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4.771 visite • Inserito nella categoria: Banche e finanzaCommenti (242)

MoneyFarm, opinioni 2018 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

Entro nel quarto anno solare quale cliente di Moneyfarm dopo l’inizio nel maggio 2015 e le esperienze del 2016 e 2017 continuando, sempre, a monitorare l’andamento dell’investimento con la speranza, spero concreta, di vedere accrescere quella percentuale dopo il presente nel pannello di controllo dopo il segno più…
Il quarto post mantiene inalterato il concetto dato ai precedenti, un monitoraggio mensile dei guadagni (o perdite), aggiornamenti su eventi che determinino importanti scostamenti dai rendimenti standard, ribilanciamenti proposti da Moneyfarm e la possibilità di scambiare opinioni con gli latri utenti attraverso il sistema dei commenti in fondo alla pagina.

Che cos’è MoneyFarm?
Se sei arrivato qui cercando su Google frasi del tipo “opinioni su Moneyfarm” oppure “Moneyfarm commenti” anche alla ricerca d’informazioni sui servizi offerti da Moneyfarm puoi leggere l’introduzione sintetica al mio articolo del 2015 anche se, per maggiore chiarezza e affidabilità, dovresti trovare tutte le informazioni aggiornate direttamente su MoneyFarm.com.

Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a Moneyfarm?
Se sei interessato, anche senza impegno, a comprendere com’è strutturato il pannello di gestione di Moneyfarm e capirne il suo funzionamento anche per creare un semplice conto di prova, leggi il mio post per registrarti ed iscriverti in maniera semplificata su Moneyfarm.

Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm per iniziare ad investire, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura come consigliato qui sopra, e soprattutto desideri da subito risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2018
16,89%Cash e Bond Governativi a Breve
4,86% Bond Governativi Paesi Sviluppati
9,37% Inflazione
18,93% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
34,45% Azionario Paesi Sviluppati
10,39% Azionario Paesi Emergenti
2,29% Materie Prime e Real Estate
2,82% Liquidità

Com’è stato il 2017?
Il 2017 si è chiuso, per me, con un saldo positivo del 1,68% con un andamento, rispetto alle altalene del 2016, sicuramente più tranquillo; il rendimento più basso è stato toccato il 12 agosto 2017 con un – 1,71%, il risultato migliore in data 7 novembre 2017 con un massimo del 2,65%.

Com’è composto il portafoglio ed il suo andamento nel 2017?

Strumento: Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 338.773.865,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

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Strumento: Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 264.901.337,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.794.377.686,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/08/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/08/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.597.012.207,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/09/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/09/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

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Strumento: Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 732.362.244,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/12/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 364.921.326,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

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Strumento: Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.786.269.409,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Azionario Giappone (Topix)
Codice ISIN FR0010245514
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 774.198.425,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 342.342.010,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

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Strumento: Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 19.287.564.453,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

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Strumento: Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 5.447.232.910,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

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Strumento: Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 369.072.205,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2018-01-17 +2,86%
Moneyfarm mi ricorda che è tempo di report, in questo caso quello del mio portafoglio P4-C2 del 4° trimestre 2017.
Il portafoglio modello nel quarto trimestre ha avuto una performance positiva, la componente azionaria, i bond indicizzati all’inflazione e le materie prime hanno performato molto bene, più che compensando le perdite legate all’esposizione in dollari.
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Che cos’è un portafoglio modello? Il portafoglio modello si riferisce all’asset allocation preparato per le 6 linee di gestione offerte da Moneyfarm. Avendo sempre aderito ai ribilanciamenti proposti, l’analisi che segue risponde in toto a quella del mio portafoglio.
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ANALISI DEL PORTAFOGLIO P4-C2
Nel 4° trimestre del 2017 l’asset allocation è rimasta invariata con una parte predominante del portafoglio, il 31% del totale, rimane concentrata in titoli di Stato e quindi conservativa. Sono presenti bond governativi a breve dell’Eurozona, bond governativi globali (con copertura del tasso di cambio) e bond dell’area Euro indicizzati all’inflazione.
Il 19% è composto dai bond societari a più alta prospettiva di rendimento, divisi per valuta di emissione, e i bond governativi dei mercati emergenti.
Una componente azionaria, che garantisce una diversificazione globale, ed una parte del portafoglio dedicata alle materie prime, con annessa una copertura dai movimenti del tasso Euro-Dollaro, concorrono a completare l’asset allocation.
Le valute di riferimento sono composte per il 52% dall’euro seguita per il 22% dal dollaro.
L’investimento in azioni ammonta a circa il 45%.

2018-02-01 +2,24%
L’ultimo giorno del mese mi toglie uno 0,80% rispetto a quello precedente e perciò aumentando il guadagno di uno 0,56% rispetto all’inizio di gennaio 2018.

2018-02-08 +0,66%
Moneyfarm mi spedisce via email il suo aggiornamento di mercato mensile, in un video su Youtube nel quale Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm, parla dei mercati, la visione futura e l’incognita elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Il ritorno della volatilità sui mercati finanziari a gennaio
Secondo Moneyfarm, abbiamo assistito ad un inizio di anno relativamente mosso, più mosso di quanto eravamo abituati a vedere durante il 2017; soprattutto i mercati azionari hanno iniziato l’anno con l’acceleratore e hanno fatto performance molto positive.
Questo ha un po’ spinto i maggiori operatori a ricalcolare le aspettative per il 2018, basti pensare ai mercati emergenti che avevano fatto in tre settimane il 10%, un elemento atteso per tutto l’anno solare 2018.
Inevitabilmente, alla fine di gennaio, dopo un rally di questo tipo sono arrivati i primi ritracciamenti; abbiamo visto molti operatori vendere per prendere i primi profitti e generando, quindi, perdite sull’azionario.
Due le tematiche che ci hanno più colpito del sell off sull’azionario:
– La correlazione positiva tra Bond ed Equity che hanno visto entrambe le Asset Class scendere
– Un’utilità in crescita con i primi giorni di febbraio il VIX sopra i 18 punti, più di quanto non avesse mai fatto del 2017.
Queste rimarranno per Moneyfarm due tematiche importanti per il 2018.

La visione sull’azionario è cambiata dopo la volatilità di gennaio?
Mentre i listini azionari si muovevano con andamento molto volatile, le principali società di tutto il mondo hanno iniziato a riportare i propri risultati del 2007 e il trend sembra confermato sia in termini di utili che di fatturato.
Le società sembrano riportare risultati superiori alle attese, sia in termini di crescita che di valore assoluto, e questo tranquillizza Moneyfarm sul quadro fondamentale sottostante all’azionario.
Come già illustrato nel documento strategico, le valutazioni sono molto alte quindi gli utili sono uno dei driver fondamentali che possono spiegare la performance dell’azionario .
Certamente abbiamo assistito ad alcuni saliscendi nel primo mese dell’anno però, secondo Moneyfarm, questi movimenti rientrano nella definizione di un mercato azionario normale.
In termini di volatilità il 2017 ha rappresentato più l’eccezione che la regola e quindi dovremo abituarci a movimenti po’ più marcati; pochi giorni non bastano a cambiare un quadro fondamentale che rimane solido sia dal punto di vista economico che societario e forse anche politico.

Si avvicinano le elezioni italiane, i risparmiatori devono essere preoccupati?
Ormai manca un mese alle elezioni italiane, al momento si osserva che sull’Asset Class più a rischio in questo tipo di eventi, ossia il comparto obbligazionario, gli effetti tardano a farsi sentire e lo spread tra BTP e BUND tedeschi è ai minimi dal 2016 segnalando quindi una relativa disattenzione, o non curanza dei mercati, rispetto a questo tipo di eventi.
Gli scenari più probabili, secondo Rossignoli, sono comunque due:
– Un governo di larghe intese
– Un governo provvisorio per traghettare il paese verso nuove elezioni entro fine dell’anno.
In entrambi i casi non vi sono elementi di particolare preoccupazione, già l’Europa e l’Italia stessa hanno visto governi in fase di transizione con piena agibilità politica per garantire la continuità dell’azione governativa e dell’amministrazione dello Stato.

2018-02-27 +1,61%
A distanza di quasi 6 mesi, Moneyfarm prepara un ribilanciamento su tutti i suoi portafogli.
I ribilanciamenti sono operazioni periodiche che mirano ad adeguare e aggiornare la composizione dell’investimento alla situazione corrente dei mercati finanziari.
L’inizio anno è stato caratterizzato dalla ripartenza dell’inflazione (specialmente negli Stati Uniti) e da una maggiore volatilità sui mercati finanziari.
Il 4 marzo sarà anche il giorno delle elezioni politiche in Italia e, tradizionalmente, eventi di questo genere contribuiscono a tenere alta la volatilità; i portafogli di Moneyfarm sono diversificati sia in termini di asset class che di aree geografiche e valute e quindi costruiti in maniera tale da mitigare questi effetti; l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla.
Per queste ragioni Moneyfarm ritiene che la strategia impostata sia quella corretta e i ribilanciamenti non saranno tanto volti a stravolgere l’attuale composizione di portafoglio quanto a effettuare modifiche in linea con la loro visione strategica per l’anno corrente che vede, da un lato, valutazioni alte sia sull’obbligazionario che sull’azionario e, dall’altro, dati macroeconomici a livello globale che restano incoraggianti e fondamentali aziendali positivi.
La valutazione di Moneyfarm è che, al momento, la sfida piú importante arrivi dai tassi d’interesse; pertanto col prossimo ribilanciamento andrà a ridursi l’esposizione a questo fattore di rischio e, nel contempo, ad aumentare la qualitá dell’obbligazionario societario così da migliorare la capacitá dei portafogli di fronteggiare un’inflazione piú forte.

2018-03-01 +0,86%

2018-03-06 +0,14%
Come promesso a fine febbraio, Moneyfarm propone un nuovo ribilanciamento vedendo, per la prima volta dopo diversi anni, in concomitanza un percorso ben tracciato di rialzi dei tassi d’interesse e un’inflazione solidamente in crescita. Questo, a loro avviso, genera alcuni cambiamenti del contesto economico e alcune nuove sfide di cui vogliono tenere conto nel ribilanciare i portafogli. Prima di tutto viene venduta la parte investita in obbligazioni governative globali, per aumentare l’esposizione sui bond indicizzati all’inflazione. Per quanto riguarda l’obbligazionario societario, si preferisce aumentare la qualità creditizia vendendo parte dell’attuale posizione in Obbligazioni High Yield per muoversi su Bond societari Investment Grade. All’interno di questa asset class, dato il contesto di tassi in crescita, viene preferito concentrarsi su un’esposizione a tasso variabile, che quindi è immune dal rialzo dei tassi d’interesse. Per lasciare la rischiosità del portafoglio invariata, viene incrementata leggermente la parte in azioni, che vedono comunque valutazioni più basse in seguito ai recenti ribassi e ai fondamentali in forte crescita. All’interno dell’azionario, alla luce dell’attuale contesto, Moneyfarm non vede più particolare valore aggiunto nelle Azioni Globali ad Alto Dividendo, che pertanto vengono sostituite con un’esposizione azionaria generica.

Approvo il ribilanciamento!

2018-04-01 +0,03%
Tornati in assoluta parità dopo un marzo altalenante, scottato dalle azioni e dichiarazioni di Trump sui Dazi che ha interessato un po’ tutti i comparti e allo scandalo Cambridge Analytica per Facebook.
Il 10 aprile 2018 entrerò nel quarto anno di Moneyfarm, non mi sarei aspettato guadagni mirabolanti ma ritrovarmi ad essere in pari non era sicuramente nelle mie previsioni ed in quelle del simulatore di rendita…

2018-05-01 +1,61%
Buona crescita, soprattutto nell’ultimo periodo di aprile, confermato dal grafico mensile

L’andamento del portafoglio:

2018-05-28 +3,14%
Il 27 febbraio riportavo, nelle anticipazioni del ribilanciamento di Moneyfarm, la loro visione sulle elezioni italiane del 4 marzo ovvero come l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla nei loro portafogli.
Sono lieto che il rendimento della mia posizione non sia stato condizionato dal crollo dei titoli di stato italiani ma il tutto non modifica la drammaticità di questo periodo…
Moneyfarm così scrive:
La recente incertezza istituzionale ha portato l’attenzione sul tema della tenuta dei conti pubblici italiani.
Senza soffermarci troppo sul susseguirsi delle notizie, che di ora in ora prefigurano nuove evoluzioni, e al di là del mero esito politico, il nostro compito è quello di svolgere un’analisi dei possibili scenari rilevanti per le asset class che compongono le linee di investimento che proponiamo agli investitori.
Oggi riteniamo che il livello di diversificazione dei nostri portafogli per asset class, aree geografiche, valutaria e la scarsissima esposizione al sistema Italia non rendano necessario alcun intervento sull’asset allocation. La performance dei nostri portafogli è stata intaccata solo marginalmente dalla crisi di fiducia che si è abbattuta su listini e titoli di stato italiani. L’indebolimento dell’Euro ha altresì giovato alla nostra esposizione in valuta estera.
Restiamo comunque convinti che la diversificazione sia la strategia migliore per limitare il rischio di crisi locali. Continueremo ovviamente, come abbiamo fatto negli scorsi mesi, a monitorare l’evoluzione degli scenari politici in tutti i Paesi dell’Unione Europea, in una fase delicata nella quale è possibile che il dibattito sul futuro dell’Unione torni di attualità a livello continentale, anche in vista delle elezioni europee del 2019.

2018-05-28 +2,78%
Vale quanto riportato qui sopra…

2018-07-01 +1,69%

2018-07-10 +1,36%
Nuovo, imprevisto, bilanciamento di Moneyfarm la quale, prendendo atto di un contesto macroeconomico in continuo mutamento, con le tensioni commerciali e geopolitiche in crescita e banche centrali che, salvo eccezioni, hanno cominciato ad alzare i tassi, hadeciso di vendere una parte dell’esposizione azionaria in paesi emergenti. Quanto ottenuto viene in parte investito in azionario (europeo e statunitense) e in parte in materie prime globali. L’esposizione azionaria nel complesso viene ridotta, anche se in maniera molto marginale e la percentuale di asset denominati in Euro aumenta.

2018-08-01 +2,81%

2018-09-01 +2,62%

2018-10-01 +2,56%

2018-11-01 – 0,78%

2018-11-05
Arriva un nuovo ribilanciamento!

Moneyfarm mi fa sapere che l’aumento della volatilità dell’ultimo mese rientra in una dinamica ciclica di medio periodo nella quale giocano diversi fattori: l’aumento dell’incertezza nell’arena politica internazionale ed europea; la crescita globale, che è stata forte e sostenuta durante tutto l’anno (anche sopra le aspettative in alcune aree geografiche chiave) ma che sembra ora perdere propulsione soprattutto in Europa e nei mercati emergenti; l’onda lunga della riforma fiscale di Trump, che ha rinvigorito i mercati Usa fornendo alle aziende liquidità ma che sembra destinata a sfumare nel medio periodo. Sebbene non crede che gli allarmismi siano giustificati, non ritengono probabile che le criticità si risolvano nel medio termine. Sulla base di questa considerazione, Moneyfarm ha deciso di limitare il rischio dei portafogli con l’obiettivo di mantenerne la volatilità entro il livello storico nei prossimi mesi, quando vedremo il quadro ricomporsi in un nuovo equilibrio. E’ stata, perciò, ridotta l’esposizione azionaria del portafoglio e nel contesto di questa diminuzione generale della componente azionaria, la quota investita in azionario Usa aumenta sia in senso assoluto che in senso relativo rispetto all’azionario dell’Eurozona. La riduzione dell’equity è compensata dai Bond Governativi Paesi Sviluppati dell’Eurozona con duration breve e Bond Societari a Tasso Variabile denominati in Euro.

Come sempre approvo!

2018-11-24
Nella posta elettronica trovo una mail di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm, che desidera fare il punto su quello che sta succedendo in Italia in seguito al giudizio negativo sulla Manovra italiana della Commissione Europea espresso il 23 ottobre e all’annuncio del 21 novembre, da parte della stessa commissione, sull’intenzione di aprire una procedura di infrazione per un deficit strutturale in aumento, previsioni ottimiste sulla crescita economica e manovre espansive senza una copertura fiscale certa.
Se il Consiglio della UE seguirà le indicazioni della Commissione e a quel punto il Governo avrà dai tre ai sei mesi di tempo per correre ai ripari, pena l’imposizione di sanzioni economiche.

In merito agli scossoni sullo spread, borsa e Btp, Richard Flax intravede segnali di disaffezione degli investitori verso i titoli di stato italiani come ha dimostrato la recente emissione di bond indicizzati all’inflazione (Btp Italia).

Il problema del debito pubblico italiano, circa 250 miliardi in scadenza nel 2019, è che uno spread alto porta naturalmente a costi di finanziamento più alti.

2018-12-01 + 0,73%

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242 commenti a questo articolo

  1. Salvatore ha detto:

    Buongiorno Lorenzo. Volevo fare alcune considerazioni in merito al servizio Moneyfarm. Analizzando la struttura del tuo portafoglio ho visto che una parte considerevole (forse più del 50%) è impostato su ETF legati a mercati Azionari Paesi Sviluppati e Paesi Emergenti. Ho anche potuto notare che sei in Moneyfarm da diversi anni. Adesso vorrei porti una domanda: hai chiesto al tuo consulente di Moneyfarm come mai nel corso degli ultimi tre anni tutti gli indici azionari mondiali hanno registrato una crescita media del 30% e il tuo portafoglio, invece, nel migliore dei casi ha registrato un incremento del 3%? Ti dirò di più, sono andato a fare uno studio dell’andamento degli ETF Azionari del tuo portafoglio nel corso degli ultimi due anni e con immenso stupore ho potuto notare che fra il 2016 e la prima metà del 2018 il loro valore è incrementato mediamente del 25-30%, pertanto un incremento coerente con il Benchmark di riferimento. Addirittura dal 2016 ad oggi l’ETF isin IE00B9CQXS71 che hai in portafoglio ha incrementato il proprio valore di quasi il 50 %. A questo punto vorrei porti una domanda, se me lo consenti: puoi dirmi, mediamente, quante modifiche ogni anno ti hanno consigliato di fare? Mi sorge davvero il dubbio che la gran parte di queste variazioni siano state inopportune. Personalmente non appartengo alla categoria di quelli che modificano il proprio Asset Management solo perché escono notizie politiche e di macroeconomia che “potrebbero” impattare sui mercati finanziari. Ricordo ancora le parole di tutti gli analisti finanziari più importanti del mondo prima delle ultime elezioni presidenziali statunitensi: se vince Trump sarà la tempesta finanziaria perfetta e le borse mondiali crolleranno. Risultato? il Nasdaq e il Dow Jones hanno macinato Record su Record ! Da quello che ho potuto leggere Moneyfarm ti ha fatto sempre modificare il portafoglio in base ad informazioni macroeconomiche e geopolitiche prevenendo quello che sarebbe potuto accadere sui mercati. Niente di più sbagliato secondo me. I mercati non vanno Mai e poi Mai prevenuti ma solo monitorati e adeguarsi ad eventuali scossoni che, onestamente, non mi sembra di aver visto negli ultimi due anni. Grazie e perdona la mia presunzione.

    • Antoine ha detto:

      Salvatore, non se tu abbia ragione e se le tue considerazioni abbiano fondamento, anche se purtroppo sospetto di si, fatto sta che dopo 3 anni e mezzo passati di investimento, sono oggi al – 3,28 %, con una forte perdita anche economica visto che il mio investimento è sostanzioso.
      E’ una litania che ripeto da un bel pò, ma qui le cose sembrano solo sistematicamente peggiorare senza possibilità di redimersi e io non so più come ragionare ne cosa fare,
      Vorrei disinvestire ovviamente e togliermi moneyfarm dalle balle una volta per tutte, ma ogni volta che c’è un minimo di recupero poi i giorni dopo le cose precipitano in modo ancora più fragoroso. Basta vedere cosa è successo solo ieri sui mercati e quindi a livello di portafoglio.
      E questo chiaramente mi condiziona ancora di più.

      • Salvatore ha detto:

        Buongiorno Antoine. Il mio consiglio alla tua situazione parte da una domanda: quanti anni hai? Tieni conto che 3 anni e mezzo non sono niente per vedere capitalizzare guadagni nei mercati azionari. Se guardi l’andamento degli ETF Azionari Globali vedrai che dal 2012 ad oggi hanno tutti raddoppiato il proprio valore anche quelli che molto probabilmente avrai tu in portafoglio. Addirittura un ETF azionario legato al Nasdaq ha registrato in 6 anni +500% ! A questo punto la tua età è un elemento fondamentale e imprescindibile. Se io oggi dovessi registrare un -3% sul mio portafoglio ed avessi meno di 50 anni mi collocherei sul profilo più aggressivo e dimenticherei quegli investimenti per almeno 7 anni. Molto probabilmente mi sveglierei nel 2025 con una bella sorpresa. Se fossi in una fascia fra 50 e 60 anni lascerei le cose invariate e attenderei sempre i famosi 7 anni e mi sveglierei sempre nel 2025 con una sorpresa. Se avessi più di 60 anni probabilmente disinvestirei tutto, perdendo il 3%, e investirei in un immobile mettendolo a reddito (locale commerciale o attività di B&B in una località di vacanza o città ad alta densità turistica). Ricordati una cosa, i mercati azionari crollano, vanno a fondo, sprofondano nel baratro peggiore che possa esistere ma guarda caso se guardi il loro grafico CENTENARIO hanno solo un trend ed è ASCENDENTE !!! CRESCONO SEMPRE !!! E CRESCERANNO SEMPRE !!! Ora sta a te decidere se hai la pazienza di attendere oppure no.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Salvatore e scusa per il ritardo di questa mia.
      Ho girato le tue considerazioni a Moneyfarm e, proprio perché nella risposta il manager e investment consultant di Moneyfarm cita autonomamente il tuo messaggio, ritengo opportuno riportare in maniera integrale la sua risposta.
      Sicuro di violare alcuna privacy e favorire un’interazione tra Moneyfarm e coloro che sono già clienti, o potrebbero essere interessati a ricevere informazioni, tengo a ribadire che questo e gli altri post sull’argomento non sono in alcun modo da intendersi come una sollecitazione all’investimento!

      Ciao Lorenzo,
      rispondo molto volentieri alla tua mail che, tra l’altro, noto essere giunta direttamente da un lettore del tuo blog.
      Comincio con un rapido riepilogo riguardante la tipologia del tuo portafoglio. Si tratta del nostro portafoglio P4 che rappresenta la nostra soluzione d’investimento più bilanciata. Ad oggi è esposto circa per il 46% all’Azionario Globale, per il 3% alle Commodities e per il 51% all’Obbligazionario Globale + Cash.

      Il tuo percorso d’investimento con Moneyfarm è cominciato il 18 maggio 2015, in un periodo di mercato e di equilibri geopolitici piuttosto difficili (vedi crisi Greca e Cinese).

      Detto ciò, andrei direttamente al punto rispondendo alla domanda finale del tuo messaggio relativa alla nostra Asset Allocation ed ai nostri ribilanciamenti.

      La composizione dei nostri portafogli si basa sulla nostra Asset Allocation Strategica, ossia un processo quali-quantitativo che segue diversi step:
      – Definizione dei rendimenti attesi a 10 anni per ciascuna Asset Class, utilizzando l’analisi fondamentale e i driver di rendimento;
      – Stima della rischiosità e correlazione tra le varie Asset Class;
      – Ottimizzazione dei portafogli con un processo di ottimizzazione di portafoglio impostando gli opportuni vincoli per ogni Asset Class;
      – Tra l’elevato numero di portafogli conseguentemente a disposizione, il Comitato Investimenti di Moneyfarm seleziona i sei da mettere da disposizione degli investitori.
      L’Asset Allocation Strategica è definita annualmente al fine di aggiornare le previsioni in base alle informazioni di mercato.

      I ribilanciamenti (definiti “tattici”) permettono ai portafogli consigliati di discostarsi leggermente dalla composizione strategica sia per sfruttare le opportunità che il mercato offre nel breve-medio periodo, sia soprattutto per gestirne il rischio. Al fine di effettuare l’Asset Allocation tattica, il team di gestione analizza le differenti caratteristiche di ciascuna asset class e non solo i fattori macro-economici. In particolare sono analizzate:
      – le valutazioni e i fondamentali;
      – la situazione macro-economica e geopolitica;
      – il sentiment di mercato;
      – fattori tecnici.
      I fattori sopra citati sono monitorati giornalmente, discussi dal Comitato Investimenti e portano a ribilanciamenti effettuati solitamente su base trimestrale.

      Per supportare con i numeri quanto detto, dal momento in cui hai cominciato il tuo percorso di investimento con noi (18 maggio 2015) abbiamo eseguito 12 ribilanciamenti (confermando la tendenza a non intervenire sui portafogli per più di 3-4 volte all’anno). In termini di turn-over (inteso come somma dei valori assoluti in vendite e riacquisti) considera, ad esempio, che per il portafoglio modello P4, il dato relativo al 2018 è pari a circa il 42% (quest’anno uno dei portafogli con turnover più elevato). E’ stato altamente impattato della liquidazione dell’ETF citato dal tuo lettore (ISIN IE00B9CQXS71) eseguita nel marzo 2018, ribilanciamento che ha visto un turnover di circa il 25%. Nei ribilanciamenti di luglio e ottobre il turn-over medio è stato pari al 9% in entrambi i casi (compreso il reinvestimento della liquidità rinveniente dai cash flows, ossia dividendi e cedole).

      Sperando di aver chiarito almeno un minimo quelle che sono le dinamiche che caratterizzano le nostre scelte in termini di Asset Allocation (e ovviamente resto a tua completa disposizione qualora volessi approfondire sia via mail che via telefono), mi permetto di riportarti anche qualche dato in più in merito a quanto segnalato dal tuo lettore con riferimento ai mercati azionari negli ultimi 3 anni, o meglio dal momento in cui è partito il tuo investimento con Moneyfarm (18 maggio 2015).

      Ti riporto i rendimenti dei principali indici azionari da noi utilizzati dal 18 maggio ad oggi (ovviamente al lordo di di fees che di fiscalità, caratteristiche proprie degli ETF che replicano gli indici):
      – MSCI Europe: -4,75%
      – Topix (Giappone) Non-Hedged: +13,63%
      – Topix (Giappone) Eur-Hedged: +4,07%
      – S&P500 (USA): +29,71%
      – MSCI Emerging Markets: +0,84%
      – Global Dividend: +8,29%
      Proprio quest’ultimo indice è quello “incriminato” citato sul tuo blog (il relativo ETF è quello con ISIN IE00B9CQXS71, quotato su Borsa Italiana). Dal 18 maggio, l’ETF in questione ha avuto un rendimento Total Return (considerando quindi i dividendi staccati ed il loro reinvestimento) pari al +8,04% ed un rendimento Price Return pari a -5,18%. Anche considerando il punto di minimo toccato dallo strumento in termini di prezzo negli ultimi 3 anni dobbiamo tornare all’11 febbraio 2016 in cui ha toccato il prezzo di 22,95€ (oggi 27,98€). Da allora quindi il rendimento Price Return è stato pari a +22,88%, mentre il rendimento Total Return è stato pari a +36,39%. Onestamente, non trovo riscontro a quanto riportato dal tuo lettore.

      Detto ciò, sulla piattaforma Moneyfarm trovi, come sai, il dettaglio di tutti gli ETF inseriti nel portafoglio con i relativi rendimenti specifici. Tuttavia, bisogna tenere in considerazione alcuni aspetti:
      – i rendimenti sono Price Return, quindi non tengono conto di eventuali dividendi e cedole staccati (che vanno ad abbassare di volta in volta il NAV) e che noi ti accreditiamo sulla liquidità all’interno del portafoglio con relativa applicazione del capital gain;
      – il Capital Gain è un elemento significativo in quanto in ogni ribilanciamento eventuali vendite o alleggerimenti di ETF in plusvalenza sono soggetti alla ritenuta fiscale.

      In definitiva quindi, mi sentirei di dirti che le performance del tuo portafoglio non potranno mai essere direttamente comparabili col rendimento lordo dei singoli indici azionari perché l’esposizione al comparto azionario non ha mai superato la soglia del 50% (con esposizione minima del 23% circa a metà gennaio 2016).

      E’ evidente che un portafoglio al 100% azionario avrebbe avuto dei rendimenti migliori e più in linea con quanto segnalato dal tuo lettore, ma anche più volatili. Nella gestione di portafoglio il rendimento non è l’unico aspetto che conta, seppur rilevante. Lo sono soprattutto il livello di rischio a cui si sta esponendo l’investitore e la volatilità a cui potrebbe essere soggetto il suo portafoglio.

      Proprio per questo motivo, il lavoro del gestore (in questo caso del nostro Team di Asset Allocation) non può limitarsi al semplice monitoraggio. Infatti, secondo noi, sulla base dei criteri di valutazione esposti sopra:
      – al monitoraggio deve conseguire un azione (qualora necessario), altrimenti rimane fine a sé stesso;
      – il monitoraggio deve essere forward-looking (il classico esempio è quello di alleggerire l’esposizione ad un asset class prima che questa si svaluti);
      – la base dei portafogli rimane sempre l’Asset Allocation Strategica (di lungo periodo), con aggiustamenti effettuati storicamente su base trimestrale qualora necessario (Asset Allocation Tattica);
      – i ribilanciamenti, proprio per la loro modesta invasività con il quale sono stati effettuati, ad oggi non hanno decrementato il rendimento dal 30% al 3%, come affermato dal tuo lettore. Le cause della disparità di rendimento sono da ricercare: nel periodo di rendimento considerato (8% vs 30%), nella diversificazione del portafoglio e la disparità del rischio di un singolo strumento azionario rispetto a un portafoglio multi-asset bilanciato.
      Come detto, qualora volessi approfondire ulteriori argomenti o se avessi bisogno di supporto in qualsiasi momento, resto a tua completa disposizione.

      Buona giornata,
      Vincenzo Cuscito

  2. Luca Zaffaroni ha detto:

    Buonasera a tutti,

    Volevo portare il mio contributo poichè in queste settimane ho letto sul blog alcune considerazioni comprensibilmente “amare” circa l’andamento dei propri investimenti.

    Il problema non risiede nei Mercati: muoversi in maniera apparentemente irrazionale o oscillare senza mai salire per X mesi è una caratteristica NATURALE dei mercati finanziari.

    Nè il problema è Moneyfarm che secondo me rimane un discreto MONEY MANAGER (un gestore di portafoglio per intenderci) che eroga educazione finanziaria di massa, prevalentemente online.

    Il problema consiste nel fatto che è molto difficile riuscire a prepare, assistere e gestire l’emotività degli investitori “in massa ed online”.

    Moneyfarm ad oggi E’ UN GESTORE (che si occupa di soldi/scelte di portafoglio). Non è un UN CONSULENTE FINANZIARIO (che si occupa dell’INVESTITORE).

    Mentre Gestore e Consulente fanno ciascuno il proprio lavoro, i Mercati restituiscono i rendimenti nel tempo.

    Tempo, a maggior ragione in un periodo in cui in Europa i tassi di interesse sono bassissimi/negativi.

    All’interno dell’ Unione Monetaria infatti, i tassi di interesse sono stati resi artificialmente bassi ed addirittura negativi dalla BCE. Questo principalmente per evitare il fallimento di Paesi iperindebitati (Italia?) ed evitare la seguente disgregazione dell’Euro. “Buone notizie” per i debitori, pessime notizie per chi ha soldi da investire.

    Non trovando più interessi/CEDOLE (grave distorsione italiana dei 30 anni di sbornia del debito) milioni di cittadini/investitori si sono trovati obbligati a fare i conti con le poco chiare/molto controintuitive logiche dei mercati finanziari.

    Logiche contro-intuitive: se provi a ragionare con il buon senso del “buon padre di famiglia” continui a sbagliare. E’ come guidare un’auto con i comandi invertiti: tu giri a sinistra e l’automobile va a destra. Sterzi ancora di più a sinistra e la macchina svolta ancora di più a destra: con la “saggezza popolare” si arriva ad affermare: “ecco, la FIAT è una truffa, era molto meglio il cavallo”. Ma il problema non è

    Sono stati assegnati diversi premi Nobel all’Economia (l’ultimo proprio nel 2017) che dimostrano come gli esseri umani non siano per niente razionali quando si tratta di scelte finanziarie (spesso non riescono a rendersene conto o, inconsapevolmente, non vogliono ammettere gli errori finanziari per “orgoglio”).

    Nessuno comprerebbe azioni globali nel marzo 2009, dopo una continua, drammatica discesa durata oltre 2 anni e conclusa ad oltre -40% dal valore iniziale di pochi mesi prima. Invece proprio a marzo 2009 bisognerebbe comprare azionario globale a piene mani. Vediamo il movimento dei mercati finanziari nel quinquennio 2008-2013.

    Azioni globali curva azzurra
    Obbligazioni “di qualità” curva oro

    https://drive.google.com/open?id=1XKLdqCnBCi9s91XE9eHNqqes5dGvcqGp

    Arrivati poi nel 2013, se qualcuno volesse costruire un portafoglio guardando i 5 anni precedenti, si potrebbe prediligere la curva color oro (obbligazioni globali di alta qualità): un asset che negli ultimi 5 anni ha guadagnato molto bene e costantemente, oltre che non essere stato coinvolto in una delle più gravi crisi finanziarie della storia (2008-2009).

    Peccato che nel quinquennio successivo (2013-2018) l’asset obbligazionario dal recente passato così performante abbia sofferto, mentre l’azionario globale, dopo un vero e proprio viaggio-incubo nei 5 anni precedenti, nel quinquiennio successivo “esplode” e regala grandissime performance.

    Insomma: per 5 anni il sole sorge a est e tramonta ad ovest, nei 5 anni successivi avviene il contrario.

    https://drive.google.com/open?id=11veMTAhp1D48KOV48Y8KszHe3blVc7eY

    Il succo del discorso? per vedere risultati serve TEMPO. Se nei due grafici guardate la curva rosso IPOTESI MODERATO, potete cogliere il concetto di DIVERSIFICARE per ridurre la VOLATILITA’

    Ancora: guardate l’andamento di un famoso portafoglio bilanciato.

    https://drive.google.com/open?id=13YTLRb3f4JK0tRI_PShnVzlwkfMQouUc

    E se domani arriva un nuovo 2008 che si fa? ma se si riesce ad aspettare…..

