Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016…
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal 13 maggio al 31 dicembre 2015
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2016
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2017
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2018
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2019
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2020
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2021
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2022
Cliente MoneyFarm da metà 2015, leggi qui la mia esperienza, continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016, con informazioni, grafici e le mie impressioni unite ai commenti di coloro che mi leggono per curiosità, di utenti che desiderano affidarsi a MoneyFarm per i loro investimenti e di chi è già cliente e trova interessante condividere il rendimento del proprio portafoglio.
Sono entrato in MoneyFarm il 13 giugno 2015 investendo una limitata somma di denaro per testare la validità del servizio e sperare in dei rendimenti superiori a quelli bassi, ma parzialmente sicuri, di conti deposito oppure buoni postali.
Mi sono dato un arco temporale di 5 anni decorso il quale sarò in grado di tirare le somme e verificare se, in effetti, l’investimento sia stato redditizio oppure no.
Ma che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già salta queste poche righe, se invece non sai di che cosa stiamo parlando ti consiglio di leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove, oltre a fornire i dettagli sullo storico dei rendimenti, a riportare le principali comunicazioni dell’azienda e ribilanciamenti del portafoglio, descrivo in maniera molto sintetica i servizi da questa offerti.
Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a MoneyFarm?
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.
Il 2015 si è chiuso, per me, con una perdita del 5,0% e 3 ribilanciamenti da parte di MoneyFarm per tamponare le difficoltà dovute a variazioni significative delle condizioni di mercato e principalmente per gestire meglio il rischio e cogliere opportunità di lungo periodo.
Il 2016 non si è aperto, ahimè, nel modo sperato con un altro ulteriore ribasso dovuto al crollo delle borse cinesi a causa della nuova conferma della frenata dell’economia del Dragone e dai timori sullo scenario mediorientale per le tensioni Iran-Arabia Saudita.
L’asset allocation del mio portafoglio è così composto:

STRUMENTI e CODICI ISIN
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro LU0290356871
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni FR0011313741
Bond Governativi 3-5 Anni in Euro LU0290356954
Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso IE00B6X2VY59
Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale IE00B5M4WH52
Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi IE00BCRY6003
Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro LU0290358224
Azionario Europa (MSCI Europe) FR0010261198
Azionario Giappone (Topix) FR0010245514
Azionario Globale (S&P Global Dividend) IE00B9CQXS71
Azionario USA (S&P 500) IE00B5BMR087
Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets) LU0292107645
Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio IE00B58HMN42
RAPPORTO RENDIMENTO PORTAFOGLIO
2016-01-05 -5,8%
L’analisi è nella premessa al nuovo post, ovvero la situazione in Cina, le tensioni in Medio Oriente, il petrolio che continua la sua discesa…
2016-01-12 -7,1%
… discesa che continua e che mi porta a toccare il nuovo record negativo da quando sono diventato cliente MoneyFarm ed ho iniziato a monitorare i rendimenti ottenuti.
2016-01-18 -8,2%
Nella mia risposta di ieri all’intervento di Lorenzo sul “mantenere la calma” in una situazione di alta volatilità come quella attuale, facevo riferimento all’intenzione di contattare MoneyFarm per avere un commento da parte loro in merito a questo progressivo deterioramento dello scenario economico.
Nel pomeriggio, come per magia, l’Asset Allocation Team mi ha scritto al fine di aggiornare sulla nostra strategia di investimento e sulle modifiche di ribilanciamento varate dal Comitato di Investimento che verranno comunicate il 20 gennaio.
Sintetizzando, MoneyFarm consiglia i propri clienti di concentrarsi sull’obiettivo prefissato e considerare, dove possibile, la corrente volatilità di mercato come un’opportunità per incrementare cautamente l’esposizione in un piano d’investimento a medio termine.
Il concetto è corretto, altre volte ho sfruttato le turbolenze del mercato per incrementare le posizioni e prendere il vantaggio nei periodi di rialzo.
Per MoneyFarm, così come in alcune comunicazioni passate, l’attuale volatilità è in controtendenza con la situazione dell’economia reale e l’attuale fase di mercato è da identificare come un trend di breve periodo causato dalle tensioni geopolitiche, dal difficile equilibrio tra domanda e offerta nel mercato delle materie prime e dal nervosismo dei mercati riguardo la divergenza delle politiche monetarie delle banche centrali.
2016-01-20 -8,6%
Le turbolenze continuano ad investire tutte le borse, il rendimento è sempre più negativo e, come promesso, MoneyFarm mi invita a seguire la nuova strategia per il portafoglio.

Il ribilanciamento di inizio anno consiste nella riduzione delle obbligazioni governative europee a breve e l’acquisto di obbligazioni dello Stato italiano a più lunga scadenza per maggior rendimento e grazie al supporto della banca centrale europea. Inoltre eliminiamo l’esposizione alla parte obbligazionaria legata ai Mercati Emergenti, date le non positive prospettive legate a quell’area geografica, sia dal punto di vista valutario sia obbligazionario. Abbiamo invece aumentato l’allocazione in bond ad alto rendimento sulla base di valutazioni fondamentali interessanti. In ultimo si è deciso di eliminare il rischio di cambio euro/yen nell’investimento azionario nipponico per decisione tattica. Abbiamo comprato gli ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” e “Bond Societari High Yield Globale”. Abbiamo finanziato gli acquisiti vendendo gli ETF “Bond Governativi 3-5 Anni Euro” e “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale”. Inoltre abbiamo eliminato il rischio cambio euro/yen nell’investimento azionario comprando l’ETF “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” e vendendo l’ETF “Azionario Giappone (Topix)”.
Concordo con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento.
2016-02-09 -8,9%
Di nuovo al minimo storico con i mercati che non reggono.L’azionariato, in particolare, tocca punte di quasi il -30% con DB X-TRACKERS MSCI EMERG MKTS UCITS ETF (Isin: LU0292107645) per i paesi emergenti e con UBS CMCI COMP SF UCITS ETF EUR HED A-ACC (Isin: IE00B58HMN42) per le materie prime ed il real estate.
2016-02-24 -7,7%
2 settimane altalenanti con valori non troppo distanti dai minimi.
Le cause sono sempre le stesse, le banche ed il petrolio con l’Iran che sembra definitivamente non essere attratto dal patto di Doha sul congelamento dell’offerta di petrolio, da parte dei principali produttori mondiali di greggio (Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela), per sostenere i prezzi dell’oro nero arrestandone il crollo.
2016-03-04 -5,9%
Recuperati due punti percentuali in 9 gg ed una situazione che “sembra” iniziare a stabilizzarsi anche se rimangono all’orizzonte le solite nuvole (banche, recessione, petrolio, mercati emergenti che non sono più tanto emergenti) oltre al Brexit e le incognite che ci accompagneranno fino al voto del prossimo giugno.
2016-03-23 -5,5%
Situazione poco mossa, recuperato un altro 0,4% anche se immaginavo che il rimbalzo potesse essere più cospicuo. Due settimane caratterizzate dalla “ripresa” del petrolio, le incertezze sulle banche e sui matrimoni da compiere e, purtroppo, dall’attentato terroristico di ieri a Bruxelles che non sembra avere impattato più di tanto i mercati.
2016-03-30 -5,8%
Secondo ribilanciamento del 2016 dettato dalla fiducia dovuta al rinnovato supporto ai mercati da parte delle varie Banche Centrali (prima fra tutte, la Banca Centrale Europea) porta MoneyFarm ad aumentare l’aggressività della componente obbligazionaria del portafoglio.
Vengono nuovamente acquistate obbligazioni ad alto rendimenti (High Yield) dell’area Euro, riducendo leggermente la parte del portafoglio investita nelle obbligazioni dello Stato Italiano a breve scadenza. L’asset class High Yield è una delle asset class che si è meglio comportata nella fase d’incertezza dei primi mesi dell’anno, e pertanto sembra il modo migliore per ottenere rendimenti maggiori. Inoltre il sostegno della Banca Centrale Europea alle obbligazioni societarie dell’Eurozona offre ulteriore supporto a questa asset class. In ultimo non aumentiamo ancora l’esposizione all’azionario che rimane volatile e di difficile lettura. Abbiamo quindi ridotto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per incrementare una posizione nell’ETF “Bond Societari High Yield Euro”.
Si passa, quindi, dal 15,65% al 13,33% dei Bond Governativi Italiani 1-3 Anni mentre si acquistano Bond Societari High Yield Euro per un 2,38% del portafoglio.
2016-04-30 -5,6%
Ho volontariamente allungato i tempi di aggiornamento del post per avere, in maniera più chiara, un’idea di rendimento mensile.
Nell’occasione riporto i dati salienti sul portafoglio P4-C2 nel primo trimestre del 2016, un portafoglio intermedio in termini di rendimento-rischio costruito con una diversificazione globale che prevede l’investimento su tutte le aree geografiche e su 8 asset class di mercato. Il portafoglio è costruito con un’esposizione misurata all’azionario sia sviluppato sia emergente ed un’esposizione obbligazionaria importante che comprende emittenti governativi e
societari. Il portafoglio può prevedere anche un investimento moderato in materie prime.
L’analisi di MoneyFarm è che durante il primo trimestre del 2016 i mercati finanziari si sono mossi in territorio negativo e con grande volatilità. Protagoniste, ancora una volta, le Banche Centrali, le quali anche in questo trimestre sono state particolarmente attive nell’allentare ulteriormente le politiche monetarie.
La prima è stata la Bank Of Japan che, a fine gennaio, ha fatto molto scalpore
annunciando per la prima volta tassi d’interesse negativi. A seguire la Public Bank of
China ha tagliato per la quinta volta in un anno il coefficiente di riserva obbligatoria
e infine a marzo, la Banca Centrale Europea ha ampliato notevolmente il programma
di allentamento quantitativo. La Federal Reserve ha invece ulteriormente ritardato
la normalizzazione dei tassi d’interesse e, col meeting di marzo, dopo aver rivisto le
stime, ha confermato solo 2 dei 4 rialzi programmati per il 2016. Non sorprende quindi
come tassi sempre più bassi abbiano favorito i bond governativi delle aree sviluppate.
Anche lato obbligazioni societarie, la performance è stata positiva, sia per i bond
con rating più alto che quelli con merito creditizio più basso (high yield), che si sono
rivelati un asset class relativamente stabile se paragonati ad altri asset rischiosi come
le azioni.
Come nell’ultima parte dell’anno scorso, il driver fondamentale per i mercati azionari
è stato il prezzo del petrolio, che per la prima parte del trimestre ha continuato a scendere fin sotto i 27 dollari al barile, il livello più basso da settembre 2003. Un
prezzo molto competitivo e voci circa un possibile accordo tra i Paesi produttori
di petrolio ha poi aiutato a risollevare l’andamento della materia prima, che nella
seconda metà del trimestre ha fatto registrare una performance del 45%, chiudendo
il 31 marzo a 38 dollari al barile, in positivo rispetto all’inizio dell’anno.
Stessa storia per i mercati azionari. Dopo il peggior inizio di anno di sempre, con
tutti i principali indici in profondo rosso (l’S&P500 era arrivato a segnare -10% da
inizio anno, lo Stoxx Europe 600 -16% e il Topix -20%), insieme col rimbalzo del
petrolio anche i listini azionari hanno ripreso a correre. Se l’azionario USA è riuscito
a recuperare le perdite, non si può dire lo stesso per Europa e Giappone, che
chiudono il trimestre rispettivamente a -5% e -10% da inizio anno, sfavorite anche dal
rafforzamento dei tassi di cambio. Interessante notare che, contrariamente all’anno
scorso e fatta eccezione per la Cina, i mercati azionari emergenti stiano continuando
a registrare performance positive.
