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E’ possibile disdire, chiudere e cessare un contratto di Telecom Italia con la PEC? Sì, ma dopo un anno e col ricorso alla conciliazione del Corecom

Dovendo dare disdetta per un’utenza telefonica fissa, privata, e non più necessaria di Telecom Italia ho deciso di espletare le operazioni di chiusura del contratto tramite PEC, operazione che in casi analoghi (Sky, Alternatyva..) mi ha permesso di fare tutto online, velocemente e a costo zero.
Con Telecom Italia non è stato veloce, facile né tantomeno a costo zero ma con la soddisfazione di aver ricevuto il pieno rimborso delle fatture indebitamente pagate dalla data di decorrenza del recesso fino all’udienza di conciliazione presso il Corecom regionale.
Ma partiamo dall’inizio e da una semplice precisazione
Per comunicazioni via PEC che necessitano di copie di documenti allegati sottoscritti (firme su contratti, disdette, proposte…) oppure di riconoscimento (carta d’identità, codice fiscale…) mi avvalgo sempre di uno scanner per produrre copie originali e garantirmi il buon esito dell’operazione.
La precisazione nasce dalla pratica, da parte di alcuni utenti sprovvisti dell’apparecchiatura necessaria a scansionare, di “fotografare” la documentazione allegando le immagini alla PEC.
Il risultato con questa metodologia potrebbe non essere garantito.
2017-07-04
C’è un “numero fisso” attivo da ben 40 anni da chiudere in quanto l’utilizzo è sporadico, la linea ADSL collegata è addirittura più lenta della navigazione con lo smartphone e di continuare a pagare un canone fisso bimestrale non se ne sente più la necessità…
Il primo passo è quello di far aprire all’intestatario del contratto un indirizzo di posta elettronica certificato, la cosiddetta PEC.
Il secondo passo è quello di scrivere la lettera di recesso. Sul web sono disponibili decine di modelli di moduli per la disdetta dalla linea telefonica Telecom (con o senza telefono a noleggio), ad esempio:

*****************************************************

Raccomandata PEC

Oggetto: Recesso del contratto di abbonamento relativo alla linea telefonica ***/******

Il sottoscritto _________ _____________ (NOME COGNOME), codice fiscale XXXXXXXXXXXXXXXX, intestatario della linea telefonica ***/****** ubicata in ________________________________________ (INDIRIZZO COMPLETO DI C.A.P.)

COMUNICA

il recesso del contratto di abbonamento al servizio telefonico ai sensi dell’art. 3 delle Condizioni
Generali di Abbonamento e con decorrenza dalla seguente data: __ (GIORNO) __ (MESE) _____ (ANNO) (OVVERO ENTRO 30 GIORNI DALLA DATA DELLA LETTERA DI RECESSO)

Per eventuali chiarimenti il recapito telefonico è il seguente: ***/******* (DI NORMA UN NUMERO TELEFONICO MOBILE)

Per eventuali rimborsi a mezzo bonifico bancario le coordinate bancarie sono:
IBAN ___________________________ (NUMERO IBAN) intestato _________ _____________ (NOME COGNOME )

Alla presente raccomandata allega
– Proprio documento di identificazione

Al fine dello svolgimento della procedura richiesta e precedentemente descritta, autorizza Telecom Italia S.p.A al trattamento dei propri dati personali ai sensi del D. Lgs 30 giugno 2003, n.196.

Distinti saluti.