    Una delle massime più interessanti di Warren Buffet (famoso investitore. Non trader, Investitore) è: “i mercati finanziari sono un eccellente strumento per trasferire il denaro dagli impazienti ai pazienti”

    Guardate l’andamento della società di investimenti di Warren Buffet negli ultimi 10/12 anni https://drive.google.com/open?id=1-mzUoZHFJFBrF980Vy0zNFwoR_ZO_OlW

    Anche Warren Buffet ha passato anni ed anni senza “guadagnare”, con il proprio portafoglio preda della volatilità.

    La volatilità dei mercati non si può evitare, è IMPOSSIBILE!! Se esistesse sempre e comunque un modo per guadagnare costantemente con il capitale, le persone non lavorerebbero 😀 Tutti vorrebbero avere la possibilità di vivere solo grazie al proprio capitale che continua a crescere giorno dopo giorno di valore. In ogni angolo del mondo, gli esseri umani hanno questo sogno irrealizzabile.

    Ed è proprio questo “sogno impossibile” che viene volutamente, diabolicamente solleticato da un certo tipo di operatori, al fine di attirare il denaro dei sognatori. Guardate la prima pagina di Investing (Investing non c’entra niente eh) https://drive.google.com/open?id=1b51O55USgs02Jfx2fWSsNQVQMJGl2fOs

    Rendimenti, 11%, 4%, trading. Ah, così facile? Scusate, ma allora è scemo chi lavora! 😀

    Tutti che vogliono arricchirsi “facile”. Peccato che il trading sia il miglior modo per perdere soldi 😉 Ormai lo sanno anche i bambini. https://drive.google.com/open?id=1rJtehbT2b_53PKf56l3KhYnmO7unSfOE

    Eppure qualcuno ci casca ancora. Perchè tutti intimamente vogliono guadagnare tanto con poco rischio… pur sapendo benissimo che non è possibile. Ma c’è una vocina dentro di noi che alla fine…ci vuole credere. E qualcuno lo sa, e si rivolge con dolo proprio a quella vocina…. “pssst, in realtà un modo per guadagnare sicuro, facile, senza rischio OTTIMI guadagni esiste, basta comprare i prodotti giusti e muoversi velocemente” 😀 😀 https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-11-24/la-dura-vita-short-seller-che-scommettono-mare-agitato-mercati-tempo-internet–141502.shtml?uuid=AEkhRqmG&_escaped_fragment_

    Bisogna sempre ricordarsi che chi attira la tua attenzione parlando di rendimenti si squalifica da solo https://drive.google.com/open?id=1Xcj-vrXNAxTnkWgE0iMqJl8YnwWHe8ZX

    https://drive.google.com/open?id=1lbZnuqcw0XhM-MW_054hWEz9kE1uGZ4H

    Chi frequenta il blog di Lorenzo, sa che “contesto” a Moneyfarm il fatto di essere ad oggi un GESTORE (non un consulente finanziario) e di aver in passato venduto rendimenti online con varie pubblicità troppo “facili”.

    Vi faccio vedere ora l’andamento della media di tutti i portafogli bilanciati prudenti e moderati globali distribuiti in Italia, magari vi ricorda qualcosa 😉

    https://drive.google.com/open?id=1_00lpbUYOVmq9wB2wDmE33PtSTnzmeo0

    “Hai visto come sono stato bravo a far GUADAGNARE dal 2011 in avanti?” (In realtà sono stati i mercati finanziari che per diversi anni consecutivi “sono andati bene”!!!!)

    “E tu quanto vuoi GUADAGNARE? scegli il rischio (la curva moderata o prudente) ed il tempo… ed opplà, avrai il tuo GUADAGNO desiderato.” Che bello, non sembra quasi vero 😀

    …ed infatti poi… 😀 😀 😀

    Questa NON E’ consulenza finanziaria. Questa è VENDITA di rendimento da parte di un GESTORE.

    Capite che non è il gestore, nè il consulente ma è il MERCATO che restituisce rendimento nel TEMPO? 😀

    Un consulente finanziario non ti fa GUADAGNARE. Gestisce i rischi finanziari, utilizzandoli per ottenere rendimenti che vengono NATURALMENTE DISTRIBUITI DAI MERCATI FINANZIARI NEL TEMPO. Quanto tempo? Sovrapponendo gli obiettivi di vita degli esseri umani ai “naturali tempi della finanza”.

    Se pensi di poter prevedere ed anticipare l’andamento dei mercati, se pensi che ci sia modo di saltabeccare rapidamente tra migliaia di asset investibili guadagnando continuamente… bè, in bocca al lupo: le statistiche sono lì per inchiodare il trading ad un altissimo tasso di insuccesso.

    Un consulente finanziario serio NON PARLA DI RENDIMENTI/GUADAGNI, parla di rischi.

    Cerca di spiegarti come funzionano le cose “in questo mondo”, difendendo il tuo patrimonio da te stesso/le tue emozioni, dai consigli delle persone che ti stanno intorno ma che molto probabilmente (soprattutto in Italia) ne sanno meno di te ed infine difenderti dalla tua naturale/cronica mancanza di visione/pianificazione/disciplina finanziaria.

    Giusto per dirne un paio: sapete che se si investissero 100 euro al mese sui mercati finanziari globali per 30/40 anni di lavoro, nessuno avrebbe il problema della pensione?

    O che con 125 euro al mese un 50 enne può “disinnescare” il potenziale rischio finanziario di dover pagare 2.500 euro al mese di assistenza in caso di perdita di autosufficienza? (in un mondo dove si vive di più rispetto al passato e dove i figli hanno redditi inferiori ai genitori).

    Sicuramente questi sono argomenti noiosi. Sicuramente è più adrenalinico/interessante: “Oh, conosco uno che trada petrolio con ETC ed ETN. Basso rischio, guadagno OTTIMO”.

    Quanto acchiappa un discorso così? Quanto è più facile/divertente/immediato rispetto alla noia di pianificare gli obiettivi di vita, assicurarsi contro le principali fonti di rischio ed investire il patrimonio per obiettivi/orizzonti temporali, resistendo negli anni alle fluttuazioni dei mercati finanziari… e godere dei risultati non subito… ma nel tempo?

    Il problema è che le menti oggi (anche la mia eh) sono sempre più settate sul “cliccare ed avere subito”, mentre in finanza al contrario si è passati dall’avere subito il 3% anno dopo anno, ad ottenere il X% annuo solo se si ha la forza di aspettare 5/8/10 anni in base a dove si trova l’obiettivo di investimento di vita.

    Il punto è che puoi rivolgerti a chi ti racconta la storia che vuole… ma i MERCATI FINANZIARI SONO SEMPRE GLI STESSI, non cambiano in base alle favole 😀

    Se impari a conoscerli, non ti schianti. Ed anzi, alla fine puoi avere anche un guadagno, OTTIMO 😉

    • Sallvatore Esposito ha detto:

      Egr dr Zaffaroni, mi permetto di lasciare un commento al Suo post in quanto mi sento chiamato in causa essendo io il trader che ha indicato la propria operatività su Etc. Non mi sembra di aver scritto da nessuna parte che l’operatività da me descritta fosse a basso rischio anzi, mi sembra di aver proprio specificato che si tratta di operazioni che presuppongono un’ alta conoscenza del prodotto considerato il rischio presente. Ho anche specificato che gli Etf, Etc ed Etn devono essere considerati alla stregua di azioni con tutti i rischi annessi.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Buonasera Salvatore,

        non volevo trattare l’argomento del trading “contro di lei”. Volevo solo ricordare che la statistica inchioda il TRADING al ruolo di affascinante distruttore seriale di ricchezza. Chi non vorrebbe diventare ricco (o più umilmente anche “arrotondare”) con due click al giorno? 😀

        Purtroppo da tanti anni, soprattutto da quando è possibile inserire ordini di compravendita con un click del mouse o un tap su smartphone, le persone scambiano la facilità di fare click con la facilità di potersi arricchire (o arrotondare) TRADANDO. La realtà dei fatti presenta purtroppo numeri disastrosi.

        Ciò che invece funziona (con basi statistiche noiose ma estremamente concrete/efficaci) sono i princìpi dell’INVESTIMENTO applicati ad una logica di pianificazione finanziaria:

        1)porzionare le risorse finanziarie
        2)Investirle diversificando I RISCHI (vero motore dei rendimenti) nei diversi orizzonti temporali
        3)rispettare gli orizzonti temporali

        In Italia il livello di educazione finanziaria è tra i più bassi del mondo sviluppato e quindi c’è molta (lecita) difficoltà a comprendere come funzionano davvero gli Investimenti, tantopiù che questi operano secondo schemi CONTROINTUITIVI.

        Tutti cercano e parlano spasmodicamente di RENDIMENTI quando questi sono il mero prodotto di RISCHI (volatilità), TEMPO (e pianificazione finanziaria) 😀

        Forse stiamo iniziando ad uscire dal medioevo finanziario: il Governo con un ritardo di almeno 60 anni sta prendendo coscienza dell’analfabetismo finanziario da terzo mondo ed inizia a parlare di OBIETTIVI DI VITA (ovvero la base della consulenza finanziaria, il cui fine NON SONO I RENDIMENTI 😀 ) http://www.quellocheconta.gov.it/it/

        Lo ripeto: IL FINE ULTIMO DELLA CONSULENZA FINANZIARIA NON SONO I RENDIMENTI 😀

        I rendimenti sono UN MEZZO.

        Consulenza finanziaria significa individuare gli obiettivi di vita di una famiglia, allocare le risorse ed assumersi i rischi necessari al fine di raggiungere gli obiettivi per tempo (evitando che imprevisti possano nel frattempo minare la stabilità finanziaria della famiglia).

        Detto tutto ciò, lei oggi non mi può uscire con una bomba antieducazione finanziaria del tipo: “la consulenza finanziaria oggi non RENDE, se cercate RENDIMENTI bisogna tradare” 😀

        Semmai il trading può andare bene, dopo che i vari rischi finanziari sono assicurati e disinnescati, la liquidità familiare garantita, i patrimonio allocato per obiettivi temporali/rischio coerenti e crescenti.

        https://drive.google.com/open?id=1JqAMiUARYQgKph5DByPYi89yVsvSCxqw

        A quel punto sì, una piccola parte del patrimonio può essere giocata nel trading. Fare trading può essere divertente e può anche dare soddisfazioni, e lei ne ha anche correttamente indicato i rischi.

        Ma non può assolutamente essere presentato come alternativa alla consulenza finanziaria 😀

  3. Marcello ha detto:

    Ciao Lorenzo e complimenti per il blog, il tuo esperimento che è stato fatto con una somma bassa è illuminante per far capire a tutti che non bisogna fidarci di quanto scrive Moneyfarm sui guadagni presunti e futuri.
    Che poi ci siano delle variabili va bene ma quanto fanno gola quelle previsioni a 5 anni per non dire di quelle a 10 anni.
    Mi sono letto tutti gli articoli di tutti gli anni ed i centinaia e centinaia di commenti e mi sono fatto l’idea che Moneyfarm sia un servizio non adatto all’investitore pauroso.
    Costa poco e rende pochissimo, per chi si fa impressionare da un – 3% è bene investirci una minima parte dei propri risparmi per virare su cose più sicure come i conti deposito. C’è solo da accontentarsi, sono finiti i bei tempi con alcuni conti al 4,5%.
    Saluti

  4. Salvatore Esposito ha detto:

    Buongiorno Lorenzo, mi chiamo Salvatore, ho 41 anni ed opero in ETF in maniera indipendente da alcuni mesi. Premesso che sono un appassionato di mercati da oltre 20 anni, da quando ho scoperto gli ETF e gli ETC a leva sulle Commodities mi sono specializzato in questi prodotti e non li ho più lasciati. Vorrei descrivere la mia esperienza, se me lo consenti. Senza dubbio investire in ETF, ETC ed ETN è molto più conveniente in termini di rischio rispetto ad un’entrata nel mercato su singole azioni o obbligazioni. Tuttavia occorre precisare una cosa: gli ETF, ETC ed ETN, qualsiasi sia il prodotto sottostante funzionano come le azioni a tutti gli effetti. Pertanto, se non si vuole attendere i canonici otto anni del ciclo di borsa (5 toro e 3 orso) per poter veder concretizzarsi un reale guadagno, la sola cosa che si può fare nel medio termine (1-3 anni) è il Trading. Io faccio trading su ETF Azionario, ETC Materie prime ed ETN strutturati con un orizzonte temporale di 1 – 2 mesi e solo così riesco ad avere un guadagno OTTIMO! Non ultimo l’ingresso su ETC legati al ribasso del petrolio che mi hanno dato “grandissima” soddisfazione. Pertanto, se cercate il rendimento del 4% all’anno da un servizio di consulenza finanziaria posso dirvi che, in questa fase storica, non troverete niente. Occorre fare trading con tutto il rischio che poi ne deriva. Auguri a tutti.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Grazie Salvatore del tuo contributo.

    • Richard ha detto:

      Ciao Salvatore,

      il tuo è un discorso chiaro e condivisibile, non credo tutti si aspettino un rendimento del 4% annuo ma di incrementare il capitale poco a poco nel tempo quello si, purtroppo come hai giustamente sottolineato ci troviamo in una fase storica particolare e con i tassi estrememente bassi è difficile trovare una formula di compromesso… fare trading come fai tu è sicuramente una soluzione ma presuppone un certo grado di competenza e, soprattutto, un costante aggionamento sull‘andamento dei mercati che richiede tempo.
      Affidarsi ad un consulente finanziario rende di certo tutto molto più facile però avrei preferito essere informato in modo più accurato circa le tempistiche che un investimento può richiedere, preventivare 4/5 anni e scoprire poi di doverne aspettare il doppio per avere un ritorno non era nei miei piani, le cose uno dovrebbe saperle prima per poter decidere al meglio.
      Nella profilatura che mi hanno fatto si poneva molto l’accento sul grado di rischio che uno è disposto ad accollarsi molto meno invece sull’aspetto temporale, ero preparato ad andare in perdita e difatti è successo in un paio di occasioni in misura anche molto significativa (-8%) molto meno a dover raddoppiare la durata dell’investimento prevista.

      • Salvatore ha detto:

        Buongiorno Richard. Il problema della consulenza finanziaria, sia indipendente che fatta da un promotore finanziario tramite una banca o SIM, è che deve pensare a masse molto alte e difficili da spostare in brevissimo tempo. Purtroppo nessun consulente o gestore riuscirà mai a garantirti un ritorno medio del 4/5% annuo riducendo anche al massimo il rischio. E’ impossibile e fuori da ogni natura di investimento. Quando qualcuno mi chiede come investire i propri soldi io faccio una sola domanda: quanti anni hai?. Se una persona ha meno di 50 anni io consiglio di investire SOLO in ETF azionari Statunitensi e di DIMENTICARLI per un periodo non inferiore a 10 anni. Se la persona ha piu’ di 50 anni e meno di 60 consiglio di acquistare 50% BTP a 10 anni e 50% ETF Azionari statunitensi fino al raggiungimento dei 65 anni. Se ha più di 65 anni consiglio di STARE LONTANO DAI MERCATI FINANZIARI ed acquistare un immobile e metterlo a reddito. Statistiche alla mano i mercati azionari STATUNITENSI in un orizzonte temporale di 10 anni hanno sempre registrato crescita, SEMPRE, e questo perché saranno SEMPRE i mercati finanziari più liquidi al mondo e i più scambiati. Ecco perché l’età di un potenziale investitore è la sola cosa che conta per me.

        • Richard ha detto:

          Ciao Salvatore,

          grazie per la risposta, mi trovo d’accordo su quanto hai affermato, se leggi il mio post del 24 novembre sono più o meno le stesse conclusioni a cui sono arrivato io. Ti dico di più la discriminante dell’età dell’investitore per valutare la tipologia di investimento mi sembra un discorso molto valido.

    • Lorenzo ha detto:

      Ciao a tutti, circa 1 anno fa ho postato un commento al riguardo, affermando non solo che Moneyfarm non rende nulla, ma che in queste fasi (fasi di durata pluriennale, mica di qualche mese), i consulenti finanziari dovrebbero essere onesti e dire ai risparmiatori di NON investire. Mi hanno spiegato che sbagliavo, ma mi pare che alla fine siamo arrivati un po’ tutti alle mie stesse conclusioni. Segnalo che in questi 12 mesi ho avuto la fortuna di guadagnare discretamente con Amazon, ma adesso sembrerebbe esaurito anche quel filone.
      In queste settimane, però, i media hanno fatto a gara a spaventare la gente con bail-in, patrimoniali ecc. che andrebbero a colpire sostanzialmente la liquidità nei conti correnti. Probabilmente in quest’ottica depositare le palanche in Moneyfarm, a solo scopo protettivo, potrebbe avere un senso.
      Ciao a tutti

      • Richard ha detto:

        Ciao Lorenzo,

        io ho trovato questo blog da poco e ho cominciato ad intervenire giusto per scambiare opinioni e confrontarmi. Un consulente finanziario non verrà mai a dirti di non investire in quanto è il loro mestiere e vivono di quello però mi trovo abbastanza d’accordo con te siamo di fronte ad un rialzo di durata pluriennale (che sembra se non in fase di esaurimeto almeno in graduale rallentamento) e un ciclo economico viziato da tassi bassi. Le obbligazioni non rendono niente (anzi quelle che ho in portafoglio sono tutte negative) e gli scarni risultati che ho ottenuto si reggono (reggevano) sulle azioni in portafoglio. Dico scarni perchè ad oggi (4 anni) avrei ottenuto le stesse cifre con un conto deposito (e forse qualcosa di più). Ha ragione chi ha suggerito di fare trading su 1-2 mesi sfruttando rialzi e ribassi, l’alternativa è di rimanere bloccati chissà quanto aspettando tempi migliori, sono già andato in rosso nel 2015 e nel 2016 e non vorrei ritrovarmi nuovamente negativo con l’anno a venire… se le attuali condizioni di mercato non sono favorevoli e non sto parlando di uno o due anni ma di un tempo che sta diventando indeterminato allora meglio stare fuori. Non sto dando la colpa al gestore che non può fare miracoli però stando così la situazione bisogna trarre delle conclusioni.

  5. Carlo ha detto:

    Dopo essermi letto tutti gli articoli sul tuo investimento con Moneyfarm posso affermare senza la paura di essere smentito che è stato fallimentare.
    Anche un conto deposito avrebbe reso in prospettiva molto di più se pensi a quel meno 10% che hai raggiunto, insomma un disastro!
    Alla fine conviene veramente metterli sotto il materasso i nostro poveri soldi

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Carlo,
      al netto dei risultati ottenuti, al momento, non posso che condividere il tuo giudizio.
      Moneyfarm è parte di una galassia di prodotti per investire, anche un conto deposito se non ami il rischio può essene uno così come tenerli sotto il materasso.
      Ripeto che le somme le tirerò al termine dell’orizzoonte temporale di 5 anni che mi sono dato…

      • Antoine (Antonio di Pisa) ha detto:

        Ciao Lorenzo :-), come detto per email problema risolto per la visualizzazione del blog e dei commenti. Ma probabilmente era un falso problema.
        Fammi capire, sei a -10% in questo momento?
        Io sono quasi a -3% oggi, ma con la decisione di Bruxelles sulla manovra e l’apertura a Wall Street in picchiata c’è da aspettarsi ben peggio e chissà i prossimi giorni.
        Ma mi pare di ricordare che tu hai investito 5.000 €, io molto di più…
        L’ho già scritto ma lo ripeto, non aspettavo di arrivare vicino alla parità per poter dismettere l’investimento disgraziato come mai, e invece ogni volta che c’è un minimo recupero arriva sempre puntuale una crisi o un crollo in Borsa che mi riporta nella m…a.
        Ho sbagliato fin dall’inizio a creare un unico portafoglio, magari creando anche dei piccoli pacchetti con livelli diversificati di rischio, ma certamente dovevano essere loro di moneyfarm a consigliarmi in questo senso. E invece nulla.
        Vedo anche che ora c’è un’offerta per il “black friday”, addirittura come un amazon qualsiasi…ecco qua:
        “Investi con Moneyfarm entro il 26 novembre 2018 e ricevi fino a un anno di investimento completamente gratuito*.
        Ecco i dettagli dell’offerta:

        1 anno gratis se investi più di 50.000 euro
        8 mesi gratis se investi tra i 20.000 euro e i 50.000 euro
        4 mesi gratis se investi meno di 20.000 euro
        Nel calcolo del capitale investito che dà diritto all’offerta verranno inclusi tutti i versamenti eseguiti fino al 31 gennaio 2019.”

        No comment ulteriori…

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Ciao Antoine,
          l’ultima rilevazione del primo novembre mi vedeva in negativo dello 0,78% mentre ad oggi, 21 novembre 2018, registro una performance negativa dell’1,02%.
          Il mio investimento è molto limitato, pur non essendo felice della situazione l’importo impegnato non mi costringe ad una forte preoccupazione vissuta da alcuni utenti che hanno un’esposizione molto superiore alla mia.

          • Antoine ha detto:

            Altro che se sono preoccupato come credo purtroppo per loro anche altri miei “colleghi”…non posso pensare certo di essere l’unico in questa situazione, ma certo quello che discrimina è la forza del capitale investito.
            Se hai 5000 di portafolglio è chiaro che se anche andassi sotto del 10%, enormità, sarebbero sempre e solo 500 € di perdita, che certo ti fa dormire la notte comunque abbastanza tranquillo. Diverso il mio caso e credo quello di molti altri, per cui come detto la situazione è tragica e non si trova e evidentemente non si troverà mai il punto di svolta e nemmeno quello per cui poter dismettere con perdite limitate.
            Tanto ormai il refrain è quello: ingresso sbagliato=recupero impossibile. A saperlo…
            Sono più di 3 anni e mezzo che sono dentro, dal 9 giugno 2015.

        • Richard ha detto:

          Ciao Antonio,

          se ti può consolare io ho fatto 3 diversi portafogli con differenti gradi di rischio ma i risultati (dopo 4 anni) non sono entusiasmanti, uno è in attivo, uno attivo ma di poco e l’ultimo passivo… a livello generale sto ottenendo i risultati che avrei ottenuto con un conto deposito, per ora mi salvo perchè uno dei tre portafogli ha beneficiato (in parte) della corsa dei mercati azionari ma se anche questa viene meno la vedo nera.

      • Richard ha detto:

        Ciao Lorenzo e complimenti per il blog,

        trovo sempre utile un confronto e a fronte di opinioni diverse adeguatamente supportate sono sempre pronto a rivedere le mie posizioni.
        Io e te abbiamo aperto i nostri portafogli più o meno nello stesso periodo e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi dei ribilanciamenti, io facevo molto affidamento (forse esagerando) su questa gestione attiva dei portafogli ed è stato uno dei motivi che mi ha spinto ad investistire con Moneyfarm adesso non ti nascondo che sono deluso.

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Ciao Richard,
          la delusione è condivisa anche se rispetto all’azionario non mi posso lamentare…. 🙁
          Per quel che concerne i ribilanciamenti ho sempre dato fiducia a Moneyfarm, lo scopo del servizio era proprio quello di affidarsi a chi avesse le giuste competenze per modificare in corsa il portafoglio degli ETF…

    • Richard ha detto:

      Non saprei, forse conviene tenerli davvero su un conto corrente aspettare un mercato orso ed entrare solo in quelle occasioni in borsa e solo con una parte del patrimonio, mi chiedo poi a cosa serva diversificare se tanto tutto ruota intorno agli USA e a wall street… mi spiego se crolla la borsa americana tutte le altre la seguono allora tanto vale investire solo a Wall Street e nel Nasdaq aspettando magari una correzione importante su questi mercati dell’ordine di un 20% (cosa che sta avvenendo) per entrare.
      Quello che posso vedere è che dopo 4 anni di Moneyfarm, i vari ribilanciamente e diversificando su molteplici assets ho ottenuto gli stessi risultati che avrei ottenuto con un conto deposito (andando anche in negativo per un certo periodo ma questo è accettabile). Quattro anni mi sembrano un periodo di tempo considerevole ed era più o meno l’orizzonte temporale che intendevo dare al mio investimento, dover riconsiderare la durata non era nella mie aspettative.
      Ad oggi non mi sento certo di consigliare ad un mio amico di investire con questa formula e, anche a fronte di sconti sulle commissioni di gestione, non sono certo motivato ad apportare nuova liquidità.
      Non ho eseguito l’ultimo ribilanciamento consigliato in quanto tutti gli obbligazionari in portafoglio sono negativi e le performances si reggono (o meglio si reggevano) solo sugli azionari… capisco la logica di ridurre il rischio ma vendere azioni adesso, pagare plusvalenze e dover ricomprare poi a prezzi magari più elevati pagando nuove commissioni non mi convince…
      Se l’investimento azionario nel lungo termine paga sempre allora preferisco restare sulle posizioni ed accettare gli eventuali rischi. Le tempistiche di questi ribilanciamenti mi lasciano sempre un pò perplesso.
      Se vado a vedere l’andamento del Dow Jones quando ho aperto il mio primo portafoglio Moneyfarm nel 2014 valeva 16.960 punti adesso (anche dopo le recenti correzioni) ne vale 24.280… investendo solo una piccola parte del mio portafoglio in un ETF che replica lo S&P 500 e lasciando tutto il resto sul conto corrente avrei ottenuto delle grosse soddisfazioni.
      Mi chiedo cosa ne pensiate di questo tipo di ragionamento e se sia o meno valido, in pratica mi sto chiedendo se non sia meglio un fai da te puntando solo sulla borsa americana, abbiamo visto che gli americani sono i primi ad uscire dalle recessioni , la FED detta legge sui mercati di tutto il mondo e la stessa Cina è la più penalizzata dalla guerra commerciale.
      Si sceglie un ETF che replica lo S&P 500 e si investe solo una parte del proprio patrimonio eventualmente entrando ancora a fronte di correzioni importanti, in una logica di lungo termine e lasciando il resto dei soldi o in conto deposito o vincolati in obbligazioni a breve termine.

  6. Marco ha detto:

    Salve Lorenzo,
    Innanzitutto Complimenti per il tuo blog e seguo le tue vicende su moneyfarm da diverso tempo.Ribilanciamenti e timing di acquisto degli etf mi lasciano davvero perplesso .. essere poi in negativo dopo tutti questi anni senza neppure aver avuto una cedola .. avresti guadagnato di più comprando un etf obbligazionario titoli stato euro lunga sacdenza e lasciato lì .. mahh.
    Inoltre mi chiedo che senso ha comprare etf obbligazionari a brevissima scadenza titoli gov 1-3 anni e quello a tasso variabile che hanno uno scostamento se ti va bene dello 0,% .
    Nel passato mi era parso interessante il servizio dalla pubblicità .. ora sono fiero di seguire personalmente i miei investimenti guardando grafici e basta.
    Saluti
    Marco

    • Richard ha detto:

      Ciao Marco,
      devo dire che le tue perplessità sono anche le mie, pagare un servizio di consulenza a fronte di risultati mediocri non è proprio il massimo e se la risposta è quella di lasciare i soldi vincolati a lungo termine confidando in una ripresa dei corsi allora meglio un fai da te.

  7. Fabio ha detto:

    Salve, vorrei aprire un portafoglio Moneyfarm con 5.000€ di investimento iniziale + 100€ mensili.

    1) Sono indeciso tra un P4 e un P5. Voi cosa consiglereste?

    2) Secondo voi è un buon momento per aprire un portafoglio? Meglio rimandare? O non cambia niente?

    Grazie!

    • Antoine ha detto:

      Ti volessi male ti direi vanno bene entrambi, mal comune mezzo gaudio…
      Ma siccome ho un pochino di sensibilità e rispetto per le persone ti dico: lassa perde e non ci pensà nemmeno…

  8. Luca Zaffaroni ha detto:

    Buongiorno a tutti,

    volevo condividere con voi qualche riga (anche se alla fine ne ho scritte una decina di migliaia 😀 procedete a vostro rischio e pericolo: è un post lungo!!) per aiutarvi ad inquadrare “il problema”.

    Se riuscite a farlo (mi rendo conto che sia difficile), avete svoltato. Se non riuscite/non volete, siete destinati ad impazzire… per sempre 😀 Avete presente il dito e la luna? Se continuiamo a guardare il dito e non la luna non ce la faremo mai 🙂

    Iniziamo

    Oggi per investire è INDISPENSABILE riuscire a capire, far proprie e METTERE IN ATTO diversi concetti (prima bisogna riuscire ad abbandonare le regole del “vecchio mondo”, cosa molto difficile).

    Riuscire a far compiere questo percorso mentale ai propri clienti e far COMPIERE LE SUCCESSIVE AZIONI FINANZIARIE CORRETTE anno dopo anno, per decenni. Nonostante Trump, nonostante i dazi, nonostante le pensioni a 65 anni (come in tutto il mondo già da tanti anni) nonostante le borse, nonostante i tassi, nonostante qualsiasi cosa accada o scrivano i giornali… questo è il lavoro di un consulente finanziario.

    Moneyfarm è un GESTORE (che secondo me sa anche il fatto suo). Come ce ne sono almeno 638 sul mercato. https://drive.google.com/open?id=1ImbwGUZvUJ5aHZu8o_yaOow2Dmi9bxTn

    Gestore che ad oggi cerca di fare il consulente finanziario online. A Moneyfarm contesto il fatto che si pubblicizzi online parlando dei rendimenti ottenuti.

    E’ il primissimo, gravissimo, errore concettuale che nessun consulente finanziario deve commettere, PARLARE DI RENDIMENTI. Capisco che è marketing e ci sta, ma si parte proprio con tutti e due i piedi sbagliati. Credo sia un grave errore “cercare di andare dietro al paziente”. Soprattutto in Italia, attirare clienti parlando di rendimenti, proprio ora che “i tassi del vecchio mondo” non esistono più… si rischia di salire su una “giostra frustrante”.

    Il mondo sviluppato ha corso molto, è cresciuto a suon di DEBITO, è maturato, è invecchiato. Questo è vero in particolar modo in Europa ed ancora di più in ITALIA, uno dei Paesi Sviluppati al mondo con la peggiore gestione finanziaria pubblica (che è poi la causa indiretta di una disastrosa educazione finanziaria privata). Abbiamo un ENORME problema di DEBITO PUBBLICO, ormai lo sanno anche i muri.

    Ciò che sfugge ai più è che dall’altra parte c’è un Paese con milioni di CREDITORI PRIVATI di quasi tutte le età e generazioni che sono stati i beneficiari di 40 anni di tassi di interesse alti.

    Creditori oggi orfani/nostalgici di 30/40 anni di tassi di interesse facili ed in costante discesa dal 1980 ad oggi. I prezzi delle obbligazioni sono quindi stati in COSTANTE SALITA per 37 anni.

    I grafici salivano e basta mese dopo mese, anno dopo anno….qualsiasi obbligazione o fondo obbligazionario comprassi. Musichetta “Ti piace vincere facile?”.

    Insomma, prima mettevi i soldi e prima ti posizionavi su un grafico dritto verso l’alto, stessa cosa per gli immobili. Giustamente nessuno sapeva il perchè. Era così, punto. Tutto cresceva e si guadagnava al tasso X per il tempo T, garantito, sempre. Per 40 anni.

    Ecco, un simile scenario ha creato degli ENORMI EFFETTI DISTORSIVI della realtà finanziaria nella mente di chi in quel Paese ci viveva. Ed ora questa è la reazione di chi dopo 4 anni si trova sotto dello 0,40% https://drive.google.com/open?id=1HJpV7N0EeytP8tiCi3hIauLmenf_rgb1

    Ma se la ragione è che i mercati sono qui c’è poco da fare in questo momento https://drive.google.com/open?id=1nr6iOt7iE_XwFp08wrQ5GouUDqxnKAKg

    (anzi, qualcosa da fare ci sarebbe)

    Questi 40 anni di “debito pubblico centrico” (tutto sale senza capire il perchè) ci ha portato in una sorta di “medioevo finanziario” . Addirittura i Paesi africani ci hanno superato nella classifica OCSE di educazione finanziaria https://drive.google.com/open?id=1SYaLh1zgd0p07nrx1fPsbxJif1yYAQSn

    D’altronde quando i tassi erano alti… anche un bambino di 4 anni era in grado di “investire” soldi scegliendo il numero (il tasso%) più alto. Gli anni in cui il Paese era giovane, la pensione era retributiva, gli ospedali erano “vuoti” rispetto ad oggi. Fondi pensione? Polizze sanitarie? ma a cosa servivano?? era tutto GARANTITO.

    Oggi, in un mondo completamente diverso, serve qualcuno che ti insegni i comportamenti finanziari corretti, che pianifichi i tuoi obiettivi e ti guidi nelle azioni anno dopo anno. Per non farti morire di fame in pensione, per non far vivere (a te ed alla tua famiglia) anni difficili in futuro.

    Perchè senza la “magia” dei tassi di interesse sempre in discesa, questo mondo si rivela ALTAMENTE CONTROINTUITIVO.

    Purtroppo l’unico modo che un investitore ha per “salvarsi” è abbandonare le vecchie convinzioni del prodotto CONVENIENTE e del tasso %, del “guadagno come linea retta” per cercare di capire come funziona questo mondo.

    Se non lo fa, va incontro ad un’esperienza MOLTO frustrante.

    Se poi considerate che qui di mezzo ci sono I SOLDI ( uno dei due argomenti che fa sbarellare il cervello degli esseri umani, l’altro è la salute), è molto difficile “rimanere in sella” da soli. Serve qualcuno che ti segua.

    La verità è che i mercati restituiscono i rendimenti naturalmente NEL TEMPO, mentre i naturali comportamenti sbagliati/irrazionali (dettati da emozioni come paura, avidità, rimpianto, incertezza, rimorso) degli investitori impediscono a quest’ultimi di beneficiarne. Questa è la regola di base.

    L’anno scorso Richard Thaler ci ha vinto un premio Nobel all’Economia.

    “Entro adesso, dopo, aspetto, secondo me è meglio prima, ecco lo sapevo che dovevo aspettare, secondo me il ribilanciamento sì, secondo me no, secondo voi? ecc ecc”

    Tutto inutile.

