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Moneyfarm, tutti gli articoli sul servizio d’investimento che seguo dal 2015

Moneyfarm – Approfondimento di gennaio 2020 – Investire, Iran-Usa, guerra commerciale USA-Cina…

Moneyfarm approfondimento 2020-01

Con questo post inauguro quello che per Moneyfarm è una costante, gli approfondimenti video su varie tematiche relative a ciò che ha smosso i mercati finanziari nell’ultimo periodo.
L’approfondimento di gennaio è a cura di Roberto Rossignoli, Portfolio Manager Moneyfarm

CONTINUARE A INVESTIRE. LA SCELTA MIGLIORE

Benvenuti negli anni venti, la scorsa decade ha rappresentato un periodo unico per la storia dei mercati finanziari, abbiamo visto i mercati azionari più che raddoppiare, quasi triplicare in alcuni casi, in media il proprio valore.

Non investire quindi avrebbe rappresentato un grave errore, non partecipare ai mercati finanziari, infatti, avrebbe compromesso seriamente gli obiettivi del risparmiatore di proteggere e accrescere il proprio capitale nel corso del tempo.

I prossimi 10 anni saranno ricchi di opportunità ma anche di sfide, noi continueremo a lavorare per premiare e rimunerare la vostra scelta di investire, una scelta che come detto è fondamentale, importante e che necessita di una prospettiva di lungo termine.
Nonostante tutte le sfide che si prospettano all’orizzonte siamo quindi convinti che la scelta di investire continuerà a premiare.

IRAN-USA: IMPATTO SUI MERCATI

Concentriamoci ora sulle ultime notizie, a dominare l’informazione degli ultimi giorni è stato sicuramente l’attacco statunitense ad un aeroporto iracheno nel quale ha perso la vita una delle massime cariche militari e di politica estera dell’Iran.
Si tratta di una mossa che nell’idea della Casa Bianca avrebbe dovuto fungere da deterrente in modo da evitare un’ulteriore escalation che abbiamo visto negli ultimi giorni dell’anno scorso e che, anche negli ultimi mesi, ha caratterizzato il medio oriente.

Questo attacco ha rappresentato, in qualche modo, un’inversione a U della politica estera di Trump che finora era stata caratterizzata dal disimpegno e dallo spostare la responsabilità della gestione di alcuni focolai sugli alleati.

Va anche detto che un cambio di regime a Teheran, e quindi una rivolta all’establishment politico, è sempre stato uno dei punti strategici della politica estera di Trump.

I mercati hanno reagito in maniera altalenante, abbiamo visto nei primi giorni, nelle prime ore, un certo pessimismo con forti vendite sull’azionario ma, mentre col tempo l’idea della Casa Bianca ossia che le rappresaglie dell’Iran saranno comunque limitate sembra essersi diffusa anche tra chi opera sui mercati finanziari.

La scelta di posizionarsi in maniera conservativa nel corso del 2019 ha tenuto conto anche di questo, di uno scenario geopolitico che comunque presenta numerose sfide.

IL PUNTO DELLA GUERRA COMMERCIALE TRA CINA E USA

Come sul Medio Oriente anche sulla pratica commerciale, il presidente Trump sembra aver cambiato direzione.
Abbiamo visto il 15 dicembre la cancellazione di un incremento dei dazi già programmato di mesi precedenti e lo stesso presidente ha annunciato che verso la metà di gennaio firmeranno nuova serie di accordi, o meglio un nuovo accordo che rappresenta la FASE UNO della ridefinizione del rapporto commerciale, e non, tra le due super potenze, Cina e Stati Uniti.

Il nuovo accordo non è ancora pubblico ma pare che da un lato la Cina si impegnerà ad aumentare le importazioni di prodotti agricoli statunitensi, a impegnarsi nel proteggere meglio la proprietà intellettuale delle compagnie americane che producono in Cina, dall’altro lato gli Stati Uniti si impegneranno ad abbassare alcune delle tariffe introdotte negli ultimi anni.

I DATI MACROECONOMICI E IL BILANCIO MONEYFARM DI FINE ANNO

Oltre a questo abbiamo visto anche uno scenario macroeconomico stabilizzarsi, il settore manifatturiero dell’eurozona migliorare, i dati dell’OCSE sull’attività economica a livello globale al momento confermano un certo miglioramento dei trend economici.

Questo sembra per ora allontanare lo spettro della recessione dal 2020.

Con la fine dell’anno è tempo di fare alcuni bilanci, durante il 2019 i portafogli Moneyfarm hanno performato molto positivamente dall’8 al 20% a seconda del livello di rischio con una volatilità contenuta.

LA MIA ESPERIENZA CON MONEYFARM

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MoneyFarm, opinioni 2020 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

2020 Moneyfarm

Continua anche per il 2020 la mia avventura con MoneyFarm iniziata a maggio 2015 e ripetutamente seguita nel 2016, 2017, 2018 e 2019 fino ad arrivare al 2020 per quello che, nelle intenzioni iniziali, sarebbe dovuto essere l’ultimo nell’ottica dell’analisi di un investimento quinquennale.
Anche con questo post, dedicato a Moneyfarm nel 2020, si prosegue monitorando mensilmente la rendita e tutti quegli eventi che possono alterarne guadagni o perdite, i ribilanciamenti del portafoglio proposti e, come sempre, la possibilità di interagire su esperienze, idee e opinioni attraverso il sistema dei commenti in fondo alla pagina.

LA MIA ESPERIENZA CON MONEYFARM NEGLI ANNI PASSATI

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CHE COS’E’ MONEYFARM?
VUOI DIVENTARE CLIENTE E RIDURRE I COSTI DI COMMISSIONE A MONEYFARM?
HO CAMBIATO IDEA, VOGLIO UN INVESTIMENTO SENZA LIMITI TEMPORALI!
IL MIO ASSET CLASS AL 01/01/2020
LA COMPOSIZIONE DEL MIO PORTAFOGLIO AL 01/01/2020
PERFORMANCE INVESTIMENTO MONEYFARM DALL’INIZIO E NEL 2019

CHE COS’E’ MONEYFARM?

Se sei arrivato qui cercando su Google frasi del tipo “opinioni su Moneyfarm” oppure “Moneyfarm commenti” anche alla ricerca d’informazioni sui servizi offerti da Moneyfarm puoi leggere l’introduzione sintetica al mio articolo del 2015 anche se, per maggiore chiarezza e affidabilità, dovresti trovare tutte le informazioni aggiornate direttamente su MoneyFarm.com.

VUOI DIVENTARE CLIENTE E RIDURRE I COSTI DI COMMISSIONE A MONEYFARM? RISPARMIA GRAZIE AL MIO CODICE SCONTO

Se sei interessato, anche senza impegno, a comprendere com’è strutturato il pannello di gestione di Moneyfarm e capirne il suo funzionamento anche per creare un semplice conto di prova, leggi il mio post per registrarti ed iscriverti in maniera semplificata su Moneyfarm.

Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm per iniziare ad investire, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura come consigliato qui sopra, e soprattutto desideri da subito risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

DA UN INVESTIMENTO QUINQUENNALE AD UNO SENZA LIMITI TEMPORALI, PERCHE’?

Sono partito nel maggio 2015 senza avere le idee chiare sull’orizzonte temporale giusto, cercando di capire se i servizi di Moneyfarm corrispondessero alla soluzione ideale per investire nel mondo della finanza.
5 anni difficili, inizialmente avari di soddisfazioni ma che nel 2019 hanno portato ad uno sprint del rendimento.
Perché non incassare il guadagno e cercare altre forme d’investimento?
Perché in questi 5 anni ho scoperto che Moneyfarm è un servizio professionale, sempre presente con operatori che mi assistono se ho necessità o interrogativi, facilmente accessibile e, se confrontato con altre tipologie di risparmio gestito, del tutto indipendente nella scelta e altamente economico.
Un servizio hassle-free, ovvero senza problemi, che mi permette di avere il controllo totale dei fondi, seguire il progresso delle rendite dal sito o dall’app in un click e avere un referente pronto e disponibile a disposizione.

IL MIO ASSET CLASS AL 01/01/2020

12,82% Cash e Bond Governativi a Breve
Include strumenti finanziari a breve termine, in genere con scadenza non superiore ad un anno, molto liquidi e un livello di rischio basso, tipici per la gestione della liquidità. Alcuni esempi di titoli sottostanti gli ETF sono BOT italiani o T-Bills americani.

5,88% Bond Governativi Paesi Sviluppati
Questa asset class rappresenta i bond governativi o dei paesi sviluppati a medio e lungo termine. Il profilo di rischio è stato storicamente basso anche se la situazione, per alcuni paesi, è cambiata significativamente negli scorsi anni. Il rischio è riconducibile alla capacità del paese di ripagare i titoli, definito come rischio di credito, e ai movimenti dei tassi di interesse della valuta di riferimento, rischio di tasso.

4,15% Bond Societari Investment Grade
Questa asset class rappresenta i bond societari emessi da istituti finanziari e con un rating considerato Investment Grade. Il rating serve a definire il profilo di rischio dell’emittente e questi emittenti godono di un rating considerato meno rischioso dalle agenzie. Il rischio è principalmente di credito cioè legato alla capacità dell’emittente di ripagare il titolo a scadenza.

14,47% Inflazione
Questa asset class rappresenta le obbligazioni di paesi sviluppati che pagano interessi legati all’andamento dell’inflazione. Per tale ragione esse offrono protezione dall’erosione del valore della moneta, e il loro andamento è legato alle aspettative sul mutamento del tasso di inflazione. Il rischio è legato ai movimenti della curva dei tassi d’interesse e delle aspettative di inflazione.

11,51% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Questa asset class rappresenta sia bond governativi o di imprese di paesi in via di sviluppo che bond societari dei paesi sviluppati ma classificati più rischiosi dalle agenzie di rating e definiti “High Yield” (alto rendimento). Il rischio è principalmente di credito cioè legato alla capacità dell’emittente di ripagare il titolo a scadenza.

39,1% Azionario Paesi Sviluppati
Questa asset class rappresenta i mercati azionari dei paesi sviluppati, come ad esempio dell’area dell’Europa Occidentale e Nord America. Le variazioni di prezzo dipendono molto da mutamenti nei tassi di crescita dell’area di riferimento, dalla tipologia di azioni considerate e dal periodo storico o di mercato.

6,28% Azionario Paesi Emergenti
Questa asset class rappresenta i mercati cosidetti in via di sviluppo, come ad esempio quelli asiatici, Giappone escluso, o quelli dell’America Latina. Il livello di rischio è generalmente elevato ed è legato alla capacità delle diverse aree di riferimento di tenere il passo della crescita attesa, ma a ciò corrispondono ritorni attesi maggiori.

3,06% Materie Prime e Real Estate
Questa asset class rappresenta le materie prime, che possono variare da energia, metalli preziosi, o prodotti dell’agricoltura e indici legati al mercato immobiliare. Queste due tipologie di investimenti sono molto legati all’andamento dell’economia reale.

2,74% Liquidità
La liquidità è la quota del portafoglio che non viene impiegata in fondi e serve a garantire flessibilità all’allocazione durante i ribilanciamenti (oltre a fare fronte alla fiscalità e alla commissioni di gestione).

 

LA COMPOSIZIONE DEL MIO PORTAFOGLIO AL 01/01/2020


Strumento: Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Asset Class: Bond governativi
Asset Class Specifica: Cash e Bond Governativi a Breve
Area geografica: Europa
Valuta: EUR
Codice ISIN: LU0290356871
Società Emittente: db x-trackers
Domicilio del fondo: Lussemburgo
TER: 0,15%
Performance: -0,37%

Strumento: Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
Asset Class : Obbligazionario
Asset Class Specifica : Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area geografica : Globale
Valuta : EUR
Codice ISIN : LU0378818131
Società Emittente : Db x-trackers
Domicilio del fondo : Lussemburgo
TER : 0,25%
Performance: -1,39%

Strumento : Bond Societari Euro Investment Grade
Asset Class : Investment Grade Corporate Bonds
Asset Class Specifica : Bond Societari Investment Grade
Area geografica : Eurozona
Valuta : EUR
Codice ISIN : LU0478205379
Società Emittente : db x-trackers
Domicilio del fondo : Lussemburgo
TER : 0,12%
Performance: +0,09%

Strumento : Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Asset Class : Inflazione
Asset Class Specifica : Inflazione
Area geografica : Europa
Valuta : EUR
Codice ISIN : LU0290358224
Società Emittente : db x-trackers
Domicilio del fondo : Lussemburgo
TER : 0,2%
Performance: +7,02%

Strumento : Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Asset Class : High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica : Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area geografica : Globale
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00B4613386
Società Emittente : SPDR
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,55%
Performance: -0.86%

Strumento : Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Asset Class : Obbligazionario
Asset Class Specifica : Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area geografica : Usa
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00BCRY6003
Società Emittente : iShares
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,45%
Performance: -1,42%

Strumento : Bond Societari High Yield Euro
Asset Class : Obbligazionario
Asset Class Specifica : Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area geografica : Europa
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00B66F4759
Società Emittente : iShares
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,5%
Performance: +1,61%

Strumento : Azionario Europa (MSCI Europe)
Asset Class : Azionario dei Paesi Sviluppati
Asset Class Specifica : Azionario Paesi Sviluppati
Area geografica : Europa
Valuta : EUR
Codice ISIN : FR0010261198
Società Emittente : Lyxor
Domicilio del fondo : Parigi
TER : 0,25%
Performance: +5,47%

Strumento : Azionario USA (S&P 500)
Asset Class : Azionario dei Paesi Sviluppati
Asset Class Specifica : Azionario Paesi Sviluppati
Area geografica : Usa
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00B5BMR087
Società Emittente : iShares
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,07%
Performance: +42,98%

Strumento : Azionario Giappone (Topix)
Asset Class : Azionario dei Paesi Sviluppati
Asset Class Specifica : Azionario Paesi Sviluppati
Area geografica : Giappone
Valuta : EUR
Codice ISIN : FR0010245514
Società Emittente : Lyxor
Domicilio del fondo : Parigi
TER : 0,45%
Performance: +11,38%

Strumento : Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Asset Class : Azionario dei Paesi Emergenti
Asset Class Specifica : Azionario Paesi Emergenti
Area geografica : Globale
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00BKM4GZ66
Società Emittente : iShares
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,18%
Performance: +21,36%

Strumento : Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Asset Class : Materie Prime
Asset Class Specifica : Materie Prime e Real Estate
Area geografica : Altro
Valuta : EUR
Codice ISIN : IE00B58HMN42
Società Emittente : UBS
Domicilio del fondo : Dublino
TER : 0,36%
Performance: -12,3%

LA PERFORMANCE DALL’INIZIO E NELL’ANNO 2019

* La performance è una misura di quanto l’investimento è aumentato o diminuito di valore.
Essa è calcolata attraverso la differenza tra il prezzo di acquisto e il prezzo attuale e non include l’effetto di eventuali dividendi.

 

PERFORMANCE INVESTIMENTO MONEYFARM DAL MAGGIO 2015


…fai click sull’immagine per aprirla a schero intero!

 

PERFORMANCE INVESTIMENTO MONEYFARM ANNO 2019


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2020-01-01 +10,97%
Si riparte con la speranza che il 2020 continui a regalarci un anno ricco di soddisfazioni, intanto Moneyfarm è stata designata dall’Istituto Tedesco di Qualità e Finanza tra gli 11 “Migliori Gestori Patrimoniali 2020” in Italia su oltre 150 principali Private Bank nazionali, estere e società di gestione tutte operanti sul nostro territorio proponendo un investment case che ha permesso, proprio a queste 11, di ottenere il sigillo di qualità basato sulla valutazione di una serie di sottocategorie che riguardano tutti gli aspetti del servizio, dalla consulenza alla strategia finanziaria: in particolare sono state premiate l’attività di gestione del portafoglio e orientamento al cliente.
Sicuramente un buon auspicio sulla garanzia ed efficienza del servizio!

2020-01-18 +12,94%
Si aggiornano i massimi mai raggiunti fino ad oggi con Moneyfarm dall’inizio dell’investimento

2020-01-22 +12,92%
Ho scritto un nuovo articolo sull’approfondimento sui mercati finanziari da parte di Moneyfarm. Nel post vengono illustrati i motivi che spingono a continuare ad investire anche nel 2020, le tensioni politiche tra USA e Iran e quelle commerciali tra USA e Cina e quanto questi attriti abbiano avuto un impatto sui mercati.

2020-01-30 +12,59%
L’11 febbraio 2020 ci sarà, a Milano, un interessante evento Moneyfarm nel quale verrà presentata la loro visione elaborata dal Comitato Investimenti per i prossimi dieci anni.
Alle ore 19.00 Giovanni Daprà e Paolo Galvani, gli ideatori di Moneyfarm, introdurranno la serata che proseguirà con Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm, che illustrerà i fattori che orienteranno le scelte nella gestione dei portafogli nel corso del 2020, e si concluderà il dottor Andrea Carbone, esperto in materia previdenziale, in previsione del lancio del prodotto pensionistico Moneyfarm nelle prossime settimane.
Seguirà un aperitivo in compagnia dei consulenti.

2020-02-01 +11,37%

2020-02-10 +13,24%
Moneyfarm annuncia il superamento della soglia di 1 miliardo di euro di risparmi in gestione

2020-02-24 +13,77%
Giornata disastrosa con le borse in caduta libera per l’evolversi del contagio da virus COVID-19 in Europa e soprattutto in Italia.
Il rendimento del portafoglio è relativo alla giornata di venerdì 21, in queste ore Richard Flax Chief Investment Officer di Moneyfarm ha inviato una comunicazione a tutti i suoi clienti:
lo scoppio di alcuni focolai di coronavirus in Italia è stato accompagnato comprensibilmente da grande preoccupazione. Non potrebbe essere altrimenti, vista la portata delle misure preventive che sono state messe in campo dalle autorità per proteggere la salute pubblica e provare a contenere i contagi.
Anche i listini globali, e soprattutto quello italiano (su cui l’esposizione dei portafogli Moneyfarm è limitata), oggi hanno reagito con forte volatilità benché non avessero mostrato alcuna reazione rilevante fino alla scorsa settimana: a spaventare è specialmente l’eventualità che il virus – la cui diffusione in Cina è ormai in rallentamento – possa iniziare a diffondersi altrove. Anche il Fondo Monetario Internazionale ha riconosciuto che questo potrebbe ripercuotersi in negativo, seppur marginalmente, sull’economia globale nel breve termine.
Se dal punto di vista della salute pubblica sono opportune misure cautelative, per quanto riguarda gli investimenti è bene valutare con razionalità gli scenari, evitando reazioni affrettate.
Come reagirà il portafoglio?
Il posizionamento dei portafogli Moneyfarm è relativamente conservativo per tutti i profili di rischio nel medio termine. Il nostro obiettivo è quello di contenere gli effetti di impennate della volatilità di breve termine. La volatilità verificatasi finora resta entro i livelli di rischio stimati e non pensiamo che comprometterà le nostre proiezioni di rischio/rendimento di lungo periodo.
Il Comitato Investimenti monitora giornalmente i segnali che arrivano dal mondo. Questo tema è stato ampiamente discusso nell’ultimo mese e abbiamo già incluso nelle nostre valutazioni tutti i possibili scenari: pur non ritenendo di trovarci al momento in uno degli scenari peggiori, i recenti sviluppi suggeriscono di considerare un insieme più diversificato di fattori di rischio.
Si tratta di modifiche tattiche (che effettueremo e notificheremo a breve) con focus sulle fonti di diversificazione più che sulla riduzione dell’azionario, che ci portano a propendere per una duration più lunga, materie prime selezionate, obbligazionario emergente (in valuta forte). Questo, ribadiamo, entro il quadro di un posizionamento strategico che resta invariato.
Nelle prossime settimane i listini locali dei Paesi più interessati dal contagio potrebbero reagire con nervosismo, come del resto vediamo già oggi su Piazza Affari. In questo scenario, la nostra strategia globalmente diversificata, caratterizzata da un relativo sottopeso degli strumenti italiani e dei mercati emergenti, aiuta ad attutire l’impatto delle crisi locali sui portafogli (i quali, lo ricordiamo, registrano tutti performance positive da inizio anno).
Come devo comportarmi?
In queste situazioni è fondamentale non agire d’impulso. Il nostro consiglio è di focalizzarsi sui propri obiettivi di investimento, senza dimenticare che per l’investitore lungimirante potrebbe aprirsi una finestra per entrare nel mercato a condizioni vantaggiose in momenti come questo. Il ruolo dei nostri consulenti è proprio quello di offrirti un confronto su basi razionali, non esitare quindi a contattarci per qualunque domanda o perplessità.

