secondo invece è il servizio in cui penseranno tutto loro, purtroppo la referente non aveva capacità esplicative e si cimentava in termini tecnici non facendomi capire niente, mi ha parlato di una differenza solo dal punto di vista fiscale, uno si paga l’iva e l’altro no, ma non ho capito bene, mi potresti spiegare per favore in parole semplici che differenza c’è tra i due?

    • paolo ha detto:

      Ciao Lorenzo ho trovato ora i termini dei 2 servizi: “Risparmio Gestito” e “Risparmio Amministrato”. Quali sono le differenze tra queste due?

      Grazie

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Paolo,
      anche se continuano a ripetermi che non sia fondamentale, mi ostino a ritenere che il timing d’ingresso possa fare la differenza.
      Chi è entrato quando perdevo il 9% adesso è a un più 10%, se poi il portafoglio fosse stato più aggressivo del mio il guadagno risulterebbe superiore.
      Per i servizi di Moneyfarm ti consiglio di chiarire con loro tutti i tuoi dubbi e, soprattutto, di farti inviare la risposta scritta via email in modo da tenere traccia dei vostri contatti.

    • ALDO ha detto:

      “visto che dopo 3 anni circa hai ottenuto solo un misero +0,76% mi chiedo, ma conviene investire con Moneyfarm? L’inflazione è maggiore quindi si è comunque in perdita.”

      Caro Paolo, non esiste una ricetta buona per tutti, soprattuto negli investimenti.
      Vista la tua domanda, ti sconsiglio vivamente di investire con MoneyFarm, o con qualsiasi altro strumento azionario, obbligazionario, ETF, etc.
      Investi in conti deposito. E’ molto meglio.

  43. Leo ha detto:

    Ciao a tutti. Premetto che non capisco pressoché nulla ma avrebbe senso avviare un portafoglio in una situazione in cui la fetta azionaria è > al 50 e gli etf che a loro volta la compongono sono ai massimi dell’ultimo anno? ( e anche di+)
    In questo caso, come si può affermare che il timing di ingresso non è fondamentale?

    grazie mille per ogni eventuale riscontro.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Buongiorno Leo,

      un anno fa di questi tempi si diceva la stessa cosa, poi dopo l’elezione di Trump (dove molti annunciavano la fine del mondo), i mercati finanziari hanno realizzato un +% a doppia cifra.

      La stessa cosa è successa 2 anni fa, 3 anni fa, 4 anni fa ecc ecc 😀 Quindi cosa facciamo? non investiamo?

      Non conta prevedere l’arrivo del diluvio universale, conta avere pronta l’arca (nel nostro caso una strategia di investimento).

      Investire è un processo, un processo che tra le diverse variabili mira ANCHE a gestire la questione del “timing di ingresso”, questione che nel breve periodo impatta fortemente sull’andamento dell’investimento.

      L’INVESTITORE è uno dei 3 pilastri del processo di investimento, se non è adeguatamente formato/consapevole è meglio che NON investa. Si rischia solo di farsi del male e di rimanere frustrati.

      Ogni investitore è diverso, ha obiettivi diversi, situazioni di vita diverse ed entra nel mercato finanziario in giorni diversi: ogni anno ha 365 giorni 😉

      Quindi per chiudere non esiste una risposta univoca alla sua domanda, soltanto il suo consulente finanziario può dare una risposta nell’ambito della sua (sua riferito a Leo) personale strategia di investimento.

  44. Gianbattista GIANBATTISTA GERIN ha detto:

    salve,
    sono stato contattato da Money Farm.
    GENTILISSIMO Paolo ….
    dopo avergli illustrato la mia situazione mi ha chiaramente detto che M.F. non fa per me.
    il sig. Paolo e’ stato di una professionalita’ che mi ha lasciato senza parole. onestissimo , diretto , chiarissimo….. i miei piu’ vivi complimenti.
    ha perso tempo per darmi consigli, sono rimasto Molto Sorpreso dalla Sua Gentilezza e professionalita’. ottimo italiano , chiarissimo , una persona da premiare.
    bravissimo ragazzo !!!!
    Gianbattista

  45. Francesco ha detto:

    Io sinceramente non so cosa dire, leggendo questo articolo e questi aggiornamenti secondo me non si chiarisce il senso di un prodotto come moneyfarm. Se si pensa di essere esperti di finanza, moneyfarm secondo me non è la scelta giusta. È inutile ogni volta stare lì a valutare i suggerimenti di ribilanciamento. Se vi fidate fate fare a loro, seno investite per conto vostro altrove. Io non sono cliente da molto, ma ho lasciato la gestione completamente a loro, ad oggi ho un +3,4% e sono contento

  46. Luca Zaffaroni ha detto:

    Buongiorno Francesco,

    Il fatto che lei sia a +3,4% dichiarando che è “cliente da non molto” è poco indicativo sulla effettiva validità di un servizio di consulenza finanziaria.

    Utilizzando una metafora già usata ed abusata, possiamo paragonare un servizio di consulenza finanziaria al capitano di una barca a vela che si propone di accompagnarti in giro per l’oceano.

    Saranno la velocità e la direzione dei venti, oltre che le condizioni meteo dell’oceano a determinare velocità, direzione e comfort dei tuoi soldi durante il viaggio.

    Se lei inizia il viaggio in un momento di cieli tersi e venti favorevoli è chiaro che nel breve il viaggio avrà grandi probabilità di essere piacevole e veloce. (a prescindere dalla bravura dell’equipaggio).

    Quello che segue è l’andamento di uno dei principali “venti mondiali”: l’MSCI World

    Il nostro Lorenzo è entrato nell’oceano dei mercati nel punto rosso in corrispondenza dell’11-05-2015 e, come chiunque ha investito in quel periodo, si è purtroppo imbattuto poco dopo in un paio di tempeste molto violente.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypM3ZzUl9sTkg1WDg

    In quasi qualunque punto si entri nel 2017 si hanno invece grandi possibilità di “viaggiare comodi”.

    Inutile quindi ricordare come la data di ingresso nei mercati condiziona PESANTEMENTE le performance di breve periodo. Non si può quindi valutare Moneyfarm in base alle CONDIZIONI METEO di breve periodo che trovi quando inizi il tuo investimento (Il timing di ingresso è una variabile CASUALE che però DEVE essere GESTITA con una strategia PERSONALIZZATA).

    Possiamo provare a valutare Moneyfarm paragonandolo con l’andamento delle gestioni denominate FLESSIBILI, ovvero che cambiano la composizione del portafoglio in base a come cambiano le condizioni di mercato.

    Esistono sul mercato almeno altri 598 team di gestione che hanno 598 idee diverse su quando “chiudere ed aprire le vele.”

    Moneyfarm ha scelto bene in questi ultimi 2 anni e mezzo? Prendo in esame 4 dei 598 flessibili che più utilizzo.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypRl9BZDdIWTl1TzQ

    Il flessibile difensivo ha fatto -5% nel momento peggiore (febbraio 2016) ed è oggi a +1%

    Altri -6% e poi +8%
    Altri -9% e poi +6%
    Altri -15% e poi + 11%

    Lorenzo a febbraio 2016 era oltre -8% ed oggi è poco sopra 0% Sembrerebbe una gestione molto poco efficiente.

    Ma come faccio a sapere chi tra i 598 sarà il più bravo?

    Non posso saperlo a priori, chiaro. Allora cosa faccio: guardo innanzitutto chi ha lo storico di gestione più “antico” (perchè essere tra i più bravi con 2 anni di vita può essere un colpo di fortuna), guardo ovviamente i migliori in base sia ai risultati assoluti che in termini di volatilità (capisco chi sono “quelli prudenti” e “quelli aggressivi”) e poi DIVERSIFICO il rischio gestore, scegliendone diversi.

    • ALDO ha detto:

      Ciao Luca,
      in realtà il portafoglio di Lorenzo mi pare abbia performato più o meno come il tuo difensivo svizzero.
      D’altra parte, anche il portafoglio di Lorenzo mi pare abbastanza difensivo.
      Personalmente, io sono in MFM (con un P6, quindi più aggressivo), dall’inizio di novembre 2016, quando i tuoi fondi erano all’incirca agli stessi livelli iniziali della tua analisi ( maggio 2015 ) e ad oggi faccio +6,65%. Sono quindi abbastanza in linea con i tuoi flessibili USA.
      Dico questo solo per la cronaca. Indubbiamente un anno è poco per poter esprimere una valutazione sulla “bravura” del gestore.