    La discriminante è il TEMPO, non il timing. Perchè azzeccare il timing non è possibile.

    Meglio concentrare le proprie energie nella PIANIFICAZIONE delle proprie risorse finanziarie, individuando gli obiettivi di vita e lasciare che i mercati (con i dividendi delle aziende e gli interessi di aziende/governi sani) attraverso i Gestori nel tempo restituiscano i ritorni.

    Se cercate di prevedere/anticipare…sbaglierete 😀 I mercati finanziari non sono prevedibili, sono volatili per natura, e possono rimanere negativi anche per molti anni. Se vi fosse capitato di investire nel 2007 che si faceva? Se il 2020 è un 2008 che si fa? https://drive.google.com/open?id=1TS0C4KrGvpiv_dGn68I4OW9BoPpjJ5sZ

    Certo, sarebbe stato bello entrare dopo il 2009… ma anche ad entrare nel momento “sbagliato” (2007) oggi avremmo i nostri soldi remunerati ad un bel tasso %. Basta aspettare 🙂

    TEMPO, ORIZZONTI TEMPORALI.

    Ma da rispettare per davvero, non solo a parole. Per dimagrire non basta dire “da lunedì dieta”. Bisogna farlo per davvero. Non si può dire ORIZZONTE TEMPORALE, “eh ma dopo 3 anni ero solo a +2%, adesso con ottobre sono sotto dell’1%… che roba è”

    Vi lascio qualche link per digerire meglio i concetti

    https://drive.google.com/open?id=1LkniYwUeilJfEdY_0fUKpm0uH7EzPx9W

    Qui si ragiona sul motore mondiale della crescita, ovvero Wall Street. Si investe per i PROFITTI delle aziende, “non per le curve che salgono” …perchè salgono? 😀

    https://drive.google.com/open?id=1HwIF6xohmnLfm4VeaAuAdZINOtgvaDx8

    Detto ciò, domani magari gli USA tramontano dopo 100 anni ed inizia il “secolo della Cina”, o forse è già iniziato. Ma il mondo cresce sempre, è questo il concetto. https://drive.google.com/open?id=1Vo7XFW6HPktbwt5PZYEVVMunHusGyI47

    E se alla vostra nascita avessero messo 1.000 USD sull’SP500? https://us.spindices.com/indexology/djia-and-sp-500/birthday-calculator?fbclid=IwAR0Ns47jKfdeX6lYkjcgAgH-8RRY3Xyek_8SwScj7gIzRK7jjvgR8wdQy4E

    E se dalla vostra nascita avessero messo il controvalore di un caffè ed un giornale su un portafoglio bilanciato? https://giornalecaffe.it/gioco/

    E se domani perdete l’autosufficienza? (questo concetto è relativamente nuovo anche per me) https://drive.google.com/open?id=1qdgM2YWMIay_4I4_tiCRqZ3dI0ct67Ed

    Ci vi sta dietro per 10 anni? lo Stato? la pensione? i vostri figli? con quali soldi?

    E la pensione? https://drive.google.com/open?id=1mXw0yG590-FnHZYLOrz2xpLyE3Cyo0BT Il fondo pensione non è altro che accumulo di denaro su un mercato finanziario (sempre meglio globale), come l’esempio di Ken Fisher di prima. Solo che essendo un fondo pensione, lo Stato ci aggiunge uno sconto fiscale!

    A proposito di pensioni (e Schemi Ponzi).

    Nel 1969 (a seguito delle tensioni sociali) è stata introdotta la legge Brodolini, che ha trasformato il nostro sistema previdenziale in un enorme Schema Ponzi intergenerazionale. (pensate che prima del 1969 si andava in pensione con il contributivo a 63 anni!!!!)

    Nel 1969 il nostro sistema previdenziale si trasforma infatti in un Sistema a RIPARTIZIONE, basato su un patto generazionale dove i contributi che un lavoratore versa ogni mese vanno direttamente, LO STESSO MESE…sul cc del pensionato!

    E se il Paese invecchia e ha più pensionati che lavoratori…. CHI PAGA LE PENSIONI??? NESSUNO! è un enorme schema Ponzi. Che presuppone un Paese che cresce sempre (economicamente e demograficamente)… MA DOVE?!?!?!?! https://drive.google.com/open?id=1RxEwHW3TUbDIfQhVUblRve3hDaHIw87u

    A 20 anni di vita basterebbero 100 euro al mese su azionario GLOBALE per 40 anni di lavoro… e nessuno avrebbe il problema della pensione.

    Quindi capite in tutto questo che +1% -0,3% Trump, P1-P3, ribilanciamento sì/no, aspetto, entro/esco, io lo sapevo, sono prudente, sono conservativo eh ma dopo 3 anni così poco ecc ecc…. capite che è tutto tempo perso? sono tutte “DITA”, sono tutte un “di cui”…

    …mentre la Luna è da tutt’altra parte!!!!

    • Richard ha detto:

      Salve Luca e complimenti per i tuoi interventi che sono sempre molto piacevoli ed istruttivi oltre che condivisibili.

      In effetti hai colto il centro del problema che ormai sembra essere la discriminante tempo. Aspetto pubblicitario a parte (che ho già criticato nel mio post precedente) vorrei ricordare che Moneyfarm chiede a tutti i nuovi investitori di rispondere ad un questionario per capire giustamente che tipo di investitore ha di fronte, successivamente era possibile creare dei portafogli indicando orizzonte temporale e livello di rischio,; quando ho creato i miei portafogli ero io scegliere l’orizzonte temporale e facendo delle simulazioni non riuscivo mai ad accedere al portafoglio meno rischioso in quanto considerato non adeguato al mio profilo di rischio. Adesso vedo che hanno corretto il tiro e indicato tre precise scadenze temporali: breve termine (1-2 anni) – Medio Termine (3-6 anni) – Lungo termine (7 o più anni) e con scadenze a breve termine e/o basso profilo di rischio si viene indirizzati subito ai portafogli meno rischiosi. Nelle mie intezioni originarie era destinare una parte dei risparmi in attività più rischiose allungando la durata temporale, un’altra parte a medio termine e parcheggiare tutto il resto nel portafoglio meno rischioso, non essendo mai riuscito ad accedere a quest’ultimo ho evitato di farlo. Lo so probabilmente contattando un gestore sarebbe stato possibile ma vedo che adesso la creazione online dei portafogli è decisamente migliorata: il cliente è più consapevole di avere di fronte 3 diversi orizzonti temporali e accede liberamente ai portafogli meno rischiosi che sono, a mio avviso, i soli indicati per chi vuole tenere basso il profilo di rischio e/o la durata.

      La mia sensazione è che alcune persone che hanno investito in Moneyfarm (specie nel momento sbagliato) non abbiano percepito appieno e/o non siano state sufficientemente informate circa gli orizzonti temporali che un investimento può richiedere e la piattaforma per la creazione dei portafogli induceva, erroneamente, a ritenere che fosse possibile stabilire una durata dell’investimento a piacere a prescindere dalla tipologia, di qui le lamentele di alcuni clienti che si sono fatti aspettative diverse.

      Per il resto sono ancora abbastanza fiducioso nella gestione Moneyfarm, diversamente non avrei continuato ad investire soldi nei loro portafogli e avrei potuto uscire quando ero ampiamente in attivo proprio nella consapevolezza che non esistono alternative facili e scontate; avrei gradito però una maggiore chiarezza circa gli orizzonti temporali.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Richard, ti ringrazio per gli apprezzamenti, fa sempre molto piacere 🙂

        Hai detto bene: anche io mi ricordo del grafico interattivo di Moneyfarm dove impostavi durata e rischio e ti veniva restituito il rendimento atteso.

        Quel grafico è costruito su serie storiche DEL PASSATO: se lasciato “nelle mani” di un cliente non avvezzo a questo mondo, si possono facilmente generare illusioni/distorsioni e di conseguenza si rischia di vivere esperienze di investimento molto frustranti.

        Pensa che ogni tanto durante i primi incontri con nuovi investitori mi viene detto: “Senta ma mi viene un dubbio…. : vuole davvero che investiamo con lei? No perchè se va avanti così mi fa passare la voglia!” 😀

        Cosa vuole che le racconti? che durante il viaggio Lisbona-New York ci sarà sempre il sole, che non vedremo mai una nuvola e che il mare sarà sempre una tavola?

        Questo per dire quanto è cruciale preparare l’investitore al contesto di mercato e a quello che può succedere davvero….altrimenti alla prima onda alta scatta il panico ed il viaggio è finito ancora prima di iniziare.

        Per quanto riguarda i portafogli a basso rischio, ora come ora tali portafogli hanno (mia personale e fallibile opinione) poco senso di esistere. Possono avere una logica se utilizzati strategicamente in una struttura di portafoglio più ampia, dove ci sono altre porzioni più rischiose.

        Il problema del portafoglio a basso rischio nel 2018 è che in europa i tassi sono negativi e che le obbligazioni governative pagano molto poco a fronte di una volatilità che è comunque INEVITABILE.

        Quindi c’è il rischio che se tutto va bene, dopo qualche anno ti ritrovi i tuoi soldi. Nel frattempo però se succede qualcosa, un giro a -3% lo fai senza batter ciglio.

        Ma ovviamente questo non è un problema legato a Moneyfarm: è sempre “colpa” del contesto di mercato Europeo caratterizzato tutt’ora da tassi di interesse negativi.

        Moneyfarm è secondo me ad oggi un valido gestore di portafogli. I due rischi del servizio rimangono la concentrazione del rischio gestore e l’efficace gestione emotiva del cliente in caso di shock/nuovo “2008”.

  9. mirko ha detto:

    notizie dal pianeta Moneyfarm? io ho azzerato i guadagni in un battito di ciglia (una settimana di wallstreet ha avuto questo potere)

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Periodo nero su tutti i fronti, al momento sono a -0,83%

      • Richard ha detto:

        La notizie sono che adesso Moneyfarm propone dei ribilanciamenti vendendo parte delle quote azionarie per comprare bond riducendo il livello di rischio. Sono fortemente tentato di non eseguire questo ribilanciamento. I rendimenti dei miei tre portafogli (dopo 4 anni) sono adesso +7,7% il P5, +1,9% il P4, -3,4% il P3

  10. Richard ha detto:

    Salve a tutti,

    sono anche io cliente Moneyfarm dal 2014-2015, ho creato 3 tipologie di portafoglio un P3, un P4 e un P5 per avere una diversificazione del rischio ed ho aggiunto periodicamente nuovi fondi su tutti i portafogli.
    Il P5 che ho aperto nel 2014 è ad oggi positivo di circa il 10% lordo (ma già domani vedrò questa performance ridursi ulteriormente), il P4 aperto nel 2015 vale un +3,8% lordo e il P3 aperto sempre nel 2015 è negativo di quasi un 2%, praticamente l’ho visto positivo solo raramente.
    Le performance, fino ad oggi, si reggono solo sugli azionari in quanto tutti gli obligazionari sono ormai perennemente negativi, se anche queste vengono meno, e veniamo da un lungo ciclo di rialzi delle borse, la vedo veramente grigia.
    Confidavo molto nei ribilanciamenti dei portafogli ma, almeno in un paio di occasioni, si sono rivelati davvero controproducenti: il primo è stato quando la Cina ha dato le prime avvisaglie di rallentamento; i listini di tutto il Mondo sono scesi e Moneyfarm si era detta convinta che si trattava solo un rallentamento momentaneo salvo poi far vendere quote azionarie giusto prima della ripresa dei corsi, nell’altro caso è stato consigliato un ETF in dollari e anche questo disinvestito (ampiamente in negativo) giusto un attimo prima che il dollaro cominciasse la sue corsa…
    Non so, non mi reputo di certo un esperto ma nemmeno un totale sprovveduto in materia di investimenti, certo il timing è di ingresso è essenziale ma mi sembra che alla fine uno è costretto, volente o meno, a dover ragionare sempre in termini di decenni, e se poi alla fine di 10 anni un investimento si è rivelato mediocre come si recuperano 10 anni?
    Con Moneyfarm penso di essere ormai giunto al giro di boa ma, se all’inizio mi sembrava una formula interessante adesso sono fortemente perplesso anche a fronte della pubblicità dove vengono derisi i conti deposito e prospettate perfomance annuali che molto difficilmente verranno raggiunte da chi non ha investito con loro nel lontano 2012 cogliendo il timing perfetto salvo poi mettere le mani avanti nei prospetti dicendo che le performance passate non sono garanzie di rendimenti futuri e che, data la mutata situazione finaziaria, dobbiamo aspettarci più volatilità e rendimenti ridotti…
    Non so cosa pensare dei portafogli più conservativi e meno rischiosi il P1 e P2 che dubito possano dare grosse soddisfazioni, insomma il gioco vale la candela solo accollandosi il rischio dei portafogli infarciti di azioni che vengono da una lunga performance positiva dei mercati che dura dal lontano 2012… gli emergenti hanno finito la corsa da tempo, se anche gli altri mercati li seguono nel giro di poco, davvero poco a ritmi di meno 2-3%, vanterò un saldo generale negativo dopo 4-5 anni, non è la prima volta che lo vedo negativo ma mi sembra che questa situazione stia diventanto un deja-vu

  11. Antonio di Pisa ha detto:

    Saluti a tutti e in particolare a Lorenzo, è un pò che non scrivevo e che non leggevo il blog.
    Ma purtroppo il silenzio non era dovuto a disinteresse dovuto a improvviso “benessere”, e invece devo rinnovare il mio perpetuo lamento per come va il mio investimento in moneyfarm dal giugno 2015, cioè male. Adesso sono sotto del 2%, in un investimento piuttosto consistente che chiaramente a questo punto si è rivelato sbagliato col senno di poi. Ma quando ho aperto il conto ero fiducioso per non dire certo di aver fatto la scelta giusta.
    Purtroppo sembra proprio che non ci sia via di uscita che essere in perdita, perlomeno per come stanno le cose ora col portafoglio al 3° livello di rischio, denominato “Dinamico” e con profilo di rischio assegnato “basso”.
    Ingresso sbagliato ok, crisi in successione brexit e tutto il resto idem, ma poi sembrava a un certo punto ci fosse stato un briciolo di luce, e invece niente, siamo ripiombati nel negativo e non se ne esce.
    Un problema ulteriore è che anche nei giorni in cui il mio portafoglio immancabilmente performava, questo ora non accade più.
    Mi riferisco esempio a venerdì scorso quando, dopo il ribasso generalizzato di quei giorni, le borse tutte ma in primis quella di New York hanno ottenuto un discreto rialzo. Ma il mio portafoglio invece è rimasto immutato, flat.
    Di questo ho chiesto spiegazioni a moneyfarm medesima, e dopo un giro di spiegazioni a mio avviso molto deboli, hanno detto che mi facevano sapere se nel mio caso ci sia stato eventualmente un problema di aggiornamento sulla piattaforma web.
    Chiedo agli amici esperti: ma come si fa a controllare che quanto risulta sulla pagina sia effettivamente il controvalore corretto e aggiornato? Bisognerebbe star lì a controllare etf x etf, sempre che uno ne sia capace? Qualcuno me lo sa dire?
    Grazie
    Antonio

    • Antonio ha detto:

      Posso confermarti purtroppo che il controvalore riportato sulle pagine è corretto. Più che l’andamento delle borse è utile controllare l’andamento dei singoli ETF in possesso. Oggi ad esempio, nonostante tutte le borse fossero caute o addirittura negative, gli ETF relativi all’azionariato (paesi sviluppati ed emergenti) ha valore in crescita (circa +1,4%).

    • Michele ha detto:

      Ciao Antonio,
      una possibilità è quella di creare su Yahoo Portfolios (https://it.finance.yahoo.com/portfolios) un portafoglio contenete i tuoi ETF.
      Per recuperare i codici puoi usare Morningstar usando il codice ISIN:
      http://www.morningstar.it/it/
      Purtroppo infatti per aggiungere un titolo (un ETF, un ETC, …) non è possibile usare il codice ISIN (https://it.aiuto.yahoo.com/kb/SLN2340.html).

      Ciao
      Michele

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Antonio,

      puoi registrarti direttamente su http://www.morningstar.it e creare il tuo portafoglio utilizzando ISIN e relativi pesi %

      Per l’altra “questione” magari queste foto possono aiutarti.

      Ho preso un fondo bilanciato 50/50 e la media di categoria per vedere l’andamento a 16 anni. Questo per farti vedere come i mercati finanziari si muovano “tutti insieme”.
      https://drive.google.com/open?id=1bzOaZczWHCoVY6A_kyp-oFoWaoIcL750

      L’ho poi analizzato a 11 anni, dal luglio 2007. Ovvero dal giorno PEGGIORE (con il senno del poi) nel quale entrare sui mercati.

      https://drive.google.com/open?id=1TS0C4KrGvpiv_dGn68I4OW9BoPpjJ5sZ

      Visto oggi, a chiunque sarebbe piaciuto entrare nel marzo 2009 e triplicare i suoi soldi. (Peccato che nel 2009 quando ne parlavo con i clienti…. mi ricordo che nessuno voleva investire, perchè l’SP500 si era dimezzato e tutti avevano PAURA 😉 )

      Eppure anche ad entrare nel momento peggiore degli ultimi 16 anni…. passati 10 anni avremmo viaggiato a quasi il 4% annuo, A PATTO di non vendere sulle pressioni del -30% del 2009 e di non vendere sul “sollievo” del pareggio del 2012.

      Poi, se quei soldi ti servono oggi…è un guaio, sono d’accordo con te. Grave errore in fase di pianificazione finanziaria.

      Ma se non ti servono, NON CI PENSARE.

      A proposito di non pensare ai propri investimenti: sai quali sono gli strumenti che esprimono il miglior rendimento?

      I fondi pensione. E sai perchè?

      Perchè sono soldi CHE NON PUOI TOCCARE fino a quando non vai in pensione 😀 😉

  12. Marco ha detto:

    Aggiungiamo anche che un grande ostacolo è l’asimmetria informativa che ancora c’è fra chi sta dalla parte del povero risparmiatore e chi sta dalla parte di chi da i consigli.
    Vengo al punto: il consulente remunerato dalla mandante fa fatica a mantenere l’imparzialità che sarebbe fondamentale in questo settore, leggasi conflitto d’interessi. Con MF almeno si paga un servizio che in teoria non ha questa grave zavorra. Ma non è sufficiente a mio parere, se invece hai un consulente che paghi direttamente, allora questo è in grado di consigliarti in maniera libera e senza pressioni. Consigliarti un conto deposito oppure un ETF azionario con commissioni bassissime sarà la stessa cosa per lui, fermo restando l’analisi dei bisogni fatta a priori.
    Trovare il professionista giusto è difficile, di certo una persona pagata a parcella offre l’indipendenza, che non è cosa da poco ma ciò non toglie che le persone capaci ed incapaci esistono da tutte le parti. In più fai presto a valutarlo ed eventualmente “a cambiarlo” perché si signori, se i risultati non arrivano, come da tutte le parti bisogna avere il coraggio e la forza di cambiare…

  13. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Andrea,

    provo a risponderti “a ruota libera”

    le percezioni che hai di Moneyfarm sono in larga parte (comprensibilmente) errate.

    Ma il problema non è scegliere Moneyfarm o un fondo comune o una banca o un consulente finanziario.

    Il problema è aver ben presente come funziona QUALSIASI investimento sui mercati finanziari. Il problema è capire a priori che investire non è una scelta, ma una NECESSITA’.

    E’ come dire: non ho ancora capito se comprare una Ford Fiesta o meno: ho letto che fare un incidente in auto può costare la vita, non mi fido.

    Il punto è: stante che disporre di un auto è imprescindibile nella vita di oggi, cominciamo ad imparare a guidarla ed a capire quali sono gli errori da evitare alla guida. Poi in un secondo momento capiremo se per noi sarà meglio una citycar (fiesta, punto o smart) o un bilanciato moderato (Morgan Stanley, Invesco o Schroder) 😀 Ma prima devo capire cos’è un’auto, come funziona e come si guida.

    QUALSIASI investimento può rivelarsi molto sensibile ai movimenti negativi e meno a quelli positivi, a seconda del periodo storico ed a seconda di quello che succederà in futuro (impossibile conoscere il futuro).

    Questo discorso vale per investimenti fatti in case, aziende, ristoranti, prestiti…vale per qualsiasi investimento. Solo che gli investimenti in finanza sono quotati SU UN MERCATO e vedi il loro prezzo certo ogni secondo. Tutti gli altri investimenti non sono quotati, quindi il valore di tali investimenti si ricava

    1)dalla testa di ciascuno di noi: secondo me la mia casa vale tanto
    2)dalla perizia di un tecnico: quel perito è impazzito, la mia casa secondo me vale molto di più.
    Quando poi alla fine ti confronti con il MERCATO, capisci che la tua casa vale davvero il 30% in meno di quello che pensavi tu 😀

    L’andamento del valore di un investimento dipende dal modo in cui si muoveranno i mercati nel breve/medio periodo e da una serie di altri fattori che non sono certi/prevedibili. Investire significa effettuare ogni giorno delle scelte in condizioni di costante incertezza.

    Vediamo sommariamente i principi che regolano il funzionamento delle automobili 😉

    Non si investe “perchè le curve dei mercati fanno su e giù, speriamo che salgano” ma si investe per incassare ogni anno dividendi ed interessi. Con una particolarità temporale che inganna il 90% degli investitori (poichè non esperti):

    -I dividendi e gli interessi hanno un ciclo di maturazione di un ANNO.

    -Le oscillazioni dei prezzi di azioni ed obbligazioni delle aziende avvengono invece ogni SECONDO.

    Ogni SECONDO le curve dei prezzi “fanno su e giù” ma all’occhio umano sfugge il fatto che negli ANNI/LUSTRI/DECENNI salgano per effetto dell’accumulo e reinvestimento degli utili/interessi.

    Per questo viene ripetuto fino alla nausea quanto sia fondamentale rispettare i propri orizzonti temporali. Perchè dopo 1 giorno dall’inizio del proprio investimento l’uomo si focalizza sui movimenti giornalieri della curva e trova molto molto difficile “rilassarsi” e fare quello che bisognerebbe fare: guardare il proprio investimento ogni 5 anni 😀

    Oppure guardarlo anche ogni settimana, a patto di essersi informati e possibilmente essersi fatti spiegare le cose da un consulente finanziario (in persona o online).

    Il lavoro di un consulente finanziario non è quello di gestire i soldi (per fare quello ci sono i gestori di portafoglio). Un consulente finanziario è una sorta di psicologo/coach finanziario che spiega come funziona questo mondo controintuitivo ai propri clienti/investitori, evitando che questi cadano in trappole mentali e si facciano male.

    Ogni settimana pubblico una newsletter per educare finanziariamente i miei clienti o semplici lettori/appassionati di finanza personale. Se Lorenzo me lo consente, questo è il link di questa settimana https://shoutout.wix.com/so/f6MPBE7lo#/main

    Ricordati: il più grande ostacolo che si frappone fra te ed i rendimenti dei mercati finanziari…. sei tu! Ma se sei sul blog di Lorenzo, significa che sei sulla strada giusta: ti stai interessando per “capire come funziona”, bravo! 🙂

  14. Andrea M ha detto:

    Salve a tutti, per prima cosa ringrazio Lorenzo per aver condiviso in modo così preciso e puntuale la sua esperienza.
    Da qualche tempo sto considerando di provare MoneyFarm ma, a causa anche delle molto ambivalenti recensioni e opinioni raccolte, sono sempre molto combattuto.
    La perplessità principale, come rilevato già da altri nei commenti, riguarda l’incapacità di MoneyFarm di approfittare dei momenti positivi delle borse mentre si rivela molto sensibile a quelli negativi… non ho capito ancora quale può essere la spiegazione di un simile fenomeno.

  15. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Lorenzo, sono professionalmente curioso di leggere l’aggiornamento % di settembre 🙂

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Luca,
      al 1° settembre 2018 l’investimento con Moneyfarm segna un + 2,62%…

      • Vittorio ha detto:

        Scusa la domanda banale la percentuale è riferita all’anno 2018. Ma il totale % da apertura quando hai iniziato nel 2017 se non sbaglio quanto è?
        Grazie

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Quello che vedi è il rendimento complessivo dal 13 maggio 2015…

          • Luca ha detto:

            Sinceramente 4 anni di investimento a rischio per avere 0.5% anno nel momento in cui la borsa americana viene da 10 anni di crescita quasi ininterrotta liquidando tutto mi pare molto vicino ad un fallimento totale.

            Insomma rendono di più i buoni postali….

  16. Lorenzo ghessa ha detto:

    Ciao Lorenzo, sono entrato questo mese con un portafoglio p5 in moneyfarm, vista la giovane età, 23 anni e poca esperienza finanziaria volevo sapere da te come posso calcolarmi il netto a fronte del lordo esposto da moneyfarm e soprattutto volevo capire quanto è diversod al lordo.. Non capisco inoltre un ultima cosa, se calcoliamo una certa percentuale anche lorda ed essendo un guadagno a lungo termine come posso collegare quanto sto versando al guadagno che poi riavrò anche con un netto scarno del 1%? Come funziona l’interesse composto su tale investimento? Mi sto rifacendo ai tuoi dati dal 2016 ad oggi

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      non voglio abusare della tua fiducia ma non essendo un consulente Moneyfarm (come qualcuno afferma su altri blog/forum) ti consiglio di porre le stesse domande alla loro assistenza commerciale.
      Ritengo che sapranno darti delle risposte complete e chiarire tutti i tuoi interrogativi.

  17. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Antonio,

    prendo spunto dalla tua (comprensibile) osservazione per portare, a beneficio di chi legge, il tuo ragionamento sull’SP500 nel quadro della consulenza finanziaria.

    Adesso che ho riletto tutto, devo avvisarvi che si tratta della solita “lezione” non richiesta 😀 ma credo che nei concetti che seguono si trova la chiave per comprendere veramente i concetti di INVESTIMENTO, SCOMMESSA, DIVERSIFICAZIONE, ORIZZONTE TEMPORALE.

    Visto che sono così difficili da concepire/rispettare, fissiamo bene quali sono gli orizzonti temporali nel campo degli investimenti:

    Brevissimo termine: massimo 1 anno
    Breve termine: da 1 a 3 anni
    Medio termine: da 3 a 6/7 anni
    Lungo termine: da 6/7 a 10/12 anni
    Lunghissimo termine: oltre i 12 anni

    Parliamo ora dell’SP500. All’interno di un portafoglio di investimento, l’SP500 è un ingrediente che per essere digerito (tradotto: per non intossicarti/farti perdere soldi e nutrirti/farti guadagnare soldi) PUO’ STATISTICAMENTE necessitare anche di 7/10 anni (appunto lungo termine).

    Se decidi di usare l’SP500 su orizzonti temporali più brevi, in realtà stai facendo una SCOMMESSA 😀 (magari questa scommessa la puoi fare sul 5/10% del tuo patrimonio. Ma il restante 90/95%?)

    Se avessimo iniziato ad investire nel 2007, arrivati nel 2013 diremmo che l’SP500 è una truffa, mentre con il senno del poi avremmo dovuto investire solo in obbligazioni ad alto rating.

    Se iniziassimo ad investire nel 2013 o nel 2015, arrivati nel 2018 diremmo che le obbligazioni ad alto rating fanno solo perdere tempo, che un conto deposito allo 0,25% era meglio e che le azioni americane sono l’unica soluzione per fare soldi 😀 con il senno del poi. E domani invece cosa succederà? come si muoveranno i 10/15 macro-ingrediente della finanza mondiale?

    Come si fa a sapere quando è il momento di puntare sulle obbligazioni o sull’SP500? Non si può sapere 😀 E non bisogna PUNTARE. Bisogna investire:

    1)DIVERSIFICANDO e 2)Rispettando gli ORIZZONTI TEMPORALI. Perchè nel corretto orizzonte temporale, statisticamente tutte le asset class tendono a tornare al loro prezzo medio. Il problema è che seguire questi 2 punti è sostanzialmente noioso oltre che rivelarsi poco soddisfacente nel breve termine, a causa del timing di ingresso che è IMPOSSIBILE da “indovinare”.

    Investire non è cercare di indovinare quale asset class andrà meglio nell’orizzonte temporale umanamente più facilmente concepibile (breve termine, ovvero 3 anni). Prima di investire bisogna mentalmente uscire dalla gabbia del “presentismo” http://www.repubblica.it/economia/2018/07/10/news/risparmi_investimenti_italiani_giovani-201279676/

    Posto ora una serie di grafici commentati che cerca di rappresentare graficamente questo discorso.

    1) Grafico dell’SP500 dal 1996 a luglio 2018. https://drive.google.com/open?id=1awCLU4QuZXMOTDVY2maYgru-Iy2vGt2C

    2)Grafico che compara dal gennaio 2007 a luglio 2018 (più indietro non sono riuscito ad andare):
    -il “nostro” SP500 che abbiamo appena visto
    -la media dei fondi che investono in obbligazioni di alta qualità
    -l’andamento di un portafoglio diversificato

    https://drive.google.com/open?id=1auTfgG46kz0yOKNhdhyEyV5qw9g624he

    3)Grafico che compara le stesse 3 curve ma dal gennaio 2007 a gennaio 2013
    Qui avremmo dovuto avere ZERO SP500 e SOLO obbligazioni di alta qualità
    https://drive.google.com/open?id=1wBgRygX7Ma_tDbKTfqEsxsjxuN3eP-Of

    4)Grafico che compara le stesse 3 curve dal gennaio 2013 ad oggi
    Qui avremmo dovuto fare il contrario: SOLO SP500 e ZERO obbligazioni di alta qualità
    https://drive.google.com/open?id=1rMFCkgbVAJmYzh_LoXVii1G2l5uE_1yY

    1)Diversificare 2) rispettare gli orizzonti temporali 3) Riuscire a farlo per davvero 😀

    La differenza fra il punto 2 ed il 3 è rappresentata dai comportamenti dell’investitore, ed è ciò che fa la differenza tra guadagnare molto e perdere tanto. Ci hanno appena vinto un Nobel all’Economia riuscendolo a dimostrare.

    https://drive.google.com/open?id=1TB4FqVlxncdCl6MrS2p3eD5hcuu_woXG

    Perchè il vero nemico è la nostra mente, che elabora al presente ogni informazione che riceve. La pianificazione più lunga che riusciamo a concepire sono dove andremo in vacanza ad agosto, mentre quella media arriva a cosa mangeremo per cena stasera 😀

    Questo mondo è controintuitivo, e quindi noi italiani (campioni dell’arte di arrangiarsi/dell’intuito/della cultura tramandata) siamo dei veri assi nello sbagliare tutto quando si tratta di pianificare/fare scelte di investimento 😀 https://drive.google.com/open?id=1u-VhtELzHRXkafyLMs5AXQDdMAC3mGCF (siamo bravi RISPARMIATORI ma poi non abbiamo le conoscenze per investire il risparmio).

    Chiudo riprendendo l’inizio: si mette in pausa il presentismo, si pianifica la propria vita (non siamo immortali), si investe il denaro in base a dove si colloca il nostro obiettivo, si rispettano le scadenze.

    Brevissimo termine: massimo 1 anno
    Breve termine: da 1 a 3 anni
    Medio termine: da 3 a 6/7 anni
    Lungo termine: da 6/7 a 10/12 anni
    Lunghissimo termine: oltre i 12 anni

    • Vittorio ha detto:

      Che super intervento. Davvero interessante, nonostante la mia bassa competenza finanziaria mentre lo leggevo rispecchiava il mio modo di pensare. Davvero complimenti e grazie per l’intervento e i grafici che confermano le mie idee.

  18. Antonio ha detto:

    Dicevo tempo addietro…. per quanto avete ricavato era meglio un conto deposito!!…e per i più azzardo un etf su S&p … all’epoca … in due anni con mercati in salute + 1.36 e se ora comincia a lateraluzzare che succedera’??? E il camio di strumrnoi è geatia???….Oi Oi Oi …. state attenti

  19. ALDEMARO ha detto:

    Non ricordo se ho già scritto e se fosse spero di non ripetermi …. io investo in fondi da oltre 20 anni … la prima valutazione che faccio è quella di investire solo denaro che non mi serve … non compro ormai da alcuni anni fondi monetari, obbligazionari eccc… per me non ha senso investire per avere un 2% anno .. li tengo liberi sul conto … fatto 100 il mio portafoglio se devo investire oggi in bond un 60% preferisco tenerlo liquido sul cc .. meglio investire meno ma in asset che possono dare performance annuali almeno superiori al 5/6% correndo il relativo rischio … se ho paura del timing , stabilita la cifra da investire, la verso in 4 o 5 volte nell’arco di 12/24 mesi … ci sono fondi di cui non faccio nomi ma che ho nel mio portafoglio che hanno permormance positive dal 2012 ;

    esempio vero di un flessibile che ho dal 2014:

    2011 -8,54%

    2012 +38,62%

    2013 +10,84%

    2014 +29,99%

    2015 +30,95%

    2016 +11,46%

    2017 +14,20%

    2018 +8,33% al 31/5/2018

    il gestore del fondo difatto agisce come un qualsiasi Advisor , fa arbitraggi, sfrutta inefficienze, analizza dati economici macro ecc… certo con una volatilità prob. superiore alla media ma anche se un anno o due dovesse fare meno la sua storia (e anche la mia) dimostra che è in grado di portare a casa risultati che del resto è quello che a me interessa altrimenti non investo. credo che quello che dispiace maggiormente è quando i mercati fanno risultati e il nostro gestore no perché quando i mercati scendono … scendono quasi tutti … ma almeno quando salgono non voglio rimanere al palo. …. come disse un mio formatore quando facevo il promotore finanziario …. fare previsioni è difficile soprattutto riguardo al futuro…

    un abbraccio a tutti

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Aldemaro,

      condivido il tuo ragionamento, soprattutto nel passaggio

      “quando i mercati scendono … scendono quasi tutti … ma almeno quando salgono non voglio rimanere al palo”.

      Stante l’attuale livello dei tassi in Europa (basso o negativo dal marzo 2015), i prezzi obbligazionari di conseguenza a livelli assurdi ed un programma di Quantitative Easing agli sgoccioli non sembrano esserci molte alternative fra le quali scegliere.

