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30.003 visite • Inserito nella categoria: Banche e finanzaCommenti (221)

MoneyFarm, opinioni 2016 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016…
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Cliente MoneyFarm da metà 2015, leggi qui la mia esperienza, continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016, con informazioni, grafici e le mie impressioni unite ai commenti di coloro che mi leggono per curiosità, di utenti che desiderano affidarsi a MoneyFarm per i loro investimenti e di chi è già cliente e trova interessante condividere il rendimento del proprio portafoglio.

Sono entrato in MoneyFarm il 13 giugno 2015 investendo una limitata somma di denaro per testare la validità del servizio e sperare in dei rendimenti superiori a quelli bassi, ma parzialmente sicuri, di conti deposito oppure buoni postali.

Mi sono dato un arco temporale di 5 anni decorso il quale sarò in grado di tirare le somme e verificare se, in effetti, l’investimento sia stato redditizio oppure no.

Ma che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già salta queste poche righe, se invece non sai di che cosa stiamo parlando ti consiglio di leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove, oltre a fornire i dettagli sullo storico dei rendimenti, a riportare le principali comunicazioni dell’azienda e ribilanciamenti del portafoglio, descrivo in maniera molto sintetica i servizi da questa offerti.

Se vuoi diventare cliente e ridurre la percentuale di commissione a MoneyFarm sull’importo da te depositato, puoi utilizzare in fase di registrazione il Codice Amico come da articolo dedicato.

Il 2015 si è chiuso, per me, con una perdita del 5,0% e 3 ribilanciamenti da parte di MoneyFarm per tamponare le difficoltà dovute a variazioni significative delle condizioni di mercato e principalmente per gestire meglio il rischio e cogliere opportunità di lungo periodo.

Il 2016 non si è aperto, ahimè, nel modo sperato con un altro ulteriore ribasso dovuto al crollo delle borse cinesi a causa della nuova conferma della frenata dell’economia del Dragone e dai timori sullo scenario mediorientale per le tensioni Iran-Arabia Saudita.

L’asset allocation del mio portafoglio è così composto:
MoneyFarm2016-01-04 Asset Allocation

MoneyFarm2016-01-04 Composizione

STRUMENTI e CODICI ISIN
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro LU0290356871
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni FR0011313741
Bond Governativi 3-5 Anni in Euro LU0290356954
Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso IE00B6X2VY59
Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale IE00B5M4WH52
Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi IE00BCRY6003
Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro LU0290358224
Azionario Europa (MSCI Europe) FR0010261198
Azionario Giappone (Topix) FR0010245514
Azionario Globale (S&P Global Dividend) IE00B9CQXS71
Azionario USA (S&P 500) IE00B5BMR087
Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets) LU0292107645
Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio IE00B58HMN42

RAPPORTO RENDIMENTO PORTAFOGLIO
2016-01-05 -5,8%
L’analisi è nella premessa al nuovo post, ovvero la situazione in Cina, le tensioni in Medio Oriente, il petrolio che continua la sua discesa…

2016-01-12 -7,1%
… discesa che continua e che mi porta a toccare il nuovo record negativo da quando sono diventato cliente MoneyFarm ed ho iniziato a monitorare i rendimenti ottenuti.

2016-01-18 -8,2%
Nella mia risposta di ieri all’intervento di Lorenzo sul “mantenere la calma” in una situazione di alta volatilità come quella attuale, facevo riferimento all’intenzione di contattare MoneyFarm per avere un commento da parte loro in merito a questo progressivo deterioramento dello scenario economico.
Nel pomeriggio, come per magia, l’Asset Allocation Team mi ha scritto al fine di aggiornare sulla nostra strategia di investimento e sulle modifiche di ribilanciamento varate dal Comitato di Investimento che verranno comunicate il 20 gennaio.
Sintetizzando, MoneyFarm consiglia i propri clienti di concentrarsi sull’obiettivo prefissato e considerare, dove possibile, la corrente volatilità di mercato come un’opportunità per incrementare cautamente l’esposizione in un piano d’investimento a medio termine.
Il concetto è corretto, altre volte ho sfruttato le turbolenze del mercato per incrementare le posizioni e prendere il vantaggio nei periodi di rialzo.
Per MoneyFarm, così come in alcune comunicazioni passate, l’attuale volatilità è in controtendenza con la situazione dell’economia reale e l’attuale fase di mercato è da identificare come un trend di breve periodo causato dalle tensioni geopolitiche, dal difficile equilibrio tra domanda e offerta nel mercato delle materie prime e dal nervosismo dei mercati riguardo la divergenza delle politiche monetarie delle banche centrali.

2016-01-20 -8,6%
Le turbolenze continuano ad investire tutte le borse, il rendimento è sempre più negativo e, come promesso, MoneyFarm mi invita a seguire la nuova strategia per il portafoglio.

2016-01-20-ribilanciamentoMF

Il ribilanciamento di inizio anno consiste nella riduzione delle obbligazioni governative europee a breve e l’acquisto di obbligazioni dello Stato italiano a più lunga scadenza per maggior rendimento e grazie al supporto della banca centrale europea. Inoltre eliminiamo l’esposizione alla parte obbligazionaria legata ai Mercati Emergenti, date le non positive prospettive legate a quell’area geografica, sia dal punto di vista valutario sia obbligazionario. Abbiamo invece aumentato l’allocazione in bond ad alto rendimento sulla base di valutazioni fondamentali interessanti. In ultimo si è deciso di eliminare il rischio di cambio euro/yen nell’investimento azionario nipponico per decisione tattica. Abbiamo comprato gli ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” e “Bond Societari High Yield Globale”. Abbiamo finanziato gli acquisiti vendendo gli ETF “Bond Governativi 3-5 Anni Euro” e “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale”. Inoltre abbiamo eliminato il rischio cambio euro/yen nell’investimento azionario comprando l’ETF “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” e vendendo l’ETF “Azionario Giappone (Topix)”.

Concordo con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento.
2016-01-20-ribilanciamentoMF-inviato

2016-02-09 -8,9%
Di nuovo al minimo storico con i mercati che non reggono.L’azionariato, in particolare, tocca punte di quasi il -30% con DB X-TRACKERS MSCI EMERG MKTS UCITS ETF (Isin: LU0292107645) per i paesi emergenti e con UBS CMCI COMP SF UCITS ETF EUR HED A-ACC (Isin: IE00B58HMN42) per le materie prime ed il real estate.

2016-02-24 -7,7%
2 settimane altalenanti con valori non troppo distanti dai minimi.
Le cause sono sempre le stesse, le banche ed il petrolio con l’Iran che sembra definitivamente non essere attratto dal patto di Doha sul congelamento dell’offerta di petrolio, da parte dei principali produttori mondiali di greggio (Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela), per sostenere i prezzi dell’oro nero arrestandone il crollo.

2016-03-04 -5,9%
Recuperati due punti percentuali in 9 gg ed una situazione che “sembra” iniziare a stabilizzarsi anche se rimangono all’orizzonte le solite nuvole (banche, recessione, petrolio, mercati emergenti che non sono più tanto emergenti) oltre al Brexit e le incognite che ci accompagneranno fino al voto del prossimo giugno.

2016-03-23 -5,5%
Situazione poco mossa, recuperato un altro 0,4% anche se immaginavo che il rimbalzo potesse essere più cospicuo. Due settimane caratterizzate dalla “ripresa” del petrolio, le incertezze sulle banche e sui matrimoni da compiere e, purtroppo, dall’attentato terroristico di ieri a Bruxelles che non sembra avere impattato più di tanto i mercati.

2016-03-30 -5,8%
Secondo ribilanciamento del 2016 dettato dalla fiducia dovuta al rinnovato supporto ai mercati da parte delle varie Banche Centrali (prima fra tutte, la Banca Centrale Europea) porta MoneyFarm ad aumentare l’aggressività della componente obbligazionaria del portafoglio.
2016-01-20-ribilanciamentoMF
Vengono nuovamente acquistate obbligazioni ad alto rendimenti (High Yield) dell’area Euro, riducendo leggermente la parte del portafoglio investita nelle obbligazioni dello Stato Italiano a breve scadenza. L’asset class High Yield è una delle asset class che si è meglio comportata nella fase d’incertezza dei primi mesi dell’anno, e pertanto sembra il modo migliore per ottenere rendimenti maggiori. Inoltre il sostegno della Banca Centrale Europea alle obbligazioni societarie dell’Eurozona offre ulteriore supporto a questa asset class. In ultimo non aumentiamo ancora l’esposizione all’azionario che rimane volatile e di difficile lettura. Abbiamo quindi ridotto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per incrementare una posizione nell’ETF “Bond Societari High Yield Euro”.
2016-01-20-ribilanciamentoMF-inviato
Si passa, quindi, dal 15,65% al 13,33% dei Bond Governativi Italiani 1-3 Anni mentre si acquistano Bond Societari High Yield Euro per un 2,38% del portafoglio.

2016-04-30 -5,6%
Ho volontariamente allungato i tempi di aggiornamento del post per avere, in maniera più chiara, un’idea di rendimento mensile.
Nell’occasione riporto i dati salienti sul portafoglio P4-C2 nel primo trimestre del 2016, un portafoglio intermedio in termini di rendimento-rischio costruito con una diversificazione globale che prevede l’investimento su tutte le aree geografiche e su 8 asset class di mercato. Il portafoglio è costruito con un’esposizione misurata all’azionario sia sviluppato sia emergente ed un’esposizione obbligazionaria importante che comprende emittenti governativi e
societari. Il portafoglio può prevedere anche un investimento moderato in materie prime
.

L’analisi di MoneyFarm è che durante il primo trimestre del 2016 i mercati finanziari si sono mossi in territorio negativo e con grande volatilità. Protagoniste, ancora una volta, le Banche Centrali, le quali anche in questo trimestre sono state particolarmente attive nell’allentare ulteriormente le politiche monetarie.
La prima è stata la Bank Of Japan che, a fine gennaio, ha fatto molto scalpore
annunciando per la prima volta tassi d’interesse negativi. A seguire la Public Bank of
China ha tagliato per la quinta volta in un anno il coefficiente di riserva obbligatoria
e infine a marzo, la Banca Centrale Europea ha ampliato notevolmente il programma
di allentamento quantitativo. La Federal Reserve ha invece ulteriormente ritardato
la normalizzazione dei tassi d’interesse e, col meeting di marzo, dopo aver rivisto le
stime, ha confermato solo 2 dei 4 rialzi programmati per il 2016. Non sorprende quindi
come tassi sempre più bassi abbiano favorito i bond governativi delle aree sviluppate.
Anche lato obbligazioni societarie, la performance è stata positiva, sia per i bond
con rating più alto che quelli con merito creditizio più basso (high yield), che si sono
rivelati un asset class relativamente stabile se paragonati ad altri asset rischiosi come
le azioni.
Come nell’ultima parte dell’anno scorso, il driver fondamentale per i mercati azionari
è stato il prezzo del petrolio, che per la prima parte del trimestre ha continuato a scendere fin sotto i 27 dollari al barile, il livello più basso da settembre 2003. Un
prezzo molto competitivo e voci circa un possibile accordo tra i Paesi produttori
di petrolio ha poi aiutato a risollevare l’andamento della materia prima, che nella
seconda metà del trimestre ha fatto registrare una performance del 45%, chiudendo
il 31 marzo a 38 dollari al barile, in positivo rispetto all’inizio dell’anno.
Stessa storia per i mercati azionari. Dopo il peggior inizio di anno di sempre, con
tutti i principali indici in profondo rosso (l’S&P500 era arrivato a segnare -10% da
inizio anno, lo Stoxx Europe 600 -16% e il Topix -20%), insieme col rimbalzo del
petrolio anche i listini azionari hanno ripreso a correre. Se l’azionario USA è riuscito
a recuperare le perdite, non si può dire lo stesso per Europa e Giappone, che
chiudono il trimestre rispettivamente a -5% e -10% da inizio anno, sfavorite anche dal
rafforzamento dei tassi di cambio. Interessante notare che, contrariamente all’anno
scorso e fatta eccezione per la Cina, i mercati azionari emergenti stiano continuando
a registrare performance positive.
Anche sul tasso di cambio i movimenti sono stati molto marcati. La sterlina continua a
subire la pressione di un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea sempre
più vicino mentre il dollaro, anche a causa di una prospettiva di tassi alti sempre più
lontana, continua a deprezzarsi pian piano.
Dall’altra parte osserviamo un euro e uno yen che continuano invece ad apprezzarsi,
nonostante politiche monetarie estremamente accomodanti, il che fa sospettare che
gli interventi della Banca Centrale non sortiscano più effetto.
Il portafoglio nel corso del trimestre ha registrato performances leggermente
negative, principalmente per via dell’esposizione azionaria e valutaria.

Nel corso del primo trimestre è stata modificata l’asset allocation per avvicinarsi
ai nuovi Portafogli Strategici. A gennaio l’esposizione ai bond governativi dei
mercati emergenti è stata azzerata, per aumentare l’esposizione ai titoli societari
ad alto rendimento in dollari statunitensi. Parte della posizione in titoli governativi
dell’Eurozona è stata venduta per fare spazio ai titoli di stato italiani a 10 anni,
allungando così la duration del portafoglio. La posizione nel Topix è stata venduta per
comprare l’ETF sempre sul Topix ma con copertura dal tasso di cambio.
A marzo, è stata ridotta la posizione nei titoli di stato italiani a breve, per acquistare
titoli societari ad alto rendimento denominati in Euro.
Attualmente il portafoglio rimane prevalentemente esposto sull’area Euro e detiene
posizioni in valuta estera tramite i bond societari high yield in dollari statunitensi e i
vari ETF sull’azionario dei Paesi sviluppati (S&P500 e S&P Global Dividend) e azionari
dei Paesi emergenti (MSCI Emerging Markets) per un peso complessivo di circa il 24%.
L’ETF sulle materie prime che pesa all’incirca il 2.5% del portafoglio, seppur faccia
riferimento a un indice in dollari, incorpora anche una protezione dai movimenti del
tasso di cambio, pertanto non contribuisce ad aumentare l’esposizione valutaria.
Analogo ragionamento per l’ETF sul Topix, coperto dal rischio legato al tasso di
cambio.

2016-04-31 -4,5%
Un punticino guadagnato dopo le sofferenze degli scorsi mesi…

2016-05-31 -5,2%
Il referendum sulla Brexit si avvicina, i mercati sono nervosi e si accumulano nuove perdite dovute alle tensioni ed ai sondaggi…
MoneyFarm - 2016-06-14- Ordini in attesa
MoneyFarm reputa che l’andamento dei mercati negli ultimi due mesi ha mostrato una forte stabilità rispetto all’eccessivo nervosismo d’inizio anno. Questo si è tradotto in una riduzione della volatilità su tutti i mercati (sia azionari che obbligazionari) che permette oggi di incrementare le posizioni più aggressive dei portafogli, per ritornare ai livelli strategici di allocazione. Nell’attuale contesto di tassi zero, uno dei temi predominanti tra gli investitori rimane la ricerca di rendimento, che sta premiando le azioni con i dividendi più alti e le obbligazioni ad alto rendimento. La tematica del “dividendo” (sia obbligazionario che azionario), per MoneyFarm, è destinata a rimanere un tema cruciale anche per i prossimi mesi viste le fonti di incertezza attuali (Brexit, rialzo tasso FED, materie prime volatili). Abbiamo quindi venduto per intero l’ETF “Bond Governativi 3-5 Anni in Euro” per aumentare la posizione nell’ETF “Azionario Globale (S&P Global Dividend)”, specializzato in società ad alto dividendo.

MoneyFarm - 2016-06-14 - Ribilanciamento dettagli

Aderisco al ribilanciamento proposto!

2016-06-30 – 4,6%
Dall’inferno delle banche e del Brexit ad un cauto ed ottimistico ritorno alla realtà; non ci siamo di sicuro annoiati a (fine) giugno con il voto a sorpresa che ha sancito l’uscita dalla UE del Regno Unito con il conseguente crollo di tutte le borse mondiali fino alla piccola ripresa finale anche grazie al via libera della Ue allo scudo per le banche italiane da 150 miliardi che sembra poter dare un po’ di tranquillità al sistema…

2016-07-14 – 2,4%
Aggiornamento di metà luglio per fare il punto della situazione sul l’andamento del portafoglio nel secondo trimestre dell’anno.
Dopo gli scossoni di inizio anno, il secondo trimestre del 2016 è stato caratterizzato da una volatilità molto contenuta. Per la maggior parte del periodo (almeno fino alla seconda settimana di giugno quando i sondaggi hanno iniziato a dare per favorita l’eventualità di un’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona), i principali indici azionari hanno scambiato in un intervallo limitato di valori.
Analogamente il VIX, l’indice che misura la volatilità implicita delle borse USA, ha mostrato un andamento sottotono per tutto il trimestre, per poi tornare ai livelli di febbraio in
concomitanza del referendum.
Questa prima fase di “calma piatta” è attribuibile soprattutto all’azione delle Banche Centrali.
La FED, dopo aver rimandato il rialzo a marzo, è rimasta ferma anche a giugno. Il corso degli eventi è stato però diverso da quanto prospettato dai policy maker statunitensi; dati sul mercato del lavoro non brillanti hanno infatti abbassato di molto le probabilità di un rialzo per tutto l’anno in corso.
Normalizzazione rimandata.
La BCE, invece, ha iniziato a implementare il programma di acquisto dei titoli societari, senza però riuscire ad abbassare il rendimento a scadenza delle obbligazioni corporate, visto che ormai anch’esso rasenta lo zero.
Con l’avvicinarsi del referendum sulla Brexit l’avversione al rischio è tornata a salire e con essa la volatilità.
Da febbraio, quando il referendum è stato annunciato, a parte brevi periodi, i mercati hanno sempre prezzato una probabilità di Brexit molto bassa. Solo con l’inizio di giugno ci si è resi conto del fatto che i risultati dei sondaggi suggerivano il contrario.
L’umore è poi cambiato nuovamente ad una settimana del referendum, in seguito all’omicidio per motivi politici della parlamentare Labourista Jo Cox, forte sostenitrice della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Sull’onda di quotazioni sempre più alte, i mercati hanno iniziato a scommettere fortemente contro uno scenario Brexit. Per poi realizzare, la mattina del 24 giugno, di aver sbagliato.
Per quanto riguarda gli indici, lo S&P 500 chiude il trimestre in positivo, così come il FTSE 100 che, aiutato da una sterlina che in pochi giorni ha perso il 10%, in valuta locale chiude
il semestre a +6.55% (+1% in euro).
Le sofferenze maggiori sono state riservate al Giappone (-7.4%) e all’Eurozona (-2.00%), il primo a causa dello Yen e del suo status di valuta rifugio e la seconda per i timori di contagio economico e politico.
Anche i mercati emergenti hanno sofferto. Dopo un primo rialzo hanno iniziato a perdere terreno, soprattutto a causa dei movimenti valutari. Il petrolio, fattore guida principale per quei mercati, ha superato i 50$/barile, toccando i livelli più alti dal luglio del 2015.
Il 3 giugno si è svolto il meeting dell’OPEC (l’associazione che riunisce i maggiori paesi esportatori di petrolio) che ha ribadito come l’offerta sia ancora lontana dallo stabilizzarsi.
Due le tematiche vincenti di questo trimestre. I cosiddetti porti sicuri, vale a dire oro, Bund tedeschi e Treasury Bills, che hanno continuato a guadagnare sulla scia di tassi d’interesse sempre più bassi e dell’incertezza derivante dal Brexit. Sul fronte delle asset class, continuano invece a tenere quegli strumenti in grado di garantire un reddito più elevato, come le obbligazioni ad alto rendimento e le società con i dividendi più alti.
Il portafoglio ha registrato nel secondo trimestre una performance positiva, che ha permesso di ritornare in positivo anche dall’inizio dell’anno. Nonostante la Brexit e il peggior inizio anno della storia dei mercati finanziari, una buona diversificazione a livello geografico, di asset class e di valute ha permesso di attutire i diversi shock e accrescere il capitale.

2016-07-31 – 2,6%
Rendimenti poco mossi dal precedente aggiornamento…

2016-08-31 – 2,5%
Leggere sopra…

2016-09-12 – 2,6%
Arriva il nuovo ribilanciamento in previsione del susseguirsi, nei prossimi mesi, di diversi eventi di rilievo, in particolare per l’Eurozona. Il Referendum costituzionale italiano rappresenta, a nostro avviso, uno dei maggiori rischi politici da tenere in considerazione. Nell’attuale contesto di incertezza, infatti, se i cittadini italiani non dovessero approvare la riforma costituzionale, potremmo avere una fase di instabilità sulla scena politica e, di conseguenza, economica in Italia.
Per queste ragioni, con questo ribilanciamento è stato preferito diversificare maggiormente a livello geografico l’esposizione nel comparto obbligazionario pur mantenendo un profilo di rischio rendimento pressoché invariato.
Per cercare quindi di ridurre il più possibile il rischio specifico legato alle sorti politiche italiane, in questo ribilanciamento è stato venduto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per comprare l’ETF “Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)”. Inoltre, l’ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” è stato venduto per comprare “Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio”. L’esposizione valutaria, la scadenza media ponderata e il rendimento a scadenza dei portafogli rimangono pressoché invariati, ma l’esposizione geografica risulta più diversificata.

Concordo, purtroppo, con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento…

Si vendono:
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
Bond Governativi Italiani 10 Anni

Si comprano:
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio

2016-09-30 – 2,6%
Che dire, da metà luglio l’oscillazione del rendimento non è salita/diminuita di un punto percentuale…

2016-10-19 – 2,1%
Nuovo sito e nuovo logo per MoneyFarm e nuovo report trimestrale (3°-2016) nel quale si evidenzia la breve volatilità osservata sui mercati finanziari nelle prime giornate del mese di luglio dopo la vittoria della Brexit ed i successivi due mesi di sostanziale calma piatta sui mercati.
Le Banche Centrali hanno segnalato di non voler ampliare i programmi di Quantitative Easing né di spingere ancora più in basso i tassi d’interesse, così a settembre è tornata a farsi sentire la volatilità.
Gli investitori attivi si erano posizionati in modo particolarmente aggressivo, ricorrendo
anche alla leva finanziaria ed è bastato quindi un piccolo incremento della volatilità per
generare le oscillazioni che stiamo vedendo ora.
In termini di performance, l’azionario globale (MSCI World) è salito del 5% nel terzo
trimestre. Europa (MSCI Europe) e Giappone (MSCI Japan) rispettivamente del 7.25% e del
4.23%, in valuta locale; l’S&P 500 del 3.85%.
Negli ultimi tre mesi i mercati emergenti (MSCI Emerging Markets) hanno continuato a
fare bene (+9.15% nel terzo trimestre) così come anche il mercato obbligazionario, con
i bond governativi globali (Bloomberg Barclays Global Sovereign) cresciuti del 2.2% e le
obbligazioni societarie (Bloomberg Barclays Global Corporate) dell’1.9%. Sostanzialmente
invariato invece il petrolio.
I prossimi mesi rimangono un’incognita.
A settembre la Bank of Japan ha cambiato leggermente il paradigma della politica monetaria, spostando il focus più sul controllo della curva dei tassi d’interesse, rimanendo comunque estremamente dedita al raggiungimento del target d’inflazione. La Federal Reserve ha posticipato ulteriormente il rialzo, anche se il comitato esecutivo è stato più diviso del solito.
Il referendum italiano si avvicina e il premier britannico ha annunciato che probabilmente alla fine del prossimo trimestre avvierà ufficialmente i negoziati per portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea; a novembre avremo anche le elezioni presidenziali USA.
Quello di cui possiamo essere sicuri è che la bassa volatilità di luglio e agosto è stata
un’anomalia temporanea, e nei prossimi mesi sarà importante mantenere una buona
diversificazione ed essere pronti a fronteggiare le eventuali situazioni di debolezza per
comprare…

2016-10-28 – 2,16%
Ho ricevuto da Adriano, nei commenti, la notizia che Moneyfarm non lavora più con Banca Sella per la nuova clientela.
Volendo investigare ho scritto a MF questa email:

Buonasera,
mi sono giunte voci che avete cessato il rapporto con Banca Sella e che il denaro per gli investimenti affluisce in un fondo direttamente intestato a Money Farm.
Vorrei sapere se tali informazioni corrispondano al vero e, se confermato, che cosa cambia per i clienti attuali che hanno un deposito con Banca Sella?
Cordiali saluti,
Lorenzo Tomada

La risposta di MoneyFarm

Buongiorno,
premetto che per i clienti in essere ad oggi non cambierà nulla, continueranno ad avere un servizio in regime amministrato con conto titoli in Banca Sella.
I nuovi clienti depositano la liquidità presso una banca depositaria in Regno Unito su un conto intestato a MFM Investment Ltd. Sarà poi MFM ad allocare la liquidità corrispettiva a ciascun cliente. Il cliente quindi effettua i bonifici verso un conto transitorio intestato a Moneyfarm (presso Banca Sella- depositaria del conto), il cliente poi sarà sempre beneficiario finale.
I vecchi clienti avranno la possibilità di trasferire la posizione da Banca Sella alla nuova banca.
Infine, per ora MFM offre solo i servizi di RTO e consulenza in regime amministrato, a breve sarà disponibile anche il servizio di gestione patrimoniale
.

2016-11-09 – 2,94%
Giornata shock per i mercati con l’elezione di Trump a 45° Presidente USA.
Crollano le borse asiatiche, le europee in terreno ampiamente negativo e tra meno di un mese abbiamo il referendum costituzionale; è palese che il NO non sarà ben visto dai mercati e che la mancata approvazione della riforma potrebbe aprirci ulteriori scenari negativi… o almeno è quello che percepisco io.
Anche Moneyfarm non è insensibile alla situazione, inaspettata, che si è delineata questa mattina.
Alle 12:30 mi scrive quanto segue:
Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America dopo un’incredibile battaglia elettorale.
L’esito inaspettato ha sorpreso la maggior parte degli operatori di mercato, causando una significativa volatilità su tutti i listini mondiali, del tutto prevedibile in questi casi.
I portafogli Moneyfarm sono ben posizionati per gestire la volatilità che potrebbe aumentare a seguito dell’esito delle elezioni. La nostra filosofia d’investimento si basa sul costruire dei portafogli in grado di sopportare periodi di incertezza e specifici eventi per massimizzare le probabilità di crescita nel lungo periodo.
L’asset allocation del Portafoglio inoltre, è relativamente conservativa, con un significativa riduzione della componente azionaria rispetto all’asset allocation strategica.
Nonostante il monitoraggio dei mercati finanziari e dei portafogli sia costante e continuo, manteniamo comunque un’attenzione particolare sullo sviluppo della politica americana per valutare possibili ribilanciamenti o opportunità tattiche per i portafogli nei prossimi mesi.

2016-11-10 – 2,73%
Lo shock Trump sembra essere già stato assorbito dai mercati che al termine della giornata di ieri, e fino alle 14:00, hanno mostrato importanti e poderosi segni di ripresa.

2016-11-30 – 1,82%
Consueto aggiornamento mensile prima del Referendum del 4 dicembre, mi auguro che il ribilanciamento del 12 settembre possa avermi messo un po’ al riparo dalle turbolenze che una vittoria del NO sembra, in base al sentiment comune, portarci.
Da una parte e dall’altre vedo troppi catastrofismi, questa riforma me la sono letta tutta ed ho cercato di capire le ragioni del Sì e quelle del No.
La riforma non è quella che avrei desiderato (per me il Senato sarebbe dovuto sparire), può produrre un uomo forte e solo al comando (il motivo del NO dell’Economist) e visto quali sono le alternative populiste, ed incapaci di governare, al momento in Italia non c’è da stare tranquilli…
Pur con il pericolo di cui sopra, voglio avere fiducia e voterò Sì anche perché lo Stato si possa riprendere deleghe di competenze territoriali che creano disparità e tanta burocrazia.
Una riforma che poteva essere migliore, nata dal compromesso Renzi-Berlusconi, ma che è l’unica che può migliorare il nostro apparato statale (… o almeno io la penso così).
In ogni caso, come ha detto Obama dopo l’elezione di Trump:
“Ricordate: non importa che cosa accadrà, il sole domattina sorgerà e l’America sarà ancora il più grande Paese al mondo”.
Tralasciando la grandezza dell’Italia, il 5 dicembre il sole dovrebbe sorgere comunque…

2016-12-31 – 0,46%
Un mese intenso con il referedum che ha visto la vittoria del No con quello che si è voluto far diventare, da entrambe le parti ma principalmente da una…, come un Referendum su Renzi che ha pagato la sconfitta dimettendosi dalla carica rivestita. L’esito, in ogni caso, era scontato e non inatteso come le vittorie della Brexit e di Trump permettendo di non avere scossoni di rilievo anche grazie al ribilanciamento del 12 settembre 2016 quando sono stati venduti tutti i BTP italiani…

L’anno si conclude in recupero dopo essere partiti male ed aver proseguito ancora peggio fino alla metà di febbraio con il crollo degli indici, dal – 5,0% ad un – 0,46% con guadagni molto elevati per coloro che sono entrati all’inizio della ripresa.

Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal primo gennaio 2017!

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221 commenti a questo articolo

  1. Luca ha detto:

    Buongiorno Lorenzo,

    sono capitato per caso sul tuo blog (molto ben fatto, complimenti!)

    Mi permetto di aggiungere un commento dal momento che mi occupo di consulenza finanziaria

    Reputo Moneyfarm nel complesso un servizio valido e ben fatto ma che presenta due limiti importanti stante proprio la sua natura:
    -1)Utilizza principalmente strumenti a replica passiva di mercati, indici e materie prime
    -2)Non ti aiuta ad individuare quali sono i tuoi obiettivi finanziari da raggiungere

    Per ciò che attiene il punto 1), con strumenti a gestione attiva che utilizzano particolari strategie è possibile contenere le fasi di mercato ribassiste. Ad esempio esistono dei fondi a gestione attiva 100% azionari che da maggio 2015 alla data odierna sono positivi ed aiutano i portafogli a contenere le fasi negative del mercato: mentre altri strumenti scendono, il denaro destinato a questa tipologia di fondi riesce infatti ad incrementare il proprio valore.

    Al giorno d’oggi infatti non conta solo in quali asset investi (azioni, obbligazioni, materie prime, liquidità) ma soprattutto CON QUALI STRATEGIE questi asset vengono impiegati. Un ETF (uno strumento finanziario che replica PASSIVAMENTE l’andamento di un indice/mercato/titolo) “ti obbliga” ad entrare nel momento giusto perchè prevede una STRATEGIA “long only”. Cioè detto volgarmente, il valore del tuo investimento in un ETF aumenta solo se sale il valore di quell’insieme di azioni/obbligazioni/materie prime contenute nell’ETF…..quindi quando il mercato scende…….non ti resta che … scendere.
    (Esistono anche degli ETF per andare contro il mercato ma bisogna utilizzarli con molta attenzione e so che Moneyfarm preferisce non utilizzarli)

    Un fondo a gestione attiva può invece aumentare di valore (concedimi queste espressioni “terra-terra”) anche quando tutti “il mercato” nell’insieme (cioè come al solito azioni/obbligazioni/materie prime) scende di valore. Questo è possibile grazie alle strategie adottate dalle persone che gestiscono ATTIVAMENTE un fondo (e che quindi hanno sì un costo, ma anche un VALORE che spesso supera il costo stesso)

    Per quanto riguarda il punto 2, potrei invece utilizzare una metafora di questo tipo: posso avere una bella macchina, veloce, comoda e ben accessoriata (pagandola il suo prezzo, presubilmente alto) oppure posso avere una macchina più “base” meno bella, meno performante e comoda, nè accessoriata (pagando probabilmente un prezzo inferiore alla prima)

    Il punto è che se non so neanche dove devo andare, non me ne faccio nulla nè della prima, nè della seconda 😀

    Un consulente finanziario ti aiuta innanzitutto ad individuare gli obiettivi finanziari della tua vita e sceglie insieme a te le soluzioni migliori per poter raggiungere questi obiettivi

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Luca,
      ti ringrazio per il tuo lungo commento in merito a MoneyFarm, agli ETF quale tipologia d’investimento e al ruolo del consulente finanziario.
      Come ho più volte scritto nel post relativo alla mia esperienza nel 2015 con MoneyFarm, ho investito una cifra davvero esigua allo scopo di poter cercare di guadagnare una percentuale superiore ai conti deposito con un arco temporale di almeno 5 anni.
      Ho scelto MoneyFarm perché ho creduto, e continuo a crederlo, di essermi affidato a dei professionisti che ci capiscono più di me in questo settore e mi permettono di avere, sempre, il totale controllo sui miei investimenti.
      Cercavo questo un po’ perché stanco di continuare a fare trading azionario intraday e soprattutto perché mi sono scoperto più incline al lungo periodo.
      Ti confido di aver pensato più volte ad affidarmi ad un consulente finanziario ma, ahimè, mi sono sempre scontrato con la mia diffidenza verso questa categoria; sono stato oggetto per anni di richieste di incontri, telefonate al limite dello stalking e mirabolanti proposte da parte di consulenti finanziari delle banche nelle quali detenevo i miei pochi averi, azioni che non hanno aumentato la fiducia verso il settore.
      Ti spiego, MoneyFarm mi piace perché è semplice, non c’è la necessità di fissare appuntamenti con chicchessia, se quello che mi propongono mi piace lo acquisto con un click, se cambio idea lo elimino sempre con un click; esistesse un qualcosa di simile per una consulenza a distanza, con varie soluzioni anche sull’azionario e l’obbligazionario a delle commissioni simili a quelle di MF sarei sicuramente il primo a provare questa piattaforma.
      Ecco, mi piacerebbe un qualcosa di simile dove mi viene comunicato l’ISIN del prodotto consigliato in base alle mie richieste e lo valuto positivamente, lo acquisto.

    • Cilone ha detto:

      I Fondi Comuni sono strumenti superati. Strano che non te ne sia accorto. O forse no. Fino a quando i rendimenti erano a due cifre tutti felici, ora che i nodi vengono al pettine ecco che mostrano i loro difetti. Sono pachidermi di cui si fa fatica a disfarsene (settimane!) e il loro presunto vantaggio, cioè la “gestione attiva e migliore” è una panzana colossale dato che non ne esiste uno che riesca a sovraperformare l’indice di riferimento. Con ETF si esce ed entra a mercato con un click, pagando pochi dollari di commissione, altro che il 5%!

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Giusto per rispondere a Cilone 🙂

        Di fondi che battono il benchmark e a buon prezzo ce ne sono, eccome! basta saperli cercare (fa parte del mio lavoro 😉 )

        Comunque se dovessimo comprare solo guardando il prezzo, allora non esisterebbero Apple, Bmw, Audi, Rolex, Missoni e centinaia di altri marchi di qualità. Davvero, non riesco a capire l’accanimento di molte persone (e di molti operatori interessati 😉 ) sulla logica dei COSTI

        O meglio, posso capirlo benissimo dal momento che bisogna verificare il valore di ciò che si sta comprando. Se pago 1,20% di commissioni all’anno per avere dei ritorni…certo che pago!
        Se devo pagare l’1,20% di commissioni all’anno per un fondo che si muove come il benchmark, allora proprio non ci siamo!

        La questione è trovare qualcuno che:
        1)conosce bene i fondi per guidarmi nella scelta delle migliori strategie per comparto
        2) che non abbia pressioni commerciali per vendere A piuttosto che B
        3)che dia un senso ai miei investimenti: se non so neanche dove sto andando, è inutile che spenda ore a valutare 100 macchine diverse.
        Se non conosco la meta, non ci arriverò con nessuna delle 100 auto: che sia una Ferrari o una Punto

  2. MATMOD ha detto:

    Portafoglio aperto il 23 febbraio 2015 con orizzonte 5 anni.
    3 settembre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
    4 ottobre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
    13 Gennaio 2016: rendimento negativo (-7,5%)

    Mi aspettavo di più da Moneyfarm, ammetto di aver iniziato a cercare alternative.
    Spero di dovermi ricredere comunque, il loro progetto mi era piaciuto molto.

  3. Michele ha detto:

    Ciao a tutti,
    Se posso dire la mia: credo che, soprattutto in questo momento così “turbolento”, la cosa migliore sia investire attraverso un PAC. In tal caso con prezzi così bassi mi sentirei anzi fortunato nel comprare mese dopo mese quote di etf, il tutto basandosi chiaramente su di una strategia di lungo periodo e nel lungo periodo, si sa, il ” Banco” vince sempre! Cosa diversa è invece investire un capitale con un versamento unico iniziale, in quel caso più le perdite sono ampie e più tempo sarà necessario per recuperare. Cosa ne pensate?
    Un saluto.

  4. Emanuele ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    ho letto con interesse tutti i commenti precedenti e ne condivido parecchi presupposti ( ecco perché sono qui … ) e gli obbiettivi ( mantenere e possibilmente incrementare i propri risparmi ). Se mi permettete, vorrei azzardare e condividere con voi una riflessione che cerca di andare un pò oltre i soliti metodi / modi di intendere i propri investimenti, bastandomi essenzialmente sul fatto che il mondo stà cambiando radicalmente le sue dinamiche. Questo, anche in termini finanziari, porta a non avere più la stessa “ripetitività” ed i cicli economici, con relativa analisi tecnica / statistica, si trovano ora “spiazzati”. Anche l’analisi fondamentale dei titoli e dei vari strumenti finanziari mostra i suoi limiti negli ultimi tempi, poiché è evidente da quanto accade che anche i buoni fondamentali spesso vengono prevaricati da altri fattori / variabili in gioco se non dalla stessa emotività degli operatori.
    Detto questo, credo che non solo in questa fase caotica, ma anche per il futuro, bisognerà lavorare sul mercato con tutti gli strumenti a disposizione, ivi compresi quelli “short”, per poter rimediare un guadagno decente, adottando strategie più complesse e diversificate del “semplice” portafoglio durata / rischio. Purtroppo, per la maggior parte di noi, il fattore “tempo a disposizione” per informarci ed operare i questo contesto sarà sempre meno e meno efficace. La vera ricerca è trovare qualcuno che possa avere questo tempo ed offrirlo in consulenza, stando sul mercato e conoscendo TUTTI gli strumenti esistenti sul mercato, per cogliere OGNI occasione propizia, a nostro favore. In tal senso vorrei aggiungere infine che ho avuto esperienze più sconsolanti dalla “gestione attiva” di fondi più o meno strutturati che dalla “gestione passiva” fai da te. Sono francamente sconsolato sulla “professionalità” dei gestori che ho incontrato finora, soprattutto pensando a quello che ci aspetta ! Forse avrò scelto male io i fondi, o chi per me …..
    Se poi consideriamo ( leggevo nei giorni scorsi …. ) che il 66% delle operazioni finanziarie, al mondo, viene gestita da trading system elettronici, forse dovremmo scegliere solo il migliore tra di loro !!!

  5. Stefano ha detto:

    Ciao lorenzo, cercando su internet info su MF mi sono imbattuto sul tuo blog. Ti ringrazio gia da subito per la tua testimonianza molto importante per tutti quelli che cercano info appunto su MF. Mi sono iscritto a MF ed ache io ho un profilo equilibrato, vorrei investire una piccola cifra, 3000€ in un arco temporale di 3/5 anni. Quello che mi frena é l inizio del 2016 “rosso” delle borse mondiali.forse aspetto ancora un po, anche se ora i prezzi dei vari etf dovrebbero essere in saldo e quindi si prospettano buone opportunità a lungo termine. Saluti a tutti

  6. Lorenzo ha detto:

    Grazie Lorenzo di questo resoconto neutrale che ci fa vedere cos’è concretamente MF. Purtroppo non è facile capire cosa sta dietro la carta patinata che ogni sito, indipendentemente da cosa venda, non può esimersi dall’avere.

  7. Leonardo ha detto:

    Buongiorno Lorenzo,

    molto interessante il tuo commento alla posizione MF. Sono un consulente finanziario indipendente, con qualche anno di esperienza sul mercato (quasi 30…) e come premessa posso dire che una situazione come quella da inizio 2015 ad oggi non l’ho mai vista…quindi benvenuto nel Nuovo Mondo degli investimenti, quello a cui la maggior parte dei risparmiatori sono del tutto impreparati (e direi gran parte dei consulenti..)!
    Reputo MF molto valido come progetto, ma con alcuni limiti. Il più grande è la mancanza (a quanto mi risulta) dell’analisi di finanza comportamentale individuale, che si riesce, a volte, a realizzare compiutamente anche con molta esperienza, solo con un dialogo diretto, con un dibattito continuo col cliente, che faccio fatica ad immaginare a distanza, se non con frequenti (e lunghe) sessioni skype. Personalmente considero di aver capito abbastanza un mio cliente risparmiatore dopo qualche decina di ore di conversazione (non tutte insieme però..)
    Ne deriva che un approccio come quello di MF è necessariamente basato su modelli predefiniti, quindi il sostegno al cliente in momenti difficili è possibile a mio avviso solo con un rapporto molto approfondito.
    Il secondo aspetto è la loro scelta di operare solo con ETF, cosa che implica problemi fiscali di non poco conto col tempo (che si possono risolvere utilizzando anche altri strumenti quali ETC, ETN, Certificates, azioni e obbligazioni,. ecc.); in altre parole gli ETF sono una grandissima conquista, ma non sono l’unica categoria a cui poter attingere.
    Ho letto di chi propone come soluzione l’investimento in fondi a gestione attiva (che vanno per la maggiore tra quei consulenti che non sanno più che pesci pigliare e non vogliono prendersi responsabilità): la difficoltà è che in questo caso ci si deve fidare dei gestori, che sovente hanno dimostrato coi fatti di non saper dare rendimenti soddisfacenti o peggio altre volte hanno sbagliato alla grande (tranne che sulle commissioni elevate che di solito caratterizzano questi strumenti).
    Personalmente credo che iniziando un investimento strutturato a metà 2015, sarà necessario parecchio tempo prima di poter trarre conclusioni sensate sui risultati, e questo vale sopratutto per i profili di rischio più bassi, dato che il problema è che si vuole “cavare il sangue dalle rape” a tutti i costi…però non poco ma tanto..spero di aver reso l’idea di mercati che per come sono messi oggi impediscono di fatto di dare risultati superiori a zero per i segmenti di rischio più tranquilli per tempi non si sa quanto lunghi (cosa questa mai verificatasi prima!)
    Esiste in Italia un piccolissimo (per ora) spazio presidiato dai Consulenti Finanziari Indipendenti, però le logiche operative sono molto diverse tra loro e da questo punto di vista MF credo sia quella che si differenzia di più dalla maggioranza dei colleghi indipendenti, l’importante è a mio modesto parere essere a conoscenza che esistono altre modalità.
    Riassumo: se ho un profilo di rischio basso o medio-basso, forse oggi la strategia migliore è NON INVESTIRE in attesa di modifiche del quadro macro (che significa anche uno-due anni); diversamente ci possono essere opportunità interessanti con un orizzonte temporale di almeno dieci anni e disponibilità a veder oscillare il proprio capitale di molto nel frattempo. Purtroppo la situazione è questa ed è molto difficile che un sistema “a distanza” sia in grado di spiegarlo fin quando basta..

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Leonardo e grazie del tuo prezioso intervento.

    • Cilone ha detto:

      Grande commento, condivido quello che hai scritto.
      Aggiungo che esiste un’altra possibilità per il piccolo risparmiatore, e cioè di darsi una svegliata ed imparare a gestire (o almeno quantomeno capire di cosa stiamo parlando) il proprio danaro. Noi italiani siamo agli ultimi posti in questo nel mondo civilizzato. A volte basta una calcolatrice (vedi il GRANDE servizio YellowAdvice( per capire che è una scemenza. La cosa che banche e banchieri continuano a sbandierarci è che si tratta di cose difficili, invece basterebbero un paio di ore al mese e qualche buona base finanziaria che la scuola dovrebbe fornire quantomeno per non farsi fregare.

    • Carlo ha detto:

      Commento interessante.
      A guardare cosa ha proposto MoneyFarm non mi affiderei mai e poi mai a questa società… a mio modo di vedere c’è un’accozzaglia di scelte sbagliate!

  8. Massimo ha detto:

    Buongiorno Lorenzo,
    seguo dall’anno scorso il suo puntuale resoconto sull’andamento di MF, ero molto tentato di destinare una parte dei miei risparmi alla gestione MF. Non posso fare altro che ringraziarla; il suo resoconto mi a convinto a scegliere il solito noioso Conto Deposito, presso un istituto, che a fronte di un vincolo di 12 mesi mi rende (…parolone…) oltre il 2% lordo.
    Poco per carità, però non è comunque un risultato negativo e dà la sensazione di difendere i risparmi dall’erosione dovuta all’inflazione.
    Come qualcuno ha già scritto, anche io ho letto che il cybertrading è sempre più aggressivo e diffuso, allora mi chiedo a cosa potranno mai servire i fondi di investimento, l’acquisto di azioni e altri innumerevoli strumenti finanziari, se poi chi comanda il mercato è una rete di computer…
    Saluti

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Buonasera Massimo,
      La ringrazio per il suo commento e per avermi seguito già dal primo post su MoneyFarm.
      Sono lieto che questo diario sulla mia esperienza di cliente MF Le sia servito a maturare la convinzione che è meglio anche un 2% lordo, con un conto deposito, rispetto ad investimenti potenzialmente più remunerativi ma che possono generare delle perdite.
      Avere ben chiara la propria propensione al rischio è, a mio modesto parere, la base di partenza ed uno dei passaggi fondamentali per poter investire i propri risparmi negli strumenti finanziari.

      • Massimo ha detto:

        Guardi, sono certo che il suo diario sia il miglior strumento di monitoraggio esistente :-). Si dovrebbe prendere esempio da lei ed estendere questa best practice a tutte le principali sgr esistenti. E’ semplice, lineare, di facile lettura anche per ignoranti come me.
        Ancora complimenti e in bocca al lupo!

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Massimo, La ringrazio per le sue parole le quali, naturalmente, mi lusingano.
          Il mio unico intento è quello di condividere l’esperienza in corso con MoneyFarm e farlo, in maniera del tutto indipendente, attraverso la cronologia dei rendimenti; questa tipologia di post, ovvero la scrittura di articoli che trattino un’esperienza di viaggio, di acquisto o di fruizione di un servizio per farLe un esempio concreto, è uno degli scopi principali del mio blog personale.
          La ringrazio, quindi, per il suo commento il quale, oltre a lusingarmi, contribuisce a rafforzare l’idea che

    • antonietta ha detto:

      MAssimo, mi è stato insegnato che per contenere i costi del Conto Deposito, sarebbe utile iniziare con 5000 € per ammortizzare anche le spese alle quali vai incontro, tasse governative e altro. Cosi da una parte prendi un guadagno del 2 % lordo come dici tu ma dall’altra aparte ti prelevano le tasse .Occhio dunque !

  9. Roberto ha detto:

    Alla fine ho deciso di entrare in MF, nonostante i dubbi iniziali. Oggi ho dato l’OK e sono quindi entrato con il ribilanciamento ex novo. Staremo a vedere. Devo dire che finora ho trovato ottimo e molto veloce le comunicazioni tra MF e me. Staremo a vedere i risultati, comunque il periodo è drammatico per le borse e per quanto bravi, non mi aspetto miracoli.

  10. Michele ha detto:

    Lorenzo un’informazione: i ribilanciamenti non hanno costi, giusto? Ti ringrazio per la risposta.

  11. fabrizio ha detto:

    una domanda .. ma il costo del servizio moneyfarm come viene calcolato? se tu disinvesti per esempio in questo momento oltre alle perdite che il tuo grafico segnala ora ci sarebbero ulteriori costi o adeguamenti da sottrarre? o sono già calcolati a priori?grazie

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Uhm… Bella domanda… Gli ulteriori costi, ipotizzo e azzardo, potrebbero essere le commissioni richieste da MoneyFarm per il servizio reso fino al giorno della chiusura.

    • Antonio ha detto:

      Sono già calcolati prima, e corrispondono allo 0,7% fino a 100.000 € dopo di che cala l’interesse, mi pare di un punto.
      Il loro onorario viene estrapolato mi pare trimestralmente dal deposito titoli fatto con Banca Sella.

  12. Paolo ha detto:

    Ciao Lorenzo!!
    Per cominciare complimenti x il blog……dopo qualche anno di trading con Cfd – valute,indici,materie prime e tanto stress mi sono convinto a provare la consulenza di Moneyfarm attraverso gli Etf. In questi giorni sto sbrigando le faccende burocratiche e presto ti farò compagnia.
    Saluti

  13. Silvano ha detto:

    Ciao Lorenzo
    Intenzionato a trovare uno strumento per provare a “differenziare” il mio investimento sono arrivato al tuo interessante e chiarissimo blog
    Ho provato a guardare il sito di moneyfarm e vedo che ci sono dei portafogli gestiti con vario livello di rischio che non richiedono il mio intervento
    Lo strumento sarebbe adeguato alle mie “non capacità” di trattare con i mercati
    La domanda che pongo è se conosci anche questi strumnenti? e cosa ne pensi?
    Ho letto con attenzione le note in merito il momento di ingresso e non saprei se questo sia un momento buono o meno
    Leggerò con attenzione quanto vorrai indicare a un “novello” probabile compagno di viaggio
    Buon proseguimento
    Silvano

  14. Antonio ha detto:

    Lorenzo ciao, scusami ma non capisco una cosa:
    mi sono accorto ora che ci sono apparentemente due tuoi blog differenziati dedicati a Moneyfarm, e in questo in cui ora scrivo non compare nessuno dei miei commenti precedenti a cui tu hai risposto anche oggi.
    Questo ha l’etichetta in testa “2016”, l’altro no. Ma però mi pare una cosa assai strana, in quanto sul blog gemello c’erano molti commenti già dell’anno corrente che ora appunto qui non si vedono.
    Forse c’è da fare un azione di accorpamento? 🙂
    Antonio

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Sono due articoli differenziati per anno. Questo è relativo all’esperienza per il 2016, l’altro per quella conclusa nel 2015 dove leggi, all’inizio ed evidenziato in rosso, la seguente introduzione:
      “Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm nel 2015, se cerchi le ultime opinioni e gli aggiornamenti su MoneyFarm nel 2016 leggi questo articolo!” (con link a questo post).
      Nell’articolo che stai commentando, all’inizio, puoi leggere:
      “Cliente MoneyFarm da metà 2015 continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016…”

      • Antonio ha detto:

        Si ok, capito.
        Però mi pare che molti post dell’altro blog gemello riportino commenti dedicati all’andamento del 2016, tra cui i miei ovviamente.
        Anche perchè l’andamento non si può certo scindere tra 2015 e 2016 (magari…)
        Comunque era solo una semplice annotazione.
        Ciao e grazie

  15. Alessandro ha detto:

    MoneyFarm per quanto rigurada me possono andare a… (non scrivo dove, per rispetto nei confronti di questo blog e del suo autore che stimo molto).

    Sono entrato in MoneFarm e nonostante il mio profilo prudente mi hanno solo fatto perdere il 6% dei miei risparmi.

    Si dovrebbero solo vergognare!!!

    Scusate lo sfogo.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Sfogo più che comprensibile.
      Sarebbe interessante verificare i panieri dei vari portafogli, basati su livelli di rischio differenti, per comprendere in quale percentuale diversificano…
      Quando sei entrato in MoneyFarm?

      • Antonio ha detto:

        Guarda Lorenzo, ho avuto ora un a discussione via chat con uno dei funzionari di Moneyfarm, Federico, che mi ha fatto davvero infuriare.
        Dice che li contatto troppo spesso (l’ultima volta l’ho fatto 4 giorni fa), e che questo non serve perchè tanto le loro considerazion sono le medesime. Se c’è da fare un ribilanciamento mi contatteranno loro.
        Ti rendi conto?! Praticamente cominciano a lamentarsi, LORO, dei clienti che chiedono spiegazioni e cercano rassicurazioni. Gli ho fatto presente che in sostanza mi ha dato del rompiscatole, ma lui dice che non voleva dire quello. Non contento mi ha detto anche che ho una visione negativa (…) poi ha correto dicendo che ho un avisione negative dei “mercati”…
        Allora dal momento che mi ha fatto davvero incazzare, gli ho fatto presente in tono molto chiaro e duro, che ci sono persone nella community su internet (ho parlato solo in generale ovviamente) che si lamentano proprio della scarsa interazione col cliente e della poca attività da loro svolta a sostegno del portafoglio.
        Da cui un suo blablabla a cercare di ricucire.
        Sono sempre più perplesso e preoccupato. Il problema è che ci sono dentro e uscirne ora è un bel casino.

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Posso comprendere lo stress da parte di MoneyFarm di dover giustificare gli andamenti negativi dei portafogli ma non è, sicuramente, comparabile a quello patito da alcuni dei loro clienti.
          Detto questo, un simile comportamento, è sicuramente da biasimare.

      • Alessandro ha detto:

        Marzo 2015.
        Ma gli avevo chiesto e specificato che ero prudente e se non era il caso di aspettare. Mi hanno risposto che non c’era motivo di aspettare.

        Guardi non scrivo parolaccie perché è il suo blog.

        Adesso ci sto malissimo. Spero che un gruppo di clienti gli facciano causa che sarebbe solo quello che si meritano.

  16. MATMOD ha detto:

    Portafoglio aperto il 23 febbraio 2015 con orizzonte 5 anni.

    3 settembre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
    4 ottobre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
    13 Gennaio 2016: rendimento negativo (-7,5%)
    12 Febbraio 2016: rendimento negativo (-9,7%)

    La cifra persa inizia ad esser importante e il dubbio sul da farsi diventa sempre più grande. Cosa fare?

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Dal mio punto di vista, e lo ripeto, se la situazione attuale di perdita provoca uno stress incontrollabile è opportuno fermarsi e riflettere se si è in grado di sostenere emotivamente, e finanziariamente, la discesa dei mercati.
      Io non faccio i salti di gioia ma l’orizzonte temporale che mi sono dato, almeno 5 anni, mi permette di vivere con relativa calma il momento…

  17. Werther ha detto:

    Ciao Lorenzo, leggendo i commenti di alcuni frequentatori del tuo blog mi vengono spontanee alcune considerazioni.
    Se non si è capito che l’investimento con moneyfarm potrebbe essere un buon investimento ma solo sul lungo periodo,se non si è in grado di gestire le proprie emozioni in periodi di mercato negativo e se questi periodi non si è in grado di gestirli anche economicamente (forse si è investito troppo) allora si è nettamente sbagliato tipo di investimento………meglio il caro buon vecchio Conto Deposito…..

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Werther, ti ringrazio del contributo e rispondo sinteticamente per punti:
      1) L’investimento in MoneyFarm, oppure in qualsiasi altro prodotto finanziario, può essere di piccolo o grande valore, l’importante è che faccia parte di una pianificazione più ampia e diversificata.
      2) L’investimento deve essere sempre commisurato alle proprie capacità economiche, mai esagerare.
      3) MoneyFarm non mente quando imposta il suo orizzonte temporale a partire dai 5 anni, molti non reggono lo stress di vedere il proprio portafoglio a quasi un -10% in poco più di 6 mesi dall’apertura.
      4) Il vecchio e caro Conto Deposito può essere la soluzione giusta, basta arrivarci senza rimorsi per gli eventuali guadagni mancati in una futura risalita dei mercati.
      Il mio consiglio è quello di valutare sempre e comunque se si sia in grado di resistere allo stress provocato da queste continue oscillazioni, riflettere se siamo convinti oppure no dal servizio di MoneyFarm e se non lo siamo uscirne senza rimpianti (ovvio, c’è da capire l’entità della perdita…).
      Ripeto, non sono euforico per questa perdita ma penso, e spero, che tra cinque anni il mio investimento sarà stato più remunerativo rispetto ad un Conto Deposito o qualche obbligazione dello Stato.