  47. Alex ha detto:

    Anche io ho lasciato completamente a Moneyfarm la gestione del mio portafoglio…
    ad oggi sono sopra il 3%.

  48. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Aldo,

    mi permetto di risponderti e nel frattempo fare un approfondimento generale che possa essere utile/interessante per tutti circa il tema della consulenza finanziaria. Vedo tutti i giorni estrema confusione sul tema, la cosa non mi stupisce: in Italia nessuno tra Stato, scuola o famiglia in questi ultimi 72 anni ci ha spiegato “come funziona”.

    Il “flessibile difensivo svizzero” nel momento peggiore dei mercati fatto -5,86%. Moneyfarm ha fatto -8,90%

    A due anni e mezzo stanno producendo un risultato finale simile, quindi a parità di “velocità” il portafoglio difensivo di Moneyfarm è risultato consumare molta più benzina (poco efficiente: stessa performance realizzata ma assumendo più rischio).

    Magari l’anno prossimo arriva un’altra brusca discesa e le future scelte di Moneyfarm si riveleranno migliori del team di gestione svizzero, chi può dirlo? 🙂

    Allora ne scelgo diversi, così diversifico il rischio gestore.

    Il flessibile difensivo che hai visto è solo uno, l’ho scelto appositamente “non troppo eclatante”. In realtà esistono molti altri flessibili prudenti che si sono comportati meglio, come ad esempio quello arancione nel grafico.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypSDUxNUo3VndPN0E

    Il punto è proprio diversificare il rischio gestore, cioè evitare che una visione “sbagliata” del mercato da parte di UN SOLO gestore, condizioni l’intero investimento.

    Poi se mi parli di portafogli aggressivi, ti porto come esempio l’andamento dall’ 1/11/2016 ad oggi alcuni dei più utilizzati/validi flessibili aggressivi 🙂

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypMGVPdVV4MldQYTQ

    Il problema è che in Italia moltissime banche e molte società di consulenza finanziaria si occupano di VENDERE prodotti in CONFLITTO DI INTERESSE. Questi flessibili ad esempio sono prodotti “della casa”.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVUJVVzlyajJkemc

    Ed i consulenti o dipendenti sono obbligati o pesantemente condizionati a vendere questi invece di quelli che vi ho fatto vedere prima 🙂

    Quindi nasce l’esigenza di affidarsi a qualcuno che sia libero dal conflitto di interesse.

    Moneyfarm è un servizio di consulenza finanziaria che garantisce assoluta INDIPENDENZA. Ed è anche serio e valido. Ma è davvero personalizzato/su misura? Riesce a gestire il timing di ingresso di ciascun cliente con i suoi 6 profili → 6 portafogli?

    Quello che moltissime persone (in Italia) non sanno è che esistono sul mercato aziende internazionali molto valide che permettono di diversificare il rischio gestore anche con poche migliaia di euro.

    Decine di miliardi di dollari da clienti di tutto il mondo vengono investiti in strategie che hanno alle spalle dati storici anche di 10, 20 o più anni. Insomma, le società valide e serie si sanno chi sono… dati storici alla mano.

    I “prodotti” poi da soli non bastano, serve che l’investitore sia consapevole ed educato ai comportamenti corretti.

    E’ probabile (non certo, probabile 🙂 ) che se Lorenzo avesse incontrato di persona un consulente serio, gli sarebbe stato spiegato che la questione non è scegliere il portafoglio in base al proprio profilo di rischio “bla bla”. (Se chiedi ad un bambino che medicina vuole, lui ti risponde “quella non amara”… peccato che sia quella che non cura 😀 )

    In un periodo di tassi negativi chiedo ad un candidato investitore di 40 anni la sua propensione al rischio. Risulta che non ha esperienza e che “non è pronto”.

    Quindi profilo 1, ovvio.

    Ma che senso ha?? 😀

    (Mi allargo). Piuttosto sarebbe da chiedere a che punto è il suo piano di previdenza complementare (se ne ha uno)… O in quale linea ha versato il suo TFR (purtroppo molto spesso garantita/prudente, perchè il lavoratore si considera “una persona prudente” 😀 😀

    (O magari sarebbe più utile discutere del fondo studi dei piccoli )

    La questione quindi è:

    1)capire per cosa/quando gli serviranno quei soldi
    2)valutare qual è l’attuale contesto di mercato (tassi negativi https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypUWdScWpYYlFIR1U
    3)formare ed “addestrare” il cliente per il viaggio, altrimenti non ci si può assumere alcun rischio e quindi infine, in questo contesto di mercato, non realizzare rendimento.

    Quindi si sarebbe convenuto insieme che il suo portafoglio ideale era almeno l’equivalente di un “P5”

    Last but not least: solo una gestione personale e su misura può neutralizzare nel breve/medio periodo il grande rischio del “timing di ingresso”.

    Per diversi mesi su questo blog si leggevano solo commenti di persone preoccupate, deluse, frustrate.

    Da qualche mese (giustamente 🙂 ) si legge “sono cliente da poco ma sono soddisfatto”. E ci credo 😀

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypRnJuWmxzZE84Uk0

    Quindi cosa facciamo? entriamo solo se sappiamo “che sta per salire?” Qualcuno mi spiega come si fa? 🙂

    O forse è meglio definire una strategia personalizzata per affrontare qualsiasi condizione?

    PS: Sarei curioso di leggere i commenti degli stessi utenti ma a “timing invertiti” 🙂

  49. Emanuele ha detto:

    Ciao ragazzi e un ringraziamento speciale a Lorenzo che ha aperto la discussione nel suo blog, a Luca Zaffaroni e ad Aldo che contribuiscono alla discussione con professionalità ed esperienza.
    Voglio essere franco ma sto per entrare in Moneyfarm anche perché il mondo dei consulenti finanziari mi è oscuro, temo per la sicurezza del mio denaro e costano molto.
    Credo che una buona percentuale di chi sceglie Moneyfarm lo faccia per questo, non si sa quanto si guadagna ma le spese sono chiare, questo non è poco!
    Si apra la polemica!
    Un caro saluto a tutti,
    Emanuele

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Emanuele,
      almeno io sono entrato in Moneyfarm per la semplicità di gestione, il controllo sempre disponibile 24/24 e, come hai giustamente scritto, per i bassi costi di gestione.
      Non demonizzerei, però, il lavoro dei consulenti finanziari che svolgono un lavoro sicuramente più mirato e diversificato rispetto a Moneyfarm e per questo, naturalmente, si fanno pagare adeguatamente (non so se anche in percentuale ai guadagni raggiunti dalla clientela).
      Non mi spingo oltre in quanto è un mondo a me estraneo e che non ho mai approfondito più per mancanza di tempo che d’interesse.
      Non so se Luca Zaffaroni, che è appunto un consulente finanziario, leggerà il tuo commento e avrà voglia e tempo per rispondere ma se vorrà apportare il suo contributo diretto sarà sempre il benvenuto.

  50. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Emanuele,

    ahaha figurati, nessuna polemica 😀 Sono d’accordo con te: se non conosco qualcosa, non la uso.

    Caro Lorenzo, ti ringrazio per “l’invito a rispondere” e per l’apprezzamento ai miei commenti.

    La voglia di rispondere c’è sempre 😀 E’ il tempo che ogni tanto scarseggia 🙂 Ecco un approfondimento arricchito di qualche contenuto extra.

    Un consulente finanziario accompagna i propri clienti durante tutta la loro vita incentivando il risparmio, difendendo il patrimonio del cliente dalle mille trappole mentali (nel creare le quali noi italiani purtroppo eccelliamo), predisponendo investimenti per gli studi dei figli, per la pensione o semplicemente per il futuro, accedendo a finanziamenti se e quando servono (cambio auto, cambio/ristrutturazione casa) alle condizioni giuste.

