Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016…
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Cliente MoneyFarm da metà 2015, leggi qui la mia esperienza, continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016, con informazioni, grafici e le mie impressioni unite ai commenti di coloro che mi leggono per curiosità, di utenti che desiderano affidarsi a MoneyFarm per i loro investimenti e di chi è già cliente e trova interessante condividere il rendimento del proprio portafoglio.
Sono entrato in MoneyFarm il 13 giugno 2015 investendo una limitata somma di denaro per testare la validità del servizio e sperare in dei rendimenti superiori a quelli bassi, ma parzialmente sicuri, di conti deposito oppure buoni postali.
Mi sono dato un arco temporale di 5 anni decorso il quale sarò in grado di tirare le somme e verificare se, in effetti, l’investimento sia stato redditizio oppure no.
Ma che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già salta queste poche righe, se invece non sai di che cosa stiamo parlando ti consiglio di leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove, oltre a fornire i dettagli sullo storico dei rendimenti, a riportare le principali comunicazioni dell’azienda e ribilanciamenti del portafoglio, descrivo in maniera molto sintetica i servizi da questa offerti.
Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a MoneyFarm?
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.
Il 2015 si è chiuso, per me, con una perdita del 5,0% e 3 ribilanciamenti da parte di MoneyFarm per tamponare le difficoltà dovute a variazioni significative delle condizioni di mercato e principalmente per gestire meglio il rischio e cogliere opportunità di lungo periodo.
Il 2016 non si è aperto, ahimè, nel modo sperato con un altro ulteriore ribasso dovuto al crollo delle borse cinesi a causa della nuova conferma della frenata dell’economia del Dragone e dai timori sullo scenario mediorientale per le tensioni Iran-Arabia Saudita.
L’asset allocation del mio portafoglio è così composto:

STRUMENTI e CODICI ISIN
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro LU0290356871
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni FR0011313741
Bond Governativi 3-5 Anni in Euro LU0290356954
Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso IE00B6X2VY59
Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale IE00B5M4WH52
Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi IE00BCRY6003
Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro LU0290358224
Azionario Europa (MSCI Europe) FR0010261198
Azionario Giappone (Topix) FR0010245514
Azionario Globale (S&P Global Dividend) IE00B9CQXS71
Azionario USA (S&P 500) IE00B5BMR087
Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets) LU0292107645
Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio IE00B58HMN42
RAPPORTO RENDIMENTO PORTAFOGLIO
2016-01-05 -5,8%
L’analisi è nella premessa al nuovo post, ovvero la situazione in Cina, le tensioni in Medio Oriente, il petrolio che continua la sua discesa…
2016-01-12 -7,1%
… discesa che continua e che mi porta a toccare il nuovo record negativo da quando sono diventato cliente MoneyFarm ed ho iniziato a monitorare i rendimenti ottenuti.
2016-01-18 -8,2%
Nella mia risposta di ieri all’intervento di Lorenzo sul “mantenere la calma” in una situazione di alta volatilità come quella attuale, facevo riferimento all’intenzione di contattare MoneyFarm per avere un commento da parte loro in merito a questo progressivo deterioramento dello scenario economico.
Nel pomeriggio, come per magia, l’Asset Allocation Team mi ha scritto al fine di aggiornare sulla nostra strategia di investimento e sulle modifiche di ribilanciamento varate dal Comitato di Investimento che verranno comunicate il 20 gennaio.
Sintetizzando, MoneyFarm consiglia i propri clienti di concentrarsi sull’obiettivo prefissato e considerare, dove possibile, la corrente volatilità di mercato come un’opportunità per incrementare cautamente l’esposizione in un piano d’investimento a medio termine.
Il concetto è corretto, altre volte ho sfruttato le turbolenze del mercato per incrementare le posizioni e prendere il vantaggio nei periodi di rialzo.
Per MoneyFarm, così come in alcune comunicazioni passate, l’attuale volatilità è in controtendenza con la situazione dell’economia reale e l’attuale fase di mercato è da identificare come un trend di breve periodo causato dalle tensioni geopolitiche, dal difficile equilibrio tra domanda e offerta nel mercato delle materie prime e dal nervosismo dei mercati riguardo la divergenza delle politiche monetarie delle banche centrali.
2016-01-20 -8,6%
Le turbolenze continuano ad investire tutte le borse, il rendimento è sempre più negativo e, come promesso, MoneyFarm mi invita a seguire la nuova strategia per il portafoglio.

Il ribilanciamento di inizio anno consiste nella riduzione delle obbligazioni governative europee a breve e l’acquisto di obbligazioni dello Stato italiano a più lunga scadenza per maggior rendimento e grazie al supporto della banca centrale europea. Inoltre eliminiamo l’esposizione alla parte obbligazionaria legata ai Mercati Emergenti, date le non positive prospettive legate a quell’area geografica, sia dal punto di vista valutario sia obbligazionario. Abbiamo invece aumentato l’allocazione in bond ad alto rendimento sulla base di valutazioni fondamentali interessanti. In ultimo si è deciso di eliminare il rischio di cambio euro/yen nell’investimento azionario nipponico per decisione tattica. Abbiamo comprato gli ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” e “Bond Societari High Yield Globale”. Abbiamo finanziato gli acquisiti vendendo gli ETF “Bond Governativi 3-5 Anni Euro” e “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale”. Inoltre abbiamo eliminato il rischio cambio euro/yen nell’investimento azionario comprando l’ETF “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” e vendendo l’ETF “Azionario Giappone (Topix)”.
Concordo con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento.
2016-02-09 -8,9%
Di nuovo al minimo storico con i mercati che non reggono.L’azionariato, in particolare, tocca punte di quasi il -30% con DB X-TRACKERS MSCI EMERG MKTS UCITS ETF (Isin: LU0292107645) per i paesi emergenti e con UBS CMCI COMP SF UCITS ETF EUR HED A-ACC (Isin: IE00B58HMN42) per le materie prime ed il real estate.
2016-02-24 -7,7%
2 settimane altalenanti con valori non troppo distanti dai minimi.
Le cause sono sempre le stesse, le banche ed il petrolio con l’Iran che sembra definitivamente non essere attratto dal patto di Doha sul congelamento dell’offerta di petrolio, da parte dei principali produttori mondiali di greggio (Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela), per sostenere i prezzi dell’oro nero arrestandone il crollo.
2016-03-04 -5,9%
Recuperati due punti percentuali in 9 gg ed una situazione che “sembra” iniziare a stabilizzarsi anche se rimangono all’orizzonte le solite nuvole (banche, recessione, petrolio, mercati emergenti che non sono più tanto emergenti) oltre al Brexit e le incognite che ci accompagneranno fino al voto del prossimo giugno.
2016-03-23 -5,5%
Situazione poco mossa, recuperato un altro 0,4% anche se immaginavo che il rimbalzo potesse essere più cospicuo. Due settimane caratterizzate dalla “ripresa” del petrolio, le incertezze sulle banche e sui matrimoni da compiere e, purtroppo, dall’attentato terroristico di ieri a Bruxelles che non sembra avere impattato più di tanto i mercati.
2016-03-30 -5,8%
Secondo ribilanciamento del 2016 dettato dalla fiducia dovuta al rinnovato supporto ai mercati da parte delle varie Banche Centrali (prima fra tutte, la Banca Centrale Europea) porta MoneyFarm ad aumentare l’aggressività della componente obbligazionaria del portafoglio.
Vengono nuovamente acquistate obbligazioni ad alto rendimenti (High Yield) dell’area Euro, riducendo leggermente la parte del portafoglio investita nelle obbligazioni dello Stato Italiano a breve scadenza. L’asset class High Yield è una delle asset class che si è meglio comportata nella fase d’incertezza dei primi mesi dell’anno, e pertanto sembra il modo migliore per ottenere rendimenti maggiori. Inoltre il sostegno della Banca Centrale Europea alle obbligazioni societarie dell’Eurozona offre ulteriore supporto a questa asset class. In ultimo non aumentiamo ancora l’esposizione all’azionario che rimane volatile e di difficile lettura. Abbiamo quindi ridotto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per incrementare una posizione nell’ETF “Bond Societari High Yield Euro”.
Si passa, quindi, dal 15,65% al 13,33% dei Bond Governativi Italiani 1-3 Anni mentre si acquistano Bond Societari High Yield Euro per un 2,38% del portafoglio.