      • Werther ha detto:

        perfetto Lorenzo,hai centrato il punto.
        Io sono cliente MF da qualche mese ,pensa che il secondo dopo che ho attivato il portafoglio è comparso un -0,60%….in effetti ho pensato…COMINCIAMO BENE….
        ma ci rivrdiamo tra 5 anni e poi triamo le ns conclusioni.
        Ah…io ho attivato anche un piccolo PAC pensandoci bene un po’ di mercati in ribasso per un qualche tempo forse mi convengono pure……

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          E’ un’opinione comune che quello attuale possa essere un buon momento per incrementare…
          Come hai giustamente scritto, e da me sempre ribadito, le analisi per questa tipologia di investimento le faremo tra 5 anni.

  18. Michele ha detto:

    Ciao a tutti,
    Vorrei spezzare una lancia in favore della squadra di Moneyfarm e, contemporaneamente, avendo rispetto per i soldi, spesso guadagnati col sudore, di chi sta investendo adesso, vorrei in qualche modo incoraggiare quanti stanno patendo emotivamente la volatilità di questo momento: l’investimento con Moneyfarm è di medio-lungo periodo, NON è trading! Non è che al minimo starnuto bisogna smontare l’intero portafoglio! Al contrario bisogna approfittare di questo momento per comprare quanto più possibile quote di etf a prezzi stracciati che nel lungo periodo risaliranno. È vero che istintivamente vedendo il segno meno si è portati ad incazzarsi come iene (una delle cose che ho imparato col tempo è che la finanza ahimè è spietatamente contro intuitiva..) ma quello che mi sento di consigliare a tutti è questo: ragazzi, se non è cambiato nulla riguardo gli obiettivi che vi siete fissati e l’orizzonte temporale che vi siete dati, lasciate lavorare in pace Moneyfarm e soprattutto i vostri portafogli ed anzi, se possibile, alimentateli con più liquidità perché è questo il momento di comprare! Questo è l’approccio che ho adottato io coi tradizionali fondi a gestione attiva e che adotterò nella gestione del portafoglio di ETF che moneyfarm mi ha proposto (a proposito, dimenticavo.. Anch’io dopo aver studiato un pò gli ETF e moneyfarm ho deciso di aprire un bel PAC e dare fiducia a questa.. “Fattoria dei soldi”..). Non vendere adesso mi raccomando! E abbiate fiducia!
    😉

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Grazie Michele per la tua lucida analisi!

    • Werther ha detto:

      Concordo pienamente con Michele……. Che ha secondo me l’atteggiamento giusto verso questo investimento……non è trading….

    • Cilone ha detto:

      Atteggiamento giusto, ma devi anche specificare “comperare cosa”.
      I mercati americani sono ai massimi storici (quasi) quindi non li comprerei adesso. Anzi, sono talmente imbolsiti e gonfiati da strumenti a leva che speriamo non scoppi un bel bubbone.
      I mercati cinesi sono da vendere. Almeno per quest’anno. Le materie prime sono ai minimi, ma bisogna aspettare che ripartano almeno. I Bond non rendono niente… I bancari? OMG. Bisogna avere pazienza, anche aspettare è una buona scelta, non perdere è già un buon guadagno di questi tempi.

      • Michele ha detto:

        Ciao Cilone, beh la domanda “cosa comprare” quando ti affidi ad una Sim va posta a loro, li paghiamo per questo, se invece facciamo da soli condivido molto di quello che hai detto: l’S&P è quasi ai massimi e comprarlo adesso non è un affare.. I paesi emergenti è da un po’ che seguono un trend positivo ma sono da prendere con le molle e cmq solo all’interno di un ptf ben diversificato, per le obbligazioni forse qualche risultato si potrebbe ottenere con quelle ad alto rendimento di società a basso rating.. Sulle materie prime potrebbe essere un buon investimento comprare a poco a poco quote per esempio di un ETF che comprenda azioni di società che investono nel settore adesso che il prezzo è basso e tenerle fino a quando non risalgono. In generale però il momento non è dei migliori, il mercato vive fasi laterali in cui ci guadagna chi compie azioni intraday, sa andare al ribasso ecc.. Troppe incognite: crescita lenta in UE, la Cina, il petrolio, brexit.. Per cui la migliore soluzione secondo me è affidarsi ad esperti e compiere scelte oculate, vedremo.. Se si vuol fare da soli esistono siti come fundstore che offrono molte possibilità ma io non ho mai provato. Mi incuriosiscono molto invece gli ETF che distribuiscono dividendi, vorrei capirne un po’ di più.

    • Giuseppe ha detto:

      Sono d’accordo. Chi come Alessandro ha orizzonte temporale corto e scarsissima propensione al rischio deve parcheggiare i risparmi su un conto deposito ed accontentarsi. La mia esperienza con MF è abbastanza positiva. 10.000 investiti a gennaio 2016 e sono a +7% con un arco temporale di almeno 5 anni. La verità è che il mondo degli investimenti è moooolto cambiato e si fa molta fatica a trovare il bandolo della matassa.

  19. Michele ha detto:

    I problemi secondo me sono 2 e questo post è davvero interessante perché li mostra entrambi. Uno è che gli investimenti finanziari si basano su un assunto sbagliato: e cioè che il comportamento di chi entra in un fondo o compra azioni abbia un comportamento razionale, freddo, e purtroppo le crisi passate e la volatilità delle settimane scorse (e secondo me non abbiamo ancora visto niente..) sono li a dimostrare che non è così, c’è poco da fare, il secondo, strettamente collegato al primo, è che non abbiamo cultura finanziaria, soprattutto comportamentale, non sappiamo spesso come muoverci. La gente passa con troppa disinvoltura dalla tranquillità di un conto deposito a un portafoglio di ETF che è come passare dal gioco dell’oca alla PlayStation: 2 realtà completamente diverse! Io stesso non sono un esperto e quel poco che so (studiare, pianificare, e ancora studiare e pianificare per non essere mai colti di sorpresa dai movimenti dei mercati che nessuno, NESSUNO conosce in anticipo) l’ho imparato con l’esperienza.. Ringrazio davvero Lorenzo perché questa sua esperienza si sta dimostrando un esperimento davvero interessante. Occhi aperti che il mercato ci riserva ancora molte sorprese! 🙂

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Michele, sono io a ringraziare te/voi perché questo post, che mira ad essere un semplice diario dei rendimenti ma soprattutto degli eventi che ne determinano le positività/negatività, ha fatto emergere le problematiche da te descritte.
      Manca un’adeguata cultura finanziaria, a me per primo, e la consapevolezza che l’investimento in MoneyFarm non è lo stesso di un conto deposito (… di questo ero conscio 🙂 ).

  20. Marcello ha detto:

    Complimenti per il blog. Com’è evoluta la situazione negli ultimi 20 giorni?
    Grazie.
    Marcello

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Marcello, ti ringrazio per avermi dato lo spunto per aggiornare il post dopo 15 giorni dall’ultimo intervento nei quali, in estrema sintesi, ho ripreso poco più di un punto percentuale rispetto al minimo storico del 9 febbraio 2016…

  21. Paolo ha detto:

    Ciao Lorenzo….curiosità, qual’è il profilo del tuo portafoglio?
    4-5-6?
    Grazie
    Saluti

  22. Roberto ha detto:

    Faccio seguito al mio post del 20 gennaio. A parte un breve periodo in cui il rendimento era stato “meno” , ora è discretamente positivo (+1,6). Ho incrementato a febbraio di circa 20% e un ulteriore 20% ho intenzione di incrementare a breve. Nel complesso rimango tuttavia cauto e la cifra investita non è elevatissima.

  23. Marcello ha detto:

    Mi sono iscritto a MF utilizzando il tuo codice amico, potresti aggiornare la posizione relativa al rendimento? Grazie. Marcello

  24. massimo ha detto:

    Buon giorno, l’idea che mi sto facendo è che molto dipenda dal momento in cui si decide di “entrare” in gioco. Seguendo il blog periodicamente mi pare di capire che il Signor Lorenzo farà molta fatica a recuperare i punti negativi, se non erro -5% al 23 marzo. Mentre il Signor Roberto il 10 marzo scrive di poter godere di un +1,6%. (cauto godimento…) entrato in gioco il 20 gennaio 2016. Sarebbe anche interessante sapere la composizione del suo “giardinetto”. Se le mie impressioni sono valide, sarebbe utile imparare come fare per comprendere/interpretare quei segnali del mercato che possono voler dire “luce verde” all’investimento. La domanda è: “i consulenti Money farm, sono in grado di consigliarci se è, o meno, il momento giusto per entrare in gioco?”
    Un sincero “In bocca al Lupo!” Lorenzo 🙂

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Massimo,
      il timing è una parte fondamentale del gioco.
      Chi è entrato a maggio 2015, come me, si ritrova sotto di una percentuale intorno al 5% (+ o – in base alla tipologia di portafoglio), chi ha scelto di entrare ai minimi ha in questo momento un rendimento positivo.
      Ti confido che avrei avuto intenzione d’incrementare proprio quando molti si lamentavano di MoneyFarm ma, come si dice, ho perso il treno per ridurre le perdite.
      Tornando alla tua domanda, ritengo che i consulenti di MF non siano in grado di prevedere il futuro ma, questo sì, avere ben chiaro la situazione attuale anche se ti diranno che il loro investimento è sempre a medio-lungo termine.
      Quando sono entrato in MF l’ho fatto sulla scorta di un’analisi che si è protratta per alcune settimane; ho investito pensando che i guadagni sarebbero stati limitati, non come prospettati da MF, e che il segno verde sarebbe stato lì ad accogliermi ogniqualvolta avrei aperto l’homepage del loro sito.
      Purtroppo non ho preveduto nuove crisi economiche, petrolio, attentati… ma questo fa sempre parte del gioco del quale ti scrivevo all’inizio della mia risposta.
      A presto!

    • Roberto ha detto:

      Il mio giardinetto è il seguente:
      Cash e Bond governativi a breve 33.52%
      Bond Societari Investment Grade 20.37%
      Bond Societari HY & Bond Gov.EM 13.38
      Inflazione 13.79%
      Azionario Paesi sviluppati 11.18%
      Bond Govern Paesi Svilupp 4.5%
      liquidità 3.26%

      Oggi il rendimento è + 1,3%, che, in considerazione dei due investimenti successivi, è discreto per quel profilo di rischio

  25. Gennaro ha detto:

    Complimenti per il blog: chiaro e molto utile, anche grazie ad alcuni post!
    Per puro caso oggi è Venerdì Santo… l’andamento del mercato mi pare una sorta di Via Crucis!
    Sono tentato di “buttarmi” ma ritengo che per ora è meglio stare in finestra a guardare.
    Buona Pasqua

  26. Alessio ha detto:

    Complimenti per il diario!
    Io ho aperto un conto MF qualche mese prima di te, con orizzonte simile e profilo medio.
    Il rendimento attuale è leggermente migliore (-3,7), se vogliamo perfettamente in linea con la forbice di probabilità che viene ampiamente spiegata prima dell’investimento.
    In passato ho provato p.a.c. e gestione attiva, e se devo dire la verità i risultati erano simili, in periodi di vacche magre e con commissioni ben più elevate.
    Ciò che adoro di MF è la trasparenza e i bassi costi, che però mi pare sia in diminuzione considerando che continuano a pubblicizzarlo come strumento che sta rendendo oltre il 4%. A questo punto inizio a rosicare perchè quando decisi di iscrivermi fui spinto anche da presunti rendimenti realizzati da clienti della cui esistenza inizio a dubitare 🙁
    Anche nel basso rischio c’è chi ha performato sicuramente meglio di MF nell’ultimo anno, se per bravura o per fortuna solo il tempo potrà dirlo, per ora rimango comunque convinto di aver scelto uno strumento chiaro che permette una ottima diversificazione anche con investimenti minimi. Vorrei avere il coraggio di incrementare l’investimento oggi, ma come è stato anche riportato in alcuni commenti precedenti per guadagnare con MF oggi, e con ogni strumento a rischio medio basso nel medio periodo, servirebbe un miracolo geopolitico ed economico.
    Credo che se MF operasse anche con vendite allo scoperto raddoppierei l’investimento domani mattina, ma mi pare che non si possa fare con gli etf.
    Io sto maturando la convinzione che l’unico modo per guadagnare dalla finanza sia studiare e decidere quotidianamente se operare e su quali strumenti, investendo una minima parte del capitale a leve altissime per periodi brevissimi (massimo qualche giorno).

    • Alessio ha detto:

      terzo paragrafo: in periodi di vacche GRASSE

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Quoto tutto al 100% compresa la convinzione che il vero guadagno lo si possa ottenere studiando a fondo ed operando quotidianamente ma questo, però, equivalerebbe a diventare un vero e proprio lavoro…

    • Andrea Parmeggiani ha detto:

      Mio modestissimo parere sull’affermazione:
      “Credo che se MF operasse anche con vendite allo scoperto raddoppierei l’investimento domani mattina, ma mi pare che non si possa fare con gli etf.”
      Si, è possibile, ci sono ETF dedicati!!

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Lorenzo,

      le persone che hanno investito poco prima o dopo di te sono semplicemente entrati un un momento di recupero del mercato.

      Se quello che cerchi è un guadagno nel breve (in epoca di tassi sottozero) devi fare il TRADER, ovvero devi aprire e chiudere posizioni long o short nell’arco di minuti/ore. Ed ovviamente non è detto che (ad esempio) dopo 30 giorni di trading, i saldi delle tue operazioni abbiano saldo positivo.

      Se invece il tuo obiettivo è investire beh, investire è la cosa più noiosa del mondo: è come verniciare un muro e fissare la vernice che si asciuga perchè per vedere dei risultati apprezzabili serve TEMPO

      Se stai investendo, è praticamente inutile se non deleterio guardare la posizione una volta ogni giorno (così a come una volta ogni mese) salvo che nel tuo portafoglio ci siano fondi/etf che investano in società che nel frattempo hanno scoperto la fusione fredda 😀 allora tutti vorrebbero quelle aziende, quindi il prezzo delle loro azioni volerebbe per effetto di una domanda mostruosamente superiore all’offerta.

      Moneyfarm è un servizio di investimento valido ed a costi bassi, ad oggi la loro politica NON prevede l’utilizzo di strumenti che vadano short (ovvero strumenti che aumentino di valore man mano che il sottostante di riferimento invece perde di valore).

      Le gestioni attive funzionano ma devono essere utilizzate nel corretto orizzonte temporale. “Purtroppo” in un epoca di tassi sottozero, la regola:

      “Il rendimento è funzione di orizzonte temporale e rischio assunto”

      ..è vera più che mai.

      Per mia esperienza personale prima e professionale poi ho visto che anche i migliori strumenti di investimento inseriti nei portafogli di clienti non seguiti ed ai quali non viene fornita la corretta assistenza/informazione si rivelano essere dei boomerang per gli investitori stessi. E’ come vendere la miglior motosega del mondo ad un cliente non informato dicendo che è un ottimo martello: il cliente non saprà come usarla ed anzi, farà danni! serve assistenza, formazione

      Moneyfarm segue una logica d’investimento corretta ma gli utenti devono essere ben coscienti di come funziona il mondo della finanza, diversamente si vivrà l’esperienza di investimento con ansia, dita incrociate, frustrazione/delusione ed infine rischio di far danni

  27. Guglielmo ha detto:

    Grazie Lorenzo per il tuo costante monitoraggio. Porto anche la mia piccola esperienza. Estate 2014: iniziano a scadermi delle linee vincolate su conti deposito che avevano buoni tassi, e non trovo nulla per rinnovarle a tassi decenti. Decido che la mia storia d’amore con i conti deposito è finita, e, nell’attesa di farmi una cultura e scegliere cosa fare, decido di parcheggiare i soldi costruendomi un portafoglio da cassettista (BTP e qualche blue chip “tranquilla”). Inizio a studiare, e le cose che trovo più sensate sono 2: portafoglio di fondi attivi con la mia banca (Fineco) seguito da un promotore, o portafoglio di ETF passivi con Moneyfarm. Nel frattempo è febbraio 2015, e decido di provarli entrambi, stessi importi e stessi profili di rischio, con l’obiettivo di monitorare entrambi i portafogli e vedere come vanno. In MF sono P4-C2, quindi orizzonte lungo e qualche rischio, senza esagerare. In MF scelgo il OneClick (costo variable in % sull’investito) con l’idea che se mi trovassi bene, incrementerei l’investimento e passerei alla consulenza pura (a costo fisso, quindi più conveniente su investimenti importanti…): in realtà poi hanno eliminato il servizio di consulenza pura, privandomi di questa possibilità. Comunque, da febbraio 2015 a novembre 2015, li ho monitorati quasi quotidianamente, e ho trovato andamenti molto simili. I fondi avevano qualcosa in più di costi (specie all’inizio, con le entry fee), e qualcosina in più di rendimento nei mesi successivi (si vede che la gestione attiva un po’ di valore in più lo dà, rispetto alla gestione passiva che comunque si paga, circa 1 punto percentuale sommando le fee di MF al costo degli ETF). I rendimenti sono stati negativi con entrambi (il periodo era quello che era), e le differenze di rendimento modeste (un mese meglio uno di qualche decimale, il mese dopo meglio l’altro, ma sempre pochi decimali di differenza). Alla fine sull’intero periodo febbraio-novembre si sono pareggiati (contando tutto, bolli, commissioni, dividendi ricevuti, tasse che avrei dovuto pagare a fine investimento per liquidare le posizioni in gain), con una leggera preferenza per i Fondi (perchè appunto hanno scontato le entry all’inizio, ma poi hanno performato leggermente meglio). Altre cose che ho osservato: 1) MF era più sbilanciato sul cambio (infatti successivamente hanno introdotto degli ETF protetti sul rischio cambio) 2) dopo le tensioni sulla Cina dell’estate 2015, MF ha forse peccato di overreazione, ribilanciando verso un portafoglio più prudenziale e facendo vendere ETF in forte perdita, che hanno poi parzialmente recuperato 3) MF mi ha fatto entrare “tutto subito” anche sugli ETF azionari, mentre il promotore mi ha fatto gestire l’investimento sui fondi più aggressivi in modo più graduale, cosa che per me è stata importante e apprezzabile 4) il promotore mi ha seguito meglio, fissando incontri periodici di 1-2h per fare il punto sulla situazione (sia dei mercati, sia delle mie esigenze/aspettative). Alla fine, ho avuto una buona impressione con MF, ho chiuso in perdita ma per il timing sfortunato, non per colpa loro. Personalmente però ho comunque preferito la gestione in Fineco (prodotti a gestione attiva e maggior attenzione al cliente), ed ho quindi scelto la comodità di tenere tutto su un unico sistema (monitorare 2 portafogli su 2 siti diversi voleva dire doppia perdita di tempo), per cui a novembre 2015 ho chiuso MF passando tutto su Fineco. L’unica cosa che ho trovato deludente di MF, è che i ribilanciamenti sono stati davvero modesti (poco frequenti, e con incidenze solo sul 2-3% del portafoglio venduto e ricomprato)… per cui sostanzialmente un paga quello che paga per farsi costruire il portafoglio iniziale, ma poi i cambiamenti sono talmente limitati che, sia a seguirli che a non seguirli, le performance complessive cambierebbero davvero di poco. Altro piccolo difetto: tengono inutilmente bloccato un 3% di liquidità (sarebbe utile se lo sfruttassero per fare acquisti tattici, quando magari un certo ETF diventa conveniente da comprare, ma siccome non lo fanno, è liquidità che resta ferma lì a non far niente). Comunque, dicevo, giudizio sostanzialmente positivo, quelli che ho riportato li vedo più come peccati di gioventù che supereranno nel tempo con l’esperienza. Il prezzo dello 0,7% però per me non è poco per questo genere di servizio (scende a 0,5% solo dopo i 200mila). Tant’è che adesso che hanno aperto in UK (mercato più maturo), lì hanno commissioni più basse (https://www.moneyfarm.com/uk/pricing). Ne approfitto per chiederti un favore, siccome comunque tengo monitorato MF per vedere come evolve. Ho visto che recentemente hanno introdotto in portafoglio 3 nuovi ETF che io non avevo (Bond Governativi Italiani 10 Anni, Bond Societari High Yield Euro, Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio), posso chiederti gli ISIN che sono curioso di vedere come stanno performando anche questi? Grazie 1000

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Che dire, ti ringrazio per il commento e per avermi reso partecipe della tua esperienza con MoneyFarm e Fineco e condivido con te la critica, già emersa con altri utenti, sui pochi ribilanciamenti effettuati per percentuali davvero modeste.
      Di seguito i nuovi ETF e gli ISIN:
      Bond Governativi Italiani 10 Anni FR0011548106
      Bond Societari High Yield Euro IE00B66F4759
      Azionario Giappone (Topix) FR0011475078

  28. Guglielmo ha detto:

    Ancora grazie 1000 a te!

  29. maurizio ha detto:

    gent. secondo te l’opzione PAC di moneyfarm è meno conveniente di incrementi annuali semestrali di etf?cioè con moneyfarm se ogni mese acquisto 100 euro mi toglieranno commissione es 2 euro che incide di ben 2%?come fanno molte banche.conviene accumulare e appena possibile incrementare o un pac?domanda banale ma spesso se ne parla.ciao e grazie

  30. Claudio Celiento ha detto:

    Buongiorno Lorenzo. Mi chiamo Claudio ho 50 anni e messo da parte qualche soldino, quelli per l’acquisto della macchina che non ho mai avuto, per capirci.
    Li ho tutti sul conto, lì fermi dopo che un anno fa li ho tolti dalla coop. Un anno a cercare di capire come investirli. Ti ringrazio per il tuo blog: ci sono le cose che faticosamente ho capito. Non riesco a prendere nessuna decisione. Un disastro. La cosa che mi sfugge di più è: in che percentuale del mio sudato capitale potrei investire con MF. Vogli dire, se è di rischio ci metterò la quota che sono disposto a perdere, o che perdendola non cambia di molto la mia vita, bene, diciamo 3.000, un decimo di tutti i soldi che ho. Il problema; il resto? Immagino qualcosa sul conto per vivere e poi? Torno alla coop? Se quadaghassi o perdessi il 4% su un decimo del mio capitale ho realizzato lo 0,4%? Visto che mi stressa tanto investire ne vale la pena? Diverso è se fosse garantito il capitale ma se ho capito bene non è possibile.
    Puoi darmi una dritta sicuro di non essere il solo a non capire questo. Ciao Grazie. Claudio

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Claudio, non posso darti alcun consiglio per un tuo possibile investimento su MoneyFarm ma la prospettiva di uno 0,4% in cambio dello stress, al quale fai riferimento, non mi sembrerebbe un grande affare se comparato ai rendimenti dei conto deposito (dove i soldi dovrebbero essere garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi per un ammontare massimo di 100 mila euro).

    • massimo ha detto:

      @Claudio Celiento,
      Guardi, grosso modo sono nella sua stessa situazione: sudati maledetti risparmi che né io né mia moglie sappiamo come investire. Come si legge ovunque e come ci insegna Lorenzo, i mercati sono in grembo a Giove. Davvero nessuno sa cosa sarà il futuro, non a medio, ma a breve termine. La Brexit incombe minacciosa e nessuno è in grado di comprendere le conseguenze dell’eventuale uscita dell’Inghilterra dall’Europa.
      Da almeno 18 mesi ho aperto un conto deposito noiosissimo in Nuova Banca Marche che ha (ovviamente) rispettato il rendimento (favoloso…) del 2,31% lordo, liquidandomi gli interessi allo scadere del primo anno.
      Ho da anni ING Direct, conto corrente e conto deposito, il quale sta “rendendo” un fantastico 0,30%….sa, le condizioni di mercato non ci consentono di, blablabla…per cui il contratto viene unilateralamente modificato…blablabla…
      Però sto rilassato, ecco, questo è l’unico lato positivo. Non amo lo stress borsistico.
      Seguo con molta attenzione questo esperimento che Lorenzo sta facendo sulla sua pelle. Per questo merita tutta la mia stima. Puntuale e chiaro nello spiegare in parole semplici la sua esperienza con MF, che mi attira tantissimo, ma il momento non è forse propizio per dirottare parte delle mie sostanze su questa piattaforma.
      Saluti.

      • Emanuele ha detto:

        Per il poco che so, ci vuole più coraggio a dare dei soldi in mano a Banca Marche (più volte commissariata e coinvolta nel decreto salva banche) che a investirli con la Brexit che incombe…

        • massimo ha detto:

          Emanuele, si tratta di Nuova Banca Marche, ripulita e riassestata, come stanno riassestando Nuova Banca Etruria e sistemeranno la Popolare Veneta e la bnaca Vicentina (Zonin…). Fondo Atlante lo hanno inventato proprio per riparare ai danni fatti. E cmq, i fondi deposito sono garantiti da Banca d’Italia fino a 100mila Euro.

  31. Antonio ha detto:

    Bimbi buongiorno, e ora?!
    Io sono nel panico, le Borse sono crollate, ho intenzione seria di dismettere in moneyfarm, ed ero già in perdita non poco. Ora ci voleva la Brexit, la botta finale quella più grossa.
    Fatemi sapere le vostre intenzioni
    Antonio

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Come per le precedenti crisi non mollo, da grande profano quale sono ho però la sensazione che sul recente ribilanciamento MoneyFarm, come le borse nei giorni scorsi, abbia fatto male i calcoli sulla Brexit…

      • Antonio ha detto:

        Lorenzo, ci sto parlando ora al telefono.
        Soliti discorsi, non farsi prendere dal panico, i portafogli sono bene bilanciati reggeranno ecc.
        Volevo chiudere oggi, ti dico la verità, ora parlandoci mi sono quasi fatto convincere a rimanere.
        Ma lunedì quando vedo le perdite aggiornate relative a oggi, allora mi torna il panico, è sicuro. E non so cosa farò.

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Per me, solo per me senza voler influenzare alcuno, non ha senso uscire ora.

          • Antonio ha detto:

            Non ha mai senso, se sei già in perdita pesante come ero io e credo tutti gli altri che scrivono qua che hanno investito in MF…
            Ma che prospettive ci sono ora?!
            Il mio orizzonte temporale sono 3 anni, sono in MF da giugno 2015, e non c’è mai stato un giorno praticamente che sono stato sopra nei guadagni seppur minimi.
            Crisi greca, guerre, ma questa è la botta òpiù pesante di gran lunga Lorenzo.
            Te mi hai detto, se ricordo bene, che il tuo orizzonte erano 8 anni. E allora se puoi tenere fermo il capitale può anche andare bene.
            Ma io non ho ne la possibilità ne l’intenzione di un investimento così a lungo termine, e le cose ora si complicano terribilmente in questo senso.
            Non ne è anadata bene una da quando sono in MF, questa è la verità.
            Rimpiango i Conti Deposito…

          • Lorenzo Tomada ha detto:

            Antonio, il mio orizzonte è di 5 anni ed ho investito un capitale veramente minimo.

  32. Antonio ha detto:

    Purtroppo il mio invece è pesante Lorenzo, ho investito tutti i miei risparmi lì, mi pare ne avevamo già parlato.
    Per questo sono molto molto preoccupato, e seriamente aspetto domani, vedere quanto perdo ulteriormente, poi penso di disinvestire. Non c’è stato un giorno che uno di tranquillità da quando sono entrato in Moneyfarm, ma prima erano bazzeccole in confronto a questo che si presenta come il momento peggiore dal 2007.
    E poi il problema è che anche rimanendo dentro, l’obbiettivo sarebbe quello solo di poter recuperare qualcosa, a questo punto certo non guadagnare.
    E questo è veramente deprimente. Tanto vale metterli in Conto deposito all’1,5% e cercare di ammortizzare qualcosa.
    Tu dove hai investito oltre moneyfarm?

  33. Antonio ha detto:

    Ora c’è un altro problema strano:
    sono tornato a casa con l’idea di disinvestire in moneyfarm, apro il sito e vedo che da la performance del controvalore è cambiata da quella di stamani! Praticamente cioè, ci sono stati due aggiornamenti giornalieri. Uno stamani alle 9, come sempre, e uno oggi pomeriggio non so a che ora.