    Tutto questo cercando di massimizzare il rendimento ottenibile per il rischio assunto, in funzione dei differenti orizzonti temporali e profili di rischio (che non sono quasi mai quelli dichiarati dal cliente, soprattutto in un mondo di tassi negativi dove il rapporto rischio/rendimento è cambiato rispetto al recente passato. L’esempio di Lorenzo è molto chiaro a tal riguardo).

    L’insieme di questi comportamenti corretti, sommati ai rendimenti ottenuti dal capitale investito, nel corso del tempo consentono di incrementare il patrimonio di un individuo/famiglia o di iniziare a crearne uno nel caso si stesse iniziando da zero.

    Il compenso per l’opera di un consulente finanziario è generalmente un tasso % annuo applicato sulla somma del denaro investito. Questa somma generalmente oscilla tra lo 0,70% e l’1% del denaro investito e tende ad essere abbassata con l’aumentare delle masse date in gestione. Al costo della consulenza vanno aggiunti i costi degli strumenti finanziari (generalmente ETF il cui costo oscilla tra lo 0,10% e lo 0,40% annuo).

    Moneyfarm ad esempio applica la sua commissione dello 0,70% annua e la diminuisce con l’aumentare delle masse date in gestione. (Più il costo degli etf.)

    Se si utilizzano strumenti a gestione attiva il costo sostenuto dall’investitore aumenta, dal momento che scegliendo la gestione attiva si paga anche un GESTORE, oltre ad un consulente.

    Cosa fa un GESTORE? sceglie le obbligazioni e le azioni da inserire nel portafoglio. Nella fattispecie questo gestore USA è uno dei più grandi ed esperti al mondo in campo obbligazionario. Valutano le aziende a cui prestare i soldi dei miei clienti ed incontrano il management di quelle aziende in giro per il mondo. Poi i risultati si vedono. https://www.youtube.com/watch?v=QFy-Y4Yeudg&t=145s

    Quindi tutti i gestori attivi sono validi? La gestione attiva offre soluzioni di assoluto valore, così come molte ciofeche. Bisogna che il consulente sappia scegliere e bisogna sia messo nelle condizioni di poter scegliere. Approfondisco.

    Spesso in Italia GESTORE ed INTERMEDIARIO (la Banca che vende il fondo a gestione attiva) fanno parte dello stesso GRUPPO, e quindi il consulente che presta la sua opera tramite la Banca italiana X è indirizzato dall’alto (più o meno pesantemente) a scegliere in prevalenza fondi del Gruppo. Spesso i clienti del consulente che lavora per la banca X hanno in portafoglio molti fondi con il nome… della Banca X.

    In parole povere: se vai a comprare i biscotti all’Esselunga trovi sia i biscotti a marchio Esselunga, sia marchi famosi come Pavesi, Mulino Bianco ecc ecc.

    Se tu decidi di comprare i biscotti “della casa”, il Gruppo Esselunga guadagna due volte: come negozio e come produttore. E quindi, essendo i consulenti in partita iva, i Gruppi che lavorano in questo modo influenzano le scelte dei loro consulenti pagandoli di più se utilizzano biscotti Esselunga.

    Nelle Banche tradizionali (generalmente da evitare) non c’è neanche questa scelta, quindi se entri nella filiale Banca X, il dipendente ti vende solo fondi Banca X, se vai in quella Y trovi solo fondi Banca Y, Poste incluse.

    Fortunatamente non tutti i Gruppi di consulenza finanziaria funzionano nello stesso modo. Ti porto il mio esempio: per creare portafogli ho a disposizione più di 2.000 strumenti finanziari realizzati da 40 aziende internazionali nelle quali lavorano i migliori gestori del mondo. Ma alla fine ne utilizzo circa 30 e lavoro con poco meno di 20 SGR internazionali. (Ma non è che sono l’unico in Italia a lavorare così 😀 e credo che con la lettura di queste informazioni stia creando una schiera di investitori consapevoli che sapranno fare le domande giuste e riconoscere un consulente di valore, a prescindere che sia attivo, passivo, ibrido, bianco, nero, rosso ecc ecc 🙂 )

    Cerco di prendere “le specialità” da ciascuna SGR. Utilizzando una metafora, cerco di creare un Dream Team convocando portieri italiani, difensori tedeschi, centrocampisti spagnoli ed attaccanti brasiliani. Questo perchè il Gruppo che ho scelto per lavorare (appositamente NON italiano) è un colosso e non ha bisogno di vendere i biscotti della casa 😉

    Questa è stata la mia scelta. Ma è doveroso ricordare che operare in conflitto di interesse è un dato di fatto, non per forza un male o un bene.

    Io che ho libertà di scelta posso darti il miglior fondo obbligazionario in USD del mondo ma se il consulente della Banca X sceglie il fondo Obbligazionario Banca X in EUR nel momento in cui il dollaro si schianta… sai cosa ce ne facciamo della mia indipendenza nella scelta? 😀

    Veniamo ad un esempio di costi di fondo a gestione attiva.

    Questo https://drive.google.com/open?id=1j-chwSnamRaxZfH8_2YA1mPvw358-A5L è uno dei migliori e più grandi fondi obbligazionari globali del mondo. A fine 2016 c’è stato un accenno di rialzo tassi che ha influito negativamente sull’indice obbligazionario di riferimento (nel grafico in verde) e di conseguenza sugli etf che ne replicano l’andamento. Pensate che quella obbligazionaria dovrebbe essere la parte più stabile del portafoglio…

    La strategia attiva in oggetto (nel grafico in rosso) costa l’1,45% all’anno: grossomodo ⅓ và al gestore, ⅓ al consulente ed ⅓ alla banca per cui lavora il consulente. Il team di gestione segue masse per 64 miliardi di dollari.

    Le commissioni di gestione (spese correnti) non sono negoziabili.

    Le spese di ingresso invece sono generalmente scontabili a discrezione del consulente, che può applicare sconti fino anche al 100% dell’importo.

    Questo è un fondo attivo che ha come riferimento lo stesso indice obbligazionario del primo fondo. https://drive.google.com/open?id=1i70_hAyfudCHqDwdUzNBA5F0jVkwdOlG

    Senza infamia e senza lode ma ben 3 miliardi e mezzo di euro raccolti (non male per un fondo venduto solo in Italia). Ma come si spiega tale successo commerciale a fronte di una performance senza spunti, completamente nella media? Centra PER CASO il fatto che GESTORE e BANCA sono praticamente la stessa persona? 🙂

    Avete visto che costano quasi la stessa cifra? Anzi, quello italiano costa addirittura qualcosa in più. E questo è niente: ci sono fondi attivi pessimi che costano il 3% e fondi attivi validissimi che costano l’1,40%.

    Questo è un altro fondo obbligazionario, un po’ più marginale nell’asset allocation di un investitore dato il maggior livello di rischio del comparto obbligazionario scelto https://drive.google.com/open?id=1fvbDl7zC8YOF34w930YFOQn4dONdcBJa

    Potrei andare avanti ore con altri esempi ma mi rendo conto di essermi già fin troppo dilungato, come di consuetudine 😀

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ringrazio Luca per aver risposto a Emanuele e, nel contempo, aver fornito a molti di noi informazioni utili e dirette sull’operare dei consulenti finanziari. Non intrattengo alcun rapporto commerciale con Luca ma, se può servire la mia opinione e decidessi di provare a investire con un professionista, lo terrei seriamente in considerazione proprio perché in tutti i suoi commenti ho percepito tanta professionalità, una grande passione per il suo lavoro e nessuna autoreferenzialità.