2016-04-30 -5,6%
Ho volontariamente allungato i tempi di aggiornamento del post per avere, in maniera più chiara, un’idea di rendimento mensile.
Nell’occasione riporto i dati salienti sul portafoglio P4-C2 nel primo trimestre del 2016, un portafoglio intermedio in termini di rendimento-rischio costruito con una diversificazione globale che prevede l’investimento su tutte le aree geografiche e su 8 asset class di mercato. Il portafoglio è costruito con un’esposizione misurata all’azionario sia sviluppato sia emergente ed un’esposizione obbligazionaria importante che comprende emittenti governativi e
societari. Il portafoglio può prevedere anche un investimento moderato in materie prime.
L’analisi di MoneyFarm è che durante il primo trimestre del 2016 i mercati finanziari si sono mossi in territorio negativo e con grande volatilità. Protagoniste, ancora una volta, le Banche Centrali, le quali anche in questo trimestre sono state particolarmente attive nell’allentare ulteriormente le politiche monetarie.
La prima è stata la Bank Of Japan che, a fine gennaio, ha fatto molto scalpore
annunciando per la prima volta tassi d’interesse negativi. A seguire la Public Bank of
China ha tagliato per la quinta volta in un anno il coefficiente di riserva obbligatoria
e infine a marzo, la Banca Centrale Europea ha ampliato notevolmente il programma
di allentamento quantitativo. La Federal Reserve ha invece ulteriormente ritardato
la normalizzazione dei tassi d’interesse e, col meeting di marzo, dopo aver rivisto le
stime, ha confermato solo 2 dei 4 rialzi programmati per il 2016. Non sorprende quindi
come tassi sempre più bassi abbiano favorito i bond governativi delle aree sviluppate.
Anche lato obbligazioni societarie, la performance è stata positiva, sia per i bond
con rating più alto che quelli con merito creditizio più basso (high yield), che si sono
rivelati un asset class relativamente stabile se paragonati ad altri asset rischiosi come
le azioni.
Come nell’ultima parte dell’anno scorso, il driver fondamentale per i mercati azionari
è stato il prezzo del petrolio, che per la prima parte del trimestre ha continuato a scendere fin sotto i 27 dollari al barile, il livello più basso da settembre 2003. Un
prezzo molto competitivo e voci circa un possibile accordo tra i Paesi produttori
di petrolio ha poi aiutato a risollevare l’andamento della materia prima, che nella
seconda metà del trimestre ha fatto registrare una performance del 45%, chiudendo
il 31 marzo a 38 dollari al barile, in positivo rispetto all’inizio dell’anno.
Stessa storia per i mercati azionari. Dopo il peggior inizio di anno di sempre, con
tutti i principali indici in profondo rosso (l’S&P500 era arrivato a segnare -10% da
inizio anno, lo Stoxx Europe 600 -16% e il Topix -20%), insieme col rimbalzo del
petrolio anche i listini azionari hanno ripreso a correre. Se l’azionario USA è riuscito
a recuperare le perdite, non si può dire lo stesso per Europa e Giappone, che
chiudono il trimestre rispettivamente a -5% e -10% da inizio anno, sfavorite anche dal
rafforzamento dei tassi di cambio. Interessante notare che, contrariamente all’anno
scorso e fatta eccezione per la Cina, i mercati azionari emergenti stiano continuando
a registrare performance positive.
Anche sul tasso di cambio i movimenti sono stati molto marcati. La sterlina continua a
subire la pressione di un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea sempre
più vicino mentre il dollaro, anche a causa di una prospettiva di tassi alti sempre più
lontana, continua a deprezzarsi pian piano.
Dall’altra parte osserviamo un euro e uno yen che continuano invece ad apprezzarsi,
nonostante politiche monetarie estremamente accomodanti, il che fa sospettare che
gli interventi della Banca Centrale non sortiscano più effetto.
Il portafoglio nel corso del trimestre ha registrato performances leggermente
negative, principalmente per via dell’esposizione azionaria e valutaria.
Nel corso del primo trimestre è stata modificata l’asset allocation per avvicinarsi
ai nuovi Portafogli Strategici. A gennaio l’esposizione ai bond governativi dei
mercati emergenti è stata azzerata, per aumentare l’esposizione ai titoli societari
ad alto rendimento in dollari statunitensi. Parte della posizione in titoli governativi
dell’Eurozona è stata venduta per fare spazio ai titoli di stato italiani a 10 anni,
allungando così la duration del portafoglio. La posizione nel Topix è stata venduta per
comprare l’ETF sempre sul Topix ma con copertura dal tasso di cambio.
A marzo, è stata ridotta la posizione nei titoli di stato italiani a breve, per acquistare
titoli societari ad alto rendimento denominati in Euro.
Attualmente il portafoglio rimane prevalentemente esposto sull’area Euro e detiene
posizioni in valuta estera tramite i bond societari high yield in dollari statunitensi e i
vari ETF sull’azionario dei Paesi sviluppati (S&P500 e S&P Global Dividend) e azionari
dei Paesi emergenti (MSCI Emerging Markets) per un peso complessivo di circa il 24%.
L’ETF sulle materie prime che pesa all’incirca il 2.5% del portafoglio, seppur faccia
riferimento a un indice in dollari, incorpora anche una protezione dai movimenti del
tasso di cambio, pertanto non contribuisce ad aumentare l’esposizione valutaria.
Analogo ragionamento per l’ETF sul Topix, coperto dal rischio legato al tasso di
cambio.
2016-04-31 -4,5%
Un punticino guadagnato dopo le sofferenze degli scorsi mesi…
2016-05-31 -5,2%
Il referendum sulla Brexit si avvicina, i mercati sono nervosi e si accumulano nuove perdite dovute alle tensioni ed ai sondaggi…
MoneyFarm reputa che l’andamento dei mercati negli ultimi due mesi ha mostrato una forte stabilità rispetto all’eccessivo nervosismo d’inizio anno. Questo si è tradotto in una riduzione della volatilità su tutti i mercati (sia azionari che obbligazionari) che permette oggi di incrementare le posizioni più aggressive dei portafogli, per ritornare ai livelli strategici di allocazione. Nell’attuale contesto di tassi zero, uno dei temi predominanti tra gli investitori rimane la ricerca di rendimento, che sta premiando le azioni con i dividendi più alti e le obbligazioni ad alto rendimento. La tematica del “dividendo” (sia obbligazionario che azionario), per MoneyFarm, è destinata a rimanere un tema cruciale anche per i prossimi mesi viste le fonti di incertezza attuali (Brexit, rialzo tasso FED, materie prime volatili). Abbiamo quindi venduto per intero l’ETF “Bond Governativi 3-5 Anni in Euro” per aumentare la posizione nell’ETF “Azionario Globale (S&P Global Dividend)”, specializzato in società ad alto dividendo.

Aderisco al ribilanciamento proposto!
2016-06-30 – 4,6%
Dall’inferno delle banche e del Brexit ad un cauto ed ottimistico ritorno alla realtà; non ci siamo di sicuro annoiati a (fine) giugno con il voto a sorpresa che ha sancito l’uscita dalla UE del Regno Unito con il conseguente crollo di tutte le borse mondiali fino alla piccola ripresa finale anche grazie al via libera della Ue allo scudo per le banche italiane da 150 miliardi che sembra poter dare un po’ di tranquillità al sistema…
2016-07-14 – 2,4%
Aggiornamento di metà luglio per fare il punto della situazione sul l’andamento del portafoglio nel secondo trimestre dell’anno.
Dopo gli scossoni di inizio anno, il secondo trimestre del 2016 è stato caratterizzato da una volatilità molto contenuta. Per la maggior parte del periodo (almeno fino alla seconda settimana di giugno quando i sondaggi hanno iniziato a dare per favorita l’eventualità di un’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona), i principali indici azionari hanno scambiato in un intervallo limitato di valori.
Analogamente il VIX, l’indice che misura la volatilità implicita delle borse USA, ha mostrato un andamento sottotono per tutto il trimestre, per poi tornare ai livelli di febbraio in
concomitanza del referendum.
Questa prima fase di “calma piatta” è attribuibile soprattutto all’azione delle Banche Centrali.