Anche sul tasso di cambio i movimenti sono stati molto marcati. La sterlina continua a
subire la pressione di un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea sempre
più vicino mentre il dollaro, anche a causa di una prospettiva di tassi alti sempre più
lontana, continua a deprezzarsi pian piano.
Dall’altra parte osserviamo un euro e uno yen che continuano invece ad apprezzarsi,
nonostante politiche monetarie estremamente accomodanti, il che fa sospettare che
gli interventi della Banca Centrale non sortiscano più effetto.
Il portafoglio nel corso del trimestre ha registrato performances leggermente
negative, principalmente per via dell’esposizione azionaria e valutaria.
Nel corso del primo trimestre è stata modificata l’asset allocation per avvicinarsi
ai nuovi Portafogli Strategici. A gennaio l’esposizione ai bond governativi dei
mercati emergenti è stata azzerata, per aumentare l’esposizione ai titoli societari
ad alto rendimento in dollari statunitensi. Parte della posizione in titoli governativi
dell’Eurozona è stata venduta per fare spazio ai titoli di stato italiani a 10 anni,
allungando così la duration del portafoglio. La posizione nel Topix è stata venduta per
comprare l’ETF sempre sul Topix ma con copertura dal tasso di cambio.
A marzo, è stata ridotta la posizione nei titoli di stato italiani a breve, per acquistare
titoli societari ad alto rendimento denominati in Euro.
Attualmente il portafoglio rimane prevalentemente esposto sull’area Euro e detiene
posizioni in valuta estera tramite i bond societari high yield in dollari statunitensi e i
vari ETF sull’azionario dei Paesi sviluppati (S&P500 e S&P Global Dividend) e azionari
dei Paesi emergenti (MSCI Emerging Markets) per un peso complessivo di circa il 24%.
L’ETF sulle materie prime che pesa all’incirca il 2.5% del portafoglio, seppur faccia
riferimento a un indice in dollari, incorpora anche una protezione dai movimenti del
tasso di cambio, pertanto non contribuisce ad aumentare l’esposizione valutaria.
Analogo ragionamento per l’ETF sul Topix, coperto dal rischio legato al tasso di
cambio.
2016-04-31 -4,5%
Un punticino guadagnato dopo le sofferenze degli scorsi mesi…
2016-05-31 -5,2%
Il referendum sulla Brexit si avvicina, i mercati sono nervosi e si accumulano nuove perdite dovute alle tensioni ed ai sondaggi…
MoneyFarm reputa che l’andamento dei mercati negli ultimi due mesi ha mostrato una forte stabilità rispetto all’eccessivo nervosismo d’inizio anno. Questo si è tradotto in una riduzione della volatilità su tutti i mercati (sia azionari che obbligazionari) che permette oggi di incrementare le posizioni più aggressive dei portafogli, per ritornare ai livelli strategici di allocazione. Nell’attuale contesto di tassi zero, uno dei temi predominanti tra gli investitori rimane la ricerca di rendimento, che sta premiando le azioni con i dividendi più alti e le obbligazioni ad alto rendimento. La tematica del “dividendo” (sia obbligazionario che azionario), per MoneyFarm, è destinata a rimanere un tema cruciale anche per i prossimi mesi viste le fonti di incertezza attuali (Brexit, rialzo tasso FED, materie prime volatili). Abbiamo quindi venduto per intero l’ETF “Bond Governativi 3-5 Anni in Euro” per aumentare la posizione nell’ETF “Azionario Globale (S&P Global Dividend)”, specializzato in società ad alto dividendo.

Aderisco al ribilanciamento proposto!
2016-06-30 – 4,6%
Dall’inferno delle banche e del Brexit ad un cauto ed ottimistico ritorno alla realtà; non ci siamo di sicuro annoiati a (fine) giugno con il voto a sorpresa che ha sancito l’uscita dalla UE del Regno Unito con il conseguente crollo di tutte le borse mondiali fino alla piccola ripresa finale anche grazie al via libera della Ue allo scudo per le banche italiane da 150 miliardi che sembra poter dare un po’ di tranquillità al sistema…
2016-07-14 – 2,4%
Aggiornamento di metà luglio per fare il punto della situazione sul l’andamento del portafoglio nel secondo trimestre dell’anno.
Dopo gli scossoni di inizio anno, il secondo trimestre del 2016 è stato caratterizzato da una volatilità molto contenuta. Per la maggior parte del periodo (almeno fino alla seconda settimana di giugno quando i sondaggi hanno iniziato a dare per favorita l’eventualità di un’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona), i principali indici azionari hanno scambiato in un intervallo limitato di valori.
Analogamente il VIX, l’indice che misura la volatilità implicita delle borse USA, ha mostrato un andamento sottotono per tutto il trimestre, per poi tornare ai livelli di febbraio in
concomitanza del referendum.
Questa prima fase di “calma piatta” è attribuibile soprattutto all’azione delle Banche Centrali.
La FED, dopo aver rimandato il rialzo a marzo, è rimasta ferma anche a giugno. Il corso degli eventi è stato però diverso da quanto prospettato dai policy maker statunitensi; dati sul mercato del lavoro non brillanti hanno infatti abbassato di molto le probabilità di un rialzo per tutto l’anno in corso.
Normalizzazione rimandata.
La BCE, invece, ha iniziato a implementare il programma di acquisto dei titoli societari, senza però riuscire ad abbassare il rendimento a scadenza delle obbligazioni corporate, visto che ormai anch’esso rasenta lo zero.
Con l’avvicinarsi del referendum sulla Brexit l’avversione al rischio è tornata a salire e con essa la volatilità.
Da febbraio, quando il referendum è stato annunciato, a parte brevi periodi, i mercati hanno sempre prezzato una probabilità di Brexit molto bassa. Solo con l’inizio di giugno ci si è resi conto del fatto che i risultati dei sondaggi suggerivano il contrario.
L’umore è poi cambiato nuovamente ad una settimana del referendum, in seguito all’omicidio per motivi politici della parlamentare Labourista Jo Cox, forte sostenitrice della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Sull’onda di quotazioni sempre più alte, i mercati hanno iniziato a scommettere fortemente contro uno scenario Brexit. Per poi realizzare, la mattina del 24 giugno, di aver sbagliato.
Per quanto riguarda gli indici, lo S&P 500 chiude il trimestre in positivo, così come il FTSE 100 che, aiutato da una sterlina che in pochi giorni ha perso il 10%, in valuta locale chiude
il semestre a +6.55% (+1% in euro).
Le sofferenze maggiori sono state riservate al Giappone (-7.4%) e all’Eurozona (-2.00%), il primo a causa dello Yen e del suo status di valuta rifugio e la seconda per i timori di contagio economico e politico.
Anche i mercati emergenti hanno sofferto. Dopo un primo rialzo hanno iniziato a perdere terreno, soprattutto a causa dei movimenti valutari. Il petrolio, fattore guida principale per quei mercati, ha superato i 50$/barile, toccando i livelli più alti dal luglio del 2015.
Il 3 giugno si è svolto il meeting dell’OPEC (l’associazione che riunisce i maggiori paesi esportatori di petrolio) che ha ribadito come l’offerta sia ancora lontana dallo stabilizzarsi.
Due le tematiche vincenti di questo trimestre. I cosiddetti porti sicuri, vale a dire oro, Bund tedeschi e Treasury Bills, che hanno continuato a guadagnare sulla scia di tassi d’interesse sempre più bassi e dell’incertezza derivante dal Brexit. Sul fronte delle asset class, continuano invece a tenere quegli strumenti in grado di garantire un reddito più elevato, come le obbligazioni ad alto rendimento e le società con i dividendi più alti.
Il portafoglio ha registrato nel secondo trimestre una performance positiva, che ha permesso di ritornare in positivo anche dall’inizio dell’anno. Nonostante la Brexit e il peggior inizio anno della storia dei mercati finanziari, una buona diversificazione a livello geografico, di asset class e di valute ha permesso di attutire i diversi shock e accrescere il capitale.
2016-07-31 – 2,6%
Rendimenti poco mossi dal precedente aggiornamento…
2016-08-31 – 2,5%
Leggere sopra…
2016-09-12 – 2,6%
Arriva il nuovo ribilanciamento in previsione del susseguirsi, nei prossimi mesi, di diversi eventi di rilievo, in particolare per l’Eurozona. Il Referendum costituzionale italiano rappresenta, a nostro avviso, uno dei maggiori rischi politici da tenere in considerazione. Nell’attuale contesto di incertezza, infatti, se i cittadini italiani non dovessero approvare la riforma costituzionale, potremmo avere una fase di instabilità sulla scena politica e, di conseguenza, economica in Italia.
Per queste ragioni, con questo ribilanciamento è stato preferito diversificare maggiormente a livello geografico l’esposizione nel comparto obbligazionario pur mantenendo un profilo di rischio rendimento pressoché invariato.
Per cercare quindi di ridurre il più possibile il rischio specifico legato alle sorti politiche italiane, in questo ribilanciamento è stato venduto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per comprare l’ETF “Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)”. Inoltre, l’ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” è stato venduto per comprare “Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio”. L’esposizione valutaria, la scadenza media ponderata e il rendimento a scadenza dei portafogli rimangono pressoché invariati, ma l’esposizione geografica risulta più diversificata.
Concordo, purtroppo, con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento…
Si vendono:
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
Bond Governativi Italiani 10 Anni
Si comprano:
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
2016-09-30 – 2,6%
Che dire, da metà luglio l’oscillazione del rendimento non è salita/diminuita di un punto percentuale…
2016-10-19 – 2,1%
Nuovo sito e nuovo logo per MoneyFarm e nuovo report trimestrale (3°-2016) nel quale si evidenzia la breve volatilità osservata sui mercati finanziari nelle prime giornate del mese di luglio dopo la vittoria della Brexit ed i successivi due mesi di sostanziale calma piatta sui mercati.
Le Banche Centrali hanno segnalato di non voler ampliare i programmi di Quantitative Easing né di spingere ancora più in basso i tassi d’interesse, così a settembre è tornata a farsi sentire la volatilità.
Gli investitori attivi si erano posizionati in modo particolarmente aggressivo, ricorrendo
anche alla leva finanziaria ed è bastato quindi un piccolo incremento della volatilità per
generare le oscillazioni che stiamo vedendo ora.
In termini di performance, l’azionario globale (MSCI World) è salito del 5% nel terzo
trimestre. Europa (MSCI Europe) e Giappone (MSCI Japan) rispettivamente del 7.25% e del
4.23%, in valuta locale; l’S&P 500 del 3.85%.
Negli ultimi tre mesi i mercati emergenti (MSCI Emerging Markets) hanno continuato a
fare bene (+9.15% nel terzo trimestre) così come anche il mercato obbligazionario, con
i bond governativi globali (Bloomberg Barclays Global Sovereign) cresciuti del 2.2% e le
obbligazioni societarie (Bloomberg Barclays Global Corporate) dell’1.9%. Sostanzialmente
invariato invece il petrolio.
I prossimi mesi rimangono un’incognita.
A settembre la Bank of Japan ha cambiato leggermente il paradigma della politica monetaria, spostando il focus più sul controllo della curva dei tassi d’interesse, rimanendo comunque estremamente dedita al raggiungimento del target d’inflazione. La Federal Reserve ha posticipato ulteriormente il rialzo, anche se il comitato esecutivo è stato più diviso del solito.
Il referendum italiano si avvicina e il premier britannico ha annunciato che probabilmente alla fine del prossimo trimestre avvierà ufficialmente i negoziati per portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea; a novembre avremo anche le elezioni presidenziali USA.
Quello di cui possiamo essere sicuri è che la bassa volatilità di luglio e agosto è stata
un’anomalia temporanea, e nei prossimi mesi sarà importante mantenere una buona
diversificazione ed essere pronti a fronteggiare le eventuali situazioni di debolezza per
comprare…
2016-10-28 – 2,16%
Ho ricevuto da Adriano, nei commenti, la notizia che Moneyfarm non lavora più con Banca Sella per la nuova clientela.