  51. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Lorenzo,

    Questo è un lavoro che si sceglie, quindi lo si fa per passione/vocazione: per me è quasi come una missione 🙂

    Quindi ti ringrazio molto per l’attestato di stima, mi ha fatto davvero molto piacere 🙂

  52. Marco ha detto:

    Essendo anche io consulente (diciamo venditore) mi sento di poter dare uno spunto. E’ abbastanza inutile far vedere le performance DOPO un tempo x….mentre Lorenzo fa vedere money farm dalla partenza (esempio inizio anno) fino alla fine. Quindi per correttezza, per dire il fondo A è meno rischioso e va meglio di money farm bisognerebbe dire, ad esempio al 01/01/2018, investo nel tal fondo (o nei fondi con le relative %). A quel punto il confronto parte corretto ed alla fine dell’anno si vede cosa va meglio o peggio. Di certo Money Farm è indipendente e priva di conflitto d’interessi…un consulente che lavora per Fineco, Allianz, Banca Fideuram ecc , per quanto dica essere indipendente perché ha 3000 fondi a disposizione è vero solo a metà. Se un fondo ti paga 1 e l’altro ti paga 2 cosa vendi al cliente? Se hai il budget da rispettare sulla raccolta che poi ti manda a Dubai? Se hai la polizza di turno che ti paga il 2% subito? Il consulente di una banca,Società…comunque si chiami, non sarà mai indipendente, infatti si chiama per legge “consulente finanziario abilitato all’offerta fuori sede”…ergo…venditore 🙂

  53. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Marco,

    Ho ahimè avviato la maggior parte dei portafogli di investimento del 2015 tra i mesi di maggio ed agosto.

    Lorenzo è entrato sui mercati come diversi miei clienti a metà maggio 2015. Proprio questa “parità di timing di ingresso” mi ha consentito di confrontarmi direttamente con le strategie, gli strumenti ed infine con i risultati in termini di volatilità e rendimenti di Moneyfarm.

    Le mie considerazioni sono pertanto basate sulle effettive scelte di investimento fatte tra maggio e (sigh) agosto 2015. Ho mediamente rilevato in questi mesi che le “mie” discese di febbraio 2016 (Lorenzo era a quasi a -9%) sono state incredibilmente inferiori rispetto al suo portafoglio e che successivamente i suoi picchi di inizio novembre (+1,82%) sono stati decisamente inferiori a quelli che ho recentemente ottenuto. Ed i portafogli sono stati realizzati in buona parte con gli strumenti dei grafici, quindi sono evidenze grafiche e considerazioni fatte su scelte del PRIMA.

    Precisato questo, il concetto che volevo passare a chi legge è: Attenzione, scegliere di investire esclusivamente in base a “bassi costi ed indipendente” può non essere il criterio di scelta migliore.

    La materia è molto più complessa, le domande da porsi sono altre e la gestione dell’emotività (cruciale all’interno di un processo di investimento) passa attraverso la consapevolezza dell’investitore e quindi dalla formazione erogata da un consulente.

    L’esperienza professionale che vivo tutti i giorni (forse perchè non si tratta di banca di investimenti italiana, e non ho scelto casualmente) non pone nè condizionamenti diretti (“fate il budget”) nè indiretti (stesso comparto: lì ti pago 1% lì ti pago 2% poi scegli tu) tali da distorcere il mio operato. Il giorno che lo farà, molto probabilmente penserò di cambiare. Personalmente dei viaggi non me ne faccio niente. Se voglio fare un viaggio lo compro con il frutto della mia attività (se me lo posso permettere e sempre che mi piaccia viaggiare).

    Ti immagini un giovane ristoratore appassionato del suo locale che scende a compromessi sulla qualità del cibo servito ai suoi clienti per vincere un viaggio di qualche giorno? Personalmente ritengo che non avrebbe alcun senso!

    La verità è che gli anni ’80 sono finiti da un pezzo ed i “venditori finanziari” figli di quella cultura verranno sterminati dal ricambio generazionale della clientela e dei consulenti finanziari stessi 😉

    Parlando di consulenti iscritti come indipendenti: ho appena incontrato una potenziale cliente ad oggi seguita da un consulente iscritto nella sezione degli “INDIPENDENTI” remunerato a parcella l’1% annuo sulle masse in gestione (più i costi degli strumenti): portafoglio carico di rischio specifico, azioni di banche italiane a -99%, svariati etf combinati tra di loro come la nutella sulla pizza (in perdita), obbligazioni di acciaierie nostrane con cedole facciali all’8% e controvalore di mercato al 60% del valore iniziale od obbligazioni di produttori di pellet tedeschi anche loro semifalliti. Un’ecatombe patrimoniale.

    Quindi? di cosa stiamo parlando? 🙂 ho scelto bene perchè “indipendente”? La discussione sullo status di indipendenza “tout court” mi sembra fine a se stessa.

    Il concetto alla base dei miei ragionamenti è proprio questo: non è una gara a chi è più indipendente o meno costoso, non è una questione di “etichette”. Come ogni prodotto/servizio, si tratta piuttosto di approfondire le logiche sottostanti a quel mercato per fare poi delle scelte consapevoli per pesare QUALITA’/TIPOLOGIA DI SERVIZIO e PREZZO.

    Insomma, meno “alle etichette delle cose” e più “alla sostanza”.

    PS: ai tempi stavo vagliando una delle Banche da te citata: ero al secondo colloquio quando al manager con cui mi relazionavo arriva una mail con una tabella-report di obiettivi di vendita di prodotti della casa (notoriamente ciofeche). Non ci volevo credere. Chiacchierando poi con i consulenti dell’ufficio mi raccontavano tranquillamente (come se fosse una cosa normale!) di come ogni mese dovessero raggiungere determinati obiettivi di vendita dei prodotti della casa. Fu l’ultimo colloquio 😉

  54. Marco ha detto:

    Provo a ridire le cose in maniera più concisa. Dire post che i miei fondi a-b-c hanno rischiato meno, guadagnato di più rispetto a Moneyfarm o altro…conta nulla se non lo si dice prima di un tempo T.
    Se si vuole essere costruttivi bisogna dire: Oggi prenderei invece di Moneyfarm, questi 3 o 4 fondi: codice ISIN a,b,c,d. Poi dire quando si fanno i ribilanciamenti come avviene su questo sito, a questo punto ogni 3 mesi monitoriamo le differenze ed a fine anno prossimo si tira una riga.
    Questo a casa mia vuole dire fare un confronto serio ed omogeneo…pubblicare ogni tanto grafici, dicendo questi sono i fondi che uso io, che vanno meglio nei momenti positivi e che perdono meno nei momenti negativi…serve a niente. In my opinion.

  55. Luca Zaffaroni ha detto:

    Il fine dei miei commenti non è dire quali fondi o quali mercati andranno bene, perchè sappiamo che nessuno è in grado di prevederlo. Inoltre dire ISIN, classe e valuta, potrebbe indurre qualcuno a comprarli e fare danni.

    La logica dei miei commenti è proprio quella di “diseducare” le persone dalla cultura del prodotto, tanto cara alle banche ed ai venditori, facendo loro capire che sono i mercati ed i comportamenti corretti a restituire i rendimenti. Che il punto non è concentrarsi sul “prodotto conveniente” o accertarsi che la definizione sia “attivo, passivo o indipendente”. Piuttosto si tratta di utilizzare un processo di investimento ben definito e condiviso tra il consulente finanziario e l’investitore adeguatamente preparato.

    I grafici vogliono semplicemente sfatare il mito del “solo il 30% della gestione attiva batte quella passiva” o “La gestione attiva è cattiva perchè costa di più”.

    Commentando i grafici, ho scritto più volte in questi mesi che “l’anno prossimo nessuno sa chi sarà il più bravo”, e che proprio per questo motivo all’interno di un processo di investimento ritengo sia molto importante far passare il messaggio che è importante diversificare anche il rischio gestore/prodotto. E che scegliere una soluzione piuttosto che un’altra solo in base all’etichetta formale dell’ “indipendenza” è riduttivo.

  56. 1capitano ha detto:

    Vi leggo tutti sempre volentieri ed essendo cliente Moneyfarm da un po’ posso dire che l’impressione ricavata è che chi si rivolge a questa azienda lo fa perché non ha esperienza finanziaria e perché costa poco rispetto ad altri.
    Secondo me i consulenti finanziari sono per chi ha più dimestichezza e magari un capitale “importante” e che riesce a sostenere costi (anche guadagni?) maggiori.

  57. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Capitano, mi trovi assolutamente d’accordo 🙂

  58. Kevin ha detto:

    Seguo ogni giorno questo blog e devo dire che è l’unico che parla in maniera chiara di quello che è moneyfarm. Io non sono ancora diventato cliente perché ci sono alcune cose che devo approfondire e che mi fanno aspettare ad entrare. Devo dare ragione a 1capitano ma c’è un altro aspetto da cogliere per chi come me è interessato a moneyfarm, voglio dire che il loro servizio rende accessibile il mondo della finanza alla mia generazione che vuole vedere chiaro quello che fa. C’è un pannello di controllo e vedi subito come vanno i tuoi affari. Con i consulenti come funziona? Tu gli stacchi un assegno e loro ti dicono “guarda abbiamo investito qui?” e fidati!
    Io devo investire 30 mila euro, per molti sono dei bruscolini ma per me è tutto il patrimonio.
    Se sbaglio sono fottuto!