2020-02-25 +11,78%
La giornata di ieri mi è costata un calo di rendimento del 2%…

2020-02-28 +6,16%
Il virus COVID-19 ha fatto strage su tutti i mercati, una caduta libera mai vista (almeno da me) prima.
Richard Flax, Chief Investment Officer di Moneyfarm informa di essere prossimo a ribilanciare i portafogli:
“Buongiorno Lorenzo,
la settimana appena passata è stata caratterizzata dagli effetti di mercato legati ai timori di una diffusione globale del virus COVID-19.
Nell’aggiornamento di inizio mese avevamo sottolineato come il propagarsi dell’epidemia al di fuori della Cina ci sembrasse un esito scontato. La rapidità con cui i mercati hanno scontato la prospettiva di una diffusione globale del virus ha avuto però dei caratteri di unicità.
I cinque giorni di contrattazioni appena conclusi sono stati caratterizzati dalla correzione azionaria più decisa degli ultimi anni. L’ETF sull’azionario globale ha perso in pochi giorni più dell’11%, condizionando ovviamente la performance dei portafogli. In questo contesto, tuttavia, si possono leggere alcune indicazioni incoraggianti nell’andamento di alcune asset class.
L’azionario cinese, assieme a tutto il comparto emergente, ha sovraperformato l’insieme dei listini sviluppati, probabilmente in seguito all’andamento del numero dei contagi, in netto calo in Cina.
Per quanto riguarda l’obbligazionario, esso ha continuato a offrire spunti molto rilevanti di diversificazione.
Dal punto di vista valutario, il Dollaro ha mostrato un comportamento ambiguo, muovendosi ancora attorno ai massimi livelli dal 2017. Questo aspetto è legato all’ultimo punto cruciale: i mercati sono tornati, come prevedibile, a chiedere di più alle banche centrali e il numero di tagli ai tassi d’interesse prezzati dal mercato nei prossimi dodici mesi è passato nell’arco di una settimana da 1,5 a 3,5.
Posizionamento del Comitato Investimenti e azioni future
Abbiamo valutato molto attentamente gli sviluppi e le eventuali azioni correttive da fare sui portafogli. Quella appena passata è stata sicuramente una settimana non ordinaria ma le nostre previsioni di lungo termine non risultano alterate, così come il nostro posizionamento conservativo. Crediamo che i mercati scontino la mancanza di una visione unitaria della comunità scientifica e una strategia coesa da parte dei vari paesi colpiti.
Una volta che verrà fatta chiarezza, è probabile che le prospettive si riveleranno più positive di come si poteva paventare negli scorsi giorni. Le conseguenze economiche, a nostro avviso, saranno concentrate nel breve termine: questo non vuol dire che ciò non avrà una ripercussione sulle valutazioni. L’analisi di indicatori alternativi e ad alta frequenza (per esempio i consumi energetici) mostra che l’attività economica cinese negli ultimi giorni ha dato segnali di ripresa, anche se mancano dati ufficiali.
Per il momento preferiamo quindi procedere con dei cambiamenti di ampio respiro nel solco dall’asset allocation strategica: una duration più lunga soprattutto per i portafogli azionari, un focus dell’esposizione in materie prime verso strumenti più anticiclici, obbligazionario emergente. Questo non ci preclude naturalmente la possibilità di operare ulteriori interventi, in una direzione o nell’altra, per gestire il rischio o approfittare delle opportunità che potrebbero presentarsi nelle prossime settimane.
Il quadro di lungo termine che abbiamo disegnato all’inizio di quest’anno rimane sempre valido. Non è mai piacevole vedere la volatilità del portafoglio ma proprio in questi momenti, cercando di inseguire il mercato, si rischiano di commettere errori importanti. Convinti del nostro approccio e della nostra strategia nel generare valore, continueremo a produrre analisi e soluzioni nelle prossime settimane.”

2020-03-05 +8,28%
Senza comunicazione ufficiale via email, se non tramite SMS, arriva il primo ribilanciamento forzato del 2020 a causa della diffusione del virus COVID-19 che tanta volatilità ha portato su tutti i mercati.

Si riduce la percentuale da:
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
– Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
– Bond Societari Euro Investment Grade
– Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)

Si esce da:
– Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
– Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
– Azionario USA (S&P 500)

Si entra in:
– Oro Fisico (Invesco)
– Bond Governativi Emergenti in Dollari con Copertura Tasso di Cambio
– Bond Governativi 10+ Anni in Dollari con Copertura Tasso di Cambio

Ribilanciamento prudente… Approvo!

2020-03-10 +3,32%
Giornata drammatica quella di ieri, paragonabile a eventi storici negativi nella quale ha avuto un ruolo anche il crollo del petrolio.
Di seguito la nota di Moneyfarm:
Lunedì è stata una giornata estremamente particolare. Già da diverse settimane il mondo e i mercati sono in preda all’incertezza legata al coronavirus. A questa si è aggiunta la disputa dei paesi produttori di petrolio: la decisione dell’Arabia Saudita di abbassare il prezzo del greggio ha determinato un calo della valutazione del barile. Se questa potrebbe anche essere una buona notizia per le famiglie e le aziende di molti settori, dal punto finanziario si tratta di un ulteriore elemento di incertezza che nel breve termine ha contribuito ad aumentare i riposizionamenti sui mercati finanziari.

In una situazione del genere può risultare complesso distinguere il piano dell’emergenza sociale sanitaria, il piano dell’economia reale e quello dei mercati finanziari. Si tratta di tre piani interdipendenti e fortemente collegati, ma che vivono di tempi di reazione propri e non sempre allineati. L’errore più grande che l’investitore può fare in questo momento è applicare le logiche emergenziali che giustamente vengono seguite per far fronte, per esempio, al rischio che alcuni tra i più vulnerabili non ricevano cure adeguate, con le conseguenze sull’economia di cui si dovrà occupare la politica globale. Bisogna guardare ai prossimi mesi con maggiore distacco emotivo, con l’obiettivo – soprattutto per coloro che hanno un orizzonte di lungo termine – di massimizzare il proprio rendimento e proteggere il proprio capitale nel tempo.

In questo momento è difficile prevedere l’entità che le ripercussioni di questa vicenda avranno sull’economia nei prossimi mesi. Le proiezioni variano molto: lo scenario che riteniamo probabile prevede un graduale ritorno alla normalità nei prossimi mesi. Ma in questa situazione è opportuno essere cauti, valutare tutte le possibilità e mettere in discussione ogni giorno le proprie ipotesi.

Quello che è certo è che la politica, soprattutto quella fiscale (ovvero quella messa in atto dai governi nazionali e sovranazionali) potrà essere la variabile positiva. Negli Stati Uniti ci troviamo in un anno elettorale e Trump ha già annunciato la volontà di mettere in piedi nuovi incentivi fiscali ad aziende e imprese. Domani il Regno Unito presenta una legge di bilancio che si preannuncia generosa e che potrebbe aprire una nuova stagione di espansione fiscale. E i governi europei e Bruxelles – seppur bisogna dirlo con tempi di reazione più incerti – stanno discutendo misure coordinate.

Nella presentazione delle nostre visioni strategiche di inizio anno avevamo detto che i prossimi anni sarebbero stati un grande banco di prova per la politica fiscale, anche perché il mix del debito globale è cambiato negli ultimi anni: l’indebitamento privato è cresciuto moltissimo, soprattutto nei paesi emergenti, mentre quello pubblico è rimasto più stabile. Questo vuol dire che i governi avranno sia la necessità sia la potenza di fuoco di fare la propria parte.

Dal punto di vista prettamente finanziario possiamo aspettarci un andamento volatile nell’immediato. Una volta che la crisi sociale e sanitaria sarà alle spalle si farà una valutazione più certa del quadro economico e questo già contribuirà a diminuire un primo livello di incertezza. Dopo di che ci sarà una ripresa che potrebbe avvenire in tempi estremamente brevi (qualche mese), come in tempi un po’ più lunghi. La storia ci insegna che i mercati finanziari cominceranno a crescere probabilmente sulle aspettative di un ritorno alla crescita e non sulla crescita economica stessa.

Proprio per questo è importante non confondere i piani. Mancare la ripresa dei mercati può in questo momento creare problemi all’investimento nel lungo termine molto più gravi del calo azionario che abbiamo visto in questi giorni. Questo è un concetto chiave che deve guidare le scelte degli investitori, e che orienta anche le nostre analisi. Arriverà il momento in cui si potranno aprire delle opportunità per aumentare l’esposizione su diverse asset class, anche volatili (come per esempio l’azionario). Cogliere queste opportunità è per noi altrettanto prioritario che gestire il rischio nel breve: questo secondo noi vuol dire massimizzare l’interesse dell’investitore nel lungo termine.”

2020-03-10 -1,75%
Si torna in territorio negativo dopo una crescita lenta ma continua, allego il grafico del rendimento dall’inizio dell’investimento

2020-04-01 -4,25%

2020-05-01 +2,21%
Ecco un grafico aggiornato sulla performance del portafoglio Moneyfarm nei primi mesi dell’anno, da un +14,9% del 19 febbraio al 8,07% del 18 marzo.
In un solo mese ho visto un crollo del 23%!

2020-06-01 +4,24%
Pian piano si recupera…

2020-07-01 +5,31%

2020-07-06 +5,77%
Anche questa volta senza comunicazione ufficiale via email, solo tramite SMS, arriva il secondo ribilanciamento dell’anno dopo quello di marzo incrementando gradualmente l’esposizione al rischio per due ragioni:
1) Volatilità e rischio di mercato sembrano normalizzarsi
2) I dati economici sono incoraggianti e, al netto dei numerosi fattori di rischio, confermano lo scenario di una ripresa economica nel 2021

Si aumentano le percentuali in:
– Bond Governativi 10+ Anni in Dollari con Copertura Tasso di Cambio
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
– Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
– Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (Lyxor)
– Bond Societari Euro Investment Grade

Si diminuiscono le percentuali in:
– Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
– Azionario Europa (MSCI Europe)
– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
– Azionario USA (S&P 500)
– Bond Governativi Emergenti in Dollari con Copertura Tasso di Cambio
– Azionario Giappone (Topix)

Come sempre, per non stravolgere il percorso intrapreso con Moneyfarm decido di approvare il ribilanciamento.

MoneyFarm, opinioni 2019 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

2019moneyfarmtest

Continua anche per il 2019 la mia avventura con Moneyfarm iniziata a maggio 2015 e minuziosamente riportata nei post dedicati per gli anni 2016, 2017 e 2018 e proseguita nel 2020.
Anche questo post, il penultimo nell’ottica di un investimento quinquennale, continua nel monitoraggio mensile delle rendite, nell’analisi su eventi che determinano guadagni o perdite, negli aggiornamenti sui ribilanciamenti del portafoglio proposti da Moneyfarm e la possibilità di scambiare opinioni con gli utenti attraverso il sistema dei commenti in fondo alla pagina.

Ricapitoliamo, che cos’è MoneyFarm?
Se sei arrivato qui cercando su Google frasi del tipo “opinioni su Moneyfarm” oppure “Moneyfarm commenti” anche alla ricerca d’informazioni sui servizi offerti da Moneyfarm puoi leggere l’introduzione sintetica al mio articolo del 2015 anche se, per maggiore chiarezza e affidabilità, dovresti trovare tutte le informazioni aggiornate direttamente su MoneyFarm.com.

Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a Moneyfarm?
Se sei interessato, anche senza impegno, a comprendere com’è strutturato il pannello di gestione di Moneyfarm e capirne il suo funzionamento anche per creare un semplice conto di prova, leggi il mio post per registrarti ed iscriverti in maniera semplificata su Moneyfarm.

Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm per iniziare ad investire, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura come consigliato qui sopra, e soprattutto desideri da subito risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2019

18,40% Cash e Bond Governativi a Breve
4,47% Bond Societari Investment Grade
12,34% Inflazione
14,15% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
39,00% Azionario Paesi Sviluppati
5,74% Azionario Paesi Emergenti
2,96% Materie Prime e Real Estate
2,94% Liquidità

Com’è stato il 2018?
Il 2018 è iniziato decisamente bene, ho raggiunto il massimo annuale del 3,64% il 9 gennaio ed è proseguito soffrendo un po’ a febbraio e marzo ma riprendendosi nei successivi mesi fino alla metà di ottobre quando il crollo delle borse non mi ha lasciatto immune registrando al 31 dicembre 2018 il punto più basso dell’anno, un -3,37%.

Com’è composto il portafoglio ed il suo andamento nel 2018?

Strumento: Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)

Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 326.279.600,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%


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Strumento: Bond Societari a Tasso Variabile in Euro

Codice ISIN LU1829218319
Macro Asset Class Investment Grade Corporate Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 1.234.557.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%


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Strumento: Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale

Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 3.059.627.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/08/2018
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/08/2018
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,55%


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Strumento: Bond Societari High Yield Euro

Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 4.877.726.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/09/2018
Data Valuta Ultimo Dividendo 26/09/2018
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%


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Strumento: Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi

Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 799.668.900,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2018
Data Valuta Ultimo Dividendo 28/12/2018
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%


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Strumento: Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro

Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 401.337.200,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%


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Strumento: Azionario Europa (MSCI Europe)

Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 1.735.933.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 12/12/2018
Data Valuta Ultimo Dividendo 14/12/2018
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%


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Strumento: Azionario Giappone (Topix)

Codice ISIN FR0010245514
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 169.406.046.875,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 12/12/2018
Data Valuta Ultimo Dividendo 14/12/2018
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%


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Strumento: Azionario USA (S&P 500)

Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 31.307.190.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%


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Strumento: Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)

Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 9.424.545.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,18%


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Strumento: Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio

Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Informazioni chiave per gli investorori Guarda il KIID
Valuta EUR
Asset Under Management 1.428.475.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,36%


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Strumento: Liquidità

2019-01-22 + 0,27%
Arriva il consueto report trimestrale di Moneyfarm dove si evidenzia che quello appena trascorso è stato uno dei peggiori trimestri degli ultimi dieci anni per molte asset class, soprattutto per l’azionario. Il momentum economico sembra mostrare segnali di stanchezza.
Il 2018 è stato segnato da un lieve e strisciante deterioramento del quadro, soprattutto nell’Eurozona e nei mercati emergenti.
Gli Stati Uniti hanno costituito un’eccezione, anche se nel corso dell’ultimo semestre si sono intraviste le prime crepe sul mercato immobiliare, sul settore manifatturiero e sul trasporto merci: quando tre degli ingranaggi principali del motore che spinge la macchina produttiva americana scricchiolano, i nervi degli investitori scattano.
Dopo una corsa durata dieci anni, la meccanica che ha regolato la progressione sconta la fatica e i mercati azionari sono come al solito i primi ad accorgersene, rispondendo con una lieve ma decisa frenata ai rumori metallici che provengono dalle viscere dell’economia reale.
Si tratta di una dinamica coerente con la fase attuale del ciclo economico e finanziario: come spiegheremo più avanti, sarebbe scorretto raccontare quanto successo negli ultimi mesi attraverso la retorica del cigno nero o dell’anomalia.
 
Perché proprio ora?
Alle radici della dinamica ci sono ragioni profonde legate al ciclo economico/finanziario e cause contingenti.
Durante il 2017 avevamo più volte notato come il rischio politico era sottovalutato dai mercati.
Questo non è più vero, in un contesto in cui anche gli utili hanno smesso di sorprendere.
L’accumularsi dei focolai di tensioni politiche ha messo i mercati sull’attenti, rendendoli ipersensibili all’alternarsi delle notizie e agli spunti di incertezza, che peraltro in questo momento non mancano.
Per quanto riguarda la Brexit, che resterà uno dei temi principali dei prossimi mesi, sono arrivati ben pochi segnali di chiarezza.
La politica britannica non sembra affatto convinta dell’accordo negoziato da Theresa May, generalmente percepito come una capitolazione su tutta la linea nei confronti delle richieste Ue.
La premier si trova ancora in sella solo perché ha accettato il ruolo politico di vittima sacrificale, annunciando che si dimetterà non appena chiusa la pratica.
I suoi oppositori, interni ed esterni al partito, non sono in grado di proporre alcuna alternativa realistica.
Siamo di fronte a un vero e proprio stallo politico, in cui un primo ministro dimissionario si trova a gestire un problema enorme con scarsissimo supporto, un problema peraltro che nessuno dei suoi detrattori intende risolvere.
In questa situazione gongolano i sostenitori della Brexit dura, un risultato che nessuno vuole ma a cui siamo destinati ad arrivare se lo stallo non verrà superato.
All’interno dell’Eurozona, la distanza tra Roma e Bruxelles sembra essersi accorciata nelle ultime settimane di dicembre. Le violente proteste in Francia, seguite dalla decisione di Macron di allargare il deficit per favorire alcune delle categorie attive nella protesta, hanno portato la Commissione Europea a mostrare un po’ più di flessibilità.
In questi ultimi mesi di mandato è stata evidenziata ancora una volta l’ambiguità politica della Commissione Juncker, sospesa tra l’interpretazione quasi ideologica delle regole di rigore (approccio che ha avuto un suo peso nel gettare l’economia europea nello stato di debolezza in cui si trova) e una flessibilità à la carte, concessa in modo discrezionale attraverso logiche tutte politiche e opportunistiche.
Oltre oceano le elezioni di mid-term hanno lasciato un Congresso diviso, e la paralisi del bilancio Usa, che è nata intorno alla questione del muro messicano, sta mostrando per la prima volta le conseguenze del nuovo scenario politico.
 
La Fed
Neanche la politica monetaria, questa volta, ha offerto un appiglio agli investitori: anzi, abbiamo assistito a una progressiva divergenza tra l’opinione degli investitori e quella della banca centrale. A dicembre, nell’ultimo meeting dell’anno, la Fed ha deciso di alzare ulteriormente i tassi.
La mossa era in sé largamente attesa.
Tuttavia il fatto che il rialzo dei tassi sia stato deciso all’unanimità da tutti i membri del comitato decisionale ha spaventato i mercati.
Fino a ottobre i mercati sembravano preparati a quattro rialzi (uno nel 2018 e tre nel 2019), ma, con il peggiorare del quadro politico ed economico, le aspettative si sono orientate verso un percorso più morbido e, a onore del vero, Powell è sembrato offrire indicazioni positive in tal senso, abbassando il numero di rialzi previsti per il 2019 da tre a due.
Le mosse della Fed saranno uno dei temi chiave per i prossimi mesi.
La previsione dei mercati è orientata verso lo stop dei rialzi per il 2019, con la probabilità di un ribasso ora più alta della probabilità di un rialzo.
La Federal Reserve ha avuto storicamente una tendenza ad assecondare le aspettative dei mercati, anche se la loro stabilità non rientra esplicitamente nel suo mandato: capire in che punto si colmerà il divario tra le aspettative della Fed è cruciale per orientarsi nel 2019.
 
La guerra commerciale
Altro tema centrale dell’anno appena passato è stata la politica commerciale.
Nell’ultimo trimestre si sono visti i primi effetti delle schermaglie tra Usa e Cina.
I costi del trasporto marittimo sono raddoppiati, così come è diminuito il volume degli scambi con l’estero in quasi tutte le aree geografiche.
Il colosso americano Apple, simbolo del mercato toro degli ultimi dieci anni, ha dovuto rivedere al ribasso le proprie stime di vendita in Cina, anche a causa di alcuni processi sulla proprietà intellettuale, con conseguenze molto dolorose in borsa.
D’altra parte l’arresto a Vancouver della CFO (nonché figlia del fondatore) del campione tecnologico cinese Huawei su richiesta delle autorità statunitensi, avvenuta proprio mentre Trump cenava al G20 con Xi Jinping, sembra portare il livello delle trattative su un nuovo piano.
 
La raffica dei dati
Tutti questi fattori, insieme al declino fisiologico della crescita degli utili, hanno causato uno dei peggiori trimestri degli ultimi anni.
L’azionario dei mercati sviluppati ha perso il 13,3% nel trimestre, di cui il 7,6% solo nell’ultimo mese, portando la performance da inizio anno al -8,2% (in dollari).
I mercati emergenti hanno retto meglio dato il forte ribasso fatto registrare nei primi mesi dell’anno, perdendo il 7,6% nel quarto trimestre.
L’obbligazionario governativo, nonostante le valutazioni molto alte (i tassi d’interesse rimangono a livelli storicamente bassi), ha confermato le sue capacità di offrire spunti di diversificazione interessanti. Con l’eccezione di Italia e mercati emergenti, da inizio anno i principali indici obbligazionari di Europa, Stati Uniti e Giappone hanno chiuso in positivo.
Storia diversa per il debito societario, che ha sofferto il contesto di risk off soprattutto nell’High Yield, mentre l’Investment Grade ha beneficiato maggiormente del ribasso dei tassi, chiudendo il trimestre quasi invariato.
Infine il petrolio ha sofferto il calo della domanda dovuto al ciclo economico. L’indice delle materie prime nel suo complesso ha perso il 10,5% nel trimestre (in dollari).
 
Portafoglio modello P4-C2, la performance
La performance del portafoglio modello è stata negativa.
Il trimestre è stato caratterizzato da un’avversione al rischio globale e generalizzata.
Le performance dei principali mercati finanziari sono state tra le più negative degli ultimi anni. In tale contesto gli asset rischiosi hanno sofferto: gli spread corporate si sono allargati, penalizzando le obbligazioni societarie, e gli asset azionari globali hanno subito un deprezzamento.
La performance negativa è principalmente attribuibile alla componente azionaria dei paesi sviluppati che, come le materie prime, ha subito perdite superiori al 10%.
D’altro canto, la diversificazione del portafoglio si è rivelata fondamentale nella mitigazione del rischio, con le obbligazioni governative globali che hanno beneficiato della fuga dagli asset rischiosi e di aspettative di politica monetaria meno restrittive nel medio termine, compensando leggermente le perdite.
Anche i mercati emergenti sono stati fonte di diversificazione, sia per quanto riguarda gli asset azionari, che seppur negativi hanno sovraperformato i paesi sviluppati, sia per quanto riguarda le obbligazioni governative, che hanno beneficiato di cedole elevate e di un restringimento dei tassi d’interesse.
Infine, la diversificazione valutaria ha contribuito positivamente al rendimento del portafoglio, grazie all’apprezzamento del Dollaro e delle valute dei paesi emergenti.
 