    Mi chiedo: o cosa cavolo sta succedendo??!! Avranno già, appunto, ricalcolato il portafoglio con le perdite di oggi, penso io, ma questo non è normale ne mai è successo.
    Li chiamo al n. verde, gli spiego, e loro mi dicono che sono già informati di questo ma non sanno darmi una spiegazione perchè dipende dal gesgtore della piattaforma che hanno contattato ma non ha saputo dar loro una risposta e stanno facendo le verifiche (!)…
    Non so, sono sconcertato. Sconcertato e molto preoccupato, ora ancora di più.

  34. Luca Zaffaroni ha detto:

    INVESTIRE significa dover convivere con le inevitabili oscillazioni di valore del proprio capitale.

    Prima di INVESTIRE, bisogna essere consci della propria capacità di sopportare oscillazioni negative di prezzo

    Prima di investire sarebbe opportuno visualizzare il track record ( lo storico) dello strumento nel quale si sta investendo. In questo modo potete vedere come quel tipo di investimento si è storicamente comportato in caso di: crisi finanziarie, crisi di debito sovrano, attentati teroristici ecc ecc
    Potrete quindi vedere le sue discese massime negli anni più bui e vedere se ed in quanto tempo recupera quanto lasciato precedentemente sul terreno.
    Questo vi aiuterà a capire se avete lo “stomaco forte” per affrontare certi “sali e scendi”

    Ho notato che Moneyfarm mostra i dati storici solo dal dal 2012 in avanti, influenzando notevolmente la percezione di rendimento è la percezione della VOLATILITÀ dell’investimento.

    Ho rilevato questo quando ho provato ad utilizzare il servizio: mi venivano mostrati solo i dati del “periodo d’oro” dei mercati (da inizio 2012 fino a circa metà 2015), dove la rappresentazione grafica degli stessi é ovviamente una curva in crescita. Se però si analizzassero i dati includendo gli anni antecedenti al 2012, ci si accorgerebbe di come l’andamento degli stessi mercati presentati come “lineari” sia in realtà molto più volatile!!

    Vi suggerisco quindi di valutare gli investimenti proposti prendendo visione ANCHE dei dati antecedenti il “periodo d’oro” delle borse, altrimenti si può incorrere in cocenti delusioni/frustrazioni.
    Per fare un esempio: se analizzo la posizione in classifica della Juventus considerando solo i primi 2 mesi del campionato appena concluso nei quali ha vinto poche partite, otterrò un dato molto diverso e parziale rispetto alla valutazione corretta della squadra nell’arco di tutti i 9 mesi di cui si compone il campionato

    Comunque per esperienza professionale sono giunto ad una considerazione.

    Partiamo dal presupposto che purtroppo siamo un paese mediamente SOTTOZERO per quanto riguarda la cultura finanziaria, purtroppo ci manca addirittura la A dell’ABC, lo constato tutti i giorni parlando con imprenditori, impiegati, professionisti, elettricisti, avvocati, operai…..zero quasi assoluto trasversale a tutte le classi sociali e professioni.

    Io stesso ho avuto modo di capire le logiche della finanza soltanto appassionandomi e lavorandoci dall’interno per (ad oggi) 11 anni. In 35 anni di vita nè la scuola, nè l’università, nè la mia famiglia, nè i miei amici….nessuno mi ha insegnato l’abc della finanza…..anzi, mi sono state insegnate poche cose e sbagliate: “il mattone si rivaluta”!! E che “il mutuo appena si può lo si deve estinguere” e nessuno dei sopracitati era in grado di guidarmi quando nel 2007 sono arrivati i fondi pensione…..ora che ci penso anche io ero sottozero ed il mè medesimo di 10 anni fá aveva disperatamente bisogno di una guida finanziaria…

    Tornando a noi:

    Credo che un servizio come Moneyfarm possa funzionare bene in un Paese dove sappiamo di cosa stiamo parlando e soprattutto di come funzionino le regole di base base. Penso a questo proposito ad un paese di cultura anglosassone

    Diversamente, si corre il rischio di farsi male. Dalle mie esperienze vedo che aldilà dell’assistenza tecnica (così come la presta validamente Moneyfarm) nell’esperienza di investimento CONTA MOLTISSIMO LA FORMAZIONE INIZIALE DI UN CLIENTE, dove in 2/3 incontri anche di 2/3 ore l’uno si valutano insieme le varie soluzioni di investimento per CAPIRE BENE PRIMA quali sono le “discese” alle quali si può esporre un certo tipo di investimento.

    In secondo luogo CONTA MOLTO L’ASSISTENZA EMOTIVA, perché INVESTIRE È CONTROINTUITIVO. Se non capisco bene cosa sto facendo o cosa mi stanno facendo fare c’è una buona possibilità di farsi prendere dal panico. È fondamentale a questo punto una valida assistenza emotivo-tecnica che impedisce di combinare disastri. Vi consiglio a tal riguardo di leggervi un bel libro di finanza comportamentale e di osservare il movimento dell’indice SP500 dal 2005 ad oggi 😉

    Concludo ricordandovi che il PREZZO di un bene è l’incontro di domanda ed offerta mentre il suo VALORE é ciò che realmente vale (scusate il gioco di parole). Chi compra VALORE ad un PREZZO “svenduto” fà un affare!!!

    Vi faccio l’esempio di una bella casa con giardino in centro paese: se la vendo in una condizione “normale” la venderò a 100
    Se la vendo perché non riesco a pagare dei debiti (e a maggior ragione se l’acquirente è a conoscenza di questa situazione ) il suo PREZZO sarà MOLTO più basso di prima!!! Il contesto di mercato influenza il prezzo di un bene ma lascia immutato il suo valore!

    Quindi allo stesso modo, se il PREZZO di BMW o MERCEDES o GOOGLE o COCA COLA scende del 4-5-6-7 % in pochi giorni senza che ci siano dei motivi negativi specifici legati alla singola azienda (penso al caso di Volkswagen) bene, credete che di colpo quelle società avranno un VALORE più basso rispetto a 2 giorni prima? O forse è solo il contesto di mercato che di colpo esprime un PREZZO diverso? Se vendo delle belle aziende in un contesto sbagliato, L’AFFARE LO FA L’ACQUIRENTE 😉

    Chiudendo circa la situazione di Antonio, ogni situazione è unica e “personale” ma generalmente quando ci si posiziona su degli asset particolarmente volatili bisogna SEMPRE tenere a disposizione una riserva di liquidità non investita o quantomeno investita in comparti molto meno volatili. Questo perché se mi capitano degli imprevisti ed il mio investimento è negativo, posso evitare di venderlo “in perdita” disponendo di altro denaro. (O meglio ancora utilizzando quella liquidità per “mediare” le pozioni già investite). Diversamente, mi tocca vendere in un momento nel quale IL PREZZO é più basso DEL VALORE del mio investimento, e l’acquirente realizza un affare.

    Se sai di avere nel tuo portafoglio delle attività “sane”, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: ti consiglio nuovamente di simulare l’andamento delle borse mondiali dal 2005 al 2010 per cercare di trovare un minimo di sollievo. Passata la buriana, le aziende sane “rimangono” ed il loro prezzo ritorna a livelli “normali”: a te rimangono in mano 2/3/4/5/6 anni di dividendi 😉

    Detto questo, ti rimando all’assistena tecnica (ma spero soprattutto emotiva!!!!!) del tuo consulente finanziario…….virtuale;)

    Mazza quanto ho scritto! Spero che questo intervento possa esservi stato d’aiuto

    • flv ha detto:

      ottimo intervento

    • Antonio ha detto:

      Allora quella di Moneyfarm è pubblicità ingannevole…perchè pubblicizzano, per esempio sulla pagina web di ConfrontaConti, dove io li ho conosciuti per la prima volta, un rendimento annuo al 6,67 da gennaio 2012. Questo è quanto reclamizzano.
      E chiaramente prima di investire con loro mi sono informato, e piuttosto bene. Non è che mi sono fatto prendere dal facile e ingenuo entusiasmo.
      Purtroppo la situazione però è questa, e ogni volta che obbietti sui pochi ribilanciamenti da loro effettuati, rispondono che così sarebbe “speculazione”.
      Ma ben venga la speculazione se ce n’è bisogno, quando il proprio portafoglio piange da più di 1 anno cioè da quando sono entrato ho aderito alla loro proposta…
      Ma non c’è verso, la loro politica è quella. A mio avviso, ma vedo non solo, assolutamente inadeguata.

  35. Luca Zaffaroni ha detto:

    Salve Antonio,

    Mi permetto di spiegarle con una metafora la natura del fraintendimento che si è verificato.

    -Il mercato finanziario è un mare con venti e condizioni molto variabili e violente (soprattutto di questi tempi)
    -La barca a vela è il capitale INVESTITO NEI MERCATI
    -Il motore a scoppio sono gli investimenti non quotati “tipici italiani” (obbligazioni non quotate, conti deposito ecc ecc)
    -Il rendimento è la velocità con cui la barca si muove verso la sua meta.
    -Lei è il proprietario della barca a vela.
    -Un consulente finanziario (Moneyfarm) è un nostromo di barche a vela.

    Nel Paese Italia, i padroni delle barche sono da sempre abituati a muoversi in mare grazie a dei motori a scoppio che tutti hanno sempre detto essere sicuri e che “è impossibile che succeda qualcosa”.

    Ora però improvvisamente è successo che questi motori:

    – hanno potenza quasi a zero
    – hanno iniziato ad esplodere improvvisamente distruggendo tutta la barca.

    Insomma, ormai questi motori “non vanno più” e rischiano pure di distruggere la mia nave. Ora devo muovermi soltanto grazie al vento (come nel resto del mondo si fa da già decenni)

    Sto fermo nel porto?

    O mi affido ad un nostromo come fanno nel resto del mondo da decenni? 😀 😀

    Non lo so.. sono incerto sul da farsi….. vado a parlare con uno dei Nostromi che ha aperto una filiale nel porto Italia per avere informazioni sul servizio (arrivano infatti anche in Italia le prime società di nostromi, prima non c’era mercato con il trucco dei motori a scoppio)

    Faccio un’osservazione: il Nostromo guadagna la pagnotta se il padrone della barca gli affida la guida, giusto?

    Il nostromo gli spiegherà che è molto esperto, che ha guidato barche in tutto il mondo in ogni condizione meteo…… insomma: è davvero un professionista della gestione del rischio in mare. (però attenzione, NON PUO’ CONTROLLARE LE CONDIZIONI METEO, e non può quindi GARANTIRE una velocità minima)

    Il padrone della barca è abituato da decenni a guardare solo a QUALE VELOCITA’ si muove la barca, perchè il motore a scoppio gli GARANTISCE una velocità costante.

    Durante la chiacchierata, il padrone della barca continua a parlare di VELOCITA’ GARANTITA mentre il nostromo continua a parlare di ECCELLENZA NELLA GESTIONE DELLA BARCA.

    “senti nostromo, ma alla fine di tutta questa parte complessa e noiosa della gestione del rischio……..A CHE VELOCITA’ GARANTITA VIAGGERO’?”

    “te lo ripeto caro padrone, NON POSSO GARANTIRTI LA VELOCITA’, perchè non controllo io i mari ed i venti. Posso garantirti la mia eccellente capacità di gestione del rischio durante la navigazione”

    Il padrone preferisce quindi rimanere nel porto. Il nostromo invece fa la fame

    Allora il nostromo “si ingegna”, và a trovare il padrone e gli dice:

    “mi avevi chiesto a quanto si può viaggiare: guarda qua, sono 4 anni che faccio viaggiare a grande velocità tutte le barche che gestisco, visto?”

    Il padrone adesso sente che il nostromo parla la sua stessa lingua, ed affida la barca in gestione.

    Nella fattispecie, avete scelto un nostromo online 😀

    Significa che in questo momento siete in mezzo al mare sulle vostre barche a vela costruite con MODELLI STANDARD numerati da 1 a 5, il nostromo è in porto (non è MAI in barca con voi) e comanda le barche con 5 telecomandi a distanza, numerati appunto da 1 a 5.

    Voi che siete in mare da soli sulla vostra barca vedete le vele che si muovono e non riuscite a capire il senso…. vedete i venti che cambiano e non capite il perchè le vele non si spostano di una virgola. …. non sapete qual è la metà….. e soprattutto vedete la barca che si muove addirittura indietro!!!!!

    Nel frattempo arrivano nuvoloni su nuvoloni… comincia a piovere intensamente…

    Urlate alla barca più vicina: “oh ma le tue vele si sono mosse a destra o a sinistra?????” “le mie a destra!!!! e le tue?” “le mie sono ferme!!!!!!!!!!.. ma tu che modello hai scelto?” ecc ecc

    “ma il nostromo ti risponde???” “continuo a chiamarlo via radio ma mi dice solo di stare calmo… adesso mi ha detto di smettere di chiamarlo perchè tanto è inutile che mi agiti…….SECONDO ME DOVREBBE SPOSTARE LE VELE PIU’ SPESSO, ma dice via radio che è meglio stare fermi” “ha detto la stessa cosa anche a me, ma io comincio a non fidarmi”

    e ci si comincia ad agitare……e si comincia a pensare di abbandonare la nave……

    In realtà il nostromo sta probabilmente facendo le scelte giuste, ma gli inesperti padroni della barca sono da soli in mezzo al mare a parlare con una radio ed una nave che muove le vele da sola e che non sanno cosa stia facendo. Presi dal panico abbandonano la nave, ed ecco che il danno è fatto.

    Questo tipo di servizio sarebbe stato valido per navigatori quantomeno di esperienza media che conoscono la navigazione a vela

    Esistono altri tipi di nostromi che ad un costo superiore:

    1)costruiscono delle barche PERSONALIZZATE CON NOME E COGNOME, anche di piccole dimensioni
    2)pur guidando a distanza la nave ogni giorno, si spostano FISICAMENTE di barca in barca ogni giorno, tutto l’anno (sabati inclusi :D) per verificare che sia tutto ok e per spiegare di volta in volta il motivo per cui ad esempio si aprono o si chiudono le vele.
    3)si fanno quindi vedere di persona e molto di frequente, anche per rassicurare il cliente e condividere con lui la guida della barca affinchè prenda sempre più confidenza con il mare o per resistere insieme durante una forte tempesta.

    In più questo tipo di nostromo si occupa non solo di guidare la barca in mezzo al mare, ma si assicura che quando in futuro il cliente sarà in pensione, avrà a disposizione cibo ed acqua a sufficienza per il resto della sua vita.

    Oppure lo aiuterà a costituire delle scorte dedicate per i futuri viaggi dei suoi figli

    Oppure ancora gli preparerà un piano per evitare che la Repubblica Marinara Italiana gli chieda pesanti tributi da pagare in barche a fronte delle sue case e terreni 😉

    Insomma, per quello che avete comprato è tutto ok… non c’è da preoccuparsi

    Il problema è capire quello che si è fatto e se si è in grado si viaggiare per anni in queste condizioni

    • Giuseppe ha detto:

      Scommetto che tu sei uno di quei nostromo del secondo tipo.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Sì Giuseppe, sono un consulente finanziario. Seguo i miei clienti e le loro famiglie nel corso degli anni guidandoli nelle scelte finanziarie.

        Fra i vari servizi che fornisco c’è anche l’asset allocation ed i successivi ribilanciamenti di portafoglio, quello di cui si parla in questo “diario di viaggio”

        Nella gestione dei patrimoni non mi occupo io di tutto, sarebbe impossibile. Delego quindi ai principali e a quelli che io valuto i migliori gestori del mondo una parte dei portafogli dei clienti: quindi non lascio che esista una sola regìa dietro la gestione del denaro, ma 4/5 “cervelli gestionali” diversi, poichè diversifico non solo il RISCHIO MERCATO…. ma anche il RISCHIO GESTORE 😉

  36. Roberto ha detto:

    Ragazzi, ho ricontrollato dopo diverse settimane il rendimento, aspettandomi di vedere un bel (si fa per dire) segno meno dopo la brexit e invece … + 2,7, che è superiore a quando l’avevo lasciato. 🙂

  37. Lorenzo ha detto:

    Anch’io sono in positivo, su valori intorno al 2,5%, dopo 4 mesi di investimento. Ma vogliamo parlare dei costi? Con 25000 investiti dicono che si spendono 175 all’anno. Ma la mia fattura bimestrale è di 38,46, pari a 230,76. Mica poco!

    • Roberto ha detto:

      per me è 0,7%, annuo, con pagamento trimestrale. Inoltre c’è stato un accredito dividendi e relativa tassazione. Forse nella cifra da te indicata è compresa anche questa tassa.

  38. Giuseppe ha detto:

    Ciao Lorenzo, ho sentito di MoneyFarm da Radio24, la campagna pubblicitaria del 2015, se non sbaglio. Allora ebbi un impressione negativa, quasi al pari degli imbonitori che ti telefonano per proporti il trading sul Forex.
    Qualche mese fa ho letto un articolo del Sole24ore sui robot advisor e mi sono interessato all’argomento. Al momento penso che MoneyFarm sia l’unica realtà autorizzata ad operare in Italia che offra, in forma ibrida, il servizio di robot advisor.
    Scrivo in forma ibrida perché integra le funzioni della replica automatica dei mercati, tramite fondi Etf, con la componente umana che selezione e calibra gli Etf su cui investire.
    Ho attinto informazioni anche su altre realtà operanti in Italia, ho letto il tuo blog, e poi ho deciso di diventare cliente.
    Cercherò con futuri commenti di condividere anche le mie impressioni sui punti di forza e debolezza del sistema MoneyFarm, sulle mie piccole accortezze per cercare di massimizzare il profitto o, almeno, minimizzare le perdite, tramite l’investimento frazionato.
    Per il momento, avendo aperto la posizione a maggio 2016, sono in guadagno del 3,3%.
    A presto e grazie per aver creato questo blog.

  39. Cilone ha detto:

    Ogni tanto vengo a fare un giro qua per vedere come va. Un po’ meglio credo, investimenti di questo tipo richiedono pazienza, spero si sia capito finalmente, e soprattutto, in questo periodaccio, una buona dose di reattività agli eventi. Reattività significa anche capacità di rimanere “liquidi” quando è necessario, sia chiaro.
    SP500 fa nuovi massimi in barba a tutti i parrucconi espertoni ma attenzione ad Agosto che spesso riserva insidie. Chi deve ancora iniziare aspetti settembre, consulenza gratis 😉
    Per quanto riguarda i robo advisor (esiste anche adviseonly.com in Italia ho visto) ribadisco il mio scetticismo pur essendo loro sulla giusta strada del risparmio autogestito tramite strumenti economici moderni e adatti ai tempi come gli ETF. Il loro difetto rimane “strutturale” ed è stato ben evidenziato in questo 2016: devono investire “per forza”, mentre la scelta vincente nel primo quarto di quest’anno era non fare proprio nulla e rimanere liquidi piuttosto. Scelta condivisa, peraltro, da grandi Hedge Funds che hanno raggiunto percentuali di liquidità elevate (per i loro canoni). E se loro rimangono liquidi dobbiamo coprire noi le buche?
    Per autodidatti curiosi e con un po’ di esperienza propongo di dare una occhiata a etfinvestingadvisor.com , un sito purtroppo (o per fortuna dico io) che opera sul liquidissimo ed economico mercato americano degli ETF (non è un broker, ci si deve arrangiare per quello) e che pubblica settimanalmente delle interessanti tabelle divise per forza, settore e zona geografica su cui focalizzare la propria attenzione. Si può fare un test drive di un paio di settimane.
    Non è per principianti direi, ma per chi un po’ ci bazzica mi pare interessante dato che fa risparmiare un sacco di tempo di “screening”.
    Fatemi sapere, ciao!

  40. Thomas ha detto:

    Ma sono uno dei pochi contenti di MF?

    Aperto ad inizio anno, solo una puntata sotto allo zero, ma costantemente sopra al 4%.. ora sono a 8,60%

    questa la mia asset class

    Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
    FR0011313741 15
    Bond Societari in Euro
    IE00B3F81R35 13
    Bond Societari High Yield Globale
    IE00B74DQ490 19
    Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
    LU0290358224 5
    Azionario Paesi Sviluppati (MSCI World)
    LU0274208692 91
    Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
    LU0292107645 20
    Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
    IE00B58HMN42 9

    ho un profilo abbastanza intrepido ed un orizzonte di 5 anni.

    • Daniele ha detto:

      Ciao Thomas, no non sei l’unico, anche io sono soddisfatto di MF. Sono entrato quest’anno spinto dai buoni rendimenti passati e dai segnali di ripresa intravisti dopo una metà 2015 pessima ed un primissimo 2016 ancora negativo. Solo po’ di ansia per la Brexit ma alla fine superata decisamente bene. Mi spiace molto per chi è stato sfortunato ad investire nel 2015 ma purtroppo credo sia andata così un po’ per tutti. Credo però che con un po’ di pazienza recupereranno anche loro. Le tre regole che mi sono dato: 1. orizzonte temporale medio-lungo, 2. investimento misurato alle possibilità (di perdita) e necessità (di liquidità), 3. controllo dell’ansia. Vorrei infine spezzare una lancia in favore di MF relativamente a quanto lamentato da qualcuno più sopra circa il fatto che pubblicano il grafico dei rendimenti solo dal 2012 in poi. La spiegazione è abbastanza semplice infatti la società è stata fondata nel 2011 come startup. E’ chiaro che non è quindi possibile pubblicare dati antecedenti al 2012 relativamente a portafogli diversificati ed in continua evoluzione grazie ai ribilanciamenti prima ancora che esistessero.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Il punto è che nella creazione di portafogli usano strumenti che replicano indici e mercati esistenti da decenni, a prescindere dal fatto che MF sia stata fondata nel 2011.

        Una società di rafting viene fondata nel 2011 ma l’andamento del fiume/torrente che si prefigge di cavalcare è conosciuto da decenni dagli esperti della zona
        Se parla solo del tratto tranquillo a me che sono inesperto di rafting, quando inevitabilmente arrivano le rapide vado nel panico.

        Nel momento in cui ti rivolgi ad una platea di risparmiatori (e non investitori), è un po’ di parte far vedere solo i 2/3 anni di mercato in salita. Dico questo proprio per chi è entrato con questa vista parziale e semplificata e poi si è beccato un bel 2015 rimanendo spiazzato ed andando nel panico.

        Il servizio in se è valido, il punto è che non è per tutti così come “viene fatto credere”.

  41. Giuseppe ha detto:

    Grazie CILONE per le tue segnalazioni su adviseonly e etfinvestingadvisor.
    Ho iniziato ad esaminare il primo. Entrambi richiedono un maggiore impegno da parte dell’investitore, almeno per l’esecuzione delle operazioni di acquisto/vendita delle quote di Etf.
    Vorrei anche valutare l’incidenza dei costi di negoziazione, rispetto al tutto incluso di MF.
    Per quanto riguarda la posizione più o meno liquida, a seconda del periodo, penso che si possa ovviare con il disinvestimento temporaneo dal portafoglio Etf.
    Tuttavia, sembra che, a lungo termine, la strategia del cassettista sia remunerativa, a patto di non entrare sul mercato in una sola volta con le quotazioni ai massimi.
    Io cerco di incrementare la posizione nei periodi di calo e conservo la quota di liquidità nel classico conto deposito.
    THOMAS, hai investito in un momento ottimale. Quanti però, ad inizio anno si sono chiesti: “le quotazioni continueranno a scendere? ”
    Una dose di fortuna è sempre utile, abbinata ad un equilibrio di buon senso e temerarietà.

  42. Antonio ha detto:

    Ciao a tutti, curiosando nel web alla ricerca di nuove possibilità di investimento, mi sono imbattuto in “Onlinesim” e il suo conto “Robobox”.
    Qualcuno sa dirmi sinteticamente di cosa è e come funziona, e se possono essere trattati gli ETF?
    Grazie
    Antonio

  43. Giuseppe ha detto:

    Ciao Antonio, ho “fatto un giro” sul sito di Onlinesim ed ho visto che tra i prodotti ci sono anche degli Etf.
    Ho alcune perplessità in generale sui servizi offerti.
    Il servizio personalizzato a pagamento non prevede un periodo di prova gratuito.
    Gli acquisti/vendite di prodotti finanziari vanno effettuati tramite un proprio conto titoli.
    Il servizio gratuito appare una miscela tra forum e social network.
    Farò altri approfondimenti. Per il momento MF mi sembra più semplice ed efficace.

  44. Sergio ha detto:

    ciao a tutti
    ho visto questo blog e , anche se non ho un conto Money Farm , lo trovo molto interessante, perche’ fornisce un resoconto di
    alcuni casi esemplificativi di questo tipo di ‘consulenza finanaziaria’.
    Anche io come alcuni di voi mi interesso di gestire personalmente i pochi soldi risparmiati in 10 anni di vita lavorativa , cercando di seguire
    le indicazioni che si possono trovare in rete e quelle dettate dalla mia esperienza .
    Per quello che posso dedurre dal comportamento di MF come della maggior parte dei consulenti Finanaziari non sono
    per nulla adeguati agli stravolgimenti che il mercato troppo spesso ci sottopone :
    io, personalmente penso sia meglio seguire un metodo piu’ organico , utilizzabile , con solo 2 ore al mese da dedicarvi :
    1) e’ di vitale importanza scegliere il momento in cui entrare in un investimento.
    quindi in un periodo come ora dove i bond rendono al meglio 0.5% ,
    meglio apettare , con i soldi sul c/c e non avere nulla , piuttosto che entrare in un momento sbagliato .
    2 ) occorre avere gli ISIN di ETF ( reperibili da http://www.morningstar.it – seleziona etf ) di tipo obbligazionario
    e sceglierne 4 in base alla durata e/o al mercato-geografico .
    3 ) scegliere 3 – 4 ETF azionari ( sempre da http://www.morningstar.it ) in base al mercato-geografico, di cui 2 con dividendi .

    4) a questo punto stabilire in base al rischio che si vuole affrontare la % da dedicare all’obbligazionario ( almeno il 50% )
    e la percentuale da dedicare all’azionario.
    5) quindi acquistare, col 25-40 % della somma complessiva da inventire 2 degli ETF obbligazionari prescelti .
    6) per il restante 75-60% per ogni ETF : sulla base dei grafici ultimi 6-12 mesi pregressi stabilire il ‘prezzo giusto’ , che si potrebbe ripetere in futuro, con cui si potrebbe guadagnare .
    A questo punto inserire degli ‘ordini condizionati di acqisto’ , solo se il prezzo di mercato diventa <= al 'prezzo giusto' .
    In questo modo se il mecato scende come a noi piace : compriamo , altrimenti aspetttiamo; e' vero che aspettando non guadagno , ma neanche ci perdo nulla..
    7) inoltre se dopo avere investito , usando il metodo precedente vado in perdita ( superiore a – 8%)
    decido , con lo stesso metodo, di reinvestire in quegli stessi ETF che soo in perdita .
    ovviamente, nel momento forte perdita, cosi da potere ritornare in positivo al primo, piccolo 'rimbalzo' .
    In appoggio a questo metodo posso usare oltre agli ordini condizionati , anche gli 'alert_e_mail' che molti siti forniscono gratuitamente .

  45. Guglielmo ha detto:

    Ciao a Lorenzo e a tutti gli altri frequentatori di questo thread sempre interessante. Come ho raccontato più sopra sono stato cliente MF dal febbraio al novembre 2015. L’ho trovato un buon servizio, anche se non così economico come vogliono raccontare (nei loro articoli confrontano sempre i costi dei fondi con quelli degli ETF, dimenticando di dire che con il costo del fondo il cliente ci si paga tutto il servizio completo, compresa l’asset allocation e la consulenza fatta dal promotore che è remunerato per l’appunto dalla retrocessione di quelle stesse commissioni del fondo, mentre con MF è vero che investi in ETF che sono meno costosi dei fondi, ma poi asset allocation e consulenza si pagano a parte direttamente a MF e sono un altro 0,70% che si aggiunge ai costi dell’ETF). Lo considero comunque un ottimo servizio, a prezzi concorrenziali (solo, non così “regalati” rispetto alle banche come vorrebbero far credere), con qualche peccato di gioventù che avevo riscontrato all’epoca e che probabilmente nel frattempo avranno migliorato. Vorrei tenerli monitorati nel tempo per vedere se mi convinco di nuovo a riattivare il servizio. Posso chiedere l’asset allocation attuale per farmi un’idea di come si sono riposizionati nel frattempo, dopo tutti questi mesi, Brexit inclusa? All’epoca avevo un portafoglio fatto da 14 ETF chiamato P4-C2 (avevo selezionato 6 anni di orizzonte temporale e profilo equilibrato). Ad esempio, lo strumento che all’epoca pesava di più nel mio portafoglio, era IE00B6X2VY59 Bond Societari EUR con copertura rischio di tasso, che non è che mi avesse dato tutte queste gioie… mentre più sopra ho visto che un altro utente diceva che lui in portafoglio per la stessa asset class aveva invece IE00B3F81R35 Bond Societari in Euro (quindi, senza copertura del rischio tasso), e ho visto che questo secondo ETF ha avuto performance decisamente migliori di quello che avevo io. Se possibile avere i codici ISIN degli etf perchè, come dimostra il caso qui sopra, ETF diversi nella stessa asset class possono avere rendimenti molto diversi. Grazie in anticipo a chiunque possa aiutarmi, ciao!