La FED, dopo aver rimandato il rialzo a marzo, è rimasta ferma anche a giugno. Il corso degli eventi è stato però diverso da quanto prospettato dai policy maker statunitensi; dati sul mercato del lavoro non brillanti hanno infatti abbassato di molto le probabilità di un rialzo per tutto l’anno in corso.
Normalizzazione rimandata.
La BCE, invece, ha iniziato a implementare il programma di acquisto dei titoli societari, senza però riuscire ad abbassare il rendimento a scadenza delle obbligazioni corporate, visto che ormai anch’esso rasenta lo zero.
Con l’avvicinarsi del referendum sulla Brexit l’avversione al rischio è tornata a salire e con essa la volatilità.
Da febbraio, quando il referendum è stato annunciato, a parte brevi periodi, i mercati hanno sempre prezzato una probabilità di Brexit molto bassa. Solo con l’inizio di giugno ci si è resi conto del fatto che i risultati dei sondaggi suggerivano il contrario.
L’umore è poi cambiato nuovamente ad una settimana del referendum, in seguito all’omicidio per motivi politici della parlamentare Labourista Jo Cox, forte sostenitrice della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Sull’onda di quotazioni sempre più alte, i mercati hanno iniziato a scommettere fortemente contro uno scenario Brexit. Per poi realizzare, la mattina del 24 giugno, di aver sbagliato.
Per quanto riguarda gli indici, lo S&P 500 chiude il trimestre in positivo, così come il FTSE 100 che, aiutato da una sterlina che in pochi giorni ha perso il 10%, in valuta locale chiude
il semestre a +6.55% (+1% in euro).
Le sofferenze maggiori sono state riservate al Giappone (-7.4%) e all’Eurozona (-2.00%), il primo a causa dello Yen e del suo status di valuta rifugio e la seconda per i timori di contagio economico e politico.
Anche i mercati emergenti hanno sofferto. Dopo un primo rialzo hanno iniziato a perdere terreno, soprattutto a causa dei movimenti valutari. Il petrolio, fattore guida principale per quei mercati, ha superato i 50$/barile, toccando i livelli più alti dal luglio del 2015.
Il 3 giugno si è svolto il meeting dell’OPEC (l’associazione che riunisce i maggiori paesi esportatori di petrolio) che ha ribadito come l’offerta sia ancora lontana dallo stabilizzarsi.
Due le tematiche vincenti di questo trimestre. I cosiddetti porti sicuri, vale a dire oro, Bund tedeschi e Treasury Bills, che hanno continuato a guadagnare sulla scia di tassi d’interesse sempre più bassi e dell’incertezza derivante dal Brexit. Sul fronte delle asset class, continuano invece a tenere quegli strumenti in grado di garantire un reddito più elevato, come le obbligazioni ad alto rendimento e le società con i dividendi più alti.
Il portafoglio ha registrato nel secondo trimestre una performance positiva, che ha permesso di ritornare in positivo anche dall’inizio dell’anno. Nonostante la Brexit e il peggior inizio anno della storia dei mercati finanziari, una buona diversificazione a livello geografico, di asset class e di valute ha permesso di attutire i diversi shock e accrescere il capitale.
2016-07-31 – 2,6%
Rendimenti poco mossi dal precedente aggiornamento…
2016-08-31 – 2,5%
Leggere sopra…
2016-09-12 – 2,6%
Arriva il nuovo ribilanciamento in previsione del susseguirsi, nei prossimi mesi, di diversi eventi di rilievo, in particolare per l’Eurozona. Il Referendum costituzionale italiano rappresenta, a nostro avviso, uno dei maggiori rischi politici da tenere in considerazione. Nell’attuale contesto di incertezza, infatti, se i cittadini italiani non dovessero approvare la riforma costituzionale, potremmo avere una fase di instabilità sulla scena politica e, di conseguenza, economica in Italia.
Per queste ragioni, con questo ribilanciamento è stato preferito diversificare maggiormente a livello geografico l’esposizione nel comparto obbligazionario pur mantenendo un profilo di rischio rendimento pressoché invariato.
Per cercare quindi di ridurre il più possibile il rischio specifico legato alle sorti politiche italiane, in questo ribilanciamento è stato venduto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per comprare l’ETF “Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)”. Inoltre, l’ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” è stato venduto per comprare “Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio”. L’esposizione valutaria, la scadenza media ponderata e il rendimento a scadenza dei portafogli rimangono pressoché invariati, ma l’esposizione geografica risulta più diversificata.
Concordo, purtroppo, con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento…
Si vendono:
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
Bond Governativi Italiani 10 Anni
Si comprano:
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
2016-09-30 – 2,6%
Che dire, da metà luglio l’oscillazione del rendimento non è salita/diminuita di un punto percentuale…
2016-10-19 – 2,1%
Nuovo sito e nuovo logo per MoneyFarm e nuovo report trimestrale (3°-2016) nel quale si evidenzia la breve volatilità osservata sui mercati finanziari nelle prime giornate del mese di luglio dopo la vittoria della Brexit ed i successivi due mesi di sostanziale calma piatta sui mercati.
Le Banche Centrali hanno segnalato di non voler ampliare i programmi di Quantitative Easing né di spingere ancora più in basso i tassi d’interesse, così a settembre è tornata a farsi sentire la volatilità.
Gli investitori attivi si erano posizionati in modo particolarmente aggressivo, ricorrendo
anche alla leva finanziaria ed è bastato quindi un piccolo incremento della volatilità per
generare le oscillazioni che stiamo vedendo ora.
In termini di performance, l’azionario globale (MSCI World) è salito del 5% nel terzo
trimestre. Europa (MSCI Europe) e Giappone (MSCI Japan) rispettivamente del 7.25% e del
4.23%, in valuta locale; l’S&P 500 del 3.85%.
Negli ultimi tre mesi i mercati emergenti (MSCI Emerging Markets) hanno continuato a
fare bene (+9.15% nel terzo trimestre) così come anche il mercato obbligazionario, con
i bond governativi globali (Bloomberg Barclays Global Sovereign) cresciuti del 2.2% e le
obbligazioni societarie (Bloomberg Barclays Global Corporate) dell’1.9%. Sostanzialmente
invariato invece il petrolio.
I prossimi mesi rimangono un’incognita.
A settembre la Bank of Japan ha cambiato leggermente il paradigma della politica monetaria, spostando il focus più sul controllo della curva dei tassi d’interesse, rimanendo comunque estremamente dedita al raggiungimento del target d’inflazione. La Federal Reserve ha posticipato ulteriormente il rialzo, anche se il comitato esecutivo è stato più diviso del solito.
Il referendum italiano si avvicina e il premier britannico ha annunciato che probabilmente alla fine del prossimo trimestre avvierà ufficialmente i negoziati per portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea; a novembre avremo anche le elezioni presidenziali USA.
Quello di cui possiamo essere sicuri è che la bassa volatilità di luglio e agosto è stata
un’anomalia temporanea, e nei prossimi mesi sarà importante mantenere una buona
diversificazione ed essere pronti a fronteggiare le eventuali situazioni di debolezza per
comprare…
2016-10-28 – 2,16%
Ho ricevuto da Adriano, nei commenti, la notizia che Moneyfarm non lavora più con Banca Sella per la nuova clientela.
Volendo investigare ho scritto a MF questa email:
Buonasera,
mi sono giunte voci che avete cessato il rapporto con Banca Sella e che il denaro per gli investimenti affluisce in un fondo direttamente intestato a Money Farm.
Vorrei sapere se tali informazioni corrispondano al vero e, se confermato, che cosa cambia per i clienti attuali che hanno un deposito con Banca Sella?
Cordiali saluti,
Lorenzo Tomada
La risposta di MoneyFarm
Buongiorno,
premetto che per i clienti in essere ad oggi non cambierà nulla, continueranno ad avere un servizio in regime amministrato con conto titoli in Banca Sella.
I nuovi clienti depositano la liquidità presso una banca depositaria in Regno Unito su un conto intestato a MFM Investment Ltd. Sarà poi MFM ad allocare la liquidità corrispettiva a ciascun cliente. Il cliente quindi effettua i bonifici verso un conto transitorio intestato a Moneyfarm (presso Banca Sella- depositaria del conto), il cliente poi sarà sempre beneficiario finale.
I vecchi clienti avranno la possibilità di trasferire la posizione da Banca Sella alla nuova banca.
Infine, per ora MFM offre solo i servizi di RTO e consulenza in regime amministrato, a breve sarà disponibile anche il servizio di gestione patrimoniale.