Variazione dell’asset allocation
Lo scorso ottobre abbiamo intrapreso una riduzione del rischio del portafoglio, vendendo parte dell’esposizione azionaria e reinvestendo la liquidità in bond governativi europei con duration breve e in bond societari a tasso variabile denominati in Euro.
In termini di esposizione valutaria abbiamo incrementato l’esposizione al Dollaro a discapito della Sterlina, maggiormente esposta a volatilità a causa del rischio Brexit
 
2019-02-01 + 0,71%

2019-02-13 + 1,53%

2019-03-01 + 2,27%

2019-03-04 + 2,55%
Moneyfarm m’informa che nei prossimi giorni è programmato il primo ribilanciamento del 2019 del mio portafoglio; la volatilità che ha colpito i mercati negli ultimi mesi pone il controllo del rischio tra le loro priorità tattiche. Non bisogna dimenticare, tuttavia, che i rendimenti attesi di lungo periodo (soprattutto per l’azionario) restano molto positivi, rendendo il 2019 un anno interessante per entrare sul mercato con un orizzonte di lungo termine.
 
2019-03-12+ 3,01%
Ecco arrivato il primo ribilanciamento del 2019 che mira a ridurre la componente azionaria del portafoglio. L’esposizione è ridotta attraverso la riduzione della sovraesposizione all’Azionario Europa (MSCI Europe).
La liquidità viene investita in parte in Bond Governativi 1-3 Anni in Euro, premiando scadenze più corte con un obiettivo di controllo della volatilità in un contesto di tassi in crescita. La restante parte viene investita in Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro, coerentemente con la visione strategica di Moneyfarm che vede in questo tipo di strumenti migliori prospettive e maggiori possibilità di sorpresa.
L’operazione avviene a seguito di decisioni tattiche, prese in vista di un possibile aumento della volatilità nei prossimi mesi.
L’obiettivo è quello di mantenere il rischio del portafoglio allineato ai suoi livelli storici anche in un contesto maggiormente stressato rispetto al passato recente.
La scelta di non intaccare in modo più significativo la posizione azionaria deriva da valutazioni di lungo termine positive e da un contesto macroeconomico e politico che, seppur incerto e in rallentamento, lascia spazio a elementi di sorpresa positiva nel medio termine.
Questa posizione è espressa nella scelta di mantenere invariata la posizione sull’azionario americano.

Si comprano:
– Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers) ISIN LU0290356871
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale ISIN IE00B4613386
– Bond Societari High Yield Euro ISIN IE00B66F4759
– Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro ISIN LU0290358224

Si vendono
– Azionario Europa (MSCI Europe) ISIN FR0010261198
– Azionario USA (S&P 500) ISIN IE00B5BMR087
– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI) ISIN IE00BKM4GZ66

Approvo il ribilanciamento!
 
2019-04-01 + 4,02%

2019-04-03 + 5,00%
Per i cultori delle statistiche oggi festeggio la percentuale di guadagno più alta dall’inizio di questa avventura, ovvero un 5% che ha beneficiato di un aumento del 2,55% nel solo mese di marzo 2019

2019-04-13 + 4,97%
Nuovo report trimestrale di Moneyfarm dove evidenzia che il rally dei mercati azionari, cominciato il giorno di Santo Stefano, ha interessato la totalità delle asset class nel nostro radar.

La componente azionaria ha recuperato quasi tutte le perdite registrate a fine 2018, tornando ai livelli di settembre. A guidare la classifica tra i mercati sviluppati sempre il solito S&P500 (+14%), seguito da Eurozona (+12%), Regno Unito (+10%) e Giappone (+8%). Tra i mercati emergenti ha brillato soprattutto la Cina, che ha iniziato l’anno con uno stupefacente ~30%, trainando al rialzo tutto il comparto azionario emergente +10%).

Anche per quanto riguarda l’obbligazionario l’appetito per il rischio è stato premiato, sia dal punto di vista del rischio duration che del rischio di credito. Si sono delineati infatti due trend: una sovraperfomance delle obbligazioni a scadenza più lunga rispetto a quelle a breve – premiato quindi il rischio duration, legato alla durata finanziaria maggiore – e una sovraperfomance delle obbligazioni societarie più rischiose rispetto a quelle più sicure – premiato invece in questo caso il rischio di credito, legato al merito creditizio delle aziende che emettono le obbligazioni. Prendendo a esempio gli Stati Uniti, il segmento di obbligazioni a scadenze più lunghe di 10 anni ha sovraperfomato del 4% il segmento più breve, mentre le obbligazioni societarie con rating CCC o minore hanno superato del 2,5% le obbligazioni con rating AAA.

Anche in questo florilegio di numeri positivi, tuttavia, si intravede una nuvola. Quanto può essere stabile un equilibrio in cui sia l’azionario che l’obbligazionario governativo e l’obbligazionario societario ad alto rischio continuano a performare positivamente?

Quali i catalizzatori? Come sempre, sulle performance finali delle asset class si riflettono diversi fattori di rischio. Nel primo trimestre i catalizzatori sono stati il miglioramento della retorica attorno alle tensioni commerciali e il cambio di tono delle banche centrali.
La distensione commerciale è stata necessaria per innescare nei mercati finanziari quella dinamica di risk-on (ovvero di aumento di appetibilità delle asset class più rischiose come l’azionario) che, anche grazie a valutazioni di partenza invitanti, ha favorito la performance positiva dei mercati azionari.

La nuova politica monetaria è stata ancor più cruciale. Come avevamo anticipato a dicembre, la Fed nel corso del trimestre ha ammorbidito notevolmente i toni riguardo il proprio piano di rialzo dei tassi d’interesse. Nonostante la debolezza dell’azionario di ottobre e dicembre, la banca centrale aveva comunque deciso di alzare il tasso di riferimento monetario, subendo non poche critiche da parte dell’amministrazione Trump.
A gennaio abbiamo visto un significativo cambio di tono, con il numero di strette annunciate che è sceso da tre a una per il prossimo anno. E se con tre rialzi annunciati il mercato ne prevedeva zero, ora – con un solo rialzo a budget – il mercato sembra stimare addirittura un taglio dei tassi d’interesse con il ritorno alla politica monetaria espansiva. Si tratterebbe del primo taglio dal dicembre 2008 e il primo dopo il ciclo di rialzi iniziato nel dicembre del 2015.

L’appiattimento delle curve
L’approccio più cauto della banca centrale americana ha tranquillizzato i mercati, che erano intimoriti dalla possibilità di una riduzione della liquidità nel sistema durante una fase di rallentamento dell’economia.
Questa nuova prospettiva, insieme alla distensione commerciale, da una parte ha favorito il rimbalzo dei mercati azionari, dall’altra ha alleviato le pressioni sul comparto obbligazionario tramite due canali: uno diretto, abbassando le proiezioni dei tassi futuri, e uno meno diretto, attraverso la riduzione delle probabilità di inflazione e di crescita economica.
Alla luce della nuova politica monetaria, abbiamo quindi visto i tassi a breve ridursi e i tassi d’interesse di lungo periodo abbassarsi in maniera ancora maggiore a causa della revisione al ribasso delle aspettative di inflazione e di crescita economica.

Revisione al ribasso per la crescita globale
La crescita economica, che resta in rallentamento, rappresenta l’altra faccia della medaglia di questa nuova fase. Pur muovendosi in territorio positivo, ci sono una serie di segnali da non sottovalutare:
– l’annuncio del governo cinese dell’abbassamento del target di crescita economica per il 2019 che, sebbene non sia di per sé allarmante, resta indicativo di un trend globale in atto;
– la BCE che nel meeting di marzo ha rivisto al ribasso la crescita economica per tutta l’Eurozona, annunciando che terrà i tassi di riferimento immutati per tutto l’anno, con gli indicatori di fiducia del manifatturiero che continuano a muoversi al di sotto della soglia dei 50 punti, segnalando una contrazione economica;
– la revisione al ribasso del dato sulla crescita statunitense nel 4° trimestre del 2018 da 2,6% a 2,2% – Il dato sul PIL è di solito sottoposto a numerose revisioni nel corso del tempo, in questo caso a pesare sono stati soprattutto i consumi interni.

A questi segnali si aggiungano le varie considerazioni del Fondo Monetario Internazionale e di altri enti, sempre nella stessa direzione, e i vari indicatori macroeconomici che sembrano dare conferme chiare in questo senso.

Nonostante tutto, l’azionario è salito molto
Ci si aspetterebbe che una crescita economica più debole sia destinata prima o poi a ripercuotersi sull’azionario. Questo è solo parzialmente vero.
La crescita economica più debole sta indubbiamente impattando sulle aspettative di crescita degli utili e sui margini delle società, penalizzando quindi soprattutto la componente legata ai fondamentali sia in termini di tassi di crescita degli utili minori sia in termini di aspettative degli analisti notevolmente ridimensionate.
Lo stress finanziario ha però permesso un forte rimbalzo delle valutazioni, ed è questo a nostro avviso il maggior driver per spiegare le performance dell’ultimo trimestre, riassunte nella seconda parte del documento.

Ricapitolando
I mercati azionari hanno brindato questo trimestre alla luce di un rinnovato allentamento delle condizioni finanziarie. Queste sono principalmente legate alla volontà dei banchieri centrali di guidare il rallentamento economico, evitando il più possibile dei testacoda. I tassi d’interesse sono scesi, appiattendo le curve, dando ulteriore spinta alle valutazioni azionarie e regalando performance positive anche al comparto obbligazionario.
A nostro avviso questo fattore difficilmente potrà continuare a dare supporto all’azionario, almeno nel breve termine.
Un paio di spunti positivi che ci potrebbero far cambiare idea sono:
– le aspettative di crescita notevolmente ridimensionate, tanto che i prezzi attuali stanno già scontando un rallentamento economico;
– l’inflazione molto al di sotto dei livelli allarmanti per la maggior parte delle economie sviluppate e non, che permette alle banche centrali di focalizzarsi solo sul tema della crescita.

Il nostro posizionamento e le nostre prossime scelte
Concentrarsi sulle visioni fondamentali di lungo termine per adesso ha pagato, permettendoci di non ridurre eccessivamente il rischio alla fine dello scorso anno e di non perdere l’opportunità di mercato creatasi in questo primo trimestre.
La nostra idea, come abbiamo anticipato, era che i fattori per una sorpresa positiva fossero a portata di mano. Aver resistito alla tentazione di tagliare eccessivamente il rischio di fronte al ritorno della volatilità ci permette adesso di trovarci in una situazione migliore.
Di fronte a un eventuale aumento dello stress nei prossimi mesi, avremo più margine per operare le scelte tattiche necessarie a tenere sotto controllo la rischiosità delle varie gestioni, sulla scia di quelle che abbiamo preso nel corso dello scorso trimestre

Portafoglio modello P4-C2
Il rendimento del portafoglio è stato ampiamente positivo.

Il deterioramento delle aspettative macroeconomiche di breve termine, supportato dal crollo dei mercati di dicembre 2018, ha ribaltato le attese sulle politiche monetarie delle banche centrali internazionali. Da inizio anno, complici soprattutto le dichiarazioni del Federal Open Market Committee della Federal Reserve, la probabilità attesa dai mercati di un taglio del tasso Fed nel breve termine è cresciuta drasticamente.
Le nuove aspettative sulla politica monetaria internazionale hanno favorito gran parte delle asset class: se da un lato gli asset rischiosi hanno beneficiato di una maggiore liquidità attesa sul mercato, dall’altro gli asset conservativi hanno goduto di tassi d’interesse in discesa. Nonostante gli utili societari di fine 2018 non abbiano brillato rispetto alle aspettative degli analisti, abbiamo assistito ad una forte crescita delle valutazioni societarie che hanno permesso all’azionario dei Paesi Sviluppati, trainato dalle azioni americane, di rappresentare una solida componente di rendimento del portafoglio. Lato fixed income, i Bond Societari High Yield e i Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale hanno contribuito positivamente alle performance del portafoglio, grazie a rendimenti in conto capitale derivanti sia da spread in diminuzione, sia da tassi d’interesse più bassi. Anche l’esposizione valutaria è stata fonte di ritorni positivi. L’Euro si è deprezzato contro Sterlina, Dollaro Statunitense e valute dei Mercati Emergenti.

2019-05-01 + 5,34%

2019-06-01 + 3,00%

2019-07-01 + 5,39%

2019-07-23 + 7,02%
Eccoci al report trimestrale di Moneyfarm, nell’ultimo trimestre quasi tutti gli asset rischiosi sono scivolati a maggio per poi recuperare terreno a giugno, regalando agli investitori il secondo trimestre consecutivo di risultati positivi e il miglior semestre da qualche anno a questa parte.
Oltre al commercio, al centro dell’attenzione è stata ovviamente l’altra grande protagonista di questa fase: la politica monetaria.
Le notizie economiche che suggeriscono un peggioramento delle aspettative sono state trasformate in buone notizie per gli investitori dalle banche centrali.
Negli Stati Uniti le dinamiche recessive hanno colpito alcuni settori come il commercio e l’industria, ma la frenata è stata più che compensata dalla crescita di beni di consumo e servizi.
In questo scenario la FED ha come interesse primario quello di evitare una recessione.
Gli investitori sembrano convinti che la politica della banca centrale sarà accomodante e hanno già scontato     un taglio dei tassi nel meeting di luglio.
I mercati hanno festeggiato il cambio delle aspettative con un rally che ha portato in positivo le prestazioni dei portafogli.
Se l’iniziativa nel prossimo mese sembra ormai molto probabile, più incerta resta la strada da qui in avanti con i mercati che si orientano verso due ulteriori ribassi dei tassi.
Se così fosse i tagli per il 2019 diventerebbero tre, un cambio di rotta piuttosto repentino se si pensa ai quattro rialzi del 2018 nel contesto di una situazione generale sicuramente migliore ma in fondo non molto diversa.
Il rischio di sorpresa negativa su questo fronte resta dunque in agguato e le aspettative degli operatori sulla politica monetaria americana sono
uno dei fattori chiave per i prossimi mesi, considerata anche la volatilità che un mutamento di esse può portare sul mercato.
Un altro alleato degli investitori è stato Mario Draghi che, durante il consueto appuntamento di Sintra, ha rassicurato i mercati sul punto di vista della Bce.
Il contesto di bassa crescita e ridotta inflazione nell’Eurozona sembra essere diventata la nuova normalità. La Banca Centrale Europea ne è conscia ed è pronta a intervenire con ulteriori politiche espansive dell’economia.
Con il livello dei tassi a zero, l’unica opzione che resta sul tavolo è quella di riprendere in mano strumenti non convenzionali, come l’acquisto diretto di titoli.
Questa eventualità rassicura parecchio gli investitori.

Il quadro macroeconomico negli Stati Uniti è sostenuto su un delicatissimo equilibrio. I dati solidi del secondo trimestre allontanano lo spettro di una recessione.

Un livello di crescita costante, accompagnata da una politica monetaria che non fa mancare il proprio apporto di liquidità al sistema, è sulla carta lo scenario ideale per gli investitori.
La campagna elettorale si avvicina e Trump farà quanto in suo potere per sostenere l’economia in vista della scadenza del voto. Anche la Fed ha trasmesso ai mercati negli ultimi mesi un senso di sicurezza, intervenendo con salutare attivismo ogni volta che i mercati azionari sono calati.
L’ultimo trimestre ci ricorda dunque come l’equilibrio di mercato resti particolarmente delicato.
In questo contesto gli asset rischiosi hanno avuto ancora modo di regalare soddisfazioni agli investitori.
Nonostante ciò, i risultati molto positivi di questa prima metà dell’anno mal celano il nervosismo dei mercati, che si è manifestato con forza a maggio quando il pessimismo nei confronti delle relazioni commerciali tra Cina e Usa ha portato molta volatilità sui listini.

Gli investitori sembrano comunque in attesa di un catalizzatore che possa far scattare l’eventuale correzione: c’è da aspettarsi che i nervi dei mercati saranno ancora testati nei prossimi mesi.
Rivolgendo lo sguardo un po’ più avanti un motivo di preoccupazione arriva sul fronte dei risultati societari: nonostante le aspettative più basse, la produttività è in calo e – anche a causa di un mercato del lavoro che ha raggiunto ormai da tempo il livello di piena occupazione – i costi di produzione sono in aumento. Se il trend dovesse continuare assisteremmo a un peggioramento degli utili nei prossimi trimestri, il che potrebbe catalizzare le preoccupazioni degli investitori.
Moneyfarm continua dunque a pensare che l’approccio conservativo adottato in questi mesi sia la scelta migliore per proteggere il capitale degli investitori.

La performance del portafoglio modello nel trimestre è stata positiva.
Per il portafoglio modello il semestre appena passato è stato il migliore dall’inizio delle attività nel 2012. Per quanto riguarda l’obbligazionario, a differenza del primo trimestre, quando a guidare i rendimenti erano state soprattutto le asset class rischiose, durante gli ultimi tre mesi una fetta importante del rendimento è arrivata anche dai prodotti a duration piú lunga, esposti in maniera maggiore ai ribassi dei tassi d’interesse visti negli ultimi tre mesi. Per gli asset rischiosi è stato un trimestre abbastanza volatile, con due rapidi cambiamenti di sentiment prima in senso negativo a fine aprile e poi in senso positivo a inizio giugno.

Se infatti un’improvvisa escalation negativa delle tensioni commerciali aveva spinto al ribasso i maggiori indici azionari e obbligazionari societari, la convinzione che la FED interverrà presto con un taglio dei tassi ha di nuovo rasserenato gli umori sui mercati finanziari.

Un’inflazione in ribasso e politiche monetarie espansive hanno quindi permesso una crescita sia per l’azionario che per l’obbligazionario.

2019-08-01 + 5,94%

2019-09-01 + 6,52%

2019-10-01 + 7,87%

2019-11-01 + 8,76%

2019-11-01 + 10,12%

Aprire un conto corrente all’estero per mettersi al riparo dalla patrimoniale, dall’uscita dall’euro e dal default dell’Italia. Domande e risposte.

contocorrente estero

Oggi ho ricevuto una email da parte di Stefano che mi ha fatto partecipe di tutta una serie di sue valutazioni sulla situazione economica attuale e sulla necessità di spostare i propri risparmi all’estero per salvaguardarli da possibili evenienze (patrimoniale, default, uscita dall’euro).

Gentile Lorenzo,
La seguo da tempo per i suoi articoli e varie esperienze con Moneyfarm che ho sottoscritto anche io con alterni risultati.
La stimo per i suoi interventi e desidero per questo condividere con Lei la preoccupazione di un momento storico e politico del nostro paese il quale, a livello economico, m’induce a pensare seriamente alla stabilità del futuro dei miei risparmi e a quello dei miei figli.
Il periodo impone di tutelarci autonomamente in considerazione del sentimento nazionale negativo verso l’Unione Europea, le sue regole e che a causa di promesse elettorali di difficile attuazione sembrano spingerci sempre più verso un baratro del quale non vediamo la luce né tantomeno il fondo.
Con Moneyfarm e l’investimento in ETF siamo abbastanza tutelati ma con i conti correnti, come la mettiamo?
Se dovessimo malauguratamente uscire dall’euro che cosa ne sarà della liquidità presente nei conti? Sarà trasformata nella nuova o vecchia lira?
E se l’Italia non ripagasse il debito come si era paventato in campagna elettorale e si procedesse al default?
Credo che si ricordi la storia recente di Grecia e Cipro con le code agli sportelli bancari, il blocco dei bonifici e i bancomat che erogavano se non solo poche banconote.
E lo spettro della patrimoniale? Il prelievo forzoso potrebbe essere la risposta del governo alla necessità di fare cassa.
A tutto questo non vedo altra soluzione che spostare gli averi all’estero per essere tutelati da sistemi bancari più forti e pronti al peggio.
Mi creda, non tifo contro l’Italia ma non voglio e posso permettere che tutti i sacrifici fatti dal governo Monti ad oggi vengano resi vani per le mire populiste di chi al governo pensa al proprio rendiconto elettorale che al futuro della nazione.
Mi dispiace di averla tediata con tutti questi pensieri ma sono sicuro che converrà con me che con lo spread che sale a livelli di guardia sia necessario che sia chiaro a tutti a che cosa stiamo andando incontro.
La ringrazio e saluto cordialmente,

Stefano *******

Quello di Stefano non è il solito catastrofismo italiano o di chi rema contro il sistema Italia ma il tormento di chi crede che uno spread costantemente oltre quota 300, che una manovra ad oggi a serio rischio d’infrazione da parte dell’Europa, che una patrimoniale da parte di chi ritiene che i risparmiatori italiani “dovranno dare una mano” e che si deve uscire dall’euro per stampare moneta siano elementi che ci possano portare, questi sì, alla catastrofe economica.
Prendo spunto dalla sua lettera e dal suo intento, spostare il proprio denaro all’estero, per capire se aprire un conto all’estero può essere la soluzione a tutti i suoi timori

Aprire un conto all’estero è legale?
L’apertura di un conto corrente all’estero è del tutto legale se dichiarato all’Agenzia dell’Entrate, la dichiarazione viene meno se la giacenza media annuale è sotto i 5000 euro e se sul conto non vi siano stati accreditati interessi.
Oggi, con lo scambio automatico delle informazioni tra banche e agenzie fiscali di tutto il mondo, è praticamente un suicidio portare capitali in conti all’estero frutto di guadagni non dichiarati o di incerta provenienza.