      Chiaro che se poi arriva un 2008, i prezzi dei risky asset si schiantano e magari i Bund che anche a 10 anni avevano rendimenti negativi, resistono ed anzi addirittura si apprezzano ulteriormente… ma torniamo sempre lì: per quanti tutti le bramino, NESSUNO ha in mano le certe previsioni del futuro.

      Come al solito la diversificazione è l’unica risposta corretta ad una domanda di “divinazione finanziaria”: diversificazione di titoli, diversificazione di valute, ed in questo caso diversificazione di asset class. Senza dimenticare la diversificazione di gestore. (ma in generale non troppa diversificazione 🙂 altrimenti si rischia di disperdere i rendimenti).

      Avrai visto anche tu flessibili che per anni hanno realizzato performance incredibili e che poi hanno improvvisamente perso la bussola

      https://drive.google.com/open?id=1BUhtAQWLCWF-Bzg7DgCI9ZLmBL_uD1L4

      Questo fino al 2015 era considerato a ragion veduta una pietra miliare dei fondi flessibili: 25 anni di performance, oltre ad essere stato tra i pochissimi ad evitare il 2008… insomma, risultati al limite della preveggenza (chiudere l’anno solare 2008 a -0,01% è stato un risultato davvero clamoroso).

      Ricordo che nella primavera 2015 ho proposto la mia consulenza ad un gruppo familiare molto ampio: mamma, papà, nonni, zie, cugini tutti innamorati delle sue strabilianti performance (come dar loro torto, dati alla mano). Avevo però riscontrato che l’intera famiglia era palesemente molto, TROPPO concentrata su questa strategia e necessitasse quindi di diversificare il rischio gestore: “no grazie: secondo noi il Fondo Flessibile XXXX non è mai troppo. La ringraziamo comunque per il suo tempo”.

      Credo che la mia maledizione stia ancora rieccheggiando nella stanze della villa di famiglia 😀

      Io ho imparato che, per quanto a volte sembrino “magiche”, le singole strategie flessibili non possono pesare oltre un tot% nei portafogli, proprio per evitare di avere un portafoglio eccessivamente legato alle scelte (errori) di un singolo gestore. Per quanto sia sempre andato bene!

      ( Da leggere velocemente: Aut. min. rich. i rendimenti passati non sono indicativi di quelli futuri. Prima di somministrare consultare attentamente le avvertenze 😀 )

      • ALDEMARO ha detto:

        concordo totalmente …. infatti fatto 100 il mio portafoglio oggi ho 50% liquidi sul cc, 30% in due flessibili (uno obbligazionario che ho citato nel post precedente e uno che opera anche sulle valute) … e il restante 20% in PAC azionari che disinvesto solo quando la performance è a due cifre … (disinvesto ma non li interrompo) ….. certo come dici tu Lorenzo potrà accadere che il fondo flessibile possa far male (tra l’altro i flessibili sono una categoria di cui sono stato sempre contrario fino a quando ho scoperto che gestori bravi, pochi, possono spesso azzeccare più timing corretti rispetto a quanti ne possono sbagliare) o fare peggio di altri ed è per questo che non investirei mai il 100% del portafoglio in un solo fondo (sarebbe solo una scommessa)… l’unico vero rischio è che il gestore che è veramente bravo possa cambiare casa di gestione e per quanto vengano seguiti gli stessi modelli di investimento spesso le performance poi cambiano. ….

  20. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao a tutti,

    questa settimana nella mia newsletter ho scritto un articolo che aiuta a capire le logiche di un investimento finanziario studiando il comportamento di un “classico” portafoglio all’interno di 4 diversi orizzonti temporali del passato.

    Ho pensato potesse essere utile per chi ha investito o sta pensando di iniziare un percorso di investimenti.

    https://shoutout.wix.com/so/fMGoFdQz#/main

  21. Michele ha detto:

    Sono cliente di Moneyfarm da 2 anni e devo dire che mentre la borsa mi ha dato delle “scoppole” niente male l’investimento in ETF con MF è rimasto indenne dalla crisi che abbiamo appena vissuto e che, temo, vivremo per un po’ di tempo.

  22. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Nicola,

    la tua premessa è fondamentale e corretta: “ogni situazione va valutata singolarmente/le esigenze variano da persona a persona”.

    Come hai scritto correttamente, il PAC è uno strumento valido per mediare i prezzi nel tempo sfruttando la naturale volatilità dei mercati finanziari (ed è per questo che è tanto più efficace quanto lo strumento sottostante è più volatile).

    L’utilizzo che proponi (quindi modalità PAC in sostituzione dell’investimento “classico”) non è però efficiente dal punto di vista finanziario. Se adotti una valida strategia di investimento per investire tutto il capitale e tiri una riga al termine dell’orizzonte temporale definito per quell’obiettivo, non c’è paragone in termini di rendimenti tra le due soluzioni.

    Piuttosto, il PAC è uno strumento previsto dalla Pianificazione Finanziaria che chiunque deve utilizzare nella sua vita per accantonare automaticamente grandi o piccole cifre (ovviamente a seconda delle disponibilità) ed investirle, a prescindere dal fatto che si disponga o meno di capitali da investire.

    Tradotto: chiunque dovrebbe risparmiare quello che può ed investirlo automaticamente in un PAC. Chiaro, se aspetto “me stesso” e mi dico: “dai quando riesco metto via qualcosa” è molto probabile che alla fine dei 5 anni avrò messo via poco niente 😀

    Diversamente dal “trentennio magico” 1978-2008, oggi l’utilizzo di un PAC è fondamentale per delle fasi fondamentali nella vita di un individuo:

    -andare in pensione senza problemi
    -consentire ad un figlio di disporre di un capitale con cui studiare/iniziare un’attività
    -curarmi senza problemi/rinunce quando sarà il momento

    Avanzo tante piccole somme di denaro che messe tutte insieme (risparmio) che rivalutate (investimento) fanno un bel gruzzolo a data X.

    Una volta “mettere da parte” era una scelta virtuosa, oggi è una necessità. Se poi mentre risparmio, investo… Ecco allora che raggiungerò i miei obiettivi con meno sforzo finanziario 🙂

    • Nicola ha detto:

      Caro Luca ti ringrazio perché hai risposto in modo completo e competente alla mia domanda. Quello che volevo capire era proprio la validità “concettuale” dell’iniziare un PAC (ad esempio attraverso Moneyfarm). Questo intendevo con : “non massimizzare i rendimenti ma minimizzare i rischi”.
      Per eventuali investimenti in un’ unica soluzione, qualorà ne avrò la possibilità dovrò necessariamente affidarmi a qualcuno che analizzi in modo completo la mia situazione finanziaria, la mia propensione al rischio ecc. Nel frattempo valuto seriamente l’avvio di un PAC con Moneyfarm.. e continuo a seguire il blog.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Nicola, la tua idea è molto valida: è sempre il momento buono per iniziare un PAC, stante che il suo andamento ha una logica quasi più matematica che finanziaria.

        Diversamente dall’investimento in una soluzione, la buona riuscita di un PAC non dipende tanto dalla gestione del timing di ingresso, piuttosto di scelta del sottostante. Quindi generalmente il PAC ha senso se fatto su strumenti molto volatili (come ad esempio le azioni). Più il fondo sottostante “oscilla” e più acquisti farò “a sconto”. Sull’orizzonte temporale dei 5 anni è statisticamente probabile trovare dei buoni ritorni 🙂

        Se inizi un PAC su strumenti poco volatili rischi di comprare quote di uno strumento che ha quasi sempre lo stesso prezzo, trasformando il PAC da strumento che coniuga risparmio ed investimento… in strumento di solo risparmio 🙁

  23. Nicola ha detto:

    Ciao a tutti, premettendo che ogni situazione va valutata singolarmente e le esigenze variano da persona a persona, un modo di utilizzare Moneyfarm per alleviare i rischi del timing può essere quello di investire inizialmente una cifra relativamente modesta e proseguire con un PAC con profilo di rischio elevato (o moderatamente elevato)?
    Si può considerare questa una strategia che non massimizza i guadagni ma minimizza i rischi e dando la possibilità di ottenere qualcosa di più dei classici conti deposito?
    Complimenti comunque per le considerazioni ed esperienze riportate, molto utili.

  24. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Sibo, ti ringrazio per i complimenti 🙂

    Cercherò di risponderti in parte direttamente ed in parte indirettamente “stimolando ragionamenti”… e cercando di non dilungarmi troppo 😀 😀 😀 😀

    Sono d’accordo con te: Mifid2 da sola non aiuta il risparmiatore.

    L’unico, vero modo per aiutare il risparmiatore è fornirgli una cultura finanziaria di base. Ma questo si può fare solo introducendola nelle scuole, preparando le future generazioni di cittadini (gli adulti non hanno generalmente tempo/voglia).

    Purtroppo tutt’ora nelle scuole non è previsto un simile programma, nè gli insegnanti stessi sono preparati in ambito di educazione finanziaria, quindi nel 2030/40 c’è il concreto rischio di essere punto e a capo a riguardo. Superati come succede oggi da Cameroon, Botswana e Bhutan 🙁 Si dice che 30 anni di “il mattone è un affare”, del btp al 5% e della caccia alla cedola/capitale garantito ecc abbiano creato diverse generazioni di analfabeti finanziari.

    Tornando alla Mifid2: se ci pensi non esiste una Mifid2 sulle auto, sugli smartphone o sugli smart tv: prima di comprare, uno si informa, si documenta… ci riflette…. e poi spende 22.000 euro per una C3 senza optional, giusto? 😀 Oppure, siccome ha sentito dire in giro che il prezzo è importante, vende la sua BMW serie 3 per prendere una Tipo 🙂

    Sappiamo che in realtà non succede così, perchè su questi temi mediamente ci si informa molto e si impara a valutare il rapporto qualità/prezzo di svariati beni e servizi.

    Per quanto riguarda l’approcio agli investimenti, il discorso dovrebbe essere molto più ampio/olistico. Mi spiego: ho incontrato potenziali clienti che si sono autopreparati complesse tabelle excel con tutti gli incroci di portafoglio di vari siti e centomila supercazzole… per poi avere il tfr fermo in azienda da anni 😀 😀

    O proprietari di case in provincia messe in affitto (comprate con un mutuo!!) arrabbiati perchè i 50.000 euro investiti con strumenti finanziari erano a +0,XX% dopo un anno e mezzo.

    O persone che dispongono di 500.000 euro che si arrovellano (sempre con tabelle ecc) per investire 100.000 euro e mantenere liquidi i 400.000… “perchè non si sa mai” 😀

    O altri che pensano di aiutare i propri figli “lasciandogli la casa”.

    Tutto questo va ben oltre lo 0,50% o il -1%… Succede che non essendo del mestiere ci si concentra su dettagli perdendo spesso di vista il quadro generale, che è poi quello che farà la differenza! Ci si concentra sul costo della colla per le piastrelle leggendo le 100 combinazioni possibili… ma ci sfugge che la casa che abbiamo commissionato sorgerà su un terreno in una “brutta zona” e che sarà sempre in ombra.

    Per quanto riguarda JustEtf/Easytrading/Moneyfarm e quindi il tema “scelte dei GESTORI DI PORTAFOGLIO”: questi sono alcuni dei più famosi ed utilizzati GESTORI di portafogli del mondo (la categoria Flessibili globali conta 600 soluzioni) e che presentano dati storici chiari e profondi. https://drive.google.com/open?id=1yMQ79W4PVk2aW8vKlc4Ufo7ujk4Rhhwt

    Strategie di portafoglio in essere da più di 10 anni… Certo: un conto è entrare a maggio 2008, un conto è dicembre 2011, un conto è marzo 2015 ed un altro è febbraio 2016. E quindi serve una strategia ed un metodo di investimento (personalizzata) per affrontare gli alti e bassi, non per prevederli.

    Ti confesso che non conosco bene Easytrading e Justetf (sarebbero virtualmente il 601 e 602esimo gestore flessibile sul mercato) e non posso quindi esprimere un giudizio. Sempre il grafico di prima mostra che dal 2009-2011 in avanti i mercati finanziari sono andati molto bene… era “impossibile” sbagliare 🙂 Ciò che invece conta moltissimo è come ti comporterai tu domani nel caso in cui arrivasse un altro “2008”e leggessi -50% o se quel flessibile o quel sito sbagliano delle scelte di portafoglio. Abbiamo visto che dopo il -50% del 2008 si è arrivati a raddoppiare 10 anni dopo…Quindi che facciamo oggi? investiamo? aspettiamo? pac? o investiamo tutto? Pensa ad Antoine quanto è spiazzato/incazzato 😀 (ciao Antoine 🙂 )

    “aspetto ad investire, siamo troppo alti” lo sento dal 2012-2013 😀 😀 chi ha investito con PAC o ha tergiversato sai quanto ha perso di mancata performance nel frattempo? 5 anni della tua vita non te li restituisce nessuno 😉

    …e qui si ritorna all’inizio, ovvero il piano finanziario della famiglia, i propri obiettiv da raggiungere nell’orizzonte temporale X, le proprie disponibilità reddituali, il costo della liquidità, il crearsi un fondo pensione sfruttando mercati e benefici fiscali … ecc ecc 🙂 🙂

  25. SiBo ha detto:

    Ciao a tutti e complimenti a Luca, un poco lunga ….. ma la lettura dei tuoi post è molto interessante e apparentemente anche disinteressata.
    Faccio mio il tuo pensiero in merito ai “venditori” che “frequentemente” si trovano nelle banche ma….. pure loro tengono famiglia.
    Non penso che la MIFID-II sia strumento risolutivo per aiutare veramente l’investitore.
    Un pesante documento che nasce da una direttiva europea di tante pagine con qualche 100 articoli che difficilmente viene letto e ancor meno compreso dai molti, è molto probabile quasi sicuro che non possa essere il toccasana per i risparmiatori
    Ovviamente la mia speranza è di essere smentito.
    Per questi motivi ci si guarda intorno per trovare altre possibilità
    Già sto utilizzando EasyTrading, ho dato una prima occhiata a JustETF ma senza trovare molte informazioni pro/contro
    A breve penso che dovrei avere la possibilità di entrare in MF e mi pare che l’approccio giusto sia quello suggerito da Alessandro, entrare con una cifra iniziale e fare un PAC gestito
    Dovrei riuscire a valutare se con versamenti mensili o altro ma per ora non conosco le possibilità che vengono offerte
    Tenuto conto che se entro lo faccio con una percentuale non vitale del mio patrimonio e con la “previsione” di restare a lungo e penso di scegliere un portafoglio aggressivo/azionario, vedremo le offerte che ci sono a disposizione
    Stante che conosci bene lo strumento magari mi/ci potresti regalare qualche tua considerazione
    Un saluto

  26. Flok ha detto:

    Buongiorno , vi invito a fare una riflessione , estratto dal blog investireconbuonsenso che vi invito a seguire
    La fonte è il celebre John Bogle, il fondatore di Vanguard, un vero mito per chi lavora nel mondo finanziario.

    Regola 1) Invest you must – Proprio così, dovete investire, ma senza privarvi di un adeguato tenore di vita. Aumentate progressivamente nel tempo l’investimento, ma fatelo.

    Regola 2) Time is your friend – Il tempo è amico di chi comincia ad investire fin da giovane. La finanza è prima di tutto pazienza ed anche i momenti difficili sono solo rumore nel lungo periodo.

    Regola 3) Impulse is your enemy- L’impeto, l’impulsività, la frenesia nell’investimento sono deleteri, sono veleno, sono nemici che portano a decisioni tossiche per il benessere dei vostri soldi.

    Regola 4) Basic arithmetic works- la matematica di base è quello che vi serve per capire dove potrete andare nel vostro viaggio. La capitalizzazione composta è semplice ed efficace e lavorerà im modo esponenziale nella parte terminale della fase di accumulo

    Regola 5) Stick to simplicity- Semplicità prima di tutto. Lasciate da parte prodotti opachi, strategie miracolose, complicate strutture di investimento. Semplicità e buon senso ed avrete fatto un bel pezzo di strada.

    Regola 6) Never forget reversion to the mean- Il principio del ritorno verso la media è ciò che, abbinato al tempo e alla capitalizzazione composta, riporta la barca in equilibrio aggiungendo un potente motore in grado di spingere gli investimenti. Quando tutto sembra crollare ricordate sempre che siete lontani da una media ed il tempo vi riporterà prima o poi in carreggiata. Le mani forti lo sanno e cercano di farvi vendere a tutti i costi. Se il vostro obiettivo è temporalmente lontano perchè permettere a qualcuno di arricchirsi sfruttando le vostre paure?

    Regola 7) Stay the course – Mantenere la rotta, non farsi distrarre dal rumore esterno, fissare bene in mente l’obiettivo finale. Avete in mano un transatlantico perchè rischiare manovre pericolose?

  27. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Giuseppe,

    generalmente la consulenza non è un costo fisso, bensì è un costo applicato in %. Quindi che si tratti di 10.000, 100.000 o 1.000.000 poco cambia.

    Capisco la tua “remora” sul costo della consulenza. Ti posso garantire che, se il servizio di consulenza è prestato in maniera CORRETTA, non si mangia un bel niente, anzi 🙂

    Piuttosto, ti inviterei ad approfondire gli strumenti in essere c/o la tua banca, vedere quanto costano ogni anno, vedere se e quanto ti è stato fatto pagare all’ingresso, insomma, vedere il PREZZO che paghi.

    Poi ti inviterei ad approfondire nell’ambito del mercato quale posizione occupano quei fondi nelle classifiche delle relative categorie, per vederne la QUALITA’.

    Poi ti inviterei a valutare la qualità del servizio di consulenza, ovvero se ti hanno costruito un piano finanziario in base ad una serie di domande e se ti hanno fissato degli obiettivi di investimento/vita. Se ti hanno poi delineato l’orizzonte temporale, i rendimenti attesi ad oggi e se ti hanno presentato la strategia che seguirete per raggiungerli nel tempo, anche se il “mercato dovesse scendere”. Negli incontri ti è stato spiegato come funzionano i mercati finanziari e quali sono le più comuni trappole mentali/luoghi comuni che minano alla base il percorso di investimento di un individuo? o ti hanno perlato delle meraviglie del PRODOTTO? 😀 (venduto in conflitto di interesse e magari posizionato 250esimo su 500 prodotti della stessa categoria.. sempre che abbia uno storico!! 😀 )

    Ecco, sappi che nel costo di eventuali fondi che hai comprato in banca…è compresa il costo della consulenza finanziaria.

    Quasi sempre si scopre poi che il fondo venduto in conflitto di interessi dalla banca costa di più, performa di meno e, dulcis in fundo, non esiste alcun tipo di consulenza finanziaria prestata dal dipendente, che presta invece una mera attività di VENDITA a beneficio della banca 🙂 e che magari ti ha semplicemente venduto il prodotto che gli stato chiesto di piazzare quel mese.

    La maggior parte dei potenziali clienti che mi consegna il proprio dossier titoli al fine di un’analisi preliminare, scopre che la composizione dello stesso non è altro che la stratificazione nel tempo delle campagne commerciali della banca 🙂 Senza alcun filo logico, analisi dei bisogni, piano finanziario, strategia di investimento condivisa ecc ecc Pura vendita/collocamento… e dopo 6 mesi chi te l’ha venduto è in un’altra filiale 😀 Questa è vendita maldestramente spacciata per consulenza.

    A proposito di consulenza, se il mercato va a pari e tu decidi di uscire “perchè penso che adesso scenda”, nel tempo questa scelta sbagliata quanto ti costa?

    Se ti definisci una persona “prudente” e scegli quindi un investimento prudente… quanto ti costa il mancato rendimento, dal momento che hai scelto l’esposizione sbagliata per quell’orizzonte temporale?

    Ecc ecc ecc 🙂

    Io mi affido ad un collega perchè ho paura di non essere razionale, stante che i soldi e la salute scatenano l’emotività di una persona, senza che questa se ne accorga. Il consulente finanziario è anche e soprattutto un CONSULENTE DEI COMPORTAMENTI. E l’uomo è EMOTIVO, soprattutto quando parli dei suoi soldi e della sua salute.

    Sono i comportamenti corretti che nel tempo, insieme ai mercati, ti fanno guadagnare. Il grande problema è che per affrontare le questioni finanziarie gli uomini utilizzano le stesse logiche per affrontare la vita di tutti i giorni. Ma questo mondo è CONTROINTUITIVO, quindi i comportamenti che verrebbero “naturali” sono in realtà l’opposto rispetto a quelli che bisognerebbe tenere per ottenere risultati 😀

    Non lo dico io, il Dott. Richard Thaler 6 mesi fa ha vinto IL NOBEL dimostrando che l’uomo non è per niente un essere razionale ma è un animale EMOTIVO.

    Tutte le domande che mi fate qui nascono da vostre esigenze EMOTIVE (le principali sono avidità e paura, due facce della stessa medaglia) ma le risposte sono razionali 🙂

    Ognuno di noi, ognuno di voi per non fare danni e non sprecare risorse nell’arco della propria vita deve affidarsi ad un consulente finanziario, come ciascuno di noi ha il medico della mutua.

    Che preparerà un piano, che sceglierà senza conflitto di interesse I MIGLIORI GESTORI DI PORTAFOGLIO AL MONDO (scegliendone DIVERSI) ed accertandosi che i comportamenti del cliente si mantengano aderenti al piano/strategia stabilito all’inizio, manovre di emergenza incluse. In maniera tale che di fronte a tutto ciò che accadrà durante il viaggio, l’investitore sarà già pronto. E non si getterà spaventato dall’aereo, sfracellandosi.. dopo aver “risparmiato” lo 0,50% all’anno 😀 Risparmiato cosa? 🙂

    Investire non è una scelta, è un esigenza della vostra vita. Quando vi chiedete “ma è il momento per entrare/uscire?” ricordatevi che vi state ponendo le domande sbagliate 🙂 Il discorso è un altro e, come avete letto fino alla nausea 🙂 è molto, molto più ampio.

  28. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Giuseppe,

    ti ringrazio per avermi “evocato” 😀 😀 😀 😀 Verso la fine ti ho postato un grafico da aprile 2008 ad oggi (10 anni), poi se vuoi continuiamo la discussione più “specifica” sui mercati in nuovo post 🙂

    Sfrutto la tua (comprensibile) considerazione per portare chi sta leggendo all’interno di un piccolo viaggio. Un viaggio noioso e pesante (dicasi PIPPONE… forse MEGA PIPPONE 😀 ) ma che spero possa essere utile a chiunque vuole avvicinarsi correttamente alla parola “INVESTIMENTO”. Un viaggio che dovrebbe iniziare a partire dalla 5 elementare per legge in tutte le scuole d’Italia (Burundi, Cameroon, Bhutan, Botswana superano l’Italia per ciò che riguarda consapevolezza ed educazione finanziaria dei propri cittadini!!!) In Italia continuiamo a fissare il dito e non la luna…e continuiamo ad incazzarci perchè non riusciamo a vedere la luna… continuando a guardare il dito 😀 e pensiamo che ci stiano fregando 😀 😀

    Vi consiglio mente fresca, caffè e sedia comoda. Partiamo.

    Parlando di “Investimenti” nel contesto di “cittadini privati e le loro famiglie”, la parola INVESTIMENTO non fa rima con: guadagno, cedola, garantito, rendimento, tassi, % ecc

    Investimento fa rima con PIANIFICAZIONE FINANZIARIA e con CONSULENZA FINANZIARIA. Pianificare le proprie risorse è una necessità, investire è un mezzo per realizzare il proprio piano finanziario.

    Disporre di una rendita per evitare di lavorare in età troppo avanzata è una necessità. Evitare che la ricchezza accumulata (sottoforma di case, conti, titoli) venga falciata nel tempo da 1)scelte sbagliate 2)inflazione, 3)tasse, 4)LUOGHI COMUNI/leggende metropolitane (oro, case, cuggini, affari)… è essa stessa una necessità.

    A maggior ragione in Italia, dove per 50 anni lo Stato ha più che soddisfatto tutte queste nostre necessità, facendosene carico (GARANTENDO le banche, GARANTENDO le pensioni, GARANTENDO la sanità, GARANTENDO i rendimenti ecc ecc) tramite un continuo ricorso al debito. Ora purtroppo la festa è finita: se l’Italia fosse un’azienda sarebbe fallita (al netto di un aumento di capitale dei soci, ovvero una grande patrimoniale). E la situazione è condita da una gravissima crisi demografica (non solo economica) che inghiotte ed inghiottirà sempre di più conti pubblici e prezzi delle case.

    Immobili che il tempo renderà ineluttabilmente obsoleti, immobili che oggi si comportano normalmente (non come ai tempi della bolla immobiliare), quindi perdono valore come fanno i modelli via via obsoleti di auto, pc, smartphone, televisori ecc (capitolo a parte per i TERRENI esclusivi: Portofino, via Montenapoleone, Cortina o comunque il centro di un capoluogo di provincia/regione vivo, attivo o una località turistica).

    Tutto questo per dire cosa: che banche garantite, sanità, pensioni, 4% all’anno garantito, prezzi delle case sempre in salite erano un sogno alimentato dal debito e da una determinata fase storica post bellica. E prima poi i sogni purtroppo finiscono. E in Italia nessuno è stato preparato per questo.

    Ai tempi bastava comprare casa e btp: guadagnavi, prendevi una bella pensione e pure un bel tfr. Senza dover approfondire/capire/pianificare NULLA, faceva tutto lo Stato.. tu dovevi solo fare il tuo lavoro.

    Oggi non solo dobbiamo imparare a fare i conti per mettere via PER TEMPO i soldi per la pensione, per le future cure ecc ecc Dobbiamo pure pagare i conti di quell’indigestione di debito. Quindi paghiamo le pensioni agli ex-lavoratori e paghiamo le tasse per tenere in piedi i conti pubblici. Non solo sono OBBLIGATO a pianificare ed investire, ma lo devo fare con ancora più attenzione perchè le risorse (visto che devo pagare anche per altri) rischiano di non bastare.

    I mercati finanziari servono per far sì che i soldi investiti nell’orizzonte temporale corretto siano di più, stante che l’andamento di un investimento non è lineare. In quei 5/10/15/30/50 anni dovrei allo stesso tempo cercare di evitare di “spazzare patrimonio” in affari avventati o evitando di farlo marcire con rendimenti troppo bassi in nome di zero volatilità. O evitando di comprare una casa sbagliata,nel momento sbagliato, nel posto sbagliato con la modalità sbagliata… perchè la mamma che è cresciuta nel “periodo magico”ci ha insegnato che “la casa è un investimento e l’affitto sono soldi buttati”

    Sì, 20 anni fa forse 😀 20 anni fa erano appena arrivati i cellulari ed internet praticamente non esisteva.

    Oggi prima di compiere determinate scelte bisogna fare (bene) i conti. Pochissimi in Italia lo sanno fare. Quando mi siedo a farli con i miei clienti… i clienti scoprono di aver sbagliato 1)scelte 2)di aver compiuto scelte in base alla cosa che più gli sarebbe piaciuta fare!! Quindi chi ha fatto i conti ma ha sbagliato, spesso l’ha fatto autoingannandosi!

    Ho quasi finito non preoccupatevi 😀

    PENSIONI
    Oggi in Italia un maschio 65enne per ricevere circa 1.600 euro al mese di pensione deve disporre di un montante di 350.000 euro https://drive.google.com/open?id=1TUp_gtf9CSWFN25Wab981ryRxtBapKNS Oggi tutto ciò che manca lo aggiunge lo Stato (in virtù dei diritti acquisiti). Ma sappiamo già che in futuro non sarà così. La mia situazione https://drive.google.com/open?id=1RDOeGbONvd8mE7v58Xbh2ad8y0VZGHdo

    Voi avete guardato la vostra situazione sul sito dell’inps? che piano avete di conseguenza impostato? i vostri figli tutto ok?

    Ah ok, non credete nei vaccini… rispetto la vostra opinione 😉 ( 😀 )

    Però i 10k euro investiti 3 anni fa con Vattelapesca stanno facendo +2% -3% +0,2% capite cosa intendo per guardare il dito e non la luna?

    Se inizio a versare a 20 anni (esigenza pensione stralontana), anche solo il TFR ad esempio, e scelgo la linea adeguata all’orizzonte… forse ho già risolto il problema.
    All’estero, Mondo Occidentale, il TFR non esiste. Il TFR è versato obbligatoriamente in fondi di investimento… perchè? 😀

    Se inizio a versare a 30 anni (esigenza pensione molto lontana) ce la posso fare
    Se inizio a 40 (esigenza pensione lontana) biogna fare bene i conti, forse ce la posso fare
    Se inizio a 50 che l’esigenza inizia ad avvertirsi…ecco..qui forse ormai è tardi

    Se mi vaccino dopo aver contratto la malattia…. è tardi 😀

    Ma la necessità di evitare la malattia la avverto molto bene… DOPO che mi sono ammalato 😀

    Ho amici che mi scrivono: “ciao Luca volevo chiederti.. ho una somma da VINCOLARE ( 😀 ). Ma oggi IN COSA CONVIENE INVESTIRE? Ho sentito che i fondi pensione HANNO IL BENEFICIO FISCALE.. convengono?

    Rispondo infine a Giuseppe con un grafico da 10 anni fa ad oggi: cioè l’ingresso nel mercato ai massimi

    https://drive.google.com/open?id=1y2MnEfr1KA8nWTygzsugrzUwbEgQf0vx

    “Eh vabè grazie.. in 10 anni!” Com’è il rendimento annuale? 10 anni è tanto o poco? Quanto vive un uomo? A cosa gli servono quei soldi? Come sono i tassi in europa oggi? (qui rispondo: NEGATIVI). Quindi se investire non è una scelta ma una necessità… devo capire come investire oggi per raggiungere i miei obiettivi. Se, in Unione Europea oggi aprile 2018, ho un obiettivo di 2 anni… il conto corrente/deposito potrebbe anche essere la soluzione giusta (NB informatevi bene/consultate un consulente finanziario per scegliere quale conto e di quale banca) https://drive.google.com/open?id=1u9bcl0Rnu0-UpTT_Q7m4R9w6-jCxGJOB

    E ancora: Quanto sto perdendo su quegli immobili fermi? quanto valgono? quante tasse ci sto pagando? Ho un fondo pensione? a quanti anni andrò in pensione? lo so che con un fondo pensione ed una adeguata pianificazione posso smettere 4/5 anni prima? (RITA) Ecc ecc ecc 😀

    Infine un chiarimento fondamentale: ad oggi (oggi, in futuro chi lo sa) i servizi Moneyfarm sono dei (capaci ed indipendenti) GESTORI DI PORTAFOGLIO. Come ce ne sono già a decine sul mercato. Ciò che fa la grande differenza nella vita (non solo finanziaria) di una persona è la somma dei suoi comportamenti finanziari tenuti e ripetuti negli anni/decenni. Un consulente finanziario istruisce il cliente e lo guida a tenere comportamenti finanziari corretti. (Pensate: all’estero ci sono Paesi con consulenti finanziari “della mutua” )

    A patto che eroghi consulenza finanziaria a beneficio del cliente e non VENDITA DI PRODOTTI a beneficio della Banca. Sembra un dettaglio ma sono due universi lontanissimi ma molto spesso confusi tra loro.

    • Giuseppe ha detto:

      Luca,
      ottima spiegazione. Io sono d’accordo con te su tutto a partire dalla pessima educazione finanziaria degli italiani. In questo io contesto sostanzialmente due cose:
      1. Uno stato che mette in mano dei mercati il futuro della popolazione non è uno stato serio. Lo sappiamo che in molti stati (primi gli USA) il versamento è diretto nei fondi pensione però abbiamo visto anche situazioni (vedi 2008 la Enron forse?) in cui il fondo pensione è fallito e si è mangiato le pensioni di tutti i suoi dipendenti. Che sicurezza c’è nella vita in questo modo? Senza andare a cercare casi così estremi ma possibili e in molti casi anche probabili cosa succede se io verso il mio TFR (cosa che faccio da 10 anni) ad un fondo pensione e gli ultimi due anni prima del pensionamento questo perde il 20% all’anno? (cioè succede un 2008..) . Lasciando perdere le solite magagne italiche che ora i fondi pensione sono detassati ma scommetto quello che vuoi che non lo saranno più quando la maggior parte degli iscritti che versano ora saranno in pensione. Alla faccia dei diritti acquisiti…

      2. Cambiando discorso ma rimanendo sulla cultura della gestione del proprio patrimonio: io ho investito una discreta somma nei portafogli MF. Ebbene in pochi giorni a febbraio ho perso il 6 % del capitale. La mia considerazione è: per bene che vadano i portafogli MF al netto di costi degli strumenti, costi di MF, imposta di bollo, imponibile e non so se dimentico qualcosa mi posso aspettare un 3/4 % netto annuo? Così dice l’andamento visibile sul sito. Io mi chiedo se a queste condizioni ne valga la pena, cioè per un 4% all’anno posso rischiare di perdere il 6 %in due giorni? Non so se mi sono spiegato però in parole povere il gioco vale la candela??

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Giuseppe,

        cerco di rispondere ai tuoi due punti:

        1) Il nostro sistema pensionistico è un SISTEMA A RIPARTIZIONE, tenuto in piedi da un PATTO GENERAZIONALE nel quale le generazioni di lavoratori del futuro pagano le pensioni alle generazioni di lavoratori del passato garantendo loro l’80% del vecchio stipendio. E’ un sistema paragonabile ad un gigantesco SCHEMA PONZI, prima o poi i nodi arrivano al pettine… e noi ci siamo arrivati.

        Chi versa oggi i propri contributi non sta mettendo i soldi in un cassetto con scritto il suo nome, nè quei soldi sono investiti mese per mese in un PAC. I contributi versati ogni mese dai lavoratori all’INPS finiscono direttamente sul conto corrente dei pensionati.

        Questo folle e sciagurato SISTEMA RETRIBUTIVO è stato introdotto dalla Legge Brodolini nel 1968. Prima del 1968 il sistema era “già” (!!) CONTRIBUTIVO: come succede oggi, si prendeva solo quanto si aveva versato.

        Nel 1968 c’erano in proporzione molti più lavoratori che pensionati… invece tra pochi anni in Italia avremo più pensionati che lavoratori.