Volendo investigare ho scritto a MF questa email:
Buonasera,
mi sono giunte voci che avete cessato il rapporto con Banca Sella e che il denaro per gli investimenti affluisce in un fondo direttamente intestato a Money Farm.
Vorrei sapere se tali informazioni corrispondano al vero e, se confermato, che cosa cambia per i clienti attuali che hanno un deposito con Banca Sella?
Cordiali saluti,
Lorenzo Tomada
La risposta di MoneyFarm
Buongiorno,
premetto che per i clienti in essere ad oggi non cambierà nulla, continueranno ad avere un servizio in regime amministrato con conto titoli in Banca Sella.
I nuovi clienti depositano la liquidità presso una banca depositaria in Regno Unito su un conto intestato a MFM Investment Ltd. Sarà poi MFM ad allocare la liquidità corrispettiva a ciascun cliente. Il cliente quindi effettua i bonifici verso un conto transitorio intestato a Moneyfarm (presso Banca Sella- depositaria del conto), il cliente poi sarà sempre beneficiario finale.
I vecchi clienti avranno la possibilità di trasferire la posizione da Banca Sella alla nuova banca.
Infine, per ora MFM offre solo i servizi di RTO e consulenza in regime amministrato, a breve sarà disponibile anche il servizio di gestione patrimoniale.
2016-11-09 – 2,94%
Giornata shock per i mercati con l’elezione di Trump a 45° Presidente USA.
Crollano le borse asiatiche, le europee in terreno ampiamente negativo e tra meno di un mese abbiamo il referendum costituzionale; è palese che il NO non sarà ben visto dai mercati e che la mancata approvazione della riforma potrebbe aprirci ulteriori scenari negativi… o almeno è quello che percepisco io.
Anche Moneyfarm non è insensibile alla situazione, inaspettata, che si è delineata questa mattina.
Alle 12:30 mi scrive quanto segue:
Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America dopo un’incredibile battaglia elettorale.
L’esito inaspettato ha sorpreso la maggior parte degli operatori di mercato, causando una significativa volatilità su tutti i listini mondiali, del tutto prevedibile in questi casi.
I portafogli Moneyfarm sono ben posizionati per gestire la volatilità che potrebbe aumentare a seguito dell’esito delle elezioni. La nostra filosofia d’investimento si basa sul costruire dei portafogli in grado di sopportare periodi di incertezza e specifici eventi per massimizzare le probabilità di crescita nel lungo periodo.
L’asset allocation del Portafoglio inoltre, è relativamente conservativa, con un significativa riduzione della componente azionaria rispetto all’asset allocation strategica.
Nonostante il monitoraggio dei mercati finanziari e dei portafogli sia costante e continuo, manteniamo comunque un’attenzione particolare sullo sviluppo della politica americana per valutare possibili ribilanciamenti o opportunità tattiche per i portafogli nei prossimi mesi.
2016-11-10 – 2,73%
Lo shock Trump sembra essere già stato assorbito dai mercati che al termine della giornata di ieri, e fino alle 14:00, hanno mostrato importanti e poderosi segni di ripresa.
2016-11-30 – 1,82%
Consueto aggiornamento mensile prima del Referendum del 4 dicembre, mi auguro che il ribilanciamento del 12 settembre possa avermi messo un po’ al riparo dalle turbolenze che una vittoria del NO sembra, in base al sentiment comune, portarci.
Da una parte e dall’altre vedo troppi catastrofismi, questa riforma me la sono letta tutta ed ho cercato di capire le ragioni del Sì e quelle del No.
La riforma non è quella che avrei desiderato (per me il Senato sarebbe dovuto sparire), può produrre un uomo forte e solo al comando (il motivo del NO dell’Economist) e visto quali sono le alternative populiste, ed incapaci di governare, al momento in Italia non c’è da stare tranquilli…
Pur con il pericolo di cui sopra, voglio avere fiducia e voterò Sì anche perché lo Stato si possa riprendere deleghe di competenze territoriali che creano disparità e tanta burocrazia.
Una riforma che poteva essere migliore, nata dal compromesso Renzi-Berlusconi, ma che è l’unica che può migliorare il nostro apparato statale (… o almeno io la penso così).
In ogni caso, come ha detto Obama dopo l’elezione di Trump:
“Ricordate: non importa che cosa accadrà, il sole domattina sorgerà e l’America sarà ancora il più grande Paese al mondo”.
Tralasciando la grandezza dell’Italia, il 5 dicembre il sole dovrebbe sorgere comunque…
2016-12-31 – 0,46%
Un mese intenso con il referedum che ha visto la vittoria del No con quello che si è voluto far diventare, da entrambe le parti ma principalmente da una…, come un Referendum su Renzi che ha pagato la sconfitta dimettendosi dalla carica rivestita. L’esito, in ogni caso, era scontato e non inatteso come le vittorie della Brexit e di Trump permettendo di non avere scossoni di rilievo anche grazie al ribilanciamento del 12 settembre 2016 quando sono stati venduti tutti i BTP italiani…
L’anno si conclude in recupero dopo essere partiti male ed aver proseguito ancora peggio fino alla metà di febbraio con il crollo degli indici, dal – 5,0% ad un – 0,46% con guadagni molto elevati per coloro che sono entrati all’inizio della ripresa.
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal primo gennaio 2017!



Amici miei tutti, oggi aprendo Moneyfarm ho fatto un’altra scoperta, negativa ovviamente. E manco a dirlo…
Cioè che dal portafoglio non viene prelevato solo lo 0,7 come costi di gestione, ma anche “commissioni mfm” e “imposte statali”…
Me ne sono accorto perchè ho visto che la liquidità era improvvisamente calata.
A me avevano detto che nello 0,7, che non è poco, era tutto incluso, ora ovviamente loro dicono di no.
La realtà è che quindi non è uno 0,7, ma come minimo un 1% alla fine.
E il portafoglio intanto scende sempre di più.
Ho avuto per questo una discussione piuttosto animata in chat con un loro funzionario.
Mi girano veamente i c……i.
Chiudo qua, ciao.
Ciao Antonio, se non ti trovi più bene e non ti convincono più i loro ribilanciamenti, c’è un’altra alternativa possibile che non liquidare tutto e prenderti le perdite. Puoi semplicemente trasferire il dossier titoli da un’altra parte, senza vendere gli ETF (calcola che gli ETF sono su un normale dossier titoli a te intestato, e se apri un altro dossier altrove, puoi utilizzare la normale procedura interbancaria di trasferimento dossier, basta che l’intestazione dei dossier sia identica). In questo modo ti tieni i titoli che hai, non ti prendi nessuna perdita e, nell’attesa di decidere che fare dei tuoi etf, smetti da subito di pagare lo 0,7% di commissioni. Ciao
Ciao Gugliemo, a te convince Moneyfarm e il loro modo di fare complessivo? Ti stai trovando bene, o no?
Come ti ho scritto, e come puoi constatare direttamente anche tu stesso scrivendogli in chat dal sito o telefonando, le commissioni non sono sono la loro provvigione di 0,7 sul capitale investito, ma come detto anche commissioni e imposte statali. Per cui dalla vendita nell’ultimo ribilanciamento dell’ultimo titolo “Bond Governativi a10 anni” e relativi dividendi, il mio portafoglio è addirittura ulteriormente calato, invece di incassare qualcosa.
Come si fa ad avere ancora fiducia dopo questo e tutto quello che ho scritto fino ad oggi?!…
A me pare che Moneyfarm sia l’ennesima fuffa orchestrata forse bene, ma che sul concreto si rivela per quello che è.
Tu mi dici di trasferire tutto il dossier titoli. Ma a parte che vorrei capire come farei a non subire le perdite che in questo momento sono circa di 1000 € chiudendo con Moneyfarm, ma c’è anche che non capisco, poichè non ho esperienza, di come si faccia da attuare la procedura che tu mi hai descritto.
Puoi descrivermi più nei particolari cosa intendi?
Grazie
Ma c’è un altro particolare a proposito di ribilanciamenti:
Se uno va nella sua scheda personale del sito vede che alla voce del menu a tendina “Modifica”, la voce “Forza ribilanciamento”, è disattivata, cioè si impedisce eveidentemente che uno possa fare delle manovre autonome sul portafoglio.
E’ normale e regolare questo secondo voi?
Ciao Antonio, io sono uscito dopo meno di un anno perché un paio di cose non mi avevano convinto. Ero entrato a gennaio 2015, avevo avuto i miei alti e bassi di rendimento come normale sui mercati finanziari, ma ero comunque mediamente soddisfatto. Con l’estate del 2015, c’è stato il patatrac della Cina, e sono scesi molto i mercati emergenti. Loro mi hanno proposto un ribilanciamento che vendeva una gran parte degli ETF dei mercati emergenti (dopo che questi erano crollati, quindi incamerando le perdite), io invece ero più ottimista sulle possibilità di recupero (visto anche che avevo un orizzonte temporale di 6 anni, quindi abbastanza lungo) e non ho voluto vendere (e con il senno di poi ho fatto bene). La seconda cosa che non mi ha convinto, in quell’occasione e nei mesi successivi hanno rivisto i portafogli riducendo il rischio: erano mesi difficili, e la scelta era senz’altro corretta. Il punto però è che se per ridurre il rischio devo tenere una parte importante del mio portafoglio investita in un ETF equivalente a BOT, quindi con tassi zero o negativi, e su questo devo comunque pagarci sopra lo 0,7% di commissioni e lo 0,2% di bolli, allora preferisco disinvestire quel pezzo di portafoglio e tenerlo fermo sul conto corrente a zero, o meglio metterlo su un conto deposito dove per quanto poco prenda, sarà comunque positivo, e non negativo. Per cui gli avevo detto che la parte di investimento che loro associavano a bond governativi 1-3 anni la toglievo e me la tenevo su un conto deposito, e di ribilanciarmi le cose senza questa voce che avrei gestito per conto mio, ma questo con loro non era possibile (o meglio, era possibile, ma avremmo praticamente dovuto rifare sempre a mano tutti i ribilanciamenti in modo personalizzato, un casino). Morale, ho deciso di uscire, e l’ho fatto come ti dicevo, cioè non vendendo gli ETF, ma trasferendoli su altra banca (io ho Fineco, che lo fa gratis). Basta che tu vada alla tua Banca e chieda a loro cosa fare, c’è una procedura interbancaria apposta per “traslocare” i dossier titoli da una banca all’altra (basta che abbiano la stessa intestazione). In questo modo, mi sono portato via gli ETF da Banca Sella sul mio conto Fineco, senza doverli vendere, e smettendo di pagare i costi associati.
Salve Lorenzo,
complimenti per il tuo blog anche se mi ha fatto nascere più dubbi di quanti non ne avessi in precedenza… 🙂
Ho letto con interesse tutti gli interventi più o meno positivi. Da circa due mesi seguo con interesse gli ETF, soprattutto i Vanguard, per creare il mio PAC, con obiettivo decennale.
Non avendo esperienza ho pensato di aprire un conto moneyfarm, per la verità avevo optato per altre società inglesi ma purtroppo offrivano il servizio solo agli inglesi. L’entrata di Allianz mi ha fatto nascere ulteriori dubbi, tra l’altro ho letto i commenti degli ultimi mesi che riportano sempre lamentele e delusioni. Comunque grazie, nei prossimi giorni deciderò.
Vito
Grazie a te del contributo!
Io sono sempre più insoddisfatto, purtroppo. Ho avuto un colloquio proprio ora in chat con un funzionario, che poi è sempre lo stesso, e la risposta piccata è che le cose secondo il suo punto di vista stanno andando bene (!)