E’ possibile aprire un conto all’estero direttamente online?
Per aprire un conto corrente estero in lingua italiana, al momento, l’unica soluzione è corrente online N26con i suoi pacchetti di servizi che variano dalla gratuità ad un canone mensile intorno ai 15 euro con facilitazioni come il prelievo gratuito agli ATM di tutta l’area euro, bonifici gratuiti e con un IBAN tedesco.
Personalmente, avendolo testato in fase d’apertura e di gestione mi sento di sconsigliarlo al fine di utilizzarlo come protezione per un’eventuale uscita dall’euro del nostro paese; si tratta sempre e comunque di una banca online senza un supporto telefonico, solo chat, valido per piccole spese quotidiane soprattutto se all’estero.

Nel caso di una patrimoniale, l’apertura di un conto corrente all’estero mi mette al sicuro da prelievi forzosi?
La risposta è complessa e non univoca.
Nel caso di una patrimoniale, come ad esempio quella messa in atto dal governo Amato tra il 9 e il 10 luglio 1992 per salvare la lira, l’incasso non sarebbe automatico ma essendo il patrimonio conosciuto potrebbe essere richiesto il versamento alla presentazione della dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.

Se l’Italia dovesse uscire dall’euro, il denaro in euro o altra valuta in un conto corrente estero verrebbe convertito in automatico alla nuova lira?
Nel caso di un’uscita dall’euro, si ipotizza, che il denaro detenuto presso conti esteri non possa essere forzatamente convertito alla nuova lira o moneta dello Stato salvaguardando il valore rispetto ad una sua svalutazione rispetto alla vecchia valuta.

E se l’Italia dovesse dichiarare default, che cosa ne sarebbe di quanto depositato in un conto corrente estero?

Nel caso di un default, chi ha un conto all’estero non soffrirebbe di situazioni limite quali il congelamento dei conti correnti bancari oppure il blocco dei prelievi al bancomat potendo contare sulle disponibilità estere.

– Ma dove aprire un conto corrente con una banca fisica all’estero?
Per noi, poco inclini alle lingue straniere, il facile approdo in Svizzera nel Canton Ticino dove si parla italiano risulta essere la scelta più semplice e, nell’ottica di un’eventuale salvaguardia dei risparmi, anche la migliore con la possibilità di aprire conti in euro e in franchi svizzeri.
Esistono situazioni al confine con l’Italia, ad esempio Sillian in Austria a pochi chilometri da San Candido e Cortina o a Mentone e Nizza in Francia, dove, dove sono presenti istituti bancari con personale bilingue appositamente istruito per tutti i connazionali che, per necessità o paura, vogliono aprire un conto corrente fuori confine.

Conviene aprire un conto corrente in Svizzera?
Sì e no!
La Svizzera, dopo il rientro dei capitali con la voluntary disclosure e l’accordo con l’Italia per lo scambio delle informazioni fiscali, rappresenta il porto più semplice per chi vuole spostare i propri soldi all’estero sia per la lingua italiana del Canton Ticino sia per la salute del sistema bancario elvetico.
, conviene, se si teme il default e l’uscita dall’euro
No, non conviene, nella maniera più assoluta, se si apre per cercare una remunerazione del proprio denaro

Quanto costa aprire, gestire e mantenere un conto corrente svizzero?

Il conti svizzeri non sono economici, soprattutto per chi non ha il domicilio nella Confederazione Elvetica, ci possono essere soluzioni dai 60 ai 250 euro annuali con costi elevati per i prelievi presso gli ATM esteri, quindi italiani, e per i bonifici.
Non esistono conti correnti a costo zero come in Italia!

Quali sono le banche svizzere consigliate per aprire un conto corrente?

Da una ricerca online, anche attraverso forum dedicati all’argomento emergono UBS, PostFinance e Banca Stato (la banca dello Stato del Cantone Ticino)

Aprire un conto svizzero in Euro o CHF (franchi svizzeri)?
Tutto dipende da quello che ne vogliamo fare:
– Se viene utilizzato come un conto corrente vero e proprio, alimentandolo di frequente e attingendo per spese di tutti i giorni allora conviene aprirlo in Euro.
– Se viene utilizzato come un conto di deposito, ovvero senza effettuare grandi movimenti, può essere interessante aprirlo in CHF in relazione alla sua relativa stabilità e del sistema bancario svizzero in generale. Nel caso di un default del nostro paese l’intero sistema euro subirebbe dei contraccolpi a livello bancario e a livello di valuta rafforzando, in questo caso, proprio il franco svizzero.

Dal punto di vista fiscale, come e dove devo dichiarare il mio conto corrente estero?

E’ utile ribadire come i fondi utilizzati per l’apertura del conto estero, da soggetti fiscalmente residenti in Italia, debbano essere lecitamente nella disponibilità, trasferiti in maniera regolare oppure provenienti da una fonte reddituale estera.
Chi detiene, nel corso del periodo d’imposta, conti correnti all’estero, deve necessariamente compilare il quadro RW della dichiarazione dei redditi indicando il valore iniziale e il valore finale dei conti correnti esteri posseduti (la giacenza media per i privati) in proprio o come delega.
Non sono tenuti alla compilazione coloro la cui disponibilità economica estera totale, ovvero su tutti gli eventuali conti detenuti, non abbia mai superato i 15000,00 euro nel corso del periodo di imposta.
Se il valore medio di giacenza annuo, come dagli estratti conto e dai libretti, risultasse inferiore a 5000,00 euro il correntista non è tenuto al pagamento dell’IVAFE (Imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero) nella misura fissa di 34,20 euro per conto o libretto detenuto all’estero.

MoneyFarm, opinioni 2018 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

2018moneyfarmtest

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018…
Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal 13 maggio al 31 dicembre 2015
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Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2020

Entro nel quarto anno solare quale cliente di Moneyfarm dopo l’inizio nel maggio 2015 e le esperienze del 2016 e 2017 continuando, sempre, a monitorare l’andamento dell’investimento con la speranza, spero concreta, di vedere accrescere quella percentuale dopo il presente nel pannello di controllo dopo il segno più…
Il quarto post mantiene inalterato il concetto dato ai precedenti, un monitoraggio mensile dei guadagni (o perdite), aggiornamenti su eventi che determinino importanti scostamenti dai rendimenti standard, ribilanciamenti proposti da Moneyfarm e la possibilità di scambiare opinioni con gli latri utenti attraverso il sistema dei commenti in fondo alla pagina.

Che cos’è MoneyFarm?
Se sei arrivato qui cercando su Google frasi del tipo “opinioni su Moneyfarm” oppure “Moneyfarm commenti” anche alla ricerca d’informazioni sui servizi offerti da Moneyfarm puoi leggere l’introduzione sintetica al mio articolo del 2015 anche se, per maggiore chiarezza e affidabilità, dovresti trovare tutte le informazioni aggiornate direttamente su MoneyFarm.com.

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Se sei interessato, anche senza impegno, a comprendere com’è strutturato il pannello di gestione di Moneyfarm e capirne il suo funzionamento anche per creare un semplice conto di prova, leggi il mio post per registrarti ed iscriverti in maniera semplificata su Moneyfarm.

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Il mio portafoglio al primo gennaio 2018
16,89%Cash e Bond Governativi a Breve
4,86% Bond Governativi Paesi Sviluppati
9,37% Inflazione
18,93% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
34,45% Azionario Paesi Sviluppati
10,39% Azionario Paesi Emergenti
2,29% Materie Prime e Real Estate
2,82% Liquidità

Com’è stato il 2017?
Il 2017 si è chiuso, per me, con un saldo positivo del 1,68% con un andamento, rispetto alle altalene del 2016, sicuramente più tranquillo; il rendimento più basso è stato toccato il 12 agosto 2017 con un – 1,71%, il risultato migliore in data 7 novembre 2017 con un massimo del 2,65%.

Com’è composto il portafoglio ed il suo andamento nel 2017?

Strumento: Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 338.773.865,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

————————————
Strumento: Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 264.901.337,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

————————————
Strumento: Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.794.377.686,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/08/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/08/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

————————————
Strumento: Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.597.012.207,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/09/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/09/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

————————————
Strumento: Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 732.362.244,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 29/12/2017
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

————————————
Strumento: Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 364.921.326,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

————————————
Strumento: Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.786.269.409,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

————————————
Strumento: Azionario Giappone (Topix)
Codice ISIN FR0010245514
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 774.198.425,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 13/12/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/12/2017
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

————————————
Strumento: Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 342.342.010,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2017
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2017
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

————————————
Strumento: Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 19.287.564.453,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

————————————
Strumento: Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 5.447.232.910,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

————————————
Strumento: Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 369.072.205,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2018-01-17 +2,86%
Moneyfarm mi ricorda che è tempo di report, in questo caso quello del mio portafoglio P4-C2 del 4° trimestre 2017.
Il portafoglio modello nel quarto trimestre ha avuto una performance positiva, la componente azionaria, i bond indicizzati all’inflazione e le materie prime hanno performato molto bene, più che compensando le perdite legate all’esposizione in dollari.
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Che cos’è un portafoglio modello? Il portafoglio modello si riferisce all’asset allocation preparato per le 6 linee di gestione offerte da Moneyfarm. Avendo sempre aderito ai ribilanciamenti proposti, l’analisi che segue risponde in toto a quella del mio portafoglio.
*************************
ANALISI DEL PORTAFOGLIO P4-C2
Nel 4° trimestre del 2017 l’asset allocation è rimasta invariata con una parte predominante del portafoglio, il 31% del totale, rimane concentrata in titoli di Stato e quindi conservativa. Sono presenti bond governativi a breve dell’Eurozona, bond governativi globali (con copertura del tasso di cambio) e bond dell’area Euro indicizzati all’inflazione.
Il 19% è composto dai bond societari a più alta prospettiva di rendimento, divisi per valuta di emissione, e i bond governativi dei mercati emergenti.
Una componente azionaria, che garantisce una diversificazione globale, ed una parte del portafoglio dedicata alle materie prime, con annessa una copertura dai movimenti del tasso Euro-Dollaro, concorrono a completare l’asset allocation.
Le valute di riferimento sono composte per il 52% dall’euro seguita per il 22% dal dollaro.
L’investimento in azioni ammonta a circa il 45%.

2018-02-01 +2,24%
L’ultimo giorno del mese mi toglie uno 0,80% rispetto a quello precedente e perciò aumentando il guadagno di uno 0,56% rispetto all’inizio di gennaio 2018.

2018-02-08 +0,66%
Moneyfarm mi spedisce via email il suo aggiornamento di mercato mensile, in un video su Youtube nel quale Roberto Rossignoli, Portfolio Manager di Moneyfarm, parla dei mercati, la visione futura e l’incognita elezioni politiche del 4 marzo 2018.

Il ritorno della volatilità sui mercati finanziari a gennaio
Secondo Moneyfarm, abbiamo assistito ad un inizio di anno relativamente mosso, più mosso di quanto eravamo abituati a vedere durante il 2017; soprattutto i mercati azionari hanno iniziato l’anno con l’acceleratore e hanno fatto performance molto positive.
Questo ha un po’ spinto i maggiori operatori a ricalcolare le aspettative per il 2018, basti pensare ai mercati emergenti che avevano fatto in tre settimane il 10%, un elemento atteso per tutto l’anno solare 2018.
Inevitabilmente, alla fine di gennaio, dopo un rally di questo tipo sono arrivati i primi ritracciamenti; abbiamo visto molti operatori vendere per prendere i primi profitti e generando, quindi, perdite sull’azionario.
Due le tematiche che ci hanno più colpito del sell off sull’azionario:
– La correlazione positiva tra Bond ed Equity che hanno visto entrambe le Asset Class scendere
– Un’utilità in crescita con i primi giorni di febbraio il VIX sopra i 18 punti, più di quanto non avesse mai fatto del 2017.
Queste rimarranno per Moneyfarm due tematiche importanti per il 2018.

La visione sull’azionario è cambiata dopo la volatilità di gennaio?
Mentre i listini azionari si muovevano con andamento molto volatile, le principali società di tutto il mondo hanno iniziato a riportare i propri risultati del 2007 e il trend sembra confermato sia in termini di utili che di fatturato.
Le società sembrano riportare risultati superiori alle attese, sia in termini di crescita che di valore assoluto, e questo tranquillizza Moneyfarm sul quadro fondamentale sottostante all’azionario.
Come già illustrato nel documento strategico, le valutazioni sono molto alte quindi gli utili sono uno dei driver fondamentali che possono spiegare la performance dell’azionario .
Certamente abbiamo assistito ad alcuni saliscendi nel primo mese dell’anno però, secondo Moneyfarm, questi movimenti rientrano nella definizione di un mercato azionario normale.
In termini di volatilità il 2017 ha rappresentato più l’eccezione che la regola e quindi dovremo abituarci a movimenti po’ più marcati; pochi giorni non bastano a cambiare un quadro fondamentale che rimane solido sia dal punto di vista economico che societario e forse anche politico.

Si avvicinano le elezioni italiane, i risparmiatori devono essere preoccupati?
Ormai manca un mese alle elezioni italiane, al momento si osserva che sull’Asset Class più a rischio in questo tipo di eventi, ossia il comparto obbligazionario, gli effetti tardano a farsi sentire e lo spread tra BTP e BUND tedeschi è ai minimi dal 2016 segnalando quindi una relativa disattenzione, o non curanza dei mercati, rispetto a questo tipo di eventi.
Gli scenari più probabili, secondo Rossignoli, sono comunque due:
– Un governo di larghe intese
– Un governo provvisorio per traghettare il paese verso nuove elezioni entro fine dell’anno.
In entrambi i casi non vi sono elementi di particolare preoccupazione, già l’Europa e l’Italia stessa hanno visto governi in fase di transizione con piena agibilità politica per garantire la continuità dell’azione governativa e dell’amministrazione dello Stato.

2018-02-27 +1,61%
A distanza di quasi 6 mesi, Moneyfarm prepara un ribilanciamento su tutti i suoi portafogli.
I ribilanciamenti sono operazioni periodiche che mirano ad adeguare e aggiornare la composizione dell’investimento alla situazione corrente dei mercati finanziari.
L’inizio anno è stato caratterizzato dalla ripartenza dell’inflazione (specialmente negli Stati Uniti) e da una maggiore volatilità sui mercati finanziari.
Il 4 marzo sarà anche il giorno delle elezioni politiche in Italia e, tradizionalmente, eventi di questo genere contribuiscono a tenere alta la volatilità; i portafogli di Moneyfarm sono diversificati sia in termini di asset class che di aree geografiche e valute e quindi costruiti in maniera tale da mitigare questi effetti; l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla.
Per queste ragioni Moneyfarm ritiene che la strategia impostata sia quella corretta e i ribilanciamenti non saranno tanto volti a stravolgere l’attuale composizione di portafoglio quanto a effettuare modifiche in linea con la loro visione strategica per l’anno corrente che vede, da un lato, valutazioni alte sia sull’obbligazionario che sull’azionario e, dall’altro, dati macroeconomici a livello globale che restano incoraggianti e fondamentali aziendali positivi.
La valutazione di Moneyfarm è che, al momento, la sfida piú importante arrivi dai tassi d’interesse; pertanto col prossimo ribilanciamento andrà a ridursi l’esposizione a questo fattore di rischio e, nel contempo, ad aumentare la qualitá dell’obbligazionario societario così da migliorare la capacitá dei portafogli di fronteggiare un’inflazione piú forte.

2018-03-01 +0,86%

2018-03-06 +0,14%
Come promesso a fine febbraio, Moneyfarm propone un nuovo ribilanciamento vedendo, per la prima volta dopo diversi anni, in concomitanza un percorso ben tracciato di rialzi dei tassi d’interesse e un’inflazione solidamente in crescita. Questo, a loro avviso, genera alcuni cambiamenti del contesto economico e alcune nuove sfide di cui vogliono tenere conto nel ribilanciare i portafogli. Prima di tutto viene venduta la parte investita in obbligazioni governative globali, per aumentare l’esposizione sui bond indicizzati all’inflazione. Per quanto riguarda l’obbligazionario societario, si preferisce aumentare la qualità creditizia vendendo parte dell’attuale posizione in Obbligazioni High Yield per muoversi su Bond societari Investment Grade. All’interno di questa asset class, dato il contesto di tassi in crescita, viene preferito concentrarsi su un’esposizione a tasso variabile, che quindi è immune dal rialzo dei tassi d’interesse. Per lasciare la rischiosità del portafoglio invariata, viene incrementata leggermente la parte in azioni, che vedono comunque valutazioni più basse in seguito ai recenti ribassi e ai fondamentali in forte crescita. All’interno dell’azionario, alla luce dell’attuale contesto, Moneyfarm non vede più particolare valore aggiunto nelle Azioni Globali ad Alto Dividendo, che pertanto vengono sostituite con un’esposizione azionaria generica.

Approvo il ribilanciamento!

2018-04-01 +0,03%
Tornati in assoluta parità dopo un marzo altalenante, scottato dalle azioni e dichiarazioni di Trump sui Dazi che ha interessato un po’ tutti i comparti e allo scandalo Cambridge Analytica per Facebook.
Il 10 aprile 2018 entrerò nel quarto anno di Moneyfarm, non mi sarei aspettato guadagni mirabolanti ma ritrovarmi ad essere in pari non era sicuramente nelle mie previsioni ed in quelle del simulatore di rendita…

2018-05-01 +1,61%
Buona crescita, soprattutto nell’ultimo periodo di aprile, confermato dal grafico mensile

L’andamento del portafoglio:

2018-05-28 +3,14%
Il 27 febbraio riportavo, nelle anticipazioni del ribilanciamento di Moneyfarm, la loro visione sulle elezioni italiane del 4 marzo ovvero come l’esposizione al sistema Italia, in particolare, è pressoché nulla nei loro portafogli.
Sono lieto che il rendimento della mia posizione non sia stato condizionato dal crollo dei titoli di stato italiani ma il tutto non modifica la drammaticità di questo periodo…
Moneyfarm così scrive:
La recente incertezza istituzionale ha portato l’attenzione sul tema della tenuta dei conti pubblici italiani.
Senza soffermarci troppo sul susseguirsi delle notizie, che di ora in ora prefigurano nuove evoluzioni, e al di là del mero esito politico, il nostro compito è quello di svolgere un’analisi dei possibili scenari rilevanti per le asset class che compongono le linee di investimento che proponiamo agli investitori.
Oggi riteniamo che il livello di diversificazione dei nostri portafogli per asset class, aree geografiche, valutaria e la scarsissima esposizione al sistema Italia non rendano necessario alcun intervento sull’asset allocation. La performance dei nostri portafogli è stata intaccata solo marginalmente dalla crisi di fiducia che si è abbattuta su listini e titoli di stato italiani. L’indebolimento dell’Euro ha altresì giovato alla nostra esposizione in valuta estera.
Restiamo comunque convinti che la diversificazione sia la strategia migliore per limitare il rischio di crisi locali. Continueremo ovviamente, come abbiamo fatto negli scorsi mesi, a monitorare l’evoluzione degli scenari politici in tutti i Paesi dell’Unione Europea, in una fase delicata nella quale è possibile che il dibattito sul futuro dell’Unione torni di attualità a livello continentale, anche in vista delle elezioni europee del 2019.

2018-05-28 +2,78%
Vale quanto riportato qui sopra…

2018-07-01 +1,69%

2018-07-10 +1,36%
Nuovo, imprevisto, bilanciamento di Moneyfarm la quale, prendendo atto di un contesto macroeconomico in continuo mutamento, con le tensioni commerciali e geopolitiche in crescita e banche centrali che, salvo eccezioni, hanno cominciato ad alzare i tassi, hadeciso di vendere una parte dell’esposizione azionaria in paesi emergenti. Quanto ottenuto viene in parte investito in azionario (europeo e statunitense) e in parte in materie prime globali. L’esposizione azionaria nel complesso viene ridotta, anche se in maniera molto marginale e la percentuale di asset denominati in Euro aumenta.

2018-08-01 +2,81%

2018-09-01 +2,62%

2018-10-01 +2,56%

2018-11-01 – 0,78%

2018-11-05
Arriva un nuovo ribilanciamento!

Moneyfarm mi fa sapere che l’aumento della volatilità dell’ultimo mese rientra in una dinamica ciclica di medio periodo nella quale giocano diversi fattori: l’aumento dell’incertezza nell’arena politica internazionale ed europea; la crescita globale, che è stata forte e sostenuta durante tutto l’anno (anche sopra le aspettative in alcune aree geografiche chiave) ma che sembra ora perdere propulsione soprattutto in Europa e nei mercati emergenti; l’onda lunga della riforma fiscale di Trump, che ha rinvigorito i mercati Usa fornendo alle aziende liquidità ma che sembra destinata a sfumare nel medio periodo. Sebbene non crede che gli allarmismi siano giustificati, non ritengono probabile che le criticità si risolvano nel medio termine. Sulla base di questa considerazione, Moneyfarm ha deciso di limitare il rischio dei portafogli con l’obiettivo di mantenerne la volatilità entro il livello storico nei prossimi mesi, quando vedremo il quadro ricomporsi in un nuovo equilibrio. E’ stata, perciò, ridotta l’esposizione azionaria del portafoglio e nel contesto di questa diminuzione generale della componente azionaria, la quota investita in azionario Usa aumenta sia in senso assoluto che in senso relativo rispetto all’azionario dell’Eurozona. La riduzione dell’equity è compensata dai Bond Governativi Paesi Sviluppati dell’Eurozona con duration breve e Bond Societari a Tasso Variabile denominati in Euro.