  46. Antonio ha detto:

    Amici per interesse…economico, :-), ciao a tutti.
    Torno a scrivere dopo un pò e indovinate: il Portafoglio è sempre in perdita, naturalmente. Non c’è verso di tornare nemmeno pari, perlomeno.
    Nel frattempo in questi giorni mi hanno proposto una riduzione dei costi dello 0,1 (…), cioè da 0,7 a 0,6, ma solo attraverso una richiesta di aumento e quantomai sostanzioso dell’investimento. Se no nisba nemmeno lo 0,1 %.
    Ovviamente gli ho risposto che non mi pareva opportuna questa loro proposta, che casomai andava fatta quando il cliente avesse visto perlomeno qualche minimo frutto, ma non certo ora dopo quasi ormai 1 anno e mezzo dall’entrata in Moneyfarm e il segno è ancora immancabilmente negativo.
    Sono quindi sempre più perplesso.
    La cosa più strana poi che notare è che la congiuntura potenzialmente di gran lunga più negativa da 1 anno a questa parte, cioè la Brexit, sia stata bypassata con perdite piuttosto contenute. Basti dire infatti che in questi ultimi 3 giorni di mercati semplicemente negativi, dal 12 a oggi 14-09, il mio portafoglio ha perso quasi esattamente come nel giorno post uscita del Regno Unito.
    Ipotesi in relazione anche a ciò?
    La mia a questo punto è questa: visto l’orizzonte temporale di ognuno, il mio è 3 anni e mi sembrano già molti, loro in qualche modo determinano, tramite la gestione degli asset e i bilanciamenti, che non vi siano ne troppe perdite, ne troppi guadagni, allo scopo di tenere “buono” il cliente sino all’ultimo, e che magari cerchino verso la fine di fargli ottenere qualche exploit e cercare così di rimarcare questo ottenimento.
    Non so se questo sia plausibile, ma lo comincio a pensare seriamente. D’altronde non sarebbe nulla di illecito, ma certo non corretto e meno conveniente per l’investitore.
    Fatemi sapere la vostra, ciao…

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Salve Antonio,

      mi permetto di aggiornarla circa la situazione che si sta verificando sui mercati.

      Ho letto in qualche rapporto specializzato che stiamo per affrontare un “double trouble” (un doppio guaio) a causa del fenomeno che tutti quanti stiamo aspettando da mesi: rialzo dei tassi americani. Vedrò di spiegarmi.

      I prezzi delle obbligazioni europee sono gonfiati dalle manovre di espansione monetaria della BCE. Ciò significa che la BCE ogni giorno compra decine di miliardi di euro di obbligazioni italiane, tedesche, spagnole ecc A PRESCINDERE DA QUANTO RENDONO….. se in un mercato c’è qualcuno che COMPRA SEMPRE E COMUNQUE (anche sapendo che ci perderà) il prezzo di quel bene continuerà a salire, fino a raggiungere livelli paradossali (esempio: la bolla delle case in Italia. Tutti che compravano case a prezzi assurdi rispetto agli stipendi medi…nei prossimi anni senza stipendi e senza giovani voglio vedere chi te la compra e a quale prezzo visto che ci saranno 40 compratori e 1’00 venditori, in questi ultimi anni stiamo avendo giusto un assaggio 😀 )

      Tornando al “double trouble”: i prezzi assurdamente alti delle obbligazioni europee sono sostenuti da “acquisti insensati” da parte della BCE che compra non per convenienza ma per necessità di politica monetaria europea.

      In questi giorni sta “finalmente” prendendo piede il timore che gli USA alzeranno i tassi di interesse e quindi molti investitori (si parla di grossi investitori istituzionali) che avevano in portafoglio grosse quantità di obbligazioni europee le cui quotazioni solo salite in modo assurdo grazie agli acquisti folli della BCE, in questi giorni le stanno vendendo a piene mani PER REALIZZARE LE PLUSVALENZE. Questi soldi disinvestiti dalle obbligazioni europee saranno in futuro pronti per comprare obbligazioni americane a tassi più alti. Quindi questo è ovviamente un guaio per i possessori delle obbligazioni europee perchè vedranno il valore scendere.

      Il secondo trouble è dato dai mercati azionari: rendimenti obbligazionari così bassi hanno spinto molti capitali nei mercati azionari, dove il rendimento è rappresentato dagli utili delle aziende. “Cosa investo a fare nelle obbligazioni che rendono così poco? piuttosto investo nell’azionario” ( finchè i listini reggono 😉 )

      Ma se gli USA stanno per alzare i tassi di interesse, significa che in un futuro non troppo lontano non ci sarà bisogno di sopportare il rischio delle azioni per ottenere rendimenti interessanti, ma sarà sufficiente investire in obbligazioni americane. Siccome la borsa americana è sui massimi di sempre, anche qui è facile per i grossi investitori vendere ai prezzi stellari di oggi e portare a casa i realizzi. Quando i tassi verranno alzati, anche qui ecco che quei realizzi verranno investiti in obbligazioni americane. Ed ecco il secondo guaio, cioè scenderanno anche le borse.

      Voi siete lì in mezzo e, senza strumenti che possano shortare gli asset nei quali siete investiti, c’è poco da fare: c’è solo da aspettare e tenersi forte 😀 E soprattutto NON FARSI PRENDERE DAL PANICO, NON CE N’E’ MOTIVO.

      Chiudo permettendomi di ricordare che la grossa, enorme differenza tra perdere e guadagnare quando si investe sui mercati è data dal COMPORTAMENTO DELL’INVESTITORE. Se chi mi gestisce i soldi è un professionista serio (e Moneyfarm lo è, pur se non infallibile e per questo bisogna secondo me valutare il RISCHIO GESTORE) la differenza nel medio lungo periodo la fà IL COMPORTAMENTO DELL’INVESTITORE.

      https://www.google.it/search?q=behaviour+gap&espv=2&biw=1680&bih=949&tbm=isch&imgil=1IS-1g2GTtkoDM%253A%253BQGw8KtnX9QNRkM%253Bhttp%25253A%25252F%25252Fwww.brbwm.co.uk%25252Fthe-behaviour-gap%25252F&source=iu&pf=m&fir=1IS-1g2GTtkoDM%253A%252CQGw8KtnX9QNRkM%252C_&usg=___Hb5E2A6sXFa02QOPQOWfoWcbFA%3D&ved=0ahUKEwil4auDxZLPAhUGB8AKHW4VCT0QyjcIQQ&ei=eTDbV-XAIoaOgAbuqqToAw#imgrc=1IS-1g2GTtkoDM%3A

      Calma e sangue freddo, sono i PREZZI che ballano e non i VALORI. Tutte le logiche di cui ho scritto sopra interessano le VALUTAZIONI DI BREVE PERIODO. Sono mesi che incontro gestori di tutto il mondo che mi spiegano come “la droga” delle Banche Centrali ha reso dipendente il sistema ed il risultato sono movimenti forti ed improvvisi che danno nausea. Ma non bisogna avere paura, anzi.

      In queste fasi di mercato con i miei clienti utilizzo con ancor più vigore i Piani di accumulo, soprattutto su asset nei quali sono già investiti per mediare i prezzi. In questo modo accorcio molto i tempi di recupero 😉 A patto di essersi tenuti della liquidità di scorta strategica: investire in questi mercati senza scorta di liquidità per mediare secondo me è da “incoscienti”

      • Antonio ha detto:

        Luca capisco e ringrazio per la dotta disquisizione, ma capisci che di stare calmi e tranquilli è quello che mi dicono regolarmente anche da Moneyfarm praticamente da quando sono entrato :-)…
        La realtà è che io venivo da un Conto deposito di Banco Popolare che mi ha fruttato quasi il 3,5% in 18 mesi, e quella cifra l’ho reinvestita tutta, compresa di interessi, in Moneyfarm.
        Ora sono a più di 15 mesi dall’ingresso, e non c’è verso di vedere niente di positivo, la situazione non tende a migliorare ma anzi in questi ultimi giorni, come è facilmente deducibie dall’andamento dei mercati, è precipitata di nuovo dopo un timido miglioramento a inizio settembre.
        Cioè, il mio timore è quello espresso: che lì dovrò stare “per forza di cose”, e se va bene, SE VA BENE, accontentarmi alla scadenza dei 3 anni di un misero 1 o 2%. Purtroppo i segnali sono questi, come ho scritto sopra a prescindere da quali siano i motivi di tale andamento.
        E la cosa non mi piace per niente, anche perchè la cifra investita è piuttosto consistente, quasi tutti i miei risparmi, sperando di non averne nel frattempo urgente bisogno.

        • Stefano T ha detto:

          Salve Antonio,
          come già segnalato da più persone il mercato non viene pilotato dal gestore (nella fattispecie MoneyFarm) ma delle dinamiche a livello globale di mercato.
          Il bravo e competente gestore deve innanzitutto esplicitare il grado di rischio che l’investitore si andrà ad assumere e credo che questo lo si evinca abbastanza bene del sito web prima di iniziare l’investimento.
          In secondo luogo vige la regola della differenziazione degli investimenti.
          Reinvestire una cifra significativa o peggio ancora l’intera cifra del proprio capitale di rischio è quantomeno azzardato farlo puntando su un’unica strategia di investimento.
          Assegnato il mandato al gestore, sarà poi compito loro muoversi al meglio nel perimetro del grado di rischio che si assume l’investitore, ed è in questi termini che anch’io sto testando MoneyFarm.

          • Antonio ha detto:

            Come scritto bisogna vedere se “il gestore”, ha interesse o meno a far salire il portafoglio del cliente prima dell’avvicinarsi della scadenza temporale concordata di investimento…
            Io come detto ho più di qualche dubbio a sto punto. E’ facile capire infatti che se il portafoglio salisse, ipotesi, di un 5%, è probabile che l’investitore sia tentato di liquidarlo incasando gli utili.
            Per chi non lo sapesse il contratto può essere “sciolto” in qualsiasi momento anche direttamente dal sito. Infatti nel conteggio del pèortafoglio medesimo sono già compresi e detratti gli interessi spettanti a Moneyfarm per il loro lavoro. Questo è certo, basta chiederlo a loro per conferma eventualmente.

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Antonio,

          Posso capire la tua preoccupazione…. L’unico problema “reale” che potresti effettivamente affrontare è la situazione (come già dicevi tu) nella quale dovessi avere bisogno del denaro. Non so se Moneyfarm lo consente ma potresti nel caso liquidare il comparto meno in perdita.

          Per il resto ti confermo che non ti devi preoccupare, non perderai i tuoi soldi 😀 È solo questione di tempo, vedrai.

          Se riesci, evita di guardare la situazione tutti i giorni o comunque spesso. È come attraversare un ponte sopra un burrone, se non sei “allenato” alla traversata, devi evitare di guardare giù, altrimenti vai in panico. Qui è uguale, salvo che ti servano prima per un previsto, non c’è niente da temere 😀

  47. Antonio ha detto:

    Salve e complimenti per il blog.
    Vado subito al punto: l’ingresso di Allianz (un gruppo che fa anche lo stesso “mestiere” di MoneyFarm) nel CdA di MoneyFarm a me fa pensare molto male.
    Se Allianz ha preso questa decisione, probabilmente è perchè MF è cresciuta abbastanza. Ma MF, forse, è cresciuta proprio perchè fino ad oggi ha mantenuto una certa autonomia decisionale.
    Prevedo uno sbilanciamento dei suoi portafogli non più nell’interesse dei suoi clienti ma del suo nuovo socio.
    Spero di sbagliare. Cosa ne pensi?

    Antonio G.

  48. Antonio ha detto:

    Io sono sempre più insoddisfatto, purtroppo. Ho avuto un colloquio proprio ora in chat con un funzionario, che poi è sempre lo stesso, e la risposta piccata è che le cose secondo il suo punto di vista stanno andando bene (!)
    Gli ho fatto notare, come anche voi avrete notato, che l’ultimo ribilanciamento del 12 settembre ha avuto, per ora, esiti tutt’altro che positivi con i Bond italiani che erano + 6% a inizio settembre, e ora quelli che li hanno sostituiti, Bond globali, sono a oggi al – 0,07%, e che il portafoglio globale è ulteriomente calato, E lui fa finta di niente e risponde che le mie notazioni non sono fondate con giri di parole e percentuali farlocche.
    Chiaramente è difesa a oltranza ma più precisamente una presa di culo, perchè non si può rispondere così di fronte a osservazioni legittime e che hanno sopratutto come riscontro inquivocabile l’andamento del portafoglio che non solo è costantemente negativo, ma è appunto calato ulteriormente dall’ultimo ribilanciamento.
    Sono veramente molto tentato di chiudere e incassare le perdite, e mettere tutto in un conto deposito all’1,5%, perlomeno sai cosa aspettarti. Di qua ormai dopo 16 mesi non ho più alcuna fiducia.

  49. Vito ha detto:

    Salve Lorenzo,
    complimenti per il tuo blog anche se mi ha fatto nascere più dubbi di quanti non ne avessi in precedenza… 🙂
    Ho letto con interesse tutti gli interventi più o meno positivi. Da circa due mesi seguo con interesse gli ETF, soprattutto i Vanguard, per creare il mio PAC, con obiettivo decennale.
    Non avendo esperienza ho pensato di aprire un conto moneyfarm, per la verità avevo optato per altre società inglesi ma purtroppo offrivano il servizio solo agli inglesi. L’entrata di Allianz mi ha fatto nascere ulteriori dubbi, tra l’altro ho letto i commenti degli ultimi mesi che riportano sempre lamentele e delusioni. Comunque grazie, nei prossimi giorni deciderò.
    Vito

  50. Antonio ha detto:

    Amici miei tutti, oggi aprendo Moneyfarm ho fatto un’altra scoperta, negativa ovviamente. E manco a dirlo…
    Cioè che dal portafoglio non viene prelevato solo lo 0,7 come costi di gestione, ma anche “commissioni mfm” e “imposte statali”…

    Me ne sono accorto perchè ho visto che la liquidità era improvvisamente calata.
    A me avevano detto che nello 0,7, che non è poco, era tutto incluso, ora ovviamente loro dicono di no.
    La realtà è che quindi non è uno 0,7, ma come minimo un 1% alla fine.
    E il portafoglio intanto scende sempre di più.
    Ho avuto per questo una discussione piuttosto animata in chat con un loro funzionario.
    Mi girano veamente i c……i.
    Chiudo qua, ciao.

    • Guglielmo ha detto:

      Ciao Antonio, se non ti trovi più bene e non ti convincono più i loro ribilanciamenti, c’è un’altra alternativa possibile che non liquidare tutto e prenderti le perdite. Puoi semplicemente trasferire il dossier titoli da un’altra parte, senza vendere gli ETF (calcola che gli ETF sono su un normale dossier titoli a te intestato, e se apri un altro dossier altrove, puoi utilizzare la normale procedura interbancaria di trasferimento dossier, basta che l’intestazione dei dossier sia identica). In questo modo ti tieni i titoli che hai, non ti prendi nessuna perdita e, nell’attesa di decidere che fare dei tuoi etf, smetti da subito di pagare lo 0,7% di commissioni. Ciao

      • Antonio ha detto:

        Ciao Gugliemo, a te convince Moneyfarm e il loro modo di fare complessivo? Ti stai trovando bene, o no?
        Come ti ho scritto, e come puoi constatare direttamente anche tu stesso scrivendogli in chat dal sito o telefonando, le commissioni non sono sono la loro provvigione di 0,7 sul capitale investito, ma come detto anche commissioni e imposte statali. Per cui dalla vendita nell’ultimo ribilanciamento dell’ultimo titolo “Bond Governativi a10 anni” e relativi dividendi, il mio portafoglio è addirittura ulteriormente calato, invece di incassare qualcosa.
        Come si fa ad avere ancora fiducia dopo questo e tutto quello che ho scritto fino ad oggi?!…
        A me pare che Moneyfarm sia l’ennesima fuffa orchestrata forse bene, ma che sul concreto si rivela per quello che è.
        Tu mi dici di trasferire tutto il dossier titoli. Ma a parte che vorrei capire come farei a non subire le perdite che in questo momento sono circa di 1000 € chiudendo con Moneyfarm, ma c’è anche che non capisco, poichè non ho esperienza, di come si faccia da attuare la procedura che tu mi hai descritto.
        Puoi descrivermi più nei particolari cosa intendi?
        Grazie

        • Antonio ha detto:

          Ma c’è un altro particolare a proposito di ribilanciamenti:
          Se uno va nella sua scheda personale del sito vede che alla voce del menu a tendina “Modifica”, la voce “Forza ribilanciamento”, è disattivata, cioè si impedisce eveidentemente che uno possa fare delle manovre autonome sul portafoglio.
          E’ normale e regolare questo secondo voi?

        • Guglielmo ha detto:

          Ciao Antonio, io sono uscito dopo meno di un anno perché un paio di cose non mi avevano convinto. Ero entrato a gennaio 2015, avevo avuto i miei alti e bassi di rendimento come normale sui mercati finanziari, ma ero comunque mediamente soddisfatto. Con l’estate del 2015, c’è stato il patatrac della Cina, e sono scesi molto i mercati emergenti. Loro mi hanno proposto un ribilanciamento che vendeva una gran parte degli ETF dei mercati emergenti (dopo che questi erano crollati, quindi incamerando le perdite), io invece ero più ottimista sulle possibilità di recupero (visto anche che avevo un orizzonte temporale di 6 anni, quindi abbastanza lungo) e non ho voluto vendere (e con il senno di poi ho fatto bene). La seconda cosa che non mi ha convinto, in quell’occasione e nei mesi successivi hanno rivisto i portafogli riducendo il rischio: erano mesi difficili, e la scelta era senz’altro corretta. Il punto però è che se per ridurre il rischio devo tenere una parte importante del mio portafoglio investita in un ETF equivalente a BOT, quindi con tassi zero o negativi, e su questo devo comunque pagarci sopra lo 0,7% di commissioni e lo 0,2% di bolli, allora preferisco disinvestire quel pezzo di portafoglio e tenerlo fermo sul conto corrente a zero, o meglio metterlo su un conto deposito dove per quanto poco prenda, sarà comunque positivo, e non negativo. Per cui gli avevo detto che la parte di investimento che loro associavano a bond governativi 1-3 anni la toglievo e me la tenevo su un conto deposito, e di ribilanciarmi le cose senza questa voce che avrei gestito per conto mio, ma questo con loro non era possibile (o meglio, era possibile, ma avremmo praticamente dovuto rifare sempre a mano tutti i ribilanciamenti in modo personalizzato, un casino). Morale, ho deciso di uscire, e l’ho fatto come ti dicevo, cioè non vendendo gli ETF, ma trasferendoli su altra banca (io ho Fineco, che lo fa gratis). Basta che tu vada alla tua Banca e chieda a loro cosa fare, c’è una procedura interbancaria apposta per “traslocare” i dossier titoli da una banca all’altra (basta che abbiano la stessa intestazione). In questo modo, mi sono portato via gli ETF da Banca Sella sul mio conto Fineco, senza doverli vendere, e smettendo di pagare i costi associati.

  51. adriano ha detto:

    Avendo manifestato due anni fa interesse per Moneyfarm, registrandomi al sito, ma non effettuando poi alcun investimento, sono stato contattato più volte nell’ultimo mese da un suo funzionario. Mi ha proposto ovviamente di investire, avvisandomi anche che nel frattempo è cessato il loro rapporto con Banca Sella, per cui il denaro affluisce in un fondo direttamente intestato a Money Farm. Quindi, se ho ben capito, quella che si prospetta è una sorta di trasformazione/evoluzione dell’attività da consulenza a gestione patrimoniale. Nelle faq del sito di questo al momento non c’è traccia. Che ne pensate ?

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Guarda l’ultimo aggiornamento del post, trovi le informazioni che sono riuscito ad avere tramite mail…

      • Andrea ha detto:

        Salve, la notizia che Moneyfarm non lavora più con Banca Sella per la nuova clientela e in particolare che la liquidità affluisce direttamente su un conto estero intestato non più al cliente ma a Moneyfarm stessa è a mio avviso molto preoccupante perché viene a meno quella separazione fisica del cassetto coi soldi da chi lo amministra che è la regola “golden standard” per evitare sorprese non desiderate ma già accadute nel mondo della finanza. Vorrei iniziare ad investire con Money farm ma questa nuova situazione mi blocca. Ho parlato al telefono con mf ma non è uscito nulla di chiaro sull’argomento. Cosa ne pensate? Grazie saluti

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Il cambiamento è importante, non ti nascondo di aver optato per Moneyfarm proprio per questa separazione con Banca Sella e, quindi, per mantenere la mia totale autonomia sull’investimento. Non ho approfondito con Moneyfarm, e non conosco i dettagli, ma questa novità non è sicuramente di mio gradimento…

        • adriano ha detto:

          Sono pienamente d’accordo, e per questo al momento non intendo procedere ad investire con Money Farm. Tanto più che sul sito non ho trovato una informazione adeguata circa il cambiamento, e il funzionario che mi ha contattato ha minimizzato e a replicato comportamenti che posso tranquillamente trovare in banca. Non è questo che mi aspetto da chi vuole fare della trasparenza il suo punto di forza.

        • Simone ha detto:

          Riguardo alla gestione con Banca Sella sono rimasto piuttosto scontento. Non so se avete mai provato ad effettuare qualche operazione di disinvestimento…
          Per investire basta un bonifico, et voilà… mentre per disinvestire c’è una procedura assurda e complessa… Stavo per chiudere tutti i rapporti con MF e Sella a causa di questo e del fatto che il processo di disinvestimento non ha funzionato e non ho potuto disporre dei miei soldi quando ne avevo bisogno.

  52. Antonio ha detto:

    Ciao Lorenzo, complimenti per il blog, uno dei pochi del settore con qualcosa di concreto e con interventi altrettanto validi. Io sono un appassionato di investimento, ma più che altro a livello teorico nel senso che ho letto di tutto sull’argomento (Kiyosaki, Ekver, Jack Bogle, Warren Buffet) e l’ultimo di Tony Robbins. Volevo investire con Moneyfarm anch’io ma leggendo le vostre recensioni ho desistito cercando altre opzioni. Vorrei porvi delle domande: ma si può investire nel famoso fondo Vanguard o è solo per gli americani? Se si come? Sapete qualcosa del sito JustETF? Grazie a tutti.

  53. Vito ha detto:

    Salve Antonio,
    io ho contattato direttamente il sito vanguard.com per chiedere informazioni, per il momento non offrono il servizio in Italia.
    Io ho ancora dei dubbi se investire con moneyfarm, i rendimenti di un mio amico oscillano tra il 9% di qualche anno fa ed il 2%, mi sembra un pò poco essendo comunque esposti a rischio. Comunque deciderò nei prossimi giorni.
    Vito

  54. Mat ha detto:

    Ciao e complimenti per questo articolo che seguo spesso. Vorrei provare ad investire con MF, ma con le presidenziali e il referendum alle porte non so se è il momento giusto… forse conviene aspettare gli esiti…cosa ne pensate?

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Purtroppo non è facile prevedere ma, secondo la mia personale ed inesperta opinione in merito, se vincono Trump ed il NO il rendimento cala dovuto all’incertezza sul futuro statunitense e all’immobilità della politica italiana.
      Se vincono Clinton ed il Sì vi possono essere motivi di rassicurazioni e nuovi stimoli per i mercati.
      Ripeto, non sono indicazioni di voto anche se forse creerò un post in merito, ma considerazioni strettamente personali…
      Per quanto concerne le elezioni presidenziali saresti comunque in ritardo per entrare, sono fra 4 giorni, per il referendum costituzionale sei ancora in tempo.

  55. Fabio ha detto:

    Buongiorno Lorenzo,

    ad oggi quanto rende il tuo portafoglio etf e come è composto?
    Sono seriamente intenzionato ad affidarmi a degli esperti per gestire i miei pochi risparmi.
    Puoi anche inserire il codice promozione per abbassare il costo della gestione.
    Grazie, saluti
    Fabio

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Fabio,
      ad oggi sono sotto del 3,87% con un portafoglio così composto:
      – Cash e Bond Governativi a Breve
      17,92%

      – Bond Governativi Paesi Sviluppati
      5,25%

      – Bond Societari Investment Grade
      17,84%

      – Bond Societari HY & Bond Gov. EM
      13,05%

      – Inflazione
      9,91%

      – Azionario Paesi Sviluppati
      26,91%

      – Azionario Paesi Emergenti
      4,39%

      – Materie Prime e Real Estate
      2,07%

      Per il codice sconto ti invio una mail personale, ciao!

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Lorenzo,

        se non sono indiscreto potresti dirmi qual è stato il giorno del tuo ingresso nei mercati?

        In questo modo avrei modo di comparare la gestione di MF con l’andamento di alcuni portafogli che ho realizzato per i miei clienti.

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Ciao Luca,
          sono dentro Moneyfarm dal 13 maggio 2015.

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Ciao Lorenzo,

            ho comparato alcuni miei portafogli studiati per i 2/3 anni per la curiosità di vedere la differenza di andamento tra una gestione attiva ed una passiva (a parità di data di partenza).

            Partiamo sempre dal presupposto che ogni cliente ha un proprio profilo di rischio ed un proprio orizzonte temporale, quindi le “fredde” comparazioni numeriche a volte non riescono a cogliere le sfumature tra un cliente e l’altro. Bisognerebbe anche comparare la volatilità per valutare la qualità della gestione (non conta solo il risultato % al giorno X).

            Fatte queste precisazioni, posso dirvi che a parità di condizioni… molto spesso le cose sono andate bene 🙂 ..che non significa “diventare ricchi”, ma vedere diversi portafogli ad oggi positivi, alcuni anche di 1-2 punti (con le commissioni già pagate per intenderci, al lordo delle tasse). Tanti sono +0,XX% mentre alcuni sono -0,XX% / -1,XX%

            E questo con la tanto vituperata (mi riferisco ai commenti di molti utenti 😀 ) “gestione attiva”, sfruttando indipendenza ed al contempo DIVERSIFICAZIONE DEL RISCHIO GESTORE. Ovvero ho fatto in modo tale che le scelte di investimento fossero prese da 3 “aziende top” di livello mondiale, che operano da nazioni e continenti diversi, con 3 team di gestione e processi decisionali completamenti diversi e separati gli uni dagli altri, in maniera tale che il “l’azienda che azzecca i venti giusti” possa salvare l’altro (o gli altri) che nello stesso periodo “ci hanno preso meno”.

            Leggo di molte persone che scelgono un servizio di consulenza finanziaria parlando di costi ed “indipendenza” (senza sapere bene di cosa si sta parlando).

            Lo scenario in realtà è molto diverso, o comunque molto molto più sfumato rispetto a come viene percepito e dipinto da molti utenti: giusto controllare il PREZZO, ma come sempre bisogna capire cosa si sta comprando 😉

          • Lorenzo Tomada ha detto:

            Grazie Luca per il tuo contributo alla discussione.