Gli ho fatto notare, come anche voi avrete notato, che l’ultimo ribilanciamento del 12 settembre ha avuto, per ora, esiti tutt’altro che positivi con i Bond italiani che erano + 6% a inizio settembre, e ora quelli che li hanno sostituiti, Bond globali, sono a oggi al – 0,07%, e che il portafoglio globale è ulteriomente calato, E lui fa finta di niente e risponde che le mie notazioni non sono fondate con giri di parole e percentuali farlocche.
Chiaramente è difesa a oltranza ma più precisamente una presa di culo, perchè non si può rispondere così di fronte a osservazioni legittime e che hanno sopratutto come riscontro inquivocabile l’andamento del portafoglio che non solo è costantemente negativo, ma è appunto calato ulteriormente dall’ultimo ribilanciamento.
Sono veramente molto tentato di chiudere e incassare le perdite, e mettere tutto in un conto deposito all’1,5%, perlomeno sai cosa aspettarti. Di qua ormai dopo 16 mesi non ho più alcuna fiducia.
Salve e complimenti per il blog.
Vado subito al punto: l’ingresso di Allianz (un gruppo che fa anche lo stesso “mestiere” di MoneyFarm) nel CdA di MoneyFarm a me fa pensare molto male.
Se Allianz ha preso questa decisione, probabilmente è perchè MF è cresciuta abbastanza. Ma MF, forse, è cresciuta proprio perchè fino ad oggi ha mantenuto una certa autonomia decisionale.
Prevedo uno sbilanciamento dei suoi portafogli non più nell’interesse dei suoi clienti ma del suo nuovo socio.
Spero di sbagliare. Cosa ne pensi?
Antonio G.
La prova l’avremo solo nei prossimi ribilanciamenti ma voglio continuare a sperare nell’indipendenza di MF…
Amici per interesse…economico, :-), ciao a tutti.
Torno a scrivere dopo un pò e indovinate: il Portafoglio è sempre in perdita, naturalmente. Non c’è verso di tornare nemmeno pari, perlomeno.
Nel frattempo in questi giorni mi hanno proposto una riduzione dei costi dello 0,1 (…), cioè da 0,7 a 0,6, ma solo attraverso una richiesta di aumento e quantomai sostanzioso dell’investimento. Se no nisba nemmeno lo 0,1 %.
Ovviamente gli ho risposto che non mi pareva opportuna questa loro proposta, che casomai andava fatta quando il cliente avesse visto perlomeno qualche minimo frutto, ma non certo ora dopo quasi ormai 1 anno e mezzo dall’entrata in Moneyfarm e il segno è ancora immancabilmente negativo.
Sono quindi sempre più perplesso.
La cosa più strana poi che notare è che la congiuntura potenzialmente di gran lunga più negativa da 1 anno a questa parte, cioè la Brexit, sia stata bypassata con perdite piuttosto contenute. Basti dire infatti che in questi ultimi 3 giorni di mercati semplicemente negativi, dal 12 a oggi 14-09, il mio portafoglio ha perso quasi esattamente come nel giorno post uscita del Regno Unito.
Ipotesi in relazione anche a ciò?
La mia a questo punto è questa: visto l’orizzonte temporale di ognuno, il mio è 3 anni e mi sembrano già molti, loro in qualche modo determinano, tramite la gestione degli asset e i bilanciamenti, che non vi siano ne troppe perdite, ne troppi guadagni, allo scopo di tenere “buono” il cliente sino all’ultimo, e che magari cerchino verso la fine di fargli ottenere qualche exploit e cercare così di rimarcare questo ottenimento.
Non so se questo sia plausibile, ma lo comincio a pensare seriamente. D’altronde non sarebbe nulla di illecito, ma certo non corretto e meno conveniente per l’investitore.
Fatemi sapere la vostra, ciao…
Salve Antonio,
mi permetto di aggiornarla circa la situazione che si sta verificando sui mercati.
Ho letto in qualche rapporto specializzato che stiamo per affrontare un “double trouble” (un doppio guaio) a causa del fenomeno che tutti quanti stiamo aspettando da mesi: rialzo dei tassi americani. Vedrò di spiegarmi.
I prezzi delle obbligazioni europee sono gonfiati dalle manovre di espansione monetaria della BCE. Ciò significa che la BCE ogni giorno compra decine di miliardi di euro di obbligazioni italiane, tedesche, spagnole ecc A PRESCINDERE DA QUANTO RENDONO….. se in un mercato c’è qualcuno che COMPRA SEMPRE E COMUNQUE (anche sapendo che ci perderà) il prezzo di quel bene continuerà a salire, fino a raggiungere livelli paradossali (esempio: la bolla delle case in Italia. Tutti che compravano case a prezzi assurdi rispetto agli stipendi medi…nei prossimi anni senza stipendi e senza giovani voglio vedere chi te la compra e a quale prezzo visto che ci saranno 40 compratori e 1’00 venditori, in questi ultimi anni stiamo avendo giusto un assaggio 😀 )
Tornando al “double trouble”: i prezzi assurdamente alti delle obbligazioni europee sono sostenuti da “acquisti insensati” da parte della BCE che compra non per convenienza ma per necessità di politica monetaria europea.
In questi giorni sta “finalmente” prendendo piede il timore che gli USA alzeranno i tassi di interesse e quindi molti investitori (si parla di grossi investitori istituzionali) che avevano in portafoglio grosse quantità di obbligazioni europee le cui quotazioni solo salite in modo assurdo grazie agli acquisti folli della BCE, in questi giorni le stanno vendendo a piene mani PER REALIZZARE LE PLUSVALENZE. Questi soldi disinvestiti dalle obbligazioni europee saranno in futuro pronti per comprare obbligazioni americane a tassi più alti. Quindi questo è ovviamente un guaio per i possessori delle obbligazioni europee perchè vedranno il valore scendere.
Il secondo trouble è dato dai mercati azionari: rendimenti obbligazionari così bassi hanno spinto molti capitali nei mercati azionari, dove il rendimento è rappresentato dagli utili delle aziende. “Cosa investo a fare nelle obbligazioni che rendono così poco? piuttosto investo nell’azionario” ( finchè i listini reggono 😉 )
Ma se gli USA stanno per alzare i tassi di interesse, significa che in un futuro non troppo lontano non ci sarà bisogno di sopportare il rischio delle azioni per ottenere rendimenti interessanti, ma sarà sufficiente investire in obbligazioni americane. Siccome la borsa americana è sui massimi di sempre, anche qui è facile per i grossi investitori vendere ai prezzi stellari di oggi e portare a casa i realizzi. Quando i tassi verranno alzati, anche qui ecco che quei realizzi verranno investiti in obbligazioni americane. Ed ecco il secondo guaio, cioè scenderanno anche le borse.
Voi siete lì in mezzo e, senza strumenti che possano shortare gli asset nei quali siete investiti, c’è poco da fare: c’è solo da aspettare e tenersi forte 😀 E soprattutto NON FARSI PRENDERE DAL PANICO, NON CE N’E’ MOTIVO.
Chiudo permettendomi di ricordare che la grossa, enorme differenza tra perdere e guadagnare quando si investe sui mercati è data dal COMPORTAMENTO DELL’INVESTITORE. Se chi mi gestisce i soldi è un professionista serio (e Moneyfarm lo è, pur se non infallibile e per questo bisogna secondo me valutare il RISCHIO GESTORE) la differenza nel medio lungo periodo la fà IL COMPORTAMENTO DELL’INVESTITORE.
https://www.google.it/search?q=behaviour+gap&espv=2&biw=1680&bih=949&tbm=isch&imgil=1IS-1g2GTtkoDM%253A%253BQGw8KtnX9QNRkM%253Bhttp%25253A%25252F%25252Fwww.brbwm.co.uk%25252Fthe-behaviour-gap%25252F&source=iu&pf=m&fir=1IS-1g2GTtkoDM%253A%252CQGw8KtnX9QNRkM%252C_&usg=___Hb5E2A6sXFa02QOPQOWfoWcbFA%3D&ved=0ahUKEwil4auDxZLPAhUGB8AKHW4VCT0QyjcIQQ&ei=eTDbV-XAIoaOgAbuqqToAw#imgrc=1IS-1g2GTtkoDM%3A
Calma e sangue freddo, sono i PREZZI che ballano e non i VALORI. Tutte le logiche di cui ho scritto sopra interessano le VALUTAZIONI DI BREVE PERIODO. Sono mesi che incontro gestori di tutto il mondo che mi spiegano come “la droga” delle Banche Centrali ha reso dipendente il sistema ed il risultato sono movimenti forti ed improvvisi che danno nausea. Ma non bisogna avere paura, anzi.
In queste fasi di mercato con i miei clienti utilizzo con ancor più vigore i Piani di accumulo, soprattutto su asset nei quali sono già investiti per mediare i prezzi. In questo modo accorcio molto i tempi di recupero 😉 A patto di essersi tenuti della liquidità di scorta strategica: investire in questi mercati senza scorta di liquidità per mediare secondo me è da “incoscienti”
Luca capisco e ringrazio per la dotta disquisizione, ma capisci che di stare calmi e tranquilli è quello che mi dicono regolarmente anche da Moneyfarm praticamente da quando sono entrato :-)…
La realtà è che io venivo da un Conto deposito di Banco Popolare che mi ha fruttato quasi il 3,5% in 18 mesi, e quella cifra l’ho reinvestita tutta, compresa di interessi, in Moneyfarm.
Ora sono a più di 15 mesi dall’ingresso, e non c’è verso di vedere niente di positivo, la situazione non tende a migliorare ma anzi in questi ultimi giorni, come è facilmente deducibie dall’andamento dei mercati, è precipitata di nuovo dopo un timido miglioramento a inizio settembre.
Cioè, il mio timore è quello espresso: che lì dovrò stare “per forza di cose”, e se va bene, SE VA BENE, accontentarmi alla scadenza dei 3 anni di un misero 1 o 2%. Purtroppo i segnali sono questi, come ho scritto sopra a prescindere da quali siano i motivi di tale andamento.
E la cosa non mi piace per niente, anche perchè la cifra investita è piuttosto consistente, quasi tutti i miei risparmi, sperando di non averne nel frattempo urgente bisogno.
Salve Antonio,
come già segnalato da più persone il mercato non viene pilotato dal gestore (nella fattispecie MoneyFarm) ma delle dinamiche a livello globale di mercato.
Il bravo e competente gestore deve innanzitutto esplicitare il grado di rischio che l’investitore si andrà ad assumere e credo che questo lo si evinca abbastanza bene del sito web prima di iniziare l’investimento.
In secondo luogo vige la regola della differenziazione degli investimenti.
Reinvestire una cifra significativa o peggio ancora l’intera cifra del proprio capitale di rischio è quantomeno azzardato farlo puntando su un’unica strategia di investimento.
Assegnato il mandato al gestore, sarà poi compito loro muoversi al meglio nel perimetro del grado di rischio che si assume l’investitore, ed è in questi termini che anch’io sto testando MoneyFarm.
Come scritto bisogna vedere se “il gestore”, ha interesse o meno a far salire il portafoglio del cliente prima dell’avvicinarsi della scadenza temporale concordata di investimento…
Io come detto ho più di qualche dubbio a sto punto. E’ facile capire infatti che se il portafoglio salisse, ipotesi, di un 5%, è probabile che l’investitore sia tentato di liquidarlo incasando gli utili.
Per chi non lo sapesse il contratto può essere “sciolto” in qualsiasi momento anche direttamente dal sito. Infatti nel conteggio del pèortafoglio medesimo sono già compresi e detratti gli interessi spettanti a Moneyfarm per il loro lavoro. Questo è certo, basta chiederlo a loro per conferma eventualmente.
