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Guadagnare con un blog è possibile? Sì, con o senza un settore di nicchia e tanta buona volontà.

Fare soldi con un blog è difficile, viverci impossibile, ma avere una piccola rendita per pagarsi il server e altri piccoli sfizi è certamente più fattibile.

Sono anni che il web si popola di articoli nei quali si dibatte sempre dello stesso argomento, ovvero se sia una chimera poter arrivare a guadagnare con un blog e da sempre si contrappongono le stesse risposte, quasi come se ci fossero due partiti, di chi ritiene che non sia possibile e basta e quello del può essere possibile a patto che…

Gestisco il mio blog, per puro sfizio e non con mire di facili guadagni, da più di due anni con risultati per me soddisfacenti; non creo articoli in base ai trend del momento per scalare la classifica di Google ma riporto esclusivamente quello che ritengo utile condividere con chi mi segue e con chi mi trova sui motori di ricerca.

I click su gli annunci di Adsense sono sporadici e non ho mai integrato programmi di affiliazioni dato che, per promuovere direttamente qualcosa, devo averlo prima testato il prodotto oppure il servizio proposto.

Non essendo un blog di nicchia, specializzato su un determinato argomento o settore, perdo in partenza la possibilità di costruirmi una rete di contatti tramite la mailing list; non ho la necessità di fidelizzare i visitatori ed informarli della pubblicazione dei miei articoli dato che questi, i post, variano sempre e non
coprono mai un’area specifica.

Ma alla fine guadagnare con un blog è possibile o no? Lo può essere a patto che, appunto, si abbia una specializzazione o conoscenza di un determinato argomento (nicchia o generalista), si abbia la costanza di dedicarsi con entusiasmo alla scrittura di articoli corredandoli anche da elementi grafici (immagini e fotografie), ci si faccia conoscere, si crei, davvero, una rete di utenti interessati a ricevere informazioni (newsletter quotidiane ma sicuramente meglio settimanali) ma soprattutto lo si viva come un vero lavoro.

Un altro fattore discriminante, o forse no, può essere la lingua; un blog in inglese con le caratteristiche sopra elencate avrà naturalmente un’esposizione maggiore rispetto allo stesso prodotto in italiano, acquisirà nuove forme pubblicitarie non disponibili per il nostro mercato interno, ma si scontrerà, anche qui naturalmente, con una concorrenza maggiore e più agguerrita.

Ma un blog rende solo grazie alla pubblicità? Sì per chi non offre un valore aggiunto, non solo per chi integra servizi quali, a puro titolo di esempio, la commercializzazione di prodotti, ebook propri o di terzi, relativi all’argomento trattato oppure la vendita del proprio sapere attraverso consulenze personali o l’organizzazione di eventi e meeting.

Se vuoi creare un blog per guadagnare devi, quindi, capire se hai i fondamentali per farlo ed impegnarti tanto per emergere.

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