  56. Simone ha detto:

    Complimenti per l’articolo, sul web non si trovano molte altre recensioni di questo servizio MF. Per quanto riguarda la mia esperienza la gestione risulta buona e i ribilanciamenti ben ponderati e sono concorde sulla loro frequenza.
    Riguardo i rendimenti, ho avuto modo di confrontarli nello stesso periodo temporale con altri tipi di prodotti e di portafogli. Mi posso ritenere soddisfatto dei rendimenti soprattutto per i costi contenuti rispetto ad un fondo a gestione attiva. Sfortunatamente sono entrato in un momento di massimo e mi sono preso tutto il calo da marzo 2015 a febbraio 2016, successivamente il portafogli ha ben recuperato. Confrontato con portafogli di fondi a gestione attiva con lo stesso rischio non ho trovato rivali validi

    • Stefano ha detto:

      Sono concorde con le tue valutazioni su ri-bilanciamenti, prestazioni e costi. Ricordo sempre che un investimenti va valutato inquadrandolo nel periodo di analisi e soprattutto con altre tipologie di investimenti con rischi similari.
      Una buona gestione, in un periodo negativo di borsa, perde meno di altre.

  57. Fabio ha detto:

    Grazie molto interessante.

    Ti saluto

  58. Antoine ha detto:

    Vai, questa di Trump ora è la botta finale…e scopro che c’è anche la cambiata gestione della liquidità dopo la separazione da Banca Sella di cui non conoscevo i particolari.
    Non ho più parole.

    • Simone ha detto:

      Se non reggi psicologicamente dei periodi di incertezza e volatilità forse l’investimento che hai scelto non è adatto alle tue esigenze…
      Per quanto riguarda il cambio di gestione al momento non c’è stata nessuna separazione tra MoneyFarm e Banca Sella, semplicemente ai nuovi clienti viene proposta una gestione differente e da quello che mi ha detto il consulente tra qualche mese verrà reso fruibile il passaggio alla nuova gestione anche per i vecchi clienti

  59. Vincenzo ha detto:

    Salve a tutti. Sono in procinto di effettuare l’ordine di acquisto titoli di un portafoglio grado 5…. se non sono indiscreto, qualcuno ha voglia di indicare qui il rendimento del suo portafoglio?
    Riguardo la migrazione in banca inglese….mi hanno dato puntuali ragguagli, non credo cambi nulla. E forse nel futuro potrebbe ridursi il costo del servizio, portandolo al livello della fee che percepiscono in Inghilterra. Speriamo sia così! Saluti

  60. Andrea ha detto:

    E’ un pò che sono intenzionato a investire una piccola quota di capitale con moneyfarm, ma credo attenderò il nuovo anno in quanto Brexit prima, elezioni americane poi, tra un pò referendum si/no, rendono troppo incerto lo scenario.
    Prossimo anno ci saranno elezioni in Francia (aprile/maggio) e in Germania poco dopo, soprattutto quest’ultime segneranno un pò il futuro che prenderà l’europa!
    Credo che il timing per entrare ad investire nel momento giusto sia fondamentale, il problema è che qui sembra esserci sempre un motivo per rimandare! Nel frattempo ho parcheggiato i soldi in un conto depsito con vincolo a 18 mesi al 2% lordo

    • Marco ha detto:

      Di questi tempi è forse più pericoloso un conto di deposito vincolato in una banca, specie se così lungo, che un portafoglio di etf… se poi paga il 2% per 18 mesi dubito che sia del tutto solida.

      • ANDREA ha detto:

        Banca IFIS conto Rendimax. Ha tra i migliori indici di solidita CEt1. Poi per carità tutto può essere per il momento ho optato per questo

  61. Guglielmo ha detto:

    Ci sono novità sulla sostituzione di banca Sella con altro gestore dei titoli? Sul sito non trovo nulla, anzi nelle FAQ si parla sempre di Banca Sella. Anche se ho avuto Moneyfarm e sono uscito dopo meno di un anno, lo reputavo un buon servizio e periodicamente torno a farci un pensiero e controllare come evolvono le cose, specie per vedere se magari ritrovano un pricing più vantaggioso, come era quello previsto agli inizi… Perchè è vero che come dicono loro gli ETF costano meno dei fondi, ma nel prezzo dei fondi, oltre al costo per la gestione attiva, c’è anche quanto il fondo retrocede alla banca per pagare lo stipendio a chi (sportellista o promotore) mi aiuta a fare l’asset allocation, che invece Moneyfarm si fa pagare a parte lo 0,7%. Per cui il confronto corretto non è tra le fee dei fondi (1-2% se si evitano quelli inutilmente più costosi) e le fee degli ETF (0,2%-0,7%), ma per confrontare in modo omogeneo bisogna sommare alle fee degli ETF anche gli 0,7% di Moneyfarm. Quindi, già se uno confronta 1-2% di costo sui fondi, con 0,9%-1,4% di costo ETF+MF, già si vede che quello 0,7% di fee MF si mangia la gran parte del tanto pubblicizzato risparmio degli ETF verso i fondi… Giustamente nessuno regala niente 🙂

    • ALDO ha detto:

      Il tuo ragionamento e’ corretto solo parzialmente. A parte il confronto dei numeri (in realta’ i fondi piu’ costosi sono quelli che richiedono una attivita’ piu’ articolata, e per il vero anche gli ETF piu’ articolati costano di piu’), io non concordo sul fatto che “il fondo retrocede alla banca per pagare lo stipendio a chi (sportellista o promotore) mi aiuta a fare l’asset allocation”.
      in realta’ la quota di retrocessione serve a remunerare lo sportellista o promotore che fa da agente al fondo stesso, non che aiuta me a fare l’asset allocation. Se cosi’ fosse, infatti, non si capirebbe perche’ il fee allo sportellista viene pagato solo quando questo mi consiglia di comperare quel fondo, e non quando questo, per esempio, mi consiglia di vendere il fondo e di comprare dei BTP (che invece di fee allo sportellista non ne pagano).
      E infatti, guarda caso, le banche normalmente consigliano di investire in fondi gestiti.
      Che non e’ detto che spesso non sia una buona idea, beninteso, pero’ deve essere chiaro che le banche percepiscono un aggio di agenzia quando piazzano determinati prodotti, e quindi sono chiaramente in conflitto di interesse quando propongono a me di comprare un prodotto su cui loro guadagnano soldi.
      E in questo Moneyfarm e’ certamente diversa.

      • Guglielmo ha detto:

        E’ vero quello che dici, ma il punto è che se sai farti l’asset allocation da solo, allora non hai bisogno neanche di MF… ti prendi quegli stessi ETF, te li ribilanci tu, e risparmi la gran parte delle commissioni MF (qualcosa lo spendi comunque come commissioni sulle movimentazioni degli ETF, ma se hai una buona banca online con commissioni basse incide davvero poco). Se invece non sei autonomo, come me e come credo la gran parte di noi, hai bisogno di qualcuno che ti assista, che può essere MF (pagato con le fee che loro fanno pagare direttamente) o qualcuno della banca (pagato con altri costi che comunque sostieni tu, normalmente le commissioni dei fondi nel caso di un promotore). Per cui la mia osservazione era solo che per fare il confronto sulla convenienza, devo confrontare tutti i costi, incluse le commissioni MF, e non solo il costo degli ETF. Peraltro, anche con MF bisogna vigilare un minimo perchè ci possono essere problemi di allineamento con gli interessi del cliente. Ad es, quando ero cliente ho visto che una parte significativa del mio portafoglio MF me lo mettevano di fatto in titoli di stato a 1-3 anni (con rendimento atteso quindi pari a zero… virgola più virgola meno), e su questo però ci caricavano comunque sopra le loro commissioni dello 0,7% (quindi, su questa parte del mio portafoglio io dovevo ragionevolmente attendermi di perdere lo 0,7%), avevo osservato che vendere quell’ETF e spostare quella stessa cifra su un qualunque conto corrente, anche non remunerato, sarebbe stato per me comunque più remunerativo che non tenerla lì, a non rendere praticamente nulla, salvo essere comunque conteggiata per il calcolo delle loro fee di gestione.

  62. Antoine ha detto:

    Ora addirittura fanno una promozione di 6 mesi completamente gratis, per i nuovi clienti ovviamente.
    L’ho saputo perchè ho una prima mail da cliente e una seconda registrata sul loro sito, e quindi mi arrivano messaggi a seconda del loro target.
    Ne ho parlato in chat, così tanto per stuzzicare l’interlocutore, e sapete cosa mi hanno detto alla fine? Che visto che sono cliente da 1 anno e mezzo, per farmi contento mi proponevano uno sconto dello 0,1 per 1 anno…cioè lo stesso sconto che mi avevano proposto tempo fa ma solo se avessi incrementato di ben 20.000 € il Portafoglio (!)…
    Qui praticamente si va a finire nella trattativa tipo marocchini…
    Gli ho risposto che in questo modo non apprezzo e non mi interessa e non voglio la “carità”. Testuale.
    Se ritengono di farmi uno sconto o agevolazioni non deve essere perchè è capitato di discutere sull’argomento, ma una cosa che viene dierettamente da loro.
    Lasciamo perdere e stendiamo il velo.

    • ALDO ha detto:

      Beh, se non altro vedo che alla fine non sei uscito 🙂
      Come sono andate le cose negli ultimi tempi?
      Saranno migliorate, immagino…

      • Antoine ha detto:

        Guarda Aldo, sono ancora sotto dell’1% dopo 1 anno e mezzo dall’entrata e col profilo basso che mi hanno impostato loro.
        Sono arrivato a perdere il 5% vero, ma essere ancora sotto e non riuscire a spuntare nulla non lo ritengo esattamente un successo. Se ascolti loro ovviamente lo è, adducendo gli andamenti dei mercati, le crisi e tutto il resto.
        Ma la realtà è che tutto questo c’è sempre stato e sempre ci sarà…. quindi in realtà è un falso problema.
        Ma come già detto, se così deve essere, allora era preferibile aprire il solito conto deposito all’1,5-6 di interesse per 18 mesi. Se facevo così, a questo punto, avevo già risolto e intascato qualcosa visto che sono entrato in moneyfarm il 9 giugno 2015. Basta andare su confrontaconti.it e vedere.

        • Pedro ha detto:

          Ma scusa una considerazione, che orizzonte avevi di invenstimento? 1 Anno? Sei entrato in un momento di picco, qualunque e dico qualunque strumento finanziario sul mercato mobiliare ha avuto rendimenti in larga parte negativi o ridicoli.
          L’orizzonte temporale serve anche per dare una idea di valutazione e di gestione dell’emotività. Se non puoi tenere l’investimento per il periodo indicato probabilmente non era l’investimento adatto a te. Sinceramente l’1% di perdita al netto dei costi di gestione entrando quando sei entrato tu….ci avrei messo la firma a sapere come sarebbero andati i mercati.
          PS. Ho fondi obbligazionari dove sono sotto del 9% (non proprio cautelativi….ma dopo che avevano fatto doppia cifra negli ultimi 5 anni) e uno che è proprio in linea con il tuo -1% che era stracautelativo…io sono in MF da 3 mesi e sono a +3% ma il secondo mese ero -0,5%…poi sto facendo un PAC proprio per bilanciare…e a meno di crolli tutti da valutare…l’orizzonte è almeno quinquiennale…meglio entrarci una volta al mese a vedere come va… 🙂

  63. Francesca ha detto:

    Salve Lorenzo,
    complimenti per il blog, lo seguo con grande interesse, anche se da poco, perché ho scelto di chiudere la mia posizione con il PAC Anima, cosa che forse dovrei rivalutare.
    Stavo cercando nuove opportunità di investimento, magari su piattaforme e con partner differenti (al massimo 2, non ho grandi disponibilità) . A me oggi è arrivata la proposta di cui parla Antoine qui sopra: 6 mesi di investimenti gratuiti.
    Ero indecisa se versare i miei pochi averi lì + una somma mensile ma mi è sorta una domanda che forse sembrerà banale ma mi sono accorta che non trovo questa informazione da nessuna parte: il PAC di moneyfarm mantiene il capitale investito?
    Grazie mille a chi mi aiuterà!

  64. Daniele ha detto:

    Ho letto tutte le sue puntuali ed oggettive considerazioni 2015 e 2016 sul servizio di consulenza MoneyFarm e mi complimento per la trasparenza delle sue esposizioni; ci tenga cortesemente aggiornati. In alternativa una domanda che potrebbe aiutare molti risparmiatori : per un investimento a 3/5 anni qual è secondo lei oggi l’asset allocation migliore per un capitale di 10.000/100.000 euro ?

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Buongiorno Daniele,
      La ringrazio dei complimenti ma come ho avuto già modo di scrivere in questo ed altri post, oltre naturalmente in privato a chi mi contattava, non detengo le competenze per poter fare delle consulenze in merito ad altre tipologie d’investimento che non sia, per quanto riguarda nello specifico, l’esperienza in corso con Moneyfarm.
      La sua domanda è interessante e non immagina quante volte abbia desiderato di trovare, a questa, una risposta definitiva.
      Pensavo che Moneyfarm fosse “la migliore” soluzione per un investimento come quello da Lei prospettato (sempre con un occhio alla mia propensione al rischio, all’orizzonte temporale, alla solidità e trasparenza del mio interlocutore, ai costi di gestione, alla tassazione…) e ancora oggi, nonostante sia costantemente in perdita dall’inizio, mantengo questa idea.
      Resto in ogni caso sempre, e comunque, aperto ad eventuali novità che si dovessero affacciare sul mercato per i piccoli(ssimi) risparmiatori come me…

  65. Lorenzo ha detto:

    Grande Lorenzo per questo articolo davvero utilissimo che ogni tanto vengo a controllare per vedere l’andamento del tuo portafoglio. Anche io ho investito in MoneyFarm con la struttura del PAC e mi sto trovando benissimo 😉
    Grande anche per l’endorsement al Sì!

  66. Roberto ha detto:

    Ho riletto, dopo un bel po’ che non lo facevo, il blog e per la prima volta inizio ad allarmarmi. Premetto che il mio profilo 1 mi aveva dato sempre discrete soddisfazioni, forse anche aiutato dal buon momento di ingresso in MF, ma apprendere che per i nuovi clienti non c’è più Banca Sella e che anche le procedure di disinvestimento con essa sono difficili, beh…. la cosa non è positiva affatto. Abituato poi con ING da 16 anni poi, non voglio certo incasinarmi la vita. Potrebbe qualcuno del blog raccontare meglio la propria esperienza per l’uscita da MF e la chiusura di Banca Sella? Grazie

  67. Roberto ha detto:

    Riposto un mio quesito che forse non ha trovato l’approvazione del moderatore e/o per cause tecniche.
    Qualcuno potrebbe specificare quali sono state le problematiche avute per uscire da MF, se ci sono stati problemi e eventuali consigli per evitarli?
    Sono un po’ preoccupato per il fatto che Banca Sella non sia più la banca di riferimento…..

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Non ti ho boicottato… 😉 è solo che non ho avuto un momento libero per moderare i commenti in attesa. Per quello che mi è stato detto, telefonicamente e non per iscritto, chi è dentro con Banca Sella dovrebbe rimanerci…

      • ALDO ha detto:

        Lorenzo,
        a quel che capisco, mi sembra che stiate parlando di due cose diverse: Roberto è preoccupato che, con Banca Sella, la procedura di DISINVESTIMENTO presenti delle difficoltà (il che preoccuperebbe anche me…), mentre tu mi pare stia dicendo che non è possibile TRASLOCARE dal conto su Sella ai nuovi conti presso MFM (che personalmente mi pare un problema minore).
        Qualcuno può raccontare se ha effettivamente avuto dei problemi per DISINVESTIRE?

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Aldo,
          forse mi sono perso e/o spiegato male.
          Non entro nel merito della procedura di uscita da MF e delle problematiche relative a questa in quanto non ho notizie ed esperienze dirette, auspicherei che qualche ex-cliente lasciasse la sua opinione.
          Non credo di aver mai scritto che non sia possibile aderire alla nuova offerta bensì come venga data la facoltà, per i clienti già in essere, di rimanere con Banca Sella; non è una questione di poco conto per chi, come me ed almeno un’altra decina di utenti che mi hanno scritto in privato al riguardo, è entrato in Moneyfarm proprio perché la gestione del conto era scissa dalla SIM…
          Resto, come Aldo, in attesa di sapere se uscire da Moneyfarm sia complicato oppure non presenta particolari difficoltà.

          • Giuseppe ha detto:

            Per la mia esperienza diretta, il disinvestimento da Mf è semplice (basta effettuare l’operazione sul sito Mf), mentre il prelievo dei fondi disinvestiti è più macchinoso, ma non ostacolato. In particolare occorre contattare Mf per l’assenso al prelievo e poi effettuare l’operazione tramite banca telefonica Sella.
            Suppongo che l’operatività internet Sella sia limitata oltre che per la natura del conto (a costo zero), sia per un’esigenza di controllo da parte di Mf, anche al fine di poter prelevare le proprie commissioni maturate.

  68. Marco O. ha detto:

    Ciao premetto che non ho mai capito (sono malfidente lo premetto) se il tuo sito fosse un finto modo di denigrare Moneyfarm con la scusa di essere super partes o no, ma non mi sono mai ritrovato nei numeri che riporti, fatta questa premessa (mi scuso per la malfidenza..) riporto qualche informazione come cliente moneyfarm per essere di ”pubblica utilità”,
    ho creato il conto MoneyFarm c.ca due anni fa sul finire del 2014, con mia immensa sfiga perchè impostando un profilo di rischio medio alto mi sono ritrovato con un discreto quantitativo di Msc World ed Msc emerging market (ETF) tutti presi ad un valore medio alto (per l epoca) il primo etf era stato preso intorno a 40 eur ad azione
    ed ho smadonnato per c.ca un anno.. perchè (se non ricordo male dopo un inizio stellare ad Aprile 2015 è iniziato un bel crollo di questi etf).
    Ora già qui avrei una sottolineatura… un mio amico che era entrato 6 mesi prima è SEMPRE rimasto in positivo.. dell’ordine del 7 o nei periodi peggiori 3%… siamo io (e te!?..) che siamo entrati nel periodo peggiore possibile.
    Cio detto, il mio conto Moneyfarm Oggi risulta in positivo del 5,5% quindi come sopra non capisco proprio come il tuo possa risultare in negativo, a meno di essere entrato esattamente il giorno prima del ”crollo” con msc world ai valori massimi possibili!..
    ma va bene… sarà cosi’ ora parliamo della mia opinione su moneyfarm :
    intanto come limite c è che al 90% si fa da cassettisti puri… basti pensare che a comprarsi msc world per i fatti propri si sarebbe guadagnato di piu’, io per ovviare a cio’ in un momento di ”rintracciamento” nel 2015 ho dismesso un buon 50% del capitale (ero a + 2-3% credo) e successivamente un altro 20-30 %
    ed ho iniziato a seguire un po msc world (ed emerging) in parallelo ma con il pregio di ricomprarmi gli etf in un momento di flessione… cosa che a moneyfarm non vedrete MAI FARE.. e questo è un limite a mio parere, ma è questione di scelte! questi investimenti sono a luungo termine questa è la loro politica…, poi a dire la verità mi sembrano anche piuttosto risicati nei ribilanciamenti…
    A parte questo non vedo nessun problema, per la banca d appoggio l unico fastidio è che in fase di dismissione bisogna Prima mandare a sistema su moneyfarm il bonifico/dismissione… e Dopo comunicare all operatore di Banca Sella sia l’ok a procedere che l’ Iban su cui effettuarlo – niente di che quindi, non sono a conoscenza delle norme per i nuovi iscritti invece. in fase di dismissione Inoltre si puo anche scegliere (editando) il VALORE a cui si vuole vendere gli etf – lo trovo piuttosto utile. NB i valori degli etf su moneyfarm vengono aggiornati con un giorno di ritardo
    avrei altre cose da dire in proposito ma il disorso si farebbe lungo…
    Una Lancia a favore che vorrei spezzare, ho dismesso un altra quota il mese scorso prima del voto americano (ero sul +3,5%) e se non l avessi fatto oggi mi sarei preso un ulteriore 2%.. alle volte fare i cassettisti paga! :))
    In definitiva… posso definirmi abbastanza soddisfatto della mia esperienza su Moneyfarm, inoltre è stato un ottimo modo per iniziare ad impratichirmi e gestire ulteriori investimenti in autonomia: Etf e non.. (tutte cose che penso altrimenti non avrei incominciato a fare)
    Cordialmente Marco

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Marco,
      il post (e non l’intero blog) racconta fedelmente la mia esperienza con Moneyfarm e, con cadenza ora mensile, il rendimento maturato; non è quindi un post celebrativo o denigratorio, semplicemente il rendiconto veritiero di un investimento effettuato il 13 maggio 2015 e da allora monitorato.

      13 MAGGIO 2015

      8 DICEMBRE 2016

      Non ribatto oltre alle accuse se non pregandoti di leggerti un po’ di commenti di utenti che, come me, si sono ritrovati il 10 febbraio a perdere percentuali a 2 cifre (- 10,27%) e poi ne riparliamo…

      • Gaetano ha detto:

        Guarda Marco che l’hai fatta fuori dal vaso come si dice dalle mie parti. Qui non c’è bisogno di pensare male o meno, ti prendi le date di entrata di Lorenzo e ti guardi se i rendimenti combaciano. Io sono entrato a giugno 2015 ed i rendimenti si equivalgono considerando che ho sempre fatto i ribilanciamenti che mi hanno inviato. E poi un’altra cosa… Febbraio 2016 me lo ricordo bene perché anch’io sono crollato come rendimenti ed ho trovato “conforto” solo qui con chi viveva la mia stessa situazione e con chi era più positivo di me (Lorenzo) e ripeteva che bisognava rispettare il famoso orizzonte temporale (io 10 anni). Quando sono arrivato a perdere il 9% su una somma consistente per me (oltre 100 mila euro) che erano i risparmi di una vita ho passato dei brutti momenti ma per fortuna ora vedo il segno positivo.

  69. ALDO ha detto:

    @MARCO:
    Va bene la malfidenza, ma qui stiamo parlando di numeri che sono immediatamente verificabili. Tu dici di aver avuto in portafoglio sostanziose quote di MSCI World e MSCI Emerging. Beh, vai su justetf, su morningstar o su qualsiasi altro sito specializzato in ETF e prova a vedere l’andamento di “iShares Core MSCI World UCITS ETF” (ISIN IE00B4L5Y983) o di “Amundi ETF MSCI Emerging Markets UCITS ETF EUR” (ISIN FR0010959676) tra il 13 maggio 2015 e il 10 febbraio 2016: scoprirai che il primo ha perso oltre il 15%, e il secondo addirittura il 30%. Nessuno stupore quindi che un portafoglio abbastanza sbilanciato verso l’azionario (come sono quelli più aggressivi di MFM), se ribilanciato piuttosto sporadicamente (il che a quanto pare sembra essere una caratteristica tipica di MFM), possa aver perso significativamente.

  70. Roberto ha detto:

    Ringrazio chi sopra ha voluto chiarirmi le eventuali difficoltà riscontrate nell’ uscire da MF. Da come mi pare di capire occorre 1) chiamare un operatore Moneyfarm e chiedere il disinvestimento 2) aspettare che Banca Sella lo riceva (al momento ci sono solo 0.25 centesimi 3) operare con la chiavetta PIN inviando il bonifico.
    Il mio dubbio era in particolare il punto 1; pensavo ci fosse la possibilità di poterlo fare autonomamente (totale o parziale). Forse esiste questa possibilità?
    Chiedo scusa, probabilmente sono cose che posso risolvere semplicemente chiamando il consulente….
    p.s.(aggiornamento stato) Entrando i primi di gennaio 2016, profilo 1(moderato), con modesti innesti di 1000 euro di tanto in tanto, ad oggi un buon 4.6%.

    • Marco O. ha detto:

      no è tutto il contrario… il disinvestimento da Moneyfarm lo fai in autonomia.. ma dopo devi chiamare l’operatore DI BANCA SELLA per il bonifico (niente di cosi problematico)
      il punto essenziale è che devi fare tutto entro 24h altrimenti devi SI passare dall operatore di moneyfarm per risbloccare il disinvestimento.. perchè dopo 24h gli operatori di banca sella non vedono piu la cifra disinvestita/bonifico da fare nei loro sistemi… (aggiungerei Aaaaargh!)
      Marco

      • Roberto ha detto:

        Grazie, ho ricevuto una email chiarificatrice proprio oggi. Non capisco (ma non l’ho mai fatto) la cosa di fare il bonifico entro 24h. Io ho la chiavetta otp e tutti i codici di banca sella, pertanto una volta disinvestito la somma dovrebbe rimanere in giacenza sul c/c. Ad ogni modo, per ora, rimango dentro, anzi, se risparmio qualcosa investo ancora. Saluti

        • Guglielmo ha detto:

          Ciao, io oltre un anno fa ero uscito dal contratto MF senza alcun problema. Addirittura, dopo aver condiviso con MF che volevo uscire, l’avevo fatto senza liquidare gli ETF, ma semplicemente trasferendoli su altra banca (procedura interbancaria di trasferimento automatico dossier titoli: è possibile “traslocare” il contenuto da un dossier ad un altro, a condizione che l’intestazione sia la stessa). In pratica, tramite una procedura lanciata con la mia banca, ho traslocato gli ETF che avevo comprato con MF da Banca Sella alla mia Banca. Dopodichè, ho atteso che MF mi addebitasse l’ultima fattura, che Banca Sella mi addebitasse i bolli, ed infine ho recuperato quel poco di liquidità che rimaneva, prima di chiudere come ultima cosa il conto Banca Sella. Comunque nessun problema con MF per uscire, molto corretti e professionali fino all’ultimo.

  71. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Marco,

    mi occupo di consulenza finanziaria e seguo da inizio 2016 il blog ben moderato e curato da Lorenzo.

    In questi 12 mesi non ho mai rilevato alcuna parzialità da parte di Lorenzo, anzi , proprio il contrario: si è semplicemente limitato (sia nei post che nell’aggiornamento del diario) a fare una oggettiva e precisa cronaca di quella che è la realtà che sta vivendo. Non capisco davvero da dove arrivi il tuo attacco nei suoi confronti…….

    Per quando riguarda l’andamento degli investimenti, ti ricordo che il momento di ingresso nei mercati è la variabile che più pesantemente impatta sulle performance di breve/medio periodo.

    Quindi investire ad ottobre 2014 piuttosto che maggio 2015 (per quello che storicamente si è verificato in quei 7 mesi, Quantitative Easing in primis) può cambiare di moltissimi punti percentuali la situazione di due investitori.

    Ti confermo tra l’altro che chi ha investito nel maggio 2015 in un portafoglio diversificato, probabilmente ad oggi non ha mai messo il naso fuori dallo zero. Questo escludendo chi ha puntato in misura maggiore su mercati che nel frattempo non hanno subìto particolari battute di arresto (High yield globale o SP500).

    • Sabatini ha detto:

      Ciao Luca,
      secondo te questo è un momento giusto per cominciare ad investire con Moneyfarm?

      Grazie

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Sabatini,

        “ti svelo un segreto”: nessuno può dirti quando è il momento giusto per iniziare ad investire.

        Soltanto con il senno del poi è possibile dare la risposta esatta… che quindi non esiste 😀

        Posso invece dirti che è SEMPRE il momento giusto di investire, poichè nel breve/medio periodo i prezzi di qualsiasi attività finanziaria (obbligazioni, azioni, materie prime, case) cambiano continuamente in base a centinaia di fattori.

        Nel medio lungo periodo i prezzi delle attività finanziarie tengono a normalizzarsi e a restituire i rendimenti. Questo avviene con le gestioni passive (ETF) che utilizza Moneyfarm, un servizio serio e valido. Quindi in soldoni prima inizi e meglio è.

        Esistono poi delle strategie a gestione attiva che hanno sì un costo più alto (mai capito perchè tutti si accaniscono sui costi: quando comprate la macchina, un telefono, le vacanze, la casa ecc guardate solo il prezzo? :p ) e che tramite l’operatività di gestori, riescono ad “addolcire” le fasi di discesa dei mercati o a selezionare “dal mucchio” quelle aziende che in futuro avranno un potenziale maggiore.

