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More with Less, la casa prefabbricata di Aldo Cibic

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Una piccolissima casa prefabbricata, 4 metri per 4, con due camere da letto, un angolo cucina e un bagno doccia, interni in legno e rivestimento come si vuole: legno, intonaco, verde (nel senso di tappeto erboso), con tetto piatto e calpestabile e, volendo, con prato anche lì, che d’inverno funziona da isolante termico mantenendo il calore e d’estate raffredda il locale sottostante grazie all’evaporazione dell’acqua. Facilmente trasportabile e installabile in un paio di giorni. Costo: mille euro al metro quadro chiavi in mano, escluso il posizionamento sul terreno. Ideata dal designer Aldo Cibic, è stata presentata nelle scorse settimane al Salone internazionale del mobile di Milano. Il progetto si chiama “More with less” e comprende altre due tipologie di case, che sviluppano il modulo base o in orizzontale o in altezza (su due o tre piani).

A realizzare le casette è un giovane imprenditore del Nordest, uno di quelli che nella crisi hanno visto un’opportunità e hanno continuato a far girare le macchine puntando su innovazione e tecnologia: Alessandro Rado, seconda generazione nell’azienda di famiglia Hhd (Holiday home design) a Torre di Mosto (Venezia), che impiega tra operai specializzati e terzisti un’ottantina di persone, divisi tra addetti alla catena di montaggio e tecnici delle finiture (falegnami, elettricisti, montaggisti). Cibic non tira fuori la sua idea all’improvviso, sull’onda di una moda.

Alla base di “More with less” c’è una convinzione personale e una filosofia che il designer coltiva da tempo e ha presentato qualche anno fa nel progetto “Microrealities” alla Biennale Architettura: «La contemporaneità — dice Cibic — è intercettare nuovi bisogni. Non abbiamo bisogno di un’altra sedia in più, ma di nuovi possibili modi di vivere in un mondo che sta cambiando. Io cerco di dimostrare che proposte come queste possono diventare modelli di un’estetica sostenibile: i bambini che giocano insieme in un metro quadro di verde, il vedere il passaggio delle stagioni, fare l’orto, mangiare bene, tutto questo produce una nuova cultura, tarata sul tempo che viviamo e vivremo nel prossimo futuro».

Le casette prefabbricate, che hanno un costo contenuto, perché sono state pensate «per una classe media penalizzata sia nel potere d’acquisto che nell’immagine», sono un’applicazione della “Città degli orti” presentata nel progetto per la Biennale. Con una novità concreta in più: la possibile scelta verde, ecosostenibile. Per riscaldare le piccole abitazioni, si può scegliere infatti, a seconda del contesto, di ricorrere al geotermico, di installare pannelli fotovoltaici, di mettere pannelli solari sul tetto, di scegliere un impianto a biomassa, il combustibile naturale ricavato dagli scarti del legno. Anche il centro commerciale progettato per Bassano del Grappa (Vicenza) dallo studio Cibic & Partners con l’architetto Sergio Carta nasce da “Microrealities”, in particolare dal progetto Shopping mall: «Perché ha a che fare con la rivitalizzazione delle periferie, un tema che mi sta molto a cuore — spiega Cibic — Il centro avrà una piazza pedonale, parcheggi schermati che rendono le auto invisibili ai visitatori, ci sarà un asilo, una banca e molto verde. Io credo in una nuova generazione di shopping center non più solo destinati al consumo, ma fatti per produrre aggregazione, scambio e diventare punto di riferimento in una funzione complementare al centro delle città, nel nome di una migliore qualità della vita». Esattamente l’opposto di quei “non luoghi” anonimi, così ben raccontati dal sociologo Marc Augé.

E poi c’è la Cina. Il progetto di Cibic e collaboratori per un parco rurale abitato di un milione di metri quadri, a 40 chilometri da Shanghai verso Suzhou, è sempre frutto della filosofia verde del designer: «Perché non credere che sia possibile che la gente voglia vivere, sviluppando magari delle microeconomie, lontano dallo stress delle città, in armonia con i ritmi della natura e godendone i frutti? Potrebbe essere una scelta esistenziale oppure un modo diverso di trascorrere il weekend». C’è chi ha definito “bucolica” questa visione. Ma la terra è una risorsa sempre più preziosa, da proteggere. E la sensibilità ambientale sta diventando una necessità. Il mondo sta cambiando in fretta.
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    Fonte Repubblica.it

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4 commenti a questo articolo

  1. Ornella ha detto:

    Vorrei il prezzo di una casa con 2 camere,2 bagni,sala e cucina,portico esterno,tetto verde a due falde.
    Puoi girare la richiesta a chi di dovere?

  2. Marco ha detto:

    Tutte le case che ho trovato in questo fantastico portale e blog mi fanno letteralmente sognare; grazie ad uno stile moderno e sostenibile sono per me la risposta che cerco a questa vita così frenetica.
    Quanto mi piacerebbe vivere dentro una di queste case…

    Per quanto riguarda Monica posso dirti che per edificare una casa prefabbricata non ci vuole nessun permesso in più oltre quello normale che devi chiedere quando costruisci qualcosa.

  3. monica ha detto:

    belle belle belle sono molto nello mio stile di vita da tempo cerco qualcosa di simile invano ora sono felice che cè ma sopratutto si ritorna a rispettare la natura abitandola in armonia senzaa inquinare …il solo dubbio che ho che non diano facilmente il permesso a livello comunale o sbaglio visto come va l’italia cche le cose utili e salutari vengono sempre penalizzate a favore del comsumismo e dell’ingiustizia…sono di treviso e sicuramente mi informerò sulla ditta produttrice mi piacerebbe vederle di persona fatalit sta proprio cercando una casa clima con giardino per me e mia figlia grazie monica

  4. lucia ha detto:

    Bellissime, innovative e splendide. A chi si deve rivolgersi per avere maggior informazioni?
    Grazie lucia – venezia

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