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Un prefabbricato pronto in due settimane per le vittime degli incendi australiani

All’inizio c’era l’IPOD che raggruppava ore ed ore di musica in un piccolo involucro.
Adesso, piccole e concrete scatole denominate “regrowth pods” potrebbero aiutare centinaia di famiglie australiane lasciate senza casa dai terribili incendi sviluppatisi nel continente in quest’ultimo anno.

I progettisti di questi moduli abitativi ritengono che possano fornire un veloce ed economico sistema per permettere alle vittime degli incendi di ritornare alla loro terra.

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Ogni pod arriva già pronto con una sala e spazi per un bagno ed una cucina, ed è completamente allacciabile alla rete elettrica e fognaria.

Una coppia di Kinglake (Jacqueline Marchant e Stoney Black ed il loro figlio David) sono i primi a sperimentare una vita abitativa all’interno di questi moduli dopo aver perso la loro casa.

“E’ un concetto fantastico, che cosa potrebbe chiedere di più la gente?” spiega il Signor Black.

“E’ una costruzione semplice e velocemente installabile che per di più viene connessa all’area nella quale sei vissuto e abituato permettendoti di ricominciare a vivere immediatamente.”

Realizzati dalla 1:1 Architects di Melbourne, Australia, sono disponibili ad un costo di circa $30,000, e possono essere costruiti come una singola unità oppure come molteplici blocchi con un tempo di posa e consegna in circa due settimane.

Juliet Moore, una direttrice 1:1, ha sperimentato sulla sua pelle la tragedia degli incendi e tutto questo l’ha portata a realizzare il progetto.

“Il regrowth pod non è un qualcosa di temporaneo e la sua bellezza sta nel fatto che quando sei pronto per ricostruire puoi semplicemente aggiungere quello che vuoi!” Continua Juliet.

Uno dei fattori principali del pod, e che garantisce anche psicologicamente I suoi abitanti, è che è realizzato interamente da materiali non infiammabili assicurando una protezione in caso d’incendi.

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