______ (LOCALITA’), ______________ (DATA)

_________ _____________ (NOME COGNOME INTESTATARIO LINEA TELEFONICA)

_______________________ (FIRMA LEGGIBILE)
*****************************************************
Compilato in ogni sua parte deve essere stampato, se editato con un programma di video-scrittura, e firmato ove indicato.
Il modulo dovrà essere scansionato, così come il proprio documento d’identità fronte-retro ed il codice fiscale, o tessera sanitaria, e salvato sul proprio PC.
A questi punti siamo pronti per recapitare la disdetta via PEC attraverso un programma di posta elettronica o, forse la soluzione più indicata per l’utente medio e che ne fa un utilizzo circoscritto, tramite l’interfaccia di webmail del fornitore con il quale è stato aperto l’account.
Sarà fondamentale trovare l’esatto indirizzo PEC dell’azienda, Telecom Italia ci facilita indicandolo chiaramente nella sua intestazione in fattura, inserire l’oggetto della comunicazione nel relativo campo, il messaggio con la richiesta di cessazione nel corpo del testo e ricordarsi bene di allegare la documentazione precedentemente scansionata.
Importante:
Se insieme alla PEC non vengono inoltrate le copie della disdetta sottoscritta ed i documenti d’identità, la chiusura del rapporto contrattuale potrebbe non essere considerata valida…

Invio!

In pochi secondi, se l’indirizzo del destinatario è stato correttamente inserito, si riceve la conferma dell’accettazione e della consegna sotto forma di un codice identificativo del messaggio che sarà bene conservare per eventuali contestazioni.

2017-08-05
Da oggi, in teoria, non avendo ricevuto alcuna conferma da parte dell’azienda, l’intestatario della linea telefonica può ritenersi un ex-cliente Telecom.

2018-03-06
Dopo 7 mesi dalla data effettiva di cessazione, in pratica, il servizio è ancora attivo così come è proseguito anche l’addebito automatico delle fatture presso la banca dell’ancora cliente Telecom.
Forte della validità della disdetta, nella forma e nel modo, l’utente contatta l’assistenza Telecom al numero 187 per comprendere i motivi che sono da ostacolo alla cessazione della linea.
L’addetto, su precisa domanda, conferma che la PEC ricevuta con i documenti allegati è conforme ad una disdetta inviata tramite raccomandata semplice.
Dicendosi stupito per la mancata interruzione del servizio rassicura del fatto che il telefono non sarà più attivo in pochi giorni e che gli importi addebitati dalla data della disdetta verranno accreditati.

2018-03-29
Dopo oltre 3 settimane dal contatto con l’assistenza, e a differenza di quanto comunicato nella telefonata, Telecom Italia non sembra intenzionata a chiudere il contratto.
E adesso, che cosa fare?
Se la controparte non dà seguito alla richiesta è necessario inviare un reclamo formale al gestore (magari non aspettando 8 mesi…), propedeutico ed obbligatorio nel caso in cui si desideri procedere alla richiesta di conciliazione presso il Corecom.
La nuova PEC, riportante nell’oggetto i motivi del reclamo, punta sulla mancata gestione del recesso da parte di Telecom includendo l’identificativo del messaggio relativo alla comunicazione della disdetta, la conferma dell’operatore della ricezione della stessa e della sua piena validità oltre alla richiesta dell’intero rimborso di tutte le somme illegittimamente prelevate, interamente o parzialmente, per le fatture elencate.
Si comunica all’azienda che in difetto di quanto sopra il cliente si adopererà alla tutela dei suoi diritti nelle sedi appropriate per la richiesta di rimborso e per l’indennizzo per la mancata, e ritardata, gestione del recesso a far data dal 5 agosto 2017.