Ciao Antonio,
Posso capire la tua preoccupazione…. L’unico problema “reale” che potresti effettivamente affrontare è la situazione (come già dicevi tu) nella quale dovessi avere bisogno del denaro. Non so se Moneyfarm lo consente ma potresti nel caso liquidare il comparto meno in perdita.
Per il resto ti confermo che non ti devi preoccupare, non perderai i tuoi soldi 😀 È solo questione di tempo, vedrai.
Se riesci, evita di guardare la situazione tutti i giorni o comunque spesso. È come attraversare un ponte sopra un burrone, se non sei “allenato” alla traversata, devi evitare di guardare giù, altrimenti vai in panico. Qui è uguale, salvo che ti servano prima per un previsto, non c’è niente da temere 😀
Ciao a Lorenzo e a tutti gli altri frequentatori di questo thread sempre interessante. Come ho raccontato più sopra sono stato cliente MF dal febbraio al novembre 2015. L’ho trovato un buon servizio, anche se non così economico come vogliono raccontare (nei loro articoli confrontano sempre i costi dei fondi con quelli degli ETF, dimenticando di dire che con il costo del fondo il cliente ci si paga tutto il servizio completo, compresa l’asset allocation e la consulenza fatta dal promotore che è remunerato per l’appunto dalla retrocessione di quelle stesse commissioni del fondo, mentre con MF è vero che investi in ETF che sono meno costosi dei fondi, ma poi asset allocation e consulenza si pagano a parte direttamente a MF e sono un altro 0,70% che si aggiunge ai costi dell’ETF). Lo considero comunque un ottimo servizio, a prezzi concorrenziali (solo, non così “regalati” rispetto alle banche come vorrebbero far credere), con qualche peccato di gioventù che avevo riscontrato all’epoca e che probabilmente nel frattempo avranno migliorato. Vorrei tenerli monitorati nel tempo per vedere se mi convinco di nuovo a riattivare il servizio. Posso chiedere l’asset allocation attuale per farmi un’idea di come si sono riposizionati nel frattempo, dopo tutti questi mesi, Brexit inclusa? All’epoca avevo un portafoglio fatto da 14 ETF chiamato P4-C2 (avevo selezionato 6 anni di orizzonte temporale e profilo equilibrato). Ad esempio, lo strumento che all’epoca pesava di più nel mio portafoglio, era IE00B6X2VY59 Bond Societari EUR con copertura rischio di tasso, che non è che mi avesse dato tutte queste gioie… mentre più sopra ho visto che un altro utente diceva che lui in portafoglio per la stessa asset class aveva invece IE00B3F81R35 Bond Societari in Euro (quindi, senza copertura del rischio tasso), e ho visto che questo secondo ETF ha avuto performance decisamente migliori di quello che avevo io. Se possibile avere i codici ISIN degli etf perchè, come dimostra il caso qui sopra, ETF diversi nella stessa asset class possono avere rendimenti molto diversi. Grazie in anticipo a chiunque possa aiutarmi, ciao!
ciao a tutti
ho visto questo blog e , anche se non ho un conto Money Farm , lo trovo molto interessante, perche’ fornisce un resoconto di
alcuni casi esemplificativi di questo tipo di ‘consulenza finanaziaria’.
Anche io come alcuni di voi mi interesso di gestire personalmente i pochi soldi risparmiati in 10 anni di vita lavorativa , cercando di seguire
le indicazioni che si possono trovare in rete e quelle dettate dalla mia esperienza .
Per quello che posso dedurre dal comportamento di MF come della maggior parte dei consulenti Finanaziari non sono
per nulla adeguati agli stravolgimenti che il mercato troppo spesso ci sottopone :
io, personalmente penso sia meglio seguire un metodo piu’ organico , utilizzabile , con solo 2 ore al mese da dedicarvi :
1) e’ di vitale importanza scegliere il momento in cui entrare in un investimento.
quindi in un periodo come ora dove i bond rendono al meglio 0.5% ,
meglio apettare , con i soldi sul c/c e non avere nulla , piuttosto che entrare in un momento sbagliato .
2 ) occorre avere gli ISIN di ETF ( reperibili da http://www.morningstar.it – seleziona etf ) di tipo obbligazionario
e sceglierne 4 in base alla durata e/o al mercato-geografico .
3 ) scegliere 3 – 4 ETF azionari ( sempre da http://www.morningstar.it ) in base al mercato-geografico, di cui 2 con dividendi .
4) a questo punto stabilire in base al rischio che si vuole affrontare la % da dedicare all’obbligazionario ( almeno il 50% )
e la percentuale da dedicare all’azionario.
5) quindi acquistare, col 25-40 % della somma complessiva da inventire 2 degli ETF obbligazionari prescelti .
6) per il restante 75-60% per ogni ETF : sulla base dei grafici ultimi 6-12 mesi pregressi stabilire il ‘prezzo giusto’ , che si potrebbe ripetere in futuro, con cui si potrebbe guadagnare .
A questo punto inserire degli ‘ordini condizionati di acqisto’ , solo se il prezzo di mercato diventa <= al 'prezzo giusto' .
In questo modo se il mecato scende come a noi piace : compriamo , altrimenti aspetttiamo; e' vero che aspettando non guadagno , ma neanche ci perdo nulla..
7) inoltre se dopo avere investito , usando il metodo precedente vado in perdita ( superiore a – 8%)
decido , con lo stesso metodo, di reinvestire in quegli stessi ETF che soo in perdita .
ovviamente, nel momento forte perdita, cosi da potere ritornare in positivo al primo, piccolo 'rimbalzo' .
In appoggio a questo metodo posso usare oltre agli ordini condizionati , anche gli 'alert_e_mail' che molti siti forniscono gratuitamente .
Ciao Antonio, ho “fatto un giro” sul sito di Onlinesim ed ho visto che tra i prodotti ci sono anche degli Etf.
Ho alcune perplessità in generale sui servizi offerti.
Il servizio personalizzato a pagamento non prevede un periodo di prova gratuito.
Gli acquisti/vendite di prodotti finanziari vanno effettuati tramite un proprio conto titoli.
Il servizio gratuito appare una miscela tra forum e social network.
Farò altri approfondimenti. Per il momento MF mi sembra più semplice ed efficace.
Grazie Giuseppe. Farò verifiche anch’io, ma non ora.
Ciao, Antonio
Ciao a tutti, curiosando nel web alla ricerca di nuove possibilità di investimento, mi sono imbattuto in “Onlinesim” e il suo conto “Robobox”.
Qualcuno sa dirmi sinteticamente di cosa è e come funziona, e se possono essere trattati gli ETF?
Grazie
Antonio
Grazie CILONE per le tue segnalazioni su adviseonly e etfinvestingadvisor.
Ho iniziato ad esaminare il primo. Entrambi richiedono un maggiore impegno da parte dell’investitore, almeno per l’esecuzione delle operazioni di acquisto/vendita delle quote di Etf.
Vorrei anche valutare l’incidenza dei costi di negoziazione, rispetto al tutto incluso di MF.
Per quanto riguarda la posizione più o meno liquida, a seconda del periodo, penso che si possa ovviare con il disinvestimento temporaneo dal portafoglio Etf.
Tuttavia, sembra che, a lungo termine, la strategia del cassettista sia remunerativa, a patto di non entrare sul mercato in una sola volta con le quotazioni ai massimi.
Io cerco di incrementare la posizione nei periodi di calo e conservo la quota di liquidità nel classico conto deposito.
THOMAS, hai investito in un momento ottimale. Quanti però, ad inizio anno si sono chiesti: “le quotazioni continueranno a scendere? ”
Una dose di fortuna è sempre utile, abbinata ad un equilibrio di buon senso e temerarietà.
Ma sono uno dei pochi contenti di MF?
Aperto ad inizio anno, solo una puntata sotto allo zero, ma costantemente sopra al 4%.. ora sono a 8,60%
questa la mia asset class
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
FR0011313741 15
Bond Societari in Euro
IE00B3F81R35 13
Bond Societari High Yield Globale
IE00B74DQ490 19
Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
LU0290358224 5
Azionario Paesi Sviluppati (MSCI World)
LU0274208692 91
Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
LU0292107645 20
Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
IE00B58HMN42 9
ho un profilo abbastanza intrepido ed un orizzonte di 5 anni.
Ciao Thomas, no non sei l’unico, anche io sono soddisfatto di MF. Sono entrato quest’anno spinto dai buoni rendimenti passati e dai segnali di ripresa intravisti dopo una metà 2015 pessima ed un primissimo 2016 ancora negativo. Solo po’ di ansia per la Brexit ma alla fine superata decisamente bene. Mi spiace molto per chi è stato sfortunato ad investire nel 2015 ma purtroppo credo sia andata così un po’ per tutti. Credo però che con un po’ di pazienza recupereranno anche loro. Le tre regole che mi sono dato: 1. orizzonte temporale medio-lungo, 2. investimento misurato alle possibilità (di perdita) e necessità (di liquidità), 3. controllo dell’ansia. Vorrei infine spezzare una lancia in favore di MF relativamente a quanto lamentato da qualcuno più sopra circa il fatto che pubblicano il grafico dei rendimenti solo dal 2012 in poi. La spiegazione è abbastanza semplice infatti la società è stata fondata nel 2011 come startup. E’ chiaro che non è quindi possibile pubblicare dati antecedenti al 2012 relativamente a portafogli diversificati ed in continua evoluzione grazie ai ribilanciamenti prima ancora che esistessero.
Il punto è che nella creazione di portafogli usano strumenti che replicano indici e mercati esistenti da decenni, a prescindere dal fatto che MF sia stata fondata nel 2011.
Una società di rafting viene fondata nel 2011 ma l’andamento del fiume/torrente che si prefigge di cavalcare è conosciuto da decenni dagli esperti della zona
Se parla solo del tratto tranquillo a me che sono inesperto di rafting, quando inevitabilmente arrivano le rapide vado nel panico.
Nel momento in cui ti rivolgi ad una platea di risparmiatori (e non investitori), è un po’ di parte far vedere solo i 2/3 anni di mercato in salita. Dico questo proprio per chi è entrato con questa vista parziale e semplificata e poi si è beccato un bel 2015 rimanendo spiazzato ed andando nel panico.
Il servizio in se è valido, il punto è che non è per tutti così come “viene fatto credere”.
Ogni tanto vengo a fare un giro qua per vedere come va. Un po’ meglio credo, investimenti di questo tipo richiedono pazienza, spero si sia capito finalmente, e soprattutto, in questo periodaccio, una buona dose di reattività agli eventi. Reattività significa anche capacità di rimanere “liquidi” quando è necessario, sia chiaro.
SP500 fa nuovi massimi in barba a tutti i parrucconi espertoni ma attenzione ad Agosto che spesso riserva insidie. Chi deve ancora iniziare aspetti settembre, consulenza gratis 😉
Per quanto riguarda i robo advisor (esiste anche adviseonly.com in Italia ho visto) ribadisco il mio scetticismo pur essendo loro sulla giusta strada del risparmio autogestito tramite strumenti economici moderni e adatti ai tempi come gli ETF. Il loro difetto rimane “strutturale” ed è stato ben evidenziato in questo 2016: devono investire “per forza”, mentre la scelta vincente nel primo quarto di quest’anno era non fare proprio nulla e rimanere liquidi piuttosto. Scelta condivisa, peraltro, da grandi Hedge Funds che hanno raggiunto percentuali di liquidità elevate (per i loro canoni). E se loro rimangono liquidi dobbiamo coprire noi le buche?
Per autodidatti curiosi e con un po’ di esperienza propongo di dare una occhiata a etfinvestingadvisor.com , un sito purtroppo (o per fortuna dico io) che opera sul liquidissimo ed economico mercato americano degli ETF (non è un broker, ci si deve arrangiare per quello) e che pubblica settimanalmente delle interessanti tabelle divise per forza, settore e zona geografica su cui focalizzare la propria attenzione. Si può fare un test drive di un paio di settimane.