        Nella mia personale opinione, una persona non esperta dovrebbe iniziare ad investire con un consulente dedicato.

        Nell’arco dei mesi/anni il consulente (se preparato ed appassionato. Ti consiglio di sceglierlo con cura incontrandone 2/3 prima di prendere la decisione) ti da una formazione finanziaria di base, ti spiega come funzionano i meccanismi della finanza e ti fà investire con strategie attive che consentono di affrontare con molta più tranquillità le discese del mercato.

        Una volta fatta questa esperienza, si può provare la gestione passiva che, a parità di rischio di portafoglio, è molto spesso più volatile della gestione attiva.

        Spero di essere riuscito a delinearti lo scenario 😀

  72. Marco O. ha detto:

    OK ragazzi… scusate (ma l avevo detto malfidente no? 😀 ), proprio perchè mi aspettavo queste replice.. si potevo fare delle simulazioni effettivamente.. ma pensavo che con Msc sopra 44 oramai fossimo tutti in pari da una vita, evidentemente sbagliando.. quindi scusate.
    mi sarebbe piaciuto pero’ anche qualche commento alle mie osservazioni successive quelle mi sembravano molto piu interessanti dal punto di vista dello strumento Moneyfarm
    Cordialmente Marco

  73. Paolo O. ha detto:

    Io sono entrato, come Lorenzo, con una piccola somma per valutare la società il 17/06/2015. Nel momento più sbagliato. Le performance hanno subito cominciato a scendere fino a scendere a – 8,99 il 03/01/2016, crollando a -14,32 l’11/02/2016.
    I consulenti mi spiegarono che è stato il peggior semestre che non si vedeva da molti anni. Ma mi hanno anche invitato per un aumento di capitale.
    Non avendo dimestichezza con il mercato, non conoscendo bene Money Farm, con -14% non l’ho fatto e avrei dovuto. Dopo 10 mesi da quel -14,32, dopo i ripetuti ribilanciamenti ben illustrati da Lorenzo, dopo un aumento di capitale quando gli interessi sono arrivati a -4,00% su un grafico nettamente in ascesa, in quest’ultima settimana la performance sta fluttuando fra il +1,50% e il +1,78%.
    Quindi il mio giudizio su Money Farm è positivo.

  74. Giuseppe R. ha detto:

    Salve a tutti
    Approfitto della vostra esperienza per chiedervi un parere.
    Ho aperto un conto MF a maggio 2016 (portafoglio P2C1 – rendimento ad oggi + 1,88) per poter gestire un PAC in ETF (considerati i costi bancari connessi alla gestione di un PAC in ETF credo che MF non abbia paragoni in termini di costo).
    Ogni qual volta faccio un versamento (di solito mensile) il rendimento dell’investimento indicato sul sito diminuisce in quanto il rendimento viene calcolato semplicemente come differenza tra capitale investito e valore dell’investimento e non tenendo conto della progressività dei versamenti nel tempo.
    Va bene per chi fa un’investimento una tantum, ma non per chi alimenta periodicamente l’investimento.
    Non sarebbe più corretta secondo voi in presenza di PAC una informazione sulla base del Tasso Interno di Rendimento (IRR = Internal Rate of Return).
    P.S: Con un foglio excel il mio rendimento sarebbe del 4,45 su base annua !!

    Grazie a tutti per i vs contributi, illuminanti !!

  75. Sabatini ha detto:

    Molto interessante questo articolo,
    anche io sono interessato ad investire tramite Money Farm, non ho nessuna competenza in ambito finanziario e sono alla ricerca di consulenti che mi possano guidare nel modo corretto.
    Da quello che leggo ci sono commenti contrastanti, positivi e negativi, per cui sono rimasto fermo se firmare il contratto con loro oppure no.
    Mi consigliate di investire del denaro con loro oppure no?

    Grazie

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Moneyfarm è un valido servizio di consulenza finanziaria a distanza che permette di investire nei mercati finanziari. L’investimento è realizzato tramite l’acquisto di strumenti finanziari passivi caratterizzati da un basso costo di gestione al quale viene sommato il costo della consulenza prestata da Moneyfarm.

      Se non hai competenza in ambito finanziario è bene però che ti informi PRIMA su come funziona quel mondo, poichè l’andamento di un investimento NON HA UN ANDAMENTO LINEARE. La tua capacità quindi di sopportare le oscillazioni, anche negative, del mercato nel breve/medio periodo (volgarmente: resistere e non disinvestire) è un elemento fondamentale ai fini dell’ottenimento di un guadagno finale.

      Tradotto: potresti anche trovarti nella situazione di essere in perdita per 2/3 anni consecutivi “e fare il botto” soltanto al termine del quarto anno. Questa oscillazion non dipende ovviamente da Moneyfarm ma dall’andamento dei mercati finanziari.

      Ti dico tutto questo perchè INVESTIRE E’ CONTROINTUITIVO, ovvero le “logiche mentali” che utilizzi tutti i giorni per fare acquisti o per prendere decisioni nella tua vita non funzionano nel mondo finanziario, anzi, sono dei “false friend” che ti guidano fuori strada. E’ importante iniziare preparàti!

  76. ALDO ha detto:

    @SABATINI
    Oltre a sottoscrivere quanto scritto dal nostromo Luca (*), svolgo qualche altra considerazione.
    Guarda, il sentiment dei commenti che leggi dipende largamente dalla performance (positiva o negativa) del proprio investimento. Il quale, a sua volta, dipende esclusivamente dal momento in cui si è entrati: io, ad esempio, sono entrato poco più di un mese fa e mi è quindi andata bene. Chi è entrato a maggio 2015 ha sofferto molto prima di rivedere la luce; qualcuno ha preso la cosa con calma e fiducia, qualcun altro è stato preso dall’angoscia e ha rischiato di uscire al momento peggiore (e forse è stato salvato proprio da questo blog, chissà…).
    Ma questo sarebbe successo anche con (quasi) qualsiasi altra forma di investimento.

    Provo a sintetizzare le caratteristiche principaly di MFM, non necessariamente pro o contro, perchè la valutazione in molti casi dipende da che tipo di investitore tu senti di essere:
    1. si tratta di un investimento da “cassettista”, ossia: si costruisce un portafoglio molto diversificato che in quanto tale non potrà andare malissimo e non potrà andare benissimo. Potrà avere oscillazioni (positive o negative) anche ampie nel breve periodo, ma quasi certamente garantirà un discreto risultato nel medio-lungo termine.
    2. il portafoglio si basa esclusivamente su ETF (fondi “passivi”). Questo consente di pagare commissioni molto basse, ma d’altro canto espone a una fiscalità molto svantaggiosa, in quanto non consente di compensare utili con perdite.
    3. Anche nel mondo degli ETF esistono strumenti relativamente “aggressivi” (i.e. che consentono rendimenti più alti a fronte di maggiori rischi), ma MFM evita rigorosamente di usarli, fedele alla propria filosofia di bassi rischi e bassi rendimenti.
    4. Il grado di personalizzazione del portafoglio è in realtà molto basso: ci sono sostanzialmente 6 portafogli tipo (più altri 6 per investimenti “over 50K”), e a ogni investitore, a seconda del suo profilo di rischio, viene associato uno di questi 6. Punto. Ogni deviazione dallo standard è praticamente impossibile (o possibile molto limitatamente). E’ impossibile, per esempio, evitare che il portafoglio MFM includa una specifica asset allocation che tu potresti avere già coperta con altri tuoi investimenti. Inoltre la differenza di rischiosità nella scala dei 6 portafogli “tipo” si traduce in sostanza in una diversa composizione percentuale di obbligazioni vs azioni.

    (*) Se e quando deciderò di rivolgermi a un “nostromo del secondo tipo”, mi sa che Luca andrò a cercarlo.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Aldo,

      Nei tuoi 4 punti hai ben delineato il profilo di Moneyfarm.

      Mi permetto di riassumere PRO e CONTRO di MF:

      PRO:
      -costi più bassi
      -gestione online (risparmio di tempo)

      CONTRO:
      -volatilità maggiore
      -portafogli poco personalizzati
      -impersonalità della relazione (gli utenti poco esperti rischiano di agitarsi e distruggere tutto il lavoro)
      -accentramento rischio gestore (la mente che decide come costruire i portafogli è UNICA)
      -mancanza della progettualità negli investimenti

      Rileggendo e rilevando il numero dei contro, trovo quadratura del cerchio per il semplice fatto che IL COSTO E’ PIU’ BASSO. E quindi hai di meno 🙂

      Ti ringrazio tra l’altro per l’attestato di stima 😀 mi rende molto orgoglioso!

      Così come ci sono dentisti bravi/preparati ed altri meno, così come commercialisti, avvocati, piastrellisti, falegnami ecc ecc…

      … ci sono anche consulenti finanziari appassionati e preparati, ed altri meno. Se mai ci si volesse affidare ad un consulente finanziario “in carne ed ossa” consiglio fortemente prima

      1) chiedere referenze a qualcuno che già lo conosce/utilizza i suoi servizi
      2) incontrarne prima 2/3 per valutarli e poi decidere

      • ALDO ha detto:

        Ciao Luca,
        mi pare di capire che la tua tabella pro/contro si riferisca a un confronto con la gestione affidata a un consulente personale. Lo dico perchè non è immediatamente ovvio, ci sono anche altri benchmark: il fai-da-te, i consigli dello sportellista della propria banca, il fondo attivo bilanciato, etc.
        Se però il benchmark è quello, condivido quasi tutti i tuoi punto (tranne quello della maggiore volatilità, che sinceramente non ho capito bene).
        Però aggiungo, come spunto di riflessione, anche un aspetto “psicologico”, per così dire: il livello di engagement.
        Provo a spiegarmi: MFM, proprio perchè è “impersonale”, mi richiede poco coinvolgimento: posso decidere di investirvi solo una frazione dei miei risparmi, diversificando così il rischio “gestore”, posso poi incrementarla o decrementarla nel tempo a seconda di come si muove la mia fiducia, o addirittura di chiudere completamente la posizione, salvo poi riaprirla se mi gira quando mi gira.
        Con un consulente personale questo diventa un po’ più complicato. Alla fine della fiera il livello di delega fiduciaria è necessariamente molto più elevato.

        Questo, onestamente, un po’ mi trattiene…

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Aldo,

          scrivo due risposte per ciascuno dei due post, così “spezzo” il fiume di parole 😀

          Il confronto del PRO/CONTRO era riferito a strumenti passivi vs strumenti attivi.

          In realtà sotto la categoria di GESTIONE ATTIVA rientra anche lo sportellista della banca tradizionale: ho lavorato in banca 10 anni 🙂

          Sulla consulenza dello sportellista stendo un velo pietoso: prodotti a gestione attiva di una sola azienda venduti sostanzialmente in regime di monopolio per massimizzare i profitti della Banca sulle masse di denaro “lavorabili” dalle filiali.

          L’impiegato della filiale (generalmente poco qualificato e molto assorbito da attività amministrative che nulla centrano con la consulenza finanziaria al cliente) è quindi un VENDITORE che lavora nella filiale BANCA VERDE pressato dalla dirigenza BANCA VERDE affinchè vengano venduti i prodotti realizzati nella fabbrica a marchio BANCA VERDE.

          Nei negozi BANCA VERDE troverai quindi prodotti BANCA VERDE. In assenza di concorrenza (MONOPOLIO) la qualità ed i prezzi sono decisi dalla dirigenza BANCA VERDE 😉 Il consumatore medio non sa che nel mondo esistono altri 70 colori con 100 sfumature ciascuno 😀 😀

          Tutto questo perchè a fine mese la banca deve pagare alti stipendi e mantenere una pesante struttura di costi progettata per un mondo ANTE 2008. Oggi le banche tradizionali hanno ricavi circa dimezzati rispetto ad allora ma costi fissi aumentati, a causa delle sofferenze sui crediti. Arriva quindi dall’alto una forte pressione a generare ricavi, perchè i costi a fine mese sono alti e fissi e qualcuno li dovrà pur pagare 😉

          In realtà esistono diverse banche di investimento dove professionisti in P.IVA si occupano esclusivamente di prestare consulenza al cliente all’interno di un rapporto professionale con il cliente che può durare decenni.

          E’ però FONDAMENTALE per un consulente scegliere una Banca di investimento che garantisca totale indipendenza nell’esercizio della propria attività. Ho incontrato diversi consulenti finanziari di altre reti (italiane, che strano!!!! :D) che hanno budget di prodotto, incredible.

          Se la Banca di investimento garantisce indipendenza lavora in questo modo:

          stringe accordi commerciali con le più importanti case di gestione attiva del mondo. Poi si dota di professionisti in PIVA e dice loro:

          “signori, se lavorate con me vi metto a disposizione tutta la gamma di strumenti a gestione attiva di ciascuna delle 40/50 principali case d’investimento del pianeta. Incontrate i vostri clienti e vedete voi come servirli al meglio. Se il cliente è contento del servizio continuerà a rimanere con voi negli anni (pagandovi lo stipendio). Diversamente, il cliente prenderà i suoi soldi e andrà da un’altra parte (ed il vostro stipendio con lui 😉 ). In questo modo l’interesse del cliente coincide con quello del gestore attivo, del consulente che lo sceglie e della banca di investimento che rende tutto questo possibile.

          Se per assurdo Moneyfarm “impacchettasse” i suoi 6 profili in 6 prodotti con ISIN, potrebbe diventare la 41 esima casa di investimento che mi offre i suoi 6 prodotti a gestione attiva 😀

          Ti spiego il mio concetto di diversificazione di rischio gestore:

          Se vedo che il fondo flessibile di Moneyfarm comincia a perdere colpi rispetto ai fondi flessibili gestiti dalle altre 40 case, inizierò a spostare i soldi dei miei clienti dalla gestione di Moneyfarm a quello di gestori che si stanno dimostrando più sul pezzo, e viceversa ovviamente 😀

          Io quando costruisco i portafogli dei miei clienti ho a disposizione 40 “Moneyfarm” diverse, dotate di 40 “cervelli decisionali” diversi (una con sede a Londra, una a New York, una a Monaco, Tokyo, Los Angeles ecc ecc ecc)

          Ciascuna con le proprie 20/40/50/150 strategie proprietarie flessibili, azionarie, azionarie nella robotica, nelle energie rinnovabili, obbligazionarie high yield piuttosto che strategie alternative/non convenzionali.

          Sconsiglio il fai da te perchè quello finanziario è un mondo talmente vasto e complesso che da soli non si ha che una micro visione parziale di ciò che succede nel mondo. Oggi soltanto attraverso gestori professionali (magari più gestori, non solo uno ; ), algoritmi ed infinite analisi è possibile estrarre rendimento dalle decine di fonti disponibili in giro per il mondo

      • ALDO ha detto:

        p.s.:
        ho letto adesso la tua risposta a Sabatini, e ho capito la faccenda della volatilità.
        Però a questo punto mi serve un chiarimento: quando dici “[il consulente dedicato] ti fà investire con strategie attive” cosa intendi esattamente? Ti riferisci a strumenti specifici, e cioè fondi attivi, oppure a una gestione “attiva” che faccia uso di strumenti disparati?

        Poi, un’ultima cosa: io posso anche incontrarne 2/3, e valutarli sulla base dell’impressione personale, ma purtroppo non ho modo per avere informazioni sulle loro performance passate…

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Le strategie passive replicano indici o comunque panieri di strumenti finanziari predefiniti.

          Ad esempio: un “ETF sulle Azioni Usa S&p500” prende i titoli azionari contenuti nell’indice S&P500. I tuoi soldi si muoveranno insieme all’indice

          FINE

          Un fondo a gestione attiva sull’azionario USA, ha un team di persone che fa selezione e sceglie le aziende nelle quali investire studiandone i bilanci, incontrando i CEO, analizzando la concorrenza nel quale l’azienda opera, coprendo magari il rischio dell’investimento in quell’azienda comprando un derivato a copertura. Ecc ecc ecc ecc ci sono migliaia di ecc 😀

          Sia chiaro, le gestioni attive non sono l’Eden 😀 Molte battono gli indici di riferimento, molte altre non lo fanno.

          Molte riescono ad attenuare sensibilmente i cali del mercato, altre meno.

          Ovviamente in questa sede non mi è consentito fare nomi di aziende e prodotti 😀

          La forza di Moneyfarm è la semplicità della sua idea e la potenza/precisione della campagna pubblicitaria. Oltre che una gestione valida ed attenta, sia chiaro

          Ma gli strumenti che utilizza si limitano a replicare degli indici finanziari. Si potrebbe investire parimenti comprando gli ETF dei vari comparti e ribilanciare di tanto in tanto seguendo 2/3 portafogli modello di qualche SGR 😀

          Detto tutto questo, un consulente finanziario ti guida nei decenni nell’effettuare le scelte finanziarie corrette: affitto o compro casa? mantengo l’investimento addirittura mediando o esco? Mi sono dotato di un fondo studi per i miei figli? ed il fondo pensione? ed il fondo pensione di mio figlio appena nato? ed i soldi dei miei genitori in obbligazioni non quotate della banca di paese? 😉

          E le 3 case dei miei nonni lì ferme a pagare tasse e costi di manutenzione? qualcuno si sta rendendo conto che hanno bruciato 5/6% di patrimonio all’anno da 10 anni a questa parte?

          E se volessi integrare il mio stipendio? Non si può fare in modo che tutti i frutti dei soldi che ho investiti mi vengano messi sul conto ogni mese? 😉 (ho un cliente che vive di rendita in questo modo)

          Ecc ecc ecc ecc 😉

  77. Maurizio ha detto:

    Ciao a tutti, vorrei condividere la mia esperienza. Io credo che con capacità e conoscenze minime si possa costruire facilmente un “Lazy Portfolio” con una decina di ETF da ribilanciare annualmente o semestralmente. In rete la cosa viene spiegata bene, ci si può fare aiutare da justETF nella costruzione oppure aderire a qualche newsletter come quella di Roberto Donzelli chiamata “Educazione Finanziaria”. Io faccio così da tre anni, e quel 7-8% lo porto a casa con poca volatilità e con mezz’ora di lavoro all’anno per ribilanciare gli ETF su Fineco (il primo anno lo facevo da solo in Excel, ora c’è justETF che lo fa gratuitamente). Senza sbattimenti, al solo costo delle commissioni di acquisto della vostra banca e senza arricchire MoneyFarm, “Lazy” appunto. Patrimoni fra i 10 e i 200k sono ideali per portafogli con 10 ETF. Con meno di 10k ci sono un po’ troppe commissioni minime (29 EUR in totale su Fineco), e più di 200k necessitano 14 o 15 strumenti invece di 10 per una maggiore decorrelazione. Ma anche qui just ETF propone qualcosa di più strutturato. Che ne pensate?

    • ALDO ha detto:

      Sono curioso: che allocazione aveva il portafoglio che ti ha reso 7-8% nel 2015, e quello del 2016?

    • giuseppe ha detto:

      maurizio ho dato un occhiata velece sia a justETF sia alla newsletter di Roberto Donzelli ma per uno che ci capisce poco e niente come si potrebbe muovere – considerando che io ho fineco come poso secondo te investire 50000 in etf potressti suggerirmi qualcosa logicamente sempre a me la decisione finale grazie

  78. Fausto ha detto:

    Sto valutando se affidare i miei risparmi a Moneyfarm per consulenza e investimento oppure affidarmi ad un consulente online ” Altroconsumo Finanza ” per poi investire e creare il portafoglio utilizzando una banca online che propone condizioni vantaggiose.
    Il costo del servizio, dopo il primo anno (che è scontato al 50%) è di € 55,35 a trimestre, € 221,.40 all’anno, che per un investimento di € 50,000 corrisponde allo 0,44 %, potrei anche arrivare ad investire € 100,000 dimezzando così l’incidenza del costo della consulenza.
    Qualcuno conosce questo consulente e sa dirmi se offre un servizio valido anche per inesperti come me, o ci sono altri consulenti online migliori?
    E’ un’alternativa valida a Moneyfarm?
    Fausto

  79. Fausto ha detto:

    ho dato un’occhiata anche a JustETF, la versione Premium costa € 118,80 all’anno, la versione gratuita mi sembra poco consigliabile specialmente per un inesperto. Cosa ne pensate di questo servizio?

    • ALDO ha detto:

      justETF non offre un servizio di consulenza finanziaria, quindi non è paragonabile. Al massimo propone, o permette di definire, delle percentuali di asset allocation e poi di scegliere attraverso liste gli ETF che le implementino. Successivamente, se l’andamento dei prezzi porta a uno scostamento rispetto a queste percentuali predefinite, propone dei ribilanciamenti.
      Tutto qui.
      justETF è uno strumento molto utile per aiutarti a fare le tue scelte, non per farle al posto tuo.

  80. Luca Zaffaroni ha detto:

    Siccome le immagini contano più di 1000 parole, vi mostro il confronto tra due strumenti che investono nello stesso campo.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypTHZJQUpNczNjV0U

    Il grafico rappresenta l’andamento di 10.000 euro investiti il 30-12-2011 nel comparto AZIONARIO GLOBALE utilizzando un fondo a gestione passiva (colore blu) ed un fondo a gestione attiva (colore rosso).

    I 1.600 euro che mancano significa aver guadagnato il 16% in meno

    “Ovviamente” il fondo attivo non è di produzione italiana o “spinto” dall’alto da qualche dirigente di banca 😉

    E al costo dell’etf dovete ancora aggiungere il costo della consulenza di qualcuno / il costo di just eat 😉 Nello strumento a gestione attiva avete invece già pagato il gestore del fondo ed il consulente che l’ha scelto per voi. Consulente che vi ha tranquillizzati a febbraio 2016 e che anzi, magari in quel momento vi ha fatto aggiungere della liquidità.

    Con questo non sto dicendo che la gestione attiva sia PER FORZA meglio di quella passiva.

    Voglio solo farvi vedere quanto sia sbagliato ragionare sugli investimenti partendo dal prezzo.

    I ragionamenti sul prezzo vanno fatti SULLE COMMODITIES: fornitura di acqua, fornitura di gas, mutuo, fornitura corrente elettrica o costo del conto corrente/bancomat/carta di credito.

    • Fausto ha detto:

      capisco che i fondi attivi “spinti dall’alto” non sono consigliabili, ma dove si trova un consulente professionista indipendente che non costi un’esagerazione per un piccolo risparmiatore? Io ho affidato parte dei miei risparmi a Banca Mediolanum e i costi Mediolanum (che includono quelli del consulente chiamato pomposamente Family Banker) si sommano a quelli dei gestori dei fondi con risultati deludenti. Ho la netta impressione che i costi si siano mangiati l’eventuale performance positiva, sto pensando di disimpegnarmi. Ho anche un portafoglio di Fondi Arca, palesemente spinti dall’alto, che però hanno avuto un buon rendimento.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Fausto,

        la tua domanda ha la stessa natura del “dove trovo un bravo commercialista?, meccanico, dentista, carrozziere, avvocato” ecc ecc

        Generalmente la risposta la trovi parlando con i clienti di quel professionista: soddisfatti del rapporto qualità/prezzo e testimoni dell’onestà intellettuale del professionista, lo consiglieranno ad amici e conoscenti.
        Alla stessa stregua, in italia c’è tripadvisor per i ristoranti ma non c’è l’equivalente (come negli uk) per i consulenti finanziari 😉
        Ogni professionista quindi “fa storia a se” e solo i suoi clienti possono dirti se è valido o meno. Tuttavia, già dalla banca nella quale il professionista opera puoi intuire come egli si troverà (costretto 😉 ) a lavorare.
        Ci sono infatti banche che hanno una struttura commerciale studiata appositamente per far in modo che il professionista abbia piena autonomia sulle scelte di investimento. Io ad esempio mi sono licenziato dalla vecchia banca tradizionale (che vende esclusivamente prodotti della banca stessa) e, fra le tante banche di investimento che mi cercavano, ho scelto appositamente l’unica fra queste (tra l’altro di proprietà non italiana) che mi garantiva indipendenza assoluta nelle mie scelte.
        Credo che nel nostro mondo l’indipendenza nelle scelte sia proprio LA BASE per fare questo lavoro. Senza onestà intellettuale non puoi esistere in un mercato sempre più informato e connesso: tutti hanno internet, tutti possono 1)verificare quello che fai 2)sputtanarti e rovinarti in un attimo una volta “scoperto”.

        Altre banche invece hanno una struttura talmente “famelica” (ad esempio una delle due che hai citato 😉 ) tanto da utilizzare commissioni di performance senza clausole di salvaguardia: ovvero investi 10.000, scendi a 9.500 (e ok, nessun problema) poi quando da 9.500 torni a 10.000 ti fanno pagare una “commissione di performance” sui 500 euro recuperati. Assurdo!

        Purtroppo la grande ignoranza in materia di noi italiani tiene in vita le banche tradizionali, crea dei mostri come MPS o Banca Etruria, o ingrassa manager ed azionisti di banche furbette ( e ben reclamizzate dalle reti televisive controllate dello stesso azionista di maggioranza 😉 ).

        Parlavo con un ex manager di una grossa banca italiana che mi diceva di come le dirigenze delle stesse fossero consapevoli dell’insoddisfazione dei loro clienti ma che alla fine, nonoste tutto il lamentarsi ecc ecc ecc, “cosa vuoi che capisca la gente? niente. Ed infatti alla fine pochissimi cambiano banca. Perchè quindi cambiare impostazione alle banche italiane? Cambiarle costerebbe molto e non aumenterebbe i ricavi delle stesse, quindi avanti così”
        Effettivamente la considerazione non fa una piega…

        Comunque se vuoi un’analisi lucida e disinteressata (probabilmente vivi almeno a 500km dalla mia zona ) della tua situazione puoi scrivermi come fanno in molti su facebook alla mia pagina di Moneyplan, a infoATmoneyplan.it o fare un giro su moneyplan.it

    • ALDO ha detto:

      Luca, come ho detto altre volte rispetto molto i tuoi interventi, tuttavia questo mi pare semplicemente non significativo. Nessuno ha mai negato che ci siano ALCUNI fondi a gestione attiva (BTW: c’è un refuso nel tuo screenshot: la legenda riporta per entrambe le serie la dicitura “Fondo gestione attiva”) che performano meglio del benchmark, e quindi degli ETF. Circa il 13%, se ricordo bene. Mentre i rimanenti 87% performano peggio. E quindi, sarebbe facile per chiunque prendere – a posteriori – uno di questi primi della classe e mostrare quanto è stato bravo.
      Non sto dicendo che è quello che hai fatto tu, sono certo che il fondo attivo lo avrai scelto PRIMA e che stai adesso mostrando, con legittimo orgoglio, come la tua scelta si sia rivelata giusta.
      MA, siccome l’investitore la scelta la deve fare da adesso in poi, che garanzia ha di trovare un consulente che si dimostri altrettanto sagace, e non invece di cadere nell’87% dei fondi meno efficaci?
      E poi: tu stesso, pur con la tua commendevole storia, saresti in grado di garantire per il futuro performance vs il benchmark analoghe?

      Condivido che in materia di consulenza finanziaria il costo non è tutto, e che la qualità è il fattore più importante, ma insisto nella mia obiezione (che già ti ho fatto qualche intervento fa): che strumenti ho io investitore per valutare in modo oggettivo questa qualità? Perchè parlare con 2/3 cosulenti prima di decidere come dici tu, non basta. Può aiutarmi a formulare un giudizio “a pelle”, o poco più.

      • Guglielmo ha detto:

        Se non ho capito male, gli ETF puntano a replicare esattamente l’indice, al lordo però del costo di gestione dell’ETF stesso. Per cui, se consideri anche i costi dell’ETF, dovresti ottenere che il 100% degli ETF sottoperformano l’indice di riferimento, ben peggio dei fondi attivi che almeno in parte sovraperformano.

  81. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Aldo,

    ti ringrazio per la segnalazione 😀 Me ne sono accorto anche io ma soltanto dopo averlo postato e non volevo fare impazzire il buon Lorenzo con mail di richiesta cambiamento link. Anche perchè sostanzialmente ho ritenuto che il senso fosse chiaro 😀

    Sono d’accordo con te sul fatto che i dati mostrati sono “ex-post” e non “ex-ante”. Ti mostrerò tra qualche riga dei grafici che rappresentano l’andamento degli strumenti contenuti nella mia “cassetta degli attrezzi”, costruita e manutenuta con grande tempo, fatica e passione.