Come sempre approvo!

2018-11-24
Nella posta elettronica trovo una mail di Richard Flax, Chief Investment Officer Moneyfarm, che desidera fare il punto su quello che sta succedendo in Italia in seguito al giudizio negativo sulla Manovra italiana della Commissione Europea espresso il 23 ottobre e all’annuncio del 21 novembre, da parte della stessa commissione, sull’intenzione di aprire una procedura di infrazione per un deficit strutturale in aumento, previsioni ottimiste sulla crescita economica e manovre espansive senza una copertura fiscale certa.
Se il Consiglio della UE seguirà le indicazioni della Commissione e a quel punto il Governo avrà dai tre ai sei mesi di tempo per correre ai ripari, pena l’imposizione di sanzioni economiche.

In merito agli scossoni sullo spread, borsa e Btp, Richard Flax intravede segnali di disaffezione degli investitori verso i titoli di stato italiani come ha dimostrato la recente emissione di bond indicizzati all’inflazione (Btp Italia).

Il problema del debito pubblico italiano, circa 250 miliardi in scadenza nel 2019, è che uno spread alto porta naturalmente a costi di finanziamento più alti.

2018-12-01 + 0,73%

 

Abbonamento a Moneyfarm, come fare l’iscrizione passo per passo e risparmiare le commissioni con il codice sconto

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Iscriversi a Moneyfarm è semplice, veloce e gratuito fino a quando non si effettueranno dei versamenti; in questo modo è possibile capirne in dettaglio il funzionamento, creare un portafoglio demo e decidere senza impegno se procedere con l’investimento vero e proprio oppure di non proseguire oltre.

Formalizzato, poi, il tutto con l’invio del contratto da parte di Moneyfarm sarà possibile inserire il codice sconto per risparmiare sulle commissioni del servizio.

Se vuoi avere maggiori informazioni su Moneyfarm visita queste pagine
2015 inizia la mia avventura con Moneyfarm. Che cos’è e come funziona.
2016 opinioni e commenti sul primo anno con Moneyfarm
2017 recensione sul rendimento del portafoglio Moneyfarm
2018 un nuovo anno con Moneyfarm
2019 il penultimo anno dell’investimento con Moneyfarm
2020 quello che sarebbe dovuto essere l’ultimo anno dell’investimento con Moneyfarm…

Come risparmiare i costi di gestione con Moneyfarm utilizzando il mio codice sconto

Registrazione e creazione account su Moneyfarm
Il primo passo è quello di collegarsi al sito Moneyfarm.com e fare click, in alto, a destra, sul bottone Iscriviti.

Per procedere dobbiamo inserire il nostro indirizzo di posta elettronica e la password di accesso di almeno 8 caratteri con almeno una lettera ed un numero.

Dopo aver terminato questo passaggio entriamo direttamente nell’area riservata all’interno della quale possiamo creare uno o più portafogli dimostrativi, vederne la composizione, i rendimenti passati e quelli attesi, i portafogli creati non saranno necessariamente quelli su quali sarà perfezionato l’investimento.
Nella colonna di destra della schermata sono presenti i 5 passi da compiere per finalizzare la sottoscrizione del servizio

Se vuoi iniziare a investire è necessario completare questi 5 passaggi:
Inserire nei dettagli personali i dati anagrafici
Dobbiamo compilare il modulo per verificare la nostra identità, i dati (Nome e cognome, codice fiscale, luogo e data di nascita, sesso, numero di telefono e indirizzo) non saranno condivisi con terze parti.

Completare il questionario antiriciclaggio
Adempimento necessario richiesto dalla normativa antiriciclaggio (Decreto Legislativo 231/07) con inserimento d’informazioni veritiere per non incorrere in potenziali sanzioni di natura penale.
Viene richiesta la professione e la tipologia della principale attività economica da una lista di opzioni tra le quali scegliere quelle che più si avvicinano, la fascia di reddito annuo netto tra quelle offerte, se si è una persona politicamente esposta ovvero una persona fisica che occupa o ha occupato importanti cariche pubbliche, esempio sindaco di capoluogo, come pure i suoi familiari diretti. Viene chiesto, inoltre, l’origine del patrimonio ovvero se questo è frutto di risparmio sul reddito, eredità o donazione, vendita di beni (mobili o immobili) oppure di altra provenienza.

Caricare i documenti per verificare l’identità dell’investitore
Vengono chieste alcune informazioni tese a soddisfare la normativa antiriciclaggio (Decreto Legislativo 231/07) ed è necessario caricare 2 documenti di identità tra carta d’identità, passaporto e patente più il codice fiscale o la tessera sanitaria. I file devono essere in formato jpg, png, tiff o pdf e avere una dimensione massima di 5MB.
Anche, e soprattutto qui, le informazioni inserite dovranno essere veritiere per non incorrere in potenziali sanzioni di natura penale.

Definire il profilo di investitore per individuare la soluzione su misura
Ci viene presentato un questionario al quale rispondere in maniera veritiera così da ottenere un profilo finanziario coerente con la nostra persona; un corretto profilo d’investimento permette a Moneyfarm di consigliare gli investimenti più adeguati e in linea con i nostri obiettivi.
Il questionario è diviso in tre parti: propensione al rischio, conoscenza ed esperienza e condizione finanziaria.
Il consiglio è quello di essere sinceri, di non forzare le risposte con le aspettative o gli auspici e di restare coerenti; se non amiamo il rischio e desideriamo dormire sonni tranquilli la notte è necessario non mentire perché tutte le risposte genereranno il profilo di investitore ed il conseguente portafoglio.

Completati tutti questi passaggi sarà necessario attendere che Moneyfarm valuti i dati inseriti per la verifica della procedura (tra i 2 e gli 8 giorni lavorativi) e l’invio della contrattualistica, in questa fase si potrà inserire il codice sconto per risparmiare sulle commissioni del servizio.

MoneyFarm, opinioni 2017 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

2017moneyfarmtest

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2017…
Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal 13 maggio al 31 dicembre 2015
Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2016
Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento in tutto il 2018
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Entrato in MoneyFarm a maggio 2015, e vissuto un 2016 sulle montagne russe, continuo a seguire il mio investimento sperando di poter tornare a vedere il segno più…
In questo terzo post dedicato al portafoglio in ETF gestito da Moneyfarm non cambio l’impostazione data ai precedenti articoli con un monitoraggio mensile o, nel caso di eventi “straordinari”, più assiduo dell’andamento del rendimento; mi auguro continui anche il costante, e proficuo, confronto con tutti coloro che sono del settore, con coloro che si avvicinano a questa tipologia d’investimento e con chi è già cliente come me.

Che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già oppure mi hai seguito in passato salta queste poche righe, se invece non hai le idee chiare puoi leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove descrivo in maniera molto sintetica i servizi offerti.

Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a MoneyFarm?
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il mio portafoglio al primo gennaio 2017
17,34% Cash e Bond Governativi a Breve
4,98% Bond Governativi Paesi Sviluppati
17,01% Bond Societari Investment Grade
13,13% Bond Societari HY & Bond Gov. EM
9,68% Inflazione
28,67% Azionario Paesi Sviluppati
4,37% Azionario Paesi Emergenti
2,12% Materie Prime e Real Estate

Com’è stato il 2016?
Il 2016 si è chiuso, per me, ancora in negativo con punte di perdita vicino al 9% a febbraio 2016 mitigato da un forte recupero che mi ha portato a chiudere l’anno appena trascorso con un – 0,46%, riprendendo più del 4,5% dalla chiusura del 31 dicembre 2015, quando il portafoglio segnava un -5%.

2017-01-03 + 0,05%
Nessun aggiornamento di rilievo salvo rivedere dopo un anno e mezzo il segno più!

2017-01-25 – 0,17%
E’ arrivato il primo ribilanciamento del 2017, un anno che sarà caratterizzato da numerosi ed importanti eventi come l’inizio della presidenza Trump, le elezioni francesi e tedesche e l’inizio della Brexit. Per dare un po’ di brio, aumentandone la volatilità, al portafoglio Moneyfarm, sulla base della decisione della BCE di diminuire le politiche di acquisto di debito societario, consiglia di vendere parte dell’esposizione nei “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso”, che hanno già beneficiato quanto possibile dal contesto economico/monetario, per acquistare i bond governativi dei mercati emergenti grazie a proprie valutazioni e a dei tassi di rendimento superiore a quelli disponibili oggi sui mercati sviluppati. Vengono, pertanto, introdotti i “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale” e aumentati l'”Azionario Paesi Emergenti (MSCI EM IMI)”.
Procediamo!

Vendiamo
– Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets)
Codice ISIN LU0292107645
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

Acquistiamo
– Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World

– Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World

2017-02-02 – 2,03%
Inizio del mese con un nuovo sistema di calcolo del portafoglio di Moneyfarm per offrire una più fedele rappresentazione dell’andamento dell’investimento e della performance stessa.
Oggi mi ritrovo, secondo questo calcolo, con una perdita del 2,03% mentre secondo i calcoli ai quali ero abituato la perdita sarebbe stata più contenuta, un – 0,65%.
La nuova misura si basa sul sistema money weighted che tiene in considerazione tutti i flussi di cassa in entrata e in uscita (per esempio afflussi, deflussi di capitale e dividendi degli Etf). Alla luce di questo nuovo calcolo, l’indicatore di rendimento che compare nell’area riservata potrebbe essere variato rispetto ai giorni scorsi.
La decisione di cambiare metodo è stata presa con lo scopo di migliorare la capacità di valutazione dell’andamento dell’investimento dei loro clienti; trattandosi infatti del sistema più utilizzato dagli operatori a livello internazionale sarà possibile confrontare in modo più efficace Moneyfarm con altri servizi.
Nelle FAQ aggiornate del sito su Moneyfarm.com si spiega in dettaglio la formula di calcolo, ovvero…
La misura di performance è basata su un calcolo money-weighted in linea con gli standard internazionali. Mira a rappresentare l’effettiva performance tenendo conto di tutti i flussi di cassa del portafoglio (aggiuntivi, prelievi e dividendi degli Etf). Tale tasso è identico concettualmente a un tasso interno di rendimento (TIR). È il tasso di sconto in cui il valore attuale netto (VAN) è uguale a 0. Questo vuol dire che afflussi e deflussi devono essere attualizzati al presente, utilizzando un tasso di rendimento che renderà i movimenti in entrata uguali a quelli in uscita. Per esempio, immaginate un investimento azionario del valore di 50 € che rende 2 € all’anno in dividendi, e viene venduto dopo due anni per 65 €. Il nostro tasso money-weighted (r) sarà un tasso che soddisfa la seguente equazione: Valore Attuale versamenti = Valore Attuale prelievi = 2 € / (1 + r) + 2 € / (1 + r)*2 + 65 € / (1 + r)*2 = 50 € Quindi, stando all’esempio, il tasso di rendimento (r) sarà pari al 17,78%..

Nei commenti, giustamente, mi è stato fatto notare come non abbia più aggiornato la composizione del mio portafoglio con tutti i dati.

Ecco com’è attualmente composto il mio paniere ETF

Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Codice ISIN LU0290356871
Macro Asset Class Fixed Income
Asset Class Specifica Cash e Bond Governativi a Breve
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 376.754.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,15%

Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN LU0378818131
Macro Asset Class Developed Markets Government Bonds
Asset Class Specifica Bond Governativi Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 764.390.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente Db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso
Codice ISIN IE00B6X2VY59
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari Investment Grade
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 786.413.800,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale
Codice ISIN IE00B4613386
Macro Asset Class High-Yield & Emerging Markets Bonds
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 1.620,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Bond Societari High Yield Euro
Codice ISIN IE00B66F4759
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 5.532.885.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/09/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/09/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,50%

Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi
Codice ISIN IE00BCRY6003
Macro Asset Class Corporate Credit
Asset Class Specifica Bond Societari HY & Bond Gov. EM
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 548.366.300,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 15/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 30/12/2016
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro
Codice ISIN LU0290358224
Macro Asset Class Inflation
Asset Class Specifica Inflazione
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 310.980.700,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente db x-trackers
Domicilio Luxembourg
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,20%

Azionario Europa (MSCI Europe)
Codice ISIN FR0010261198
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Europe
Valuta EUR
Asset Under Management 1.158.652.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN FR0011475078
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento Japan
Valuta EUR
Asset Under Management 955.611.100,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 14/12/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 16/12/2016
Posizione Long
Società Emittente Lyxor
Domicilio Paris
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario Globale (S&P Global Dividend)
Codice ISIN IE00B9CQXS71
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 223.978.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo 01/11/2016
Data Valuta Ultimo Dividendo 15/11/2016
Posizione Long
Società Emittente SPDR
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

Azionario USA (S&P 500)
Codice ISIN IE00B5BMR087
Macro Asset Class Equity Developed Market
Asset Class Specifica Azionario Paesi Sviluppati
Area Geografica di Riferimento United States
Valuta EUR
Asset Under Management 15.772.900.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,07%

Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets IMI)
Codice ISIN IE00BKM4GZ66
Macro Asset Class Equity Emerging Markets
Asset Class Specifica Azionario Paesi Emergenti
Area Geografica di Riferimento World
Valuta EUR
Asset Under Management 2.368.960.000,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente iShares
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,25%

Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio
Codice ISIN IE00B58HMN42
Macro Asset Class Commodities
Asset Class Specifica Materie Prime e Real Estate
Area Geografica di Riferimento Other
Valuta EUR
Asset Under Management 638.351.500,00€
Data di stacco Ultimo Dividendo N/A
Data Valuta Ultimo Dividendo N/A
Posizione Long
Società Emittente UBS
Domicilio Dublin
TER (Costo di gestione dello strumento) 0,45%

2017-03-03 1,34%
Inizio del mese con un forte segno +, il livello più alto mai raggiunto da quando sono entrato in Moneyfarm…

2017-04-02 1,33%
Calma piatta, rendimento che si è mantenuto all’identico livello del mese precedente senza subire nel corso del mese appena trascorso scossoni di alcun tipo…

2017-05-02 1,54%
Si mantiene costantemente, è il terzo mese di fila, un rendimento positivo in attesa del ribilancimaneto annunciato via email da Moneyfarm

2017-05-10 1,23%
Arriva il nuovo ribilanciamento di Moneyfarm nel quale viene liquidata la posizione in “Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso” per acquistare “Bond Governativi Emergenti in Valuta Locale” e aumentare l’esposizione azionaria sui mercati sviluppati. Per Moneyfarm i rischi legati ai pericoli elettorali sembra essere alle spalle, i risultato trimestrali delle aziende quotate in USA ed Europa mostra un’ottima crescita per ricavi e utili, ben oltre le aspettative degli analisti con buone prospettive sull’azionario.
Considerato il livellarsi della volatilità, Moneyfarm pensa che sia tornato il tempo per mettere un po’ di pepe al mio portafoglio, ovvero aggiungendo del rischio seppur in relazione al mio profilo.
Per i mercati sviluppati, sposteranno la posizione sull’azionario “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” in “Azionario Giappone (Topix)”, rimuovendo quindi la copertura sul tasso di cambio per ridurre la volatilità su questa esposizione. Aumenteranno inoltre l’esposizione azionaria USA e soprattutto Europa.
Ci devo pensare…

2017-05-18 0,70%
Non ho avuto la possibilità di aderire alla proposta in quanto all’estero e con il telefono smarrito.
Le vicende odierne su Trump e l’impeachment all’orizzonte muovono in negativo i mercati, decido comunque di dare fiducia a Moneyfarm ed autorizzo il ribilanciamento.

2017-06-01 0,71%
Da mesi, oramai, sembra che il rendimento si sia congelato sulla forbice 0.70% – 1,70%, calma piatta!

2017-07-03 -0,43%
Niente di nuovo…

2017-08-01 -0,85%
Vedere sopra…

2017-09-01 -0,71%

2017-09-01 -0,52%
Moneyfarm mi scrive che, analizzando un trimestre caratterizzato dal ritracciamento di alcune asset class, ha in programma un nuovo ribilanciamento nelle prossime settimane; si pensa di dare spazio all’Eurozona, considerati i dati macroeconomici sopra le aspettative, e le scelte del loro Comitato Investimenti sono orientate a cogliere le opportunità presenti in questa fase.
Mi viene fornita anche un’analisi approfondita sul mese di agosto, dopo un giugno e un luglio passati in sordina, nel quale alcune delle tensioni accumulatesi sui mercati finanziari hanno dato sfogo a momenti di volatilità intensa, che hanno movimentato questo insolito agosto.
Si riferisce che il Volatility Index (VIX), uno dei migliori termometri dell’avversione al rischio di chi opera sui mercati, abbia toccato i 18 punti a causa delle tensioni tra Stati Uniti e Nord Corea, l’indice massimo dall’elezioni statunitensi il novembre scorso.
Per Moneyfarm i rischisono perciò di natura più politica che finanziaria/economica con eventi che hanno messo in secondo piano le buone notizie macroeconomiche e utili societari in ottima forma, sintomo di un’economia ancora in buono stato di salute.

Attendo sviluppi…

2017-09-25 -0,49%
Su richiesta di Stefano inserisco le tabelle aggiornate alla data odierna con riportato l’asset allocation, la performance fino ad oggi e la composizione del portafoglio, l’immagine può essere cliccata per espanderla e visionarla in maniera corretta.

2017-09-26 -0,22%
Dopo averlo annunciato nelle settimane precedenti, Moneyfarm mi ha inviato il prospetto del nuovo ribilanciamento.

Per Moneyfarm, con questo ribilanciamento il peso delle asset class nei portafogli (azionario, obbligazionario e materie prime) rimane sostanzialmente invariato. Se da una parte l’incertezza politica e le valutazioni azionarie e obbligazionarie alte rispetto ai valori storici inducono alla prudenza, i dati economici piuttosto solidi e gli utili societari in crescita inducono a non optare, per il momento, per un cambiamento del livello di rischio dei portafogli.
Moneyfarm ritiene che i prossimi anni saranno caratterizzati da tassi d’interesse generalmente in crescita, soprattutto per quanto riguarda le obbligazioni governative. Gli ultimi discorsi dei banchieri centrali e un‘inflazione più solida, aiutata anche da prezzi delle materie prime più stabili, sembrano puntare a una graduale riduzione dei programmi di Quantitative Easing, e i prossimi meeting della Federal Reserve e della Banca Centrale Europea sembrano andare in quella direzione. In contesti come quello delineato sopra, la ricerca di rendimento tramite azioni ad alti dividendi tende a ridursi, diminuendo quindi l’interesse degli investitori per questo tipo di prodotti.
Per queste ragioni, il Comitato Investimenti, ha deciso di vendere parte della posizione nel “Azionario Globale (S&P Global Dividend)” a favore di un’esposizione azionaria generica sui mercati sviluppati ed emergenti.

Confermo il ribilanciamento…

2017-10-11 +0,76%
Arriva puntuale il report trimestrale di Moneyfarm in relazione al Portafoglio modello P4-C2 che ha avuto nel terzo trimestre del 2017 una performance positiva.
I bond indicizzati all’inflazione dell’Eurozona e la componente azionaria hanno contribuito a sostenere il risultato, mentre la parte in dollari ha continuato a soffrire per effetto delle oscillazioni del tasso di cambio con l’Euro.
Moneyfarm analizza la probabile conclusione del ciclo economico che ha caratterizzato gli anni post crisi e la necessità di saper trovare la giusta direzione prima che i tassi comincino a risalire; il fiume di liquidità immesso dalle Banche Centrali dovrebbe essere arrivato al termine, con l’economia e l’occupazione in ripresa, in Europa e in America, questo autunno sarà ricordato come il momento del giro di boa.
I tassi sono il timone dell’economia e dei mercati finanziari: quando si alzano c’è prima di tutto un effetto sulle obbligazioni, perché quelle di nuova emissione rendono di più e quelle di vecchia emissione perdono di valore, e in seconda battuta sull’azionario, in quanto l’economia deve dimostrare di sapersi muovere sulle sue gambe.

La chiave, per l’investitore, è accorgersi in tempo del cambio di vento e riposizionare gradualmente le vele, prima che monti la tempesta.
Durante lo scorso trimestre la situazione era ancora incerta, con l’inflazione fiacca (Europa e Usa) e l’economia traballante (Regno Unito) che invitavano i banchieri centrali alla cautela.