2018-04-14
Pur continuando a confidare nel buon esito del reclamo, l’utente si reca presso il proprio istituto di credito per revocare il mandato alla banca per gli addebiti automatici da parte di Telecom.
Le successive fatture che verranno recapitate non verranno più pagate.
Calcolando il tempo che intercorre tra un insoluto e l’affidamento della pratica da parte dell’azienda ad una società di recupero crediti, si ritiene che nell’eventualità di una richiesta di pagamento degli importi oggetto di contestazione ci si possa opporre inviando la copia della convocazione per l’udienza di conciliazione oppure, nel caso non fosse ancora pervenuta, copia del Formulario UG presentato assieme alla documentazione che ne comprova il deposito o l’invio al Corecom.
2018-05-11
Telecom Italia continua ad ignorare le PEC e non risponde al reclamo, è necessario presentare un’istanza di conciliazione presso il Corecom.
La conciliazione non è altro che il tentativo obbligatorio di risolvere le dispute tra utenti ed operatori delle telecomunicazioni (telefonia, Internet, pay-tv) prima di affidarsi alla giustizia ordinaria; un’attività che mira a snellire il lavoro dei tribunali risultando molto utile alla parte più debole, che può partecipare all’udienza in maniera autonoma senza la necessità di sostenere alcuna spesa per il legale e per la procedura.
La conciliazione non esprime una sentenza vincolante, il conciliatore che funge da soggetto neutrale ha lo scopo esclusivo di favorire una soluzione alla controversia cercando stimolare le parti a trovare un accordo soddisfacente
La presentazione dell’istanza al Corecom regionale si può effettuare online registrandosi presso il suo sito internet, via email o PEC, fax, posta raccomandata oppure consegnata a mano…
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ATTENZIONE
Dal 23 Luglio 2018 è entrato in vigore il nuovo regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra utenti e operatori di comunicazioni elettroniche (Delibera n. 203/18/CONS, modificata dalla delibera n. 296/18/CONS), la nuova piattaforma telematica di gestione delle procedure ConciliaWeb sostituisce e semplifica le sopra citate forme di presentazione e, fatto di grande rilievo, non richiede la presenza fisica degli utenti nelle sedi di conciliazione.

Le informazioni contenute in questo post sono relative alla precedente procedura!
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L’istanza, oltre ai dati personali e l’indicazione dell’operatore chiamato alla conciliazione (Telecom Italia S.p.A., Via Gaetano Negri 1, Milano (MI) 20123), deve contenere la descrizione dei fatti all’origine della controversia, degli eventuali tentativi di risoluzione della controversia già esperiti per il medesimo problema e presso altri enti preposti (Camere di Commercio, tavoli paritetici, ecc.), le richieste dell’utente nei confronti dell’operatore, l’elenco dei documenti che si allegano (obbligatoria la copia di un valido documento di identità) e la firma dell’utente oppure del legale rappresentante (per le persone giuridiche) o, ancora, da una terza persona munita di procura autenticata (legale, associazione consumatori, altri).

2018-06-25
Il Corecom regionale comunica alle parti:
A seguito dell’istanza inoltrata al Corecom della Toscana per l’esperimento del tentativo obbligatorio di conciliazione nella controversia con Telecom Italia S.p.A., n. xxxx/18 del 11/05/2018 (che si allega per la parte convenuta), con la presente il CoReCom avvia la relativa procedura ai sensi dell’allegato A alla Delibera n. 173/07/CONS.
Le parti sono convocate per l’udienza di conciliazione il giorno 12/07/2018, alle ore 15.40 presso la sede del Corecom, Via Cavour, 18 – 50129 – Firenze (terzo piano).
Si fa presente che:
– trascorsi 30 minuti dall’ora indicata senza che la parte sia comparsa o abbia avvertito lo scrivente ufficio di un eventuale breve ritardo al n. 055 2387833 0552387801 0552387531, si procederà a verbalizzare la conclusione del tentativo di conciliazione per mancata comparizione e il procedimento sarà archiviato. La parte non comparsa può proseguire la controversia solo in sede giurisdizionale, essendo preclusa la definizione della controversia presso il Corecom;
– Il rinvio dell’udienza sarà concesso soltanto su istanza scritta, motivata e corredata da idonea documentazione. ( non possono essere ritenersi motivi validi per il rinvio impegni lavorativi o personali dell’istante o suo delegato).
– ’istante può intervenire personalmente oppure farsi rappresentare da soggetti (persona di fiducia, associazioni dei consumatori, avvocati) muniti di delega, formulata utilizzando come fac-simile il modello riportato in calce, corredata da fotocopia di documento d’identità del delegante;
– qualora la parte sia un soggetto diverso da persona fisica, il legale rappresentante (o suo delegato) dovrà fornire dichiarazione sostitutiva di certificazione comprovante la sua qualità di legale rappresentate, formulata utilizzando come fac-simile il modulo allegato alla presente, corredata da fotocopia di documento d’identità;
– le parti possono prendere visione degli atti presso la sede del Corecom, previa richiesta scritta, ad eccezione di quelli contenenti informazioni espressamente dichiarate riservate;
– trascorsi 30 giorni dalla data di presentazione dell’istanza senza che la procedura sia conclusa la parte istante può rivolgersi direttamente all’Autorità giudiziaria, dandone comunicazione al Corecom inviando una mail a xxxxxxxxx@consiglio.regione.toscana.it o, in alternativa un fax al numero 055 2387874. Si prega di inviare la comunicazione attraverso uno solo dei canali indicati.
Si ricorda altresì che:
– l’eventuale rinuncia al tentativo di conciliazione (ad es. per accordo raggiunto prima dell’udienza) deve essere inviata ai canali sopra indicati. xxxxxxxxx@consiglio.regione.toscana.it fax 055 2387874.