    A questo riguardo cerco di spiegare il senso della mia professione o comunque di come interpreto personalmente il mio ruolo.

    Prendiamo il mio tempo professionale di un intero anno: circa un terzo è speso a fare manutenzione alla sopracitata “cassetta degli attrezzi”. Svolgo questa operazione in due fasi:

    1) Incontro regolarmente i gestori dei fondi. Abitando vicino a Milano per me è semplice, poichè ogni mese ci sono 4/5 case di investimento mondiali che organizzano incontri “nella city” per mostrare agli addetti ai lavori come lavorano i loro team, le analisi e le previsioni di mercato. Generalmente questi incontri vengono fatti in molte città italiane da nord a sud ed ultimamente stanno prendendo piede gli incontri via web, molto comodi ed egualmente efficaci!

    2) Ogni giorno / settimanalmente controllo poi l’andamento degli indici di riferimento ed analizzo lo scostamento dei principali/migliori fondi. Fatto questo, ogni mese faccio una classifica per comparto: ad esempio miglior azionario europeo, miglior azionario USA, miglior flessibile, ecc ecc con un elenco di comparti simile agli strumenti passivi che utilizza Moneyfarm https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypZm1fdkZhdmg0WWs

    Io utilizzo strategie attive. C’è differenza fra comprare TUTTE le aziende europee o selezionare solo quelle che ogni fondo reputa le migliori o magari comprare le migliori aziende soltanto nel momento nel quale il loro prezzo è particolarmente basso

    E ti dirò, vedo nella mia esperienza quinquennale che alla fine i gestori bravi sono quasi sempre gli stessi 😀 Ogni tanto con qualche new entry positiva ed ogni tanto con qualche inciampo da parte del più bravo.
    Vediamo qualche esempio di:

    azionario giapponese https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVl9VSmxhVHBMSlk

    obbligazionario high yield USD https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypUlpVRmxSMjJuYjA

    azionario emergente https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypUWxNT1doY2hzV0k

    azionario Globale https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypWTUxQk5PQm1KV2M

    Dall’andamento dell’etf dovete anche sottrarre il costo della consulenza di Moneyfarm, immaginando quindi la curva dell’etf un po’ più bassa di come la vedete. Il divario si amplia ulteriormente. Potete provare a ridurre il divario eliminando il costo della consulenza con just etf, diventa quasi un fai da te.

    Io personalmente il tagliando lo faccio dal meccanico, per il bagno chiamo l’idraulico e per l’impianto elettrico l’elettricista. Ognuno è liberissimo di fare le sue scelte, basta che sia consapevole di ciò che sta facendo.

    Dulcis in fundo, vi allego la sintesi dei “miei” strumenti flessibili prudenti/moderati preferiti. Un fondo flessibile è un po’ quello che fa Moneyfarm: ribilancia in automatico ogni giorno/settimana/mese il portafoglio, utilizzando tutte le asset class che reputa valide e fissando dei vincoli di volatilità da rispettare. Flessibili più aggressivi (che qui non allego) sono la controparte dei portafogli più spinti di Moneyfarm. Ho messo appositamente il 15-05-2015 poichè è pressochè la data di ingresso di Lorenzo in Moneyfarm. Purtroppo il sistema di tracciamento dei fondi non mi consente di partire esattamente dal 12-05-2015 ma in quei giorni i mercati erano in un periodo di quiete, quindi l’imprecisione non contamina il grafico più di tanto.
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypQlJrVEFHU2VmSEk

    Il tutto settimanalmente controllato ed aggiornato, in maniera tale da portare ai miei clienti il top del mercato.

    Comprare un fondo scarso o un fondo buono non cambia la mia retribuzione, a volte un fondo buono paga più di uno scarso, a volte viceversa.

    Il punto focale invece è che quello che “mi paga di più” sono i clienti che mi presentano altri clienti, quindi il mio interesse coincide con quello dei miei clienti. Se capita che lo strumento scarso mi paga il 10% / 15% in più… bè, sarei proprio scemo a preferirlo ad uno TOP che remunera qualcosina meno. Questo è come lavoro io, poi ogni consuente ha la sua testa, la sua strategia ed un’azienda a monte che gli dà ordini di scuderia o meno. In fondo al post ritornerò sull’argomento poichè ho visto che mi hai formulato una richiesta precisa.

    Insomma, in questa parte del mio lavoro sono come il CT della nazionale: ci sono vari ruoli da ricoprire, io cerco di guardare tutte le partite e convocare sempre i migliori per ogni ruolo. Convocherò anche diversi giocatori in base allo schema che concorderò con ogni singolo cliente: per giocare con il 4-3-3 servono giocatori diversi rispetto a giocare con il 5-3-2. E creo schemi di gioco (portafogli personalizzati), unici per ogni cliente.

    Quando inizia la stagione io prometto a Messi 10m di stipendio perchè l’anno scorso ha fatto 30 gol.
    Chi mi GARANTISCE (Quanto odio questa parola 😀 nessuno può garantire rendimenti! Investire è una questione di PROBABILITA’ non di GARANZIE!!) che Messi farà altri 30 gol a fronte di uno stipendio di 10milioni? Nessuno lo può garantire, però è PROBABILE che con Messi, vincerò il campionato.

    Come dicevi tu, nel mondo della gestione attiva ci sono molti giocatori ma quelli forti sono spesso 40/50 giocatori di 9/10 squadre. La differenza con la metafora del calcio è che quelli più bravi hanno un costo molto simile a quelli scarsi, bisogna essere bravi a riconoscere la qualità e capire come stanno lavorando.

    Pensate invece alle banche italiane tradizionali: collocano generalmente in conflitto di interesse prodotti di UNA casa, mentre i consulenti che scelgono le banche di investimento “giuste” hanno a disposizione più di 50 aziende fra le quali scegliere

    Il problema è che gli italiani prima di cambiare la macchina girano 10 concessionarie di 10 marche, stessa cosa per il telefono o il tablet. Quando invece si tratta di scegliere la banca: bo, vado in quella banca perchè è in centro/perchè i miei genitori/perchè la mia azienda è convenzionata e nella filiale Banca X comprano dal dipendente Banca X il prodotto ……della Banca X 😀

    E quindi il sistema non ha bisogno di migliorarsi/evolvere: ogni giorno le filiali che vedete nelle vostre città continuano a distribuire prodotti praticamente monomarca per raggiungere i budget imposti dall’alto e poca gente si fà domande.

    Sperando almeno che quelle filiali stiano collocado il male minore, ovvero un fondo inefficiente rientrante in quell’87% 😉
    Purtroppo nel peggiore dei casi dall’alto impongono alle filiali un budget sulla vendita di obbligazioni subordinate spacciate per “sì signora, GARANTITE a scadenza” Ma garantito cosa? Da chi?

    Come fare per trovare un bravo consulente?

    -Approfondisci la materia (qui con me lo stai facendo 😀 )
    -Parla con i suoi clienti. Chiedi se ha un sito/pagina FB dove i suoi clienti lasciano recensioni.
    -Scegli una società non furbetta e che garantisca indipendenza al professionista
    -Chiedigli sempre PERCHE’. E fai attenzione se la marca di gestione del fondo che ti propone è in qualche modo collegata alla banca per la quale lavora. Se succede, chiedegli PERCHE’ proprio quel fondo di quell’azienda e non altro.

    Se vuoi puoi scrivermi in privato per un parere, non costa nulla e lo faccio volentieri tutti giorni con diverse persone.

    Detto questo, ribadisco sempre che Moneyfarm è un servizio valido e ben strutturato ma credo non adatto ai poco esperti: spiegare bene come funziona questo mondo PRIMA di investire e gestire l’emotività DURANTE l’investimento occupa un altro terzo del mio anno professionale 😉 E l’emotività ha effetti DEVASTANTI sull’ottenimento di rendimento… se consideri che il rendimento si ottiene nel lungo periodo (cioè in anni) una persona non scafata rischia di andare in panico senza il contatto umano e senza sapere (PRIMA) come funzionano i suoi investimenti e qual è il motivo delel forti oscillazioni.

    Quando arriva la tempesta e si scende a -25% è dura tenere con fermezza il timone.

    Tenete infine presente che generalmente la gestione attiva consente un “viaggio più confortevole” ovvero presenta un andamento meno volatile degli etf. La volatilità di un investimento ha effetti drammatici sul morale dell’investitore, compromettendo il lavoro di anni. Investire con una volatilità ridotta aiuta molto a mantenere la calma, riducendo quindi il rischio di abbandono della nave.

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypdjBWREl3OFRMNVU

    • ALDO ha detto:

      Grazie Luca per l’accurata (e laboriosa) risposta.
      (Che tra l’altro mi stimola una curiosita’: che cosa hai usato per fare i grafici? Sembrerebbero quelli di JustETF, ma non credo che lo sia, poiche’ non tratta fondi attivi).
      Nel merito: ammetto che i risultati sono molto interessanti, anche se non sempre cosi’ evidenti nelle conclusioni.
      Per esempio: nel caso dell’az.emerg. (dove peraltro si riscontra lo scostamento piu’ appariscente), vedo che la “societa’ americana 1″, che alla fine del periodo outperforma tutti gli altri, all’inizio era ultima, mentre l'”americana 2” e’ stata in testa per oltre un anno per poi chiudere con un risultato che e’ la meta’ della migliore. Casi simili si osservano spesso anche negli altri comparti. E quindi mi pare non sia cosi’ affidabile il principio per cui “alla fine i gestori bravi sono quasi sempre gli stessi”.
      Il che mi porta a una domanda tecnica: se capisco bene tu fai piuttosto frequentemente la “manutenzione della cassetta degli attrezzi”. Ma questo cosa significa esattamente, fuor di metafora? Che fai vendere e comprare al cliente quote di fondi? Lo chiedo perche’ in questo vedo due problemi:
      1) le commissioni di ingresso / uscita (che in effetti dipendono dal broker piu’ che dal gestore, quindi mi aspetto gia’ la risposta)
      2) le operazioni di acquisto / vendita di fondi attivi e sicav non sono immediate, e non consentono di scegliere esattamente il prezzo di ingresso / uscita.

      Sottoscrivo poi tutte le considerazioni su idraulici, banche ed emotivita’.

  82. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Aldo,

    Ti ringrazio per l’interessamento, fai conto che per me questo lavoro è una vera e propria passione, quindi chiacchiero molto volentieri con qualcuno che mi chiede approfondimenti 😀

    I grafici che hai visto sono stati elaborati con morningstar, poi per verificare copertura delle valute e contenuto delle strategie utilizzo strumenti professionali.

    Per quanto riguarda “i gestori più bravi”, quelli che hai visto sono quelli che reputo tali e che ad oggi utilizzo nei vari comparti. Esistono fondi non a benchmark che non vedi nei grafici poichè scremati.
    Le strategie sono valutate “5 anni indietro da oggi”, tranne a memoria gli emergenti poichè l’etf di riferimento esiste dal 2014. La sostanza comunque è che i fondi che hai visto rappresentati sono spesso sopra benchmark. Bisogna ricordarsi poi di abbassare l’andamento del benchmark stesso per un valore pari al costo di consulenza di Moneyfarm.

    “Manutenzione alla cassetta” significa che per i nuovi portafogli che di volta in volta mi capita di creare, utilizzerò gli strumenti che in quel periodo riterrò “i top di categoria” nella mia classifica aggiornata mensilmente.
    No, non sostituisco i fondi della stessa tipologia “in corsa”.

    Mi capita di “ribilanciare” il portafoglio ma questo accade una/due volte l’anno per apportare modifiche strategiche o prese di beneficio/mediazioni di prezzo (queste ultime ENORME opportunità)
    I costi amministrativi di ribilanciameno costano pochi euro e i tempi richiedono circa 2/3 giorni. Sono cambiamenti strategici e non tattici, di quelli ti parlo tra poco.

    Ci sono poi eventualmente le commissioni che come dicevi bene tu, posso decidere se applicare o meno. Le applico quando, condividendo sempre con il cliente, la strategia dopo tot anni ha battuto il benchmark di categoria.

    Tornando alla gestione tattica, lascio che questa venga gestita dalle mie strategie flessibili “top”, ti spiego.

    Questi team di professionisti movimentano i portafogli più volte anche durante la singola giornata, eseguono coperture sui portafogli o stanno in ufficio di notte nelle giornate critiche, come ad esempio la notte tra il 23/24 giugno 2016 o quella tra il 9/10 novembre 2016, mitigando o a volte addirittura annullando completamente i picchi di volatilità del mercato. E ovviamente non devo spiegare con una mail/chiedere l’autorizzazione al cliente per ribilanciare ogni minuto 😀

    Ad esempio: osserva la strategia flessibile blu. Se guardi poco prima di luglio 2016, vedrai che l’andamento di giugno 2016 è piatto. Nei “3 giorni di brexit” ha perso soltanto lo 0,05%: prova a chiedere a Lorenzo cosa è successo al suo portafoglio in quei giorni 😉 Il mio telefono il 24 giugno non è suonato una volta… Quanto vale la serenità? 😉

    Infine, nonostante la ridottissima volatilità, questa strategia flessibile è a +2% dall’inizio del periodo di investimento, il portafoglio di Lorenzo invece è a -0,45% con dei giretti quasi a -9% e nausee da Brexit.

    Quindi alla fine di tutto puoi anche usare efficienti etf passivi ma alla fine si arriva al momento cruciale nel quale qualcuno deve miscelare e dosare questi benedetti comparti, nei momenti giusti per giunta. Mi fido del cervello Moneyfarm, benissimo. Mi fido del cervello Just etf, benissimo.

    Per la parte tattica, io preferisco affidarmi a 6/7 cervelli professionali al fine di DIVERSIFICARE IL RISCHIO GESTORE e ridurre quindi il rischio che qualcuno sbagli timing o dosaggio della miscelatura, nessuno è infallibile. Ad un anno e mezzo di distanza hanno quasi tutti battuto Moneyfarm sia sul rendimento che sulla volatilità.

    Ciò non toglie che l’anno prossimo Moneyfarm può essere al primo posto, a quel punto chi ha puntato tutto sulle scelte di Moneyfarm “ha vinto” per il 2017.

  83. ALDO ha detto:

    Grazie ancora Luca.
    Anni fa avevo operato un po’ con un consulente (la telecom si chiamava ancora sip, “internet” era una birreria in centro, e avevo splendidi riccioli biondi). Lui lavorava con i fondi (Fid***am, mi pare). Mi faceva firmare degli ordini in bianco e poi switchava a sua discrezione usando un file excel che si era fatto lui. Bei tempi.
    Tu invece quando ribilanci come fai?
    Poi: come affronti il problema intrinseco dell’inefficienza fiscale dei fondi (attivi e passivi)?

  84. Luca Zaffaroni ha detto:

    Eh eh, dici bene Aldo: ai quei tempi il mercato della consulenza finanziaria era molto giovane, quasi pioneristico: era tutto da inventare. Le stesse persone che vi operavano mi raccontano che non avevano piena consapevolezza di alcuni meccanismi sottostanti: molti consulenti over 50 che oggi incontro mi raccontano che in confronto ad oggi quelli erano tempi “selvaggi”, artigianali. E non dimentichiamoci che non esisteva internet…

    Le grandi trasformazioni ed evoluzioni del settore in questi 20 anni sono le conseguenze 1) delle enormi dimensioni del mercato di gestione del risparmio ed al contempo 2) dei massicci e continui investimenti volti a innovare e professionalizzare il settore

    Ed è così che 20 anni dopo noi professionisti abbiamo a disposizione migliaia di strategie ed analisi… forse anche troppe: è tra i nostri compiti selezionare quelle valide ed essere preparati ed aggiornati per sapere come utilizzarle correttamente. Internet è poi una risorsa fondamentale che io, consulente del 3° millennio, ho a disposizione e che mi permette di sviscerare ed approfondire la materia. E’ indispensabile per confrontarmi con le “best practices” utilizzate in tutto il mondo e migliorare/adattare le mie al mercato che ormai ogni mese cambia pelle.

    Per quanto riguarda la gestione degli switch, incontro i clienti per fare il punto della situazione e presentare lo switch, poi nella maggior parte dei casi invio la proposta con “firma a distanza”. Il mio cliente entra nel suo home banking e, così come dispone un bonifico o effettua una ricarica telefonica, firma lo switch autorizzandolo con “la classica” procedura di autenticazione. La firma a distanza insieme all’utilizzo di Skype mi consente di seguire anche i clienti che non posso incontrare fisicamente. Questo oggi è già realtà per qualche banca e sarà comunque il futuro prossimo per tutte le altre.

    Per quanto riguarda il recupero delle minusvalenze, generalmente utilizzo i certificates poichè sono considerati redditi diversi. Si tratta però quasi sempre di minusvalenze pregresse generate da improvvidi “fai da te”, situazioni nelle quali cerco di aiutare il cliente a recuperare qualcosa, non sempre ci riesco.

    Ad oggi le minusvalenze (preciso per tutti: le minusvalenze si creano quando VENDO fondi o etf che in quel momento sono in perdita. Fino a che un fondo o etf non viene VENDUTO non si tratta di minusvalenza) ammontano a pochissimi euro poichè concettualmente vendo un fondo in perdita quando capisco che “non ha speranza” di recuperare/per errori di gestione. Fortunatamente questa situazione non mi capita praticamente mai (non perchè sia bravo io ma perchè la gestioni che scelgo sono di comprovata qualità che ripetono nel tempo).

    Qui finisce la mia risposta al gentilissimo Aldo 🙂 Ora parto a ruota libera per dare una “chiusura finale” ai miei interventi e lasciare spazio al corso naturale del blog, mi rendo conto di aver monopolizzato l’attenzione.

    In conclusione: MONEYFARM E’ UN SERVIZIO VALIDO E SERIO, lo dico e ripeto sempre a beneficio di chi passa qui da Lorenzo per cercare di capirne di più e cercare rassicurazioni a riguardo. Ma non è per tutti….ed il discorso è molto più ampio di quanto sembri.

    Per poter “vivere al meglio Monefarm” bisognerebbe disporre di maggiore cultura finanziaria (che Moneyfarm tenta di diffondere con webinar e newsletter fatti molto bene), ma il nostro Paese è superato da Botswana e Bhutan nella classifica mondiale di cultura finanziaria. http://citywire.it/news/educazione-finanziaria-italia-maglia-nera-tra-i-paesi-sviluppati/a861920
    E’ una piaga che ci affligge a causa di decenni di pensioni garantite, “mattone che sale”, rendimenti garantiti, sanità garantita… tutto garantito da uno Stato che alla fine si è scoperto che non ce la poteva fare a garantire tutto indebitandosi all’infinito (ed in bolla immobiliare scoppiata dopo 40 anni).
    Quindi decenni di garantismo e “saggezza popolare” hanno formato diverse generazioni di individui finanziariamente inconsapevoli: tanto è garantito, perchè devo capire che tassi, mutui ed inflazione sono “facce della stessa medaglia”? Scelgo il tasso più alto!!! E le banche sono garantite (garantito da chi? con quali soldi?)
    Perchè devo capire grossomodo come un capitale si trasforma in rendita? Tanto lo stato mi garantisce la pensione (con quali soldi può garantire se i soldi non ci sono?) …e ancora “il mutuo appena si può lo si estingue” “quando compro casa prendo il tfr” e tantissime altre “strategie tramandate” che hanno origine negli anni ’60/’70! COMPLETAMENTE INADEGUATE AL 2016.
    Se combiniamo questa cronica impreparazione con le pubblicità di Moneyfarm che trovo online ottieni schiere di UTENTI SPIAZZATI.
    “MIGLIOR PORTAFOGLIO 2016: +5,60%”. Capite bene che il pasticcio di trovarsi spiazzati e incazzati a -8% è pronto dietro l’angolo 🙂
    Una PROPOSTA DI CONSULENZA SERIA non vende rendimenti, vende la professionalità/esperienza/capacità/competenze per guidarti nel mondo della finanza e ti forma su investimenti, mutui, fondi pensione in modo che non si tratta di “firma qui” ma “capisco cosa sto facendo e grossomodo come funziona”.
    Proporre correttamente un servizio di consulenza finanziaria è complesso e richiede molto tempo (soprattutto in un Paese come l’Italia come sopra accennato).

    Io ci metto 2/3 incontri da 2 ore l’uno per riuscire a far capire PRIMA ad un mio potenziale cliente come funziona questo mondo ma poi DOPO il telefono non suona 😉
    Per Moneyfarm (visto che è un consulente online) è molto più veloce e semplice fare PRIMA la pubblicità “5% nel 2016” e trovarsi DOPO a cavalcare dei cavalli imbizzarriti e incazzàti 😀 😀
    E’ un servizio serio, sicuramente meno completo e diversificato rispetto a ciò che può offrire un consulente umano e proposto in maniera molto semplificata e commerciale. Forse dovrei “propormi facile” anche io e mettermi in ufficio un toro meccanico a 10 velocità per fare pratica 😉
    Sono scelte. Strategiche di Moneyplan, inconsapevoli di molti 😉
    Poi esistono anche consulenti incompetenti o banche furbe che fanno danni 😀 Ma se incontri un consulente appassionato e competente svolti 😀

    Buon 2017 a tutti!

    Luca

  85. Carlo ha detto:

    Inizio col fare i complimenti a Lorenzo per il lavoro che fa, non è una “sviolinata” ma obiettivamente ha fatto un lavoro notevole…
    La verità è un po’ cruda, ovviamente nessuno ce l’ha in tasca ma esistono alcuni dati oggettivi.
    La consulenza finanziaria fatta dal dipendente di banca, promotore finanziario o private “banquer” (scritto male apposta) è piena di conflitti d’interesse. Dire piena è riduttivo.
    Sono tutti venditori. Inutile venire a dire che fino a quando si è dipendenti si è venditori poi quando si passa con la partita iva, ma sempre sotto il tetto di una società mandante, si diventa improvvisamente “liberi”. Non è vero.
    Ci sono fondi che pagano x ed altri che pagano 2x, altri fondi che pagno 0x….secondo voi cosa vado a consigliare al cliente? Per quanto bravo io sia alla fine del mese devo mangiare.
    Altra storia assurda è il fatto di poter prevedere quali saranno alla fine del periodo i fondi migliori, i famosi 5 stelle…altro mito da sfatare. Ovviamente i promotori finanziari, ora chiamati consulenti ma che sono in realtà venditori, diranno sempre che grazie a corsi di aggiornamento fantastici, sono in grado di sapere in anticipo i migliori e peggiori…altra burla che si va raccontando. Ci tengo a dirlo, credo nella onestà interiore, ma ciò non toglie che venditori alla stregua dei dipendenti rimangono. Tante analisi indipendenti, fatte in ogni parte del mondo, lo dicono: non si puo’ sapere in anticipo quali fondi saranno migliori, per cui l’utilizzo di ETF e fondi passivi va benissimo. Come fanno le società per ovviare a questo problema e far passare il messaggio d’indipendenza dei loro “venditori”? Creano delle belle scatole assicurative, dicendo che ci mettono i fondi migliori ecc ecc…e poi ti mettono un bel costo di gestione che non è mai meno del 2, qualcosa per cento annuale! Con tassi allo 0% ragazzi c’è poco da fare, conti di deposito e via andare…
    MF ha buone intenzioni ma purtroppo non mi pare efficiente alla lunga, solo gli ETF come detto da qualcuno non raggiungono l’obiettivo di battere con costanza i conti deposito. Secondo me vale la pena, se non altro, puntare sull’accoppiata MF+conto deposito per la parte meno rischiosa. Inutile avere degli ETF che comprano titoli obbligazionari che sotto a 10y sono tutti a rendimento negativo. Meglio prendere un conto deposito ed al limite MF col portafoglio più aggressivo per la parte più speculativa. Comunque a mio parere sempre meglio affidarsi a MF che ad un consulente finanziario con conflitto d’interessi. Al limite cercatene uno disinteressato, indipendente…per il resto rimane sempre valida la regola studiate. Esistono fondi, etf obbligazioni ecc…diversificate bene, ma dubitate da chi pensa di avere la verità in tasca e soprattutto da chi non vi dice esattamente quanto e come guadagna sulla vostra pelle 🙂

  86. Luca Zaffaroni ha detto:

    Sono d’accordo con Carlo: diffidare sempre da chi afferma di avere la verità in tasca e da chi pensa di essere in grado di prevedere l’andamento di mercato/etf/fondi.

    Circa l’indipendenza, esistono “banche che spingono i propri prodotti” e banche che lasciano scegliere al consulente. Io ho lavorato per una banca del primo tipo ed ora lavoro con una che ha logica diametralmente opposta. Non perché io sia un buon samaritano ma perché il mondo è cambiato ed una banca come quella del primo tipo ha semplicemente i giorni contati.

    Prendiamo ad esempio la classifica del risparmio gestito più distribuiti in Italia
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypLU5mV3hwc1lpckk

    Vediamo ora la classifica “di chi è andato meglio:
    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypNm5TRXItMzBoRXc

    Come può essere che fondi cosi (in media) meno performanti siano così ben venduti? É quello che mi chiedo anche io: É un problema di conflitto di interesse https://www.facebook.com/667281540081392/posts/819471601529051

    Forse la risposta ce l’hanno i venditori citati da Carlo ed i loro clienti, che questi prodotti li comprano 😉

    Tornando aMoneyfarm, questo è un valido servizio di consulenza finanziaria a distanza ma non adatto a chi non conosce il mondo degli investimenti.

    La liquidità invece può essere parcheggiata anche in qualche conto deposito, perché no.

    La liquidità però. Quanto denaro è consigliabile tenere liquido? La risposta corretta è diversa per ciascuno di noi. Con il tempo, troppo denaro liquido genera un rendimento inferiore a quello investito: il mancato guadagno (se eccessivo) è comunque una perdita.

    Un consulente dedicato ha modo di formare e guidare “l’investitore inesperto” lungo un percorso che durerà anni. Chiaro, è fondamentale che quel consulente sia in buona fede, competente e più indipendente possibile nelle sue scelte.

    Sareste tranquilli se le diagnosi e le medicine da prendere vi apparissero su di uno schermo? Tra 10/20 anni molto probabilmente si, o forse già oggi se foste in qualche modo esperti di medicina.

    Ma se il farmaco, prima di risolvere il problema, creasse forti effetti collaterali a voi inspiegabili? Tutti tranquilli? Tutti online?

    Secondo me in panico al telefono a parlare con il medico 😉

  87. Fausto ha detto:

    sul sito Moneyfarm tra le domande frequenti:
    i miei titoli e la liquidità sono depositati in Italia?
    risposta:
    Gli strumenti finanziari e la liquidità sono depositati in una Banca UE, che risponde alla normativa vigente Markets in Financial Instruments Directive (MiFID) della direttiva del Consiglio Europeo No 2004/39/EC. I titoli sono depositati su Saxo Capital Markets UK Limited, società di investimento britannica, regolata dalla FCA, mentre la liquidità è depositata in Italia su Banca Sella.
    Che garanzia ha l’investitore che l’acquisto e il il deposito siano effettivamente avvenuti? C’è possibilità di verificare?
    D’accordo che c’è Moneyfarm che te lo dice e ti fa l’elenco dei titoli acquistati, ed ha un’ottima reputazione, però si sono verificati diversi casi, anche eclatanti di consulenti finanziari che………………….

  88. Claudio ha detto:

    Ciao Lorenzo e grazie per questo spazio
    Io sono cliente MF soddisfatto. Ho investito a ottobre, con il vecchi sistema di banca sella e mi sebra molto buono, peccato che abbiano intrapreso una nuova strada. Per quanto soddisfatto ho deciso di non mettere li più di un trzo dei miei soldi. Non penso di potermi permettere un consulente privato e indipendente. Nel cercare ho trovato adviseonly.com . Danno consulenza in cambio di un canone di 49 euro annui, operi sul tuo conto le loro indicazioni. Qualcuno li conosce? Li ha provati? o sa di blog su di loro…
    Grazie

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