Dopo luglio è cambiato un po’ tutto:
Il petrolio è risalito, grazie a scorte ed esportazioni dei paesi dell’OPEC in calo.
I metalli industriali (rame, zinco, alluminio e altri) hanno continuato a macinare rialzi, tutti segnali di salute da parte dell’economia globale. L’effetto non ha tardato a farsi sentire sull’inflazione, che ad agosto e settembre è cresciuta in quasi tutti i paesi sviluppati e non.
L’Euro ha continuato a guadagnare il 3.3% nei confronti del dollaro, ma nelle ultime settimane, complici anche i nuovi scenari politici, sembra aver perso un po’ di fiato.
I mercati emergenti continuano a sovraperformare i mercati sviluppati, sia azionari (+4.4% vs 1.5%, in Euro) che obbligazionari (-0.4% vs -1.8%, in Euro). Un altro sviluppo interessante è la performance delle obbligazioni indicizzate all’inflazione, che hanno retto meglio i movimenti sui tassi d’interesse e beneficiato della ripresa dei prezzi. È rimasto deluso invece chi sperava di rivedere una volatilità in crescita, dopo le vampate di agosto, siamo tornati alla bonaccia di giugno e luglio.Da tenere d’occhio le materie prime, che per la prima volta sono tornate in positivo da inizio anno.
Gli indici Metalli Industriali e Energy sono cresciuti rispettivamente del 7.9% e del 6.8%, in Euro, e questo tranquillizza sull’andamento dell’attività economica globale. Per chi fosse alla ricerca di un porto sicuro, interessante la performance dell’oro, che dopo un inizio molto positivo, è tornato a perdere terreno in concomitanza con tassi d’interesse in crescita.

Per concludere, due temi su cui vale la pena soffermarsi per la fine dell’anno
.
1) L’inflazione, che sta tornando ai livelli del 2011, e che a nostro avviso continuerà a stabilizzarsi su livelli sempre più solidi, con ovvi impatti sui corsi degli indici finanziari.
2) Il mondo obbligazionario dei mercati sviluppati negli anni futuri vedrà i propri rendimenti salire e, di conseguenza, i prezzi delle obbligazioni già emesse scenderanno. Questo conferma la necessità, per chi volesse difendere il proprio capitale, di investire in un’allocazione con al proprio interno varie fonti di rendimento come obbligazioni ad alto rendimento, obbligazioni dei paesi emergenti e materie prime.

Come si è compprtato il mio portafoglio nel terzo trimestre 2017?
In questo trimestre la composizione del portafoglio è rimasta sostanzialmente immutata.
La volatilità storicamente bassa che ha caratterizzato i mercati ha fatto sì che la maggior parte delle asset class si muovessero con una variabilità ben al di sotto di quanto previsto.
Per quanto riguarda la parte investita in azioni,
Moneyfarm, non ritiene che siano più i tempi per incrementare il rischio, ma la convinzione che i tassi d’interesse nel medio termine saliranno ha spinto a riconsiderare l’allocazione in azioni globali ad alto dividendo a favore di un’esposizione azionaria generica.
La caratteristica di un dividendo alto, quando le obbligazioni governative iniziano ad avere una cedola più invitante, è considerata storicamente meno interessante dagli investitori.
L’Euro rimane la valuta di riferimento (52% circa).
La parte in dollari è pari a circa il 22%, divisa principalmente tra obbligazioni High Yield e azioni.
Come nei mesi precedenti, la parte investita nell’obbligazionario globale e in materie prime risulta coperta dai movimenti del tasso di cambio, garantendo una maggior diversificazione geografica senza compromettere eccessivamente l’esposizione valutaria.
Infine una percentuale rilevante del portafoglio è concentrata sui mercati emergenti, tramite obbligazioni governative (circa 8%) e azioni (circa 11%).
I paesi più coperti sono Brasile, Cina, Messico, Indonesia, Corea del Sud e India.
La componente azionaria ammonta a circa il 43% del portafoglio, concentrata per la maggior parte sul mercato Europeo (12%), Usa (12%) e Paesi Emergenti (8%). Le materie prime pesano per il 2.2%.

2017-11-01 +1,82%
Anche se la situazione politica in Europa sembra vivere un nuovo fattore di instabilità dovuto all’avanzata dei movimenti euroscettici o eurocritici e quelli indipendentisti, i mercati sembrano in realtà ignorare queste tensioni.
Negli Usa l’economia è cresciuta oltre le attese e il dollaro si è ripreso, da noi i tassi sono ancora molto bassi e le valutazioni alte, il quadro economico è complessivamente positivo e in miglioramento.

2017-12-02 +1,58%
Rendimento sempre in positivo ma poco mosso

2017-12-31 +1,68%
L’anno si conclude in positivo, senza variazioni sensibili da percentuali ormai stabilizzate da mesi.
L’analisi, con grafici, di quello che è successo nel 2017 è disponibile all’inizio del nuovo articolo per seguire l’andamento del mio portafoglio con Moneyfarm nel 2018!

MoneyFarm, opinioni 2016 con recensioni e commenti sulla mia esperienza di investimento e risparmiatore in ETF

2016moneyfarmtest

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm dal 1° gennaio al 31 dicembre 2016…
Clicca qui per il monitoraggio dell’investimento dal 13 maggio al 31 dicembre 2015
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Cliente MoneyFarm da metà 2015, leggi qui la mia esperienza, continuo a riproporre il percorso storico del rendimento del mio portafoglio anche per il 2016, con informazioni, grafici e le mie impressioni unite ai commenti di coloro che mi leggono per curiosità, di utenti che desiderano affidarsi a MoneyFarm per i loro investimenti e di chi è già cliente e trova interessante condividere il rendimento del proprio portafoglio.

Sono entrato in MoneyFarm il 13 giugno 2015 investendo una limitata somma di denaro per testare la validità del servizio e sperare in dei rendimenti superiori a quelli bassi, ma parzialmente sicuri, di conti deposito oppure buoni postali.

Mi sono dato un arco temporale di 5 anni decorso il quale sarò in grado di tirare le somme e verificare se, in effetti, l’investimento sia stato redditizio oppure no.

Ma che cos’è MoneyFarm?
Se lo sai già salta queste poche righe, se invece non sai di che cosa stiamo parlando ti consiglio di leggere l’introduzione al mio articolo del 2015 su MoneyFarm dove, oltre a fornire i dettagli sullo storico dei rendimenti, a riportare le principali comunicazioni dell’azienda e ribilanciamenti del portafoglio, descrivo in maniera molto sintetica i servizi da questa offerti.

Vuoi diventare cliente e ridurre i costi di commissione a MoneyFarm?
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

Il 2015 si è chiuso, per me, con una perdita del 5,0% e 3 ribilanciamenti da parte di MoneyFarm per tamponare le difficoltà dovute a variazioni significative delle condizioni di mercato e principalmente per gestire meglio il rischio e cogliere opportunità di lungo periodo.

Il 2016 non si è aperto, ahimè, nel modo sperato con un altro ulteriore ribasso dovuto al crollo delle borse cinesi a causa della nuova conferma della frenata dell’economia del Dragone e dai timori sullo scenario mediorientale per le tensioni Iran-Arabia Saudita.

L’asset allocation del mio portafoglio è così composto:
MoneyFarm2016-01-04 Asset Allocation

MoneyFarm2016-01-04 Composizione

STRUMENTI e CODICI ISIN
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro LU0290356871
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni FR0011313741
Bond Governativi 3-5 Anni in Euro LU0290356954
Bond Societari in Euro con Copertura Rischio di Tasso IE00B6X2VY59
Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale IE00B5M4WH52
Bond Societari High Yield in Dollari Statunitensi IE00BCRY6003
Bond Governativi Indicizzati all’Inflazione in Euro LU0290358224
Azionario Europa (MSCI Europe) FR0010261198
Azionario Giappone (Topix) FR0010245514
Azionario Globale (S&P Global Dividend) IE00B9CQXS71
Azionario USA (S&P 500) IE00B5BMR087
Azionario Paesi Emergenti (MSCI Emerging Markets) LU0292107645
Materie Prime Globali con Copertura Tasso di Cambio IE00B58HMN42

RAPPORTO RENDIMENTO PORTAFOGLIO
2016-01-05 -5,8%
L’analisi è nella premessa al nuovo post, ovvero la situazione in Cina, le tensioni in Medio Oriente, il petrolio che continua la sua discesa…

2016-01-12 -7,1%
… discesa che continua e che mi porta a toccare il nuovo record negativo da quando sono diventato cliente MoneyFarm ed ho iniziato a monitorare i rendimenti ottenuti.

2016-01-18 -8,2%
Nella mia risposta di ieri all’intervento di Lorenzo sul “mantenere la calma” in una situazione di alta volatilità come quella attuale, facevo riferimento all’intenzione di contattare MoneyFarm per avere un commento da parte loro in merito a questo progressivo deterioramento dello scenario economico.
Nel pomeriggio, come per magia, l’Asset Allocation Team mi ha scritto al fine di aggiornare sulla nostra strategia di investimento e sulle modifiche di ribilanciamento varate dal Comitato di Investimento che verranno comunicate il 20 gennaio.
Sintetizzando, MoneyFarm consiglia i propri clienti di concentrarsi sull’obiettivo prefissato e considerare, dove possibile, la corrente volatilità di mercato come un’opportunità per incrementare cautamente l’esposizione in un piano d’investimento a medio termine.
Il concetto è corretto, altre volte ho sfruttato le turbolenze del mercato per incrementare le posizioni e prendere il vantaggio nei periodi di rialzo.
Per MoneyFarm, così come in alcune comunicazioni passate, l’attuale volatilità è in controtendenza con la situazione dell’economia reale e l’attuale fase di mercato è da identificare come un trend di breve periodo causato dalle tensioni geopolitiche, dal difficile equilibrio tra domanda e offerta nel mercato delle materie prime e dal nervosismo dei mercati riguardo la divergenza delle politiche monetarie delle banche centrali.

2016-01-20 -8,6%
Le turbolenze continuano ad investire tutte le borse, il rendimento è sempre più negativo e, come promesso, MoneyFarm mi invita a seguire la nuova strategia per il portafoglio.

2016-01-20-ribilanciamentoMF

Il ribilanciamento di inizio anno consiste nella riduzione delle obbligazioni governative europee a breve e l’acquisto di obbligazioni dello Stato italiano a più lunga scadenza per maggior rendimento e grazie al supporto della banca centrale europea. Inoltre eliminiamo l’esposizione alla parte obbligazionaria legata ai Mercati Emergenti, date le non positive prospettive legate a quell’area geografica, sia dal punto di vista valutario sia obbligazionario. Abbiamo invece aumentato l’allocazione in bond ad alto rendimento sulla base di valutazioni fondamentali interessanti. In ultimo si è deciso di eliminare il rischio di cambio euro/yen nell’investimento azionario nipponico per decisione tattica. Abbiamo comprato gli ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” e “Bond Societari High Yield Globale”. Abbiamo finanziato gli acquisiti vendendo gli ETF “Bond Governativi 3-5 Anni Euro” e “Bond Governativi Paesi Emergenti in Valuta Locale”. Inoltre abbiamo eliminato il rischio cambio euro/yen nell’investimento azionario comprando l’ETF “Azionario Giappone (Topix) con Copertura Tasso di Cambio” e vendendo l’ETF “Azionario Giappone (Topix)”.

Concordo con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento.
2016-01-20-ribilanciamentoMF-inviato

2016-02-09 -8,9%
Di nuovo al minimo storico con i mercati che non reggono.L’azionariato, in particolare, tocca punte di quasi il -30% con DB X-TRACKERS MSCI EMERG MKTS UCITS ETF (Isin: LU0292107645) per i paesi emergenti e con UBS CMCI COMP SF UCITS ETF EUR HED A-ACC (Isin: IE00B58HMN42) per le materie prime ed il real estate.

2016-02-24 -7,7%
2 settimane altalenanti con valori non troppo distanti dai minimi.
Le cause sono sempre le stesse, le banche ed il petrolio con l’Iran che sembra definitivamente non essere attratto dal patto di Doha sul congelamento dell’offerta di petrolio, da parte dei principali produttori mondiali di greggio (Arabia Saudita, Russia, Qatar e Venezuela), per sostenere i prezzi dell’oro nero arrestandone il crollo.

2016-03-04 -5,9%
Recuperati due punti percentuali in 9 gg ed una situazione che “sembra” iniziare a stabilizzarsi anche se rimangono all’orizzonte le solite nuvole (banche, recessione, petrolio, mercati emergenti che non sono più tanto emergenti) oltre al Brexit e le incognite che ci accompagneranno fino al voto del prossimo giugno.

2016-03-23 -5,5%
Situazione poco mossa, recuperato un altro 0,4% anche se immaginavo che il rimbalzo potesse essere più cospicuo. Due settimane caratterizzate dalla “ripresa” del petrolio, le incertezze sulle banche e sui matrimoni da compiere e, purtroppo, dall’attentato terroristico di ieri a Bruxelles che non sembra avere impattato più di tanto i mercati.

2016-03-30 -5,8%
Secondo ribilanciamento del 2016 dettato dalla fiducia dovuta al rinnovato supporto ai mercati da parte delle varie Banche Centrali (prima fra tutte, la Banca Centrale Europea) porta MoneyFarm ad aumentare l’aggressività della componente obbligazionaria del portafoglio.
2016-01-20-ribilanciamentoMF
Vengono nuovamente acquistate obbligazioni ad alto rendimenti (High Yield) dell’area Euro, riducendo leggermente la parte del portafoglio investita nelle obbligazioni dello Stato Italiano a breve scadenza. L’asset class High Yield è una delle asset class che si è meglio comportata nella fase d’incertezza dei primi mesi dell’anno, e pertanto sembra il modo migliore per ottenere rendimenti maggiori. Inoltre il sostegno della Banca Centrale Europea alle obbligazioni societarie dell’Eurozona offre ulteriore supporto a questa asset class. In ultimo non aumentiamo ancora l’esposizione all’azionario che rimane volatile e di difficile lettura. Abbiamo quindi ridotto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per incrementare una posizione nell’ETF “Bond Societari High Yield Euro”.
2016-01-20-ribilanciamentoMF-inviato
Si passa, quindi, dal 15,65% al 13,33% dei Bond Governativi Italiani 1-3 Anni mentre si acquistano Bond Societari High Yield Euro per un 2,38% del portafoglio.

2016-04-30 -5,6%
Ho volontariamente allungato i tempi di aggiornamento del post per avere, in maniera più chiara, un’idea di rendimento mensile.
Nell’occasione riporto i dati salienti sul portafoglio P4-C2 nel primo trimestre del 2016, un portafoglio intermedio in termini di rendimento-rischio costruito con una diversificazione globale che prevede l’investimento su tutte le aree geografiche e su 8 asset class di mercato. Il portafoglio è costruito con un’esposizione misurata all’azionario sia sviluppato sia emergente ed un’esposizione obbligazionaria importante che comprende emittenti governativi e
societari. Il portafoglio può prevedere anche un investimento moderato in materie prime
.

L’analisi di MoneyFarm è che durante il primo trimestre del 2016 i mercati finanziari si sono mossi in territorio negativo e con grande volatilità. Protagoniste, ancora una volta, le Banche Centrali, le quali anche in questo trimestre sono state particolarmente attive nell’allentare ulteriormente le politiche monetarie.
La prima è stata la Bank Of Japan che, a fine gennaio, ha fatto molto scalpore
annunciando per la prima volta tassi d’interesse negativi. A seguire la Public Bank of
China ha tagliato per la quinta volta in un anno il coefficiente di riserva obbligatoria
e infine a marzo, la Banca Centrale Europea ha ampliato notevolmente il programma
di allentamento quantitativo. La Federal Reserve ha invece ulteriormente ritardato
la normalizzazione dei tassi d’interesse e, col meeting di marzo, dopo aver rivisto le
stime, ha confermato solo 2 dei 4 rialzi programmati per il 2016. Non sorprende quindi
come tassi sempre più bassi abbiano favorito i bond governativi delle aree sviluppate.
Anche lato obbligazioni societarie, la performance è stata positiva, sia per i bond
con rating più alto che quelli con merito creditizio più basso (high yield), che si sono
rivelati un asset class relativamente stabile se paragonati ad altri asset rischiosi come
le azioni.
Come nell’ultima parte dell’anno scorso, il driver fondamentale per i mercati azionari
è stato il prezzo del petrolio, che per la prima parte del trimestre ha continuato a scendere fin sotto i 27 dollari al barile, il livello più basso da settembre 2003. Un
prezzo molto competitivo e voci circa un possibile accordo tra i Paesi produttori
di petrolio ha poi aiutato a risollevare l’andamento della materia prima, che nella
seconda metà del trimestre ha fatto registrare una performance del 45%, chiudendo
il 31 marzo a 38 dollari al barile, in positivo rispetto all’inizio dell’anno.
Stessa storia per i mercati azionari. Dopo il peggior inizio di anno di sempre, con
tutti i principali indici in profondo rosso (l’S&P500 era arrivato a segnare -10% da
inizio anno, lo Stoxx Europe 600 -16% e il Topix -20%), insieme col rimbalzo del
petrolio anche i listini azionari hanno ripreso a correre. Se l’azionario USA è riuscito
a recuperare le perdite, non si può dire lo stesso per Europa e Giappone, che
chiudono il trimestre rispettivamente a -5% e -10% da inizio anno, sfavorite anche dal
rafforzamento dei tassi di cambio. Interessante notare che, contrariamente all’anno
scorso e fatta eccezione per la Cina, i mercati azionari emergenti stiano continuando
a registrare performance positive.
Anche sul tasso di cambio i movimenti sono stati molto marcati. La sterlina continua a
subire la pressione di un referendum sulla permanenza nell’Unione Europea sempre
più vicino mentre il dollaro, anche a causa di una prospettiva di tassi alti sempre più
lontana, continua a deprezzarsi pian piano.
Dall’altra parte osserviamo un euro e uno yen che continuano invece ad apprezzarsi,
nonostante politiche monetarie estremamente accomodanti, il che fa sospettare che
gli interventi della Banca Centrale non sortiscano più effetto.
Il portafoglio nel corso del trimestre ha registrato performances leggermente
negative, principalmente per via dell’esposizione azionaria e valutaria.

Nel corso del primo trimestre è stata modificata l’asset allocation per avvicinarsi
ai nuovi Portafogli Strategici. A gennaio l’esposizione ai bond governativi dei
mercati emergenti è stata azzerata, per aumentare l’esposizione ai titoli societari
ad alto rendimento in dollari statunitensi. Parte della posizione in titoli governativi
dell’Eurozona è stata venduta per fare spazio ai titoli di stato italiani a 10 anni,
allungando così la duration del portafoglio. La posizione nel Topix è stata venduta per
comprare l’ETF sempre sul Topix ma con copertura dal tasso di cambio.
A marzo, è stata ridotta la posizione nei titoli di stato italiani a breve, per acquistare
titoli societari ad alto rendimento denominati in Euro.
Attualmente il portafoglio rimane prevalentemente esposto sull’area Euro e detiene
posizioni in valuta estera tramite i bond societari high yield in dollari statunitensi e i
vari ETF sull’azionario dei Paesi sviluppati (S&P500 e S&P Global Dividend) e azionari
dei Paesi emergenti (MSCI Emerging Markets) per un peso complessivo di circa il 24%.
L’ETF sulle materie prime che pesa all’incirca il 2.5% del portafoglio, seppur faccia
riferimento a un indice in dollari, incorpora anche una protezione dai movimenti del
tasso di cambio, pertanto non contribuisce ad aumentare l’esposizione valutaria.
Analogo ragionamento per l’ETF sul Topix, coperto dal rischio legato al tasso di
cambio.

2016-04-31 -4,5%
Un punticino guadagnato dopo le sofferenze degli scorsi mesi…

2016-05-31 -5,2%
Il referendum sulla Brexit si avvicina, i mercati sono nervosi e si accumulano nuove perdite dovute alle tensioni ed ai sondaggi…
MoneyFarm - 2016-06-14- Ordini in attesa
MoneyFarm reputa che l’andamento dei mercati negli ultimi due mesi ha mostrato una forte stabilità rispetto all’eccessivo nervosismo d’inizio anno. Questo si è tradotto in una riduzione della volatilità su tutti i mercati (sia azionari che obbligazionari) che permette oggi di incrementare le posizioni più aggressive dei portafogli, per ritornare ai livelli strategici di allocazione. Nell’attuale contesto di tassi zero, uno dei temi predominanti tra gli investitori rimane la ricerca di rendimento, che sta premiando le azioni con i dividendi più alti e le obbligazioni ad alto rendimento. La tematica del “dividendo” (sia obbligazionario che azionario), per MoneyFarm, è destinata a rimanere un tema cruciale anche per i prossimi mesi viste le fonti di incertezza attuali (Brexit, rialzo tasso FED, materie prime volatili). Abbiamo quindi venduto per intero l’ETF “Bond Governativi 3-5 Anni in Euro” per aumentare la posizione nell’ETF “Azionario Globale (S&P Global Dividend)”, specializzato in società ad alto dividendo.

MoneyFarm - 2016-06-14 - Ribilanciamento dettagli

Aderisco al ribilanciamento proposto!