  59. Luca ha detto:

    Salve a tutti, anche io sono stato attratto a money farm dalla pubblicità e mi ritrovo qui per avere maggiori informazioni. Complimenti a Lorenzo per il blog e se deciderò di iscrivermi ve lo farò sapere!

  60. Marco ha detto:

    In questo momento moneyfarm diventa una sgr come tutte le altre e quindi va confrontata molto semplicemente con gli altri gestori. Indipendenza o no il discorso nemmeno serve. Andate su morningstar e potete farvi tutti i confronti che volete. Gli importi investibili c’entrano poco visto che per acquistare un fondo bastano 1000 euro nella maggior parte dei casi. Se assumiamo che il profilo 4 puo’ essere considerato un portafoglio bilanciato 50-50, prendete le performance che vi da il sito moneyfarm, togliete poi le commissioni e lo confrontate con le performance che vi da morningstar sui fondi bilanciati moderati e vedrete che dal 2012 ci sono tanti fondi che hanno fatto peggio come tanti che hanno fatto meglio. Con online sim vi potete aprire un conto gratis e prendere quasi quello che volete. La consulenza indipendente è altra cosa, moneyfarm ora è un gestore come tutti gli altri.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      E’ quello che sostengo da mesi: i portafogli standard classificati da 1 a 6 vengono gestiti con ribilanciamenti “generalizzati”. Moneyfarm è come se fosse una SGR che commercializza i suoi 6 fondi spazianti tra il conservativo (P1 e P2), prudente (P3), moderato(P4), dinamico (P5) ed aggressivo (P6). (il mercato dei bilanciati/flessibili ne conta a centinaia)

      “Che profilo/rischio dichiari? conservativo? ok, Portafoglio p2.”

      “Tu invece? Moderato? ok, portafoglio P4.”

      (Magari facendo due chiacchiere ed apprendendo qualche nozione in più, un investitore capisce che di un P2 non se ne fà niente ed un P5/P6 è quello che fa realmente al caso suo).

      Per questo confrontavo nei mesi i vari bilanciati/flessibili di tante altre SGR partendo da metà maggio 2015: la data di inizio dell’investimento di Lorenzo, assimilabile (da ciò che ho capito) ad un fondo conservativo P1/P2.

      Se avessi in portafoglio una strategia bilanciata prudente che ha realizzato -9% nella peggiore fase di mercato e +1,80% dopo 2 anni e mezzo, sono certo che andrei a sostituirla il prima possibile o comunque non lo utilizzerei più per i miei clienti. Passi il +1,80% (investimento a bassa volatilità in periodo di tassi negativi, ci sta) ma il -9% è “ingiustificabile” e mi avrebbe messo in difficoltà davanti a clienti che chiedono spiegazioni.

      Il servizio di investimento Moneyfarm ha quindi tra i PRO: la trasparenza di processo, il costo più basso e l’indipendenza.

      Tra i CONTRO ha: un portafoglio non personalizzato (come gestisci i diversi timing di ingresso se i 6 portafogli si muovono “in automatico”?), il rischio gestore non diversificato, l’impossibilità di gestire ottimamente la consapevolezza e l’emotività del cliente, un archivio “dati storici delle perfomance” (quello che si chiama track record) di pochi mesi.

      Cosa conta di più? essere indipendenti? diversificare il rischio gestore? gestire il timing di ingresso? costare di meno? educare e guidare il cliente? avere un track record robusto?

      Dal punto di vista del marketing “etichetta indipendente” e “costi bassi” sono “facili” ed acchiappano alla grande, senza dubbio. Ma basta questo per investire? Sono le caratteristiche che più contano?

      O forse è il caso di approfondire e capire meglio come funziona questo mondo? Certo, magari approfondisco ed investo tempo ed energie se devo investire una somma superiore a 50k euro, comprensibile come ragionamento. Il punto è: quando devono scegliere auto o telefono nuovo le persone quanto approfondiscono ? 😉

      Comunque da quanto ne so, su Online Sim (ed affini) paghi i fondi esattamente come li pagheresti tramite un consulente finanziario (commissioni di ingresso escluse, che sono comunque scontabili/esentabili dal consulente finanziario ) senza però avere la consulenza di un consulente finanziario (rischiando di fare grandi danni). E’ come andare in un paese “esotico” prenotando pensione completa in un albergo e poi mangiare fuori in locali “tipici” pagando a parte colazione, pranzo e cena. Non ha molto senso. Se vuoi intossicarti fai pure, magari evita di buttare via soldi con la pensione completa che poi non userai.

  61. Floyd ha detto:

    Tutto molto interessante perché vedo che siamo tutti sulla stessa barca.
    Siamo inesperti ma ci piace investire e guadagnare.
    Non ci fidiamo facilmente e alcuni di noi hanno avuto brutte esperienze (io con la mia banca)
    Moneyfarm ci sembra semplice perché ha un modello di business semplice!
    I costi di gestione sono bassi e se convinci qualche amico ad entrare te li abbassano.
    Non hai vincoli come un conto deposito vincolato, se non ti piace te ne esci.
    C’è sempre qualcuno che ti risponde se chiami, questo lo apprezzo.
    Io ho iniziato da poco e mi ci trovo bene.

  62. Silvia ha detto:

    Qualcuno ha letto l’articolo su Moneyfarm pubblicato sabato scorso sul Sole Plus ? Commenti ?

  63. Luca Zaffaroni ha detto:

    https://drive.google.com/open?id=1HcXMPRWWEF7ZDUt03oXlz6ehzCGGTHzU

    Moneyfarm è un pioniere del fintech, è una startup… insomma, è un’azienda appena nata. Se fosse quotata in borsa, potremmo dire che le sue azioni rientrerebbero di sicuro nel comparto GROWTH (crescita): ovvero un business neonato che non produce utili/dividendi ma anzi, richiede continuamente nuovo capitale per crescere.

    Poi magari un giorno, Moneyfarm sarà un’azienda di consulenza finanziaria affermata, riconoscibile e profittevole e restituirà soddisfazioni a chi in tempi non sospetti l’ha finanziata “ai suoi albori”.

    Queste analisi valgono per chi vuole investire capitali nel business di Moneyfarm.

    Tutt’altro discorso è invece fruire del servizio di consulenza finanziaria prestato da Moneyfarm.

    Il fatto di mangiare bene in un ristorante non significa necessariamente che diventare azionista di quel ristorante sia un buon affare (e viceversa!)

  64. Raffaele ha detto:

    Complimenti discussione molto chiara e sopratutto equilibrata.
    Anche io sono diventato cliente moneyfarm portafoglio p5 gestione patrimoniale forse la novità più interessante.
    Non contento ho aperto un portafoglio anche con euclidea una nuova SIM sempre con gestione patrimoniale con lo stesso importo in modo da poter aver un confronto veritiero.
    Non ho le competenze per addentrarmi in discussione tecniche però mi permetto di dire che offerte come moneyfarm o euclidea hanno come valore agggiunto la gestione patrimoniale con i vantaggi fiscali annessi.
    Non avrei aperto moneyfarm con la gestione amministrata quella di cui si parla in questo blog dove bisogna confermare i ribilanciamenti e dove non hai la compensazione delle minus.
    Comunque grazie a moneyfarm ed euclidea mi sono potuto avvicinare ad un modo a me sconosciuto quindi non posso lamentarmi.