        Quindi, come succede all’estero, io Stato ti erogo il 40% del tuo ultimo stipendio, mentre il restante 40% viene erogato in base a quanto hai messo via nei tuoi 45 anni di lavoro.

        Il TFR in 45 anni si rivaluta dell’1% +l’inflazione ogni l’anno. Se l’azienda fallisce tra l’altro paghiamo sempre noi con il fondo INPS.

        I mercati finanziari in 45 anni (azioni globali) viaggiano ad una media del 4% l’anno.

        I fondi pensione non sono altro che fondi comuni che investono in tutte le obbligazioni/azioni del mondo. Il fondo pensione della Enron era fintamente investito “in giro per il mondo”, ma era investito in azioni.. Enron. La società come aveva truccato conti e bilanci, aveva truccato anche i conti del fondo pensione.

        Questo episodio Enron nulla c’entra con i fondi pensione gestiti da aziende specializzate disponibili oggi in tutto il mondo ed in Italia.

        Sui fondi pensione oltre ai rendimenti del mercato (come per i fondi comuni/etf) c’è l’effetto del beneficio fiscale.

        La logica che un lavoratore deve avere per gestire il proprio fondo pensione è questa https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypVWNWQlVlUVVwOTg Ovvero investire in base all’orizzonte temporale del proprio obiettivo (che noia 🙂 ) Quindi se mi mancano 40 anni alla pensione, se ne mancano 30 ecc. Man mano che mi avvicino alla pensione diminuisco l’aggressività del mio portafoglio, consolidando i rendimenti dei 20/30/40 anni precedenti ed esponendomi sempre meno (nel bene e nel male) ai mercati finanziari.

        PUNTO 2) Guadagnare il 3/4% a fronte di uno storno del 6%? Giuseppe guarda che se il percorso fosse così “indolore” ci sarebbe da leccarsi le orecchie 🙂 firmerei SUBITO per avere un ritorno del 3/4% ed un drawdown massimo del 6%. Il punto è che il drawdown può essere anche del 50%, come è successo nel 2008. Poi però il capitale è raddoppiato. In 10 anni. Parlando di azioni globali.

        Ci sono dei modi per poter avere una relativa certezza di ottenere quei ritorni in “qualsiasi caso”. Serve però tempo ed un metodo di investimento personalizzato che impedisca all’investitore di mettere in atto comportamenti “umanamente naturali” ma finanziariamente sbagliati. Anche a questo servono i consulenti finanziari 🙂

        Moneyfarm non è un consulente finanziario, è un gestore di portafoglio. Che gestisce il denaro di 40.000 persone con 6 fondi dal più tranquillo al più aggressivo. I ribilanciamenti non sono personalizzati, come un qualsiasi fondo.

        Se arriva un 2008 qualsiasi fondo bilanciato del mondo avrà una, più o meno marcata flessione. Tutto dipende da quello che farai nel durante, dalle reazioni umane di fronte alla paura di perdere, di fronte alla tv che di colpo si mette a parlare di borsa ecc ecc 🙂

        Ti dico solo una cosa: io non investo da solo. Io mi faccio seguire da un mio collega consulente finanziario 😉

        • Giuseppe ha detto:

          ok, grazie dello “spiegone”. Solo che proprio alla fine mi hai instillato un dubbione: con la mia modesta somma investita io mi affido alla mia banca e a MF. Tu dici che ti fai seguire dal tuo collega. Cosa dovrebbe fare uno come me? La consulenza costa e rischia, con un orizzonte temporale lungo, di mangiarsi la maggior parte dei rendimenti. Il fai da te però è pericoloso no?

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Ciao Giuseppe, mi era sfuggita questa tua replica, mi dispiace 🙁 Provo a risponderti oggi.

            La gestione di portafoglio la fa Moneyfarm, la fa un fondo bilanciato/flessibile, la fa una gestione patrimoniale.

            E questo in un mercato finanziario che è globalizzato e che si muove ormai “all’unisono”. La verità è che sono i mercati finanziari a restituire, NEL TEMPO, i rendimenti agli investitori (più che l’abilità dei gestori.)

            La differenza non la fanno tanto i vari gestori citati sopra, ma la vera differenza in questo “nuovo mondo” la fanno I COMPORTAMENTI DELL’INVESTITORE.

            A maggior ragione in un settore dove Paesi come Zambia, Togo e Madagascar sono più avanti di noi italiani in termini di educazione finanziaria. E quindi i ragionamenti/comportamenti partono quasi sempre da logiche sbagliate. Gli italiani hanno DISPERATO bisogno di consulenza finanziaria, invece (comprensibilmente) si perdono a guardare se il prodotto X ha reso 1/2/3% in 1/2/3 anni. Siamo un po’ come quello che continuava a fissare il dito invece che la luna 😀

            Un investitore deve riuscire a ragionare in “veri termini finanziari”:

            -1 anno brevissimo termine
            -1/3 anni breve
            -3/7 anni medio
            -7/12 anni lungo
            -oltre i 12 lunghissimo termine

            Fare bilanci dopo 2/3/4 anni non ha senso, soprattutto in un contesto anomalo come l’attuale (tassi interesse NEGATIVI).

            Significa che dal 2015 in avanti, per avere ritorni “decenti”, serve ALMENO il 50/60% del portafoglio in azioni globali.

            Con il problema che se arriva un 2008, quel portafoglio finisce “sott’acqua” per diversi anni. E che si fa poi?

            Guarda gli ultimi 18 anni, che facciamo se arriva un 2007-2008?

            https://drive.google.com/open?id=1876mmyHtYwJnpId4DbINMUoVgIukwzVZ

            Bisogna imparare a ragionare per obiettivi temporali corretti. Lo dico da addetto ai lavori e da concorrente: secondo me Moneyfarm è un servizio di gestione portafoglio valido.

            Il punto è che il Premio Nobel all’economia del 2017 ha dimostrato che sono i comportamenti dell’investitore a fare la differenza 😀 non il gestore di portafoglio.

            E noi italiani siamo ultimi tra i Paesi sviluppati nella classifica dei comportamenti finanziari corretti.

            Detto tutto ciò, vale la pena in Italia di assumere un tutor finanziario che, tra le altre cose, mi gestisce i comportamenti finanziari al costo dell’1% annuo 😉

            Dipende: è dimostrato che meno una persona è finanziariamente preparata e meno riesce a rendersi conto di aver bisogno di un consulente finanziario. E’ un paradosso che si morde la coda da solo, ma tant’è: in Italia l’85% del denaro è in banche/posta 😉

  29. Antoine ha detto:

    Buongiorno a tutti.
    Era un pò di tempo che non scrivevo, qualcuno può aver pensato che il motivo era perchè le cose si fossero aggiustate. Seeee…
    Ho perso circa 1200 € negli ultimi 3 giorni…ma la cosa incredibile è che ne ho persi circa 300 ieri, quando c’è stato quel rimbalzo clamoroso, specie alla Borsa di New York.
    Ecco, stamani ho aperto il portafoglio convinto di aver recuperato perlomeno un aparter sosanziosa delle perdite dei due gironi precedenti, e questa è stata l’ennesiam amara sorpresa. Ho perso incredibilmente persino nell’azionario USA.
    No, c’è qualcosa che non mi torna, non è possibile, mi girano troppo…
    Ho provato a contattare quelli moneyfarm via chat, ma per ora non mi rispondono.
    Se qualcuno è capace di rispondermi sul perchè non c’è stato un recupero nemmeno nella giornata di ieri, e specie se ha replicato la mia stess situazione, gli sarei grato. Grazie.

    • raffaele ha detto:

      è una congiura contro di te…..

      gli etf del portafoglio di moneyfarm sono quotati sulla borsa di milano e il prezzo viene aggiornato il giorno successivo quindi si ha il controllo totale su quello che succede.

      da inizio anno il msci world fa -4% che ti aspetti possa fare il tuo portafoglio ?

      se poi uno si aspetti che moneyfarm sia cosi brava da fare meglio del mercato avete sbagliato prodotto per quello che costa già è tanto.

      • Antoine ha detto:

        Ho mai espresso compiuta l’idea che ci fosse qualcosa di preordinato al fine di fregare gli utenti di Moneyfarm e che io mi senta vittima in quel senso?!
        No, non mi pare.
        Ho solo detto che è “molto strano” che in giornate di prese molto positive, come quella nel caso del 26 marzo, ti aspetti un recupero sostanzioso e poi invece constati che hai addirittura perso.
        Questo non è “normale” nel senso del rapporto moneyfarm-mercati, ma non si vuol dire che c’è qualcosa sotto di irregolare.
        Semplicemente che è incomprensibile com equesto possa accadere, e che evidentemente gli etf inseriti nel portafoglio non riescano a performare nemmeno in concomitanza con gli exploit borsistici.
        Ti è chiaro ora il senso?

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Antoine,

      non fraintendermi, capisco la tua insoddisfazione esposta in precedenti post, ma mi trovo d’accordo con Raffaele. Non c’è nessun complotto/fregatura. E’ il momento di mercato.

      https://drive.google.com/open?id=1QGnkarGJdNIBcXku-kbSlZrSfFgSyg9U

      Vedrai che con il tempo (sicuramente più tempo rispetto a quello che avevi messo in preventivo) “rivedrai tutti i tuoi soldi” e guadagnerai anche. Hai fatto bene a non controllare l’andamento per un po’ di tempo, ma se posso permettermi il consiglio finale: non cercare di verificare l’andamento del tuo investimento in corrispondenza delle singole giornate dei mercati.

      Rischi solo di innervosirti ulteriormente e peggiori la situazione psicologica, abbassando la tua “resistenza psicologica” e giocando contro te stesso 🙁

      Se si verificasse una situazione come quella del 2008 come reagiresti? Nessuna l’aveva prevista, come nessuno ha mai previsto l’esatto arrivo di una più o meno forte discesa di mercato https://drive.google.com/open?id=1TUEzOM_66aSC0Aj5AfcDgh8XxKqGr929

      • Antoine ha detto:

        No, non sono d’accordo Luca, ma ne abbiamo già parlato.
        Se ti ricordi il mio orizzonte temporale predeterminato di 3 anni scade a giugno 2018. E per come ragiono io in questo senso, non sono pochi per vedere la qualità di un investimento.
        E d’altronde non si capisce cosa è che invece potrebbe far cambiare la direzione allungando l’orizzonte medesimo.
        Se, appunto, si riprensetasse un 2008, metti caso proprio da giugno di quest’anno, che senso avrebbe dire bisogna avere pazienza e allungare i tempi prima o poi ci saranno risultati positivi?!
        Ti ricordo ancora la formula che mi è stata espressa da moneyfarm fin dal primo giorno: investimento giusto x orizzonte temporale x diversificazione (asset)=profitto certo.
        Siamo alla fine del primo orizzonte, e sono in passivo del 2%, ma purtroppo al momento in cui scrivo, cioè maredì 3 aprile, il portafoglio non è aggiornato perchè è fermo a giovedì 29 marzo per le festività italiane.
        Quindi domani arriverà inesorabile un’altra botta visti questi 3 giorni trascorsi nel frattempo altamente negativi, specie a Wall Street. E non può essere che così.

      • Giuseppe ha detto:

        Luca Zaffaroni: se succedesse un 2008 ora credo che, ovunque tu sia ora, sentiresti le bestemmie volare! Che poi voglio vedere l’orizzonte temporale per recuperare il capitale! Mi sa che quelli che hanno investito a quei tempi a gennaio di quest’anno dovevano ancora arrivare allo 0% dopo 10 anni, poi è arrivato febbraio e sbammm!!! Io sono entrato in questo mondo solo a settembre 2017 e credo che me ne uscirò presto perché ogni volta che guardo la situazione mi risuonano in testa solo e soltanto due parole “PARCO BUOI” !!

  30. Gianluca ha detto:

    Ciao, sono completamente nuovo al mondo degli investimenti e stavo valutando l’ingresso a MF. Non ho capito se chi è entrato nel periodo “sbagliato” lo ha fatto con un PAC. A quanto ho capito il Piano di Accumulo consentirebbe di entrare nel mercato in periodi differenti minimizzando proprio i rischi legati al “timing” di ingresso di cui avete ampiamente parlato. I diretti interessati possono rispondermi o qualcuno può darmi delle delucidazioni in merito?

    • raffaele ha detto:

      ognuno ha le proprie esigenze il proprio orizzonte temporale una propria capacità di risparmio e soprattutto una propria emotività

      se pensi che utilizzare il pac per te sia meglio utilizza questa strategia perché sei tu che la notte devi dormire tranquillo.

      con il pac minimizzi il rischio timing ma puoi abbassare anche il rendimento finale questo per dire che non c’è nessuna formula magica e soprattutto nessuno di noi si sveglia la mattina e si scopre più furbo degli altri.

      noi investitori che non abbiamo una preparazione accademica e professionale sufficiente per capire/scommettere sul mercato dobbiamo basarci prima di tutto sugli aspetti psicologici alla base di un investimento.

      fra 10 anni il tuo pac potrebbe aver reso anche il 20% in meno rispetto ad un pic ma visto che nessun può dirlo oggi segui la tua logica.

  31. Francesco Schiano ha detto:

    Buongiorno Luca,oltre ad aver investito una piccola somma in Moneyfarm con un orizzonte temporale di 6 anni ad inizio anno ho investito tramite la banca credem in euromobiliare.
    Nello specifico mi hanno proposto e ho accettato di investire in:
    Euromobiliare progetto 2023(obbligazionario)
    Pir Italia flessibili
    Pac euro eq.D
    Vorrei sapere una tua opinione in merito.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Francesco, ti ringrazio per aver richiesto un mio parere.

      Sono molto perplesso circa la combinazione di prodotti che ti è stata venduta (o meglio dire piazzata).

      Ti hanno venduto un prodotto che distribuisce una cedola e che quindi sacrifica rendimento (causa mancato reinvestimento dei proventi e tassazione annuale degli utili distribuiti) per venire incontro all’esigenza del cliente di integrare i suoi redditi, giudicati quindi insufficienti per condurre lo stile di vita desiderato.

      Poi visto che i tuoi redditi bastano, ed anzi avanzano, per condurre lo stile di vita desiderato ti è stato venduto anche un piano di accumulo (magari con commissioni di ingresso, sarebbe una beffa) per accantonare un po’ di risparmi.

      Qualquadra non cosa 😉

      Per quanto riguarda il primo prodotto: ha un grave punto negativo “di struttura” (come si comporta sui mercati?? chi lo conosce?? …è privo di storico!!) ed ha un grave punto negativo “di servizio”: ti è stato venduto perchè la banca ha chiesto ai propri dipendenti di vendere tot milioni di quel prodotto tra novembre e febbraio.

      E’ il classico “prodotto da budget” tanto amato in questi anni dalle banche italiane in crisi di ricavi: la banca chiede alle sue filiali di vendere tot milioni di questo fondo nel periodo compreso tra metà novembre 2017 e metà febbraio 2018 per incassare la commissione dell’1,2%. La presenza della cedola e della scadenza certa (caratteristiche tanto amate da noi italiani) sono caramelle propedeutiche alla VENDITA di massa.

      Processo di vendita: devo generare tot ricavi, creo un prodotto (monomarca) e chiedo alla mia forza commerciale di venderne un tot ai clienti (il famoso “mal di budget del bancario”) affinchè la banca raggiunga quel volume di ricavi entro fine trimestre.

      Processo di consulenza: identifico i bisogni del cliente, studio e suggerisco una strategia per raggiungerli per poi consigliare/comprare sul mercato le soluzioni (multibrand) più adatte alla situazione.

      Il fondo scelto per avviare il PAC può anche andare bene come tipologia: è un azionario. Peccato che sul mercato degli azionari euro large cap, si posizioni 106esimo su 245, facendo peggio del benchmark ma soprattutto peggio della media dei suoi concorrenti. Come mai fra tutti i 245 proprio quello? 😉

      Il PIR è una scommessa azionaria geografica sull’Italia. Una piccola/piccolissima porzione del proprio patrimonio… perchè no?

      PS: Se per un mio cliente volessi scegliere un fondo obbligazionario globale flessibile a distribuzione dei proventi, sceglierei delle soluzioni con ottimi e duraturi risultati alle spalle che costano come o addirittura meno di questo “sconosciuto appena nato”.

  32. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Marco,

    sono d’accordo con te circa “la litania dei tassi che saliranno”: va avanti dal 2013 e nel frattempo chi non ha investito non ha raccolto i frutti.

    Il trend però è cambiato e non si può non tenere conto della situazione https://drive.google.com/open?id=1u9bcl0Rnu0-UpTT_Q7m4R9w6-jCxGJOB
    Ribilanciamento MF di Lorenzo https://drive.google.com/open?id=1NekYMB1OOMcHR8EftHAE2_aWKsyzK47t L’articolo era per aiutare chi investe a contestualizzare il momento storico nel quale si investe e prendere confidenza con il rischio tasso.

    Questo per evitare scene del tipo “eh sì, ho un profilo di rischio basso ma non chiedo tanto: mi accontento del 3%” ed evitare quindi delusioni/aspettative tradite (educazione dei comportamenti del’investitore) di chi dopo 2 anni è a -0,50% e si sente preso per il ***o.

    Sono mesi che scriviamo: investire non è cercare di azzeccare “cosa sale domani” ma significa 1) dotarsi di un metodo 2)investire per obiettivi ed orizzonti temporali 😉
    Quindi ridurre l’intervento a “il resto è tirare la monetina in base a quali articoli di giornale si sono letti” mi sembra un po’… riduttivo 😉

    “I fondi fanno generalmente peggio degli etf è una variabile certa” è una considerazione che espressa così è molto superficiale e non se ne può più di leggere frasi così pressapochiste.

    https://drive.google.com/open?id=1-xNnPgPE7YeN9F5zpP8dOFzz3GFoilUd è passiva, è nel portafoglio di Lorenzo e bisogna ancora sottrarre lo 0,70% di commissioni di consulenza di MF. Era il 16% del suo portafoglio. E’ passiva. Quindi è da comprare? pagandoci anche la consulenza? suvvia

    Ti porto uno dei tanti esempi attivi, pubblicizzato oggi su internet https://drive.google.com/open?id=1vpRuU7Er7sxn3A5_VrykACsJOLxXAYuY comparato con il miglior etf della categoria https://drive.google.com/open?id=1vJfeN4pzASRxU8TaXOJW2VCqzLuC4Y7B

    Ma non basta scegliere un prodotto attivo o passivo per “fare bene”, sappiamo che il miglior etf/fondo comprato nel momento sbagliato è peggio del peggior fondo/etf comprato nel momento giusto la questione è molto più delicata e complessa: https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

    Il grande PLUS della consulenza è quello di educare i comportamenti (behaviour) dell’investitore affinchè possa assumersi i giusti rischi, per il corretto orizzonte temporale. Il mercato ed i comportamenti corretti dell’investitore restituiscono i rendimenti.

    Chiaro, come in qualsiasi settore, i costi non devono zavorrare oltremodo i benefici del servizio, ma questo accade anche con il meccanico, il gommista, il medico, il carrozziere, l’elettrauto, il ristoratore, l’imbianchino, il concessionario auto ecc non devono spararmi prezzi assurdi a fronte di una qualità scadente. Ed allo stesso modo se fosse solo una questione di costi dovremmo tutti mangiare da mcdonald, indossare orologi di plastica, comprare gomme Chuexquha, usare smartphone Trapple e guidare auto Trabant.

    Si tratta, come sempre, di un rapporto QUALITA’ / PREZZO. E’ vero, soprattutto in Italia, che le banche e le poste infestano da anni il mercato portando avanti un’opera di mera VENDITA e COLLOCAMENTO, opera alla quale i dipendenti si prestano volenti, nolenti ed a volte ANCHE INCONSAPEVOLI. Fortunatamente non tutte le realtà sono così 😉

    https://drive.google.com/open?id=16079cEjgqkCQZfg1Be9xFn50KCi2_xYw Se nel 2018 qualcuno compra ancora il fondo attivo della sua banca/posta perchè è la banca/posta del papà, del nonno, o della provincia, perchè “mi fido” SENZA AVER APPROFONDITO LA MATERIA… chiaro, dopo non ci si deve lamentare se ti inchiappettano.

    Ma il problema non è se la strategia è attiva o passiva 🙂 Il problema è che mi sono fatto cambiare le gomme dal mio amico gommista senza informarmi, perchè mi è simpatico, mi fido… e non ho voglia di approfondire 😉

    PS: quando si dice che il 40/50/60% dei fondi non batte il mercato, tenete presente che i prodotti fuffa delle banche e delle poste FANNO MEDIA con i prodotti validi.

  33. Marco ha detto:

    Il Mantra dei tassi che prima o poi tornano su va avanti da almeno 4 o 5 anni…nel frattempo chi si è messo sul breve termine ha perso un sacco di opportunità. Prima o poi a forza di dire “attenti al lupo” il lupo arriverà ma quando? Si investe in base a ciò che si legge od in base ad una attenta analisi dei propri bisogni e delle proprie aspettative?
    Se i tassi salissero veramente, in un mondo pieno di debiti, penso che il big-bang a confronto sarebbe un piccolo petardo.
    Intanto che il tempo passa i bond edi ETF lunghi si sono messi da parte delle buone cedole mentre i fondi a breve termine hanno macinato commissioni rendendo le briciole per i clienti.
    Morale: i tassi non sappiamo dove andranno, prima o poi saliranno…forse. Basta diversificare bene ed organizzare i propri investimenti in base a quando serviranno senza la pia illusione di indovinare quando i tassi saliranno, o le azioni crolleranno. L’unica cosa certa sono i costi, quelli si pagano sempre anche se i mercati vanno male. Pure il fatto che i fondi fanno generalmente peggio degli ETF è una variabile certa e da tenere in considerazione quando si investe, tutto il resto è tirare la monetina in base a quali articoli di giornale si sono letti.

  34. Marco ha detto:

    Il problema non è se in un dato periodo si guadagna o si perde…il problema è come si è comportata la media degli altri gestori in quel periodo.
    In un periodo negativo i fenomeni non ci sono però se Money Farm in 3 anni fa +0, ….. mentre una media di fondi bilanciati mi fa +4 allora non ci siamo proprio.
    Spero di essermi spiegato.

  35. Paolo ha detto:

    Vedo che tutti si sono calmati adesso…

  36. Mauro ha detto:

    MFM da la possibilità di investire con PAC ?????

  37. Giuseppe ha detto:

    Oggi i due portafogli sono tornati in positivo: 0,4% e 0,6%. Che ne dite, riportiamo tutto a casa prima che tornino sotto? …

    • Antoine ha detto:

      Eh, se io fossi in te sicuramente si, non vedrei l’ora di poterlo fare con il mio e uscire da questa nulla…
      Ma non vuole essere altro che una risposta di parte.

  38. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Werther,

    ti ringrazio per i complimenti 🙂 Li faccio io a te: stai adottando l’approcio ideale ai tuoi investimenti!! 😀

    Approfitto della tua “corretta impostazione mentale” per ricordare a chiunque abbia investito o sia in procinto di farlo come funziona un INVESTIMENTO (con un esempio/immagine molto semplificata).

    Perchè investire in finanza? Utilizziamo i nostri 100.000 euro per aprire un bel ristorante e lasciamo che un professionista della ristorazione lo gestisca per noi. Ipotizziamo quindi che il ristorante produca 10.000 euro di utili l’anno. Ipotizziamo che durante il secondo anno di attività giri voce che il sindaco vuole chiudere al traffico il centro città (luogo dove si trova il mio locale)… cosa succederà al PREZZO del mio ristorante se volessi venderlo in quei giorni? un disastro… ma ciò non significa necessariamente che il mio ristorante non genererà utili.

    https://drive.google.com/open?id=1n7xIOE51RGtAdg0dSrUbYCvjThs25Q9z

    Chiaro, se nel tempo il ristorante “va male”, prepariamoci a dire addio a tutta o ad una buona parte del nostro capitale.

    Allo stesso modo, se investiamo 100.000 euro nell’azione NESTLE’ (esempio a caso) e gli affari dell’azienda non vanno per il vero giusto, prepariamoci nel corso degli anni anni ad una fetta del nostro capitale.

    Comprare un ETF o un FONDO consente di diversificare, investendo rispettivamente in 1000 e 100 aziende, percependo i loro utili/cedole ed evitando di perdere irrimediabilmente il denaro investito nel caso una singola azienda incontrasse problemi gravi.

    Si investe per gli UTILI e le CEDOLE, non perchè le “curve salgono” 😀 Le “curve che salgono” sono la rappresentazione grafica dei prezzi delle aziende + gli utili accumulati e reinvestiti. Sono le aziende/stati/persone che lavorano, spendono denaro e restituiscono prestiti/pagano interessi.

    Per questo servirebbero almeno 5 anni per Investire, soprattutto in periodi di tassi negativi. Lo “slider” di Moneyfarm a tal proposito credo sia letteralmente VELENO per chi investe e non è preparato, stante che crea delle aspettative pesantemente errate… non necessariamente per i risultati ottenibili (nel lungo termine) ma per l’andamento della curva!! https://drive.google.com/open?id=1_1qLZLJhDpATg1dzGXcmcCsut3YmQkXW

    Chiarire bene logiche, potenziale andamento ed aspettative del cliente è la base delle mansioni di un CONSULENTE FINANZIARIO. Come fai a gestire l’emotività di una passeggero se prima di partire per un lungo viaggio in mare gli hai detto: “Tranquillo, sarà tutto liscio e calmo”

    Alla prima onda si spaventa, alla seconda è panico, alla terza vuole abbandonare la nave.

    • Mauro ha detto:

      Sto seguendo la discussione per pura curiosità, mi pare di aver capito che chi si lamenta dei cattivi risultati sia entrato, (pur se in una gestione diversificata) investendo tutto in un’unica soluzione…..beh questo non si fa.

    • Giuseppe ha detto:

      Luca Zaffaroni: capisco benissimo il tuo concetto ma anche se sono completamente ignorante in materia capisco che se investo 100.000 euro in un ristorante e dopo 10 anni lo rivendo a 110000 euro (a cui togliere le tasse) ho fatto un pessimo investimento perché ho rischiato di perdere un sacco di soldi a fronte di averne guadagnati pochissimi. Detto questo vuol dire che se io investo i miei soldi in MF o in qualsiasi altro gestore io mi aspetto un rendimento adeguato, chiaramente non in un anno ma nemmeno in 30, cioè quel 5% e passa (lordo) medio all’anno dichiarato sul sito per il portafoglio 5 in 7/10 anni io lo pretendo se no per cosa li ho rischiati i miei soldi? Per far guadagnare il gestore? Tanto lui la sua percentuale la prende comunque vada l’andamento…

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Giuseppe,

        sono d’accordo con te: il rischio che un investitore si assume deve essere remunerato. Analizziamo la situazione 2018.

        In questo momento i tassi dei bond europei sono negativi a causa del Quantitative Easing attuato dalla BCE. Quindi rendimento bassissimo se non addirittura negativo.

        Paradossalmente, il rischio che qui ci si assume è alto: qualcuno dice che la prossima crisi finanziaria partirà proprio dal debito europeo. Pensateci: Governi che in passato si sono stra-indebitati, oggi sono in conclamata crisi economica e demografica (Italia purtroppo in primis). E non saranno quindi in grado di far fronte ai propri impegni. Un rischio simile oggi è remunerato zero o addirittura negativamente.

        Le obbligazioni corporate hanno anch’essi rendimenti piuttosto bassi, sempre a causa del quantitative easing in vigore in Europa.

        Negli USA i tassi sono molto più alti, ma noi europei dobbiamo fare i conti con il rischio cambio, capace nell’anno “sbagliato” di soffiarci contro anche un (temporaneo) -20%.

        Questo è in estremissima sintesi il quadro obbligazionario.

        Se si vuole ottenere rendimento dai propri investimenti in questo quadro, è chiaro che bisogna guardare altrove.

        L’esempio del “fondo ristornate” è una metafora di come funziona la logica di un investimento in un fondo azionario. Il ristorante è UNA attività economica, che nel caso in cui dovesse “girare male”, fallisce e perdi molti soldi.

        Il fondo/etf investe DIVERSIFICANDO in 100/500/1000 attività economiche, di più paesi, di svariati settori. Nell’orizzonte temporale corretto otterrai i tuoi rendimenti, grazie agli utili delle aziende. Eventuali aziende che dovessero “finire male” saranno una piccolissima parte, più che compensata nel tempo dagli utili delle altre.

        NB. Attenzione: il 5% dichiarato dal sito con quel modello è da prendere con enormi pinze. Si tratta di un modello statistico applicato/applicabile a qualsiasi portafoglio/fondo/etf. Io personalmente non lo mostro mai perchè lo ritengo gravemente fuorviante. NESSUNO sa quanto si potrà guadagnare con CERTEZZA.

        Da quello che molte persone mi dicono/scrivono, mi sembra di capire invece che molti hanno deciso di investire proprio dopo aver visto quel modellino, dopo aver SAZIATO la propria “sete mentale di certezza” … che certezza non è assolutamente!!

  39. Werther ha detto:

    Ciao a tutti ,complimenti perchè queste discussioni sono molto utili a chi come me non è un super esperto….soprattutto complimenti a Luca Zaffaroni che si vede essere del mestiere e molto preparato.
    Detto questo,anche io sono cliente Moneyfarm con due portafogli (2 e 5) più Pac da più o meno 2 anni e anche io ho vissuto periodi di verde e di rosso,però prima di investire con loro mi sono ben schiarito le idee…cioè,mi sono prefissato un arco temporale di minimo 10 anni e non mi importa come performano i portafogli in questo arco di tempo io vado dritto per la mia strada mantenendo salda la mia programmazione e solo allora si vedrà.
    Poi correggetemi se sbaglio,ma io non la vedo così negativa vedere il segno meno per un po’,per chi fa piani di accumulo forse è meglio….

    • Antoine ha detto:

      Mah, se per te 10 anni sono l’ideale vai dritto per la tua strada.
      Per me è un assurdo, ma la mia opinione non essendo in te conta poco.

      • Werther ha detto:

        Ciao Antoine,10 anni non sono l’ideale per me,ma per il tipo di investimento che hai fatto tu con Moneyfarm….(medio lungo periodo…secondo me meglio lungo)

  40. Marcos ha detto:

    salve a tutti e complimenti per il blog e i commenti competenti.
    Volevo sapere se nei 6 differenti tipi di portafoglio con diverso grado di rischio è possibile sapere qual è la probabilità di una possibile perdita?

    • Antoine ha detto:

      Ce l’hai in tutti i 6 livelli il rischio di perdere.
      Il problema, per mia esperienza o ormai mia idea conclamata, che più basso è il livello e meno possibilità hai di performare, intendo anche minimamente.
      Ovviamente più in alto vai e i brividi salgono, ma questo è scontato.

      • Marcos ha detto:

        Grazie della risposta ma intendevo se è possibile sapere qual è questa differenza tra i vari livelli di rischio. E’ possibile sapere se per esempio con un livello di rischio 1 la probabilità è del 5%, mentre con un livello di rischio 6 è del 50% (dico per dire)?

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Marcos,

      la probabilità di perdere è generalmente misurata con quello che si chiama VAR (Value at Risk), espresso con un numero %.

      Il VAR esprime in percentuale la perdita massima che un portafoglio di investimento può realizzare nell’arco di un giorno nel 95% dei casi.

      (Esistono diverse varianti di formule VAR, alcune che esprimono il valore nel 99% dei casi o che calcolano l’oscillazione su base settimanale.)

      Ti faccio un esempio di applicazione del concetto di VAR ad un portafoglio di investimento.

      Un portafoglio ha VAR 2%. Significa che, in un singolo giorno di contrattazioni quel portafoglio perderà al massimo il 2% del suo valore (e questo nel 95% o 99% dei casi, quindi si parla di certezza quasi assoluta).

      Generalmente portafogli con VAR più elevato sono quelli che nel tempo portano maggiori rendimenti, a costo di una volatilità maggiore.

      • Antoine ha detto:

        Cos’è la moviola dei mercati? :-)…

      • Marcos ha detto:

        Grazie della risposta.
        Quindi quel valore dovrà essere comunicato direttamente da Moneyfarm?
        Per un investimento a lungo termine (>10 anni) consiglieresti VAR più elevato perchè la volatilità inciderà meno tenendo conto dell’intero periodo? O c’è il rischio, in un ipotetico crollo borse tipo 2008, di perdere gran parte dell’investimento?

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Marcos,

          Sì, il VAR del portafoglio è comunicato da Moneyfarm.

          Sì, per un investimento di lungo termine generalmente si consiglia un VAR elevato.

          Fino a 3 anni breve termine
          Fino a 6/7 anni medio termine
          Fino ai 10/12 anni lungo temine
          Oltre i 12 anni lunghissimo termine

          Se investi il tuo denaro per lungo termine a VAR basso perdi delle opportunità. Chiaro che il VAR del portafoglio deve essere ben discusso con il proprio consulente finanziario, non solo in base ai propri obiettivi/orizzonti temporali, ma anche in base alla personale propensione al rischio (leggi anche tolleranza emotivita alla volatilità). Emotività sulla quale lavora un bravo CONSULENTE FINANZIARIO, che eroga educazione finanziaria al proprio cliente.

          Ti linko un esempio di 3 investimenti sui mercati finanziari: un azionario globale, un flessibile moderato ed un flessibile prudente. Mercati dove lavora un GESTORE, che gestisce il denaro all’interno di modelli di gestione del rischio.

          https://drive.google.com/open?id=1j0pss_RlQ3SR3z54UK_yOiLhq232yDYi

          Nessuno può sapere quando arriva un 2008. Quando arriva, i portafogli a VAR più elevato subiranno le maggiori variazioni negative. Se non vendi in quel momento NON PERDI SOLDI. Se ti sei detto “10 anni”… rispetta i 10 anni. Ogni 10 anni ce ne sono 1/2 cattivi, 5 medi e 3/4 buoni o molto buoni (al netto di Guerre Mondiali, enormi sconvolgimenti).

          Investire diversificando è una disciplina statistica più che finanziaria. I rendimenti sono proporzionali al tempo per il quale si rimane investiti, ai rischi che si assumono ed ai comportamenti che si sono tenuti.

          https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

          Se si assume poco rischio, per poco tempo (a maggior ragione in periodi di tassi negativi) c’è il forte rischio di non ripagarsi i costi di gestione del servizio.