2016-06-30 – 4,6%
Dall’inferno delle banche e del Brexit ad un cauto ed ottimistico ritorno alla realtà; non ci siamo di sicuro annoiati a (fine) giugno con il voto a sorpresa che ha sancito l’uscita dalla UE del Regno Unito con il conseguente crollo di tutte le borse mondiali fino alla piccola ripresa finale anche grazie al via libera della Ue allo scudo per le banche italiane da 150 miliardi che sembra poter dare un po’ di tranquillità al sistema…

2016-07-14 – 2,4%
Aggiornamento di metà luglio per fare il punto della situazione sul l’andamento del portafoglio nel secondo trimestre dell’anno.
Dopo gli scossoni di inizio anno, il secondo trimestre del 2016 è stato caratterizzato da una volatilità molto contenuta. Per la maggior parte del periodo (almeno fino alla seconda settimana di giugno quando i sondaggi hanno iniziato a dare per favorita l’eventualità di un’uscita della Gran Bretagna dall’Eurozona), i principali indici azionari hanno scambiato in un intervallo limitato di valori.
Analogamente il VIX, l’indice che misura la volatilità implicita delle borse USA, ha mostrato un andamento sottotono per tutto il trimestre, per poi tornare ai livelli di febbraio in
concomitanza del referendum.
Questa prima fase di “calma piatta” è attribuibile soprattutto all’azione delle Banche Centrali.
La FED, dopo aver rimandato il rialzo a marzo, è rimasta ferma anche a giugno. Il corso degli eventi è stato però diverso da quanto prospettato dai policy maker statunitensi; dati sul mercato del lavoro non brillanti hanno infatti abbassato di molto le probabilità di un rialzo per tutto l’anno in corso.
Normalizzazione rimandata.
La BCE, invece, ha iniziato a implementare il programma di acquisto dei titoli societari, senza però riuscire ad abbassare il rendimento a scadenza delle obbligazioni corporate, visto che ormai anch’esso rasenta lo zero.
Con l’avvicinarsi del referendum sulla Brexit l’avversione al rischio è tornata a salire e con essa la volatilità.
Da febbraio, quando il referendum è stato annunciato, a parte brevi periodi, i mercati hanno sempre prezzato una probabilità di Brexit molto bassa. Solo con l’inizio di giugno ci si è resi conto del fatto che i risultati dei sondaggi suggerivano il contrario.
L’umore è poi cambiato nuovamente ad una settimana del referendum, in seguito all’omicidio per motivi politici della parlamentare Labourista Jo Cox, forte sostenitrice della permanenza della Gran Bretagna nell’Unione Europea. Sull’onda di quotazioni sempre più alte, i mercati hanno iniziato a scommettere fortemente contro uno scenario Brexit. Per poi realizzare, la mattina del 24 giugno, di aver sbagliato.
Per quanto riguarda gli indici, lo S&P 500 chiude il trimestre in positivo, così come il FTSE 100 che, aiutato da una sterlina che in pochi giorni ha perso il 10%, in valuta locale chiude
il semestre a +6.55% (+1% in euro).
Le sofferenze maggiori sono state riservate al Giappone (-7.4%) e all’Eurozona (-2.00%), il primo a causa dello Yen e del suo status di valuta rifugio e la seconda per i timori di contagio economico e politico.
Anche i mercati emergenti hanno sofferto. Dopo un primo rialzo hanno iniziato a perdere terreno, soprattutto a causa dei movimenti valutari. Il petrolio, fattore guida principale per quei mercati, ha superato i 50$/barile, toccando i livelli più alti dal luglio del 2015.
Il 3 giugno si è svolto il meeting dell’OPEC (l’associazione che riunisce i maggiori paesi esportatori di petrolio) che ha ribadito come l’offerta sia ancora lontana dallo stabilizzarsi.
Due le tematiche vincenti di questo trimestre. I cosiddetti porti sicuri, vale a dire oro, Bund tedeschi e Treasury Bills, che hanno continuato a guadagnare sulla scia di tassi d’interesse sempre più bassi e dell’incertezza derivante dal Brexit. Sul fronte delle asset class, continuano invece a tenere quegli strumenti in grado di garantire un reddito più elevato, come le obbligazioni ad alto rendimento e le società con i dividendi più alti.
Il portafoglio ha registrato nel secondo trimestre una performance positiva, che ha permesso di ritornare in positivo anche dall’inizio dell’anno. Nonostante la Brexit e il peggior inizio anno della storia dei mercati finanziari, una buona diversificazione a livello geografico, di asset class e di valute ha permesso di attutire i diversi shock e accrescere il capitale.

2016-07-31 – 2,6%
Rendimenti poco mossi dal precedente aggiornamento…

2016-08-31 – 2,5%
Leggere sopra…

2016-09-12 – 2,6%
Arriva il nuovo ribilanciamento in previsione del susseguirsi, nei prossimi mesi, di diversi eventi di rilievo, in particolare per l’Eurozona. Il Referendum costituzionale italiano rappresenta, a nostro avviso, uno dei maggiori rischi politici da tenere in considerazione. Nell’attuale contesto di incertezza, infatti, se i cittadini italiani non dovessero approvare la riforma costituzionale, potremmo avere una fase di instabilità sulla scena politica e, di conseguenza, economica in Italia.
Per queste ragioni, con questo ribilanciamento è stato preferito diversificare maggiormente a livello geografico l’esposizione nel comparto obbligazionario pur mantenendo un profilo di rischio rendimento pressoché invariato.
Per cercare quindi di ridurre il più possibile il rischio specifico legato alle sorti politiche italiane, in questo ribilanciamento è stato venduto l’ETF “Bond Governativi Italiani 1-3 Anni” per comprare l’ETF “Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)”. Inoltre, l’ETF “Bond Governativi Italiani 10 Anni” è stato venduto per comprare “Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio”. L’esposizione valutaria, la scadenza media ponderata e il rendimento a scadenza dei portafogli rimangono pressoché invariati, ma l’esposizione geografica risulta più diversificata.

Concordo, purtroppo, con l’analisi di MoneyFarm ed approvo il ribilanciamento…

Si vendono:
Bond Governativi Italiani 1-3 Anni
Bond Governativi Italiani 10 Anni

Si comprano:
Bond Governativi 1-3 Anni in Euro (db X-trackers)
Bond Governativi Globali con Copertura Tasso di Cambio

2016-09-30 – 2,6%
Che dire, da metà luglio l’oscillazione del rendimento non è salita/diminuita di un punto percentuale…

2016-10-19 – 2,1%
Nuovo sito e nuovo logo per MoneyFarm e nuovo report trimestrale (3°-2016) nel quale si evidenzia la breve volatilità osservata sui mercati finanziari nelle prime giornate del mese di luglio dopo la vittoria della Brexit ed i successivi due mesi di sostanziale calma piatta sui mercati.
Le Banche Centrali hanno segnalato di non voler ampliare i programmi di Quantitative Easing né di spingere ancora più in basso i tassi d’interesse, così a settembre è tornata a farsi sentire la volatilità.
Gli investitori attivi si erano posizionati in modo particolarmente aggressivo, ricorrendo
anche alla leva finanziaria ed è bastato quindi un piccolo incremento della volatilità per
generare le oscillazioni che stiamo vedendo ora.
In termini di performance, l’azionario globale (MSCI World) è salito del 5% nel terzo
trimestre. Europa (MSCI Europe) e Giappone (MSCI Japan) rispettivamente del 7.25% e del
4.23%, in valuta locale; l’S&P 500 del 3.85%.
Negli ultimi tre mesi i mercati emergenti (MSCI Emerging Markets) hanno continuato a
fare bene (+9.15% nel terzo trimestre) così come anche il mercato obbligazionario, con
i bond governativi globali (Bloomberg Barclays Global Sovereign) cresciuti del 2.2% e le
obbligazioni societarie (Bloomberg Barclays Global Corporate) dell’1.9%. Sostanzialmente
invariato invece il petrolio.
I prossimi mesi rimangono un’incognita.
A settembre la Bank of Japan ha cambiato leggermente il paradigma della politica monetaria, spostando il focus più sul controllo della curva dei tassi d’interesse, rimanendo comunque estremamente dedita al raggiungimento del target d’inflazione. La Federal Reserve ha posticipato ulteriormente il rialzo, anche se il comitato esecutivo è stato più diviso del solito.
Il referendum italiano si avvicina e il premier britannico ha annunciato che probabilmente alla fine del prossimo trimestre avvierà ufficialmente i negoziati per portare il Regno Unito fuori dall’Unione Europea; a novembre avremo anche le elezioni presidenziali USA.
Quello di cui possiamo essere sicuri è che la bassa volatilità di luglio e agosto è stata
un’anomalia temporanea, e nei prossimi mesi sarà importante mantenere una buona
diversificazione ed essere pronti a fronteggiare le eventuali situazioni di debolezza per
comprare…

2016-10-28 – 2,16%
Ho ricevuto da Adriano, nei commenti, la notizia che Moneyfarm non lavora più con Banca Sella per la nuova clientela.
Volendo investigare ho scritto a MF questa email:

Buonasera,
mi sono giunte voci che avete cessato il rapporto con Banca Sella e che il denaro per gli investimenti affluisce in un fondo direttamente intestato a Money Farm.
Vorrei sapere se tali informazioni corrispondano al vero e, se confermato, che cosa cambia per i clienti attuali che hanno un deposito con Banca Sella?
Cordiali saluti,
Lorenzo Tomada

La risposta di MoneyFarm

Buongiorno,
premetto che per i clienti in essere ad oggi non cambierà nulla, continueranno ad avere un servizio in regime amministrato con conto titoli in Banca Sella.
I nuovi clienti depositano la liquidità presso una banca depositaria in Regno Unito su un conto intestato a MFM Investment Ltd. Sarà poi MFM ad allocare la liquidità corrispettiva a ciascun cliente. Il cliente quindi effettua i bonifici verso un conto transitorio intestato a Moneyfarm (presso Banca Sella- depositaria del conto), il cliente poi sarà sempre beneficiario finale.
I vecchi clienti avranno la possibilità di trasferire la posizione da Banca Sella alla nuova banca.
Infine, per ora MFM offre solo i servizi di RTO e consulenza in regime amministrato, a breve sarà disponibile anche il servizio di gestione patrimoniale
.

2016-11-09 – 2,94%
Giornata shock per i mercati con l’elezione di Trump a 45° Presidente USA.
Crollano le borse asiatiche, le europee in terreno ampiamente negativo e tra meno di un mese abbiamo il referendum costituzionale; è palese che il NO non sarà ben visto dai mercati e che la mancata approvazione della riforma potrebbe aprirci ulteriori scenari negativi… o almeno è quello che percepisco io.
Anche Moneyfarm non è insensibile alla situazione, inaspettata, che si è delineata questa mattina.
Alle 12:30 mi scrive quanto segue:
Donald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America dopo un’incredibile battaglia elettorale.
L’esito inaspettato ha sorpreso la maggior parte degli operatori di mercato, causando una significativa volatilità su tutti i listini mondiali, del tutto prevedibile in questi casi.
I portafogli Moneyfarm sono ben posizionati per gestire la volatilità che potrebbe aumentare a seguito dell’esito delle elezioni. La nostra filosofia d’investimento si basa sul costruire dei portafogli in grado di sopportare periodi di incertezza e specifici eventi per massimizzare le probabilità di crescita nel lungo periodo.
L’asset allocation del Portafoglio inoltre, è relativamente conservativa, con un significativa riduzione della componente azionaria rispetto all’asset allocation strategica.
Nonostante il monitoraggio dei mercati finanziari e dei portafogli sia costante e continuo, manteniamo comunque un’attenzione particolare sullo sviluppo della politica americana per valutare possibili ribilanciamenti o opportunità tattiche per i portafogli nei prossimi mesi.

2016-11-10 – 2,73%
Lo shock Trump sembra essere già stato assorbito dai mercati che al termine della giornata di ieri, e fino alle 14:00, hanno mostrato importanti e poderosi segni di ripresa.

2016-11-30 – 1,82%
Consueto aggiornamento mensile prima del Referendum del 4 dicembre, mi auguro che il ribilanciamento del 12 settembre possa avermi messo un po’ al riparo dalle turbolenze che una vittoria del NO sembra, in base al sentiment comune, portarci.
Da una parte e dall’altre vedo troppi catastrofismi, questa riforma me la sono letta tutta ed ho cercato di capire le ragioni del Sì e quelle del No.
La riforma non è quella che avrei desiderato (per me il Senato sarebbe dovuto sparire), può produrre un uomo forte e solo al comando (il motivo del NO dell’Economist) e visto quali sono le alternative populiste, ed incapaci di governare, al momento in Italia non c’è da stare tranquilli…
Pur con il pericolo di cui sopra, voglio avere fiducia e voterò Sì anche perché lo Stato si possa riprendere deleghe di competenze territoriali che creano disparità e tanta burocrazia.
Una riforma che poteva essere migliore, nata dal compromesso Renzi-Berlusconi, ma che è l’unica che può migliorare il nostro apparato statale (… o almeno io la penso così).
In ogni caso, come ha detto Obama dopo l’elezione di Trump:
“Ricordate: non importa che cosa accadrà, il sole domattina sorgerà e l’America sarà ancora il più grande Paese al mondo”.
Tralasciando la grandezza dell’Italia, il 5 dicembre il sole dovrebbe sorgere comunque…

2016-12-31 – 0,46%
Un mese intenso con il referedum che ha visto la vittoria del No con quello che si è voluto far diventare, da entrambe le parti ma principalmente da una…, come un Referendum su Renzi che ha pagato la sconfitta dimettendosi dalla carica rivestita. L’esito, in ogni caso, era scontato e non inatteso come le vittorie della Brexit e di Trump permettendo di non avere scossoni di rilievo anche grazie al ribilanciamento del 12 settembre 2016 quando sono stati venduti tutti i BTP italiani…

L’anno si conclude in recupero dopo essere partiti male ed aver proseguito ancora peggio fino alla metà di febbraio con il crollo degli indici, dal – 5,0% ad un – 0,46% con guadagni molto elevati per coloro che sono entrati all’inizio della ripresa.

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Moneyfarm, opinioni, commenti, recensioni ed esperienze sul servizio di gestione risparmi ed investimento in ETF

moneyfarmtest

Quello che segue è il rendiconto della mia esperienza con MoneyFarm nel 2015…
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Che cos’è MoneyFarm? Come funziona? Funziona?

MoneyFarm è una SIM (Società d’Intermediazione Mobiliare) autorizzata ad offrire servizi finanziari a professionisti e risparmiatori attraverso consulenze finanziarie indipendenti, online e personalizzate.
L’investitore, attraverso il questionario basato sul proprio comportamento finanziario, riesce a determinare il profilo d’investitore utilizzato, insieme agli obiettivi di investimento, per conoscere il livello di rischio e di adattare a questo il portafoglio con i rendimenti passati e quelli presunti e futuri.
Il portafoglio contiene, in una percentuale scaturita sulla base del profilo, circa una decina di ETF (Exchange Traded Funds) ovvero delle particolari tipologie di Fondo, che replicano passivamente un indice finanziario e sono quotati in borsa, per garantire la diversificazione dell’investimento, il basso costo e la liquidità.

MoneyFarm offre l’abbonamento alla Gestione Patrimoniale il cui scopo è quello di incrementare nel tempo il valore dell’investimento, studiato con il loro cliente in funzione dei suoi bisogni, monitorandolo in maniera assidua per elevare i rendimenti.
tuo capitale.
In realtà è molto semplice, si compila un questionario, si definiscono gli obiettivi, si viene affiancati da un consulente per qualsiasi necessità e si tiene sotto controllo aderendo ai ribilanciamenti proposti dall’azienda.

Quanto costa investire con Moneyfarm?

Esistono 4 fasce di prezzo che si basano sull’ammontare totale dell’investimento
– Da 0 a 14.999€ si spende annualmente l’1,00% sul capitale investito IVA esclusa
– Da 15.000€ a 199.999€ si spende annualmente lo 0,60% sul capitale investito IVA esclusa
– Da 200.000€ a 499.999€ si spende annualmente lo 0,40% sul capitale investito IVA esclusa
– Oltre 500.000€ si spende annualmente lo 0,30% sul capitale investito IVA esclusa

+ costo medio dei fondi 0,3%

I vantaggi economici sono evidenti, con Moneyfarm
Nessun costo di entrata o di apertura, l deposito dei soldi sul conto sono sempre gratuiti
Nessuna commissione per la negoziazione delle transazioni, compresi i ribilanciamenti già inclusi nell’abbonamento.
Massima libertà, non ci sono vincoli di durata o altro, quando si desidera si può recedere dall’abbonamento senza dover dare spiegazioni e soprattutto senza costi.

Come iscriversi a Moneyfarm
Se vuoi scoprire, senza impegno iniziale, come funziona Moneyfarm e accedere al pannello di controllo per creare un conto demo, leggi subito il mio articolo per effettuare la registrazione passo per passo.

Riduci i costi di commissione con il codice amico!
Se vuoi procedere alla sottoscrizione del servizio Moneyfarm, dopo esserti iscritto e aver finalizzato la procedura, e risparmiare il costo del servizio approfitta del Codice Amico che puoi trovare con tutte le informazioni in questo articolo.

E’ importante sapere che qualunque sia l’abbonamento scelto è possibile cancellarsi dal servizio in ogni momento, senza alcun costo aggiuntivo.

Ho voluto testare il servizio e, nel tempo, utilizzerò questo post per aggiornare impressioni, commenti e grafici sull’andamento del portafoglio.

Dal questionario risulto avere un comportamento finanziario equilibrato, per MoneyFarm non sono completamente a mio agio di fronte ad investimenti che presentano qualche rischio ma non li escludo dal mio portafoglio. Ho compreso che investendo i miei risparmi in maniera consapevole posso aumentare il rendimento del portafoglio e quindi utilizzo strumenti d’investimento diversificati mantenendo comunque un alto grado di liquidità. Prendo rapidamente le mie decisioni in ambito finanziario, non sono particolarmente soggetto all’ansia e accetto un significativo grado di incertezza. Credo nelle mie capacità in ambito finanziario pensando di essere più bravo della media delle persone con il rischio a volte di sopravvalutarmi. Sono piuttosto aperto alle situazioni incerte e a strumenti di investimento che non mi sono familiari. Prendo decisioni di carattere finanziario in maniera piuttosto impulsiva.

Il mio orizzonte temporale è di 5 anni con inizio il 13 maggio 2015, di seguito aggiornerò l’articolo inserendo grafici
L’Asset Class è composto da Cash e Bond Governativi a Breve, Bond Governativi Paesi Sviluppati, Bond Societari Investment Grade, Bond Societari HY & Bond Gov. EM, Inflazione, Azionario Paesi Sviluppati, Azionario Paesi Emergenti, Materie Prime & RE e Liquidità.

2015-06-05 -1,6%

Bond Governativi Italiani 1-3 Anni FR0011313741
Bond Governativi Euro 3y-5y LU0290356954
Bond Societari EUR con copertura rischio di tasso IE00B6X2VY59
Bond Governativi Paesi Emergenti IE00B5M4WH52
Bond Societari High Yield USD a breve scadenzaIE00BCRY6003
Bond Inflation Linked Euro LU0290358224
Azionario Giappone (Topix) FR0010245514
Azionario Globale Alti Dividendi IE00B9CQXS71
Msci Europe FR0010261198
S&P 500 IE00B5BMR087
Msci Emerging Markets LU0292107645
Materie Prime Globali con copertura del cambio IE00B58HMN42
Liquidità

moneyfarm20150605

2015-06-19 -2,4%
A poco più di un mese dall’investimento il portafoglio ha raggiunto, ieri, un rendimento negativo del 2,4%.
moneyfarm20150618
MoneyFarm mi ha contattato il 17 giugno per illustrare la “loro visione” sui motivi di questo ribasso imputandolo, in massima parte, all’incertezza sulla Grecia e sul fatto che ancora non è chiaro quale sia l’esito della vicenda.
Mi è stato fatto presente che a luglio il portafoglio verrà ribilanciato.
E’ chiaro che con un orizzonte temporale di 5 anni, non così lontano ma tantomeno così breve, non faccia piacere entrare in un momento difficile come questo…
MoneyFarm, sempre telefonicamente e tramite un addetto, mi ha contattato anche il 18 giugno per sincerarsi che mi fosse chiaro quanto emerso dalla telefonata del giorno precedente e per informarmi che l’ufficio Marketing chiede la cancellazione del mio articolo sul codice sconto di MoneyFarm… (per i dettagli fai click qui!).

2015-07-09 -3,4%
Inesorabile, continua il periodo non brillante con un rendimento negativo del 3,4%.
La mia “fortuna” è quella di essere entrato con un capitale esiguo, un rischio calcolato quasi a volere avere uno spunto per un articolo del blog rispetto a mirabolanti guadagni che, se ci fossero, non mi dispiacerebbero…
Il recente referendum in Grecia, e gli sviluppi delle ultime ore con il crollo in Asia, ha contribuito ad innalzare il nervosismo dei mercati con gli sviluppi che, purtroppo, sono qui a raccontare.
Di eventuali ribilanciamenti ancora nessuna notizia…
moneyfarm20150709

Pochi minuti dopo aver aggiornato questo post ho ricevuto una email di MoneyFarm con il consiglio di modificare la composizione del mio portafoglio e renderlo più coerente con la situazione attuale di mercato. Il ribilanciamento prevede una lieve riduzione della rischiosità complessiva del portafoglio, attraverso la vendita di parte della posizione sull’Azionario Paesi Emergenti “MSCI Emerging Markets”. I proventi vengono reinvestiti su Cash e Bond Governativi a breve, nell’ETF “Bond Governativi Euro 1y-3y”. La vicenda greca, le eventuali tensioni legate ad un rialzo dei tassi negli Stati Uniti in settembre e l’incertezza sulle prospettive dei paesi emergenti possono tradursi in ulteriore volatilità sui mercati nei prossimi mesi, cosicché l’aumento di posizioni cash in portafoglio potrà permettere di rientrare sui mercati a prezzi eventualmente più interessanti e nel frattempo non subire eccessivamente la volatilità del momento.
moneyfarm20150709ribilanciamento
moneyfarm20150709consigli

Ho eseguito il ribilanciamento!
moneyfarm20150709ordineesecuzione

2015-07-16 -1,4%
Ripreso due punti in percentuale di guadagno grazie all’accordo UE-Grecia (finché dura…).