2016-11-09 – 2,94%
Giornata shock per i mercati con l’elezione di Trump a 45° Presidente USA.
Crollano le borse asiatiche, le europee in terreno ampiamente negativo e tra meno di un mese abbiamo il referendum costituzionale; è palese che il NO non sarà ben visto dai mercati e che la mancata approvazione della riforma potrebbe aprirci ulteriori scenari negativi… o almeno è quello che percepisco io.
Anche Moneyfarm non è insensibile alla situazione, inaspettata, che si è delineata questa mattina.
Alle 12:30 mi scrive quanto segue:
Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America dopo un’incredibile battaglia elettorale.
L’esito inaspettato ha sorpreso la maggior parte degli operatori di mercato, causando una significativa volatilità su tutti i listini mondiali, del tutto prevedibile in questi casi.
I portafogli Moneyfarm sono ben posizionati per gestire la volatilità che potrebbe aumentare a seguito dell’esito delle elezioni. La nostra filosofia d’investimento si basa sul costruire dei portafogli in grado di sopportare periodi di incertezza e specifici eventi per massimizzare le probabilità di crescita nel lungo periodo.
L’asset allocation del Portafoglio inoltre, è relativamente conservativa, con un significativa riduzione della componente azionaria rispetto all’asset allocation strategica.
Nonostante il monitoraggio dei mercati finanziari e dei portafogli sia costante e continuo, manteniamo comunque un’attenzione particolare sullo sviluppo della politica americana per valutare possibili ribilanciamenti o opportunità tattiche per i portafogli nei prossimi mesi.
2016-11-10 – 2,73%
Lo shock Trump sembra essere già stato assorbito dai mercati che al termine della giornata di ieri, e fino alle 14:00, hanno mostrato importanti e poderosi segni di ripresa.
2016-11-30 – 1,82%
Consueto aggiornamento mensile prima del Referendum del 4 dicembre, mi auguro che il ribilanciamento del 12 settembre possa avermi messo un po’ al riparo dalle turbolenze che una vittoria del NO sembra, in base al sentiment comune, portarci.
Da una parte e dall’altre vedo troppi catastrofismi, questa riforma me la sono letta tutta ed ho cercato di capire le ragioni del Sì e quelle del No.
La riforma non è quella che avrei desiderato (per me il Senato sarebbe dovuto sparire), può produrre un uomo forte e solo al comando (il motivo del NO dell’Economist) e visto quali sono le alternative populiste, ed incapaci di governare, al momento in Italia non c’è da stare tranquilli…
Pur con il pericolo di cui sopra, voglio avere fiducia e voterò Sì anche perché lo Stato si possa riprendere deleghe di competenze territoriali che creano disparità e tanta burocrazia.
Una riforma che poteva essere migliore, nata dal compromesso Renzi-Berlusconi, ma che è l’unica che può migliorare il nostro apparato statale (… o almeno io la penso così).
In ogni caso, come ha detto Obama dopo l’elezione di Trump:
“Ricordate: non importa che cosa accadrà, il sole domattina sorgerà e l’America sarà ancora il più grande Paese al mondo”.
Tralasciando la grandezza dell’Italia, il 5 dicembre il sole dovrebbe sorgere comunque…
2016-12-31 – 0,46%
Un mese intenso con il referedum che ha visto la vittoria del No con quello che si è voluto far diventare, da entrambe le parti ma principalmente da una…, come un Referendum su Renzi che ha pagato la sconfitta dimettendosi dalla carica rivestita. L’esito, in ogni caso, era scontato e non inatteso come le vittorie della Brexit e di Trump permettendo di non avere scossoni di rilievo anche grazie al ribilanciamento del 12 settembre 2016 quando sono stati venduti tutti i BTP italiani…
L’anno si conclude in recupero dopo essere partiti male ed aver proseguito ancora peggio fino alla metà di febbraio con il crollo degli indici, dal – 5,0% ad un – 0,46% con guadagni molto elevati per coloro che sono entrati all’inizio della ripresa.
– Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal primo gennaio 2017!



Complimenti per il blog: chiaro e molto utile, anche grazie ad alcuni post!
Per puro caso oggi è Venerdì Santo… l’andamento del mercato mi pare una sorta di Via Crucis!
Sono tentato di “buttarmi” ma ritengo che per ora è meglio stare in finestra a guardare.
Buona Pasqua
Buon giorno, l’idea che mi sto facendo è che molto dipenda dal momento in cui si decide di “entrare” in gioco. Seguendo il blog periodicamente mi pare di capire che il Signor Lorenzo farà molta fatica a recuperare i punti negativi, se non erro -5% al 23 marzo. Mentre il Signor Roberto il 10 marzo scrive di poter godere di un +1,6%. (cauto godimento…) entrato in gioco il 20 gennaio 2016. Sarebbe anche interessante sapere la composizione del suo “giardinetto”. Se le mie impressioni sono valide, sarebbe utile imparare come fare per comprendere/interpretare quei segnali del mercato che possono voler dire “luce verde” all’investimento. La domanda è: “i consulenti Money farm, sono in grado di consigliarci se è, o meno, il momento giusto per entrare in gioco?”
Un sincero “In bocca al Lupo!” Lorenzo 🙂
Ciao Massimo,
il timing è una parte fondamentale del gioco.
Chi è entrato a maggio 2015, come me, si ritrova sotto di una percentuale intorno al 5% (+ o – in base alla tipologia di portafoglio), chi ha scelto di entrare ai minimi ha in questo momento un rendimento positivo.
Ti confido che avrei avuto intenzione d’incrementare proprio quando molti si lamentavano di MoneyFarm ma, come si dice, ho perso il treno per ridurre le perdite.
Tornando alla tua domanda, ritengo che i consulenti di MF non siano in grado di prevedere il futuro ma, questo sì, avere ben chiaro la situazione attuale anche se ti diranno che il loro investimento è sempre a medio-lungo termine.
Quando sono entrato in MF l’ho fatto sulla scorta di un’analisi che si è protratta per alcune settimane; ho investito pensando che i guadagni sarebbero stati limitati, non come prospettati da MF, e che il segno verde sarebbe stato lì ad accogliermi ogniqualvolta avrei aperto l’homepage del loro sito.
Purtroppo non ho preveduto nuove crisi economiche, petrolio, attentati… ma questo fa sempre parte del gioco del quale ti scrivevo all’inizio della mia risposta.
A presto!
Grazie Lorenzo, risposta chiarissima.
Il mio giardinetto è il seguente:
Cash e Bond governativi a breve 33.52%
Bond Societari Investment Grade 20.37%
Bond Societari HY & Bond Gov.EM 13.38
Inflazione 13.79%
Azionario Paesi sviluppati 11.18%
Bond Govern Paesi Svilupp 4.5%
liquidità 3.26%
Oggi il rendimento è + 1,3%, che, in considerazione dei due investimenti successivi, è discreto per quel profilo di rischio
Mi ricordo che eri entrato con il ribilanciamento di gennaio, non male…
Mi sono iscritto a MF utilizzando il tuo codice amico, potresti aggiornare la posizione relativa al rendimento? Grazie. Marcello
Ciao Marcello, ho aggiornato la posizione.
Faccio seguito al mio post del 20 gennaio. A parte un breve periodo in cui il rendimento era stato “meno” , ora è discretamente positivo (+1,6). Ho incrementato a febbraio di circa 20% e un ulteriore 20% ho intenzione di incrementare a breve. Nel complesso rimango tuttavia cauto e la cifra investita non è elevatissima.
Ciao Lorenzo….curiosità, qual’è il profilo del tuo portafoglio?
4-5-6?
Grazie
Saluti
Profilo 4
Complimenti per il blog. Com’è evoluta la situazione negli ultimi 20 giorni?
Grazie.