  65. Maurino ha detto:

    Seguo con interesse questo post, ho aperto adesso Moneyfarm con un p5, contattato stasera dalla consulente (laureata in economia e finanza, almeno ha il titolo), mi ha spiegato tutto per filo e per segno, rispondendo anche alle domande ed ai dubbi.
    Vi farò sapere come va…

  66. Lorenzo ha detto:

    Ciao a tutti e buone feste. Sono cliente Moneyfarm, ma ormai ho lasciato pochi spiccioli, dopo che col rialzo dell’Euro sul Dollaro il portafoglio aveva quasi azzerato tutta la sua performance. In linea di massima, comunque, in questi ultimi 3 anni il guadagno è stato zero o zero virgola, quando non addirittura negativo (come con quasi ogni altra forma di investimento “normale”, azionario compreso, botte di c. a parte). La domanda, allora, è: perchè investire? In questa fase non conviene forse lasciare i propri soldini in conto corrente? A che pro rischiarli? Cari consulenti, abbiate il coraggio di spiegare che adesso è meglio NON investire, invece di proporre cervellotiche strategie per decidere in quale settore o in quale forma impegnare il proprio denaro.

  67. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Lorenzo,

    Da ormai 3 anni i tassi europei si trovano in un’anomala ed indotta situazione di negatività (oggi registrato nuovo record negativo dei BOT a 6 mesi a -0,457%).

    Chi vuole vedere remunerato il proprio denaro, a fronte di una gestione del risparmio che offre tassi negativi, si trova quindi obbligato da 3 anni a varcare la soglia del controintuitivo mondo degli INVESTIMENTI.

    Quando parliamo di investimenti, siamo però obbligati a fare i conti con un MERCATO, che tutti i giorni attribuisce un PREZZO diverso ad ogni asset: questo vale per l’investimento finanziario in un’azione od obbligazione, così come per un investimento non finanziario, come l’acquisto di un immobile o di un’attività economica.

    Ne consegue che ogni giorno i prezzi degli asset cambiano e quindi il momento di ingresso in qualsiasi tipo di investimento (ovvero il prezzo al quale compriamo un asset da mettere in portafoglio) incide notevolmente sui risultati ottenuti nel breve dal nostro investimento.

    Il timing di ingresso è quindi una variabile molto importante da gestire portafoglio per portafoglio, cliente per cliente. Così come è molto importante capire insieme all’investitore che per ottenere rendimento è necessario assumere rischio/volatilità.

    In questo grafico metto a confronto uno dei tipici “motori di performance”, ovvero un azionario globale (in blu) con uno dei tipici “difensori” del portafoglio, ovvero un obbligazionario europeo di breve termine (in rosso). Sempre 15-05-2015 —> ad oggi

    https://drive.google.com/open?id=1YZYEllzGbZkAodqEa9PI–LL9ywd6zOe

    Il “portafoglio tipo” dell’investitore italiano vede una quota intorno al 30% di asset azionari. Questo perchè generalmente mal tolleriamo la volatilità e non riusciamo a slegarci dalla costante visione di breve termine. Ma “purtroppo” non c’è scampo: se si vogliono realizzare ritorni soddisfacenti, a maggior ragione in un contesto di tassi negativi, è inevitabile l’esposizione ad asset volatili.

    Nel grafico, 100.000 euro investiti il 15-05-2015 nell’Azionario Globale diventavano 83.000 a san valentino 2016 e quasi 117.000 euro in questi giorni.

    Saremmo stati in grado di resistere psicologicamente ad una simile volatilità?

    Saremmo stati in grado di resistere alla tentazione di dire che “le borse sono alte”?

    (Pensate che alla vigilia dell’elezione di Trump nel novembre 2016 si sprecavano in tutto il mondo gli articoli catastrofisti del tipo “Le borse sono altissime, Trump sarà l’uragano che le spazzerà via” “Scappate dalle azioni” “L’elezione di Trump sarà l’inizio della fine” ecc ecc).

    Investire è un processo per poter scegliere al meglio in costanti condizioni di incertezza. Per investire serve una strategia, serve pianificare e scadenziare i propri obiettivi, serve che l’investitore abbia ben capito il funzionamento dei mercati finanziari e della strategia condivisa. Questi punti sono fondamentali per far sì che l’investitore “riesca a rimanere fedele” al piano inizialmente definito, qualsiasi cosa succeda sui mercati, anche quando il vento soffia a -10%, -20% o -55% (come nel 2008).

    Non esistono prodotti/strumenti/sfere di cristallo che permettono di scaricare il rischio quando il mercato sta per iniziare una discesa o caricarlo al massimo quando sta per iniziare un rally.

    Investire NON può dare risultati garantiti, si tratta piuttosto di una questione di probabilità statistica. Se sai che hai a disposizione un alto numero di lanci (decine di mesi/diversi anni) e diversifichi correttamente i tuoi investimenti, allora aumenterai moltissimo le tue probabilità di guadagnare NEL TEMPO.

    E’ il concetto che sta alla base della Teoria della normale di Gauss: le botte di culo di cui parli sono i rari “eventi di coda” positivi, poi ci sono i rari eventi di coda negativi (ovvero la sfiga: ecco, entro io ed i mercati scendono). Ma con l’aumento del numero dei tentativi (anni) i risultati ottenuti si allineano ad un valore medio. Per questo sono così importanti i concetti di “orizzonte temporale” e “diversificazione”.

    Un esempio di applicazione dei concetti sopra esposti (a proposito di azionario globale): mantenere il TFR in azienda (se mancano più di 20 anni alla pensione) è finanziariamente e fiscalmente un suicidio, soprattutto in considerazione del collasso INPS. Pochi hanno capito (o hanno voglia di capire) cosa sta per succedere in Italia.

    Purtroppo molte persone spendono diverse serate su siti tipo “confronta conto” per cercare di capire se è meglio un vincolo di 2 anni allo 0,30% o di 3 anni allo 0,40% mentre lasciano marcire la più importante risorsa che hanno a disposizione all’1% annuo in azienda, per poi dulcis in fundo/cornuti e mazziati farsi tassare il doppio “quando arriverà il momento”.

    Insomma: INVESTIRE è un discorso MOLTO più vasto e complesso di quanto una singola parola di nove lettere può lasciare intendere 🙂

  68. Lorenzo ha detto:

    Grazie Luca, tu fai il tuo mestiere, e credo anche bene. Sostanzialmente dici che oggi la liquidità in conto non frutta un nichelino, e che, quindi, se vuoi qualcosina, devi investire e in definitiva rischiare. Permettimi alcune osservazioni:
    1- Orizzonte temporale: sembrerebbe di capire dalle tue parole che, entri quando entri, ma se hai 10 anni a disposizione, alla fine c’è un ritorno. Io contesto anche questa osservazione, SPECIALMENTE se riferita a Borsa Italiana. Quanti sono i titoli dell’FTSE MIB che oggi valgono quanto o più di 10 annni fa? E quanti invece valgono una frazione di quel valore? E non parlo soltanto di titolini… Idem per i fondi di investimento.
    2- Timing: il grafico che presenti ne è una chiara esemplificazione: entra al momento sbagliato e sei fritto per anni e annorum. Dovresti entrare solo dopo i crolli epocali. E oggi non siamo certo in questa fase, semmai siamo in attesa del crollo (mesi? qualche anno?). Dunque: alla larga, oppure mordi e fuggi. Certo che con la meccanica dei fondi la vedo dura…
    3- Moneyfarm: non ha fatto ancora guadagnare nulla a nessuno.
    4- Personalmente, se ho guadagnato qualcosanel 2017 è stato grazie ad Amazon ed Facebook, ma con scossoni legati al dollaro, e a qualche bond corporate con cedola alta, ma con tanti brividi lungo la schiena. Parallelamente ci ho anche rimesso con bond in valuta estera, e alla fine il conto è stato poco dissimile dall’aver investito in un deposito vincolato. Se tenevo tutto sotto al materasso, prendevo quasi uguale, e ne guadagnavo in salute e tranquillità.
    5-Non conosco nessuno che abbia guadagnato più di me, a parte il solito che aveva capito subito tutto dei Bitcoins.
    Buon Anno a tutti

  69. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Lorenzo,

    ti ringrazio per la risposta ponderata, ricca di riflessioni e spunti interessanti. Provo a rispondere come sempre con l’obiettivo di chiarire concetti/ragionare insieme per capire meglio come funziona questo mondo. Avevo già in mente altri ragionamenti/idee che volevo condividere con voi, colgo l’occasione di alcuni spunti forniti dal tuo post per scriverli in questo commento.