          • Marcos ha detto:

            Grazie per le risposte sempre puntuali ed esaustive.Approfitto della tua disponibilità.. Se ho capito bene il problema è l’emotività? Agendo da “robot”, la scelta migliore sarebbe rischio alto e investimento a lungo/lunghissimo termine, in questo modo si superano anche le crisi tipo 2008 e i rendimenti sono comunque positivi?
            Se però i miei ipotetici 10 anni di investimento fossero finiti nel 2009 non avrei perso metà del mio patrimonio investito(come da tua slide)? Quindi la soluzione sarebbe fattibile solo se uno avesse la possibilità di allungare la durata dell’investimento fino a recuperare la perdita e non disinvestire? Servirebbe avere a disposizione un altro portafoglio a rischio basso per poter usufruire di eventuali disinvestimenti non pianificati?

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Marcos. Come già accennavi tu, investire non è una scienza esatta.

          “Apro un’attività investendo il mio capitale e fra 4 anni e mezzo esatti la cedo in utile”… Nessuno può saperlo con esattezza

          Diciamo che diversificando correttamente per asset ed orizzonte temporale si può rivalutare correttamente il proprio capitale, nel tempo.

          Si chiama METODO DI INVESTIMENTO (al servizio di una pianificazione finanziaria) e “viene prima” dei portafogli/degli etf/dei ribilanciamenti/dell’indipendenza/dell’attivo vs passivo/delle
          pubblicità in televisione e delle app accattivanti… insomma, viene prima tutto ciò su cui i risparmiatori normalmente si concentrano ma che in realtà serve poco o nulla 🙂

          La sostanza come stai intuendo tu è da tutt’altra parte 😀

          “Di quanto disponi?” “100k euro.”

          “Che investitore sei?” “PRUDENTE”

          “…ok, 100k investiti in profilo prudente.”

          Niente di più “sbagliato”

          • Marcos ha detto:

            Ne approfitto della tua disponibilità per un ultima cosa.. Da che importo vale la pena farsi seguire da un consulente indipendente rispetto a un servizio tipo moneyfarm? E che costi ci sono per un servizio come il tuo?

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Marcos,

          credo che nella vita almeno UN incontro con un professionista del settore debba essere fatto, poichè i danni della mancata pianificazione finanziaria sulla vita degli individui (nel 2018) sono molto impattanti.

          Diverso era il discorso nel passato: Mamma Stato garantiva pensioni pari allo stipendio (ed indirettamente pure un bel TFR al momento del pensionamento), sanità per tutti, interessi al 4% e capitale garantito per tutti… a chi serviva un consulente finanziario in un mondo così? 🙂

          Purtroppo a furia di GARANTIRE, Mamma Stato si è indebitata ben oltre le proprie capacità di rimborso ed è fallita. Viviamo il risultato di questa situazione da circa 10 anni e lo vivremo purtroppo per almeno altri 10/15.

          Ed ecco che ora gli italiani (spiazzatissimi, in quanto nessuno ha mai fornito loro educazione finanziaria di base) si trovano a dover soddisfare i bisogni finanziari in passato soddisfatti da Mamma Stato: calcolare il gap previdenziale ed investire risorse in base al tempo/obiettivo per ricevere in futuro una pensione dignitosa, investire evitando i crac finanziari per evitare di perdere tutto in una notte (Bail in, Etruria, veneto Banca ecc), automatizzare il risparmio per poter disporre un giorno di risorse che ti evitino 12 mesi di attesa per un esame medico importante, iniziare un PAC fin dalla nascita di tuo figlio in vista della sua università a Londra tra 20 anni.

          Insomma, tutta questa premessa per dirti che la frase “Mah, sotto i 10.000 euro non vale la pena affidarti ad un consulente finanziario” credo sia concettualmente sbagliata.

          In realtà anche chi non può contare su grandi patrimoni dovrebbe (a maggior ragione) affidarsi ad un consulente finanziario che possa aiutarlo a studiare e realizzare negli anni/decenni un piano finanziario.

          In realtà il problema se lo dovrebbe porre il consulente: “Ma vale la pena di avere clienti sotto i 10.000 euro? me la ripago la benzina ed il tempo di ogni appuntamento?” 🙂

          Vivo la risposta di persona tutti i giorni: internet/Skype sono un mezzo potentissimo che consente al consulente di incontrare molti clienti ogni giorno… senza muoversi dal proprio ufficio, e rendendo sostenibile il servizio anche a piccoli/piccolissimi clienti. Certo, un cliente “piccolo” richiederà 2/3 incontri di un certo tipo l’anno, mentre un cliente “grosso” ne richiederà almeno una dozzina e di altro tipo.

          Ma alla fine quanto costa un consulente finanziario? Dipende dalla forma della consulenza e da come viene impostato il contratto di consulenza.

          Generalmente il costo di un consulente finanziario è una %annua applicata sulle somme in gestione. Quindi essendo un costo % e non fisso, non richiede necessariamente grosse somme.

          In questo link trovi l’esempio di un “tipico” portafoglio moderato (circa 50% obbligazionario e 50% azionario) con l’andamento, le performance ed i costi prendendo in considerazione il periodo compreso tra il 15/05/2015 ed il 16/02/2018.

          https://create.piktochart.com/output/28174560-esempio

  41. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Antoine, qui non ti preoccupare: sei abbastanza in linea con il mercato.

    https://drive.google.com/open?id=11krBWUSuNKeLXxBBPm1MzvnRZ1nBRLiF

    Il Dow Jones ha perso oltre il 10% in meno di 10 giorni, poi ieri sera ha chiuso bene ed ha limitato i danni.

    https://drive.google.com/open?id=1oqb84ht9k3eHqSsnN87AbOGFGUFJy08Z

    Wall Street è il cuore del mondo finanziario, le Borse del mondo si muovono in funzione dei movimenti dell’SP500.

    Non solo le borse sono ormai correlate (altro effetto della globalizzazione) ma anche le asset class ormai sono molto correlate tra loro. Molti dicono che i bond stessi siano in bolla (dopo 30 anni di tassi in discesa). Senza contare che l’asset class “free risk” per eccellenza per noi investitori europei (i bond governativi europei) hanno rendimenti negativi, sono ad un passo dalla fine del QE e c’è qualcuno che inizia a dire che la prossima crisi finanziaria partirà proprio dai governativi UE (l’Italia potrebbe essere una delle micce 🙁 )

    Insomma, non si potrà scappare dalla volatilità. A maggior ragione bisognerà pianificare e rispettare gli orizzonti temporali.

    • Antoine ha detto:

      Ma una volta, intendo fino allo scorso anno, ancora prima di controllare il portafoglio, bastava dare un’occhiata a Wall Street o Tokyo e capivi l’andazzo della giornata. Il mercato italiano praticamente incideva quais niente.
      Quindi le borse e gli asset saranno correlati come ovvio, ma qui non c’è più un filo conduttore se con New York ampiamente positiva vedi che poi questo ha portato non alla limitazione dei danni, ma addirittura a una perdita sostanziosa.
      Per la cronaca solo ieri ho perso circa 700 €.
      E in molti cominciano a parlare della famosa soglia fisiologica del -20% nelle Borse di tutto il mondo, come saprai, ma in particolare a New York. Ora siamo ampiamente già a -10.
      Speriamo bene, finora non se n’è visto.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Tieni duro Antoine, salvo casi eccezionali nei prossimi 10 anni il mondo “non si imbarcherà mai” senza via di ritorno. Continuerà a crescere, come sempre. E’ il percorso che è “tortuoso/volatile”. Chiaro, il tuo orizzonte temporale dei 3 anni và purtroppo rivisto.

        • Antoine ha detto:

          Ah beh, purtroppo dovrò rivederlo per forza, e questo non mi piace.
          Ovviamente pensavo che le cose sarebbero andate diversamente, e a giugno quasi sicuramente sarò ancora sotto se non peggio.
          Ma il problema è con quale spirito dovrò continuare a insistere per altri due anni minimo: nei primi 3 ci sono state le crisi, poi superate, ma per il portafoglio di benefici manco l’ombra nemmeno con il sole.
          Mi chiedo perché mai nei due anni successivi la rotta si debba invertire, quando tutti gli analisti danno ora un’inversione di tendenza certa al ribasso per il 2018 perlomeno, e questo si sta già vedendo ampiamente.
          Proprio non capisco secondo quale principio dovrei fare exploit continuando a insistere alla base di quello che è stato finora.
          Dimmelo tu…

  42. Antoine ha detto:

    Altra botta sul portafoglio.
    Sembrava che alla fine con il rialzo di Wall Street le cose si fossero un pochino riassettate, e invece apro il portafoglio e trovo la brutta sorpresa. Ora siamo a -2,65, e ho visto hanno anche fatto ricorso alla liquidità.
    Una volta l’andamento era prevedibile anche solo guardando le borse Tokyo e New York, ora non si capisce più niente cosa incide.

  43. Luca Zaffaroni ha detto:

    Vi posto in fondo al commento il link ad un interessante articolo del Sole 24 ore di oggi, anticipo un estratto:

    -“Molti gestori ora sanno che i tempi belli – dove sale tutto senza grossa fatica – sono finiti. Per tornare a fare la differenza bisognerà essere bravi nello scegliere titoli e settori vincenti e scartare quelli più deboli, destinati ad accusare il colpo durante le fasi di correzione.
    -La percezione del rischio sta cambiando anche tra i piccoli risparmiatori, già da tempo spiazzati nello scegliere l’investimento giusto in un contesto di tassi bassi e azioni molto care.
    -“Se gli ultimi anni della crisi hanno introdotto nel dizionario delle famiglie la parola spread ora rischia di entrare nel dibattito economico popolare un altro termine: volatilità. Nei prossimi giorni il grafico chiave da monitorare sarà quindi quello del Vix. Se non si ammorbidirà c’è il rischio che gli algoritmi tornino a vendere. A quel punto la soglia del -20% potrebbe pericolosamente avvicinarsi.”

    Scegliere titoli giusti e rinnovare/inventare (grazie a 25 anni di esperienza nel campo alle spalle e miliardi di dollari in gestione da tutto il mondo) una strategia che funzioni anche con l’imprevisto arrivo dei tassi negativi. Gestione attiva certo, e la paghi.

    Come gestisci la “liquidità investita”con etf in periodi di tassi negativi? con Obbligazionari europei 1-3 anni (e paghi la consulenza anche su quella parte di portafoglio liquida 😉 )

    https://drive.google.com/open?id=1DOEzdyoYJzyHV-rbiAu2cfn0nbeEdoGm

    Altri gestori (c) attivi (cattivi perchè costano 😀 ) di vari flessibili (classificati come prudenti e moderati) gestiti in sedi sparse per il mondo… lavorano da lustri nel settore e spendono milioni di dollari in ricerca ed analisti. In competizione tra di loro per convincere i consulenti di tutto il mondo affinchè affidino loro parte dei patrimoni dei loro clienti…

    https://drive.google.com/open?id=0B_kyJVhWYRypSDUxNUo3VndPN0E

    Rischio gestore (il rischio che un gestore non prenda decisioni giuste) facilmente diversificato. Come ad esempio il flessibile verde acido (potrebbe essere MF? no, perchè forse il ptf prudente di MF ha perso il DOPPIO a febbraio 2016 😉 ). Anche io potrei investire una grossa parte del denaro dei miei clienti su un solo flessibile SPERANDO che sia quello giusto.. se il gestore ci azzecca (quello da +14%) il cliente è felice, se sbaglia perdo il cliente… Posso investire SPERANDO? No… quindi DIVERSIFICO

    Questi sono prodotti a gestione attiva con indicati i costi totali (gestore+consulente) pagati dal cliente… E manca da vedere il valore aggiunto portato dalla selezione degli strumenti, la ricerca, l’aggiornamento quotidiano, la pianificazione, lo studio e l’affinamento continuo della strategia, la sua applicazione, il monitoraggio continuo dei portafogli, l’assistenza e la formazione prima e durante l’investimento al cliente per evitare che scenda spaventato dalla macchina al 2 km… insomma, ore ed ore ed ore di CONSULENZA 😉 (mentre altri professionisti selezionati in giro per il mondo svolgono un’altra mansione, ovvero GESTISCONO il denaro).

    “Basta” scegliere il consulente giusto 😉 è vero, non è facile scegliere. Se ne sentono di ogni e non si capisce come fare per capire quale modello di consulenza celi in realtà una mera attività di collocamento di prodotti e quale invece porti vero valore aggiunto.

    Chiedete/leggete cosa dicono i suoi clienti di lui. Ma questo non basta: insospettitevi se non vi pone domande, se usa solo prodotti con il nome della banca, se non vi spiega chiaramente la strategia che ha in mente. Se parla solo di prodotti/offerte/conti deposito in promozione scappate!

    Consulenza https://drive.google.com/open?id=1NsQz5srzjB3s4f5XqRKgafuSF5r3bUEu

    Consulenza condizionata https://drive.google.com/open?id=1TdYIp58ibomrbt-dGzevFP2rc2GJ-L_O

    Banca classica https://drive.google.com/open?id=1mSVkGIIsW1ULE2-tgdFJ0mG6P7WCt2sJ

    Buon we di studio 🙂

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-02-09/settemila-miliardi-persi-10-giorni-come-cambia-percezione-rischio-borsa-145206.shtml?uuid=AEYZAVxD

  44. Fabio ha detto:

    Buongiorno, sto valutando un’eventuale investimento tramite MoneyFarm.
    Mi chiedevo, ma una volta attivato l’investimento nell’area privata online di MoneyFarm non dovrebbero comparire tutti i codice dei ETF acquistati, con il numero di quote per ciascun ETF ?
    Se e’ cosi’ basta poi verificare il controvalore di ciascun ETF su qualsiasi sito online, per sapere esattamente il controvalore dei nostri soldi.
    Non e’ cosi’ ? Mi sto perdendo qualcosa ?
    Grazie

    • Antoine ha detto:

      Dovrebbe essere così, ci sono anche i link predisposti su ogni asset. Ma io non sono tanto paziente da andare a controllare uno x uno gli ETF.
      E poi oltre a non averne voglia di farlo, forse nemeno tanto capace di fare un rendiconto abbastanza complesso come quello.
      Poi ovviamente ci si fida, nonostante tutto.

  45. Giuseppe ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    sono un utente Moneyfarm da settembre 2017. Lo so , è un orizzonte temporale molto breve ma anche a me come un altro utente qui sopra sembra che quando il mercato viaggia a vele spiegate come negli ultimi mesi i portafogli crescano pochissimo e poi quando le borse vanno giu i portafogli crollino. E’ normale tutto questo?
    A me in particolare non tornano i calcoli che stanno dietro a questi andamenti, è possibile che possano essere “aggiustati”? In fin dei conti chi controlla che il gestore non si tenga per se un po’ dei guadagni dei portafogli e scarichi un pò di perdite in più?
    Sono troppo diffidente?

    • Antoine ha detto:

      E’ una cosa che mi sono chiesto fin dall’inizio, purtroppo…
      Più di una volta è accaduto che quando andavo a controllare la pagina online del mio portafoglio segnasse una cifra, poi dopo minuti ne segnasse un’altra, naturalmente più bassa. E’ successo anche l’altro giorno, dopo il lunedì nero. Avevo aperto con un cifra che segnava perdita ma contenuta, 400 €, dopo minuti ho aggiornato e ne segnava un’altra, quasi 900 € di perdite…
      Una volta gliel’ho fatto presente, e mi hanno detto che era stato un errore del server.
      Il problema poi non sta tanto in un’eventuale manomissione dei dati, quanto avere la possibilità di poter controllare per conto nostro la veridicità dei dati.
      Se qualcuno sa come poter fare per controllare l’andamento regolare degli ETF del proprio portafoglio, autonomamente, lo dica.

    • Martino ha detto:

      Se sei con Banca Sella puoi verificare sul loro home banking.

      • Antoine ha detto:

        Ma su Banca Sella viene fatto il resoconto totale dei miei asset come sulla pagina di Moneyfarm, o devo andare a spulciarne uno per uno?

        • Antoine ha detto:

          Poi una volta mi ricordo ne discussi con uno di Moneyfarm l’anno scorso, poichè i conti appunto non sembravano tornare se si faceva il conto + e – dei vari asset con le percentuali. Mancavano 500 €.
          Loro hanno detto che bisogna considerare e conteggiare anche tutte le spese di compravendita del ribilanciamento, che nel portafoglio non sono incluse.

        • Martino ha detto:

          Non ho tempo per andarci ora ma mi sembra ci sia in ogni caso il totale

  46. Mauro ha detto:

    Vorrei riportare un messaggio di risposta ad un utente di un forum di finanza da parte di Moneyfarm (Daprà o chi per esso):
    “Buongiorno… la nostra visione di lungo periodo non cambia in base a un movimento di breve periodo quindi non prevediamo correzioni specificamente legate a quanto successo nei giorni scorsi. Prevediamo un ribilanciamento nei prossimi giorni ma si tratta di una operazione precedentemente programmata e che mira a riallineare i portafogli alla strategia che abbiamo pianificato per il 2018 (consultabile qui http://blog.moneyfarm.com/it/portafogli-strategici-2018/)

  47. Luca Zaffaroni ha detto:

    Volevo lasciare un messaggio a beneficio di tutti, magari aiuta a chiarire aspettative di risultato e servizio circa Gestione e Consulenza finanziaria.

    Ribilanciare i portafogli, caricare rischio, scaricare rischio, sovrapesare azioni ue, sottopesare oro, comprare volatilità, aumentare posizione in Bund ecc ecc

    Questa NON è consulenza finanziaria.

    Questo è il lavoro di un GESTORE di un fondo flessibile, che fissa dei parametri di volatilità/rendimento entro i quali il fondo può muoversi ed effettuare tutte le modifiche del caso al fondo. A seconda del momento di mercato nel quale entri avrai dei ritorni diversi ma, nel lungo, poco importa quando sei entrato.

    Esistono sul mercato 400 fondi flessibili, ognuno con le sue idee/logiche/convinzioni/algoritmi. Moneyfarm è il 401 esimo. Solo che a differenza degli altri 400 con cui non puoi parlare, con Moneyfarm il cliente ha anche modo di parlare, perchè cerca di farti ANCHE da consulente finanziario.

    Il problema è che Moneyfarm cerca di spiegarti e gestirti l’emotività (ruolo del consulente finanziario) ma NON può fare nulla per gestire il vostro timing di ingresso nel mercato (perchè GESTISCE in maniera standardizzata 6 fondi).

    E’ un ENORME equivoco alla base.

    Consulenza finanziaria significa invece significa analizzare la persona e la sua situazione nel complesso, individuare i suoi bisogni finanziari e quindi stabilire quanto si può lasciare sul cc, quanto investire a 5 anni, quanto a 10 e quanto per la pensione. Perchè più un investimento oscilla e più porta rendimento, ma servono anni e la NOSTRA MENTE E’ NATURALMENTE SETTATA SU QUESTA SERA, non su “tra dieci anni”

    Quanto accantonare ogni mese. Fare il mutuo o no, cambiare casa o no. Usare i soldi o no. Percepire cedole sul conto o reinvestirle. Sei assicurato? non è che tieni i soldi sul cc a zero “perchè non si sa mai” e quando arriva l’evento X quei soldi non bastano e sei spacciato? E poi scopri che bastavano 200 euro per coprirti dal rischio… e se nel frattempo avessi investito quel denaro NEL TEMPO il suo valore sarebbe aumentato ben oltre i 200 euro l’anno.

    Si scelgono poi gli strumenti per raggiungere i vari obiettivi e capire la strategia che si intende perseguire per raggiungerli, difendendo il cliente da se stesso (salute e soldi fanno agitare le persone. pensate alla funzione del pediatra: genitori in panico, il pediatra visita e dice “tutto ok sta bene, disdicete pure l’appuntamento con l’esorcista) nel viaggio dentro un mondo incomprensibile ai più e controintuitivo, dove se giri il volante a destra (sembra facile) in realtà la macchina svolta bruscamente a sinistra.

    A quel punto parte la frustrazione, ci si incazza e si scende dall’auto (in corsa facendosi male a volte) 3 km dopo essere partiti per un viaggio di 10/20/30/40km a seconda dell’età alla quale ci si mette in viaggio. “Ecco queste macchine sono una truffa”

    La consulenza ai vostri soldi la fa il gestore
    La consulenza a voi la fa il consulente finanziario

    I rendimenti li restituiscono 1) i mercati 2) i comportamenti corretti

    3) non pagate costi inutili, ma prima bisogna capire quali sono quelli utili 😀

  48. Mauro ha detto:

    Non che l’altra alternativa (Euclidea) stia facendo meglio, sono in negativo ambedue (ho 2 portafogli classificati p5 partiti a inizio gennaio 2018, uno in MF da +1,6% a -3,37%, uno in Euclidea più diversificato e con meno azionario da +0,39% a -2,19%). MF ha iilustrato alla fine di Gennaio le sue considerazioni sul 2018, Euclidea ha mandato ieri un’email ai clienti commentando quello che sta succedendo sui mercati. Cosa accadrà ? “Lo scopriremo solo vivendo”. Molti scrivono che cosa hanno (livello del portafoglio, gestione patrimoniale o no, pac o no, etc.), mi piacerebbe lo facessero tutti almeno ci si fa un’idea più precisa perchè altrimenti è come dire “settimana scorsa ho comprato azioni e adesso sono a -20%” chi ? cosa ? come ? Io il PAC l’ho fatto, probabilmente ci metterò dentro ancora qualcosa se ho liquidità e non trovo altre alternative…

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      E’ successo che un trade “facile” degli ultimi mesi (ovvero shortare il VIX in continua discesa da mesi) è andato in crisi.

      Dopo settimane di innaturale e continua corsa, i mercati hanno fisiologicamente stornato. La volatilità (misurata da un indice che si chiama VIX) dopo mesi di continua discesa è quindi schizzata di colpo verso l’alto, rovinando il gioco a chi scommetteva da mesi sulla continua discesa del VIX.

      Queste grandi posizioni shortiste, spiazzate dalla repentina impennata del VIX hanno cominciato a comprare pesantemente Futures sul VIX, per coprire le proprie posizioni short.

      Questo ha portato il VIX a salire ulteriormente: molti sistemi di trading nel mondo sono parametrati sul movimento del VIX. Quando questo “diventa troppo alto” i sistemi iniziano a vendere in automatico.

      Una situazione a dir poco paradossale, la conseguenza che produce la causa. Ma tant’è.

      Mauro non puoi piantare due semi di zucca di due produttori diversi ad aprile e lamentarti che dopo un mese non esce niente da nessuno dei due semi ed anzi, piove e basta 😀

      Nessuno sa cosa succederà. Tutti scrivono e dicono la loro. Ma nessuno sa cosa succederà domani. Nessuno.

      Ma a chi investe questo NON interessa. Certo è che il mondo nei prossimi 10/20 anni continuerà a crescere come ha sempre fatto dalle “caverne” ad oggi. Ogni azienda nel mondo lotterà per generare utili ed ogni persona nel mondo lavorerà per spendere e ripagare debiti. Sono i dividendi e le cedole i motivi per cui si investe, non le curve che vanno su e giù 😀 Se diversifichi correttamente non perdi soldi e se imposti (e rispetti) i corretti orizzonti temporali guadagni pure 😉

      Tassi, VIX, BCE, Trump…. buoni solo per i giornali 🙂

      Ci si arrovella, affanna, inquieta, impazzisce… ma la zucca sempre ha bisogno di 6 mesi per crescere 😀 Così come i ritorni… tutti si concentrano sull’unica cosa che non posso controllare.

      Dimenticandosi di controllare le cose contano davvero: il rischio, il tempo, I COMPORTAMENTI.

      https://drive.google.com/open?id=1d-wpekzJZlLSww-5Ug9jUoLwX5Ox4Oke

      • Mauro ha detto:

        Ma io mica mi lamento :D, porto la considerazione che siamo tutti nella stessa barca e che se l’orizzonte temporale è di almeno 5 anni, come anche nel mio caso, è inutile dire dopo un mese o meno “ah ho fatto un caz..ta ad fare MF” (e io ho anche Euclidea per confronto e per ulteriore diversificazione, poco cambia).

        • Antoine ha detto:

          Dopo un mese o meno sarebbe assurdo, è ovvio.
          Il problema è cominciare ad avere dubbi dopo 1 anno e mezzo o 2, o quasi 3 anni come nel mio caso, vedendo che le cose non solo vanno male, ma non c’è verso di vederle raddrizzare nemmeno quando i mercati sembrano andare bene o addirittura benone.
          Dico “sembrano” perchè qui il concetto di positività con Moneyfarm è tutto da riconsiderare, secondo loro.

  49. PINO ha detto:

    Io penso che Moneyfarm deve evolversi e creare due tipologie di servizi:
    1) Quella di adesso con i robo advisor come adesso
    2) Quella con una consulenza finanziaria più diretta
    Se vogliono mantenere la leadership devono crescere perché alla fine non basetrà spendere tanti bei soldini in pubblicità, i clienti se ne andranno delusi e se andranno parlando male dei loro servizi.
    Se magari mi offrono un servizio dedicato con ribilanciamenti fatti nei momenti giusti allora sono disposto a pagare anche più dello 0.6% ma guadagnare di più della miseria attuale.

  50. mirko ha detto:

    salve, sono Mirko e sono nuovo di qui, vi volevo portare la mia esperienza con Moneyfarm dato che sono cliente dal 2014 e ho in diversi momenti accresciuto il patrimonio investito, in effetti ho continuato a farlo proprio perchè non è che io abbia particolare alternative di facili analisi per uno come me che ha nozioni basilari di economia e finanza, ma allo stato attuale dopo gli ultimi giorni di turbolenza il mio patrimonio segna un modesto segno + che credo diventerà a breve un segno negativo. Il problema che ho più volte sottoposto i Moneyfarm è che nei momenti di mercato “buoni” (vedi il 2017 per esempio) si guadagna troppo poco, mentre basta una brexit piuttosto che il rapporto scoveniente dollaro/euro per finire con lo scossone attuale e di fatto si azzerano mesi di relativa positività in pochi attimi. Quindi è vero che il timing incide, ma su lungo periodo bisogna far fruttare meglio le condizioni positivi del mercato quando ci sono a mio modestissimo avviso.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Mirko e grazie per il tuo importante e lucido apporto alla discussione.

    • Antoine ha detto:

      Mah, glielo avrò detto minimo 10 volte questa cosa…sembra elementare, infatti ne abbiamo discusso ricordo anche con Lorenzo stesso.
      Non se ne esce: ci sono le crisi e quindi la logica dice che si perde, in modo sostanzioso ma più contenuto possibile a seconda del livello di rischio. E ok.
      I mercati vanno alla grande, e al massimo si strappa un pareggio se va bene.
      Come si fa a non avere dubbi, perplessità e arrabbiature?

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Antoine,

        guarda le fasi BLU di questo grafico (Borse mondiali degli ultimi 100 anni circa) https://drive.google.com/open?id=1TZ9K5IPY57S1UV24X1gLTvxjGv7G_ZqQ. Non si può scappare dalla volatilità per guadagnare (nel corretto orizzonte temporale). Moneyfarm ha capito che non sarebbe in grado di gestirti se e quando arriverà il prossimo blu. E’ per questo che (giustamente secondo me stante la situazione nel suo complesso) vuole mantenerti un profilo basso.

        Purtroppo il sogno di uscire prima ed entrare dopo… è solo un sogno. Se tutti lo sapessimo non esisterebbe un mercato 😀 Guarda qua http://professional.advisoronline.it/risparmio-gestito/45482-m-g-sono-3-gli-errori-piu-comuni-commessi-dagli-investitori.action?pac=F317A0F8DB4BD94203E60FBC9D89AFA9&utm_source=advisortopcontent&utm_medium=email&utm_campaign=topcontent_06022018

        Se poi non si vuole volatilità, prego: c’è un’ampia gamma di tassi negativi tra i quali scegliere 😀 https://drive.google.com/open?id=1I455XA46M5IomGq6omwwDIEjniDIwIQ_

        Se qualcuno preferisce aspettare e rimandare la decisione, prego 😀 https://drive.google.com/open?id=10KwuwTCXRzoALtkRtxWodT9L42kuuiGi

        Metodo, pianificazione, bisogni, orizzonte temporale.

        Devi cambiare l’approcio con il quale stai affrontando la questione “investimenti” 🙂

        • Antoine ha detto:

          Non credo di avere bene questo tuo intervento, che mi sembra abbastanza piccato fra l’altro, benché simpaticamente e credo amichevolmente, s’intende.
          Secondo te, cioè, è tutto normale quello che sta accadendo, cioè che dopo quasi 3 anni sia sotto ad oggi del 2,23%, e che sicuramente alla fine del mio orizzonte temporale di 3 anni, benché teorico, se ci arriverò in condizioni di parità potrò dirmi contento?
          Qual è l’atteggiamento sbagliato scusa?
          Come ho già scritto, non sono io che parlo di orizzonte temporale, diversificazione, e investimento oculato quale mix infallibile pere trarre profitti certi, ma è di qualcun altro cui mi sono affidato.
          No, non ho capito, come non posso avere capito il senso di tutti quei grafici che hai postato.
          Sembra quasi una di quelle risposte che mi danno in chat i funzionari di Moneyfarm (a parte i grafici) con giri e giri di parole e con l’inizio che parte sempre così : “io la capisco che non può essere contento, ma” … 🙂

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Ciao Antoine,

            l’abbondanza di emoticons era voluta, proprio per rendere amichevole e smorzare il tono “sostenuto” (non voleva essere piccato, non ne avrei motivo 🙂 )

            Il tono sostenuto era un modo per interpretare il ruolo del Sig. Mercato, che è rigido ed inflessibile: le sue regole non sono accomodanti e non concedono scappatoie/pasti gratis come si suol dire.

            Il problema, lo sappiamo, è che sei purtroppo entrato in un momento non fortunato (nessuno poteva saperlo), affrontando imprevisti (tassi negativi e volatilità) che un servizio di investimento standardizzato su un profilo di rischio come il tuo non poteva gestire (anche questo non potevi saperlo).

            Che fare dunque?

            Se oggi ti spostano in un portafoglio a rischio maggiore ed i mercati “girano bene”, in poco tempo recuperi il tuo -2%. Se però dovessero arrivare altre settimane come le ultime 2, non sarebbe in quel caso escluso “un giro” in direzione -7%/8%. Riusciresti a gestire una simile situazione?

            Se la risposta è no, credo che ti rimangano due soluzioni:
            1) rimanere con l’attuale profilo e valutare il tutto su 5 anni, non più 3.
            2) rivolgerti ad altri consulenti finanziari per valutare soluzioni mirate/specifiche

            Per “cambiare approcio” intendevo dire: ciò che è successo è successo. Tira una riga e ricomincia il tuo percorso “da zero”: 3 anni non sono nulla nel tuo percorso finanziario 🙂

  51. Pino ha detto:

    Infatti non mi torna, io ho lo stesso portafoglio di Lorenzo e ho perso meno di due punti

  52. Antoine ha detto:

    Ho avuto un colloquio telefonico con un funzionario di Moneyfarm proprio adesso, ha deciso di chiamarmi lui.
    Ebbene, a parte i soliti discorsi sul perchè della negatività e le loro giustificazioni che conosco a memoria, è venuto fuori che a determinati clienti che hanno avuto un ingresso sfortunato, quelli del 2015 in particolare, è stata fatto una proposta per ridurre i costi di carico degli asset nelle compravendite, al fine di contenere le perdite dando così un contentino.
    Lui credeva che questo fosse stato proposto anche a me, ma io gli ho subito chiarito che al sottoscritto non è stato applicato assolutamente niente. Così ho saputo anche questa.
    Qualcuno di voi tra i tanti ha avuto questo trattamento?
    L’unica cosa che mi avevano era poter ridurre il costo delle commissioni, da 0,7 a 0,6%, sai che roba, in cambio di un aumento del capitale di “soli” altri 25.000 €…sciocchezze insomma.

  53. Antoine ha detto:

    Come previsto ulteriore botta sul portafoglio dopo gli ultimi giorni, con Wall Street e Tokyo che collassano.
    E non è finita qui.
    Mi piacerebbe sapere cosa sta accadendo su quei portafogli dei clienti che si ritengono o ritenevano soddisfatti essendo in attivo. Non certo per cinismo, ma per verificare la tenuta quando le cose non vanno bene.

    • Antoine ha detto:

      Ora ditemi voi cosa sarebbe successo, di ulteriormente spiacevole, se avessi accettato la loro proposta di alzare il livello di rischio del portafoglio in questo momento…
      Le cose sono due: o non sanno fare previsioni sul possibile andamento dei mercati nonostante la loro sbandierata competenza in materia frutto di analisi laboriose, oppure, quando un cliente si lamenta giustamente dopo quasi 3 anni che le cose vanno male, sono disposti a qualsiasi compromesso anche temerario pur di tenerlo buono e legato a loro.
      Non so.

    • raffaele ha detto:

      i portafogli sono tutti correlati quindi scende sia il mio p5 sia il tuo p3

      in questo momento in base al timing d ingresso qualcuno sarà a + 5 altri a 0 altri – 5

      Pensa a quel povero cliente sfortunato che gli hanno attivato il conto negli ultimi 5 giorni starà sicuramente a -3 se era un p5

      Il rendimento differisce solo dal timing d’ingresso

      • Antoine ha detto:

        Appunto, dipende tutto e solo dal momento d’ingresso.
        Praticamente chi entra in quello sbagliato non ha più possibilità di recupero.
        E questa ti sembra una logica di investimento accettabile quando ti dicono che il minimo orizzonte temporale è 3 anni?!
        Praticamente, se così è, conviene disinvestire subito tamponando al minimo le perdite, tanto sai già che come e tanti altri non hai più possibilità alcuna di trarre profitto ma anzi sono dolori.

        • Alessandro ha detto:

          Ma perché invece che investire tutto in una volta non partite con i 3000€ di base e suddividete la cifra che volete investire sugli anni di investimento? Insomma usando Moneyfarm come un PAC con versamenti mensili. Solo così negli anni si limita il problema del “monento di ingresso” fino ad arrivare ad azzerarlo nel medio periodo. Io sono partito a giugno col portafoglio P5 (non un gran momento per entrare), e sto procedendo con versamenti mensili. Fino alla settimana scorsa ero a +5% poi con il crollo di questi giorni sono a -0,5%, ma vorrà dire che nei prossimi mesi acquisterò a prezzi più bassi e probabilmente riassorbirò prima la caduta. Secondo me Moneyfarm non va usato in maniera diversa da un PAC anche se avete già subito tutta la cifra disponibile.