2018-07-10
Dopo quasi un anno Telecom si fa viva telefonicamente, chi chiama lo fa per sollecitare il pagamento di una fattura scaduta.
Viene informato che entro 48 ore vi sarà l’udienza presso il Comitato Regionale per le Comunicazioni.
L’interlocutore ne prende atto.

2018-07-12
Munito di delega di colui che ha attivato l’istanza di conciliazione, intervengo in sua vece all’appuntamento presso la sede regionale del Corecom il cui orario di convocazione viene rispettato con precisione svizzera.

Incontro l’avvocato al quale è stato affidato l’incarico di prestazione di opera intellettuale per lo svolgimento delle attività di definizione amministrativa delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche e utenti, ovvero il mediatore, e la rappresentante di Telecom Italia.

In un clima disteso, addirittura cordiale così come deve essere un tentativo di mediazione, espongo le ragioni del ricorrente e le sue richieste in virtù di un indennizzo per un recesso mai attuato, il pieno rimborso delle fatture pagate e lo storno di quelle insolute.
Vi sono alcune frizioni e contestazioni reciproche ma, col benestare dell’intestatario della linea telefonica, accetto il risarcimento di euro 400,00 offerto da Telecom.

In pochi minuti l’avvocato redige il verbale mettendo nero su bianco l’accordo raggiunto:
– Telecom Italia, a titolo conciliativo, si impegna a cessare il numero ***/****** in esenzione spese, non ché a stornare gli importi ad oggi insoluti gravanti su parte istante e le fatture di eventuale futura prossima emissione fino alla chiusura del ciclo di fatturazione, con ritiro a proprie spese dell’eventuale pratica di recupero del credito; si impegna, inoltre, a corrispondere la somma omnicomprensiva di euro 400,00 mediante bonifico bancario da eseguirsi entro 120 giorni dalla data odierna sulle coordinate IBAN XXXXXXXXXXXXXXXXXXXXXX intestate alla parte istante;
– La parte istante accetta l’offerta come oggi proposta da Telecom Italia S.p.A.;
– Le parti danno atto di quanto sopra dichiarandosi integralmente soddisfatte e di non avere niente altro a che pretendere per le questioni di cui all’odierno incontro.

In conclusione, seppur in attesa del rimborso, mi posso definire soddisfatto soprattutto per un principio a me caro: la PEC ha piena validità legale anche nella chiusura di un contratto con Telecom Italia anche se, per ottenere il rispetto delle volontà del cliente, è stato necessario aderire allo strumento della conciliazione.

Questa vicenda mette in risalto, purtroppo, un aspetto disarmante: le enormi resistenze dell’azienda ad interrompere il servizio e a comunicare con gli utenti attraverso forme certe e rintracciabili, difficoltà che alla mia persona hanno comportato solo poche perdite di tempo ma che alla maggioranza degli utenti potrebbero apparire come insormontabili.

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