Marcello
Ciao Marcello, ti ringrazio per avermi dato lo spunto per aggiornare il post dopo 15 giorni dall’ultimo intervento nei quali, in estrema sintesi, ho ripreso poco più di un punto percentuale rispetto al minimo storico del 9 febbraio 2016…
I problemi secondo me sono 2 e questo post è davvero interessante perché li mostra entrambi. Uno è che gli investimenti finanziari si basano su un assunto sbagliato: e cioè che il comportamento di chi entra in un fondo o compra azioni abbia un comportamento razionale, freddo, e purtroppo le crisi passate e la volatilità delle settimane scorse (e secondo me non abbiamo ancora visto niente..) sono li a dimostrare che non è così, c’è poco da fare, il secondo, strettamente collegato al primo, è che non abbiamo cultura finanziaria, soprattutto comportamentale, non sappiamo spesso come muoverci. La gente passa con troppa disinvoltura dalla tranquillità di un conto deposito a un portafoglio di ETF che è come passare dal gioco dell’oca alla PlayStation: 2 realtà completamente diverse! Io stesso non sono un esperto e quel poco che so (studiare, pianificare, e ancora studiare e pianificare per non essere mai colti di sorpresa dai movimenti dei mercati che nessuno, NESSUNO conosce in anticipo) l’ho imparato con l’esperienza.. Ringrazio davvero Lorenzo perché questa sua esperienza si sta dimostrando un esperimento davvero interessante. Occhi aperti che il mercato ci riserva ancora molte sorprese! 🙂
Michele, sono io a ringraziare te/voi perché questo post, che mira ad essere un semplice diario dei rendimenti ma soprattutto degli eventi che ne determinano le positività/negatività, ha fatto emergere le problematiche da te descritte.
Manca un’adeguata cultura finanziaria, a me per primo, e la consapevolezza che l’investimento in MoneyFarm non è lo stesso di un conto deposito (… di questo ero conscio 🙂 ).
Ciao a tutti,
Vorrei spezzare una lancia in favore della squadra di Moneyfarm e, contemporaneamente, avendo rispetto per i soldi, spesso guadagnati col sudore, di chi sta investendo adesso, vorrei in qualche modo incoraggiare quanti stanno patendo emotivamente la volatilità di questo momento: l’investimento con Moneyfarm è di medio-lungo periodo, NON è trading! Non è che al minimo starnuto bisogna smontare l’intero portafoglio! Al contrario bisogna approfittare di questo momento per comprare quanto più possibile quote di etf a prezzi stracciati che nel lungo periodo risaliranno. È vero che istintivamente vedendo il segno meno si è portati ad incazzarsi come iene (una delle cose che ho imparato col tempo è che la finanza ahimè è spietatamente contro intuitiva..) ma quello che mi sento di consigliare a tutti è questo: ragazzi, se non è cambiato nulla riguardo gli obiettivi che vi siete fissati e l’orizzonte temporale che vi siete dati, lasciate lavorare in pace Moneyfarm e soprattutto i vostri portafogli ed anzi, se possibile, alimentateli con più liquidità perché è questo il momento di comprare! Questo è l’approccio che ho adottato io coi tradizionali fondi a gestione attiva e che adotterò nella gestione del portafoglio di ETF che moneyfarm mi ha proposto (a proposito, dimenticavo.. Anch’io dopo aver studiato un pò gli ETF e moneyfarm ho deciso di aprire un bel PAC e dare fiducia a questa.. “Fattoria dei soldi”..). Non vendere adesso mi raccomando! E abbiate fiducia!
😉
Grazie Michele per la tua lucida analisi!
Concordo pienamente con Michele……. Che ha secondo me l’atteggiamento giusto verso questo investimento……non è trading….
Atteggiamento giusto, ma devi anche specificare “comperare cosa”.
I mercati americani sono ai massimi storici (quasi) quindi non li comprerei adesso. Anzi, sono talmente imbolsiti e gonfiati da strumenti a leva che speriamo non scoppi un bel bubbone.
I mercati cinesi sono da vendere. Almeno per quest’anno. Le materie prime sono ai minimi, ma bisogna aspettare che ripartano almeno. I Bond non rendono niente… I bancari? OMG. Bisogna avere pazienza, anche aspettare è una buona scelta, non perdere è già un buon guadagno di questi tempi.
Ciao Cilone, beh la domanda “cosa comprare” quando ti affidi ad una Sim va posta a loro, li paghiamo per questo, se invece facciamo da soli condivido molto di quello che hai detto: l’S&P è quasi ai massimi e comprarlo adesso non è un affare.. I paesi emergenti è da un po’ che seguono un trend positivo ma sono da prendere con le molle e cmq solo all’interno di un ptf ben diversificato, per le obbligazioni forse qualche risultato si potrebbe ottenere con quelle ad alto rendimento di società a basso rating.. Sulle materie prime potrebbe essere un buon investimento comprare a poco a poco quote per esempio di un ETF che comprenda azioni di società che investono nel settore adesso che il prezzo è basso e tenerle fino a quando non risalgono. In generale però il momento non è dei migliori, il mercato vive fasi laterali in cui ci guadagna chi compie azioni intraday, sa andare al ribasso ecc.. Troppe incognite: crescita lenta in UE, la Cina, il petrolio, brexit.. Per cui la migliore soluzione secondo me è affidarsi ad esperti e compiere scelte oculate, vedremo.. Se si vuol fare da soli esistono siti come fundstore che offrono molte possibilità ma io non ho mai provato. Mi incuriosiscono molto invece gli ETF che distribuiscono dividendi, vorrei capirne un po’ di più.
Sono d’accordo. Chi come Alessandro ha orizzonte temporale corto e scarsissima propensione al rischio deve parcheggiare i risparmi su un conto deposito ed accontentarsi. La mia esperienza con MF è abbastanza positiva. 10.000 investiti a gennaio 2016 e sono a +7% con un arco temporale di almeno 5 anni. La verità è che il mondo degli investimenti è moooolto cambiato e si fa molta fatica a trovare il bandolo della matassa.
Ciao Lorenzo, leggendo i commenti di alcuni frequentatori del tuo blog mi vengono spontanee alcune considerazioni.
Se non si è capito che l’investimento con moneyfarm potrebbe essere un buon investimento ma solo sul lungo periodo,se non si è in grado di gestire le proprie emozioni in periodi di mercato negativo e se questi periodi non si è in grado di gestirli anche economicamente (forse si è investito troppo) allora si è nettamente sbagliato tipo di investimento………meglio il caro buon vecchio Conto Deposito…..
Ciao Werther, ti ringrazio del contributo e rispondo sinteticamente per punti:
1) L’investimento in MoneyFarm, oppure in qualsiasi altro prodotto finanziario, può essere di piccolo o grande valore, l’importante è che faccia parte di una pianificazione più ampia e diversificata.
2) L’investimento deve essere sempre commisurato alle proprie capacità economiche, mai esagerare.
3) MoneyFarm non mente quando imposta il suo orizzonte temporale a partire dai 5 anni, molti non reggono lo stress di vedere il proprio portafoglio a quasi un -10% in poco più di 6 mesi dall’apertura.
4) Il vecchio e caro Conto Deposito può essere la soluzione giusta, basta arrivarci senza rimorsi per gli eventuali guadagni mancati in una futura risalita dei mercati.
Il mio consiglio è quello di valutare sempre e comunque se si sia in grado di resistere allo stress provocato da queste continue oscillazioni, riflettere se siamo convinti oppure no dal servizio di MoneyFarm e se non lo siamo uscirne senza rimpianti (ovvio, c’è da capire l’entità della perdita…).
Ripeto, non sono euforico per questa perdita ma penso, e spero, che tra cinque anni il mio investimento sarà stato più remunerativo rispetto ad un Conto Deposito o qualche obbligazione dello Stato.
perfetto Lorenzo,hai centrato il punto.
Io sono cliente MF da qualche mese ,pensa che il secondo dopo che ho attivato il portafoglio è comparso un -0,60%….in effetti ho pensato…COMINCIAMO BENE….
ma ci rivrdiamo tra 5 anni e poi triamo le ns conclusioni.
Ah…io ho attivato anche un piccolo PAC pensandoci bene un po’ di mercati in ribasso per un qualche tempo forse mi convengono pure……
E’ un’opinione comune che quello attuale possa essere un buon momento per incrementare…
Come hai giustamente scritto, e da me sempre ribadito, le analisi per questa tipologia di investimento le faremo tra 5 anni.
Portafoglio aperto il 23 febbraio 2015 con orizzonte 5 anni.
3 settembre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
4 ottobre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
13 Gennaio 2016: rendimento negativo (-7,5%)
12 Febbraio 2016: rendimento negativo (-9,7%)
La cifra persa inizia ad esser importante e il dubbio sul da farsi diventa sempre più grande. Cosa fare?