    Attenzione che questo post è molto più pesante del solito 😀 Se avete voglia di leggere, fatelo solo se armati di pazienza e caffè 🙂

    E’ necessario chiarire subito che ORIZZONTE TEMPORALE fa rima con INVESTIMENTO http://www.soldionline.it/guide/basi-investimento/cos-e-l-orizzonte-temporale

    Orizzonte temporale nulla centra invece con il MORDI E FUGGI (o SPECULAZIONE o TRADING), ovvero cercare di azzeccare gli asset che nei prossimi 1-3-6-12 mesi avranno la performance migliore, evitando al contempo gli asset che invece realizzeranno quella peggiore. Ma a questo punto, perchè limitarsi ad azzeccarci per un anno?
    Sarebbe bello poter ripetere questo miracolo OGNI anno, per 1/5/10/40 anni: a questo punto chiedo un prestito di 100.000 euro alla banca al 4%, parto col trading.. e non lavoro più 😀

    Ricordiamoci che il mordi e fuggi/trading/speculazione significa comprare oggi qualcosa e riuscire a rivenderlo domani ad un prezzo più alto. Dove chi vende pensa di fare un affare “perchè secondo me” e chi compra pensa di fare un affare “perchè secondo me”.

    Ma uno dei due guadagnerà mentre l’altro… perderà: il trading è uno spostamento di denaro da un portafoglio ad un altro, è un gioco a somma zero.

    Ma questa sensazione di rischio crea adrenalina, crea dipendenza ed aggiunge quell’innegabile fascino del potenziale arricchimento in poco tempo. Ed è quello che tutti sottosotto bramano. Ma che è un’illusione. Tantopiù che gli strumenti per fare trading sono di semplicissimo uso: chiunque da pc/smartphone può fare click sullo schermo per comprare o vendere merci.

    Uno studio condotto dalla Consob francese ha evidenziato come in 4 anni di trading, su 15.000 traders francesi attivi sul forex, il 90% fosse in perdita https://drive.google.com/open?id=14ynsKyL5rIAJeLtnJk-9U6rHieqxJrXy

    Il report completo da cui ho estratto la foto https://drive.google.com/open?id=1wvnQrUjgHkwrpoDTAH8rPPWOU1kDBMpE

    Dai ragazzi, vedere i propri soldi “salire”, arricchirsi in poco tempo con dei semplici click è il sogno proibito di tutti 😀 Ma non è possibile, o lo è in pochissimi,spesso non replicabili casi.

    Diversamente, alla base del concetto di INVESTIMENTO c’è invece l’inserimento di asset in portafoglio al fine di GODERE DEI FRUTTI DELL’INVESTIMENTO NEL TEMPO: cedole dalle obbligazioni e dividendi dalle azioni. Frutti che derivano da ECONOMIA REALE.

    Invece che comprare azioni ed obbligazioni (quotate su un mercato vasto, regolamentato, liquido e quindi facilmente/rapidamente negoziabili) potremmo investire in un ristorante, in una fabbrica o in un’officina della nostra città. A fine anno un pezzettino dei loro utili saranno miei, in proporzione alle quote che ho comprato.

    Facendo un esempio più semplice, invece che “investire in Borsa” facciamo finta che con i miei 100.000 euro apro un ristorante. Non mi aspetto certo di FARE TRADING e rivenderlo il giorno dopo a 110.000 😀
    Lo apro perchè voglio REALIZZARE UTILI ogni anno.

    Ipotizziamo che la gestione del ristorante in 5 anni produca 10k euro di utili ogni anno. Ipotizziamo che nel corso dei 5 anni girino voci che il sindaco vuole chiudere alle auto la via del centro (dove c’è il mio ristorante), facendo oscillare IL PREZZO della mia attività. Se volessi vendere in quei mesi (ammesso di trovare qualcuno che compra), dovrei farlo ad un PREZZO decisamente inferiore al VALORE del mio ristorante, ovvero la sua capacità di generare utili.

    L’investimento in un ristorante ha quindi un orizzonte temporale di almeno 4/5 anni di gestione/utili. Se lo valuto prima commetto un grosso errore, e realizzo una minusvalenza. A beneficio (speculatore, squalo, trader, affarista chiamatelo come volete) di chi lo compra a 60/70k euro, che realizzerà una plusvalenza https://drive.google.com/open?id=1yIbhj18h1Fee0YIYbQgSiHzqhcOvNZWn

    Quindi chi investe in Borsa, lo fa per incassare i dividendi distribuiti dalle azioni e le cedole pagate dalle obbligazioni, sapendo che i propri beni sono scambiati tutti i giorni su UN MERCATO e che tutti i giorni ci sarà UN PREZZO al quale poterli comprare e vendere. Un ETF o un FONDO raccolgono soldi degli investitori e poi ci pensano loro a valutare/scegliere/comprare centinaia di azioni/obbligazioni per diversificare il rischio.

    Le curve dei grafici dei fondi/etf non rappresentano quindi solo l’andamento dei prezzi degli asset, ma includono i dividendi accumulati negli anni, come nell’esempio del ristorante.

    Investire nella Borsa Italiana… pessima scelta 😀 Negli ultimi 10 anni l’Italia è stata la peggior borsa del mondo, battuta solo… da quella greca. Non solo il nostro Paese è stato massacrato dal Grande Cambiamento (non è una crisi) del 2008 ma, peggio ancora, la nostra Borsa raccoglie le poche grandi aziende del Paese che sono: banche, assicurazioni e semi o ex aziende pubbliche come ENI, ENEl e TELECOM. Insomma, tutto ciò che in questi anni non ha prodotto utili 😀 Più di 2/3 del PIL del Paese sono fabbricati dai servizi e soprattutto dalla piccola/media industria, non dalla Borsa Italiana (autentico mattatoio di capitali degli ultimi 10 anni).

    Questo è uno dei più frequenti errori di finanza comportamentale che rilevo tutti i giorni: siccome sono in Italia e sono nomi conosciuti, investo in… nomi italiani conosciuti: banche (meglio della mia stessa regione o provincia tipo Veneto, Vicenza o Etruria 😀 ), telecom, enel, ecc ecc. Risultato? Il resto del mondo ha fatto decisamente meglio dell’Italia e, prendendo un Paese particolarmente di successo senza scomodare i classici USA, se avessi puntato sulla Germania le cose sarebbero andate ancora meglio.

    https://drive.google.com/open?id=1Hk0aaqBJRCZ6SQtaYSUnL4lkZdiyofP-

    Perchè fra tutti i Paesi sul pianeta scegliere proprio l’Italia? Perchè sono italiano? Mmm, pessimo criterio di scelta 😀 Quindi se sono un idraulico investo solo in aziende che fanno tubi o se sono un ristoratore investo solo in ristoranti ecc ecc

    Per i miei clienti non sono purtroppo stato così bravo a scegliere Germania… “per non sbagliare” ho scelto l’azionario globale. Tutto l’equity mondiale ha sofferto un calo di prezzi tra il 2007 e l’inizio del 2009. Poi a suon di utili e cambiamenti/valutazioni assestate, NELL’ORIZZONTE TEMPORALE CORRETTO si è guadagnato.

    Utili, aziende che fanno (o che faranno) utili. Meglio se comprate durante i saldi (2008/2011/2015) come qualsiasi altra merce 😉

    Chiaro, oggi le valutazioni di molti asset sono storicamente molto alte, ma record di valutazioni sono stati toccati anche 1/2/3 anni fa. Ed allora cosa si fa? Non si investe? Chi 3 anni fa ha detto “troppo alto per investire” ha perso guadagni, così come chi l’ha “pronosticato” 2 anni fa o l’anno scorso. Per questo ripeto sempre che non serve fare previsioni ma stilare una strategia ben definita e personalizzata (nella sostanza, non a parole!!!) per ogni singolo investitore. Stante che negli investimenti, i guadagni si realizzano NEL TEMPO.

    Nel breve periodo possono esserci le botte di c. 😀 così come le sberle a -20%, come il sindaco che si sogna di chiudere la via del centro 6 mesi dopo l’apertura del mio ristorante, abbassandone temporaneamente IL PREZZO, ma non il VALORE.