REPORT PORTAFOGLI 2° TRIMESTRE 2015
Mi è arrivato il report per il secondo trimestre del 2015 relativo al mio Portafoglio con commenti ai rendimenti e all’asset allocation.
Il secondo trimestre dell’anno è stato caratterizzato da volatilità sui principali mercati globali. La principale fonte di tensione è stata il mercato obbligazionario, in particolare in Eurozona: dati migliori delle attese sull’inflazione e sulla crescita economica hanno portato ad un rialzo dei rendimenti a scadenza dei titoli di stato, con un conseguente calo dei prezzi. Durante una delle conferenze stampa mensili, il presidente della Bce non si è mostrato preoccupato per la dinamica dei mercati obbligazionari.
La tensione sui titoli di stato si è riflessa anche sui tassi di cambio: dopo mesi di debolezza dell’Euro rispetto alle principali valute globali, la valuta dell’Eurozona è tornata ad apprezzarsi.
Ha pesato anche la vicenda greca: nonostante, rispetto al 2012, le problematiche
locali in Grecia stiano avendo un impatto limitato sulle economie e i mercati degli altri paesi europei, la vicenda è comunque fonte di tensione e continuerà ad esserlo nel prossimo trimestre.
Le obbligazioni societarie europee di livello investment grade hanno visto spreads
in lieve allargamento nel corso del trimestre e lo stesso vale per le obbligazioni high yield.
Sui mercati azionari si è registrata una netta sottoperformance dell’area Euro rispetto agli Stati Uniti. Gli investitori avevano risposto con grande ottimismo all’annuncio del quantitative easing da parte della Bce nel primo trimestre: l’idea che ora la ripresa stia consolidandosi e l’inflazione stia tornando cominciano a delineare anche in Eurozona la fine di un’epoca di tassi bassi, pure se ancora lontana nel tempo e, quindi, uno scenario più incerto per quanto riguarda il costo del denaro e il supporto proveniente dalle istituzioni monetarie.
I mercati emergenti hanno registrato rendimenti negativi, per via della debolezza delle valute e dei mercati azionari locali.
Il portafoglio nel corso del trimestre ha registrato performances negative, contenendo però le perdite dei mercati obbligazionari, valutari e azionari globali.

VARIAZIONE DELL’ASSET ALLOCATION E OUTLOOK
Il ribilanciamento di gennaio ha comportato la riduzione dell’esposizione ai bond
societari denominati in dollari. È stata inoltre aumentata l’esposizione ai mercati
azionari dei paesi emergenti. L’ETF sull’oro è stato sostituito con un ETF sulle materie prime. È stata chiusa la posizione sui bond societari dei paesi emergenti emessi in dollari ed è stata contestualmente incrementata l’esposizione ai bond societari high yield americani.
Nel ribilanciamento di marzo è stata azzerata l’esposizione ai bond societari
investment grade denominati in dollari e i proventi sono stati reinvestiti sui bond
societari con copertura del rischio di tasso denominati in Euro.
La posizione sulle materie prime è stata ancora modificata in maggio, con la vendita dell’ETF comprato in marzo e la sostituzione con un ETF, sempre sulle materie prime, ma caratterizzato dalla copertura del rischio di cambio.
Il portafoglio attualmente prevede un’esposizione globale sui mercati azionari con un sovrappeso sull’Europa. La parte obbligazionaria ha una durata media finanziaria limitata a 2,3 anni e la parte a maggior rischio di credito rimane distribuita sulle obbligazioni societarie americane ad alto rendimento e sulle obbligazioni governative dei mercati emergenti in valuta locale

2015-08-16 -3,1%
A distanza esatta di un mese dal precedente aggiornamento il portafoglio è sceso ad una perdita del 3,1%, ai livelli di un mese fa.

2015-08-21 -4,3%
Le turbolenze cinesi mi hanno investito e trascinato il rendimento negativo al massimo mai registrato.
Come molti ho scelto il momento meno propizio per entrare ma, in ogni caso, continuo a mantenere la fiducia per il futuro.
Ecco il grafico che, meglio di tante parole, sintetizza la perdita del portafoglio dalla mia entrata in MoneyFarm a maggio 2015.
performancemf20150821

2015-08-21 -5,6%
Si continua a scendere…

2015-08-24 -6,2%
Il lunedì nero delle borse mondiali ha spinto MoneyFarm ad inviare via email un aggiornamento sui mercati e sull’andamento dei portafogli e sulla loro strategia d’investimento.:
In questi giorni i mercati finanziari si trovano in una fase di correzione importante, iniziata a fine luglio sui mercati emergenti a causa del rallentamento della crescita del PIL cinese e poi estesa ai mercati sviluppati per via della svalutazione del Yuan effettuata l’11 agosto dalla banca centrale cinese.
Questa correzione ha portato la maggior parte dei listini azionari di tutto il Mondo ad avere rendimenti negativi da inizio anno, azzerando tutti i guadagni del 2015.
Per dare un’idea precisa della forza e della velocità del movimento da quando è iniziata l’inversione di tendenza sui mercati sviluppati (17 agosto):

  • L’indice Eurostoxx50 rappresentativo del mercato europeo ha perso più del 12%, mentre l’indice Italiano ha perso il 12,6%
  • L’indice S&P500, rappresentativo del mercato USA, ha perso il 9%
  • L’indice MSCI Emerging Markets, rappresentativo dei mercati emergenti, ha perso circa il 6% e oltre il 22% da maggio.
  • Le principali valute dei paesi emergenti si sono deprezzate dell’8,37% da inizio maggio (JP Morgan Emerging Markets Currency Index)

Sicuramente la velocità del movimento è stata anomala, e quindi difficilmente prevedibile, ma riteniamo che questo sia causato anche dalla scarsa liquidità sui mercati di queste settimane.

Per quanto riguarda il posizionamento tattico, già da maggio avevamo iniziato a ridurre il rischio nei portafogli e, più precisamente, diminuito l’esposizione valutaria ai paesi emergenti. Successivamente, con il ribilanciamento di luglio, abbiamo ridotto parte della posizione azionaria arrivando ad avere dei portafogli relativamente conservativi per i vari profili di rischio. 

Per il momento la stabilità del mercato obbligazionario, che in questi giorni non ha visto movimenti significativi, ci fa pensare che l’attuale ritracciamento non abbia nulla di strutturale e sia concentrato esclusivamente sul lato azionario e creditizio dei paesi emergenti, un segnale positivo soprattutto considerando la struttura bilanciata dei nostri portafogli. 

Prima di intraprendere qualunque azione quindi, in un senso o nell’altro, riteniamo sia fondamentale capire se ci saranno o meno impatti sistemici derivanti da questa fase. Nonostante la volatilità e il dato di fatto che queste performance negative rappresentino un fattore di sconforto, pensiamo che qualunque decisione presa senza la dovuta cognizione del momento che stiamo attraversando danneggerebbe il risultato della strategia d’investimento di lungo termine. 

Mercoledì mattina effettueremo il comitato d’investimento focalizzandoci su quali possano essere gli impatti e la durata di questi giorni di estrema volatilità. Sulla base di quanto deciso, invieremo una nota di aggiornamento o eventualmente, se necessario, una proposta di ribilanciamento.

2015-08-27 -6,4%
Si scende ancora toccando per l’ennesima volta il minimo.
Mi aspetto per domani la nota di aggiornamento di MF oppure, anche se tendo ad escluderlo, la proposta di ribilanciamento del portafoglio.

2015-08-27 -7,0%
Anche oggi, controllando la dashboard, del mio conto trovo il nuovo picco negativo dei rendimenti che raggiunge un meno 7%.
In mattinata ho ricevuto la nota di aggiornamento di MoneyFarm nella quale, come ipotizzavo, viene consigliata la prudenza e di tenere invariato il portafoglio:
Buongiorno Lorenzo,

Come anticipato nei giorni scorsi, il Comitato Investimenti MoneyFarm sta monitorando attentamente la situazione e ha deciso di mantenere le attuali posizioni dei portafogli non consigliando per ora movimentazioni sia in un senso che nell’altro.

La scelta è principalmente motivata dal fatto che, nonostante il momento di mercato, l’attuale Asset Allocation dei portafogli sia in linea con la strategia di investimento e i profili di rischio consigliati.

Letteratura ed esperienza suggeriscono che reagire in questi momenti di forte stress e nervosismo, liquidando le posizioni, porti più facilmente a significative erosioni delle performance di lungo periodo dei portafogli che a effettivi benefici. La lettura dei movimenti di breve periodo di un mercato così configurato è indecifrabile e riteniamo che la soluzione migliore sia aspettare e analizzare in dettaglio la situazione e i rischi che nascono da essa prima di muoversi attivamente.

In ottica prospettica, infatti, il team di Asset Allocation lavorerà su tre aree di valutazione:

  • Continua analisi dello sviluppo della situazione cinese, con particolare attenzione al mercato del credito e prospettive di crescita;
  • Analisi in dettaglio dell’andamento dei portafogli nelle giornate di crisi per l’individuazione di strumenti che possano aiutare la riduzione della volatilità dei portafogli in momenti di stress;
  • Continua analisi della situazione macroeconomica, con particolare attenzione ai segnali dati dalle banche centrali di tutto il mondo.

2015-08-27 -6,2%
Dopo alcuni giorni di timida ripresa si sentono, e continuano a scontare, gli effetti dei mercati. Non fa piacere avere il portafoglio in negativo seppur di una percentuale, per il mio investimento, abbastanza irrilevante ma tant’è che preferirei iniziare a vedere una stabilizzazione della situazione e, col tempo, il segno più…

2015-09-10 -5,3%
Si limano le perdite.

2015-09-21 -6,0%
Credevo, erroneamente, che la prudenza della FED nel rinuncia all’aumento dei tassi di interesse a breve termine avrebbe permesso agli investitori di trovare un minimo di fiducia ma, evidentemente, mi sbagliavo.

2015-09-21 -6,3%
Oggi non aggiorno solo il rendimento ma riporto la presa di posizione di MoneyFarm in merito alla situazione attuale.
Sintetizzando, il Comitato di Investimento di MoneyFarm ha preso atto che, dopo che la decisione della banca centrale americana di lasciare i tassi di interesse ha aggiunto un nuovo elemento di incertezza al mercato facendolo reagire negativamente, la situazione è particolare; ovvero non si vedono ancora rallentamenti dell’economia  ma che allo stesso tempo si sta complicando e la visibilità continua a essere ridotta.
Oltre a questo, MoneyFarm, aggiunge che veniamo da 4 anni di crescita dei mercati azionari e che le valutazioni di quasi tutte le Asset Class, con poche eccezioni, iniziano a essere elevate rispetto alla media storica.
Tutto questo per informare noi clienti che, all’inizio della prossima settimana, riceveremo le indicazioni dettagliate di ribilanciamento con le ragioni specifiche per ogni operazione il cui scopo è quello di creare lo spazio per poter cogliere le opportunità che spesso nascono da queste situazioni più complicate del normale, ma sempre in modo attento e consci dei suoi obiettivi d’investimento.

2015-10-26 -3,6%
A più di un mese dall’ultimo aggiornamento si registra, principalmente negli ultimi giorni, un rendimento del portafoglio che torna, pur rimanendo in territorio negativo, ad offrire nuovi spunti per limare ancor di più le perdite.
Nei giorni scorsi ho ricevuto il Report portafogli 3° trimestre 2015 nel quale si sottolinea come “Il terzo trimestre del 2015” sia stato “per certi versi uno dei peggiori degli ultimi anni, sia in termini di performance che di volatilità“. Come illustrato nelle analisi del rendimento del mio portafoglio, le fonti d’instabilità sono state molte,prime fra tutte il rallentamento della crescita delle economie emergenti e le mosse della Federal Reserve, il crollo del prezzo delle materie prime, il rallentamento del commercio globale ha messo sotto pressione le economie emergenti le quali hanno visto i prezzi della produzione scendere a ritmi più sostenuti,generando timori deflazionistici in tutte le economie mondiali. Sui mercati azionari, l’S&P500 ha perso il 6,4%, l’Eurostoxx ha perso l’8,4% e il Nikkei ha perso il 14%. Era invece dal 2008 che le borse delle economie emergenti non preformavano così male, con lo Shangai Composite a -28% e la borsa brasiliana a-15%.

2015-12-08 -4,4%
In quasi un mese e mezzo dal precedente aggiornamento non si sono visti i tanto desiderati segnali di ripresa che avevano portato a livellare la perdite fino ad attestarle, per un breve periodo, intorno ad i 2 punti percentuale.
I recenti, e nuovi, scossoni delle borse dovuti al allentamento globale dell’economia ed al nuovo crollo del petrolio hanno riportato il portafoglio ad una perdita intorno al 4,5%.

2015-12-15 -6,6%
Altri 2 punti persi in una settimana con valori che tornano a quelli del settembre 2015.

2015-12-31 -5,0%
Si conclude il 2015 con una perdita del 5%.

CONCLUSIONI 2015
Purtroppo ho scelto il momento peggiore per entrare in MoneyFarm, lo avessi fatto qualche mese prima avrei attutito maggiormente le varie criticità sperimentate riducendo le perdite.
Mi aspettavo sicuramente delle prestazioni migliori, chiaramente non da parte di MoneyFarm ma dai mercati, ma come ho precedentemente scritto ho sbagliato il timing d’ingresso.

E adesso?
Si continua a monitorare il portafoglio nel 2016 nel nuovo post dedicato!

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Se stai cercando online un codice sconto per ridurre il costo dell’abbonamento per sei mesi al servizio di Gestione Patrimoniale di Moneyfarm richiedimelo tramite i commenti in fondo alla pagina!

L’iniziativa si chiama “Porta un amico in MoneyFarm” ed è destinata a tutti i clienti di MoneyFarm e le persone da loro segnalate che acquisteranno il servizio MoneyFarm fino al 28/03/2023, in questo modo se l’amico completerà la procedura di abbonamento a MoneyFarm entro tale data riceverà una riduzione del costo dell’abbonamento per sei mesi, lo stesso vantaggio è garantito a chi ha sponsorizzato il nuovo cliente.

Lo sconto per l’inserimento del codice corrisponderà ad uno sconto di durata semestrale pari allo 0,10% sul prezzo base.

Come funziona?
Prima di tutto dovrai registrarti a Moneyfarm utilizzando questo link, è gratuito e non comporta alcun impegno, e in fase di sottoscrizione inserire il Codice Amico che ti fornirò quando me lo chiederai attraverso il modulo dei commenti qui in fondo alla pagina.
Qualora decidessi di sottoscrivere il Contratto Quadro, e quindi diventare a tutti gli effetti cliente Moneyfarm, avrai uno sconto per sei mesi pari allo 0,1% sul costo di gestione del servizio Moneyfarm.

Attenzione! Lo sconto non sarà applicato in caso:
– Di mancato inserimento del Codice Amico nel campo apposito, durante la procedura online di sottoscrizione del Contratto Quadro Moneyfarm.
– Di inserimento di un Codice Amico errato nel suddetto campo.
– L’Amico non sarà attivato dopo aver completato il processo di sottoscrizione digitale tramite one-time-password (OTP) del Contratto Quadro Moneyfarm.

E se vuoi consigliare MoneyFarm per ottenere altri sconti fino ad azzerare il costo del servizio?
Se, a tua volta, desideri approfittare dell’iniziativa presentando più amici potrai ricevere un numero di bonus pari al numero di amici presentati fino ad un bonus massimo pari al costo integrale dell’abbonamento previsto dal contratto.
Il costo dell’abbonamento che il cliente pagherà non potrà quindi mai essere inferiore allo 0% dell’ammontare investito.
Un doppio, potenziale, guadagno derivato dall’eventuale rendimento del tuo portafoglio Moneyfarm e dal risparmio per non dover pagare le commissioni di servizio.

Perché non si può comunicare direttamente il codice sconto in questo articolo?
E’ la stessa Moneyfarm, nella sua politica in riferimento a questa promozione, che espressamente vieta pubblicare il Codice Amico su pagine pubbliche quali Forum, Siti di coupon e sconti, ecc. Sarà viceversa possibile diffondere il proprio Codice Amico attraverso i propri canali Social (Facebook, Twitter, WhatsApp, LinkedIN ecc.)

Inoltre
– non verranno gestite assegnazioni di bonus in caso di mancato inserimento del Codice Amico nella pratica di sottoscrizione online dell’abbonamento nel campo Codice Amico e/o in caso di utilizzo di un Codice Amico sbagliato;
– non verranno gestite richieste di bonus senza che il cliente abbia effettuato l’attivazione del proprio abbonamento

Sono esclusi dall’iniziativa
– coloro che sottoscrivono un nuovo abbonamento a MoneyFarm e sono già intestatari di un rapporto con MoneyFarm. Ai fini dell’iniziativa è valida l’apertura di un solo conto per ogni amico.
– coloro che sottoscrivono un nuovo abbonamento provando ad usufruire della promozione e che risultano già intestatari di un contratto chiuso durate il periodo dell’iniziativa

Disclaimer: Tutte le informazioni e le opinioni relative all’iniziativa “Invita un amico in MoneyFarm” vengono fornite esclusivamente ad uso personale del soggetto che riceve la relativa email e/o che consulta il sito www.moneyfarm.com e a scopi meramente informativi; in ogni caso esse non costituiscono un consiglio o una raccomandazione all’effettuazione di un investimento o di un disinvestimento, e possono essere modificate in qualsiasi momento senza alcun preavviso da MoneyFarm. Qualsiasi valutazione inerente gli strumenti finanziari descritti nel sito www.moneyfarm.com nonché l’investimento negli stessi devono essere preceduti dall’esecuzione delle formalità come descritte sul sito e devono essere precedute da un’attenta analisi del Documento Informativo sull’Impresa e sui Rischi Generali di Investimento. Le informazioni e le opinioni presentate non costituiscono un’offerta al pubblico. MoneyFarm non accetta alcuna responsabilità per danni o perdite derivanti dall’uso delle informazioni, dei dati, delle notizie o delle opinioni relative all’iniziativa “Invita un amico in MoneyFarm” o comunque disponibili sul sito www.moneyfarm.com

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Il 18 giugno sono stato contattato da un rappresentante di MoneyFarm per informarmi che l’ufficio marketing dell’azienda ha “scoperto” l’esistenza del post sul codice sconto; mi è stato chiesto di eliminare l’articolo pena l’annullamento dello sconto per me e per colui che lo utilizzerà.
La modifica alle regole generali della promozione, così mi è stato riferito, è recente e successiva alla mia registrazione su MoneyFarm
In effetti, nel regolamento attuale dell’iniziativa “Invita un amico in MoneyFarm”, sono state introdotte le seguenti clausole che vanno a limitare, se non ad escludere, ogni e qualsiasi possibilità di promozione:

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Cause di annullabilità del bonus
– Fatta salva la possibilità per lo Sponsor di diffondere il proprio Codice Amico, è espressamente vietato indicare il Codice Amico su pagine pubbliche quali Forum, Siti di coupon e sconti, ecc. Sarà viceversa possibile diffondere il proprio Codice Amico attraverso i propri canali Social (Facebook, Twitter, WhatsApp, LinkedIN ecc.)
– È vietato qualsiasi utilizzo commerciale del proprio Codice Amico.
– Nel caso in cui lo Sponsor dovesse incorrere in una delle cause di annullabilità, MoneyFarm si riserva il diritto di annullare l’attribuzione del bonus in oggetto.
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Lo 0,10% di sconto per chi “presenta un amico” potrebbe apparire, ai molti, una percentuale insignificante ma quando si rapporta a portafogli molto elevati può corrispondere ad alcune centinaia di euro se non migliaia.

Essendo un’iniziativa rivolta ad una nicchia particolare, ovvero investitori alla ricerca di soluzioni gestibili in autonomia ma con l’aiuto di esperti, è chiaro che il solo passaparola non possa funzionare se non in pochi casi limitati.

Ma che cosa intende MoneyFarm per pagine pubbliche?
In che cosa dovrebbero diversificarsi da profili social aperti come potrebbero essere, e sono, alcuni account Facebook e tutti quelli di Twitter?
Se è una promozione tesa ad acquisire nuovi clienti come si ritiene possibile facilitare la divulgazione dell’iniziativa se si vieta la pubblicità della stessa sui canali aperti?
L’annullabilità dello sconto per chi lo ha inserito, come si manifesta? E’ automatica come se si trattasse di un ban? L’utente viene contattato da MoneyFarm con l’invito a cercare un nuovo codice sconto? L’utente viene registrato ma non gli è assicurato lo sconto?

Per queste domande, e per esternare il mio disappunto, ho scritto a MoneyFarm.

Ma come sono arrivati a questo post?
Tramite Twitter, in quanto seguito da @getMoneyFarm oppure, e lo ritengo più probabile, attraverso una semplice ricerca su Google per termini come “codice sconto MoneyFarm” dove l’articolo compare all’ottavo posto
moneyfarmamicogoogleresults