Dal mio punto di vista, e lo ripeto, se la situazione attuale di perdita provoca uno stress incontrollabile è opportuno fermarsi e riflettere se si è in grado di sostenere emotivamente, e finanziariamente, la discesa dei mercati.
Io non faccio i salti di gioia ma l’orizzonte temporale che mi sono dato, almeno 5 anni, mi permette di vivere con relativa calma il momento…
MoneyFarm per quanto rigurada me possono andare a… (non scrivo dove, per rispetto nei confronti di questo blog e del suo autore che stimo molto).
Sono entrato in MoneFarm e nonostante il mio profilo prudente mi hanno solo fatto perdere il 6% dei miei risparmi.
Si dovrebbero solo vergognare!!!
Scusate lo sfogo.
Sfogo più che comprensibile.
Sarebbe interessante verificare i panieri dei vari portafogli, basati su livelli di rischio differenti, per comprendere in quale percentuale diversificano…
Quando sei entrato in MoneyFarm?
Guarda Lorenzo, ho avuto ora un a discussione via chat con uno dei funzionari di Moneyfarm, Federico, che mi ha fatto davvero infuriare.
Dice che li contatto troppo spesso (l’ultima volta l’ho fatto 4 giorni fa), e che questo non serve perchè tanto le loro considerazion sono le medesime. Se c’è da fare un ribilanciamento mi contatteranno loro.
Ti rendi conto?! Praticamente cominciano a lamentarsi, LORO, dei clienti che chiedono spiegazioni e cercano rassicurazioni. Gli ho fatto presente che in sostanza mi ha dato del rompiscatole, ma lui dice che non voleva dire quello. Non contento mi ha detto anche che ho una visione negativa (…) poi ha correto dicendo che ho un avisione negative dei “mercati”…
Allora dal momento che mi ha fatto davvero incazzare, gli ho fatto presente in tono molto chiaro e duro, che ci sono persone nella community su internet (ho parlato solo in generale ovviamente) che si lamentano proprio della scarsa interazione col cliente e della poca attività da loro svolta a sostegno del portafoglio.
Da cui un suo blablabla a cercare di ricucire.
Sono sempre più perplesso e preoccupato. Il problema è che ci sono dentro e uscirne ora è un bel casino.
Posso comprendere lo stress da parte di MoneyFarm di dover giustificare gli andamenti negativi dei portafogli ma non è, sicuramente, comparabile a quello patito da alcuni dei loro clienti.
Detto questo, un simile comportamento, è sicuramente da biasimare.
Marzo 2015.
Ma gli avevo chiesto e specificato che ero prudente e se non era il caso di aspettare. Mi hanno risposto che non c’era motivo di aspettare.
Guardi non scrivo parolaccie perché è il suo blog.
Adesso ci sto malissimo. Spero che un gruppo di clienti gli facciano causa che sarebbe solo quello che si meritano.
Che è successo al tuo investimento? Parlacene, così abbiamo un confronto come con gli altri.
Lorenzo ciao, scusami ma non capisco una cosa:
mi sono accorto ora che ci sono apparentemente due tuoi blog differenziati dedicati a Moneyfarm, e in questo in cui ora scrivo non compare nessuno dei miei commenti precedenti a cui tu hai risposto anche oggi.
Questo ha l’etichetta in testa “2016”, l’altro no. Ma però mi pare una cosa assai strana, in quanto sul blog gemello c’erano molti commenti già dell’anno corrente che ora appunto qui non si vedono.
Forse c’è da fare un azione di accorpamento? 🙂
Antonio
Sono due articoli differenziati per anno. Questo è relativo all’esperienza per il 2016, l’altro per quella conclusa nel 2015 dove leggi, all’inizio ed evidenziato in rosso, la seguente introduzione:
“Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm nel 2015, se cerchi le ultime opinioni e gli aggiornamenti su MoneyFarm nel 2016 leggi questo articolo!” (con link a questo post).
Nell’articolo che stai commentando, all’inizio, puoi leggere:
“Cliente MoneyFarm da metà 2015 continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016…”
Si ok, capito.
Però mi pare che molti post dell’altro blog gemello riportino commenti dedicati all’andamento del 2016, tra cui i miei ovviamente.
Anche perchè l’andamento non si può certo scindere tra 2015 e 2016 (magari…)
Comunque era solo una semplice annotazione.
Ciao e grazie
Anche se si potesse scindere il totale sarebbe sempre negativo… 🙁
Ciao Lorenzo
Intenzionato a trovare uno strumento per provare a “differenziare” il mio investimento sono arrivato al tuo interessante e chiarissimo blog
Ho provato a guardare il sito di moneyfarm e vedo che ci sono dei portafogli gestiti con vario livello di rischio che non richiedono il mio intervento
Lo strumento sarebbe adeguato alle mie “non capacità” di trattare con i mercati
La domanda che pongo è se conosci anche questi strumnenti? e cosa ne pensi?
Ho letto con attenzione le note in merito il momento di ingresso e non saprei se questo sia un momento buono o meno
Leggerò con attenzione quanto vorrai indicare a un “novello” probabile compagno di viaggio
Buon proseguimento
Silvano
Ciao Lorenzo!!
Per cominciare complimenti x il blog……dopo qualche anno di trading con Cfd – valute,indici,materie prime e tanto stress mi sono convinto a provare la consulenza di Moneyfarm attraverso gli Etf. In questi giorni sto sbrigando le faccende burocratiche e presto ti farò compagnia.
Saluti
Ciao Paolo, grazie per i complimenti e benvenuto a bordo!
una domanda .. ma il costo del servizio moneyfarm come viene calcolato? se tu disinvesti per esempio in questo momento oltre alle perdite che il tuo grafico segnala ora ci sarebbero ulteriori costi o adeguamenti da sottrarre? o sono già calcolati a priori?grazie
Uhm… Bella domanda… Gli ulteriori costi, ipotizzo e azzardo, potrebbero essere le commissioni richieste da MoneyFarm per il servizio reso fino al giorno della chiusura.
Sono già calcolati prima, e corrispondono allo 0,7% fino a 100.000 € dopo di che cala l’interesse, mi pare di un punto.
Il loro onorario viene estrapolato mi pare trimestralmente dal deposito titoli fatto con Banca Sella.
Lorenzo un’informazione: i ribilanciamenti non hanno costi, giusto? Ti ringrazio per la risposta.
I ribilanciamenti sono compresi nella commissione dovuta a MoneyFarm.
Alla fine ho deciso di entrare in MF, nonostante i dubbi iniziali. Oggi ho dato l’OK e sono quindi entrato con il ribilanciamento ex novo. Staremo a vedere. Devo dire che finora ho trovato ottimo e molto veloce le comunicazioni tra MF e me. Staremo a vedere i risultati, comunque il periodo è drammatico per le borse e per quanto bravi, non mi aspetto miracoli.
Ciao Roberto, benvenuto!
Buongiorno Lorenzo,
seguo dall’anno scorso il suo puntuale resoconto sull’andamento di MF, ero molto tentato di destinare una parte dei miei risparmi alla gestione MF. Non posso fare altro che ringraziarla; il suo resoconto mi a convinto a scegliere il solito noioso Conto Deposito, presso un istituto, che a fronte di un vincolo di 12 mesi mi rende (…parolone…) oltre il 2% lordo.
Poco per carità, però non è comunque un risultato negativo e dà la sensazione di difendere i risparmi dall’erosione dovuta all’inflazione.
Come qualcuno ha già scritto, anche io ho letto che il cybertrading è sempre più aggressivo e diffuso, allora mi chiedo a cosa potranno mai servire i fondi di investimento, l’acquisto di azioni e altri innumerevoli strumenti finanziari, se poi chi comanda il mercato è una rete di computer…
Saluti
Buonasera Massimo,
La ringrazio per il suo commento e per avermi seguito già dal primo post su MoneyFarm.
Sono lieto che questo diario sulla mia esperienza di cliente MF Le sia servito a maturare la convinzione che è meglio anche un 2% lordo, con un conto deposito, rispetto ad investimenti potenzialmente più remunerativi ma che possono generare delle perdite.
Avere ben chiara la propria propensione al rischio è, a mio modesto parere, la base di partenza ed uno dei passaggi fondamentali per poter investire i propri risparmi negli strumenti finanziari.