  54. Angelo ha detto:

    Scusa Luca Zaffaroni, vedo che sei sempre stato presente su questo blog con le tue opinioni molto accurate e che sei un consulente finanziario.
    Anche io sto pensando d’entrare in Moneyfarm ma mi pongo la domanda se il loro servizio sia adatto a me ed all’investimento che intendo fare (circa 150.000 euro).
    Leggo di Antoine che se ne vuole uscire perché Moneyfarm non l’ha soddisfatto per come ha gestito i vari cicli della ripresa, questo ha fatto sorgere in me il dubbio che il loro modello di business si scontri con i ribilanciamenti che possono arrivare tardi e non essere incisivi.
    Il vantaggio di Moneyfarm è il prezzo, costa poco ma se si rischia di avere il pressapochismo rilevato anche da molti altri allora non vale il gioco.
    Nn so se hai voglia di entrare nei dettagli ma vorrei chiederti…
    Quanto costi tu come consulente finanziario?
    Spero che la mia richiesta non venga vista come una forma di pubblicità dato che non ho mai visto e conosciuto il sig. Zaffaroni ma sapere come lavora, come interviene, ogni quanto rimodula l’investimento del cliente, se analizza lo stato patrimoniale del cliente, le sue aspettative e sulla base di questo formula un portafoglio.
    Come molti vengo dalla gestione patrimoniale bancaria dove mi sono bruciato con obbligazioni vendute per prendere un finanziamento e poi crollate (non faccio nomi).
    E magari un consiglio per scegliere un consulente finanziario valido.
    Da che cosa lo giudichiamo? Da risultati che non possono esser verificati?
    Alla fine è solo fortuna???

    • raffaele ha detto:

      il vantaggio di moneyfarm oltre al prezzo e che cmq ti affidi ad una realtà oramai riconosciuta con un servizio e costi chiari.

      Psicologicamente è sempre molto difficile affidare i propri soldi(o per meglio dire la strategia di investimento) ad un estraneo.

      Infatti i passaggi sono:

      banca sotto casa
      promotore finanziario amico del cugino della cognata di tuo fratello
      fase di disperazione
      rinuncia
      ora grazie a internet ce la possibilità di operare autonomamente o tramite consulenti indipendenti anche se molti lo si dichiarano ma poi effettivamente non lo sono.

      • Lorenzo Tomada ha detto:

        Psicologicamente è sempre molto difficile affidare i propri soldi(o per meglio dire la strategia di investimento) ad un estraneo.
        Dalle varie testimonianze raccolte, questo è sicuramente il motivo principale per il quale molti affidano i propri risparmi a Moneyfarm ovvero una realtà che è capace di trasmetterti sicurezza e affidabilità, poi possiamo benissimo lamentarci sull’operato che non ci soddisfa ma inizialmente l’impressione è proprio questa.

        • raffaele ha detto:

          ritengo ovviamente nel mio piccolo che ogni scelta va ponderata e va sempre messo in conto ciò che implica quella decisione.

          scelgo di non operare autonomamente : è un costo sicuro e un rendimento incerto

          scelgo un prodotto a basso costo : risparmio ma visto che non mi ritengo più furbo degli altri so che probabilmente non avrò il risultato migliore

          scelgo uno strumento come gli etf : accetto meno rischio meno volatilità ma anche meno guadagno.

          Onestamente mi sembrate tutte persone con una base culturale migliore della mia quindi vi dico: 7 etf li potevate scegliere anche da solo anzi ne bastavano 3.

          Almeno con euclidea mettono qualche fondo che sono più difficili da maneggiare e sono classe istituzionale quindi meno cari.

          La consulenza cmq è altra cosa ti dice quando entrare quando uscire ti fa utilizzare diversi strumenti li amalgama tra di loro si occupa di tutti gli aspetti vedi strategia di successione polizze vita ecc ecc

          Mi ripeto per me moneyfarm è un ottimo prodotto riferito al panorama italiano e alla cultura finanziaria dell’italiano medio ma investirei i miei soldi nella loro società no nel loro portafoglio etf perché dopo 3 mesi so replicarlo da solo.

          ps sono loro cliente e non mi aspettavo ne di più ne di meno di quello che sto vedendo anzi li apprezzo perché tolto quel po’ di marketing che è giusto proporre,poi nelle cose che contano sono chiari.

          PS nella mia ignoranza ripeto che utilizzare il loro prodotto senza la gestione patrimoniale è un” suicidio finanziario” visto che non potete compensare le minus soprattutto ora che arriva la bufera e i ribilanciamenti porteranno a vendere posizione in perdita. vi conviene chiuderlo e riaprirlo con la nuova gestione.

          • Antoine ha detto:

            Tu dici che ora addirittura è in arrivo certo una nuova bufera?…
            Se tu ascolti loro come ho fatto anche io stamani, in riferimento alla batosta di venerdì delle borse, dicono che è tutto sotto controllo. M alo dicono sempre, quello è il problema.

        • Antoine ha detto:

          Hai detto benissino Lorenzo, ed è proprio quello che ho detto anchio: ” affidarci a Moneyfarm ovvero una realtà che è capace di trasmetterti sicurezza e affidabilità.” Convinti di aver fatto la scelta gisuta per tanti motivi.
          Poi purtroppo piano piano realizzi e ti scontri con la realtà.

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Angelo,

      Per rispondere alle tue domande, in fondo a questo commento ti posto 3 documenti che cercano di sintetizzare e confrontare come funzionano:

      -Consulenza finanziaria
      -Consulenza finanziaria “condizionata”
      -Vendita in banca (modello ormai strasuperato ma l’88% del patrimonio finanziario italiano è in Banca Classica/Posta 😀 )

      Ti linko poi un documento “Portafoglio 70-30 orizz 5 anni” che mostra il costo medio annuo (con commissioni per la consulenza iniziale azzerate) di un servizio di pianificazione e consulenza finanziaria realizzando il “progetto finanziario” deciso insieme sulla carta con una selezione di strumenti a “gestione attiva” di alta qualità e profondo track record.

      Non posso indicare i rendimenti ottenuti da questo portafoglio fatto nel II trimestre 2015 (scrivere “l’anno scorso ho fatto il TOT%” non è “deontologicamente corretto”) però ti posso dire che quell’ 1,58% annuo è stato più che ripagato.

      Ogni consulente utilizza un metodo di investimento personale che cerca di migliorare di mese in mese (almeno, così dovrebbe essere!!) studiando, approfondendo, leggendo, capendo i cambiamenti dei mercati, stando ogni giorno sul pezzo (il we è perfetto per approfondire).

      Io ho la mia idea di come dovrebbe funzionare un servizio di consulenza finanziaria. E’ un protocollo deciso da me, non è detto che sia quello giusto o perfetto 😀

      Per investire servono:
      1) un investitore consapevole (formato prima e durante il percorso…che può durare 1/2/5/10/40 anni)
      2) un consulente finanziario (consulenti nella sostanza, non consulenti/venditori modello anni 80/90)
      3) Gestori attivi, i migliori in circolazione

      Credo che il gestore sia imprescindibile all’interno di un processo di investimento: lui fa il gestore, gestisce i soldi dei clienti e sta tutto il giorno sui mercati (da New York, Londra, Singapore, Milano), io faccio il consulente. Sono dell’idea (frutto di 12 anni di esperienza sul campo) che più il consulente effettua ribilanciamenti e peggio è per la performance finale.

      I casi nei quali il consulente interviene e ribilancia sono rari e devono essere stabiliti prima di investire. I ribilanciamenti “automatici e frequenti” li fanno tutti i giorni (e le notti quando serve) i gestori all’interno delle loro singole strategie. Inoltre il rischio gestore è facilmente diversificabile.

      Se non paghi il gestore, hai un consulente che tramite frequenti ribilanciamenti cerca di sostituirsi al gestore. Ma a quel punto non riesce più a svolgere le mansioni del consulente 🙂 E come fai a gestire il rischio che il “Gensulente” sbagli asset allocation? dovresti affidarti a più “Gensulenti”

      In questo settore merceologico (ad oggi) i prodotti/gestori di qualità non costano necessariamente più di prodotti meno performanti, anzi. Ed è’ proprio qui che nasce l’inghippo dell’industria finanziaria italiana: Visto che l’acquisto lo fanno i consulenti (e non i clienti), io “Banca condizionante” li “guido” verso quello che mi genera più margini pagandoli di più (conflitto di interesse). Tanto il cliente medio non sa valutare il rapporto qualità/prezzo dei prodotti/servizi: la banca viene tutt’ora scelta in base a: geografia (sono veneto, scelgo una banca veneta), simpatia dei cassieri, “è la banca in centro paese”, “fanno sempre la pubblicità in TV”, interfaccia/app gradevole.. ed altri filtri psicologici assortiti 🙂

      Per capire se un consulente/modello di servizio è valido o meno (faccio così per qualsiasi settore merceologico) innanzitutto lo cerco su internet e vedo cosa dicono i suoi clienti. Poi dopo essermi informato su come funziona il settore su internet/blog (ehehe 😉 ) gli faccio un po’ di domande.

      Se lavora per la Banca Rete XXX ed i prodotti che ti propone sono in gran parte “Fondo Banca XXX” …”allàrmati” E chiedigli PERCHE’ ci sono tutti quei prodotti della casa in portafoglio… e non di altre marche.

      Se non ti pone domande approfondite sulla tua situazione allàrmati, se non ti propone un piano finanziario allàrmati, se parla molto di prodotti/promozioni/offerte speciali/conti deposito promozionali allàrmati, se non ti spiega/forma/educa circa il funzionamento di questo mondo allàrmati.

      La MIFID2 vuole andare a colpire il sistema di “consulenza condizionata” ed il tradizionale sistema di collocamento “a budget” della Banca classica al fine di eliminare queste inefficienze di prodotti/servizi di investimento.

      Chiudendo, la cosa più importante quando si investe è affidarsi ad un metodo collaudato/ad una consulenza che possa gestire nel tempo ogni tipo di situazione presentata dai mercati (“Gestire” può significare anche in (rari) determinati casi NON PARTIRE).

      Poi i costi sono indubbiamente (come in ogni settore) importanti ma è inutile avere a disposizione il miglior ingrediente per rapporto qualità/prezzo se poi non so a cosa serve/come si cucina. Allo stesso modo non posso neanche pagare 20 euro per farmi servire un piatto di pasta in bianco (+grana ed olio pagati a parte 😀 ).

      Come in ogni settore, serve equilibrio nei giudizi: le Banche non sono tutte ladre (ci sono banche che utilizzano un modello di consulenza ed altre consulenza condizionata) ed i consulenti indipendenti non sono tutti bravi/santi.

      Generalizzare in base ad un pregiudizio, in base al “sentito dire” è la scorciatoia mentale più semplice/veloce per prendere una decisione. Approfondire un settore, capirne le logiche e ragionare con la propria testa sulla base di ciò che si è appreso è la soluzione più efficace per fare la scelta giusta 😉

      Buona visione 🙂

      Consulenza finanziaria https://drive.google.com/open?id=1NsQz5srzjB3s4f5XqRKgafuSF5r3bUEu

      Consulenza condizionata https://drive.google.com/open?id=1TdYIp58ibomrbt-dGzevFP2rc2GJ-L_O

      Banca classica https://drive.google.com/open?id=1mSVkGIIsW1ULE2-tgdFJ0mG6P7WCt2sJ

      “Portafoglio 70-30 orizzonte 5 anni” https://drive.google.com/open?id=1MZMaRpu7H-ae7jUItsV0Eq34gVQuwdKQ

      • Angelo ha detto:

        Grazie Luca per la risposta. Non intervengo mai perchè preferisco leggere i commenti e soprattutto i tuoi interventi. Se devo cercare un consulente finanziario ti chiamo, mi sembri preparato e disponibile. Angelo

  55. Antoine ha detto:

    Marco, Zaffaroni, non so cosa tu faccia di lavoro, spero solo tu non collabori con Moneyfarm, sarebbe grave dopo tutto questo dialogo:-)…
    Io temo che innalzando il livello, da 2 a 4 quindi due step, le cose per me si complichino ancora di più in questo momento, visto la tendenza degli ultimi giorni.
    Quando Wall Street da improvvisamente quei segnali di inversione tendenza non c’è da stare ulteriormente tranquilli.
    Comunque ti copio e incollo il mio portafoglio coi vari asset, così, per darti un’idea della situazione.
    Ecco qua:
    Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers) Cash e Bond Governativi a Breve 122 – 0,51 %

    Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio Bond Governativi Paesi Sviluppati 36 – 2,11 %

    Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale Bond Societari HY & Bond Gov. EM 58 – 7,19 %

    Bond Societari High Yield Euro Bond Societari HY & Bond Gov. EM 35 + 7,27 %

    Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi Bond Societari HY & Bond Gov. EM 82 – 9,56 %

    Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro Inflazione 44 + 5,04 %

    Azionario Europa (MSCI Europe) Azionario Paesi Sviluppati 42 – 2,27 %

    Azionario Globale (S&P Global Dividend) Azionario Paesi Sviluppati 167 + 3,80 %

    Azionario USA (S&P 500) Azionario Paesi Sviluppati 34 + 14,18 %

    Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI) Azionario Paesi Emergenti 160 + 7,67 %

    Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio Materie Prime e Real Estate 30 – 5,38 %

    Liquidità Liquidità – – – –

    Performance a oggi -1,20%

    Se questo può essere utile a darmi qualche indicazione in più, è bene accetto.
    Grazie

    • Antoine ha detto:

      Perdonami, Luca non Marco…mi sono confuso con l’ultimo utente…

      • Antoine ha detto:

        E questa è la suddivisione in % degli asset class:

        Cash e Bond Governativi a Breve 26,73 %
        Bond Governativi Paesi Sviluppati 10,41 %
        Bond Societari HY & Bond Gov. EM 17,49 %
        Inflazione 12,35 %
        Azionario Paesi Sviluppati 22,74 %
        Azionario Paesi Emergenti 5,28 %
        Materie Prime e Real Estate 2,28 %
        Liquidità 2,70 %

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Antoine,

      no tranquillo, non lavoro per o con Moneyfarm 😀 Sono un consulente finanziario e MF è per me un concorrente ed un “collega” allo stesso tempo.

      Il punto è che i mercati finanziari e le regole con cui funzionano sono uguali per tutti. Quindi non è tanto una questione di prodotti migliori o di miracolose composizione di portafogli… quanto invece è una questione di pianificazione finanziaria, metodo di investimento e ed educazione dell’investitore ai comportamenti corretti.

      Purtroppo non conosco la ricetta magica del portafoglio migliore, nè sono in grado di dirti dove andranno i mercati (anche se su 100 persone che incontro, 95 pensano che il mio lavoro sia sapere quello che succederà sui mercati 😀 ).

      Posso solo suggerirti quello che ho scritto nei post precedenti: affronta la situazione da un altro punto di vista, rianalizza la composizione del tuo patrimonio nella sua interezza (redditi, case, denaro accumulato, fondo pensione), fai il punto della situazione circa il tuo percorso di vita (20enne, 40enne, 60enne), fissa i tuoi obiettivi e ragiona di conseguenza insieme al tuo consulente finanziario (in realtà tutto questo ragionamento dovrebbe iniziarlo/fartelo lui). Se il consulente ti risponde “pro-fi-lo-du-e”… a quel punto guardati intorno e cambialo.

      • Antoine ha detto:

        Scusa Luca, cosa vuoi mi rispondano dopo tutto quello che ho spiegato?
        E’ chiaro che è un servizio standardizzato e non personalizzato come hai scritto tu stesso, mica devo dirtelo io.
        L’unica avvertenza che ti propongono è di fare sempre il ribilanciamento. Ma anche quello avviene in automatico con un avviso e una mail, preceduto da un’altra mail in cui ti fanno un “quadro” secondo il loro punto di vista dei mercati…
        Comunque, incredibilmente, ed è per questo che sono incazzato nero, a tutt’oggi non sanno dirmi cosa fare nonostante le mie rimostranze: le volte che li ho contattati via chat, ti assicuro che a seconda di chi mi risponde, uno mi dice che è il momento di innalzare il livello, l’altro che non è il caso. E io ovviamente resto nel limbo della perplessità e del dubbio. Purtroppo la professionalità è questa.
        Non è aver tratto zero profitto o essere sotto come sono ora che mi disturba, perchè ci può anche stare a seconda di cosa accade nel mondo, è l’approccio superficiale e basico che hanno con il cliente. E questo non può esistere quando in ballo ci sono investimenti anche consistenti.

        • raffaele ha detto:

          hai sbagliato tu allora ad affidarti a loro.

          Loro costano poco e quindi è normale che debbano offrire un servizio basico mica fanno beneficenza se no tutti noi chiameremmo luca e sicuramente potrebbe offrirci a prescindere dal rendimento un servizio nettamente migliore e personalizzato.

          Altro discorso se poi sono bravi e fortunati nel beccare il rendimento.

          Moneyfarm nasce per chi ha piccoli e piccolissimi capitali. Anzi la loro ragione di esistere è per chi vuole fare il pac con piccolossime cifre che fatto autonomamente sarebbe antieconomico.

          Poi in futuro offriranno altri prodotti sulla loro piattaforma quindi più che consulenza loro fanno distribuzione ovviamente detto da ignorante in materia come sono.

          • Antoine ha detto:

            Beh, che abbia sbagliato è pacifico, ed è di questo che stiamo discutendo, no?
            Ovviamente però da profano e non esperto non potevo certo sapere che l’assistenza al cliente sarebbe stata questa, l’ho scoperto purtroppo dopo ahimè…
            E nonostante averlo scoperto a mie spese, in tuti i sensi (…), il problem è che no ho trovato mai il timing giusto per uscire, visto che come detto sono costatemente quasi sempre sotto da sempre, al massimo ho raggiunto un + 0,0. E comunque nonostante tutto ho sperato che le cose si rimettessero a posto, seppur con % minime.
            Infine il mio non è un investimento minimo, ma tutt’altro. E a me pareva proprio il contrario, che cioè vista la loro filosofia d’investimento e la loro “diversità”, valesse la pena di fare un investimento congruo evitando i soliti parcheggi nei fondi o simili.
            Ho sbagliato io? Certo, oggi ti dico di si, ma quando ho aderito ero più che convinto di fare una cosa giusta.

          • raffaele ha detto:

            non per scoraggiarti ma visto i chiari di luna se aspetti ancora i rendimenti caleranno ancora di più.

            io nell’ultima settimana ho fatto già un bel -2% e la festa non deve neanche ancora iniziare

  56. Luca Zaffaroni ha detto:

    Marco perdonami ma sparare “consigli” in questo modo credo generi confusione e sia oltretutto MOLTO pericoloso. Persino a Pomeriggio5 si parla di DIVERSIFICAZIONE.

    Stante che le banche europee e soprattutto italiane da diversi mesi stanno vendendo (e continuano a farlo) a piene mani decine di miliardi di BTP in questi ultimi scampoli di Quantitative Easing.
    http://www.wallstreetitalia.com/elezioni-banche-scaricano-debito-alla-bce-la-sola-acquirente-di-btp/

    30 anni… 10 anni… e il rischio tassi?
    Tutto Italia… ed il rischio mercato?

    https://www.pimco.it/it-it/resources/education/understanding-duration

    sono oscillazioni da 30% in poche settimane con rischio mercato concentrato

    https://drive.google.com/open?id=1XW-HKjMvDGkUnFryPgjDBEOMWcaritTS

    A che titolo queste pericolose consulenze sui generis? Con dottrina e giornali specializzati che scrivono il contrario da anni

  57. Marco ha detto:

    Se i soldi non ti servono ….un bel 50% in btp 2046 ed un 50% in TDS americani a 30 anni…stai al 3% netto e non ci pensi più.
    Moneyfarm nemmeno il conto deposito è riuscito a battere, togliete a quelle performance tasse e bolli …cosa rimane?
    Se i 30 anni vi spaventano anche i BTP a 10 anni oramai stanno al 2% lordo —>1,3% netto anche dai bolli. Non ci vuole un mega consulente o private Banker. Volete un po’ di “sale” in più? Mettete un ETF world per un 20/30%. Poi lasciate stare consulenti, promotori, procacciatori….su 30 uno è in gamba quindi la statistica gioca contro 🙂

  58. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Antoine,

    se frequenti il blog di Lorenzo immagino avrai letto uno dei miei “mini commenti-romanzi” 🙂 relativi al mondo degli investimenti/consulenza finanziaria, quindi cercherò di evitare di ripetermi e dilungarmi in cose noiose e già scritte cercando al contempo di dare una spiegazione a quanto ti è accaduto.

    Nel mondo degli investimenti (non solo finanziari, pensa all’apertura di un ristorante o all’avviamento di un’attività professionale) non esistono certezze o garanzie. A maggior ragione quando si parla di investimenti/mercati finanziari, la parola PROBABILITA’ è il vero cuore del discorso. In finanza… RISCHIO.

    C’è il rischio di perdere del denaro, il rischio di entrare “nel momento sbagliato”, c’è il rischio che il consulente sbagli, c’è il rischio che l’investitore sia ingannato dalle logiche di mercato (credo sia il più delicato), c’è il rischio che il gestore sbagli, c’è il rischio che il mondo come lo conosciamo cambi ed una serie di altri rischi che sono inevitabili, ineliminabili, fanno parte del mondo. Il “segreto” è utilizzare un metodo che riesca a gestire questi rischi e ad attenuarne quanto possibile gli effetti.

    Alcuni rischi sono più facilmente gestibili: il rischio peggiore, ovvero quello di perdere denaro, è forse il più facile da gestire attraverso la DIVERSIFICAZIONE. Quindi basta comprare un fondo od un etf e non succederà mai che “accendi la tv/internet e scopri che i tuoi soldi sono andati e non torneranno mai più.” Altri rischi lo sono meno ed ecco che serve qualcuno che svolga il ruolo di tuo consulente finanziario.

    I due rischi sui quali “sei saltato” sono il rischio investitore (tipico) ed il rischio “mondo che cambia” (più “raro” e complesso da gestire). Ti confesso che qualche mio cliente con basso/bassissimo profilo di rischio che ha investito con me nel 2015 ha avuto alcuni dei tuoi “sintomi”: dopo un anno stava guadagnando zero o zerovirgola. Mi resi infatti conto che i tassi a zero e poi negativi in Europa (una situazione mai vista ed “assurda”) stavano “inghiottendo” quel tipo di portafogli.

    Portafogli con volatilità contenutissima che anche nel recente passato avevano sempre espresso 1/2 punti percentuali annui “senza fatica”, avevano assunto un andamento piatto. Incontrato i clienti, spiegata la situazione e rinegoziato il patto: “se non aumentiamo sensibilmente il rischio di portafoglio è inutile: quei soldi ti servono DAVVERO nei prossimi 2/3 anni? No? Perfetto”. Ed abbiamo quindi rivoluzionato il portafoglio. Poi è andata bene, ma non grazie a me: grazie ai mercati finanziari che di lì a poco (metà febbraio 2016) hanno iniziato a risoffiare nell’ “unica e giusta” direzione.

    Moneyfarm è una società di consulenza seria, te lo dico da concorrente e quindi da addetto ai lavori. E’ un modello di consulenza innovativo e particolare che, come ogni business model, ha i suoi pro (costa poco e garantisce indipendenza) ed i suoi contro (non è personalizzato e non riesce ad “esserti vicino”). Mi rendo quindi conto che sia difficile per loro riuscire a fare un “lavoro di fino” per sistemare situazioni come la tua. E credo loro quando ti dicono che siete in pochi: dal 2012 (inizio di Moneyfarm) ad oggi ci sono stati 10 mesi problematici: da aprile 2015 a marzo 2016. Gli altri 62 sono stati positivi 😉

    C’è poi secondo me un grosso problema di fondo: le pubblicità di Moneyfarm tappezzate per il web dicono: “L’ANNO SCORSO ABBIAMO FATTO IL 6%”. E’ chiaro che c’è il rischio che venga a crearsi un equivoco in partenza, soprattutto nel nostro Paese.

    Tieni presente, chiudendo, che almeno la metà del lavoro del consulente finanziario è l’EDUCAZIONE AI COMPORTAMENTI del suo cliente. Sui mercati invece lavora un GESTORE.

    Se però paghi solo il consulente… 😉

    Consiglio finale: io fossi in te cercherei di capire quel denaro a cosa ti serve per davvero e per QUANDO. Se la risposta è “non mi serve, posso lasciarlo lì per altri anni”, rinegozia il patto con Moneyfarm per Investire con la I maiuscola. investimenti sotto i 3 anni a rischio basso secondo me oggi non hanno senso di esistere, (a meno che non stiamo parlando di milioni, che non possono essere gestiti con i conti correnti)

    • Antoine ha detto:

      Ti ringrazio della risposta e dei consigli.
      Però vedi, inanzitutto, quel profilo di rischio a quel livello cioè il 2° chiamato “Scrupoloso” , non l’ho scelto io, ma lo hanno deciso loro in base a quel ridicolo test di entrata…e di fronte ai miei primi dubbi, io che desideravo qualcosa di più ardito, ti garantisco che mi hanno dissuaso in tutti i modi dicendomi che per me andava bene, tanto che ho dovuto desistere. Se d’altronde mi sono affidato a loro per gestire i miei risparmi, che avrei dovuto fare se non ascoltare e accettare?
      Poi non credo ASSOLUTAMENTE che io o pochi altri siamo un caso. Se no bisognerebbe pensare che tutti coloro che sono entrati da maggio giugno 2015 in poi fino a febbraio 2016, ora veleggino a quote siderali.
      Ti pare logico e possibile questo?!…A meno che nel 2015 in Moneyfarm abbiano raccattato una decina di clienti in quell’anno…
      Terzo non mi hanno mai proposto, mai appunto, di elevare il portafoglio investendo una maggiore quota in azioni. Lo hanno fatto solo ora, vedendo la mia delusione e sopratutto irritazione, nel tentativo evidente di tenermi agganciato ancora
      Quarto la pubblicità: certo, nei loro banner dichiaravano profitti medi del 6% dal 2012 al 2015. Medi. Ma spero non mi giudicherai così superficiale e o peggio, da avere investito subito preso dall’entusiasmo sulla scia di questo…
      Prima di partire con loro, ho approfondito su internet, letto articoli chiesto opinioni e poi li ho chiamati infine al telefono. Saranno passati perlomeno 20 giorni da quando ho fatto il deposito con Banca Sella.
      il problema ulteriore e forse più serio, è che io ho deciso di investire una buona quota dei miei risparmi proprio con Moneyfarm, una cifra abbastanza consistente, perchè sulla base di quanto avevo alla fine raccolto a livello di informazioni, mi pareva certamente una scelta giusta e oculata, e sopratutto innovativa.
      Delusione totale anche in questo senso, oltre a che a livello di approccio professionale, per quanto già detto.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Ciao Antoine,

        leggendo più nel dettaglio di quanto successo, capisco ancora di più la tua frustrazione…

        In riferimento al tuo profilo di rischio (argomento che si presta a grandi equivoci, spesso lessicali), è palese che avevi visto meglio tu del loro test/algoritmo 🙁

        Per questo è opinione diffusa che il principale modello di consulenza che si affermerà nei prossimi anni sarà il “Robot FOR advisor” e non il “Robot advisor”.

        Proprio perchè ogni cliente ha delle unicità (personali e di market timing) che possono essere gestite solo da un altro essere umano (molto probabilmente tra 30/50 o più anni degli androidi saranno in grado di farlo 🙂 )

        Senza contare, detto a beneficio di tutti, che il principio del “tu sei profilo 2” “tu sei profilo 3” è un’idea corretta nella intenzioni ma “fallata” all’atto pratico.

        Sono l’obiettivo e la situazione dei mercati che definiscono il profilo di rischio. Non è il cliente/l’algoritmo che dichiara: prudente, aggressivo, medio. E’ necessario ragionare per obiettivi e relativi orizzonti temporali, il cosiddetto Goal Investing.

        Quindi quella tot parte di denaro “per tutti i giorni” sarà liquida in cc, mentre quell’altra parte sarà investita in base a quando mi servirà ed in base alle attuali condizioni di mercato.

        Prendiamo l’obiettivo “investire per la pensione”

        Un 25enne (orizzonte 40 anni) che si dichiara prudente, un 30enne (orizzonte 35 anni) aggressivo, un 40enne (orizzonte 25 anni) conservativo… in realtà hanno più o meno tutti lo stesso profilo di rischio: aggressivo.

        A pagina due di questa presentazione si può sovrapporre mentalmente l’obiettivo di 40/35/25 anni sull’andamento dell’ MSCI world degli ultimi 18 anni. https://create.piktochart.com/output/21420526-andamento-tassi-1999-2016-conflict-copy

        E’ chiaro che il timing di ingresso pesa solo sul breve: non c’è 2000 o 2008 che tenga su questi tipi di orizzonte.

        Venendo al timing di ingresso sul breve, chiunque abbia effettuato il proprio accesso ai mercati (da solo, tramite MF, tramite un consulente) nel periodo compreso tra marzo/aprile 2015 ed inizio dicembre 2015 si è trovato ad affrontare una situazione complessa.

        Qualcuno è riuscito a gestirla, qualcuno meno… lì è una questione di modello di servizio/metodo. Certo è che sui mercati finanziari dal 2012 ad oggi, su 72 punti di ingresso (mesi) disponibili ci sono stati 62 punti di ingresso semplici (85%) e 10 difficili (15%). Con questi numeri “prevalentemente semplici”, un servizio di consulenza standardizzato oggi ha l’85% dei clienti soddisfatti ed il 15% no. Se tu avessi deciso di investire con MF 12 mesi dopo saresti nell’85%. Ma investire non è incrociare le dita, nè valutare un investimento in 3 anni: ciò che i nostri investimenti possono fare per noi nella nostra vita è altro 🙂

        Ti direi quindi chiudendo di “non arrenderti” e tornare a guardare al tuo patrimonio ed agli investimenti con occhi diversi. Chiunque ha bisogno di pianificare ed investire, ricordando che 1)non siamo immortali 2)la liquidità non è un’opzione

        Ripianifica quindi il percorso e fatti accompagnare in questo lungo viaggio (cosa sono 3 anni? 🙂 ) dal tuo consulente. Se Moneyfarm capisce e ti segue bene, se invece ti dice “eh ma tu sei profilo 2” guarda altrove.

        • Antoine ha detto:

          No, come ti ho già detto mi hanno proposto “ora” di alzare il profilo.
          Sai quante volete gliel’ho chiesto di farlo nel 2017?! Puoi immaginartelo.
          Ma la risposta è sempre stata non è il caso, visto il mio profilo l’andamento e visto l’orizzonte temporale. Alla fine mi sono arreso.
          Non mi sembra il caso certo di farlo ora dal momento che come detto non vedo l’ora di sloggiare, purché possibilmente in parità o minima perdita.
          D’altronde come detto, sono mesi e mesi che sono in bilico nella zona della parità del portafoglio, quindi sembra evidente che, nel mio caso, non ci sia possibilità evidentemente di fare un minimo di bene.
          Io dico dipende dalla loro gestione quantomeno discutibile, loro dicono dipende dal questo benedetto ingresso sfortunato.
          praticamente cioè se uno entra in un momento negativo non ha più possibilità di riprendersi, nonostante appunto il veleggiare dei mercati negli ultimi mesi.
          E che investimento assurdo è allora?!

          • Luca Zaffaroni ha detto:

            Antoine, hai avuto sfiga. Nel senso che sei entrato in uno dei momenti (visto con il senno del poi) peggiori degli ultimi anni.

            Se avessi avuto la possibilità di essere seguito 1)individualmente 2)con un metodo di investimento efficace avresti potuto essere sopra lo 0.

            Affidarsi ad un servizio standardizzato equivale invece a comprare un fondo bilanciato: se entri nel momento sbagliato sei spacciato. Un servizio di consulenza standard non riesce a gestire il timing di ingresso nel breve periodo.

            E’ una logica assurda, hai ragione. Ma è così.

            Ora, anche se è difficile considerando il tuo (comprensibilmente basso) morale, dovresti cercare di ragionare in ottica di lungo periodo per evitare di realizzare perdite nel breve.

  59. Antoine ha detto:

    Salve a tutti, non sono nuovo ho già scritto diverse volte su questo sito, presentando la mia situazione e dialogando coi vari utenti compreso ovviamente Lorenzo.
    Dico subito chiaramente, e purtroppo l’avevo già detto e ripetuto, che per me Moneyfarm è la fuffa assoluta, e sconsiglio vivamente l’investimento sia pure anche partendo dal livello di rischio più basso. Io sono posizionato al 2°, quindi con prevalenza di obbligazionario, ma anche una sostanziosa quota in azioni.
    Sono entrato nel giugno 2015 con un orizzonte temporale di 3 anni, che quindi scade tra 4 mesi, e incredibilmente sono ancora in perdita dell’1,2% nonostante il loro mantra ripetuto che investimento oculato+orizzonte temporale porta inevitabilmente al profitto. E sono arrivato a perdere anche fino al 6%…
    Il bello è che da quasi un anno a questa parte, dopo le varie crisi che sino succedute in questi anni, a loro giustificazione, il portafoglio era tornato praticamente in parità.
    Ebbene, sono mesi e mesi nonostante il veleggiare dei mercati, che questa situazione a cavallo tra la parità e la perdita non si è mai dico mai sbloccata, e ora con gli ultimi giorni e il tonfo di ieri a Wall Street, sono tornato in perdita netta, e ho perso più di 1200 € in 4 giorni…
    Ovviamente sono imbestialito con loro, e mi hanno sentito diverse volte quando li contatto via chat.
    A questo punto ero finalmente deciso a uscire una volta per tutte cercando di ottenere la parità del portafoglio, ma come detto gli ultimi giorni hanno fatto precipitare di nuovo la situazione e ora mi ritrovo a dover aspettare ancora sperando che le cose non peggiorino ulteriormente.
    Una esperienza davvero brutta, che io presento a dissuasione di chiunque si faccia tentare dalle loro promesse di ricavi sostanziosi (nella pubblicità web dichiaravano il 6% di profitti medi…).
    Sicuramente meglio andare su qualsiasi fondo d’investimento, seppur con resa minima. Io d’altronde, accidenti a me, uscivo proprio da un fondo con Banco Popolare che mi aveva reso il 3,1% netto in 18 mesi…maledetto il giorno in cui non l’ho prolungato a 36 mesi.
    Alla fine invece ho creduto alle sirene, ed ora la situazione è questa.