Non è per principianti direi, ma per chi un po’ ci bazzica mi pare interessante dato che fa risparmiare un sacco di tempo di “screening”.
Fatemi sapere, ciao!
Ciao Lorenzo, ho sentito di MoneyFarm da Radio24, la campagna pubblicitaria del 2015, se non sbaglio. Allora ebbi un impressione negativa, quasi al pari degli imbonitori che ti telefonano per proporti il trading sul Forex.
Qualche mese fa ho letto un articolo del Sole24ore sui robot advisor e mi sono interessato all’argomento. Al momento penso che MoneyFarm sia l’unica realtà autorizzata ad operare in Italia che offra, in forma ibrida, il servizio di robot advisor.
Scrivo in forma ibrida perché integra le funzioni della replica automatica dei mercati, tramite fondi Etf, con la componente umana che selezione e calibra gli Etf su cui investire.
Ho attinto informazioni anche su altre realtà operanti in Italia, ho letto il tuo blog, e poi ho deciso di diventare cliente.
Cercherò con futuri commenti di condividere anche le mie impressioni sui punti di forza e debolezza del sistema MoneyFarm, sulle mie piccole accortezze per cercare di massimizzare il profitto o, almeno, minimizzare le perdite, tramite l’investimento frazionato.
Per il momento, avendo aperto la posizione a maggio 2016, sono in guadagno del 3,3%.
A presto e grazie per aver creato questo blog.
Grazie a te per il tuo feedback!
Anch’io sono in positivo, su valori intorno al 2,5%, dopo 4 mesi di investimento. Ma vogliamo parlare dei costi? Con 25000 investiti dicono che si spendono 175 all’anno. Ma la mia fattura bimestrale è di 38,46, pari a 230,76. Mica poco!
per me è 0,7%, annuo, con pagamento trimestrale. Inoltre c’è stato un accredito dividendi e relativa tassazione. Forse nella cifra da te indicata è compresa anche questa tassa.
Ragazzi, ho ricontrollato dopo diverse settimane il rendimento, aspettandomi di vedere un bel (si fa per dire) segno meno dopo la brexit e invece … + 2,7, che è superiore a quando l’avevo lasciato. 🙂
Salve Antonio,
Mi permetto di spiegarle con una metafora la natura del fraintendimento che si è verificato.
-Il mercato finanziario è un mare con venti e condizioni molto variabili e violente (soprattutto di questi tempi)
-La barca a vela è il capitale INVESTITO NEI MERCATI
-Il motore a scoppio sono gli investimenti non quotati “tipici italiani” (obbligazioni non quotate, conti deposito ecc ecc)
-Il rendimento è la velocità con cui la barca si muove verso la sua meta.
-Lei è il proprietario della barca a vela.
-Un consulente finanziario (Moneyfarm) è un nostromo di barche a vela.
Nel Paese Italia, i padroni delle barche sono da sempre abituati a muoversi in mare grazie a dei motori a scoppio che tutti hanno sempre detto essere sicuri e che “è impossibile che succeda qualcosa”.
Ora però improvvisamente è successo che questi motori:
– hanno potenza quasi a zero
– hanno iniziato ad esplodere improvvisamente distruggendo tutta la barca.
Insomma, ormai questi motori “non vanno più” e rischiano pure di distruggere la mia nave. Ora devo muovermi soltanto grazie al vento (come nel resto del mondo si fa da già decenni)
Sto fermo nel porto?
O mi affido ad un nostromo come fanno nel resto del mondo da decenni? 😀 😀
Non lo so.. sono incerto sul da farsi….. vado a parlare con uno dei Nostromi che ha aperto una filiale nel porto Italia per avere informazioni sul servizio (arrivano infatti anche in Italia le prime società di nostromi, prima non c’era mercato con il trucco dei motori a scoppio)
Faccio un’osservazione: il Nostromo guadagna la pagnotta se il padrone della barca gli affida la guida, giusto?
Il nostromo gli spiegherà che è molto esperto, che ha guidato barche in tutto il mondo in ogni condizione meteo…… insomma: è davvero un professionista della gestione del rischio in mare. (però attenzione, NON PUO’ CONTROLLARE LE CONDIZIONI METEO, e non può quindi GARANTIRE una velocità minima)
Il padrone della barca è abituato da decenni a guardare solo a QUALE VELOCITA’ si muove la barca, perchè il motore a scoppio gli GARANTISCE una velocità costante.
Durante la chiacchierata, il padrone della barca continua a parlare di VELOCITA’ GARANTITA mentre il nostromo continua a parlare di ECCELLENZA NELLA GESTIONE DELLA BARCA.
“senti nostromo, ma alla fine di tutta questa parte complessa e noiosa della gestione del rischio……..A CHE VELOCITA’ GARANTITA VIAGGERO’?”
“te lo ripeto caro padrone, NON POSSO GARANTIRTI LA VELOCITA’, perchè non controllo io i mari ed i venti. Posso garantirti la mia eccellente capacità di gestione del rischio durante la navigazione”
Il padrone preferisce quindi rimanere nel porto. Il nostromo invece fa la fame
Allora il nostromo “si ingegna”, và a trovare il padrone e gli dice:
“mi avevi chiesto a quanto si può viaggiare: guarda qua, sono 4 anni che faccio viaggiare a grande velocità tutte le barche che gestisco, visto?”
Il padrone adesso sente che il nostromo parla la sua stessa lingua, ed affida la barca in gestione.
Nella fattispecie, avete scelto un nostromo online 😀
Significa che in questo momento siete in mezzo al mare sulle vostre barche a vela costruite con MODELLI STANDARD numerati da 1 a 5, il nostromo è in porto (non è MAI in barca con voi) e comanda le barche con 5 telecomandi a distanza, numerati appunto da 1 a 5.
Voi che siete in mare da soli sulla vostra barca vedete le vele che si muovono e non riuscite a capire il senso…. vedete i venti che cambiano e non capite il perchè le vele non si spostano di una virgola. …. non sapete qual è la metà….. e soprattutto vedete la barca che si muove addirittura indietro!!!!!
Nel frattempo arrivano nuvoloni su nuvoloni… comincia a piovere intensamente…
Urlate alla barca più vicina: “oh ma le tue vele si sono mosse a destra o a sinistra?????” “le mie a destra!!!! e le tue?” “le mie sono ferme!!!!!!!!!!.. ma tu che modello hai scelto?” ecc ecc
“ma il nostromo ti risponde???” “continuo a chiamarlo via radio ma mi dice solo di stare calmo… adesso mi ha detto di smettere di chiamarlo perchè tanto è inutile che mi agiti…….SECONDO ME DOVREBBE SPOSTARE LE VELE PIU’ SPESSO, ma dice via radio che è meglio stare fermi” “ha detto la stessa cosa anche a me, ma io comincio a non fidarmi”
e ci si comincia ad agitare……e si comincia a pensare di abbandonare la nave……
In realtà il nostromo sta probabilmente facendo le scelte giuste, ma gli inesperti padroni della barca sono da soli in mezzo al mare a parlare con una radio ed una nave che muove le vele da sola e che non sanno cosa stia facendo. Presi dal panico abbandonano la nave, ed ecco che il danno è fatto.
Questo tipo di servizio sarebbe stato valido per navigatori quantomeno di esperienza media che conoscono la navigazione a vela
Esistono altri tipi di nostromi che ad un costo superiore:
1)costruiscono delle barche PERSONALIZZATE CON NOME E COGNOME, anche di piccole dimensioni
2)pur guidando a distanza la nave ogni giorno, si spostano FISICAMENTE di barca in barca ogni giorno, tutto l’anno (sabati inclusi :D) per verificare che sia tutto ok e per spiegare di volta in volta il motivo per cui ad esempio si aprono o si chiudono le vele.
3)si fanno quindi vedere di persona e molto di frequente, anche per rassicurare il cliente e condividere con lui la guida della barca affinchè prenda sempre più confidenza con il mare o per resistere insieme durante una forte tempesta.
In più questo tipo di nostromo si occupa non solo di guidare la barca in mezzo al mare, ma si assicura che quando in futuro il cliente sarà in pensione, avrà a disposizione cibo ed acqua a sufficienza per il resto della sua vita.
Oppure lo aiuterà a costituire delle scorte dedicate per i futuri viaggi dei suoi figli
Oppure ancora gli preparerà un piano per evitare che la Repubblica Marinara Italiana gli chieda pesanti tributi da pagare in barche a fronte delle sue case e terreni 😉
Insomma, per quello che avete comprato è tutto ok… non c’è da preoccuparsi
Il problema è capire quello che si è fatto e se si è in grado si viaggiare per anni in queste condizioni
Scommetto che tu sei uno di quei nostromo del secondo tipo.
Sì Giuseppe, sono un consulente finanziario. Seguo i miei clienti e le loro famiglie nel corso degli anni guidandoli nelle scelte finanziarie.
Fra i vari servizi che fornisco c’è anche l’asset allocation ed i successivi ribilanciamenti di portafoglio, quello di cui si parla in questo “diario di viaggio”
Nella gestione dei patrimoni non mi occupo io di tutto, sarebbe impossibile. Delego quindi ai principali e a quelli che io valuto i migliori gestori del mondo una parte dei portafogli dei clienti: quindi non lascio che esista una sola regìa dietro la gestione del denaro, ma 4/5 “cervelli gestionali” diversi, poichè diversifico non solo il RISCHIO MERCATO…. ma anche il RISCHIO GESTORE 😉
INVESTIRE significa dover convivere con le inevitabili oscillazioni di valore del proprio capitale.
Prima di INVESTIRE, bisogna essere consci della propria capacità di sopportare oscillazioni negative di prezzo
Prima di investire sarebbe opportuno visualizzare il track record ( lo storico) dello strumento nel quale si sta investendo. In questo modo potete vedere come quel tipo di investimento si è storicamente comportato in caso di: crisi finanziarie, crisi di debito sovrano, attentati teroristici ecc ecc
Potrete quindi vedere le sue discese massime negli anni più bui e vedere se ed in quanto tempo recupera quanto lasciato precedentemente sul terreno.
Questo vi aiuterà a capire se avete lo “stomaco forte” per affrontare certi “sali e scendi”
Ho notato che Moneyfarm mostra i dati storici solo dal dal 2012 in avanti, influenzando notevolmente la percezione di rendimento è la percezione della VOLATILITÀ dell’investimento.
Ho rilevato questo quando ho provato ad utilizzare il servizio: mi venivano mostrati solo i dati del “periodo d’oro” dei mercati (da inizio 2012 fino a circa metà 2015), dove la rappresentazione grafica degli stessi é ovviamente una curva in crescita. Se però si analizzassero i dati includendo gli anni antecedenti al 2012, ci si accorgerebbe di come l’andamento degli stessi mercati presentati come “lineari” sia in realtà molto più volatile!!
Vi suggerisco quindi di valutare gli investimenti proposti prendendo visione ANCHE dei dati antecedenti il “periodo d’oro” delle borse, altrimenti si può incorrere in cocenti delusioni/frustrazioni.
Per fare un esempio: se analizzo la posizione in classifica della Juventus considerando solo i primi 2 mesi del campionato appena concluso nei quali ha vinto poche partite, otterrò un dato molto diverso e parziale rispetto alla valutazione corretta della squadra nell’arco di tutti i 9 mesi di cui si compone il campionato
Comunque per esperienza professionale sono giunto ad una considerazione.
Partiamo dal presupposto che purtroppo siamo un paese mediamente SOTTOZERO per quanto riguarda la cultura finanziaria, purtroppo ci manca addirittura la A dell’ABC, lo constato tutti i giorni parlando con imprenditori, impiegati, professionisti, elettricisti, avvocati, operai…..zero quasi assoluto trasversale a tutte le classi sociali e professioni.