Guardi, sono certo che il suo diario sia il miglior strumento di monitoraggio esistente :-). Si dovrebbe prendere esempio da lei ed estendere questa best practice a tutte le principali sgr esistenti. E’ semplice, lineare, di facile lettura anche per ignoranti come me.
Ancora complimenti e in bocca al lupo!
Massimo, La ringrazio per le sue parole le quali, naturalmente, mi lusingano.
Il mio unico intento è quello di condividere l’esperienza in corso con MoneyFarm e farlo, in maniera del tutto indipendente, attraverso la cronologia dei rendimenti; questa tipologia di post, ovvero la scrittura di articoli che trattino un’esperienza di viaggio, di acquisto o di fruizione di un servizio per farLe un esempio concreto, è uno degli scopi principali del mio blog personale.
La ringrazio, quindi, per il suo commento il quale, oltre a lusingarmi, contribuisce a rafforzare l’idea che
MAssimo, mi è stato insegnato che per contenere i costi del Conto Deposito, sarebbe utile iniziare con 5000 € per ammortizzare anche le spese alle quali vai incontro, tasse governative e altro. Cosi da una parte prendi un guadagno del 2 % lordo come dici tu ma dall’altra aparte ti prelevano le tasse .Occhio dunque !
Buongiorno Lorenzo,
molto interessante il tuo commento alla posizione MF. Sono un consulente finanziario indipendente, con qualche anno di esperienza sul mercato (quasi 30…) e come premessa posso dire che una situazione come quella da inizio 2015 ad oggi non l’ho mai vista…quindi benvenuto nel Nuovo Mondo degli investimenti, quello a cui la maggior parte dei risparmiatori sono del tutto impreparati (e direi gran parte dei consulenti..)!
Reputo MF molto valido come progetto, ma con alcuni limiti. Il più grande è la mancanza (a quanto mi risulta) dell’analisi di finanza comportamentale individuale, che si riesce, a volte, a realizzare compiutamente anche con molta esperienza, solo con un dialogo diretto, con un dibattito continuo col cliente, che faccio fatica ad immaginare a distanza, se non con frequenti (e lunghe) sessioni skype. Personalmente considero di aver capito abbastanza un mio cliente risparmiatore dopo qualche decina di ore di conversazione (non tutte insieme però..)
Ne deriva che un approccio come quello di MF è necessariamente basato su modelli predefiniti, quindi il sostegno al cliente in momenti difficili è possibile a mio avviso solo con un rapporto molto approfondito.
Il secondo aspetto è la loro scelta di operare solo con ETF, cosa che implica problemi fiscali di non poco conto col tempo (che si possono risolvere utilizzando anche altri strumenti quali ETC, ETN, Certificates, azioni e obbligazioni,. ecc.); in altre parole gli ETF sono una grandissima conquista, ma non sono l’unica categoria a cui poter attingere.
Ho letto di chi propone come soluzione l’investimento in fondi a gestione attiva (che vanno per la maggiore tra quei consulenti che non sanno più che pesci pigliare e non vogliono prendersi responsabilità): la difficoltà è che in questo caso ci si deve fidare dei gestori, che sovente hanno dimostrato coi fatti di non saper dare rendimenti soddisfacenti o peggio altre volte hanno sbagliato alla grande (tranne che sulle commissioni elevate che di solito caratterizzano questi strumenti).
Personalmente credo che iniziando un investimento strutturato a metà 2015, sarà necessario parecchio tempo prima di poter trarre conclusioni sensate sui risultati, e questo vale sopratutto per i profili di rischio più bassi, dato che il problema è che si vuole “cavare il sangue dalle rape” a tutti i costi…però non poco ma tanto..spero di aver reso l’idea di mercati che per come sono messi oggi impediscono di fatto di dare risultati superiori a zero per i segmenti di rischio più tranquilli per tempi non si sa quanto lunghi (cosa questa mai verificatasi prima!)
Esiste in Italia un piccolissimo (per ora) spazio presidiato dai Consulenti Finanziari Indipendenti, però le logiche operative sono molto diverse tra loro e da questo punto di vista MF credo sia quella che si differenzia di più dalla maggioranza dei colleghi indipendenti, l’importante è a mio modesto parere essere a conoscenza che esistono altre modalità.
Riassumo: se ho un profilo di rischio basso o medio-basso, forse oggi la strategia migliore è NON INVESTIRE in attesa di modifiche del quadro macro (che significa anche uno-due anni); diversamente ci possono essere opportunità interessanti con un orizzonte temporale di almeno dieci anni e disponibilità a veder oscillare il proprio capitale di molto nel frattempo. Purtroppo la situazione è questa ed è molto difficile che un sistema “a distanza” sia in grado di spiegarlo fin quando basta..
Ciao Leonardo e grazie del tuo prezioso intervento.
Grande commento, condivido quello che hai scritto.
Aggiungo che esiste un’altra possibilità per il piccolo risparmiatore, e cioè di darsi una svegliata ed imparare a gestire (o almeno quantomeno capire di cosa stiamo parlando) il proprio danaro. Noi italiani siamo agli ultimi posti in questo nel mondo civilizzato. A volte basta una calcolatrice (vedi il GRANDE servizio YellowAdvice( per capire che è una scemenza. La cosa che banche e banchieri continuano a sbandierarci è che si tratta di cose difficili, invece basterebbero un paio di ore al mese e qualche buona base finanziaria che la scuola dovrebbe fornire quantomeno per non farsi fregare.
Commento interessante.
A guardare cosa ha proposto MoneyFarm non mi affiderei mai e poi mai a questa società… a mio modo di vedere c’è un’accozzaglia di scelte sbagliate!
Grazie Lorenzo di questo resoconto neutrale che ci fa vedere cos’è concretamente MF. Purtroppo non è facile capire cosa sta dietro la carta patinata che ogni sito, indipendentemente da cosa venda, non può esimersi dall’avere.
Ciao lorenzo, cercando su internet info su MF mi sono imbattuto sul tuo blog. Ti ringrazio gia da subito per la tua testimonianza molto importante per tutti quelli che cercano info appunto su MF. Mi sono iscritto a MF ed ache io ho un profilo equilibrato, vorrei investire una piccola cifra, 3000€ in un arco temporale di 3/5 anni. Quello che mi frena é l inizio del 2016 “rosso” delle borse mondiali.forse aspetto ancora un po, anche se ora i prezzi dei vari etf dovrebbero essere in saldo e quindi si prospettano buone opportunità a lungo termine. Saluti a tutti
Ciao Stefano, è sempre il solito dilemma ovvero individuare (forse indovinare?) il momento migliore di entrata…
Buongiorno a tutti,
ho letto con interesse tutti i commenti precedenti e ne condivido parecchi presupposti ( ecco perché sono qui … ) e gli obbiettivi ( mantenere e possibilmente incrementare i propri risparmi ). Se mi permettete, vorrei azzardare e condividere con voi una riflessione che cerca di andare un pò oltre i soliti metodi / modi di intendere i propri investimenti, bastandomi essenzialmente sul fatto che il mondo stà cambiando radicalmente le sue dinamiche. Questo, anche in termini finanziari, porta a non avere più la stessa “ripetitività” ed i cicli economici, con relativa analisi tecnica / statistica, si trovano ora “spiazzati”. Anche l’analisi fondamentale dei titoli e dei vari strumenti finanziari mostra i suoi limiti negli ultimi tempi, poiché è evidente da quanto accade che anche i buoni fondamentali spesso vengono prevaricati da altri fattori / variabili in gioco se non dalla stessa emotività degli operatori.
Detto questo, credo che non solo in questa fase caotica, ma anche per il futuro, bisognerà lavorare sul mercato con tutti gli strumenti a disposizione, ivi compresi quelli “short”, per poter rimediare un guadagno decente, adottando strategie più complesse e diversificate del “semplice” portafoglio durata / rischio. Purtroppo, per la maggior parte di noi, il fattore “tempo a disposizione” per informarci ed operare i questo contesto sarà sempre meno e meno efficace. La vera ricerca è trovare qualcuno che possa avere questo tempo ed offrirlo in consulenza, stando sul mercato e conoscendo TUTTI gli strumenti esistenti sul mercato, per cogliere OGNI occasione propizia, a nostro favore. In tal senso vorrei aggiungere infine che ho avuto esperienze più sconsolanti dalla “gestione attiva” di fondi più o meno strutturati che dalla “gestione passiva” fai da te. Sono francamente sconsolato sulla “professionalità” dei gestori che ho incontrato finora, soprattutto pensando a quello che ci aspetta ! Forse avrò scelto male io i fondi, o chi per me …..
