I mercati e le elezioni americane, che cosa succederà ai miei investimenti?

Moneyfarm ha appena rilasciato un interessante video su Youtube nel quale, il proprio Portfolio Manager, risponde ad alcune domande poste recentemente dalla clientela ai consulenti dell’azienda della quale sono un affezionato cliente dal 2015.

I mercati continuano a crescere ma i dati economici non sono incoraggianti, che fare con gli investimenti?
Cosa devo sapere per i miei investimenti in vista delle elezioni americane?

Ho scelto di trascrivere quelle che reputo più interessanti, perché valide per i miei investimenti con e senza Moneyfarm, anche perché le risposte che vengono date sono chiare e facilmente comprensibili anche da chi non è un esperto del settore.

I mercati continuano a crescere ma i dati economici non sono incoraggianti, che fare con gli investimenti?

Una delle prime domande che ci avete posto riguarda la notevole e rapida risalita dei mercati nonostante siano ancora presenti alcuni rischi, ci chiedete dunque se sia un buon momento per investire.

Bisogna considerare una serie di fattori:

  • Il primo, è vero, ci sono ancora dei rischi evidenti sul mercato come ad esempio quello di una seconda ondata, dei ritardi nel vaccino o di una ripresa economica più lenta delle aspettative.
    Però è altrettanto vero che i rischi sono mitigati rispetto a marzo, perché da un lato i governi dovrebbero essere maggiormente preparati per un’eventuale seconda ondata, sia perché non ci attendiamo uno stress di liquidità profondo come quello avvenuto durante l’inverno quando un intero sistema finanziario era stato colto alla sprovvista e si trovò di fronte a una situazione totalmente nuova.
  • Un altro fattore importante da considerare è che nonostante il recupero dei listini, parte del rischio è ancora scontato ed è dunque remunerato dai mercati.
    Lo vediamo ad esempio dal livello del VIX.
    Il VIX è il principale indicatore di rischio è ancora a 25 punti contro i 13 di gennaio e anche gli spread delle obbligazioni corporate, e ne sono un esempio gli high yield, adesso hanno degli spread pari a circa 5% contro i 3,5% precovid.
  • Infine anche nella valutazione dell’azionario, vanno considerate che è vero che i mercati sono saliti ma se rapportiamo tali valutazioni a quelle dell’obbligazionario, esse risultano ancora interessanti.
    Questo sicuramente è anche causa del fatto che la ripresa ha interessato maggiormente alcuni settori specifici come quello tecnologico, mentre gli altri continuano a scontare un buon premio al rischio che può essere cristallizzato per investimenti di lungo periodo.
    Questo premio è ancora più evidente in un contesto di inflazione attesa positiva e tassi di interesse negativi, quindi una situazione che sicuramente penalizza sia la liquidità che le obbligazioni governative.

Per riassumere, dunque, riteniamo che sia necessario non interrompere il proprio piano di investimento per due principali motivi:

  • Il primo è che i rendimenti attesi sono ancora positivi.
  • Il secondo è che, sicuramente aspettare di investire per fare market timing potrebbe far perdere parte del rendimento atteso, soprattutto se la ripresa dovesse essere repentina come quella che abbiamo visto a marzo.

Cosa devo sapere per i miei investimenti in vista delle elezioni americane?

Sarà certamente uno degli eventi più importanti da qui alla fine dell’anno per i mercati.
Alcuni indicatori di rischio, come la volatilità implicita delle opzioni, segnalano un picco sulle scadenze di novembre che è in parole povere vuol dire che i mercati si aspettano un aumento del rischio in prossimità delle elezioni.
I principali fattori che potrebbero avere un impatto sul mercato sono due:

  • Il primo è sicuramente un rischio legato a una maggiore frammentazione politica, che dunque potrebbe portare ad un indebolimento dell’efficienza del processo decisionale necessario ad affrontare l’emergenza economica e sanitaria.
    Ricordiamo infatti che ci sono ancora una serie di misure fiscali da adottare per favorire il rilancio dell’economia.
  • Il secondo rischio è che alcune politiche presentate in campagna elettorale, come ad esempio l’aumento delle imposte sulle aziende proposto da una parte di democratici o politiche, che limitano quindi le Big Tech, vengano messe in atto.
    Ovviamente misure fiscali più invasive potrebbero dunque erodere la profittabilità delle aziende che hanno guidato la ripresa del mercato fino ad oggi.

Noi riteniamo che, tuttavia, le elezioni americane possano sì generare volatilità di breve termine ma non cambiamenti strutturali nella politica americana.
E nell’andamento dei mercati, soprattutto in un momento come questo dove chiunque venga eletto sarà focalizzato nella risoluzione della crisi ma andando in secondo piano le divisioni partitiche.
Ciò non toglie ovviamente che nel breve termine potremo vedere dei movimenti in un senso o nell’altro a seconda del risultato elettorale ma, comunque, storicamente non ci sono prove che i mercati prediligano un partito piuttosto che un altro qualunque partito infatti ha sempre favorito l’avanzamento economico.

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  1. La risposta è che se vince Biden crollano i tech e i petroliferi, con Trump saremo sempre nelle mani di un pazzo ma la borsa continuerà a crescere.

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