    • Antoine ha detto:

      Qualcuno, più preparato, competente e acculturato in materia di me, ha idea di cosa fare uscendo da questo maledetto investimento in Moneyfarm?
      In primis cioè, di dove poter investire in un “porto” più certo e tranquillo, e che riesca a performare qualcosina più dell’1-1,5% di questo periodo che sembra il tetto massimo ricavabile da un fondo qualsiasi?
      Sarei grato di un’indicazione in questo senso.

  60. Michele ha detto:

    Una domanda provocatoria
    In un anno in cui i tre mercati azionari più “vicini” USA, Italia e Europa hanno avuto risultati molto positivi (facendo i calcoli oggi a 365 giorni):
    Dow Jones Industrial Average +32.5% in $, +16.5% in €
    FTSE MIB Index +23.4%
    ESTX50 +10.4%
    Non ti saresti aspettato di più (per poter dare un giudizio positivo) da un portafoglio con circa il 45% di azionario come P4-C2?

    • raffaele ha detto:

      mi dici i migliori del 2018 cosi li compro da subito

      • Michele ha detto:

        ?
        Non sto parlando di migliori ma di media.

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Credo che quella di Michele fosse appunto una provocazione: da un portafoglio così carico di azionario, lui si sarebbe aspettato una performance maggiore in un anno positivo come il 2017.

          La verità che ormai conosciamo è che il ventaglio di soluzioni/combinazioni disponibili per investire è quasi infinito.

          Magari nel tentativo di diversificare il più possibile o di “scaricare rischio”, l’altra metà del portafoglio è stata allocata in asset che hanno performato poco o addirittura hanno perso. Ricordiamo che i rendimenti obbligazionari sono molto bassi, e di conseguenza metà portafoglio (azionario) nel 2017 realizza un +12%, mentre l’altra metà (obbligazionario/liquidità) realizza 0 o anche -0,80%: la media ponderata restituisce un 5/6/7%

          Certo che a sapere prima (come diceva Raffaele) che il 2017 sarebbe stato un anno positivo, avremmo dovuto avere 100% azioni, della borsa di Honk Hong magari (+40% da un anno ad oggi) 😉

          • raffaele ha detto:

            è evidente che la filosofia di money è quella di non perdere i clienti con forti oscillazioni che per quanto i clienti possano compilare i questionari poi nella vita reale si comportano in modo opposto.
            Per ottenere questo obbiettivo diversificano su tutti i settori possibili giocando sul fatto che in un orizzonte temporale lungo sicuramente il portafoglio avrà un ritorno positivo.
            Tendezialmente usa fondi passivi ma pure la loro strategia e abbastanza neutra.

  61. raffaele ha detto:

    domanda : indichi come portafoglio il P4-C2 quindi hai investito una cifra uguale o superiore a 50.000 euro

  62. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Paolino,

    ti rispondo con una provocazione 🙂

    Chiedi ad un medico di prenderti in cura dicendogli che lo pagherai solo se e quando sarai guarito.

    O ad un avvocato che lo pagherai solo se e quando vincerà la causa ed in base ad una percentuale del risarcimento che riceverai.

    Poi dimmi cosa ti rispondono 😀

    Per quanto riguarda le caratteristiche che richiedi in un servizio di consulenza finanziaria, ad oggi credo non esista nessuno che abbia modo di:
    1) seguirti personalmente
    2) senza avere il denaro nei sistemi della SIM/Banca
    3) a costi bassi

    penso che il concetto sia riassumibile così 😀 https://drive.google.com/open?id=1ydxWGCPoZOggjvJz88Aqnc1W9LPU3aCM

    Scherzi a parte, credo che quello che più si avvicina a ciò che sono le tue esigenze è quello che la legge definisce “consulente finanziario indipendente”. Considera però che il servizio potrebbe essere erogato o meno in base alla somma che vuoi affidare in gestione.

    • Raffaele ha detto:

      Ragazzi ma è ovvio che tutti vorremo un luca a disposizione ma non capite che per piccoli portafogli un consulente indipendente costa troppo e sopratutto non conviene neanche al professionista che si prende l incarico….volete un portafoglio personalizzato pagando 0,6 % all anno ?

      Moneyfarm euclidea e altri siti che si limitano solo alla consulenza è ovvio che offrano portafogli preconfezionati riducendo o aumentando semplicemente la percentuale azionaria……tanto o pochi paghi e tanto ricevi.

      proprio per questo euclidea sta organizzando anche un rete di consulenti perché sa perfettamente che ad un cliente che ha 500.000 euro non può rifilare 10 etf con ribilanciamenti fatti per soddisfare la massa.

      Io sono alle prime armi ma già posso dire che tramite justetf il portafoglio moneyfarm è molto elementare replicabile anche autonomamente però non mi costa niente grazie ai codici amici e facendo da solo pagherei comunque le commissioni della mia banca e inoltre offrono la gestione patrimonale anche se essendo cassettista le minus non sono questo grande problema.euclidea già ha una propria impostazione una propria visione del mercato e sono curioso di vedere come affronterà le future turbolenze.

      Comunque questi servizi devono servire agli investitori primo per andare via dalle banche e promotori che sono delle sanguisughe poi per alfabetizzarsi sull argomento e preso consapevolezza della situazione in base alle proprie esigenze decidere come proseguire

  63. Paolino ha detto:

    Vi leggo da sempre ma non sono diventato cliente di Moneyfarm perché non vedo una grande utilità di un sistema che ha 6 prodotti che dovrebbero andare bene a tutti .
    Quello che mi piace di MF è la facilità di gestione e di controllo e le commissioni che sono oggettivamente basse.
    Ma a parte Moneyfarm ci sono altre aziende con un’impostazione simile? Che magari propongono un piano personalizzato ma i soldi ce li hai nel TUO conto e ti danno gli input per vendere e comprare a seconda delle occasioni?
    Io cerco quello, facilità di gestione, soluzione personalizzata, sicurezza che i soldi restino nel mio cc e magari delle commissioni basse oppure su percentuali del mio guadagno.
    C’è qualcosa di simile in giro???

  64. Lorenzo ha detto:

    Siamo alle solite. Ci vuole un “TIMING”, chiamiamolo così, bello grosso, per guadagnare qualcosa. Però, adesso, non è il momento di investire, almeno in cose “normali”, tipo i fondi.
    L’intervento di Raffaele evidenzia in modo semplicissimo quello che bisogna fare: aspettare una bella correzione prima di entrare. Purtroppo chi adesso è sulla linea di galleggiamento con MoneyFarm (compreso il sottoscritto), dovrà bere l’intero calice amaro, e ingoiare un bel negativo nelle proprie finanze prima di rivedere (auspicabilmente) le stelle. Stelline, va’…

    • Luca Zaffaroni ha detto:

      Ciao Lorenzo,
      ho incontrato diverse persone che in questi ultimi 2 anni hanno ripetuto più volte: “Perchè investiamo adesso? siamo troppo alti, adesso scende”, salvo perdersi ritorni a 2 cifre, che ormai sono andati.

      O peggio ancora: “no aspettiamo perchè a giugno c’è Brexit, a novembre elezioni Usa, poi a dicembre il referendum poi…” “sì, e a gennaio c’è la befana” 😀

      https://drive.google.com/open?id=1Dmg0KRQlgows9bCaP-MBXUCcQuUez__p

      Individuare gli obiettivi e pianificarli per scadenze temporali, dotarsi, capire e seguire un metodo di investimento. Possibilmente farsi seguire “one-to-one” per gestire ancora meglio il rischio timing. Altrimenti continuiamo a tirare pugni al trapano che non taglia il laminato 😉

  65. Luca Zaffaroni ha detto:

    Volevo rispondere ad Aldo e Lorenzo, preferisco scrivere qui perchè ho visto che il testo veniva “formattato troppo in verticale”.

    Ho dato un’occhiata agli oltre 500 prodotti flessibili bilanciati sul mercato, ne ho scelto uno che ricorda sia l’andamento di Lorenzo che di Aldo.

    Lorenzo che è entrato a Maggio 2015 “si lamenta”, Aldo che è entrato a novembre 2016 dice che si trova bene. Chi dei due “ha ragione?”

    https://drive.google.com/open?id=1U8iLUfaAqYwI0jlP3WRiqidslcSo26oE

    La verità è che se la nostra prima parte di strategia di investimento è quella di comprare UN prodotto bilanciato di qualsiasi tipo/gusto/rischio, è fondamentale eseguire bene la seconda parte di strategia: PREGARE che il timing di ingresso sul mercato sia quello giusto 🙂 (Lorenzo non voglio rigirare il coltello, è solo per favorire il ragionamento di chi legge 😀 )

    Se il timing di ingresso è sbagliato (si chiama sfiga), bisogna PREGARE che QUEL bilanciato, scelto fra oltre 500, sia come uno di questi https://drive.google.com/open?id=18ZRMiHxq1fW_rkbO99fcWKOI7chr_jKN

    Come si fa a sapere prima quali saranno quelli giusti? Non si può. Ci si basa principalmente sulle serie storiche, e sul cercare di capire il funzionamento del modello di gestione del rischio. Ci sono bilanciati/flessibili che lavorano con costanza di rendimento sui mercati (battendo in diverse serie storiche i relativi benchmark) da più di 15 anni. A quel punto se ne comprano diversi, a seconda delle varie situazioni, per diversificare il rischio gestore.

    Come mai proprio il P2 di Moneyfarm? 😀 (domanda provocatoria). Con tutti i flessibili che ci sono… Ha battuto il mercato? Ha dimostrato più di un decennio di risultati soddisfacenti? Si è dimostrato per anni il migliore rispetto agli altri 500? 😀 (fine della provocazione)

    Moneyfarm è un servizio valido, è agli inizi ed ha ampissimi margini di miglioramento. Potrebbe essere che un giorno avrà 1.000 consulenti che lavorano per lei e che seguiranno con costi concorrenziali online le SINGOLE POSIZIONI di tutti i clienti a loro assegnati (è una mia fantasia).

    Ad oggi è una SGR online con 6 fondi bilanciati privi di storico, con costi abbastanza concorrenziali, che garantisce indipendenza nelle scelte di investimento e che cerca di educare finanziariamente i propri clienti.

    Chiariamo una cosa: se il BENCHMARK ( 🙂 ) con cui valutiamo Moneyfarm sono le “banche classiche” (ovvero supermercati monomarca dove il povero dipendente/venditore è semplicemente chiamato a COLLOCARE/PIAZZARE costosi prodotti monomarca standardizzati, generalmente pagando pure una commissione di ingresso (nascosta) spacciata per consulenza che in realtà non esiste senza ricevere assistenza post vendita se non essere richiamato il giorno che ci sono nuovi prodotti da piazzare), Moneyfarm è MILIONI di volte meglio.

    Un’altra alternativa è dotarsi di un metodo di investimento che possa gestire l’unicità di ogni singola persona che entra in 365 GIORNI DIVERSI (moltiplicato per X anni :D) sul mercato.

    E questo alla fine per gestire il market timing (il vero punto cruciale di ogni valutazione di breve/medio periodo circa i propri investimenti) e per avere qualcuno che difende l’investitore dal suo peggior nemico: se stesso. 🙂

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Grazie Luca della tua analisi!

    • ALDO ha detto:

      Se ho capito bene quello che scrive Lorenzo, io e lui la vediamo allo stesso modo: non si può dire che io “mi trovi bene” con MFM nè che lui “se ne lamenti”. Lui ha avuto più sfortuna nel timing di ingresso, ma avrebbe potuto benissimo capitare a me. E siamo contenti entrambi della performance negli ultimi 14 mesi. A me premeva solo confutare certe affermazioni un po’ apodittiche che usano espressioni come “inganno” o “meno di nulla”.
      MFM è quello che dici tu: un gestore che propone onestamente 6 fondi bilanciati a basso costo di gestione.

      • Luca Zaffaroni ha detto:

        Esatto Aldo, sono pienamente d’accordo con te.

        “Inganno” o “guadagnare meno di nulla” con Moneyfarm/fondi/etf non sono opinioni, sono gravi errori concettuali di base.

        Con “gravi” non intendo offendere/giudicare una persona. Voglio solo evidenziare che esprimersi in quel modo equivale a lamentarsi di un trapano avvitatore perchè non trancia alla perfezione un laminato 🙂

  66. Gianfranco ha detto:

    Bravo Lorenzo! Questo blog ti riporta in maniera sincera i rendimenti di un cliente Moneyfarm senza farsi ingannare dai loro calcolatori sul sito, ad oggi dovresti avere guadagnato parecchi punti mentre ti ritrovi sotto il 2% dal 2015, pazzesco!

    • raffaele ha detto:

      guarda che i rendimenti per i clienti sono chiari e verificabili.

    • ALDO ha detto:

      Su questo dissento fermamente: i “loro calcolatori sul sito” potranno essere poco concreti quando fanno proiezioni future, ma sui dati storici sono precisi e riscontrabili, e di certo non “ingannano” nessuno.

  67. ALDO ha detto:

    Vedo girare numeri non corretti.
    Io sono entrato in MFM nel novembre 2016 con un P5, poi ho fatto qualche ritocchino e sono passato al P6, e ad oggi sono a +7,94%

    Poi, nunzo’…

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Aldo, che cosa ti devo dire…
      Più che farmi assegnare un portafoglio e approvare sempre, e comunque, tutti i ribilanciamenti proposti non so che cosa fare!

      • ALDO ha detto:

        Non mi riferivo a te Lorenzo 🙂
        So bene che il tuo problema è stato uno sfortunato timing d’ingresso.
        Mi riferivo a chi diceva ” in un anno boom di borsa +1.68% con tutte le commissioni è come dire … meno di nulla …”.
        E’ vero che è stato un anno boom di borsa, e infatti io, che ho avuto la fortuna di entrare in MFM in un buon momento, ad oggi sono a +7,94%, al netto delle commissioni.
        Con i fondi di Luca avrei avuto di più.
        Con un conto deposito avrei avuto di meno.

        • Lorenzo Tomada ha detto:

          Aldo, lo so 🙂 E’ che avrei sperato in una percentuale migliore arrivato a metà del mio orizzonte temporale (maggio 2015 – maggio 2020)!

        • Luca Zaffaroni ha detto:

          Ciao Aldo,

          +7,94% in questi 14 mesi è un ottimo risultato. Quando il mercato “tira” mi sembra di vedere che i portafogli di Moneyfarm catturino performance.

          Considera per contro che ci sono molti bilanciati/flessibili sul mercato che, spesso assumendo una configurazione troppo difensiva, nel 2017 hanno realizzato molto meno; qualcuno di “famoso” ha anche steccato con una performance dello 0% nel 2017, mentre qualcun altro è “saltato” sul Dollaro. Quindi tu puoi tranquillamente ritenerti molto soddisfatto 😀

          Il grosso problema di qualsiasi bilanciato/flessibile è gestire le sottoscrizioni di chi entra in un periodo di mercato complesso, come ad esempio quello verificatosi tra marzo ed agosto 2015

          La conclusione di fondo è che non si può investire incrociando le dita sperando che il momento sbagliato non tocchi a noi 😀

      • raffaele ha detto:

        semplicemente aldo è partito da 0 mentre tu entrando in fase di mercato negativa sei partito da :
        2016-02-09 -8,9%
        hai chiuso il 2017 a + 1,68
        quindi da febbraio 2016 a dicembre 2017 + 7,22 al netto sia delle tasse che delle commissioni.

        quindi la differenza dei risultati è ovvia timing d’ingresso sfortunato e portafoglio con meno azionariato.

        oramai con la gestione patrimoniale abbiamo quasi tutti il portafoglio 5.

        ovviamente non è colpa tua ne che non hai la gestione patrimoniale ne per quanto riguarda l’assegnazione del portafoglio.

    • Simone ha detto:

      Parli di lordo? Mi domando, qual’è il capitale investito? Una curiosità, visto che sto ancora valutando se entrare in mf o meno, non c’è nessuno che ha finito i 5 o i 3 anni di investimento e viene qui a riportare come è andato alla fine? In ultimo complimenti Lorenzo, blog molto utile e continuerò a seguirti.

      • Lorenzo Tomada ha detto:

        Ciao Simone, a maggio taglio il traguardo dei 3 anni insieme a Moneyfarm

      • ALDO ha detto:

        Diciamo che è un po’ lordo e un po’ netto.
        Nel senso che sugli ETF paghi l’imposta quando vendi (se c’è plusvalenza). Quindi su quelli che ho già venduto per effetto dei vari ribilanciamenti l’utile è netto, nel senso che ci ho già pagato le imposte. Sugli altri invece devo ancora pagarle.
        Se ho tempo mi metto lì a fare il calcolo di quanta parte di questo utile è già stata tassata. A naso direi un 50% (considera che quando sono passato da P5 a P6 ho ristrutturato buona parte del portafoglio).
        Il capitale investito ad oggi è 75K

      • Stepleton ha detto:

        ho fatto investire 40k alla mia mamma tre anni fa e alla chiusura mi hanno liquidato 348 euro! una presa per il culo con i fiocchi!

  68. Lorenzo ha detto:

    Io sto con Marco. Non riesco proprio a vedere l’utilità di Moneyfarm. Non si guadagna nulla. Mai. Qualcuno dice: ma io non mi fido delle banche e di quello che propongono, qualcunaltro invece non ha tempo, qualcuno infine sottolinea che con Moneyfarm le perdite sono più contenute rispetto ai fondi.
    Io dico: tieni i soldini “a casa” che perdono ancora meno, aspetta un crollo, poi compra. Aspetta sulla riva del fiume che passi il cadavere del tuo nemico. Non è obbligatorio “investire”. Se lo fai, non è per perdere meno, non ci crede nessuno. Ciao.

  69. Mauro ha detto:

    Da inizio gennaio sono ufficialmente partito con un portafoglio P5, questa è la composizione.

    Cash e Bond Governativi a Breve 8,36%
    Inflazione 8,60%
    Bond Societari HY & Bond Gov. EM 17,85%
    Azionario Paesi Sviluppati 48,28%
    Azionario Paesi Emergenti 9,85%
    Materie Prime e Real Estate 4,32%
    Liquidità 2,73%

    Per il momento, pur essendo passati pochi giorni dalla partenza, non posso lamentarmi in quanto a servizi ricevuti, assistenza e consulenza. Se ne riparlerà in periodo di vacche magre.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Mauro,
      il P5 è abbastanza aggressivo, ricordati di aggiornarci sui risultati.
      A presto,
      Lorenzo

      • Mauro ha detto:

        Certo, difatti ho evitato di parlare già di rendimenti positivi (nonostante un promettente +1,12%) perchè molto prematuro ma di sicuro seguierò con molto interesse gli sviluppi, anche su questo blog. Per confronto, ho aperto anche un portafoglio su Euclidea che dovrebbe partire oggi o domani. A parità di risposte al questionario ed orizzonte (lungo termine) ne ho ottenuto uno meno aggressivo rispetto a quello di MF (livello di rischio 4,5):

        Obbligazionario Breve Termine 12,8%
        Obbligazionario 21,1%
        Credito 32,8%
        Azionario 25,1%
        Investimenti Alternativi 8,2%
        Liquidità 0%

        • raffaele ha detto:

          a me moneyfarm ha assegnato il P5 mentre euclidea il P6 e sono molto simili.
          Nei fatti me li sono scelti da soli.

          E’ strano che nel tuo caso ci sia questa discordanza forse rispondendo al questionario hai detto che avevi già una quota del tuo portafoglio investito in strumenti a rischio.

          • Mauro ha detto:

            Si, in effetti adesso che ci penso avevo selezionato la risposta dove c’era scritto che avevo investito in gestioni patrimoniali perchè avevo MF.

          • raffaele ha detto:

            ovviamente sono scelte personali però io me lo farei modificare.

            un 25 % in azione con orizzonte temporale lungo non si può proprio vedere.

  70. Marco ha detto:

    Salve,
    ma un semplice conto deposito da 1.8% ….. per non parlare di un unico e semplice etf su s&P 500 in un anno ha fatto il +20% … senza tutti questi cambi … trovo davvero incomprensibile far ricadere la scelta su moneyfarm …. in un anno boom di borsa +1.68% con tutte le commissioni è come dire … meno di nulla …
    … per non parlare degli anni precedenti 2005 2016 ….. stesso discorso ed ancor di +

    • Antonio ha detto:

      Hai ragione Marco ma devi capire che chi sceglie moneyfarm lo fa perché non ha il tempo e l’esperienza per fare da solo e non si fida di banche e dei consulenti che magari ti fanno comprare quello che vogliono loro. Io sono stato gabbato da una banca nazionale che mi ha fatto acquistare dei loro prodotti dicendomi che erano sicuri. Ma la banca è fallita e ho potuto riprendere solo bruscolini di quello che ci avevo messo.

    • Raffaele ha detto:

      Ne riparliamo quando fa -20 % per due anni consecutivi….

      Conosci i concetti di volatilità orizzonte temporale propensione al rischio….Diversificazione ?

      • Marco ha detto:

        Raffaele … diversificazione. … etf S&P ci sono 500 titoli azionari …. cosa vuoi diversificare di più x azionario …. nulla …. diversificazione x asset …. vuoi prendere un obbligazionario paesi emergenti? … sarebbe davvero meno rischioso?… xche’ obbligazionario resto del mondo … sono con un segno negativo davanti oppure risibili …. non si vuol rischiare nulla?… x un rendimento così piccolo banca un conto deposito ….. x chi ha poca esperienza si prende etf S&P imposta una xdita massima e se lo tiene x anni ….. ma la stessa cosa bisognerebbe fare con obbligazionario …. questi continui cambi sono davvero incomprensibili soprattutto visto i rendimenti che sa questo tipo di assett…con tassi a zero ….

        • raffaele ha detto:

          500 titoli azionari…solo degli usa….il mondo è più grandicello…avrei capito se avessi detto un msci o addirittura un acwi…

          non esiste un portafoglio con il 100% azionariato Usa di società ad alta capitalizzazione.

          fai un paragone sbagliato con i conti deposito perché la gente diversifica se ciò un milione di euro non posso aprire 10 conti deposito o 10 polizze e normale che una parte dei capitali devo investirli in titoli e che nel breve possano avere una performance negativa rispetto a prodotti a capitale garantito.

          io con euclidea sto al +2% dopo due mesi e a + 1,64% con moneyfarm come mai?si sono impegnati più con me che con lorenzo? no semplicemente lorenzo è stato sfortunato nella scelta d’ingresso ma questo può accadere anche se ti compri da solo S&P anzi ti puoi fare molto più male e soprattutto ha un portafoglio più difensivo che in questo momento non lo premia.

          se poi tu mi dici che la consulenza è superflua per chi è capace di crearsi autonomamente un portafoglio anche con due semplici etf il discorso è diverso visto che basta questo per avere dei buoni risultati che superano i conti deposito nel lungo periodo :
          60 % msci world
          40% euromts global

          • Marco ha detto:

            La questione sarebbe lunga …. se pensi che titoli usa possano andar male mentre altri vanno bene … è complicato …. come scritto sopra s&p x azionario … x diversificare … obbligazionario …. sul Milone di euro … saresti fuori traccia … x le cifre di cui parla Lorenzo un conto deposito sarebbe stato meglio …viste le performance… x te e i tuoi rendimenti vale li stesso …. troppo poco x il rischio assunto …. Lorenzo ha avuto oscillazioni anche fino a -7% …. x avere solo un +1.8%…. significa che x avere quel poco che ha avuto. ..ha risicato più del triplo in perdita

          • raffaele ha detto:

            puo essere bravo quando vuoi ma se hai la sfortunata di sbagliare il timing e fai 2016-02-09 -8,9% e normale che per recuperare ce ne vuole soprattutto quando hai un portafoglio poco aggressivo che ha le obbligazioni che fanno da palla al piede visto i rendimenti….
            cosa dovrebbe fare un investitore alle prime armi con portafoglio di 15.000 euro affidarsi ai consulenti? tu quanto costeresti ?

  71. Luca Zaffaroni ha detto:

    Ciao Marco,

    Come concludevamo insieme in un post del 2017, Moneyfarm è come se fosse una SGR che propone sul mercato 6 fondi comuni bilanciati che vanno dal profilo di rischio/rendimento più basso, (P1) al profilo di rendimento/rischio più alto (P6). Ed è quindi ovvio che, come le altre SGR, non può seguire ad uno ad uno i portafogli dei clienti.

    Come scrivevi tu, quando compri un bilanciato di Fidelity od uno di Morgan Stanley, è come se stessi comprando un portafoglio di Moneyfarm, cioè lasci che un gestore misceli per te le migliaia di ingredienti presenti sui mercati finanziari.

    Fidelity, JP Morgan, Moneyfarm, Robeco, Jupiter, GAM, Invesco… Ciascuna azienda/team di gestione mette sul mercato i propri “portafogli preconfezionati” P1, P2, P6 ecc gestendoli in base alla propria idea circa l’andamento del mercato, avrà quindi un proprio stile di gestione e farà ogni giorno/settimana/mese/anno scelte di portafoglio diverse.

    Vengo al punto: chi sarà il più bravo? Non possiamo saperlo

    Possiamo andare a vedere chi è stato il più bravo negli ultimi 3/5/8/10/15/20 anni

    Possiamo andare a vedere chi storicamente è stato più bravo a contenere la volatilità (generalmente a scapito della performance) e chi storicamente è stato più bravo a realizzare performance (generalmente a costo di una volatilità più alta).

    Ma non possiamo sapere chi FARA’ le scelte migliori. Ecco quindi che emerge un’altra variabile, un altro rischio di valutare quando investiamo i nostri soldi: IL RISCHIO GESTORE. Il rischio che il gestore sbagli. Comprando il “P3” di Fidelity, il “T3” di Jp Morgan ed il “D3” Robeco (stesso segmento di mercato, nomi diversi per ogni azienda) ho diversificato ANCHE il rischio gestore. Quanto costa non diversificarlo? 😉

    I vantaggi principali che offre Moneyfarm sono: il costo più basso degli strumenti finanziari che usa, l’interfaccia tecnologica snella e la garanzia di indipendenza nella scelta degli strumenti.

    La domanda è: sono questi i 3 elementi più importanti per affrontare un percorso di investimento (minimo minimo 3 anni, meglio 5) il cui successo passa attraverso la permanenza per mesi e mesi nell’imprevedibile oceano dei mercati?

    Quest’anno il Nobel all’economia è andato ad una persona che ha dimostrato che l’uomo NON E’ RAZIONALE quando si tratta di compiere scelte economico/finanziarie. La verità è che il più grosso nemico dell’investitore non è il mercato, non sono i costi, non sono i prodotti… ma l’investitore stesso! (soprattutto le sue emozioni, le sue aspettative, la sua formazione/consapevolezza).

    Il principale compito di un consulente finanziario è difendere il cliente da se stesso, spiegando in termini chiari e comprensibili quali sono le regole di questo mondo (qui molto spesso vale IL CONTRARIO di ciò che accade nella vita di tutti i giorni) ed accompagnandolo anno dopo anno nel percorso.

    Il principale compito di un gestore (SGR, SIM) è quello di gestire il denaro entro i criteri di rendimento/volatilità dichiarati.

    Ma Moneyfarm è un gestore o un consulente finanziario? 😉 questo è l’equivoco

  72. Marco ha detto:

    Salve, buon anno a tutti
    alla luce del +1,68% annuo del 2017 (a proposito ci sono da togliere le tasse? altre spese ?) e confrontandolo con i rendimenti di alcuni fondi nostrani bilanciati prudenti, tipo Arca strategia globale crescita +2,8% lordo o Anima Visconteo +2,8 lordo.
    Se poi passiamo ai bilanciati stesse case 50-50 troviamo Arca Strategia Globale +6%, Anima alto potenziale +6,5%…. fondi che pur battendo molti concorrenti sono lontani dai rispettivi benchmark, mi domando perchè uno dovrebbe scegliere Moneyfarm?
    Ho lasciato appositamente da parte i bilanciati di Fidelity, Invesco o Morganstanley con performance triple, ma anche una semplice strategia 50% etf azioni globali e 50% Etf obbligazionari globali e Btp con varie scadenze avrebbe dato ben di più senza doversi arrovellare il cervello su gestioni varie.
    Dove è il vantaggio di Moneyfarm?

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao,
      il rendimento che ti propongo è sempre netto.
      Ho a che fare con Moneyfarm dal 2015 e sin dall’inizio di questa avventura mi sono relazionato con centinaia di persone che si sono iscritte attraverso il mio codice sconto, con alcune delle quali si è instaurato un rapporto di confronto molto interessante.
      Sono contente dei rendimenti ottenuti? Dipende.
      La maggior parte imputano al fattore timing d’ingresso la fortuna dei loro guadagni o la causa delle loro perdite; c’è chi è entrato come me a metà 2015 e sconta ancora una risalita faticosa e c’è chi ha scelto, ad esempio, febbraio 2016 per entrare e adesso vede, sempre a parità di portafoglio e di ribilanciamenti, guadagni a doppia cifra.
      E allora, chi non riesce a guadagnare perché ci rimane? La domanda è interessante ma la risposta non è semplice.
      Credo che si debba tenere in considerazione il profilo del cliente tipo di Moneyfarm, la sua elementare conoscenza finanziaria, i bassi e chiari costi di gestione e la sua attitudine alla semplicità di controllo della gestione del pannello di controllo per monitorarne l’andamento.
      Io mi sono dato un arco temporale di 5 anni e salvo situazioni che mi costringano diversamente, cercherò di arrivarci e capire se Moneyfarm è stato un buon investimento oppure no.

  73. Giovanni ha detto:

    Buongiorno Lorenzo,
    Con l’inizio d nuovo anno dovrei diventare utente Moneyfarm (sto aspettando l’attivazione del portafoglio). Chiedo a te (e a tutti i lettori del blog): i report che ti vengono inviati periodicamente da moneyfarm, con le valutazioni circa l’andamento dei vari titoli e del mercato, sono prerogativa solo di chi sceglie il servizio di Consulenza e Ricezione o anche a chi sceglie la Gestione Patrimoniale? Chiedo a voi utenti per sentire la vostra esperienza in merito, prima di chiedere direttamente a Moneyfarm.

    • Lorenzo Tomada ha detto:

      Ciao Giovanni,
      Moneyfarm non invia queste info a chi sceglie la Gestione Patrimoniale mentre le comunicazioni periodiche sono inviate indistintamente sia per i clienti in Consulenza che in Gestione Patrimoniale.

    • Antoine ha detto:

      Io ti sconsiglio di diventare cliente Moneyfarm. Per me è tutta fuffa. E gte lo dico per esperienza diretta, purtroppo.

      • Lorenzo Tomada ha detto:

        Ciao Antonio,
        era un po’ che non ti leggevo tra i commenti del blog.
        Sei con Moneyfarm da giugno 2015 (+ o – come me) ad oggi qual è il tuo rendimento?

        • Antoine ha detto:

          L’ho scritto nel post sotto che ho appena pubblicato.
          Una tragedia..ho perso + di 1200 € negli ultimi 4 giorni.
          No davvero sono portato a pensare a questo punto , ma già da un pò ma volevo non crederci, che questi prendono per i fondelli. Addirittura mi hanno detto dopo le mie rimostranze che io sono un caso sfortunato all’interno di Moneyfarm, perchè sono entrato in un momento “particolare”…cioè vorrebbero farmi credere che è tutte rose e fiori per gli altri e io sono quello sfigato. Secondo questa teoria cioè, entrare con l’investimento nel giugno 2015 ha portato a questa situazione per cui trarre profitto è quantomai improbo…ti rendi conto??!! Come detto anche sotto in realtà è più di 1 anno che avevo raggiunto la parità, ma da quel momento l’oscillazione non si più praticamente spostata, rimanendo a cavallo dello 0. Ora con gli ultimi giorni le cose sono precipitate di nuovo.
          Non dico è una truffa, l’ho chiamata fuffa, ma sarei tentato…

          • Antoine ha detto:

            Ma non solo Lorenzo, aggiungo un’altra cosa: alla fine hanno cercato di convincermi a fare uno step nel livello di rischio, cioè volendomi portare da “Scrupoloso”, dove sono posizionato ora, a “Dinamico”, (nuova posizione che era risultata dal nuovo questionario) cioè con un salto di due livelli, con ovviamente molto più componente azionaria.
            E io ero quasi convinto pur di tentare di uscire da questa situazione di stallo. Avrei fatto le mia alla luce di quanto sta accadendo in questi giorni…
            A te come sta andando?

          • Lorenzo Tomada ha detto:

            Antonio, consolati perché di sfigati ce ne sono almeno due (l’altro chiaramente sarei io…).
            Chiaramente non sono soddisfatto e la cronologia dei miei commenti in questo e negli altr post, per gli hanni precedenti ne sono testimonianza; proprio come te, dopo aver raggiunto la parità, sono cresciuto davvero poco per come stava performando il mercato 🙁
            La domanda è, che cosa fare?
            Attendo questo benedetto orizzonte temporale dei 5 anni o me ne esco non appena arrivo ad una percentuale positiva che possa giustificare questo lasso di tempo?
            Sono io che chiedo troppo a Moneyfarm oppure non è più la soluzione adatta alle mie necessità ed è arrivato il tempo per cambiare e fare il salto di qualità?
            Quali alternative avrei? Forse una consulenza finanziaria dedicata che mi segua sempre e non solo per i ribilanciamenti trimestrali? Forse iniziare a dedicare, in completa autonomia, più tempo quotidiano ai miei investimenti?
            Quante domande…
            E tu avresti un’idea su come investire quello che porti via da Moneyfarm?

      • SiBo ha detto:

        Ciao Antoine, leggo con interesse le opinioni negative dopo avere già letto quelle positive. me potresti dire che tipo di portafoglio hai scelto. Grazie

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