Se poi consideriamo ( leggevo nei giorni scorsi …. ) che il 66% delle operazioni finanziarie, al mondo, viene gestita da trading system elettronici, forse dovremmo scegliere solo il migliore tra di loro !!!
Ciao Emanuele, grazie per la tua interessante analisi!
Ciao a tutti,
Se posso dire la mia: credo che, soprattutto in questo momento così “turbolento”, la cosa migliore sia investire attraverso un PAC. In tal caso con prezzi così bassi mi sentirei anzi fortunato nel comprare mese dopo mese quote di etf, il tutto basandosi chiaramente su di una strategia di lungo periodo e nel lungo periodo, si sa, il ” Banco” vince sempre! Cosa diversa è invece investire un capitale con un versamento unico iniziale, in quel caso più le perdite sono ampie e più tempo sarà necessario per recuperare. Cosa ne pensate?
Un saluto.
Concordo, aiuta a tosare i picchi negativi… e purtroppo anche quelli positivi.
Portafoglio aperto il 23 febbraio 2015 con orizzonte 5 anni.
3 settembre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
4 ottobre 2015: rendimento negativo (-7,4%)
13 Gennaio 2016: rendimento negativo (-7,5%)
Mi aspettavo di più da Moneyfarm, ammetto di aver iniziato a cercare alternative.
Spero di dovermi ricredere comunque, il loro progetto mi era piaciuto molto.
Nel frattempo incassi i dividendi durante l anno ?
Buongiorno Lorenzo,
sono capitato per caso sul tuo blog (molto ben fatto, complimenti!)
Mi permetto di aggiungere un commento dal momento che mi occupo di consulenza finanziaria
Reputo Moneyfarm nel complesso un servizio valido e ben fatto ma che presenta due limiti importanti stante proprio la sua natura:
-1)Utilizza principalmente strumenti a replica passiva di mercati, indici e materie prime
-2)Non ti aiuta ad individuare quali sono i tuoi obiettivi finanziari da raggiungere
Per ciò che attiene il punto 1), con strumenti a gestione attiva che utilizzano particolari strategie è possibile contenere le fasi di mercato ribassiste. Ad esempio esistono dei fondi a gestione attiva 100% azionari che da maggio 2015 alla data odierna sono positivi ed aiutano i portafogli a contenere le fasi negative del mercato: mentre altri strumenti scendono, il denaro destinato a questa tipologia di fondi riesce infatti ad incrementare il proprio valore.
Al giorno d’oggi infatti non conta solo in quali asset investi (azioni, obbligazioni, materie prime, liquidità) ma soprattutto CON QUALI STRATEGIE questi asset vengono impiegati. Un ETF (uno strumento finanziario che replica PASSIVAMENTE l’andamento di un indice/mercato/titolo) “ti obbliga” ad entrare nel momento giusto perchè prevede una STRATEGIA “long only”. Cioè detto volgarmente, il valore del tuo investimento in un ETF aumenta solo se sale il valore di quell’insieme di azioni/obbligazioni/materie prime contenute nell’ETF…..quindi quando il mercato scende…….non ti resta che … scendere.
(Esistono anche degli ETF per andare contro il mercato ma bisogna utilizzarli con molta attenzione e so che Moneyfarm preferisce non utilizzarli)
Un fondo a gestione attiva può invece aumentare di valore (concedimi queste espressioni “terra-terra”) anche quando tutti “il mercato” nell’insieme (cioè come al solito azioni/obbligazioni/materie prime) scende di valore. Questo è possibile grazie alle strategie adottate dalle persone che gestiscono ATTIVAMENTE un fondo (e che quindi hanno sì un costo, ma anche un VALORE che spesso supera il costo stesso)
Per quanto riguarda il punto 2, potrei invece utilizzare una metafora di questo tipo: posso avere una bella macchina, veloce, comoda e ben accessoriata (pagandola il suo prezzo, presubilmente alto) oppure posso avere una macchina più “base” meno bella, meno performante e comoda, nè accessoriata (pagando probabilmente un prezzo inferiore alla prima)
Il punto è che se non so neanche dove devo andare, non me ne faccio nulla nè della prima, nè della seconda 😀
Un consulente finanziario ti aiuta innanzitutto ad individuare gli obiettivi finanziari della tua vita e sceglie insieme a te le soluzioni migliori per poter raggiungere questi obiettivi
Ciao Luca,
ti ringrazio per il tuo lungo commento in merito a MoneyFarm, agli ETF quale tipologia d’investimento e al ruolo del consulente finanziario.
Come ho più volte scritto nel post relativo alla mia esperienza nel 2015 con MoneyFarm, ho investito una cifra davvero esigua allo scopo di poter cercare di guadagnare una percentuale superiore ai conti deposito con un arco temporale di almeno 5 anni.
Ho scelto MoneyFarm perché ho creduto, e continuo a crederlo, di essermi affidato a dei professionisti che ci capiscono più di me in questo settore e mi permettono di avere, sempre, il totale controllo sui miei investimenti.
Cercavo questo un po’ perché stanco di continuare a fare trading azionario intraday e soprattutto perché mi sono scoperto più incline al lungo periodo.
Ti confido di aver pensato più volte ad affidarmi ad un consulente finanziario ma, ahimè, mi sono sempre scontrato con la mia diffidenza verso questa categoria; sono stato oggetto per anni di richieste di incontri, telefonate al limite dello stalking e mirabolanti proposte da parte di consulenti finanziari delle banche nelle quali detenevo i miei pochi averi, azioni che non hanno aumentato la fiducia verso il settore.
Ti spiego, MoneyFarm mi piace perché è semplice, non c’è la necessità di fissare appuntamenti con chicchessia, se quello che mi propongono mi piace lo acquisto con un click, se cambio idea lo elimino sempre con un click; esistesse un qualcosa di simile per una consulenza a distanza, con varie soluzioni anche sull’azionario e l’obbligazionario a delle commissioni simili a quelle di MF sarei sicuramente il primo a provare questa piattaforma.
Ecco, mi piacerebbe un qualcosa di simile dove mi viene comunicato l’ISIN del prodotto consigliato in base alle mie richieste e lo valuto positivamente, lo acquisto.
I Fondi Comuni sono strumenti superati. Strano che non te ne sia accorto. O forse no. Fino a quando i rendimenti erano a due cifre tutti felici, ora che i nodi vengono al pettine ecco che mostrano i loro difetti. Sono pachidermi di cui si fa fatica a disfarsene (settimane!) e il loro presunto vantaggio, cioè la “gestione attiva e migliore” è una panzana colossale dato che non ne esiste uno che riesca a sovraperformare l’indice di riferimento. Con ETF si esce ed entra a mercato con un click, pagando pochi dollari di commissione, altro che il 5%!
Giusto per rispondere a Cilone 🙂
Di fondi che battono il benchmark e a buon prezzo ce ne sono, eccome! basta saperli cercare (fa parte del mio lavoro 😉 )
Comunque se dovessimo comprare solo guardando il prezzo, allora non esisterebbero Apple, Bmw, Audi, Rolex, Missoni e centinaia di altri marchi di qualità. Davvero, non riesco a capire l’accanimento di molte persone (e di molti operatori interessati 😉 ) sulla logica dei COSTI
O meglio, posso capirlo benissimo dal momento che bisogna verificare il valore di ciò che si sta comprando. Se pago 1,20% di commissioni all’anno per avere dei ritorni…certo che pago!
Se devo pagare l’1,20% di commissioni all’anno per un fondo che si muove come il benchmark, allora proprio non ci siamo!
La questione è trovare qualcuno che:
1)conosce bene i fondi per guidarmi nella scelta delle migliori strategie per comparto
2) che non abbia pressioni commerciali per vendere A piuttosto che B
3)che dia un senso ai miei investimenti: se non so neanche dove sto andando, è inutile che spenda ore a valutare 100 macchine diverse.
Se non conosco la meta, non ci arriverò con nessuna delle 100 auto: che sia una Ferrari o una Punto
tutti questi etf questi cambi ….. sarebbe bastato un qualsiasi etf su s&p500 o etf aziini High dividend Low volatility …. fare più del 20%…. assurdo….. dopo più di un anno solo +1,…%…..