Io stesso ho avuto modo di capire le logiche della finanza soltanto appassionandomi e lavorandoci dall’interno per (ad oggi) 11 anni. In 35 anni di vita nè la scuola, nè l’università, nè la mia famiglia, nè i miei amici….nessuno mi ha insegnato l’abc della finanza…..anzi, mi sono state insegnate poche cose e sbagliate: “il mattone si rivaluta”!! E che “il mutuo appena si può lo si deve estinguere” e nessuno dei sopracitati era in grado di guidarmi quando nel 2007 sono arrivati i fondi pensione…..ora che ci penso anche io ero sottozero ed il mè medesimo di 10 anni fá aveva disperatamente bisogno di una guida finanziaria…
Tornando a noi:
Credo che un servizio come Moneyfarm possa funzionare bene in un Paese dove sappiamo di cosa stiamo parlando e soprattutto di come funzionino le regole di base base. Penso a questo proposito ad un paese di cultura anglosassone
Diversamente, si corre il rischio di farsi male. Dalle mie esperienze vedo che aldilà dell’assistenza tecnica (così come la presta validamente Moneyfarm) nell’esperienza di investimento CONTA MOLTISSIMO LA FORMAZIONE INIZIALE DI UN CLIENTE, dove in 2/3 incontri anche di 2/3 ore l’uno si valutano insieme le varie soluzioni di investimento per CAPIRE BENE PRIMA quali sono le “discese” alle quali si può esporre un certo tipo di investimento.
In secondo luogo CONTA MOLTO L’ASSISTENZA EMOTIVA, perché INVESTIRE È CONTROINTUITIVO. Se non capisco bene cosa sto facendo o cosa mi stanno facendo fare c’è una buona possibilità di farsi prendere dal panico. È fondamentale a questo punto una valida assistenza emotivo-tecnica che impedisce di combinare disastri. Vi consiglio a tal riguardo di leggervi un bel libro di finanza comportamentale e di osservare il movimento dell’indice SP500 dal 2005 ad oggi 😉
Concludo ricordandovi che il PREZZO di un bene è l’incontro di domanda ed offerta mentre il suo VALORE é ciò che realmente vale (scusate il gioco di parole). Chi compra VALORE ad un PREZZO “svenduto” fà un affare!!!
Vi faccio l’esempio di una bella casa con giardino in centro paese: se la vendo in una condizione “normale” la venderò a 100
Se la vendo perché non riesco a pagare dei debiti (e a maggior ragione se l’acquirente è a conoscenza di questa situazione ) il suo PREZZO sarà MOLTO più basso di prima!!! Il contesto di mercato influenza il prezzo di un bene ma lascia immutato il suo valore!
Quindi allo stesso modo, se il PREZZO di BMW o MERCEDES o GOOGLE o COCA COLA scende del 4-5-6-7 % in pochi giorni senza che ci siano dei motivi negativi specifici legati alla singola azienda (penso al caso di Volkswagen) bene, credete che di colpo quelle società avranno un VALORE più basso rispetto a 2 giorni prima? O forse è solo il contesto di mercato che di colpo esprime un PREZZO diverso? Se vendo delle belle aziende in un contesto sbagliato, L’AFFARE LO FA L’ACQUIRENTE 😉
Chiudendo circa la situazione di Antonio, ogni situazione è unica e “personale” ma generalmente quando ci si posiziona su degli asset particolarmente volatili bisogna SEMPRE tenere a disposizione una riserva di liquidità non investita o quantomeno investita in comparti molto meno volatili. Questo perché se mi capitano degli imprevisti ed il mio investimento è negativo, posso evitare di venderlo “in perdita” disponendo di altro denaro. (O meglio ancora utilizzando quella liquidità per “mediare” le pozioni già investite). Diversamente, mi tocca vendere in un momento nel quale IL PREZZO é più basso DEL VALORE del mio investimento, e l’acquirente realizza un affare.
Se sai di avere nel tuo portafoglio delle attività “sane”, non c’è motivo di farsi prendere dal panico: ti consiglio nuovamente di simulare l’andamento delle borse mondiali dal 2005 al 2010 per cercare di trovare un minimo di sollievo. Passata la buriana, le aziende sane “rimangono” ed il loro prezzo ritorna a livelli “normali”: a te rimangono in mano 2/3/4/5/6 anni di dividendi 😉
Detto questo, ti rimando all’assistena tecnica (ma spero soprattutto emotiva!!!!!) del tuo consulente finanziario…….virtuale;)
Mazza quanto ho scritto! Spero che questo intervento possa esservi stato d’aiuto
ottimo intervento
Grazie FLV 🙂
Allora quella di Moneyfarm è pubblicità ingannevole…perchè pubblicizzano, per esempio sulla pagina web di ConfrontaConti, dove io li ho conosciuti per la prima volta, un rendimento annuo al 6,67 da gennaio 2012. Questo è quanto reclamizzano.
E chiaramente prima di investire con loro mi sono informato, e piuttosto bene. Non è che mi sono fatto prendere dal facile e ingenuo entusiasmo.
Purtroppo la situazione però è questa, e ogni volta che obbietti sui pochi ribilanciamenti da loro effettuati, rispondono che così sarebbe “speculazione”.
Ma ben venga la speculazione se ce n’è bisogno, quando il proprio portafoglio piange da più di 1 anno cioè da quando sono entrato ho aderito alla loro proposta…
Ma non c’è verso, la loro politica è quella. A mio avviso, ma vedo non solo, assolutamente inadeguata.
Ora c’è un altro problema strano:
sono tornato a casa con l’idea di disinvestire in moneyfarm, apro il sito e vedo che da la performance del controvalore è cambiata da quella di stamani! Praticamente cioè, ci sono stati due aggiornamenti giornalieri. Uno stamani alle 9, come sempre, e uno oggi pomeriggio non so a che ora.
Mi chiedo: o cosa cavolo sta succedendo??!! Avranno già, appunto, ricalcolato il portafoglio con le perdite di oggi, penso io, ma questo non è normale ne mai è successo.
Li chiamo al n. verde, gli spiego, e loro mi dicono che sono già informati di questo ma non sanno darmi una spiegazione perchè dipende dal gesgtore della piattaforma che hanno contattato ma non ha saputo dar loro una risposta e stanno facendo le verifiche (!)…
Non so, sono sconcertato. Sconcertato e molto preoccupato, ora ancora di più.
Purtroppo il mio invece è pesante Lorenzo, ho investito tutti i miei risparmi lì, mi pare ne avevamo già parlato.
Per questo sono molto molto preoccupato, e seriamente aspetto domani, vedere quanto perdo ulteriormente, poi penso di disinvestire. Non c’è stato un giorno che uno di tranquillità da quando sono entrato in Moneyfarm, ma prima erano bazzeccole in confronto a questo che si presenta come il momento peggiore dal 2007.
E poi il problema è che anche rimanendo dentro, l’obbiettivo sarebbe quello solo di poter recuperare qualcosa, a questo punto certo non guadagnare.
E questo è veramente deprimente. Tanto vale metterli in Conto deposito all’1,5% e cercare di ammortizzare qualcosa.
Tu dove hai investito oltre moneyfarm?
Bimbi buongiorno, e ora?!
Io sono nel panico, le Borse sono crollate, ho intenzione seria di dismettere in moneyfarm, ed ero già in perdita non poco. Ora ci voleva la Brexit, la botta finale quella più grossa.
Fatemi sapere le vostre intenzioni
Antonio
Come per le precedenti crisi non mollo, da grande profano quale sono ho però la sensazione che sul recente ribilanciamento MoneyFarm, come le borse nei giorni scorsi, abbia fatto male i calcoli sulla Brexit…
Lorenzo, ci sto parlando ora al telefono.
Soliti discorsi, non farsi prendere dal panico, i portafogli sono bene bilanciati reggeranno ecc.
Volevo chiudere oggi, ti dico la verità, ora parlandoci mi sono quasi fatto convincere a rimanere.
Ma lunedì quando vedo le perdite aggiornate relative a oggi, allora mi torna il panico, è sicuro. E non so cosa farò.
Per me, solo per me senza voler influenzare alcuno, non ha senso uscire ora.
Non ha mai senso, se sei già in perdita pesante come ero io e credo tutti gli altri che scrivono qua che hanno investito in MF…
Ma che prospettive ci sono ora?!
Il mio orizzonte temporale sono 3 anni, sono in MF da giugno 2015, e non c’è mai stato un giorno praticamente che sono stato sopra nei guadagni seppur minimi.
Crisi greca, guerre, ma questa è la botta òpiù pesante di gran lunga Lorenzo.
Te mi hai detto, se ricordo bene, che il tuo orizzonte erano 8 anni. E allora se puoi tenere fermo il capitale può anche andare bene.
Ma io non ho ne la possibilità ne l’intenzione di un investimento così a lungo termine, e le cose ora si complicano terribilmente in questo senso.
Non ne è anadata bene una da quando sono in MF, questa è la verità.
Rimpiango i Conti Deposito…
Antonio, il mio orizzonte è di 5 anni ed ho investito un capitale veramente minimo.
Buongiorno Lorenzo. Mi chiamo Claudio ho 50 anni e messo da parte qualche soldino, quelli per l’acquisto della macchina che non ho mai avuto, per capirci.
Li ho tutti sul conto, lì fermi dopo che un anno fa li ho tolti dalla coop. Un anno a cercare di capire come investirli. Ti ringrazio per il tuo blog: ci sono le cose che faticosamente ho capito. Non riesco a prendere nessuna decisione. Un disastro. La cosa che mi sfugge di più è: in che percentuale del mio sudato capitale potrei investire con MF. Vogli dire, se è di rischio ci metterò la quota che sono disposto a perdere, o che perdendola non cambia di molto la mia vita, bene, diciamo 3.000, un decimo di tutti i soldi che ho. Il problema; il resto? Immagino qualcosa sul conto per vivere e poi? Torno alla coop? Se quadaghassi o perdessi il 4% su un decimo del mio capitale ho realizzato lo 0,4%? Visto che mi stressa tanto investire ne vale la pena? Diverso è se fosse garantito il capitale ma se ho capito bene non è possibile.
Puoi darmi una dritta sicuro di non essere il solo a non capire questo. Ciao Grazie. Claudio
Claudio, non posso darti alcun consiglio per un tuo possibile investimento su MoneyFarm ma la prospettiva di uno 0,4% in cambio dello stress, al quale fai riferimento, non mi sembrerebbe un grande affare se comparato ai rendimenti dei conto deposito (dove i soldi dovrebbero essere garantiti dal Fondo interbancario di tutela dei depositi per un ammontare massimo di 100 mila euro).
Perché utilizzi un condizionale rispetto alla garanzia FIDT?
… perché, personalmente, se fallisse una banca tipo Unicredit ho forti dubbi sulla possibilità che lo Stato riesca a garantire il completo risarcimento di tutti i correntisti.
E’ quindi, ed in maniera esclusiva, una mia semplice opinione.
complimenti…
@Claudio Celiento,
Guardi, grosso modo sono nella sua stessa situazione: sudati maledetti risparmi che né io né mia moglie sappiamo come investire. Come si legge ovunque e come ci insegna Lorenzo, i mercati sono in grembo a Giove. Davvero nessuno sa cosa sarà il futuro, non a medio, ma a breve termine. La Brexit incombe minacciosa e nessuno è in grado di comprendere le conseguenze dell’eventuale uscita dell’Inghilterra dall’Europa.
Da almeno 18 mesi ho aperto un conto deposito noiosissimo in Nuova Banca Marche che ha (ovviamente) rispettato il rendimento (favoloso…) del 2,31% lordo, liquidandomi gli interessi allo scadere del primo anno.