    Se non ho assimilato i concetti sottostanti all’investimento, ovvero per citarne alcuni: orizzonte temporale, mercato, prezzo e valore, rischio di schiantarmi (dopo pochi mesi) contro il mercato o peggio ancora rischio di schiantarmi contro delle aspettative troppo alte e non ben chiare/definite ALL’INIZIO del mio investimento.

    Questo per i mercati è stato un anno davvero molto buono. Chi si è esposto ai rischi ha guadagnato. Peccato come diceva Lorenzo per il cambio EUR/USD che per noi europei ha reso buono un anno che altrimenti poteva essere eccezionale. Peccato anche che una buona parte di performance si sia realizzata nei primi 4/5 mesi dell’anno: ho visto ad esempio che i clienti già investiti da inizio 2017 hanno goduto appieno della buona annata, mentre quelli che sono via via entrati hanno avuto soddisfazioni inferiori.

    Parlando di timing, il 2016 invece è stato diverso: il momento migliore per entrare era tra febbraio e marzo 2016. Il punto è che, qualsiasi mese 2016 si scegliesse per iniziare, il 2017 è stato molto valido 😀 E’ inutile quindi se non addirittura CONTROPRODUCENTE tirare le somme ogni mese, semestre o anno.

    Il timing di ingresso non è gestibile nel breve periodo. E’ però da gestire nel corso degli anni, con delle strategie personalizzate definite e condivise a monte.

    Alcuni esempi di asset 2017

    Male la parte breve. In un anno buono come questo, avrei dovuto averne nei portafogli il meno possibile (con il senno del poi 😉 ) https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypWVZIREtnNWM4YlE

    Bene la parte obbligazionaria, rigorosamente coperta dal rischio cambio. Il color prugna, meno performante, è un obbligazionario di più alta qualità, quindi meno remunerativo. Anche qui, con il senno del poi, avrei dovuto averne in portafoglio di meno ma questi ragionamenti a posteriori sono “sbagliati”, mi seguite? 🙂
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypczlFQ0toUUV3emM

    Obbligazionari high yield, ovviamente più abbondanti nei portafogli dei clienti che più hanno capito/condiviso “le spiegazioni sugli investimenti” https://drive.google.com/open?id=1sjSCDkwTkKzDIWeIHeBZp8SYOHNdhVKg

    Azionari globali, sfortunatamente in USD ma generalmente coprire le azioni dal rischio cambio non ha molto senso, stante l’orizzonte temporale di 6/7 anni. Purtroppo “il prugna” non ha performato abbastanza ed è stato inghiottito quasi completamente dal -15% del cambio EUR/USD https://drive.google.com/open?id=1z9IglS_oBxw8UCSBNYAysXOrM7HUO0Jq

    Piuttosto, a saperlo prima (eheheh), avrei preso questo azionario globale, farcito di Amazon, Google, Apple e quasi tutti gli altri FAAMG… dulcis in fundo pure a cambio coperto 😀 Purtroppo qui ci ho messo 0 (ZERO) https://drive.google.com/open?id=1gZWkTi7DM8Es2PK16F5ejCF8j_Fiem0i

    Questo però l’ho preso. Sfortunatamente sul totale dei patrimoni che gestisco ci ho messo davvero delle briciole ma posso gasarmi e dire che a qualcuno l’ho comprato 😀 😀 https://drive.google.com/open?id=1pvDgk3Ncy6lHY3UaSHrW6gbew0VAEslo
    Nel 2015 ha fatto -30%, quindi so cosa potrebbe aspettarmi nel 2018 🙂

    Chiudendo: ciò che più avete visto performare in questi grafici del 2017, tantopiù negli anni “sbagliati” si becca un bel segno MENO, purtroppo anche a due cifre. L’ultima volta è successo tra il 2015 ed il 2016, bisogna essere preparati perchè chi abbandona la nave durante la tempesta si fa molto male. Purtroppo oggi per pescare i pesci interessanti bisogna stare in mare aperto, se stai vicino alla costa niente pesce.

    Non si può prevedere, bisogna sapere già prima cosa fare quando questi anni chiamati CIGNI NERI (poichè rari) si manifestano.

    Bitcoin e criptovalute ad oggi sono la capitale del trading al centro di un’isteria globale: non si parla d’altro al giorno del ringraziamento, a Natale, in una palestra di Wellington, in un ascensore di Chicago o in un bar di Oslo. C’è un detto: “quando il salumiere o l’uomo dell’ascensore discutono amabilmente di investimenti, è il momento di scappare”.

    E’ una corsa all’oro, in un mercato completamente nuovo. Come nel Klondike.

    I PREZZI: Vuoi una borraccia? 200 dollari. Vuoi una brandina? 500 dollari. Vuoi un piccone? 1.000 dollari.

    Ma in realtà si trattava di oggetti dal VALORE di pochi cents. Si può giocare, perchè no, con una frazione delle proprie risorse (meno dell’1%).

    Giocare, frazione 😉

    Spero che questa “mazzata di fine anno” sia stata interessante ed arricchente. 😀

    Ci vediamo nella sezione del 2018 per approfondire e continuare le nostre chiacchierate 🙂

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Nessuna “mazzata”, Luca, ma un intervento come sempre interessante, diretto al punto e che (mi) fa riflettere…

      • Giovanni ha detto:

        Ringrazio Luca e Lorenzo per le analisi e gli interessanti spunti di riflessione. Per chi inizia poco a poco a familiarizzare con il mondo degli investimenti é fondamentale poter disporre di opinioni ed informazioni presentate in modo chiaro e semplice, come fate voi. Grazie davvero!

  70. Luca Zaffaroni ha detto:

    Grazie Giovanni, sono felice che le informazioni siano state utili 🙂

  71. ALDEMARO ha detto:

    dopo aver richiesto informazioni sono stato contattato diverse volte da moneyfarm ma non ho ancora deciso di aderire,,, sia da quello che leggo qui che da indicazioni ricevute da altri aderenti a moneyfarm onestamente i rendimenti , almeno per me, sono ridicoli … se devo investire per avere 1o 2% all’anno tengo i conti sul conto corrente …. nel mio caso specifico uno dei portafogli che mi sono creato (ne ho altri ma non sto qui a dilungarmi) lo gestisco solo con tre fondi da ormai 3 anni e tutti della stessa casa di gestione (non è un consiglio ma solo una mia esperienza) .. e ho ottenuto risultati eccellenti (merito dei mercati ?? forse .. ma se i mercati crescono e i miei investimenti non crescono c’è un problema perché quando i mercati scendono anche gli investimenti scendono) … ora vi dico la mia esperienza (ripeto non è un consiglio ma è facilmente replicabile da tutti) ….
    scegliete tre fondi che ritenete di ottima qualità … uno tranquillo, uno obbligazionario flessibile che si è dimostrato di qualità e un bilanciato e allocate in percentuale… ecco il mio portafoglio fatto ad inizio 2015 scegliendo in questo caso fondi di una unica casa:
    50% sul fondo tranquillo FR0010923359 H2O ADAGIO
    30% sul fondo obbligazionario flessibile FR0010923375 H2O MULTIBOND
    20% sul fondo bilanciato (o simil) FR0010923383 H2O MULTISTRATEGIE
    io ho avuto una performance complessiva dal 1/2015 a 12/2017 (3 anni) del 33% con un profilo molto prudente (50% sul fondo adagio che ha come obbiettivo realizzare un rendimento annuo, al netto delle spese di gestione, superiore dello 0,60% rispetto a quello dell’indice EONIA capitalizzato con frequenza giornaliera)….
    io ho citato la mia esperienza che posso dimostrare in qualsiasi momento .. ma si possono scegliere tre fondi anche di altre case di ottima qualità di gestione… su tanti siti online si comprano senza spese e si possono ribilanciare in qualsiasi momento a seconda del rischio che si vuole correre … un buon gestore (non sono tanti ma ci sono) all’interno del fondo che gestisce si muove in base alle aspettative economiche, sovra o sottopesando gli asset. ripeto nuovamente non voglio consigliare niente a nessuno (non ho interessi personali) ma solo citare la mia esperienza degli ultimi 3 anni… ritengo ottimo anche investire con i pac sui mercati azionari.
    scusate l’intervento … spero possa essere un contributo in più per i risparmiatori

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