Ho da anni ING Direct, conto corrente e conto deposito, il quale sta “rendendo” un fantastico 0,30%….sa, le condizioni di mercato non ci consentono di, blablabla…per cui il contratto viene unilateralamente modificato…blablabla…
Però sto rilassato, ecco, questo è l’unico lato positivo. Non amo lo stress borsistico.
Seguo con molta attenzione questo esperimento che Lorenzo sta facendo sulla sua pelle. Per questo merita tutta la mia stima. Puntuale e chiaro nello spiegare in parole semplici la sua esperienza con MF, che mi attira tantissimo, ma il momento non è forse propizio per dirottare parte delle mie sostanze su questa piattaforma.
Saluti.
Per il poco che so, ci vuole più coraggio a dare dei soldi in mano a Banca Marche (più volte commissariata e coinvolta nel decreto salva banche) che a investirli con la Brexit che incombe…
Emanuele, si tratta di Nuova Banca Marche, ripulita e riassestata, come stanno riassestando Nuova Banca Etruria e sistemeranno la Popolare Veneta e la bnaca Vicentina (Zonin…). Fondo Atlante lo hanno inventato proprio per riparare ai danni fatti. E cmq, i fondi deposito sono garantiti da Banca d’Italia fino a 100mila Euro.
gent. secondo te l’opzione PAC di moneyfarm è meno conveniente di incrementi annuali semestrali di etf?cioè con moneyfarm se ogni mese acquisto 100 euro mi toglieranno commissione es 2 euro che incide di ben 2%?come fanno molte banche.conviene accumulare e appena possibile incrementare o un pac?domanda banale ma spesso se ne parla.ciao e grazie
Ciao… da quanto ne so io Moneyfarm non fa nessun carico sui versamenti ricorrenti.
Ancora grazie 1000 a te!
Grazie Lorenzo per il tuo costante monitoraggio. Porto anche la mia piccola esperienza. Estate 2014: iniziano a scadermi delle linee vincolate su conti deposito che avevano buoni tassi, e non trovo nulla per rinnovarle a tassi decenti. Decido che la mia storia d’amore con i conti deposito è finita, e, nell’attesa di farmi una cultura e scegliere cosa fare, decido di parcheggiare i soldi costruendomi un portafoglio da cassettista (BTP e qualche blue chip “tranquilla”). Inizio a studiare, e le cose che trovo più sensate sono 2: portafoglio di fondi attivi con la mia banca (Fineco) seguito da un promotore, o portafoglio di ETF passivi con Moneyfarm. Nel frattempo è febbraio 2015, e decido di provarli entrambi, stessi importi e stessi profili di rischio, con l’obiettivo di monitorare entrambi i portafogli e vedere come vanno. In MF sono P4-C2, quindi orizzonte lungo e qualche rischio, senza esagerare. In MF scelgo il OneClick (costo variable in % sull’investito) con l’idea che se mi trovassi bene, incrementerei l’investimento e passerei alla consulenza pura (a costo fisso, quindi più conveniente su investimenti importanti…): in realtà poi hanno eliminato il servizio di consulenza pura, privandomi di questa possibilità. Comunque, da febbraio 2015 a novembre 2015, li ho monitorati quasi quotidianamente, e ho trovato andamenti molto simili. I fondi avevano qualcosa in più di costi (specie all’inizio, con le entry fee), e qualcosina in più di rendimento nei mesi successivi (si vede che la gestione attiva un po’ di valore in più lo dà, rispetto alla gestione passiva che comunque si paga, circa 1 punto percentuale sommando le fee di MF al costo degli ETF). I rendimenti sono stati negativi con entrambi (il periodo era quello che era), e le differenze di rendimento modeste (un mese meglio uno di qualche decimale, il mese dopo meglio l’altro, ma sempre pochi decimali di differenza). Alla fine sull’intero periodo febbraio-novembre si sono pareggiati (contando tutto, bolli, commissioni, dividendi ricevuti, tasse che avrei dovuto pagare a fine investimento per liquidare le posizioni in gain), con una leggera preferenza per i Fondi (perchè appunto hanno scontato le entry all’inizio, ma poi hanno performato leggermente meglio). Altre cose che ho osservato: 1) MF era più sbilanciato sul cambio (infatti successivamente hanno introdotto degli ETF protetti sul rischio cambio) 2) dopo le tensioni sulla Cina dell’estate 2015, MF ha forse peccato di overreazione, ribilanciando verso un portafoglio più prudenziale e facendo vendere ETF in forte perdita, che hanno poi parzialmente recuperato 3) MF mi ha fatto entrare “tutto subito” anche sugli ETF azionari, mentre il promotore mi ha fatto gestire l’investimento sui fondi più aggressivi in modo più graduale, cosa che per me è stata importante e apprezzabile 4) il promotore mi ha seguito meglio, fissando incontri periodici di 1-2h per fare il punto sulla situazione (sia dei mercati, sia delle mie esigenze/aspettative). Alla fine, ho avuto una buona impressione con MF, ho chiuso in perdita ma per il timing sfortunato, non per colpa loro. Personalmente però ho comunque preferito la gestione in Fineco (prodotti a gestione attiva e maggior attenzione al cliente), ed ho quindi scelto la comodità di tenere tutto su un unico sistema (monitorare 2 portafogli su 2 siti diversi voleva dire doppia perdita di tempo), per cui a novembre 2015 ho chiuso MF passando tutto su Fineco. L’unica cosa che ho trovato deludente di MF, è che i ribilanciamenti sono stati davvero modesti (poco frequenti, e con incidenze solo sul 2-3% del portafoglio venduto e ricomprato)… per cui sostanzialmente un paga quello che paga per farsi costruire il portafoglio iniziale, ma poi i cambiamenti sono talmente limitati che, sia a seguirli che a non seguirli, le performance complessive cambierebbero davvero di poco. Altro piccolo difetto: tengono inutilmente bloccato un 3% di liquidità (sarebbe utile se lo sfruttassero per fare acquisti tattici, quando magari un certo ETF diventa conveniente da comprare, ma siccome non lo fanno, è liquidità che resta ferma lì a non far niente). Comunque, dicevo, giudizio sostanzialmente positivo, quelli che ho riportato li vedo più come peccati di gioventù che supereranno nel tempo con l’esperienza. Il prezzo dello 0,7% però per me non è poco per questo genere di servizio (scende a 0,5% solo dopo i 200mila). Tant’è che adesso che hanno aperto in UK (mercato più maturo), lì hanno commissioni più basse (https://www.moneyfarm.com/uk/pricing). Ne approfitto per chiederti un favore, siccome comunque tengo monitorato MF per vedere come evolve. Ho visto che recentemente hanno introdotto in portafoglio 3 nuovi ETF che io non avevo (Bond Governativi Italiani 10 Anni, Bond Societari High Yield Euro, Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio), posso chiederti gli ISIN che sono curioso di vedere come stanno performando anche questi? Grazie 1000
Che dire, ti ringrazio per il commento e per avermi reso partecipe della tua esperienza con MoneyFarm e Fineco e condivido con te la critica, già emersa con altri utenti, sui pochi ribilanciamenti effettuati per percentuali davvero modeste.
Di seguito i nuovi ETF e gli ISIN:
Bond Governativi Italiani 10 Anni FR0011548106
Bond Societari High Yield Euro IE00B66F4759
Azionario Giappone (Topix) FR0011475078
Complimenti per il diario!
Io ho aperto un conto MF qualche mese prima di te, con orizzonte simile e profilo medio.
Il rendimento attuale è leggermente migliore (-3,7), se vogliamo perfettamente in linea con la forbice di probabilità che viene ampiamente spiegata prima dell’investimento.
In passato ho provato p.a.c. e gestione attiva, e se devo dire la verità i risultati erano simili, in periodi di vacche magre e con commissioni ben più elevate.
Ciò che adoro di MF è la trasparenza e i bassi costi, che però mi pare sia in diminuzione considerando che continuano a pubblicizzarlo come strumento che sta rendendo oltre il 4%. A questo punto inizio a rosicare perchè quando decisi di iscrivermi fui spinto anche da presunti rendimenti realizzati da clienti della cui esistenza inizio a dubitare 🙁
Anche nel basso rischio c’è chi ha performato sicuramente meglio di MF nell’ultimo anno, se per bravura o per fortuna solo il tempo potrà dirlo, per ora rimango comunque convinto di aver scelto uno strumento chiaro che permette una ottima diversificazione anche con investimenti minimi. Vorrei avere il coraggio di incrementare l’investimento oggi, ma come è stato anche riportato in alcuni commenti precedenti per guadagnare con MF oggi, e con ogni strumento a rischio medio basso nel medio periodo, servirebbe un miracolo geopolitico ed economico.
Credo che se MF operasse anche con vendite allo scoperto raddoppierei l’investimento domani mattina, ma mi pare che non si possa fare con gli etf.
Io sto maturando la convinzione che l’unico modo per guadagnare dalla finanza sia studiare e decidere quotidianamente se operare e su quali strumenti, investendo una minima parte del capitale a leve altissime per periodi brevissimi (massimo qualche giorno).
terzo paragrafo: in periodi di vacche GRASSE
Quoto tutto al 100% compresa la convinzione che il vero guadagno lo si possa ottenere studiando a fondo ed operando quotidianamente ma questo, però, equivalerebbe a diventare un vero e proprio lavoro…
Mio modestissimo parere sull’affermazione:
“Credo che se MF operasse anche con vendite allo scoperto raddoppierei l’investimento domani mattina, ma mi pare che non si possa fare con gli etf.”
Si, è possibile, ci sono ETF dedicati!!
Ciao Lorenzo,
le persone che hanno investito poco prima o dopo di te sono semplicemente entrati un un momento di recupero del mercato.
Se quello che cerchi è un guadagno nel breve (in epoca di tassi sottozero) devi fare il TRADER, ovvero devi aprire e chiudere posizioni long o short nell’arco di minuti/ore. Ed ovviamente non è detto che (ad esempio) dopo 30 giorni di trading, i saldi delle tue operazioni abbiano saldo positivo.
Se invece il tuo obiettivo è investire beh, investire è la cosa più noiosa del mondo: è come verniciare un muro e fissare la vernice che si asciuga perchè per vedere dei risultati apprezzabili serve TEMPO
Se stai investendo, è praticamente inutile se non deleterio guardare la posizione una volta ogni giorno (così a come una volta ogni mese) salvo che nel tuo portafoglio ci siano fondi/etf che investano in società che nel frattempo hanno scoperto la fusione fredda 😀 allora tutti vorrebbero quelle aziende, quindi il prezzo delle loro azioni volerebbe per effetto di una domanda mostruosamente superiore all’offerta.
Moneyfarm è un servizio di investimento valido ed a costi bassi, ad oggi la loro politica NON prevede l’utilizzo di strumenti che vadano short (ovvero strumenti che aumentino di valore man mano che il sottostante di riferimento invece perde di valore).
Le gestioni attive funzionano ma devono essere utilizzate nel corretto orizzonte temporale. “Purtroppo” in un epoca di tassi sottozero, la regola:
“Il rendimento è funzione di orizzonte temporale e rischio assunto”
..è vera più che mai.
Per mia esperienza personale prima e professionale poi ho visto che anche i migliori strumenti di investimento inseriti nei portafogli di clienti non seguiti ed ai quali non viene fornita la corretta assistenza/informazione si rivelano essere dei boomerang per gli investitori stessi. E’ come vendere la miglior motosega del mondo ad un cliente non informato dicendo che è un ottimo martello: il cliente non saprà come usarla ed anzi, farà danni! serve assistenza, formazione
Moneyfarm segue una logica d’investimento corretta ma gli utenti devono essere ben coscienti di come funziona il mondo della finanza, diversamente si vivrà l’esperienza di investimento con ansia, dita incrociate, frustrazione/delusione ed infine rischio di far danni